La gente ha capito che senza Europa non c’è futuro

PRODI: “LA GERMANIA NON PUÒ FARE DA SOLA IN EUROPA” – INTERVISTA ESCLUSIVA

Intervista a Romano Prodi di Marco Pasciuti su Leggo del 19 Settembre 2012

Professor Romano Prodi, si può dire che l’Ue riparte dal voto che in Olanda ha allontanato il pericolo dell’ultradestra anti-europeista?

«Abbiamo tutti paura del nuovo. E’ nella nostra natura. Però, quando poi si presenta il rischio che l’Europa vada in frantumi, la gente capisce che non avrebbe più alcuna protezione e sceglie l’Ue».

Il malcontento esiste, è innegabile.

«Sì, ma è un meccanismo che si ripete con ciclicità: prima c’è un referendum anti-Ue, poi la gente ci ripensa. Sa qual è la lezione che dobbiamo trarne?».

Quale?

«Che senza Unione non c’è futuro, e la gente lo ha capito».

Si può dire anche che l’Ue riparte dalla decisione della Bce di acquistare bond senza limiti di quantitativo?

«Sì, ed è strano, perché in questo caso la speranza arriva da un organo tecnocratico. La novità è che si è trovato il coraggio di votare a maggioranza e superare l’istituto dell’unanimità. Mario Draghi è stato bravo, ha detto: ‘Sentite, oggi si fa come dico io, votiamo a maggioranza’. E ha vinto lui. Certo, non è una svolta definitiva».

E’ accaduto perché sono cambiati gli equilibri e si è infranto l’asse franco-tedesco.

«L’asse franco-tedesco non rappresentava l’Europa, perché era un asse escludente e perché Francia e Germania hanno interessi e pesi specifici diversi. Parigi ora si è ritagliata un ruolo di mediatore che le è più consono e farà bene all’Unione. Ora, però, mi pongo un problema».

Quale?

«Se la Germania non voglia fare da sola, come ha dimostrato di voler fare fino a poco tempo fa. Ma da soli non si va da nessuna parte».

Qual è stato il ruolo di Mario Monti?

«Ha finalmente ridato dignità all’Italia: prima eravamo esclusi dalle decisioni importanti perché gli altri capi di Stato non capivano quale fosse la nostra politica economica».

Dopo la vittoria di Draghi sui bond, si cambierà atteggiamento anche sugli Eurobond, che Merkel ha sempre osteggiato?

«Gli Eurobond servono per raggiungere la vera integrazione. E poiché la Merkel ha lavorato contro in questi anni, a questo risultato si arriverà dopo le elezioni tedesche del 2013».

Quando Merkel non ci sarà più?

«Questo non posso saperlo».

La Spagna sta discutendo le condizioni degli aiuti dall’Ue. Lei vede questo pericolo anche per l’Italia?

«Non ci troverei nulla di scandaloso. Non deve essere, però, la Germania a porre le condizioni, ma un’organizzazione di cui l’Italia fa parte e in cui esprime il suo punto di vista».

Berlusconi ha detto che se vince le elezioni toglierà l’Imu. In estate vaticinava che potremmo tornare alla lira. Qual è il messaggio che arriva all’estero?

«Se i nostri alleati in Europa pensassero che queste idee possono prevalere, avremmo problemi seri. Ma non credo che alla fine avranno la meglio».

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
settembre 19, 2012
Interviste