Rafforzare la presenza italiana in Africa, l’esperienza dimostra che è terra di grandi opportunità

Expo: Africa continente in fermento, con prospettive di crescita

Rho (Mi), 3 ott. (AdnKronos) – Un continente giovane che più di vivere un Rinascimento, è “in fermentazione”, come sintetizza l’ex presidente del Consiglio italiano, Romano Prodi. È l’Africa, oggi al centro dell’Esposizione universale, grazie a ‘Expo chiama Africa‘, evento dedicato al continente che ha riunito il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, l’ad di Eni, Claudio Descalzi, l’ex premier, Romano Prodi e il padrone di casa, il commissario di Expo, Giuseppe Sala.

Potenzialità il continente ne ha, ma come sottolinea il professor Prodi, bisogna riflettere sulla “presenza dell’Italia” perché per ora “c’è solo l’Eni tra le nostre grandi imprese, poi i missionari”. Il continente, tuttavia, è “in fermentazione, con prospettive interessanti” che devono indurre l’Italia a “cambiare strategia” nel prossimo futuro perché in Africa “il desiderio d’Italia c’è e non è retorico”, dice.

L’esperienza dell’Eni è la dimostrazione più lampante delle opportunità offerte dall’Africa. “Eni – ha detto Descalzi – è arrivata 60 anni dopo gli altri ma oggi è il primo operatore straniero”, grazie anche ad un tipo di approccio diverso, basato su un mix tra “dare e avere” che ha consentito di costruire un “rapporto di fiducia”.

L’Esposizione universale è vista da più parti come l’occasione giusta per instaurare rapporti proficui, “un luogo di scambio”, lo definisce Sala, al quale hanno partecipato “15 capi di Stato africani, innumerevoli ministri, con i business forum” sfruttati dai Paesi “per farsi conoscere”. L’Expo, del resto, sottolinea Martina, “ci ha dato l’occasione storica per comprendere di più il rapporto tra Europa e Africa” e non a caso, spiega, è stato scelto di organizzare l’evento il giorno del secondo anniversario del tragico naufragio di Lampedusa.

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Dati dell'intervento

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ottobre 4, 2015
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