Porcellum è peggior legge della storia repubblicana, avanti con le firme per il Referendum

Romano Prodi con la portavoce e deputato Pd Sandra Zampa, promotrice del Referendum, firma in Municipio il Referendum sulla legge elettorale

Romano Prodi con la portavoce e deputato Pd Sandra Zampa, promotrice del Referendum, firma in Municipio il Referendum sulla legge elettorale

L.ELETTORALE:PRODI,DIFFICILE RIFORMA A CAMERE,OK REFERENDUM
AVANTI CON FIRME, PORCELLUM PEGGIOR LEGGE STORIA REPUBBLICA

(ANSA) – ROMA, 7 SET – ‘La legge Calderoli va cancellata. La via parlamentare per dare all’Italia una buona legge elettorale e’ la scelta migliore. Ma questa via, per ora, non la vedo percorribile. Se per farlo occorre dunque un referendum, ben venga il referendum. Riuscire a raccogliere le firme che ancora mancano a raggiungere l’obiettivo e’ ora possibile. Dobbiamo farcela‘. Lo scrive Romano Prodi in un intervento che sara’ pubblicato domani su Europa, sottolineando che in ogni caso ‘non e’ pensabile che si possa tornare alle urne con la peggiore legge elettorale della storia della nostra Repubblica’.

‘Quando, nel 2005 fu approvata la legge Calderoli, a tutti nota come legge ‘porcellum‘ – ricorda Prodi – eravamo in campagna elettorale per rinnovare Parlamento e governo. Una legge ‘pensata per impedire la nostra vittoria’, fatta ‘ ‘contro’ una parte politica e approvata a colpi di maggioranza’, che alla fine pero’ ‘ha colpito soprattutto il Paese e le sue istituzioni’, ‘ferite nell’autorevolezza e nella legittimita’ agli occhi dei cittadini che non si sentono rappresentati da un Parlamento di nominati’.

‘Le donne e gli uomini del nostro Paese – prosegue nel suo intervento l’ex premier, che ha sottoscritto i quesiti referendari nei giorni scorsi a Bologna – hanno diritto di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, hanno diritto a una relazione vera e diretta con chi rappresenta gli interessi del territorio in cui vivono e operano’.

Oggi, sottolinea, ‘siamo costretti a fare i conti con il tempo’ anche se ‘le notizie che mi raggiungono in Cina, dove mi trovo per gli annuali impegni accademici, fanno sperare che l’obiettivo delle 500 mila firme da consegnare alla Cassazione a fine settembre, sia ormai a portata di mano’, vista la ‘ risposta che arriva dalle italiane e dagli italiani che si affollano ai banchetti per la raccolta delle firme’.

Con la mia firma – scrive ancora Prodi – sento di avere interpretato il sentimento di tanti concittadini: di fronte ad una crisi economica e sociale cosi’ grave come quella che scuote il mondo, l’Europa e l’Italia, il Parlamento e i parlamentari non sembrano disporre agli occhi dei cittadini della piena legittimita’ e del rispetto che mai come oggi sarebbero necessari’. Quello che occorre, conclude, e’ ‘restituire stabilita’ e forza alla nostra democrazia e alle nostre istituzioni. Occorre mettere mano alla rinascita dell’Italia a partire dalle sue istituzioni che devono ritrovare, anche agli occhi dei cittadini, forza e legittimazione.
(ANSA).

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Dati dell'intervento

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settembre 7, 2011
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