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	<title>Romano Prodi</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Se la Grande Germania capisse quanto è piccola</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 06:49:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 29 Agosto 2010
I dati positivi sull’economia tedesca arrivano con costanza e regolarità: la crescita e le esportazioni la pongono ai vertici europei mentre i tassi di interesse dei suoi buoni del tesoro sono ormai il punto di riferimento per tutti gli altri Paesi.
Superato il trauma dell’unificazione, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/germania_mini.1227873049.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1937" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/germania_mini.1227873049.jpg" alt="" width="365" height="255" /></a>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100829&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_35.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">Il Messaggero</a></strong> del 29 Agosto 2010</p>
<p>I dati positivi sull’<a href="http://www.corriere.it/economia/10_agosto_13/pil-germania_a5c5e71e-a6ac-11df-944e-00144f02aabe.shtml" target="_blank">economia tedesca</a> arrivano con <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-26/balza-massimi-oltre-anni-080330.shtml?uuid=AYFLktJC" target="_blank">costanza e regolarità</a>: la crescita e le esportazioni la pongono ai vertici europei mentre i tassi di interesse dei suoi buoni del tesoro sono ormai il punto di riferimento per tutti gli altri Paesi.</p>
<p>Superato il trauma dell’unificazione, la Germania è, sotto l’aspetto economico, il Paese più robusto di tutto il continente. Questa priorità tedesca è ormai largamente accettata ma, nello stesso tempo, l’opinione pubblica germanica e la sua leadership politica rifiutano di assumersi le responsabilità di indirizzo e guida che sono la naturale conseguenza della realtà esistente.</p>
<p>In poche parole la Germania ritiene di andare <a href="http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201008241140322994&amp;chkAgenzie=TMFI&amp;sez=news&amp;testo=&amp;titolo=Germania,%20ripresa%20economia%20in%20grado%20di%20autosostenersi" target="_blank">troppo bene da sola</a> per porsi l’obiettivo di contribuire in modo attivo alla costruzione di una politica europea. Tenuto conto delle attuali circostanze, la situazione esistente appare talmente positiva che l’obiettivo del Paese sembra essere solo quello di conservarla. Come ha dichiarato il politico liberale francese Jean Louis <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Jean-Louis_Bourlanges" target="_blank">Bourlanges</a> “ La Germania ha ottenuto dall’Europa tutto quello che voleva e il suo obiettivo è solo quello di non perdere i risultati raggiunti. Il Paese è sazio”.</p>
<p>Insomma più la Germania è forte meno è disposta a esercitare la sua funzione di leadership, rinnegando in modo sostanziale il proprio passato. Fu infatti prima di tutto il cancelliere Kohl a volere l’Euro per “costruire un Germania europea e non un’Europa germanica”, furono gli imprenditori tedeschi a sostenere l’introduzione dell’Euro per proteggersi contro i rischi di continue svalutazioni monetarie da parte degli altri Paesi europei. Il risultato è stato talmente positivo che, nell’ultimo anno, l’attivo della bilancia commerciale ha superato i 210 miliardi di euro, sopravanzando in termini percentuali persino la Cina.</p>
<p>Nonostante tutto ciò non solo la grande stampa popolare, ma un numero sempre crescente di responsabili politici e di operatori economici ritiene di essere sempre in credito nei confronti dei partner europei e di dovere sostenere tutto il peso degli errori o delle disgrazie altrui.</p>
<p>Questo divorzio fra la Germania e l’Unione Europea ha ricevuto un’ulteriore spinta dalla ormai famosa sentenza della Corte Costituzionale di Karlsruhe che ha negato ogni superiorità della legge europea su quella nazionale e ha stabilito che qualsiasi trasferimento di competenze verso l’Unione Europea possa avvenire solo attraverso un apposito provvedimento di legge.</p>
<p>Più diventa forte economicamente più la Germania si chiude in se stessa pensando di potere fare da sola, pensando forse di essere troppo grande per l’Europa ma sforzandosi di ignorare di essere troppo piccola per contare veramente in un mondo globalizzato. Anche la Grande Germania ha bisogno di una più forte Europa.</p>
<p>Questo percorso, soprattutto tenuto conto della caduta spagnola, della riluttanza britannica e della crescente irrilevanza italiana, può essere compiuto solo con una consapevole riattivazione dell’asse politico franco-tedesco, unico punto di riferimento di un’Europa possibile.</p>
<p>A questo punto entrano in gioco altri impedimenti. In primo luogo i caratteri della cancelliera Merkel e del presidente Sarkozy non potrebbero essere più diversi. Le roboanti dichiarazioni di Sarkozy che sistematicamente dopo ogni vertice ripete che la Francia ha ottenuto tutti gli obiettivi che si proponeva, mettono ulteriormente in difficoltà la Cancelliera tedesca di fronte alla propria opinione pubblica ma soprattutto lanciano il messaggio che la risposta francese non è una risposta europea ma è l’ennesima impossibile sfida gallica alla superiorità tedesca.</p>
<p>In effetti non essendo pervenuta da parte francese alcuna reale proposta riguardo a nuovi modelli di gestione dell’area dell’Euro e avendo adottato la Francia linee più alternative che parallele a quelle tedesche nella politica economica interna, è ora impossibile pensare che vi siano elementi per l’esercizio di quella responsabilità condivisa che è l’unico modo di costruire non solo un futuro per l’Europa ma per la Francia e per la stessa Germania.</p>
<p>Se le cose stanno così solo una nuova presa di coscienza da parte tedesca della propria forza e delle proprie responsabilità può farci uscire dalla paralisi in cui siamo. La dirigenza tedesca deve rendersi conto che in ogni caso è impossibile (e sarebbe per loro disastroso) ritirarsi dall’Euro. Deve rendersi conto che non sono essi i martiri dell’Europa e che ciascuno di noi porta il proprio peso, debbono rendersi conto che anche nel caso greco, reso molto più grave per l’influenza delle elezione regionali del Nord Reno-Westfalia, hanno sostanzialmente fatto prevalere la propria linea. Debbono rendersi conto che non vi è nessun legame fra il “soccorso alla Grecia” e la mancata riduzione delle tasse in Germania. Debbono soprattutto rendersi conto che, nel nuovo mondo, anche la Grande Germania è piccola.</p>
