L’attentato in Burkina Faso e’ atto ordinario. C’e’ il rischio che si saldino due terrorismi

ANSA-INTERVISTA/Burkina Faso: Prodi, purtroppo e’ atto ordinario
C’e’ il rischio che si saldino due terrorismi, Sahel e’ insicuro

Intervista di Leonardo Nesti a Romano Prodi per ANSA del 16 gennaio 2016

BOLOGNA, 16 GEN – Quello che e’ successo in Burkina Faso e’ purtroppo un atto di ordinario terrorismo, non e’ inaspettato e temo che non sia l’ultimo”: ne e’ convinto Romano Prodi, gia’ premier ed ex inviato
speciale per le Nazioni Unite nell’area del Sahel, che in una conversazione con l’ANSA ha analizzato la situazione di tutta l’Africa subsahariana.

“Purtroppo – ha detto – quanto successo in Burkina Faso lo trovo normale. Questa e’ la vera tragedia. Ed e’ e’ simile a quello che e’ successo a Bamako. Si tratta di una zona molto piu’ vasta del Burkina, una zona nella quale tutti si sentono insicuri: la gente ha paura.

E non e’ un Paese che ha particolari problemi di politica interna: quello che e’ successo qui e’ una delle tante azioni che possono svolgersi in un’area che e’ tutta insicura”. In quell’area, ha spiegato Prodi, “ci sono due terrorismi: uno che arriva da nord e che e’ frutto della guerra di Libia.

E uno del sud, quello nigeriano di Boko Haram. Quello che mi preoccupa e’ la possibilita’ di congiungimento strategico dei due. E non e’ solo un discorso relativo al Burkina Faso, ma di tutto il Sahel che e’ nelle stesse condizioni”.

Insomma, secondo Prodi, “non si tratta di un episodio inaspettato. E non ritengo nemmeno che sia l’ultimo, perche’ le aree sfuggite al controllo degli stati sono sempre piu’ vaste. Anche nel Mali era cominciata una controffensiva che doveva liberare il Paese dal terrorismo, poi le cose si sono fermate.

Le zone fuori dal controllo esistono e sono sempre piu’ estese e fra le aree fuori controllo ci sono legami sempre piu’ forti. Lo dimostra il fatto che si possono fare anche attentati nelle capitali che sono le zone piu’ protette e difese: l’ultimo attentato e’ avvenuto in una delle aree di Ouagadougou che e’ fra le piu’ custodite del Paese.

E ne’ la Ue ne’ l’Onu sono in grado di intraprendere un’efficace protezione o ritengono prioritario intervenire in questa zona“. A complicare ulteriormente la gia’ grave situazione c’e’ il disastro ambientale del lago Ciad, che sta creando ancora problemi in una delle aree piu’ povere del mondo.

“La commissione per il lago Ciad – ha detto Prodi – e’ paralizzata da un anno e mezzo dalla paura di questi eventi. Non indicono piu’ incontri per ragioni di sicurezza.

Le riunioni che si sarebbero dovute svolgere sono tutte rinviate sine die, e anche questo contribuisce a far comprendere la gravita’ dei problemi che sta vivendo quell’area del pianeta”. (ANSA). NES 16-GEN-16 20:31 NNNN

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
gennaio 16, 2016
Interviste