Da tutto il mondo sostegno e speranza per il nuovo impegno di Prodi in Sahel

Da tutto il mondo sostegno e speranza per il nuovo impegno di Romano Prodi inviato speciale dell’ONU in Sahel.


MALI: UNICEF ITALIA, 4 MILIONI BAMBINI A RISCHIO NEL SAHEL
GRAVI LE CONDIZIONI DI VITA A CAUSA DELLA MALNUTRIZIONE

(ANSA) – ROMA, 30 OTT – ”Anche se la stagione dell’anno piu’ difficile in termini climatici si e’ conclusa, la situazione nel Sahel e’ ancora esposta a gravi rischi per la malnutrizione, un flagello che mette a rischio la vita di 4 milioni di bambini”. Lo afferma Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia.

”Sebbene siano 9 i paesi colpiti dall’emergenza, come Unicef – prosegue – siamo fortemente preoccupati per la situazione in Mali dove persiste una forte instabilita’ politico-sociale e drammatiche situazioni di vita”. (ANSA).   

Iacomini precisa che in Mali il conflitto procura ”un inasprimento delle gia’ drammatiche condizioni legate alla crisi nutrizionale e ai pericoli epidemici che perdurano specie nelle zone alluvionate”.

”Attualmente – osserva il portavoce – 118.795 persone sono sfollate all’interno del paese ed altre 205.300 si trovano rifugiate in Mauritania, Burkina Faso e Niger. Meta’ dei profughi sono bambini, vittime principali del fuoco incrociato della crisi alimentare e del conflitto politico spesso accolti in aree gravemente colpite dalla crisi nutrizionale e alimentare. L’Unicef prevede che entro la fine del 2012 sara’ necessario sottoporre a terapie contro la malnutrizione acuta grave ben 175.000 bambini del Mali. Un totale di 47.855 bambini gravemente malnutriti inoltre sono stati gia’ inseriti all’interno di adeguati programmi terapeutici”.

‘Siamo certi – osserva ancora Iacomini – che gli sforzi perpetrati fino a questo momento a sostegno delle popolazioni del Sahel riceveranno un ulteriore impulso e maggiore incisivita’ dall’attivita’ del Presidente Romano Prodi in qualita’ di Inviato speciale del segretario dell’Onu.

Mi auguro – conclude – che si raggiunga in tempi ragionevoli una soluzione politica che contribuisca, assieme alla continuita’ del nostro impegno, a un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone colpite da calamita’ in queste zone, primi fra tutti i bambini”. (ANSA).
MAS 30-OTT-12 15:09 NNNN

Mali: ministro Esteri marocchino El Othmani, sosterremo lavoro di Prodi per soluzione a crisi

Tunisi, 19 ott – (Nova) – Il Marocco sostiene gli sforzi dei paesi dell’Ecowas, del Consiglio di sicurezza dell’Onu e dell’inviato scelto dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon per il Sahel, Romano Prodi, il quale “dovr iniziare a prendere contatti con i paesi della regione per risolvere la crisi in Mali”. E’ quanto ha affermato il ministro degli Esteri marocchino, Saad-Eddine El Othmani, nel corso di un’intervista all’edizione araba di “France 24”. “Il Marocco si batte per proteggere l’unit e l’integrit territoriale del Mali oltre che la sua stabilit – ha spiegato Othmani. – In secondo luogo riteniamo che tra le priorit in Mali sia quella di sostenere il governo di Bamako, politicamente, economicamente e dal punto di vista della sicurezza”.
Il ministro ha detto che sar fondamentale addestrare le forse di sicurezza locali, in modo che possano proteggere i cittadini del Mali e i confini dello stato. Il capo della diplomazia marocchina ha per chiesto di non dimenticare il problema dei profughi del nord del Mali, fuggiti dalle violenze dei gruppi jihadisti dell’Azawad. “Va considerata per con estrema importanza la questione umanitaria e le problematiche connesse alla crisi maliana che peggioreranno con l’avvicinarsi dell’inverno”, ha aggiunto Othmani, ricordando che ci sono 100 mila maliani profughi all’interno del paese o nei paesi confinanti come Mauritania, Burkina Faso e Niger.
“Bisogna raddoppiare quindi gli sforzi per alleviare le sofferenze di queste persone, perch questo un dovere assoluto”, ha sottolineato Othmani. Bisogna inoltre sostenere i paesi confinanti col Mali affinch possano proteggere i loro confini ed impedire ai gruppi armati di portare la violenza e il contrabbando di armi negli altri paesi e in tutta la regione del Sahara. Questi sono i punti essenziali da seguire per risolvere la crisi in Mali”. (Tut)

Africa: Egypt Welcomes UN Security Council Resolution On Mal
Egypt on Thursday 18/10/2012 welcomed UN Security Council resolution No. 2071 on the situation in Mali.