<p>Insomma la Germania è decisiva nel salvare insieme a se stessa l’intera Europa, ma sembra non volersene rendere assolutamente conto. Penso che questa fuga da una grande responsabilità storica sarà pagata a prezzo molto caro in futuro.</p>
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		<title>Bersani risollevi le sorti del Paese con il nuovo Ulivo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 07:42:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;olio dei monaci e i nuovi innesti
Commento di Romano Prodi su Il Messaggero del 27 agosto 2010
Si narra (e non è detto che le cose narrate siano sempre vere) che, nei registri manoscritti delle aziende agricole dei monasteri della collina bolognese, i proventi per la vendita di olio di oliva costituissero una parte copiosa dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_1933" class="wp-caption alignright" style="width: 315px"><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/fiori_ulivo2.jpg"><img class="size-full wp-image-1933" title="L'Ulivo rifiorisce" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/fiori_ulivo2.jpg" alt="L'Ulivo rifiorisce" width="305" height="458" /></a></strong><p class="wp-caption-text">L&#39;Ulivo rifiorisce</p></div>
<p>L&#8217;olio dei monaci e i nuovi innesti</strong></p>
<p>Commento di Romano Prodi su <strong><a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100827&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=BENIGNO_6.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">Il Messaggero</a></strong> del 27 agosto 2010</p>
<p>Si narra (e non è detto che le cose narrate siano sempre vere) che, nei registri manoscritti delle aziende agricole dei monasteri della collina bolognese, i proventi per la vendita di olio di oliva costituissero una parte copiosa dei loro introiti durante tutto il quindicesimo secolo.</p>
<p>Si narra inoltre che intorno alla fine dello stesso secolo sia avvenuta una piccola glaciazione durata circa dodici anni e che, di conseguenza, a settentrione dell’Appennino (fatta eccezione per il lago di Garda, le colline di Brisighella e qualche altra ristretta isola) la coltivazione dell’ulivo sia totalmente scomparsa e tale sia rimasta fino ad oggi.</p>
<p>In fondo è passata soltanto una dozzina d’anni da quando, nel 1998, la coltura dell’ulivo è stata ritenuta non più remunerativa per il riformismo italiano ed è progressivamente scomparsa dai registri della nostra politica.</p>
<p>Mi ha destato quindi una <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/il-nuovo-ulivo-ridara-un-futuro-allitalia-ma-il-pd-sia-al-centro-del-progetto_1924.html" target="_blank">piacevole sorpresa</a> leggere che Bersani ha deciso di <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/26/news/lettera_bersani-6514997/" target="_blank">riprenderne la coltivazione</a>, facendone un punto di riferimento per rimettere in ordine i registri dell’azienda italiana, messi in grave difficoltà dalle male organizzate tecniche agrarie succedutesi nel frattempo.</p>
<p>Ed è ovviamente apprezzabile che si parli di un “<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Bersani-Ora-nuovo-Ulivo-e-alleanza-democratica-per-battere-Berlusconi_874107649.html" target="_blank">nuovo ulivo</a>”, in cui l’aggettivo “nuovo” mette in rilievo la necessità di introdurre nella coltura nuovi diserbanti, nuovi fertilizzanti e, soprattutto, nuovi innesti.</p>
<p>Auguro quindi a Pier Luigi Bersani che trovi il terreno adatto e il calore sufficiente perché la pianta mediterranea a noi così cara possa vivere abbastanza a lungo da produrre frutti sufficienti a <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=116342&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;ssez=PRIMOPIANO" target="_blank">risollevare le sorti dell’Italia</a>.</p>
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		<title>Il nuovo Ulivo ridarà un futuro all&#8217;Italia, ma il PD sia al centro del progetto</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 07:05:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Prodi esulta per il Nuovo Ulivo
&#8220;Ma il Pd sia al centro del progetto&#8221;
Il professore plaude alla proposta di Bersani, ma chiede ai democratici di non fare solo &#8220;gesti tattici&#8221;: &#8220;Prima il partito era troppo autoreferenziale&#8221;
Prodi esulta per il Nuovo Ulivo &#8220;Ma il Pd sia al centro del progetto&#8221;
Intervista di Marco Marozzi a Romano Prodi su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/bersani_prodi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1925" title="bersani_prodi" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/bersani_prodi-300x225.jpg" alt="bersani_prodi" width="300" height="225" /></a><strong>Prodi esulta per il Nuovo Ulivo<br />
&#8220;Ma il Pd sia al centro del progetto&#8221;</strong><br />
Il professore plaude alla proposta di Bersani, ma chiede ai democratici di non fare solo &#8220;gesti tattici&#8221;: &#8220;Prima il partito era troppo autoreferenziale&#8221;</p>
<p>Prodi esulta per il Nuovo Ulivo &#8220;Ma il Pd sia al centro del progetto&#8221;</p>
<p>Intervista di Marco Marozzi a Romano Prodi su <strong><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/27/news/prodi_esulta_per_il_nuovo_ulivo_ma_il_pd_sia_al_centro_del_progetto-6539925/" target="_blank">La Repubblica</a></strong> del 27 agosto 2010</p>
<p>BOLOGNA &#8211; &#8220;Bravo Pierluigi. Ci voleva proprio. Ma adesso bisogna passare subito ai fatti. Nei rapporti con la nostra gente, con le altre forze politiche e soprattutto nella capacità di contrastare il declino dell&#8217;Italia. Il confronto è su chi sul serio sa rivitalizzare il sistema Paese. Non è solo il problema Berlusconi. Il futuro è di chi sa dipingere e subito dopo costruire <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/26/news/lettera_bersani-6514997/" target="_blank">un futuro per l&#8217;Italia</a>&#8220;. Romano Prodi ha molto apprezzato le parole scritte da <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Bersani-Ora-nuovo-Ulivo-e-alleanza-democratica-per-battere-Berlusconi_874107649.html" target="_blank">Pierluigi Bersani</a> su Repubblica. Soprattutto ha sospirato di fronte a quella &#8220;parola&#8221; che gli è tanto cara: &#8220;Ulivo&#8221;.</p>
