La burocrazia italiana è peggio delle tasse e fa scappare gli investitori

Prodi: burocrazia mostruosa anche i cinesi ci schivano
L’ intervista. «Pechino ha investito sul Pireo e non a Taranto o a Gioia Tauro»

Articolo di Paolo Bricco su Il Sole 24 Ore del 1 dicembre 2015

Bologna. Dal nostro inviato – Un Romano Prodi che sta perfettamente al gioco. Ironico e disponibile a parlare di tutto.
All’ Opificio Golinelli, pungolato dalle domande del direttore del Sole-24 Ore Roberto Napoletano, il Professore è perfettamente a suo agio. Nella “sua” Bologna, nella “sua” Emilia Romagna, in mezzo ai “suoi” imprenditori che per tutto il giorno hanno raccontato storie di innovazione e di crescita, con le sue risposte da economista e da statista ricostruisce il quadro di insieme, calibra le valutazioni e disegna gli scenari.

«Le ultime parole del ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan, sui pericoli di un rallentamento italiano, mi preoccupano. Non vorrei che lui disponesse di numeri che noi non abbiamo», dice subito. Poi, inserisce il nostro piccolo tassello nel mosaico europeo e mondiale: «È vero che gli Stati Uniti cresceranno di due punti e mezzo. Ma l’ Europa ha uno sviluppo pigro, la Russia con il suo meno 4% crolla, il Brasile frena e c’ è il problema della Cina». In questo contesto generale, si inserisce ora l’ instabilità provocata dal terrorismo, che ha messo a nudo i limiti attuali dell’ Europa.

«Noi dobbiamo essere naturalmente vicini alla Francia – ricorda – ma non possiamo dimenticare che la Francia non ha mai apprezzato e sostenuto le collaborazioni interforze. Gli Stati membri dell’ Unione europea hanno sempre custodito gelosamente la politica estera». Dunque, l’ Europa deve cambiare. E anche l’ Italia, naturalmente, deve farlo. Il nostro Paese, che ha nel Mediterraneo il suo naturale scenario, è troppo piccolo. E, spesso, assume atteggiamenti autolesionistici.

Basti pensare ai progetti sui porti – per esempio Gioia Tauro e Taranto – e sul rapporto strategico con i cinesi, che hanno cancellato dai loro programmi l’ Italia («dove c’ è sempre un rallentamento burocratico o un gruppo di ambientalisti che difende un qualche cavalluccio marino impedendo di dragare il fondo per fare entrare i container») e si sono orientati verso il Pireo, progettando la ferrovia che da Atene raggiungerà Budapest e, da lì, il nord Europa. In un quadro tanto complicato, nel nostro Paese esiste un tema di equilibrio economico e sociale interno: «La burocrazia è peggio delle tasse», nota il Professore.

Che, osservando l’ attuale fisionomia del paesaggio industriale italiano, rileva come – in un contesto brillante, ma segnato dall’ assenza delle grandi imprese – un elemento di modernizzazione efficiente possa essere l’ adozione del modello della fondazione tedesca.

«Facilitare fiscalmente l’ istituto della fondazione familiare – conclude Prodi – costerebbe pochissimo. Consentirebbe alle famiglie di mantenere il controllo e di ricevere i dividendi. E darebbe più spazio e autonomia ai manager. Potrebbe essere una buona opzione, se si pensa che la Bosch, controllata da una fondazione, ha 300mila dipendenti».

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Dati dell'intervento

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Categoria
dicembre 1, 2015
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