Angelo, una delle poche persone che, partendo, lascia solo rimpianto e affetto

Articolo di Romano Prodi su Il Giorno del 28 aprile 2013

Lunedì scorso, nella solennità del duomo di Monza, è stato dato l’estremo addio ad Angelo Rovati. L’ultimo rito si è svolto qui perchè Angelone (come tutti noi affettuosamente lo chiamavamo) si sentiva sempre un brianzolo, anche se era ormai da molti anni lontano da Monza, dove ancora risiedono la sorella ed il fratello. Angelo considerava che le sue radici fossero ancora qui, anche se le sue attività sportive e, in seguito, il suo lavoro professionale lo avevano portato a vivere per decenni in tante diverse città italiane. Questo richiamo alle radici ( sul quale mi sono divertito tante volte a ironizzare) non derivava certo dalla paura della solitudine perché Angelo viveva sempre attorniato da persone che gli volevano bene.

Prima a Venezia, Forlì e Bologna, dove era stato tra le stelle del basket, e poi a Milano, Roma e ancora Bologna, dove aveva costruito da zero una robusta attività imprenditoriale, era sempre attorniato da amici e immerso in conversazioni senza fine, che andavano dallo sport all’economia ma, soprattutto alla politica, che rimaneva in fondo al cuore, la sua grande passione. Di solito in questi casi si ricordano le ore passate insieme a chiacchierare. In questo caso non potrei parlare di ore ma di giorni perché le conversazioni erano un romanzo senza fine. E, come in tutti i romanzi, avvenimenti, sogni, speranze e, molte volte anche illusioni, si inseguivano per disegnare un futuro dell’Italia che, come capita sempre in questi casi, non si riusciva mai a realizzare. Le intuizioni di Angelo sulla vita italiana venivano spesso prese in considerazione solo quando si erano trasformate nel rimpianto di non averle potute mettere in atto. E’ naturale riferirci alle sue ipotesi appena abbozzate sulla riorganizzazione del sistema telefonico italiano, in una prima fase rigettate come assurde, poi prese successivamente in considerazione ed infine oggetto di rimpianto per non essere state messe in atto.

Sappiamo però che tutto ciò accade alle persone libere, che dicono quello che pensano, anche se questo non fa parte di quanto vogliono i detentori degli interessi dominanti.

Per questo motivo Angelo ha avuto tanti amici, duraturi e solidi, che con lui provavano il gusto di una conversazione sempre interessante e sempre disinteressata.

Ma soprattutto piena di un umorismo non abrasivo e sarcastico ma dolce, coinvolgente e, anche nei passaggi più paradossali, sempre rispettoso della dignità di tutti.

Questo perché quello che ricorderemo con più intensità di Angelo è proprio la sua generosità nel donare tempo ed attenzione a tutti ed un intenso affetto ai suoi più familiari.

Per questo motivo, in una piovosa giornata lavorativa di questo lungo inverno che ha tanto tardato a trasformarsi in primavera, l’immenso duomo di Monza era pieno di tanti amici per ricordare, insieme a Chiara e ad Andrea, una delle poche persone che, partendo, lascia solo rimpianto e affetto.

Romano Prodi

 

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
aprile 28, 2013
Italia

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