<p>Ma l&#8217;ex premier non ha sottolineato solo le frasi del documento &#8220;bersaniano&#8221;, anche <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Nuovo-Ulivo-proposta-Bersani-piace-al-Pd_874824778.html" target="_blank">il clima</a> che è riuscito a creare. &#8220;Quanto tempo era che non succedeva&#8221;, ha detto con una punta di amarezza il Professore. La lettura, racconta lo staff di Bersani, ha confermato un messaggio già mandato a Prodi prima della pubblicazione. &#8220;Gli abbiamo detto che gli sarebbe piaciuto&#8221;.</p>
<p>L&#8217;effetto, di fatti, si è subito sentito. Prodi nella sua vacanza in provincia di Reggio Emilia, in casa della suocera, è andato a prendere i giornali di prima mattina. Conferma di quello anticipato da Roma. I commenti con i suoi amici sono stati subito positivi. Commenti privati. &#8220;Io non esisto&#8221; ripete lui che si diverte a fare il Vecchio della Campagna, il Saggio della Bassa. L&#8217;ex premier, infatti, ripete come un mantra di non pensare a un ritorno &#8220;pubblico&#8221; di qualsiasi tipo. &#8220;Non sono Cincinnato. Un&#8217;epoca è comunque chiusa. Largo ai giovani. Io insegno&#8221;. &#8220;Negli Usa e in Cina&#8221; aggiunge con vezzo critico verso l&#8217;Italia. Ma gode come un pazzo al fatto che la gente normale lo fermi per strada. &#8220;Professore, torna?&#8221;. Lo rincuora che illustri sconosciuti gli chiedano di Flavia, la moglie operata. &#8220;Come sta la sua signora?&#8221;.</p>
<p>L&#8217;uscita di Bersani lo ha colto in questo momento, fra pubblico e privato, felici e preoccupati. Anche Prodi temeva un appannamento del segretario del Pd, l&#8217;amico ventennale su cui ha sempre puntato. Ha sempre vissuto malissimo la marginalizzazione di cui ha accusato il Pd di Walter Veltroni dopo il &#8220;corriamo da soli&#8221; che, ancora accusa, &#8220;ha messo in crisi&#8221; il suo governo. Con Dario Franceschini ci sono stati gli strascichi post-veltroniani, poi la discesa in campo dell&#8217;amato Bersani. Da cui però non è mai arrivato lo scatto che anche il Professore si aspettava. Mentre seguiva con attenzione preoccupata il grande attivismo di Giulio Tremonti, battezzato &#8220;Visc/onti&#8221; da qualche amico di Prodi per la nuova linea non più così contraria rispetto a quella del predecessore, Visco.</p>
<p>Adesso Prodi è tornato al centro del campo, ultimo, antico vincitore di uno scudetto. Da cui imparare. Non parla, ma tanti lo cercano. Lui sta a guardare. Persino le possibili aperture di Bersani a Casini, Fini e Montezemolo. Gli ultimi due li conosce come pochi, ne sa le astuzie tattiche e strategiche. Non gli era piaciuto il &#8220;patto repubblicano&#8221; abbozzato mesi fa da Bersani e finito in nulla. &#8220;Non per l&#8217;idea in sé, ma per il rischio che venga preso per un gesto tattico. Serve sempre e ancora un grande progetto. Con il Pd al centro del confronto&#8221;. Ha apprezzato le mosse dell&#8217;ex segretario di An, ma lo dipingeva come &#8220;un generale con attorno sergenti e non si sa se davvero ci sono delle truppe&#8221;.</p>
<p>Adesso la possibilità che Bersani abbia preso in mano il pallino rincuora molto il Professore. Come l&#8217;asse che pare crearsi con Dario Franceschini, allontanatosi da Veltroni. &#8220;Alla trasmissione tv di Fazio era stato bravissimo&#8221; era un ricordo-impianto ricorrente. E sul Pd: &#8220;L&#8217;interpretazione comune rischiava di essere quella di un partito diventato autoreferenziale, con rapporti troppo deboli con il territorio e con i problemi quotidiani degli italiani, messi in secondo piano dai ristretti obiettivi dei dirigenti e delle correnti e dai rapporti di vertice con le altre forze&#8221;.</p>
<p>Se è svolta, Prodi ci spera. Lui pubblicamente tace, le sue voci pubbliche sono entrate in funzione. &#8220;Il Pd deve essere il centro del centrosinistra. &#8211; dice l&#8217;ex ministro di un defunto Programma, Giulio Santagata &#8211; Su questa credibilità, su questa capacità si gioca la costruzione di qualsiasi coalizione e di qualsiasi possibilità di mandar via Berlusconi&#8221;. Con una stoccata a Veltroni: &#8220;La nuova stagione ulivista può aprire le porte ai tanti delusi, lasciati per strada in questi anni&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;itinerario collettivo che il Paese non trova</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litinerario-collettivo-che-il-paese-non-trova_1913.html</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 08:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 22 Agosto 2010
I paradossi dell’economia italiana sono sempre più difficili da comprendere e, di conseguenza, ancora più difficili da spiegare. Negli ultimi anni ci siamo dedicati a cercare di capire come un basso livello di natalità, che data ormai da almeno trent’anni, possa essere compatibile con un’elevatissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1916" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/immipermesso1-large.jpg"><img class="size-full wp-image-1916" title="Lavoratori clandestini in attesa del permesso di soggiorno" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/immipermesso1-large.jpg" alt="Lavoratori clandestini in attesa del permesso di soggiorno" width="350" height="260" /></a><p class="wp-caption-text">Lavoratori clandestini in attesa del permesso di soggiorno</p></div>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100822&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_34.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 22 Agosto 2010</p>
