Prodi ha centrato l’obiettivo: realizzata una strategia integrata per il Sahel e la mobilitazione della comunità internazionale

Prodi, conclusa l’esperienza di inviato speciale per il Sahel

Articolo di Francesco Semprini su La Stampa del 1 maggio 2014

Ban Ki-Moon ha nominato Hiroute Guebre Sellassie successore di Romano Prodi alla carica di inviato speciale per il Sahel, per conto del Segretario generale delle Nazioni Unite. Ban ha espresso forte gratitudine nei confronti di Prodi per la sua capacità di centrare l’obiettivo di realizzare una “strategia integrata per il Sahel” per conto dell’Onu, e ancor di più nel sensibilizzare e mobilitare la comunità internazionale a sostegno della regione.

Romano Prodi, politico con al suo attivo esperienze molteplici sul piano internazionale, era stato scelto da Ban per l’incarico il 9 ottobre 2012, e ha svolto il suo ruolo in un momento assai complesso per la regione, specie nei primi mesi del 2013 con il ritorno di fiamma delle formazioni qaediste e jihadiste in quell’area, e la complicata guerra in Mali con la successiva missione Onu. “Non possiamo lasciare il Mali e il Sahel nelle mani di terroristi e trafficanti”, ha ribadito con forza più volte, anche nel corso di un’intervista a La Stampa nella quale non risparmiò una critica all’Italia per essere “troppo assente nella regione”.

Sempre in ambito Onu, Prodi è stato nominato da Ban nel settembre 2008 per presiedere il comitato “African Union-Un peacekeeping”. Il suo mandato quale inviato per il Sahel terminava di fatto il 31 gennaio 2014, come spiega una nota del Palazzo di Vetro, ma di fatto la sostituzione al vertice è giunta solo oggi.

Il successore, Guebre Sellassie, è una cittadina di nazionalità etiope, ed è stata direttore della divisione affari politici dell’ufficio Onu di Goma, nella Repubblica democratica del Congo, dal 2007 al 2014. Laureata in legge alla Sorbonne di Parigi, ha maturato esperienze come avvocato e politico nel governo di Addis Abeba, prima di dedicarsi alle attività internazionale, in particolare nell’ambito dell’Unione africana. E’ sposata ed ha tre figli. A lei l’onere e l’onore di proseguire il percorso iniziato da Prodi, che ha come obiettivo di “offrire un’occasione affinché il Sahel si agganci al resto del Continente”. Un progetto definito dallo stesso inviato uscente “basato sul realismo e non solo sul sogno”.

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Dati dell'intervento

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maggio 1, 2014
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