Primarie regolamentate per legge: unico strumento valido per selezionare la classe dirigente

Prodi: “Primarie? Sono ancora necessarie“
Il professore al Festival delle Generazioni, intervistato dal nostro direttore Andrea Cangini: “Leggo la cronaca di Bologna anche a Pechino, ma di politica locale non parlo“

Intervista di Maddalena Oculi a Romano Prodi su Il Resto del Carlino del 09 ottobre 2015

Bologna, 9 ottobre 2015 – Legge la cronaca di Bologna anche da Pechino, ma non vuole parlare di politica locale, né tantomeno nazionale. Ma richiama l’attenzione sulle primarie Romano Prodi, che ha fatto il suo ingresso al Festival delle Generazioni in piazza Maggiore, come unico strumento valido di selezione della classe dirigente a fronte della crisi dei partiti.

Strumento però indebolito dalla mancanza di una regolamentazione: «Sono delicatissime, vanno regolate – ha detto l’ex premier intervistato dal direttore di QN-Il Resto del Carlino Andrea Cangini-. Non è stata fatta una legge sulle primarie né una regolamentazione, e questo strumento è stato indebolito».

Non sono «sacre», ha continuato il Professore, ma sono state rese necessarie «di fronte a una crisi fortissima dei partiti». Crisi in cui stanno entrando anche le primarie, proprio per mancanza di una regolamentazione. «Non si sono stabilite regole precise e quindi stanno entrando in crisi anche le primarie. Questa è la fotografia dei casi di oggi. Però – ha continuato il professore – resta il problema sul fatto che ci vorranno pur delle regole per selezionare la classe dirigente». Soprattutto a fronte di una politica «sempre più personalizzata, che indebolisce i partiti».

Non entra nel merito dei singoli casi, né a livello locale, né nazionale. «Ha fatto bene il Pd a ricandidare Merola qui in città?», gli chiede Cangini. «Non voglio parlare di politica nazionale, figuriamoci di quella locale». Anche se la segue, ammette, tutti i giorni dal suo iPad. «Leggere da Pechino la cronaca di Bologna è un piacere sovraumano», dice dal palco. Il pubblico ride e applaude, ad ascoltarlo sono in più di duecento.

Non commenta neanche il caso Marino: «Roma what?», risponde ai cronisti che glielo chiedono all’entrata. E poi aggiunge: «Non chiedetelo a me, io sono l’uomo delle primarie quindi…».

Siria, Libia, immigrazione sono i temi toccati nell’incontro che portava il titolo «I drammi presenti e le speranze future». Tra la visione di Putin e quella di Obama in merito alla Siria, quale scuola di pensiero è da seguire? «In questi casi non c’è altra scelta, occorre essere realisti, e trovare un compromesso», osserva il professore. Altrimenti, senza un accordo tra Stati Uniti e Russia contro il terrorismo «questa situazione ce la portiamo avanti per 40 anni».

Trovare stabilità in Libia è un tema cruciale per le migrazioni. «Il problema delle migrazioni durerà ancora tantissimo – spiega l’ex premier – ma se non c’è uno stato anarchico si possono regolare». Invece in Libia «c’è ancora uno stato di fragilità», spiega il Professore, e «finché c’è questa anarchia guadagnano sulla carne umana, ci guadagnano tutti».

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
ottobre 10, 2015
Interviste