<p>I paradossi dell’economia italiana sono sempre più difficili da comprendere e, di conseguenza, ancora più difficili da spiegare. Negli ultimi anni ci siamo dedicati a cercare di capire come un basso livello di <a href="http://www.indexmundi.com/it/italia/tasso_di_natalita.html" target="_blank">natalità</a>, che data ormai da almeno trent’anni, possa essere compatibile con un’elevatissima <a href="http://www.asca.it/focus-DISOCCUPAZIONE__IN_ITALIA_RESTERA__ALL_8_7_PERCENTO__FINO_ALLA_FINE_DEL_2011-3209.html" target="_blank">disoccupazione</a> giovanile e con un altrettanto elevato tasso di <a href="http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2824:istat-immigrati-regolari-a-bassissimo-tasso-di-criminalita&amp;catid=36:lanima-e-il-corpo&amp;Itemid=76" target="_blank">immigrazione</a>. Non è infatti comprensibile in modo intuitivo come questi tre dati possano andare assieme nello stesso Paese e nello stesso periodo di tempo.</p>
<p>A complicare le cose è arrivato un ulteriore elemento di conoscenza, che cioè nella fascia d’età <a href="http://tg24.sky.it/tg24/economia/2010/07/02/istat_lavoro_disoccupazione_maggio_2010.html" target="_blank">dai 15 ai 30 anni</a> vi sono oltre <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_17/sergio-rizzo-invisibili_0aedd022-a9cb-11df-8b1f-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">900.000 “invisibili”</a>, quasi un milione di giovani che non studiano e, almeno ufficialmente, non lavorano.</p>
<p>Una parte di questi appartiene probabilmente al mercato del <a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/02/18/lavoro-nero-ed-immigrazione-boom-di-irregolari/" target="_blank">lavoro clandestino</a>, ma questo non è un elemento di consolazione perché si tratta in ogni caso di occupazioni precarie, sottopagate e incapaci di fornire agli stessi giovani la possibilità di formare una famiglia e, tantomeno, la prospettiva di costruirsi una pensione. In Italia, inoltre, il numero di immigrati è arrivato alla soglia dei quattro milioni e, anche in questo periodo di difficoltà economica, il loro numero non tende a calare in modo sensibile perché sono essi che si accollano i lavori faticosi, usuranti, pericolosi o socialmente umili che ben pochi italiani sono disposti ad accettare.</p>
<p>Ultimo elemento di questo paradosso che spinge il Paese verso il basso è il costante <a href="http://www.indiceistat.it/indice-istat-produzione-industriale-italiana-febbrario-2010-in-aumento/" target="_blank">calo della produttività</a> che, negli ultimi dieci anni, anche tenendo conto di tutte le controversie statistiche è fortemente diminuita e che è ancora più rapidamente caduta nell’ultimo periodo.</p>
<p>Di fronte a questi dati non possiamo limitarci a chiedere quando usciremo dalla crisi ma se e come ne usciremo. Cosa può infatti succedere ad un Paese nel quale un alto livello di disoccupazione convive con un’immigrazione non qualificata, con un continuo calo della produttività e un sempre più elevato numero di giovani specializzati che emigrano verso l’estero? La risposta è semplice: il combinato disposto di questi fenomeni non può che portare alla diminuzione del livello di vita degli italiani ed alla generale decadenza del Paese.</p>
<p>Non è sufficiente a consolarci la constatazione che alcuni settori industriali hanno ripreso ad esportare, perché questo non è un fatto generalizzato e soprattutto perché l’industria pesa soltanto per un quinto del nostro Prodotto interno lordo. Nei settori industriali in cui siamo più competitivi è ormai difficile aumentare la produttività con innovazioni dei processi, che sono già ad elevati livelli di sofisticazione. La produttività si aumenta soprattutto dando vita a prodotti o a servizi innovativi, che si vendono a un prezzo più alto. L’aumento della produttività è frutto di una continua ricerca.</p>
<p>Soprattutto il nostro settore terziario, che pesa per i tre quarti dell’intera economia, non gioca quasi alcun ruolo internazionale: non nella distribuzione, non nella progettazione, non nei trasporti, poco nei servizi finanziari, non nella logistica, non nell’architettura, non nei servizi turistici, non nella consulenza. E potrei continuare con questo lamentoso elenco.</p>
<p>Di conseguenza le offerte di lavoro specializzato calano e i nostri giovani di qualità vanno a lavorare all’estero. Non è più soltanto una fuga dei ricercatori ma di tutti i giovani più intraprendenti che operano nei settori innovativi e globalizzati.</p>
<p>Negli anni ’80 e ’90 ci siamo illusi che il problema potesse essere risolto dalla tumultuosa crescita del lavoro autonomo, ma quasi nessuno di quelli che hanno fatto questa scelta ha costruito iniziative con dimensioni capaci di competere nel nuovo scenario internazionale e, purtroppo, molti di coloro che con grandi speranze si erano messi in proprio sono oggi letteralmente alla fame.</p>
<p>Le cose nuove nella produzione di beni o di servizi si fanno solo se si attraggono energie e risorse umane nuove. Non se importiamo unicamente coloro che sono disposti a fare i lavori che i nostri giovani rifiutano, mentre i migliori di loro sono costretti ad emigrare.</p>
<p>Riusciremo a contrastare questo declino solo se il sistema Paese sarà in grado di conservare in Italia ed attirare dall’estero imprese ed energie umane di alto livello. Oggi, secondo tutte le analisi e i riscontri internazionali, siamo fuori dal giro. Stiamo cioè uscendo dalla storia. Non illudiamoci che ci salvi il nostro passato: i Paesi vivono nel presente e nel futuro.</p>
<p>In questo quadro la missione principale della Pubblica amministrazione è quella di liberare il terreno dagli ostacoli che bloccano il fiorire delle nuove opportunità. La missione delle banche, delle imprese, delle professioni, delle università è di investire nel nuovo e scommettere sui giovani con coraggio e visione, rigore e attenzione al merito.</p>
<p>Per tentare di salvarci abbiamo bisogno di costruire un itinerario collettivo: spetta soprattutto alla politica di tracciarne la strada. Non mi sembra però che nella presente estate si sia molto lavorato in questa direzione.</p>
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		<title>Prodi: Napolitano ha difeso il vangelo della Costituzione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 16:11:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[Prodi: &#8220;Napolitano ha difeso il vangelo della Costituzione&#8221;
(Tiscali Notizie) L&#8217;ex premier Romano Prodi ha definito &#8220;accorati&#8221; i toni usati ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in difesa di quel &#8220;vangelo&#8221; che é la Costituzione.
