Non raccontare balle. Il governo dica come stanno le cose

Prodi: non raccontiamo balle alla gente

«Abbiamo bisogno di dire la verità. Bisogna dire le cose come stanno e non raccontare balle alla gente».

Intervista di Serenella Matera a Romano Prodi su L’Unione Sarda del 22 giugno 2011

Ischia. – Non vorrebbe parlare di Italia, Romano Prodi, ma di quel che accade del mondo e che lui osserva nel suo ruolo di inviato dell’Onu per i rapporti con l’Africa. Ma quando la conversazione viene spinta sulle questioni di casa nostra, non si sottrae. E nel giorno in cui Silvio Berlusconi parla di abbassare le tasse, il professore dice con chiarezza che «viene dalla luna» chi propone una misura che rischia di creare «squilibri» alle finanze. Pronto a tornare in politica, come qualcuno invoca? «Nessuno è indispensabile. E poi se torno è tutto come prima», risponde.

L’ex presidente del Consiglio parla a una conversazione pubblica con il direttore de il Mattino, Virmar Cusenza, a Ischia. E si sofferma a lungo sul mondo che cambia, senza nascondere una «preoccupazione perchè occupandomi di Africa vedo che la storia ci corre addosso e nessuno se ne cura». Il richiamo è agli Stati dell’Unione europea, Italia inclusa: «Verso i Paesi del Mediterraneo hanno fatto una politica inesistente e ora accade che in Africa l’unica politica a livello continentale è quella della Cina». «Se la storia ci fa perdere non è mica colpa degli altri», sottolinea. In Europa c’è «un problema di governi che non si assumono le loro responsabilità», afferma l’ex presidente della Commissione Ue.

E più in generale si avverte la mancanza di «un leader politico forte» e c’è un «problema politico profondo di democrazie che pensano solo all’oggi e non al domani».

In Italia, non pensa al futuro chi pratica la politica dei tagli lineari alla spesa pubblica (quella centrale dello Stato ha continuato a crescere come «una locomotiva»). Mentre proprio la «paura per il futuro», nota Prodi, è all’origine del «risveglio dell’attenzione per la politica» che gli italiani hanno manifestato andando a votare in massa ai referendum: un fenomeno che «ha sorpreso tutti, anche me», ammette l’ex premier, e che esprime «preoccupazione» e insieme «desiderio di cambiare le cose».

Ma «racconta storie» chi, come l’attuale governo che è in una situazione di «paralisi», promette il cambiamento attraverso il taglio delle tasse. Certo, è una ricetta buona per «vincere le elezioni», sottolinea Prodi. Ma è proprio questo il punto. Perchè in realtà tagliare, a meno di fare una lotta all’evasione «come dio comanda», «non è possibile», perchè si rischia di creare squilibri alle finanze.

Il pubblico applaude il professore quando parla della politica di casa, dei rifiuti che invadono le strade di Napoli («forse peggio di tre anni fa»). Ma non ha intenzione di tornare alla politica, a fare il presidente del Consiglio, assicura: «Quando mi dicono ‘tornà, mi fa piacere. Ma rispondo: se torno è tutto come prima». All’Onu «credo di fare un lavoro utile», dice. E aggiunge che adesso preferisce pedalare non in politica, ma in bicicletta. Qualcuno, alla fine, gli dice: «La aspettiamo presidente della Repubblica». Nessuna risposta.

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
giugno 22, 2011
Italia