Puntare su energia, agricoltura, infrastrutture, educazione e salute per il Sahel

Onu: il Sahel rimane la spina di Prodi

Articolo di Guido Medici su Quotidiano.net del 26 settembre 2013

“Energia, agricoltura, infrastrutture, educazione e salute”. L’ex Presidente del Consiglio, inviato speciale delle Nazioni Unite nella regione africana, punta su queste cinque aree per rilanciare il territorio.

NEW YORK, 26 settembre 2013 – Il Sahel. Una striscia che taglia l’Africa in orizzontale. Nord e Sud. Bianchi e neri. Terra di confini. Di passaggio. Terra malata. Traffico di droga, armi, persone. Povertà e malattia. Spazi fertili per il terrorismo islamico. Terra che non può essere abbandonata a sé stessa.

L’ONU è consapevole dell’importanza di questa regione, specialmente ora che la Primavera Araba ne ha rivoluzionato le fondamenta. Il conflitto in Mali è stato la prova che la stabilità politica nella zona è ancora lontana.

La Francia rivendica il successo del suo intervento. Tuttavia le bombe non possono essere la soluzione. Bisogna trovare azioni condivise, programmi comuni, aiuti internazionali. Il problema va risolto alla radice: eliminare la povertà e garantire la sicurezza.

Questi i temi trattati oggi all’importante meeting sul Sahel tenutosi al margine della 68esima Assemblea Generale dell’ONU. Molti i leader presenti, da Letta al neo presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, eletto ad agosto dopo elezioni democratiche.

Ma è Romano Prodi, inviato speciale delle Nazioni Unite in Sahel dal 2012, l’uomo della grande scommessa per l’area africana: “energia, agricoltura, infrastrutture, educazione e salute”. Questi i punti su cui, secondo l’ex-premier italiano, si devono concentrare gli sforzi. “Abbiamo bisogno della cooperazione di tutti” – dice- “occorrono azioni concrete e pragmatiche”. Dalla teoria alla pratica. Il momento è critico e l’attenzione internazionale non si può distrarre da questa regione, anzi nuovi paesi vanno coinvolti, per creare un “fronte comune il più largo possibile”.

Tesi condivise dal Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon che, aprendo la conferenza, ha sottolineato l’importanza dell’operato delle Nazioni Unite per risolvere il problema. Sostegno al lavoro di Romano Prodi è arrivato anche dal primo ministro Enrico Letta, che nel suo intervento ha chiarito come l’Italia si senta vicino alla difficile condizione delle popolazioni del Sahel.

Un incontro importante, in cui molti leader africani (Tunisia, Gambia, Burkina Faso, Ciad, solo per elencarne alcuni) hanno avuto modo di confrontarsi con organizzazioni quali l’Unione Africana e l’ECOWAS (Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale).

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Dati dell'intervento

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settembre 26, 2013
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