A Santa Maria di Novellara, il paese reggiano della famiglia della moglie Flavia, l&#8217;ex premier è stato intervistato da Telereggio. &#8220;Accorati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/800px-giorgio_napolitano.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1921" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/800px-giorgio_napolitano.jpg" alt="" width="384" height="256" /></a>Prodi: &#8220;Napolitano ha difeso il vangelo della Costituzione&#8221;</p>
<p>(<strong><a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/10/08/17/napolitano-reazioni-politici.html" target="_blank">Tiscali Notizie</a></strong>) L&#8217;ex premier Romano Prodi <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=TFJE8" target="_blank">ha definito</a> &#8220;accorati&#8221; i toni usati ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/16/news/napolitano_impeach-6317523/?ref=HREA-1" target="_blank">in difesa</a> di quel <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=31708&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">&#8220;vangelo&#8221;</a> che é la Costituzione.</p>
<p>A Santa Maria di Novellara, il paese reggiano della famiglia della moglie Flavia, l&#8217;ex premier è stato intervistato da Telereggio. &#8220;Accorati &#8211; ha spiegato Prodi &#8211; non come retorica ma perché vengono dal cuore. C&#8217;é preoccupazione forte per il rispetto delle regole fondamentali della Costituzione.</p>
<p>Quando vede questa frammentazione, questa individualizzazione della politica indipendentemente dal testo, dal nostro Vangelo che dobbiamo seguire e che è la nostra Costituzione il presidente, che è il garante, il sacerdote di questa Costituzione non può che esprimersi in modo accorato&#8221;.</p>
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		<title>Prodi e la Ducati: «Anche la Ferrari prenda un italiano»</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 13:49:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi e la Ducati: «Anche la Ferrari prenda un italiano»
Intervista di Marco Sarti a Romano Prodi su Il Riformista del 17 agosto 2010
Il Professore e il Dottore. Romano Prodi e Valentino Rossi. Mentre il primo &#8211; grande tifoso della Ducati &#8211; torna al centro del dibattito politico italiano (pochi giorni fa Arturo Parisi ha ipotizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/rossi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1910" title="rossi" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/rossi.jpg" alt="rossi" width="300" height="219" /></a>Prodi e la Ducati: «Anche la Ferrari prenda un italiano»</p>
<p>Intervista di Marco Sarti a Romano Prodi su <strong><a href="http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/252177/" target="_blank">Il Riformista</a></strong> del 17 agosto 2010</p>
<p>Il Professore e il Dottore. Romano Prodi e <a href="http://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2010/08/18/news/valentino-6349364/" target="_blank">Valentino Rossi</a>. Mentre il primo &#8211; grande tifoso della Ducati &#8211; torna al centro del dibattito politico italiano (pochi giorni fa Arturo Parisi <a href="http://www.derapate.it/articolo/valentino-rossi-sempre-piu-ducati-yamaha-gli-nega-il-test/18393/" target="_blank">ha ipotizzato</a> un suo ritorno alla guida del centrosinistra), il secondo annuncia di aver firmato un biennale con la scuderia di Borgo Panigale.</p>
<p>Valentino <a href="http://www.leggo.it/articolo.php?id=76176&amp;sez=SPORT" target="_blank">si trasferisce</a> a due passi da Bologna. «Ci speravo &#8211; ammette l&#8217;ex presidente del Consiglio &#8211; Un pilota italiano alla guida di una moto italiana».</p>
<p>Poi Romano Prodi lancia una frecciatina a Luca Cordero di Montezemolo: «Mi aspettavo che anche alla Ferrari fecessero lo stesso. Ma a Maranello considerano troppo rischioso puntare su un italiano. In Formula Uno sarebbe un&#8217;accoppiata ancora più spettacolare».</p>
<p><em>Presidente, alla fine Valentino ha firmato per la Ducati.</em></p>
<p>Sono davvero contento. Speriamo solo che non sia troppo tardi.</p>
<p><em>Anche lei crede che sia arrivato a fine carriera. Come i dirigenti della Yamaha?</em></p>
<p>Per carità, Valentino Rossi è più di un semplice sportivo. È un trascinatore. Quindi mi auguro che non continui solo a vincere, ma anche a dare entusiasmo. Non si può negare, però, che ormai abbia trent&#8217;anni. Non ventidue. In ogni caso vediamo come se la cava in pista. Lo attendo con grande fiducia.</p>
<p><em>Finalmente una moto italiana a un pilota italiano.</em></p>
<p>Un grande risultato. Ci speravo da tempo. Devo dire che mi aspettavo qualcosa di simile anche per la Ferrari. Non ho mai condiviso il discorso che fanno a Maranello, dove considerano troppo rischioso lanciare un pilota italiano. In Formula Uno sarebbe l&#8217;accoppiata più spettacolare.</p>
<p>Per ora i tifosi italiani si devono accontentare della Ducati.<br />
L&#8217;aver messo sotto contratto Valentino, per la scuderia di Borgo Panigale è un grande risultato. Ma non basta. È chiaro che adesso bisogna vincere.</p>
<p><em>Fino a ieri lei tifava per la Ducati o per Rossi?</em></p>
<p>Per la Ducati, ovvio. Ma per Valentino ho sempre avuto grande ammirazione. Ogni suo gesto teatrale sa di freschezza. Le sue battute di spirito, improvvisate, mai costruite, non possono lasciare indifferenti. Anche se è marchigiano, ha una buona dose di romagnolità.<br />
<em><br />
Detto da un emiliano&#8230;</em></p>
<p>Ammetto che noi nord emiliani siamo un po&#8217; meno fantasiosi.</p>
<p><em>Adesso Rossi finirà la stagione con la Yamaha, con cui i rapporti non sembrano ottimi. Ha già raccontato che <a href="http://www.derapate.it/articolo/valentino-rossi-sempre-piu-ducati-yamaha-gli-nega-il-test/18393/" target="_blank">non potrà provare</a> il nuovo motore e i nuovi ammortizzatori.</em></p>
<p>Per me le ultime gare del campionato non esistono. Valentino è un grande pilota, ma anche un grande collaudatore. Non lo scopro io. Da questo punto di vista diventa molto dura se il feeling con i meccanici è finito. Aspettiamo la prossima stagione. Io le ultime gare di quest&#8217;anno non le guarderò nemmeno.</p>
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		<title>Prodi: Cossiga è stato ai vertici della politica in momenti difficili</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-cossiga-e-stato-ai-vertici-della-politica-in-momenti-difficili_1899.html</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 12:29:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[COSSIGA: PRODI,AI VERTICI DELLA POLITICA IN MOMENTI DIFFICILI
(ANSA) &#8211; ROMA, 17 AGO &#8211; &#8220;Con Francesco Cossiga l&#8217;Italia perde uno dei protagonisti della storia repubblicana&#8217;. Lo scrive in una nota l&#8217;ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, commentando la scomparsa del presidente emerito della Repubblica.
