Se non una strategia unica, certamente legami molto forti fra i vari terroristi

MALI. PRODI: ATTACCO ANCHE A FRANCIA, TERRORISTI SONO COLLEGATI

(DIRE) Roma, 20 nov. – “Il Mali e’ cruciale per la stabilita’ dell’Africa perche’ e’ la porta del Sahel, la grande area sotto il deserto. I terroristi che vengono dal Nord dilagano e si congiungono con gli altri che vengono dalla Nigeria cioe’ Boko Aram. Questo movimento e’ la chiave di due sistemi terroristici che possono unirsi. Non un attacco solo al Mali ma anche alla Francia, perche’ l’area del Mali e dei paesi vicini ne e’ fortemente legata. Anche se non c’e’ una strategia unica, i legami fra i vari terroristi sono forti”. Cosi’ Romano Prodi, intervenendo al convegno “Il governo di un mondo multipolare“, aperto oggi a Roma, a Villa Nazareth, promosso dalla Fondazione Comunita’ Domenico Tardini, per ricordare i 40 anni della conferenza di Helsinki.

Ampia e articolata l’analisi del professore: “Se oggi parliamo di multipolarismo, e’ perche’ c’e’ stato un periodo in cui si parlava di governo monopolare, in cui dominava l’asse espresso dagli Stati Uniti d’America. Ora gli Usa non sono piu’ in grado di reggere da soli il mondo. Oggi le “carte politiche” le da’, seppur nella sua fragilita’, la Russia grazie agli errori fatti dagli Stati Uniti che hanno reso l’assetto della politica estera da monopolare a multipolare“.

Tre sono stati i punti su cui si e’ soffermato il professor Prodi: la guerra in Iraq, il conflitto in Afghanistan e il primato della Cina. Un esame a tutto tondo della complessita’ mondiale, con l’indicazione delle prospettive future e del ruolo dell’Europa, “grande assente” in questa turbolenta fase politica. Dal conflitto iracheno, giudicato da Prodi come una “guerra lunga, costosa, perduta sul campo dagli stessi Stati Uniti“, si e’ passati all’analisi dei giudizi emersi nella societa’ statunitense durante la guerra in Afghanistan, in cui l’opinione pubblica ha iniziato a non tollerare piu’ il “ritorno dei cadaveri in patria”.

Altro argomento trattato da Prodi e’ stato l’ascesa cinese ed il suo atteggiamento di “non coinvolgimento” nei conflitti internazionali, che ha favorito lo sviluppo economico e le ha permesso di affermarsi come una delle nuove potenze sullo scenario politico internazionale. La decisione dei paesi occidentali di escludere la Cina dalla possibilita’ di far parte della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale la rendera’ “paese dominante sulla piazza finanziaria mondiale e attraverso la politica della seta le consentira’ di coinvolgere i paesi vicini e inglobarli in una politica comune contro gli Usa”.

L’ultimo pensiero di Prodi e’ stato per L’Europa che, diversamente dalla Cina “si e’ sempre dimostrata divisa ed anche con l’introduzione dell’euro non ha risolto la frammentazione strutturale che la caratterizza. Sono infatti le singole nazioni – a detta di Prodi – a condurre la politica europea ed e’ assente tra gli Stati aderenti una visione comune che ne possa orientare le scelte”. Per Prodi infine “l’Europa fatica ad affermarsi sulla scena politica internazionale, e’ trascinata e non e’ trascinante nonostante rimanga una potenza economica al pari degli Usa”. Domani e’ in programma la seconda giornata del convegno a cui parteciperanno, tra glia altri, i professori Franco Cardini e Carlo Ossola e il segretario di Stato della Santa Sede il cardinale Pietro Parolin. (Com/Rai/ Dire) 19:50 20-11-15 NNNN

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Dati dell'intervento

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novembre 20, 2015
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