Un vero leader deve essere coerente e lungimirante, ma deve saper fare squadra

Videointervista a Romano Prodi ad Agorà del 24 febbraio 2014, ripresa su La Repubblica

Prodi: “Io al Quirinale? The game is over”

BOLOGNA – “Non ho smentito di essere stato chiamato come ministro dell’Economia, ho solo detto come sono andate le cose: non sono stato chiamato. Io al Colle? No, come si dice, the game is over, la gara è finita: sono tutti giovani, tutti nuovi, quindi uno deve capire quando è il proprio tempo e quando il proprio tempo è passato“. Così Romano Prodi intervistato ai microfoni di Agorà.

“Governo giovane”. “Se il governo dà continuità e fa la formichina, dando credibilità ai provvedimenti i mercati internazionali l’apprezzano subito” è stato poi il suggerimento dell’ex premier , che nell’incontro organizzato questa mattina da Nomisma sul “coma” dell’Italia (c’è anche l’ex direttore dell’Economist Bill Emmott) critica la “rotazione continua” tra governi come handicap italiano sul fronte della lotta al debito pubblico, pesante “zaino” sulla schiena del Paese. Ora “abbiamo un governo giovane, se si fanno i conti coi progressi della medicina – ironizza Prodi – la speranza di vita dei ministri attuali è di quasi un secolo… Il problema è vedere cosa faranno dopo“.

“I leader semplificano”. “I migliori leader non sono quelli che hanno un premio Nobel per la scienza – ha aggiunto il Professore, ma persone – “con coerenza e lungimiranza e soprattutto con la capacità di avere una squadra“. Ora invece in Italia “la squadra è piena di stranieri“, ha detto senza però alludere al neo esecutivo di Matteo Renzi. Prodi ha proseguito: “I leader migliori che ho conosciuto nella loro mente non avevano una curva migliore del cervello, ma una meravigliosa capacità di semplificare“.

“Emiliani in squadra? Ce ne vorrebbero venti”. “Un governo di venti emiliani sarebbe bellissimo”. Prodi scherza con chi gli chiede un commento sui cinque componenti emiliano-romagnoli del governo Renzi: “Cosa penso di tutti questi emiliani al governo? Ce ne vorrebbero di più di emiliani, no? Un governo di venti emiliani sarebbe bellissimo”.

E rivendica i suoi risultati. Con orgoglio Prodi ricorda quanto fatto dai suoi governi sul fronte del debito. Continuando così “saremmo sotto il 60% del debito, che è quello che prevedono Maastricht e gli accordi sull’euro”. “Cos’è mancato? la continuità”, prosegue Prodi ricordando una frase che gli disse Helmut Kohl al termine di un incontro: “Chi viene la prossima volta?”. Prodi ha risposto a sollecitazioni molto dure sul nuovo governo, come quella di Emmott: “lo spietato assassinio politico di Enrico Letta potrebbe rivelarsi una mossa suicida per le sue ambizioni a lungo termine”, ha detto il giornalista inglese pur riconoscendo il “coraggio” di Matteo Renzi.

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
febbraio 25, 2014
Interviste