Prodi, che si unisce al dolore dei suoi famigliari, ricorda che Cossiga &#8217;si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1900" class="wp-caption alignright" style="width: 424px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/Aldo-Moro-e-Francesco-Cossiga.jpg"><img class="size-full wp-image-1900" title="Francesco Cossiga con Aldo Moro" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/Aldo-Moro-e-Francesco-Cossiga.jpg" alt="Francesco Cossiga con Aldo Moro" width="414" height="276" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Cossiga con Aldo Moro</p></div>
<p>COSSIGA: PRODI,AI VERTICI DELLA POLITICA IN MOMENTI DIFFICILI</p>
<p>(<a href="http://www.ilsecoloxix.it/p/politica/2010/08/17/AMy1OyxD-cossiga_protagonista_italia.shtml" target="_blank"><strong>ANSA</strong></a>) &#8211; ROMA, 17 AGO &#8211; &#8220;Con <a href="http://www.agi.it/news/notizie/201008171834-cro-rt10190-e_morto_francesco_cossiga" target="_blank">Francesco Cossiga</a> l&#8217;Italia perde uno dei protagonisti della storia repubblicana&#8217;. Lo scrive in una nota l&#8217;ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, commentando la scomparsa del presidente emerito della Repubblica.</p>
<p>Prodi, che si unisce al dolore dei suoi famigliari, ricorda che Cossiga &#8217;si e&#8217; trovato ai vertici della politica del nostro Paese in momenti difficili ed estremamente complessi: ha saputo ricoprire ogni incarico con forte personalita&#8217; e, soprattutto, con grande rispetto delle istituzioni&#8217;. (ANSA).</p>
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		<title>Non è ancora l&#8217;alta marea che ci solleverà dalla crisi</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-e-ancora-lalta-marea-che-ci-sollevera-dalla-crisi_1886.html</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 09:33:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Facili ottimismi e giuste cautele
Non è ancora l&#8217;alta marea che ci solleverà dalla crisi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 15 Agosto 2010
Il periodo delle ferie è per tradizione il momento in cui riflettere e fare previsioni sull’andamento dell’economia dopo la normale ripresa dell’attività lavorativa. Quest’anno l’esercizio è particolarmente difficile.
Nelle settimane scorse siamo stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/RisparmioSalvadanaio.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1892" title="RisparmioSalvadanaio" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/RisparmioSalvadanaio.jpg" alt="RisparmioSalvadanaio" width="336" height="196" /></a></p>
<p>Facili ottimismi e giuste cautele</p>
<p>Non è ancora l&#8217;alta marea che ci solleverà dalla crisi</p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100815&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_35.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">Il Messaggero</a></strong> del 15 Agosto 2010</p>
<p>Il periodo delle ferie è per tradizione il momento in cui riflettere e fare previsioni sull’andamento dell’economia dopo la normale ripresa dell’attività lavorativa. Quest’anno l’esercizio è particolarmente difficile.</p>
<p>Nelle settimane scorse siamo stati infatti bombardati da messaggi contraddittori, spesso usati in modo strumentale ma anche in modo comprensibilmente consolatorio, data la collaudata convinzione che l’ottimismo sia più costruttivo del pessimismo.</p>
<p>Alla fine della storia, dopo tre anni di crisi, la definizione più appropriata dello stato dell’economia mondiale rimane la frase di <a href="http://www.asca.it/news-USA__BERNANKE__ANCORA_TANTA_STRADA_PER_UNA_VERA_RIPRESA_ECONOMICA-939730-ORA-.html" target="_blank">Ben Bernanke</a>, presidente della Riserva Federale che, dopo avere spulciato tutti i modelli econometrici disponibili, ha solennemente affermato che l’attuale momento economico è “insolitamente incerto”. Quest’affermazione ha <a href="http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,399210/Wall_Street_appesantita_da_Bernanke.aspx" target="_blank">ulteriormente depresso</a> i mercati borsistici ma, a dispetto di tutti gli annunci strumentali, è quella che più si avvicina alla realtà.</p>
<p>Negli Stati Uniti si stanno faticosamente aggiustando i bilanci familiari devastati da decenni di eccessivi consumi (il risparmio è passato dall’1,4% di due anni fa al 6,4% di oggi) ma questo lento aggiustamento rende ancora più difficile il risanamento del bilancio pubblico, mentre produzione e occupazione <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Usa-disoccupazione-record-richieste-sussidi-salgono-di-2-mila-unita-a-484-mila_816228250.html" target="_blank">deludono</a> sempre di più le aspettative.</p>
<p>In Europa ci siamo fatti pervadere da un’ondata di ottimismo per effetto del buon andamento delle esportazioni, aiutate in modo determinante dall’indebolimento dell’Euro nei confronti del dollaro.</p>
<p>La Germania, Paese esportatore per eccellenza, ha <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;client=firefox-a&amp;rls=org.mozilla%3Aen-US%3Aofficial&amp;tbs=nws%3A1&amp;q=esportazioni+europa&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;oq=&amp;gs_rfai=" target="_blank">approfittato</a> più di ogni altro di questa favorevole circostanza e, proprio nelle scorse ore, ha sottolineato come il positivo andamento del secondo trimestre, abbia <a href="http://www.milanofinanza.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1672499&amp;codiciTestate=7" target="_blank">trascinato</a> verso l’alto tutti i dati di Eurolandia. Tuttavia Francia e Gran Bretagna, frenate dalla necessità di mettere in ordine il proprio bilancio, non solo faticano ma hanno dovuto correggere al ribasso le proprie previsioni. Lo stesso <a href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=624&amp;dt=2010-08-06&amp;src=TLB" target="_blank">Trichet</a> ha prima lanciato un messaggio di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-06/trichet-crescita-europea-forte-080324.shtml?uuid=AYuiRTEC" target="_blank">ottimismo</a> sull’economia europea e poi lo <a href="http://http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/bondsNews/idITLDE6741L920100805" target="_blank">ha corretto</a> abbassando le previsioni di sviluppo, sia perché non vi è più sicurezza che i deboli mercati mondiali possano assorbire in misura crescente le nostre esportazioni, sia perché l’incertezza domina il mercato delle monete, ma soprattutto perché il processo di aggiustamento dei bilanci degli Stati e delle famiglie è lungo e politicamente doloroso.</p>
