“Antiche e nuove pestilenze”: un contributo al libro del CNEL “Il mondo che verrà”

“IL MONDO CHE VERRÀ”, libro del CNEL con icontributi di economisti, politici e giuristi

Come sarà il futuro post-Covid? Il CNEL lo ha chiesto a 16 autorevoli economisti, politici e giuristi raccogliendo i loro contributi in un libro, “Il mondo che verrà. Interpretare e orientare lo sviluppo dopo la crisi sanitaria globale”. Il volume, nato da un’idea del presidente CNEL Tiziano Treu che ha curato l’introduzione, contiene 15 riflessioni sugli impatti della pandemia e possibili scenari nazionali ed internazionali che si verranno a delineare, scritte da Emma Bonino, Massimo Bray, Guido Brera, Giuseppe De Rita, Maurizio Ferrera, Franco Gallo, Luca Jahier, Mauro Magatti, Romano Prodi, Lucrezia Reichlin, Chiara Saraceno, Paola Severino, Giovanni Tamburi, Giulio Tremonti e Stefano Zamagni.

“Gli effetti economici della pandemia sono ancora indeterminati. Le prime stime indicano un ordine di grandezza nella caduta del Pil mondiale doppio di quella delle crisi del 2008 e un gravissimo impatto sulla occupazione, secondo le previsioni dell’OIL oltre 250 milioni di disoccupati. Il volume può offrire alle istituzioni e ai decisori pubblici, alle organizzazioni sociali e politiche e anche alle persone che vogliono riflettere, elementi preziosi per orizzontarsi in un futuro che si presenta incerto come non mai, ma anche aperto a nuove possibilità”, scrive il presidente Treu nell’introduzione.

Il libro, disponibile gratuitamente sul sito www.cnel.it, analizza gli effetti della pandemia sulla struttura sociale, sulla scuola, sul welfare e sui rapporti internazionali.

Dagli scritti dei quindici esperti emergono alcuni tratti comuni sulle conseguenze più immediate della pandemia e sulle proposte: il modello di Europa è da modificare, il divario digitale si è trasformato in elemento di diseguaglianza sociale, il ruolo della scuola è sottovalutato, il terzo settore ha supportato ma non è integrato col sistema nazionale, i milioni di dati raccolti devono essere un patrimonio scientifico sul quale basare le decisioni politiche, si sono sperimentate nuove forme di “diritto dell’emergenza” che hanno variato gli equilibri istituzionali (mettendone in luce le criticità) e che per la ripresa richiedono ora una nuova forma di collaborazione tra pubblico e privato.

L’impatto drammatico sul mondo del lavoro e le politiche di welfare da rinforzare per tamponarne gli effetti sociali che possono derivarne sono alcuni degli argomenti che proprio il CNEL, come gli altri Comitati Economici e Sociali europei, è chiamato a valutare coinvolgendo direttamente tutti i corpi intermedi in esso rappresentati.

Il contributo di Romano Prodi “Antiche e nuove pestilenze” inizia a pagina 131

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
maggio 8, 2020
Libri