TPS progettava il futuro

Prodi ricorda l’amico Padoa Schioppa per il nostro giornale: “Progettava il futuro”

L’ex premier ricorda l’economista, tra i padri dondatori della moneta unica: “Tps combatteva la società dalla veduta corta che pensa solo al presente”. Domani i funerali

Articolo di Romano Prodi su Il Resto del Carlino del 20 dicembre 2010

Quando Tommaso Padoa Schioppa divenne ministro dell’Economia nel mio secondo governo mi telefonò mio fratello maggiore, antico professore all’Università di Trieste, per chiedermi se questo Padoa Schioppa era lo stesso che nel lontano 1957 aveva vinto il concorso nazionale di migliore studente liceale in matematica. Prese le dovute informazioni gli confermai l’identità e gli assicurai che l’intelligenza  dimostrata da ragazzo era ulteriormente cresciuta con l’età. L’intelligenza di TPS (come noi scherzosamente lo chiamavamo) era davvero straordinaria e, cosa ancora più rara, era un’ intelligenza che andava sempre all’essenziale e, soprattutto, che non faceva mai mostra di se stessa ma usciva dall’irresistibile forza di un ragionamento sereno e pacato.

Ed è con quest’intelligenza, oltre che attraverso uno studio durissimo, che TPS si è fatto strada, prima nella Banca d’Italia  poi , a soli quarant’anni, ai vertici della burocrazia europea, quindi nel consiglio della Banca Centrale Europea, ed infine all’ apice delle più alte responsabilità politiche del nostro paese.

Tuttavia non è solo per questo motivo che la sua morte ha creato tanto dolore e tanto rimpianto in tutt’Europa. L’intelligenza non è sufficiente per creare affetto e rimpianto. Questi sentimenti prendono tanta forza nei confronti di Padoa Schioppa perché quest’intelligenza è sempre stata messa a servizio di grandi virtù civili. In primo luogo un rigore morale che, per molti protagonisti della vita politica, era ritenuto non una virtù ma una colpa. Un rigore che non si limitava ad un’assoluta austerità personale, ma che lo spingeva a dire cose sgradite e, soprattutto, a prendere provvedimenti sgraditi ogni volta in cui questo era necessario per il bene dell’Europa o dell’Italia.

In un periodo in cui si prendono decisioni solo per vincere le elezioni sempre imminenti,  Padoa Schioppa pensava e prendeva i provvedimenti che gli sembravano giusti per preparare a noi e alle future generazioni un avvenire migliore.  E non con la leggerezza di chi non si rende conto che questi provvedimenti possono provocare reazioni negative da parte degli elettori ma con la consapevolezza che chi ha responsabilità civili ha il dovere di dire la verità. L’affermazione che le giuste imposte sono il fondamento di ogni società democratica non era da TPS esposta con giri di parole o parafrasi ma addirittura attraverso la paradossale espressione che le imposte sono “belle”.  Intendendo con questo che esse sono il fondamento di ogni convivenza democratica e la condizione per avere strade, pensioni e servizi per i cittadini. L’espressione usata può non piacere o essere addirittura sgradevole ma è il modo più diretto e sincero per dire che unasocietà in cui i cittadini non contribuiscono al bene comune è una società destinata alla perdizione.

Così come, per TPS, era destinata alla perdizione una società che pensa solo al presente e non ha il coraggio di progettare il futuro. Per questo motivo tra i tantissimi volumi che Padoa Schioppa ha scritto (e che rimangono fra i testi fondamentali della politica monetaria e finanziaria internazionale) e tra le profonde riflessioni da lui compiute sul funzionamento delle istituzioni, mi limito a ricordare un suo sottile libro che si intitola “La veduta Corta“. Un libro in cui si spiega come una società che ha paura di fare oggi i sacrifici necessari per preparare il domani è una società che tradisce le giovani generazioni e che non è in grado di garantire a nessuno il futuro. Un libro che forse non insegna a vincere le elezioni ma che certamente ci insegna a salvare l’Italia.

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
dicembre 20, 2010
Italia