<p>Eppure senza questi aggiustamenti non si può uscire in modo stabile da una crisi economica pesante come quella in cui siamo ancora immersi. Rallegriamoci perciò per gli ultimi dati tedeschi ma consideriamoli alla luce di un quadro del tutto eccezionale, nel quale il ruolo delle esportazioni ha svolto un ruolo difficilmente ripetibile nel prossimo futuro.</p>
<p>D’altra parte la passata esperienza ci dice che l’uscita dalle crisi finanziarie dei diversi Paesi ha richiesto un periodo di aggiustamento medio intorno ai sei anni. In mancanza di un accordo generale non si può certo pensare di essere molto più veloci nel mettere a posto le cose dopo una crisi che ha coinvolto non un solo paese ma l’intera economia mondiale.</p>
<p>La stessa prudenza deve essere esercitata nei confronti dei dati italiani, certamente positivi riguardo alle esportazioni, ma ancora ben lontani dal segnalare un recupero dell’intera economia, data la permanente crisi della domanda interna e il miserevole andamento degli investimenti.</p>
<p>Dai conti dell’<a href="http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITLDE67814V20100809" target="_blank">indagine Mediobanca</a> emerge che l’industria ha recuperato solo un terzo della caduta del 2009. Il fatturato è quindi molto inferiore a quello del 2008, mentre la produttività è calata dell’8,8%, con un comportamento molto preoccupante anche tenuto conto del fatto che sempre l’indebolimento della domanda comporta una diminuzione della produttività. La stessa crescita del reddito nel secondo trimestre (pari allo 0,4%) non è certo sufficiente per segnalare un definitivo cambiamento della congiuntura economica.</p>
<p>Le previsioni per il dopo estate debbono essere quindi molto caute: avremo ancora qualche settimana di ottimismo ma poi ci renderemo conto di come l’uscita dalla crisi sarà condizionata da un quadro internazionale pieno di incertezze e dalla situazione del bilancio pubblico, che ha ancora bisogno di radicali aggiustamenti.</p>
<p>Non possiamo cioè illuderci che la nostra economia possa essere semplicemente sollevata dall’alta marea dell’economia internazionale perché la marea, dopo essere scesa di qualche metro, sta risalendo solo di pochi centimetri. E soprattutto perché, per correre nel nuovo mare, occorrono imbarcazioni <a href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=627&amp;dt=2010-08-13&amp;src=TLB" target="_blank">ben più robuste</a> e innovative di quelle di cui oggi disponiamo.</p>
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		<title>Prodi alla corsa podistica “Ecotrail di Pian di Rocca”</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-alla-corsa-podistica-%e2%80%9cecotrail-di-pian-di-rocca%e2%80%9d_1894.html</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 15:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Successo per la prima edizione della corsa podistica “Ecotrail di Pian di Rocca”
Presidente all&#8217;evento l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi
Articolo su MaremmaNews del 14 agosto 2010
Pian di Rocca: Oltre le più rosee aspettative il successo
ottenuto giovedì scorso alla prima edizione della corsa podistica “Ecotrail di Pian di Rocca”. I numeri parlano da soli: 357 iscritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1895" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/Prodi.jpg"><img class="size-full wp-image-1895" title="Da sx Mauro Clarichetti, Romano Prodi e Maurizio Ciolfi all' “Ecotrail di Pian di Rocca”" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/Prodi.jpg" alt="Da sx Mauro Clarichetti, Romano Prodi e Maurizio Ciolfi all' “Ecotrail di Pian di Rocca”" width="180" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Da sx Mauro Clarichetti, Romano Prodi e Maurizio Ciolfi all&#39; “Ecotrail di Pian di Rocca”</p></div>
<p>Successo per la prima edizione della corsa podistica “Ecotrail di Pian di Rocca”</p>
<p>Presidente all&#8217;evento l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi</p>
<p>Articolo su <strong><a href="http://www.maremmanews.tv/it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=6221:successo-per-la-prima-edizione-della-corsa-podistica-ecotrail-di-pian-di-rocca&amp;catid=36:sport&amp;Itemid=60" target="_blank">MaremmaNews</a></strong> del 14 agosto 2010</p>
<p>Pian di Rocca: Oltre le più rosee aspettative il successo<br />
ottenuto giovedì scorso alla prima edizione della corsa podistica “Ecotrail di Pian di Rocca”. I numeri parlano da soli: 357 iscritti tra competitivi e non, che hanno invaso lo splendido borgo nei pressi di Castiglione della Pescaia . Un “serpentone umano” che lungo il percorso 11 chilometri per i competitivi, e 5 per la passeggiata, ha ammirato uno scenario mozzafiato decisamente suggestivo e unico.</p>
<p>La manifestazione organizzata dal Team Marathon bike e Uisp, in collaborazione con Mauro Clarichetti , con il patrocinio di Provincia e Comune di Castiglione della Pescaia, ha visto alla partenza, l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che si è cimentato con successo nella prova più dura, ovvero quella di 11 chilometri accompagnato in gara proprio dal presidente del Marathon Bike, Maurizio Ciolfi.</p>
<p>Prodi come noto amante della nostra maremma, è anche un grande sportivo, capace un paio di anni fa di correre una <a href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=686" target="_blank">maratona</a> poco sopra le 4h15 minuti, e di scalare il Monte Amiata in sella alla sua inseparabile bici da corsa.</p>
<p>La gara agonistica, ha visto la netta affermazione del milanese Paolo Gallo con 41&#8242;12”, seguito da Salvatore Basile con 42&#8242;26”, e su Marco Bitossi, al traguardo in 42&#8242;27”. In campo femminile si è imposta Veronica Vannucci, con il tempo di 47&#8242;16”.</p>
