Le Primarie: lo strumento più democratico per la selezione della classe dirigente

PRIMARIE: PRODI, METODO PIU’ DEMOCRATICO DI SELEZIONE

(ANSA) – BOLOGNA, 26 OTT – ”In un sistema come quello italiano, dove i partiti non sono piu’ molto strutturati, le primarie sono uno strumento anche un po’ improvvisato, ma il piu’ democratico per la selezione della classe dirigente”.

Lo ha detto l’ex premier Romano Prodi che ha anche aggiunto che andra’ a votare, che auspica una grande partecipazione, ma che non intende annunciare a chi andra’ il suo voto. (ANSA).

NES/MB 26-OTT-12 12:16

PRIMARIE CS: PRODI, STRUMENTO DEMOCRATICO PER SELEZIONE DIRIGENTI =

(AGI) – Bologna, 26 ott. – “Dove non ci sono i partiti strutturati le primarie sono uno strumento, strano e improvvisato, ma il piu democratico di selezione della classe dirigente”.  Ne e convinto l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha auspicato una larga adesione per il voto alle prossime primarie del centrosinistra.

Prodi, di recente nominato inviato speciale Onu per il Sahel, non manchera l’appuntamento delle primarie. A chi gli chiedeva se andra a votare, infatti, ha risposto: “si, mi sono gia annotato il giorno delle primarie. Dovrei riuscire ad arrivare verso sera”.
(AGI)
Bo1/Chi  (Segue)

PRIMARIE CS: PRODI, STRUMENTO DEMOCRATICO PER SELEZIONE DIRIGENTI (2)=

(AGI) – Bologna, 26 ott. – Quanto ai partecipanti alle primarie, il Professore si augura una larga adesione. “Certo – ha spiegato da Bologna, a margine del congresso nazionale dell’Associazione dei direttori amministrativi e finanziari (Andaf) – le primarie sono un fatto importante.

Quando i partiti erano strutturati non c’era bisogno delle primarie. Sono un fenomeno americano perche negli Stati Uniti i partiti sono macchine elettorali e sono diventati cosi anche da noi. Non ci sono piu le scuole di partito, le carriere”.

Circa le regole sui meccanismi di voto, che hanno sollevato polemiche tra i vari candidati – “e chiaro – ha sottolineato – che se uno va a votare alle primarie di un partito non puo essere membro o partigiano di un altro partito. L’elettore deve quantomeno avere l’intenzione di essere da quella parte”.

Infine, l’ex presidente del Consiglio tiene fede alla linea, ormai decisa da tempo, di non prendere parte attivamente al dibattito politico e mantiene il riserbo sulle sue intenzioni di voto. “Sono fuori. Stare in mezzo all’uscio – ha chiarito – e scomodissimo, che non vuol dire non osservare con attenzione e partecipazione il proprio Paese ma significa non prendere parte alla battaglia attiva”. (AGI)
Bo1/Chi

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ottobre 26, 2012
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