(Egypt State Information Service) –  Cairo  –  The foreign ministry said the resolution represents a support for regional and international efforts aiming at restoring security and stability to the country.

Spokesman for the Foreign Ministry Amr Roshdi said that the resolution underlines the backing of the international community for Mali’s provisional government and for its efforts to control its territories.

Roshdi said that Egypt also hails the appointment of Romano Prodi as UN secretary General’s special envoy for the Sahel region in West Africa.

Quirinale: Napolitano si congratula con Prodi per incarico Onu
06 Ottobre 2012 – 11:50

(ASCA) – Roma, 6 ott – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto una cordiale telefonata con il presidente Romano Prodi che gli ha comunicato di aver ricevuto dal Segretario Generale dell’Onu la proposta di inviato speciale per il Sahel. Il presidente Prodi ha informato il Capo dello Stato di aver manifestato la sua disponibilita’ alla designazione. Il presidente Napolitano ha espresso al presidente Prodi vive congratulazioni per il significativo riconoscimento e un caloroso augurio per l’importante responsabilita’ in attesa della conferma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

com-njb

Sahel, Prodi inviato Onu: Monti “Motivo di soddisfazione per Italia”

(IRIS PRESS) – ROMA, 7 OTT – “Il Presidente del Consiglio Mario Monti si è rallegrato con il Prof. Romano Prodi per la sua designazione, da parte del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, a Inviato Speciale delle Nazioni Unite per il Sahel”.

E’ quanto riferisce una nota del governo.

“I gravi problemi etnici, politici, economici, umanitari e di sicurezza che affliggono la regione subsahariana costituiscono oggi una delle maggiori sfide per la comunità internazionale”, ha dichiarato Monti, che proprio nei giorni scorsi a New York ha partecipato con il Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata al Summit sul Sahel convocato da Ban Ki-moon.

“L’Italia – ha proseguito il Presidente del Consiglio – è attivamente impegnata con molteplici iniziative, governative e non governative, a sostegno del Sahel. E’ motivo di soddisfazione per il nostro Paese che la scelta del Segretario Generale per questo importante e delicato incarico sia caduta su una personalità italiana con grande esperienza internazionale quale il Presidente Prodi”. Monti ha anche assicurato a Prodi il pieno appoggio del governo nell’espletamento della sua missione.

Onu: Van Rompuy, nomina Prodi buona notizia per Europa e Africa
ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 13:07

Bruxelles, 10 ott. – (Adnkronos) – La nomina di Romano Prodi a inviato speciale dell’Onu per il Sahel “e’ una buona notizia per l’Europa e per l’Africa”. Cosi’ il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha commentato l’incarico all’ex premier e presidente della Commissione Ue, sottolineando come la sua “leadership e ampia esperienza contribuiranno grandemente a mobilitare la risposta internazionale alle sfide della regione”.

Onu/Prodi: Riccardi, bene sua nomina, situazione Sahel esplosiva
06 Ottobre 2012 – 15:25

(ASCA) – Roma, 6 ott – ”Questo incarico onora il nostro paese e corrisponde alla nuova proiezione internazionale dell’Italia”. E’ con queste parole che il ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi si e’ congratulato vivamente con Romano Prodi per la proposta ricevuta dal segretario generale dell’Onu di diventare inviato speciale per il Sahel.

”Da tempo – prosegue Riccardi in una nota – ho lanciato l’allarme sulla difficile situazione di crisi che colpisce l’area e che ha portato alla disgregazione del Mali. La nuova frontiera dell’Italia oggi e’ piu’ a sud del Mediterraneo: si spinge nel cuore del Sahel e del Sahara dove passano le rotte di trafficanti di uomini e armi”.

”Mi auguro – conclude – che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite confermi quanto prima l’incarico a Romano Prodi mettendolo in condizione di operare rapidamente perche’ la situazione del Mali e’ di estrema gravita’. L’azione di Romano Prodi potra’ certamente imprimere un nuovo impulso ad un’azione internazionale bloccata da piu’ di un anno”.

com-nj

Onu/Prodi: le congratulazioni di Chiti per incarico inviato Sahel
06 Ottobre 2012 – 13:05

(ASCA) – Roma, 6 ott – ”Caro presidente, complimenti per l’incarico che ti ha conferito il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. La tua esperienza, competenza e passione ti consentiranno di svolgere al meglio questo importante compito”. Cosi’ il vice presidente del Senato, Vannino Chiti al presidente Romano Prodi che ha ricevuto e accolto la proposta da parte dell’Onu di ricoprire il ruolo di inviato speciale per il Sahel.

com-njb

A Wise Man for Sahel

(Huffington Post) Ban Ki-moon, the Secretary-General of the United Nations, has appointed the former Italian Prime Minister Romano Prodi as his special envoy to the Sahel region, a large zone between the Sahara desert and the Sudanian savanna which covers parts of Senegal, Mauritania, Mali, Algeria, Niger, Chad, Sudan, South Sudan and Eritrea.