<p>Al secondo posto Daniela Marchetti con 50&#8242;51” e terza Costanza Zuffa con 52&#8242;31”. La classifica maschile dal 4° al 10°: Edimaro Donnini, Matteo Cannucci, Francesco Delfini, Alberto Bambini, Claudio Mugnai, Paolo Merlino, Federico Carnesecchi.</p>
<p>Classifica femminile dalla 4° alla decima: Antonella Sassi, Francesca Pini Prato, Elisabetta Caporali, Lucia Vellata, Sandra Chellini, Laura Bonari e Silvia Sacchini. Il Marathon Bike, ringrazia l’associazione culturale Pian di Rocca, per la collaborazione fornita e Mauro Clarichetti al quale va il merito di aver ideato e costruito una manifestazione destinata a diventare una classicissima da ripetersi ogni anno.</p>
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		<title>Prodi: sorpreso dal PdL, quei 299 deputati sono una soglia psicologica</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 07:22:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: sorpreso dal Pdl Quei 299 deputati sono una soglia psicologica
L&#8217; analisi
Intervista di Francesco Alberti su Il Corriere della Sera del 6 agosto 2010
«Nemmeno quella legge elettorale, la porcata, fatta apposta per favorirli, è servita»
BOLOGNA &#8211; «Romano, ora che sono messi così, magari ti vengono a chiedere una consulenza: tu sei un esperto in governi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi_caos.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1880" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/08/berlusconi_caos.jpg" alt="" width="350" height="242" /></a>Prodi: sorpreso dal Pdl Quei 299 deputati sono una soglia psicologica</p>
<p>L&#8217; analisi</p>
<p>Intervista di Francesco Alberti su <strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/06/Prodi_sorpreso_dal_Pdl_Quei_co_8_100806010.shtml" target="_blank">Il Corriere della Sera</a></strong> del 6 agosto 2010</p>
<p>«Nemmeno quella legge elettorale, la porcata, fatta apposta per favorirli, è servita»</p>
<p>BOLOGNA &#8211; «Romano, ora che sono messi così, magari ti vengono a chiedere una consulenza: tu sei un esperto in governi dai numeri striminziti&#8230;».</p>
<p>Attorno a Romano Prodi, la voglia di prendersi qualche rivincita, ora che anche Berlusconi si è avvitato in quel cono di numeri avari che fu la via crucis e poi la fine del secondo governo del Professore, è inevitabilmente forte.</p>
<p>Ma il due volte ex premier non si fa risucchiare nel gorgo dei personalismi, nemmeno ride alla battuta, pronto piuttosto a confessare tutta la sua sorpresa: «Non me l&#8217; aspettavo davvero che finissero così, dopo tutto quello che hanno detto e fatto&#8230;».</p>
<p>Avrà anche staccato la spina dalla politica dei partiti, ma quel <a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_04/alfano-caliendo-mozione-sfiducia-camera_e231c234-9fce-11df-ad29-00144f02aabe.shtml" target="_blank">voto sul sottosegretario Caliendo</a> l&#8217; ha seguito con occhi interessati, lui che sul filo dei numeri ha fatto equilibrismi per 20 mesi, da metà 2006 all&#8217; inizio del 2008. E ciò che più l&#8217; ha colpito, è ritrovare l&#8217; invincibile corazzata berlusconiana zavorrata alla Camera sotto quota 300 voti, che non è solo una soglia numerica, ma «ha anche un impatto psicologico».</p>
<p>Fine del governo, allora, Professore? «Dico solo che 299 voti sono <a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_04/caliendo-voti_3cdd7308-9fe9-11df-ad29-00144f02aabe.shtml" target="_blank">meno di 316&#8230;</a> ». Lapalissiano, ma anche un pò definitivo.</p>
<p>Che simuli distacco o no, il Prodi spettatore dei travagli berlusconiani non regala il minimo coinvolgimento emotivo: come se non fosse stato lui, in questi ultimi 15 anni, l&#8217; unico vero competitor del Cavaliere, sempre vincente, sempre disarcionato (e non dal Cavaliere).</p>
<p>Il Professore non trae conclusioni dalla diaspora finiana, si rifiuta di addentrarsi nei vicoli stretti su governi tecnici, balneari o di transizione. Preferisce invece continuare a chiedersi «come può essere successo?». E aggiunge: «L&#8217; unico commento che mi viene da fare è che nemmeno quella legge elettorale, sì, il <a href="http://www.perlulivo.it/2008-documenti/porcellum.html" target="_blank">porcellum</a>, la porcata, come la definì Calderoli, fatta apposta per favorire il centrodestra, è servita&#8230;».</p>
<p>Ecco, qui finalmente un pò si accalora: «Fu un&#8217; operazione indecorosa, fatta alla vigilia delle elezioni politiche del 2006 con l&#8217; unico scopo di rubarci la vittoria, o comunque mutilarla&#8230;».</p>
<p>Obiettivo centrato, se questo era l&#8217; obiettivo, e a Prodi, convinto che la storia del suo secondo governo sarebbe stata diversa se si fosse votato con il vecchio <a href="http://www.perlulivo.it/2008-documenti/porcellum.html" target="_blank">Mattarellum</a>, ancora brucia.</p>
<p>Non ci sono rivincite da prendere nel Professore che ha annullato tutti gli impegni per seguire da vicino la ripresa della moglie <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/12/migliora-flavia-franzoni.html" target="_blank">Flavia</a>, reduce da un delicato intervento chirurgico. C&#8217; è, piuttosto, il timore per un Paese che «ha sempre più bisogno di una guida e di un progetto riformatore».</p>
<p>E ci sarebbe anche la speranza che il Pd, prima o poi, «comunque al più presto», riesca ad offrire agli italiani un&#8217; idea guida attorno alla quale creare una missione. Bersani è e resta un amico del Professore, ma certo la situazione, come apertamente ammette chi frequenta Prodi, «non è quella che il presidente sperava».</p>
<p>Qualche mese fa Prodi diede una strattonata, di quelle forti: rilanciò il partito federale, convinto che «si debba avere il coraggio di cancellare gli organi nazionali che si sono rivelati inefficaci», e invitò i giovani a farsi largo a gomitate «in un partito diventato fortemente autoreferenziale». Seguì verboso dibattito, poi archiviato.</p>
<p>Francesco Alberti</p>
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