Se non avessi scelto di entrare nell’euro il nostro Paese sarebbe morto

Europa/ Prodi: “Non mi pento dell’ingresso in Ue”

(Affaritaliani) Mercoledi, 5 Febbraio 2014 – Rivendica la sua scelta sull’euro, l’ex premier Romano Prodi, in un momento in cui ancora ci sono partiti e Paesi che lo mettono in discussione. “Ci sono sfide – ha detto – che un Paese deve affrontare e vincere, fuori dall’euro un Paese come il nostro sarebbe morto“. Quello che si faceva, ricorda Prodi, era ricorrere sempre alla svalutazione: “ma cosi’ facendo la nostra industria era sempre più povera. Il Paese stava marcendo nelle radici. Certamente – ammette – pensavo che sarebbe stato gestito con più solidarietà e meglio. Ma l’Europa non è quella di oggi. Per sette anni ha funzionato bene”. Quanto alla Germania pare non abbia le idee chiare su quanto gli sta convenendo l’euro: “i tedeschi dovrebbero capire che l’euro li sta favorendo moltissimo”. L’uscita della Germania dalla moneta unica dunque non è neanche da tenere in considerazione. “La Germania – assicura Prodi – non ha intenzione di uscire, ci sta benissimo nell’euro”.

Crisi: Prodi, Europa fuori da decisioni mondiali

(ASCA) – Milano, 5 febbraio 2014 – ”Non vedo ancora quella ripresa vigorosa di cui qualcuno parla”. Questo il parere dell’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, sullo ‘stato di salute’ dell’economia italiana. Una considerazione, quella del Professore, arrivata all’indomani dell’appello del Premier, Enrico Letta, a evitare ogni ‘disfattismo’ sugli sforzi messi in campo dal Governo per la ripresa econonica. Per Prodi ”ci sono dei segnali” che tuttavia, a suo parere, non bastano a recuperare gli otto punti di pil perduti dal 2007 a oggi. Per farlo, ha messo in chiaro: ”dobbiamo pensare di andare oltre lo 0. Serve una spinta ulteriore”.

fcz/cam/rob

Crisi: Prodi, struttura burocratica ostacola cambiamenti

(Adnkronos) Milano, 5 febbraio – La struttura burocratica dello Stato italiano “non è indifferente nella difficoltà di cambiare i comportamenti. Io sarei anche per soluzioni abbastanza drastiche: chiudere per un po’ il Consiglio di Stato e il Tar e la crescita andrebbe su di scatto”. Lo sottolinea l’ex premier Romano Prodi, a Milano per un incontro pubblico in Borsa organizzato da The Ruling Companies.
“So che non si può fare”, aggiunge, ma in ogni caso “dobbiamo inserirci nel mondo che cambia“. Però, racconta, “ho fatto il Premier e quando arrivavano il direttore del Tesoro e il ragioniere generale dello Stato”, malgrado la mia esperienza di economista, “alla fine la lavagnetta l’avevano in mano loro. Questo è uno dei problemi che abbiamo”.

Sochi 2014: Prodi, è simbolo contro guerra, da Premier sarei andato

(ASCA) – Milano, 5 febbraio 2014 – In veste di presidente del Consiglio, Romano Prodi sarebbe andato a Sochi alla cerimonia delle Olimpiadi invernali 2014. Lo ha assicurato lo stesso Professore al termine di un convengo al Palazzo della Borsa di Milano. ”Sì”, ha risposto Prodi a specifica domanda. ”Le Olimpiadi – ha aggiunto – sono sempre state il momento di cessazione delle guerre. Hanno questo simbolo, per cui io ci sarei andato”.

fcz/rob

Legge elettorale: Prodi, Italicum? Io fuori da politica, non rispondo

(ASCA) – Milano, 5 febbraio 2014 – ”Non rispondo neppure sotto tortura”. L’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, preferisce non sbilanciarsi sulla riforma elettorale targata Matteo Renzi. Farlo, ha detto il Professore rispondendo a chi gli aveva chiesto una valutazione sull’Italicum, ”sarebbe come ritornare nella vita politica da cui mi sono ritirato perchè voglio fare l’analista”.

fcz/cam/rob

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