Emma Bonino: Leader leale e trasparente

Emma Bonino, Prodi: «Leader leale e trasparente, trovavamo un’intesa anche nei dissensi. Poche settimane fa l’ultima telefonata»

Intervista di Mario Ajello a Romano Prodi su Il Messaggero del 12 settembre 2026

Emma Bonino è stata ministro delle politiche europee e ministro del commercio internazionale nel secondo esecutivo di Romano Prodi. Il quale, nel ricordarla, vuole sottolineare soprattutto un aspetto della leader radicale: quello del suo metodo politico da esponente di governo.

Professore, come si lavorava con Bonino?

“Benissimo. Quando era ministra, ogni decisione la prendevamo non prima di una bella discussione, reale e precisa, tra di noi. Ognuno di noi metteva sul tavolo le proprie posizioni, io la penso così, io invece così, e le differenze venivano esplicitate dall’inizio. Per poi lavorarci su in piena trasparenza, cercando di comporre le diverse convinzioni e vedere quali potessero essere le possibilità e le opportunità di un accordo”.

Il metodo Prodi-Bonino è quello che dovrebbero applicare tutti?

“Noi abbiamo avuto la nostra maniera di procedere, che è stata quella del confronto su ogni cosa in una reciproca lealtà approfondita. Spesso, lei mi aspettava prima del Consiglio dei ministri o di altre riunioni importanti. E ci mettevamo a parlare, a esporre i nodi da sciogliere e a cercare la soluzione. L’approfondimento appunto, in piena libertà dialettica e con grande lealtà. Questo modo di essere e di comportarci ha creato tra di noi un rapporto di amicizia”.

Ma è possibile l’amicizia in politica?

“Quando la politica diventa approfondimento e scambio può trasformarsi in un rapporto di amicizia duraturo. Infatti con Emma, anche dopo il periodo di collaborazione al governo, non ci siamo mai persi di vista. Telefonate, scambi di messaggi, reciproca curiosità sui nostri impegni e sulle nostre attività”.

Anche negli ultimi anni?

“Sì, anche se purtroppo negli ultimi anni abbiamo parlato molto di condizioni di salute. Però, questo era un tema che Bonino sbrigava in fretta. Come se fosse una vitale ma normale battaglia politica”.

Per chi l’ha conosciuta è facile immaginare che parlasse del suo tumore come un’appendice, sia pure importante, della sua generale battaglia politica.

“Poche settimane fa abbiamo avuto l’ultima telefonata. Non l’ho trovata molto felice della situazione politica italiana e di quella internazionale. Però il tono della sua voce non mi faceva assolutamente prevedere una fine così vicina. Continuava ad essere vigorosamente impetuosa”.

Che tipo di europeista è stata Bonino?

“Mai lamentosa o recriminante. Non inutilmente sentimentale. Ma razionale. Costruttivista“.

Non è stata certamente l’Europa un argomento divisivo tra voi due. In quale campo eravate più lontani ma desiderosi di incontrarvi?

“Sui temi etici, ma anche in quelli trovavamo il modo per parlarci in un clima di reciproca fiducia. Quando c’è questa ogni differenza non viene cancellata ma si riesce a farla rientrare in un discorso comune”.

Il prodismo è esattamente questo: la ricerca delle compatibilità. Anche la leader radicale non era in fondo troppo radicale?

“Ma certo che lo era. Aveva convinzioni profonde e le viveva con molta passione ma anche con lucidità. Questo le dava la forza del sapersi confrontare. Anche di economia parlavamo e su questo terreno, rispetto a quello dei temi etici che appassionavano tanto lei quanto me, era più semplice trovare un accordo”.

E pensare che certa vulgata sulla Bonino la descrive come una leader rigida e poco duttile.

“Io l’ho sempre trovata trasparente, e per questo era facile e istruttivo, pur nei vicendevoli dissensi, parlare con lei. Il suo senso dello Stato la portava anche a decisioni che non la soddisfacevano completamente ma erano compatibili con le scelte complessive del governo di cui faceva parte”.

Zero politicismi?

“Discutere di politica con chi fa tatticismi è psicologicamente sgradevole. Discutere di politica con Bonino era un esercizio gradevole, sia nei momenti di consenso che nei momenti di dissenso. Perciò dalla collaborazione di due anni di governo è nata un’amicizia. Di solito, la politica ti allontana umanamente, ma nel nostro caso è accaduto l’opposto”.

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Dati dell'intervento

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Categoria
settembre 12, 2026
Strillo

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