Ecco l’eredità del tanto bistrattato governo Prodi: abbiamo risanato il Paese nonostante gli insulti della destra

Risposta di Luigi Cancrini a Giuseppe Manuli nella rubrica “Dialoghi” su L’Unità del 3 giugno 2010

Romano Prodi

Ecco l’eredità del tanto bistrattato governo Prodi: avanzo primario del 2008, 3,5%; rapporto deficit-pil, 2,8%; rapporto debito-pil, 105%. Avevamo ben operato riportando i conti pubblici sotto controllo con misure eque, in un anno e mezzo, con l’opposizione di buona parte della stampa, delle corporazioni, dei poteri forti e sotto gli insulti della destra.

Giuseppe Manuli

Risposta – Ho risentito Prodi in Tv. Parlava delle politiche di aiuto ai Paesi poveri dell’Africa proponendo l’idea per cui la priorità assoluta in Africa è la pace: dove c’è ed è stabile, come in Camerun, gli interventi centrati sullo sviluppo dell’agricoltura e dell’imprenditoria locale permettono di fornire insieme cibo e lavoro a popolazioni stremate dal colonialismo prima e dallo sfruttamento economico poi. Da qui si deve partire, diceva, anche per arrestare le migrazioni e io mi chiedevo con stupore
e malinconia, ascoltandolo, qual è la follia da cui è stato preso il nostro Paese nel momento in cui tutti, avversari politici e finti alleati, uomini di chiesa e opinionisti facevano a gara per crocifiggerlo preparando il ritorno dell’uomo tanto più malato e sciatto da cui siamo governati oggi.

Di Prodi e della sua faccia bonaria, riflessiva e apparentemente malinconica e non telegenica invece che dell’ottimismo cretino dell’uomo di Arcore ci sarebbe bisogno, mi dico, per affrontare la crisi economica e i mille problemi di questo povero Paese. Anche se a volerlo mandare via sono stati soprattutto quelli che avrebbero potuto e dovuto sostenerlo.

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Dati dell'intervento

Data
Categoria
giugno 3, 2010
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