Europa unita e con una leadership forte, per riprendere il nostro posto nella Storia

Energia: Prodi all’Aef “Usa vincitori, Ue nel guado” 

(AGI) – Roma, 21 maggio – Usa vincitori assoluti sul fronte dell’energia, Cina e Turchia che avanzano, un’Europa in mezzo al guado. I nuovi scenari geopolitici rischiano di registrare vincitori e vinti, tra questi ultimi l’Europa. A guardare avanti, in un’intervista all’AGI, è Romano Prodi ‘special guest’ al Forum economico di Astana, la ‘Davos’ euroasiatica nella capitale kazaka che si è aperta oggi con circa 12mila delegati arrivati da tutto il mondo. “Non sarà solo un generico occhio sull’economia mondiale – ha detto Prodi -. Il Forum di Astana, a cui partecipano esperti mondiali, nobel, economisti e anche politici, si focalizza sull’economia euroasiatica con una forte attenzione all’Europa. Si dibatterà per alcuni giorni sui rapporti fra Europa e Asia e non solo di problemi astratti del mercato finanziario, ma anche delle nuove vie di comunicazione, dei cambiamenti del mercato energetico. Quadro economico che può rappresentare un interessante punto di riferimento per il futuro”.

Energia e il nuovo protagonismo americano

Il Forum apre i battenti in Kazakistan, paese euroasiatico produttore di energia. Sullo sfondo una realtà in piena evoluzione. “I cambiamenti sono già avvenuti – ha spiegato Prodi -, altri sono in corso, su altri c’è un punto interrogativo. Quelli già avvenuti sono dominati dal nuovo protagonismo americano. Gli Stati Uniti, attraverso lo shale oil e shale gas, da grandi importatori sono già diventati modesti esportatori, possono arrivare alla sufficienza economica e forse qualcosa di più”. “Cosa vuol dire? Lo sconvolgimento totale dei mercati energetici – ha sottolineato Prodi -. I grandi acquirenti rimangono Europa e Cina, con una presenza cinese sempre più forte rispetto al passato”. Uno scenario in cui al momento c’è un unico vincitore: gli Usa. “L’industria petrolchimica – secondo l’ex Presidente del Consiglio – va spostandosi verso il Golfo del Messico. Perchè sono nate nuove convenienze. Di fatto c’è un vincitore che modifica, per effetto della sua strategia, i costi produttivi. In questa situazione tutti gli altri sono dei perdenti”.

L’Europa in mezzo al guado

L’Europa in particolare “rischia di perdere grosse opportunità di business in questo contesto”, è la preoccupazione di Prodi, per via della crescente importanza della Cina, ma anche in vista di un “nuovo dinamismo turco, che – ha detto Prodi – in tantissimi casi ha sostituito la presenza europea. La Turchia – ha aggiunto – è veramente il nuovo protagonista di queste aree. Il Paese ha problemi interni, che non aveva in passato, ma la sua presenza nel centro Asia non ha subito alcuna conseguenza”. Nessun problema per le forniture, ha assicurato Prodi “perchè il mercato petrolifero è un mercato mondiale e il fatto che vi sia meno richiesta da parte Usa rende meno probabile un problema di scarsità nella disponibilità di petrolio”. Resta però il fatto che le aree di produzione di greggio sono aree di grosse tensioni e sconvolgimenti politici. Non solo l’Ucraina, anche Paesi come Iran, Iraq e Siria. Prodi ha intenzione di sollevare la ‘questione europea’ al Forum di Astana. “L’Europa – ha sostenuto – è stata sempre in questo Summit oggetto di un’analisi preoccupata. Era il grande punto di riferimento di quest’area euroasiatica, ora non lo e più”. Mentre si parlerà di massimi sistemi geopolitici ad Astana, nel Vecchio Continente si svolgeranno le elezioni europee. “Non è argomento del Summit – ha precisato Prodi ma, ha aggiunto, “spero che l’allarme del populismo svegli i leader europei e faccia capire che non ci si può fermare in mezzo al guado”. Anche vista dalla Cina, altro protagonista del Forum di Astana, l’Europa, ha detto Prodi “è quasi un rimpianto”. “Dieci anni fa, da Presidente della Commissione Europea, incontravo annualmente il Presidente cinese e l’Europa era un punto di riferimento come quello americano. Si attendeva con ansia l’euro perchè costituiva un bilanciamento dello strapotere del dollaro. Oggi l’Europa – ha continuato – è un insieme di tanti interessanti partner commerciali, ma una cosa sono i commerci dei singoli Paesi, una cosa è la presenza politica”.

Africa la “novità economica”

Ma sarà soprattutto l’Africa la novità del Summit. Il continente, ha ricordato Prodi, “si sviluppa intorno a tassi di crescita del 5%. Non può ancora modificare la politica mondiale, ma può dare un segno nuovo al futuro“. L’Africa è ormai “il simbolo dei cambiamenti della politica mondiale”. Sarà però importante, ha messo in guardia Prodi, che il continente, risolva i sui problemi politici. “L’Africa continuerà a svilupparsi se andranno avanti le cooperazioni tra Paesi. Le singole nazioni isolate non avranno mai la possibilita di svilupparsi. E questa nuova ondata di investimenti è importante perchè sta spingendo la cooperazione tra le diverse nazioni”. L’Europa però dovrebbe avere molta piu attenzione sull’Africa. Alcuni Paesi, come anche l’Italia, sono molto presenti nel Continente, ma “manca un’azione profonda: se ci si accontenta di singoli Paesi che curano il proprio tradizionale orto di casa, certamente non potremmo altro che perdere in modo progressivo la nostra voce e la nostra presenza politica”.

Il futuro dell’Italia è l’Europa

Se si parlerà di Italia ad Astana? “No, non si parlerà degli specifici Paesi” ha assicurato Prodi, “facciamo tutti parte del coro europeo. E’ qui che si capisce la necessità dell’Europa che è un punto di forza se resta unita e con una leadership forte“. Quindi “bisognerebbe smetterla di litigare e di agire disuniti e fare finalmente un’Europa capace di riprendersi il suo posto nella storia. Io – ha aggiunto – provo dolore per la scarsa attenzione alla politica estera. Non riusciamo a capire quanto influisca sulla vita quotidiana”. “Il mio futuro? Nei prossimi giorni vado a insegnare in Cina, poi verrà l’estate, ci saranno le vacanze. Ma certamente non ci sono progetti ‘italici’. Li escludo”.

(AGI)

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