A Prodi il premio Vittorino Colombo. Sull’Europa lo spettro dell’irrilevanza

A Romano Prodi oggi il conferimento del Premio Internazionale Vittorino Colombo“Sull’Unione Europea lo spettro dell’irrilevanza”

Triuggio. A Romano Prodi il conferimento del Premio Internazionale Vittorino Colombo

Articolo di Benito Sicchiero su Mi-Lorenteggio.com del 8 giugno 2014

Triuggio, 8 giugno 2014 – “Durante il Rinascimento l’Italia – o più precisamente le sue città – erano al vertice del mondo per economia, cultura, tecnologia. Ma l’assenza di unità precipitò le città, e il Paese tutto, nell’irrilevanza.

Oggi l’Europa – o più precisamente le Nazioni che la compongono – è ai vertici mondiali per economia, cultura, tecnologia.

Ma se non troveranno presto l’unità vera, le Nazioni e il continente sono destinati alla stessa sorte”.

Così Romano Prodi oggi a Villa Sacro Cuore di Triuggio, nella Brianza operosa, dove ha ricevuto il Vittorino Colombo, XVIII edizione.

Il prestigioso riconoscimento, intestato a chi, tra i primissimi al mondo, ha forzato, con la più alta politica, la “cortina di bambù” (prima di lui il Premio è andato, tra altri, a personalità quali il cardinale Agostino Casaroli, a Boutros-Boutros Ghali, a Vaclav Havel, a Placido Domingo, a Patricio Aylwin Azocar) ha consentito al grande statista – giustamente paragonato dal presidente Angelo Caloia a De Gasperi, Adenauer, Dossetti – una panoramica sugli equilibri internazionali di cui è, da molti anni e con diversi ruoli, profondo conoscitore.

La Cina, ha detto, continua a vivere un periodo straordinario, unico nella storia. E’ diventata la prima economia del mondo. E, unico caso al mondo, esporta persone, prodotti, tecnologia, capitali. In Africa è in stretti rapporti economici con 54 Paesi, erodendo le posizioni delle ex potenze coloniali.

Nel 2013 ha prodotto 7 milioni di laureati. Il Piano quinquennale del Partito comunista prevede una ulteriore urbanizzazione di 2-300 milioni di abitanti.

Le città con più di mezzo milione di abitanti saranno collegate con treni ad alta velocità.

Ma ha i suoi problemi: sono aumentate le disuguaglianze tra classi sociali e tra aree dello stesso Paese; lo smog è diventato fattore primario; il welfare (assistenza sanitaria e pensioni) è rudimentale.

Lo straordinario sviluppo ha stupito tutti: in realtà la Cina sta riconquistando il ruolo che ha avuto per 1700 anni, fino a quando l’Inghilterra, che la riteneva un ostacolo al proprio espansionismo imperialistico, ne provocò il degrado prima con la guerra dell’oppio e poi fomentando le divisioni interne.

Gli Stati Uniti restano la potenza prima, ma non più egemone: si è sbagliato chi, come Francis Fukuyama, aveva parlato di “fine della storia” in quanto gli Usa avrebbero dominato la Terra. La svolta che ha mostrato i limiti della superpotenza costringendola a cercare alleati per arginare le potenze emergenti (Cina in primis) è stata la guerra in Iraq.

Oggi l’equilibro è precario. E l’Europa che potrebbe cogliere al balzo la grande occasione di fattore di progresso insostituibile, si dibatte in una politica priva di coraggio.

Basti pensare al citato welfare: l’Europa è prima nel mondo ma la Cina guarda al modello americano. Per non parlare della politica estera, della difesa, della finanza: subisce le direttive, per citare, dalle agenzie di rating americane, non è in grado di crearne una propria come invece ha fatto la Cina.

Le parole di Prodi sono state seguite con attenzione dai numerosi e qualificati invitati (mons. Ubbiali in rappresentanza della Curia, i sindaci di numerosi Comuni briantei, la sorella di Vittorino Colombo e familiari, parlamentari, imprenditori).

Perché lo statista ha sempre avuto quale punto di riferimento la politica dagli ampi orizzonti.

Nei suoi due mandati come Presidente del Consiglio ha adottato scelte difficili e impopolari, come il contenimento della dilagante spesa pubblica, che hanno incontrato, anche in momenti recenti, clamorosi ostacoli.

Purtuttavia Prodi passerà alla storia come l’artefice dell’adesione all’euro dell’Italia, una scelta determinante per il futuro nostro e di altri Paesi.

Commenta Achille Colombo Clerici, presidente dell’Istituto Europa Asia e di Assoedilizia: “Vittorino Colombo e Romano Prodi hanno avuto ed hanno in comune l’avere compreso la cultura cinese: perché è la comprensione che consente di aprire tutte le porte, di costruire un futuro che né il denaro, né tantomeno la forza, sono in grado di fare”.

 

 

 

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Dati dell'intervento

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giugno 9, 2014
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