The UN chief has opted for a wise man, a subtle negotiator, a consensus builder who led the European Union Commission from 1999 to 2004, a globally respected personality with a unique expertise on Africa and a bold vision of integration for what can be the continent of the future.

Perfectly at ease in Beijing, Washington, D.C., Moscow, Cairo, Pretoria or Addis Ababa, the European statesman will need a cohesive international community to stop the destabilization of the Sahelian space, but, in the aftermath of the Libyan conflict, at the time of the Syrian tragedy, facing the uncertainties of the Iranian nuclear program, Sahel could sadly become another divisive factor among the world powers too often paralyzed by mutual suspicions and reciprocal mistrust.

When Kofi Annan, the UN-Arab League joint special envoy to Syria, announced that he would leave his post in August, he also revealed the level of disunity of the UN Security Council on some of the world’s most pressing problems.

Mali, at war with itself, will be the focus of Prodi’s complex mission. A country of 1.2 million square kilometers with a population of around 15 million inhabitants and a GDP per capita of less than 700 U.S. dollars, it is one of the world’s poorest countries — ranked 162nd by the International Monetary Fund in 2011.

Since no reasonable leader can accept the making of a “sub-Saharan Afghanistan,” determined actions will have to be taken to stop Azawad — a state which declared secession from Mali — to be transformed into a safe haven for al Qaeda and to become a direct threat to Algeria’s stability and Europe’s security.

The al Qaeda in the Islamic Maghreb (AQIM) or the Islamist group Ansar Dine led by Iyad Ag Ghaly have taken position in Azawad and, despite different backgrounds and objectives, they not only menace Bamako but also Mauritania, Niger, Chad and Libya while receiving funding, some argue, from Qatar.

For historical reasons — Mali known then as French Sudan was a part of the French West Africa — but also because of the number of Malians living in France — more than 80,000 persons — Paris, as President François Hollande explained last month to the U.N. General Assembly, considers the Malian crisis as one of its top external priorities but the French diplomacy can only support decisions which would have been formulated first by African leaders.

In this context, the Economic Community of West African States (ECOWAS), chaired by the President of Côte d’Ivoire Alassane Ouattara, is preparing an operation to help Malian troops reconquer the north — the cities of Timbuktu and Gao — and Mali’s interim leader, Dioncounda Traore, has asked the Security Council to authorize the use of force under Chapter 7 of the UN Charter.

At least four conditions are necessary for this plan to succeed: first, it will have to be under the leadership of the ECOWAS; second, it needs to be backed by the African Union and its new leader Nkosazana Dlamini-Zuma but also by the Organization of Islamic Cooperation — Mali is a founding member of the OIC; third, it needs to address in an inclusive manner the Tuareg question; and fourth, the plan has to be fully and actively endorsed by the five permanent members of the UN Security Council.

However, on the long run, immediate African action in the north of Mali will not guarantee the stabilization of an extremely fragile region and the world powers have to create the conditions for this part of the global village to find the way of economic and social development. In Sahel, radical ideologies and obscurantism flourished on poverty and despair.

The Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) affirms that the Sahel food and nutrition security crisis has not been funded adequately, moreover, Niger, Mali and, to a lesser extent, Chad are threatened by the possible invasion of locust swarms.

In close partnership with the African Union and the ECOWAS, the European Union, the U.S. and China could co-design a series of mechanisms to change Sahel’s path and, by doing so, demonstrate that they are able to look at Africa not as a field for new forms of rivalries but as a land for synergies.

Ahead of this summer’s fifth Forum on China-Africa Cooperation (FOCAC) in Beijing, China announced plans to build a centre for agricultural research in the region of Koulikoro, 40 kilometers from Bamako. This is certainly a highly constructive initiative, but the development in the Sahel region of Sino-Western cooperation projects — in water management, for example, or in education — would carry an even more significant and promising message.

It is precisely because the eighth Secretary-General of the UN made the right choice, that a failure by Romano Prodi to unify the community of nations on such a strategic and noble cause would signal a profoundly worrisome trend, the incapacity, in a period of redistribution of global power, to generate peace and hope where they are most needed.

David Gosset is director of the Academia Sinica Europaea at China Europe International Business School (CEIBS), Shanghai, Beijing & Accra, and founder of the Euro-China Forum.

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
ottobre 27, 2012
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