Ricerca, innovazione e contaminazione dei saperi, la grande sfida che Reggio Emilia sta vincendo

Il progetto Mediopadana di Reggio Emilia

Il progetto Mediopadana di Reggio Emilia

Prodi: “Ricerca e innovazione giuste per l’Area nord”

Resoconto sul sito del Comune di Reggio Emilia del 1 luglio 2011

“Ho trovato un’atmosfera di grande vitalità, uno spirito di collaborazione e dialogo fra settori fra loro diversi, come Reggio Children, la Meccatronica, le Energie rinnovabili. C’è la volontà di fare sistema, di mettere insieme le forze per creare un progetto comune per l’economia della conoscenza. E’ la strada giusta”.
Con queste parole il professor Romano Prodi ha concluso, nel Municipio di Reggio Emilia, il seminario dedicato al lavoro dei Gruppi di progetto sullo sviluppo delle competenze distintive di Reggio Emilia nell’Area nord.

Prodi ha accettato infatti la proposta rivoltagli dal sindaco Graziano Delrio di dare il proprio contributo, in virtù della sua competenza scientifica e conoscenza della città, al percorso avviato con gli Stati generali del 2009 e gli Stati generali per il Masterplan sull’Area nord del 2010, proseguito con il lavoro dei Gruppi di progetto: il professore fa parte degli advisor, o saggi, personalità internazionali amiche di Reggio, con Howard Gardner e il premio Nobel per l’Economia, James Heckman.

“Serve mettere insieme le forze – ha proseguito Prodi – per formare nuove risorse umane e per attrarre nuove risorse dall’esterno, dall’Europa, per organizzare nuove strutture formative e di ricerca, strutturata anche in modo ‘consortile’, che possano servire all’elevazione di tutta la città, un tema centrale in ogni paese moderno. Questo è pensare al futuro. E’ stata una riunione totalmente proiettata sul futuro. Ho trovato molto interessante la valorizzazione della zona nord della città, in cui la nuova stazione Mediopadana serve un bacino extraprovinciale. E ho trovato molto interessante il progetto, un gioiello per il terziario superiore di ricerca avanzata e innovazione, che è il Tecnopolo nell’area ex Reggiane: è la giusta vocazione”.

“Dall’evolversi della discussione – ha concluso il professor Prodi – si è visto quanti siano i punti in comune in tema di innovazione e contaminazione dei saperi, da cui si possono creare progetti e azioni utili a tutta la città e al suo futuro. Serve mettere sempre più in rete questo sistema con l’estero, soprattutto con il sistema degli importanti fondi europei. Una città che agisce insieme riesce ad ottenere molto di più. La grande sfida è che l’Area nord diventi attrattiva non solo per la stessa città di Reggio, ma per il contesto di Area vasta in cui si inserisce”.

“Accogliamo queste valutazioni del professor Prodi – ha detto il sindaco Delrio – come invito a proseguire nel cammino intrapreso dello sviluppo dell’economia della conoscenza e delle competenze distintive della nostra città, focalizzando su questi temi i nostri sforzi e i nostr i obiettivi. Ci ha detto che siamo sulla strada giusta e questo invito, così autorevole, non può che confortarci. Le proposte scaturite e sviluppate dai Gruppi di progetto sulle competenze distintive di Meccatronica, Educazione ed Energie rinnovabili sono state al centro del seminario, così come la grande potenzialità economica di Reggio Children, del centro Altervis, del Tecnopolo per la ricerca applicata alle imprese e della stazione Mediopadana. Abbiamo poi ascoltato in anteprima, con interesse, gli esiti della ricerca del Club Meccatronica su Reggio da distretto industriale ad hub tecnologico. I preziosi consigli del professor Prodi, di cui siamo grati, ci aiutano a lavorare sempre meglio e insieme nei processi strategici per l’Area nord della nostra città”.

Al seminario, per i Gruppi di progetto, erano presenti: il presidente di Industriali Reggio Emilia Stefano Landi, il direttore della stessa associazione Giovanni Roveda, il presidente del Club Meccatronica Aimone Storchi e Davide Bezzecchi dell’area Ricerca e innovazione di Industriali, per il Gruppo sulla Meccatronica coordinato dallo stesso Storchi; la presidente di Reggio Children Carla Rinaldi, il prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Luigi Grasselli, la presidente dell’Istituzione Nidi e scuole d’infanzia Claudia Giudici, la direttrice dell’Istituzione Nudi e scuole d’infanzia Paola Cagliari, la responsabile dell’Area Mostre Editoria Atelier di Reggio Children Vea Vecchi e la dirigente amministrativa della stessa Istituzione Tiziana Tondelli, per il Gruppo sull’Educazione coordinato dalla stessa Rinaldi; il direttore generale di Iren Andrea Viero, il dirigente della pianificazione strategica di Iren Stefano Zuelli e Carlo Pasini di Iren Altervis, per il Gruppo su Energia-Edilizia sostenibile coordinato allo stesso Viero.
Hanno partecipato inoltre al seminario gli assessori comunali ai Progetti speciali Mimmo Spadoni, alle Risorse del territorio Ugo Ferrari, alla Mobilità e Infrastrutture Paolo Gandolfi; erano presenti i dirigenti del Comune David Zilioli (Alta velocità), Alessandro Meggiato (Mobilità) e Maria Sergio (Urbanistica), oltre a Saverio Serri della Pianificazione strategica del Comune.

Nel corso del workshop, il sindaco Delrio ha presentato il percorso svolto dal 2009 ad oggi, il lavoro dei Gruppi di progetto sulle competenze distintive per l’Area nord, le proposte di innovazione del modello economico, sociale e culturale e le chance del modello emiliano-romagnolo di competere nell’economia della conoscenza. Inoltre, la valorizzazione delle competenze strategiche di Reggio: l’Educazione (competenza distintiva), la Meccatronica e l’Agoalimentare (competenze a livello di competizione), Energia-Edilizia sostenibile (competenze emergenti), gli obiettivi da raggiungere. Quindi si è aperto il confrontano con il professor Prodi sul percorso stesso e sulle prossime direzioni di lavoro.

Il professor Prodi, già presidente della Commissione europea e presidente del Consiglio dei ministri, è economista di fama internazionale, docente di Economia e politica industriale nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna per più di 30 anni, figura accanto a Giacomo Becattini, Franco Momigliano e Paolo Sylos Labini, fra i fondatori della Scuola italiana di Economia industriale. I suoi interessi di ricerca hanno spaziato dallo sviluppo delle piccole e medie imprese alle relazioni fra Stato e Mercato, dalle politiche di privatizzazione a quelle antitrust; ha approfondito il ruolo centrale giocato dai sistemi scolastici nella promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale; il processo di integrazione europea e la dinamica dei diversi modelli di capitalismo. E’ stato presidente della società editrice Il Mulino e fondatore di Nomisma, una delle principali società italiane di studi economici.

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
luglio 1, 2011
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