Un anno da Leone: leader globale

Un anno da Leone: leader globale

Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 luglio 2026

Domenica scorsa Leone XIV ha manifestato la sua felicità per la prospettiva di passare qualche settimana a Castel Gandolfo “con un po’ di riposo, un po’ di preghiera , un po’ di lettura e, speriamo, un po’ di sport“. Anch’io spero che questi propositi si avverino, pur dubitando che Leone possa essere lasciato abbastanza in pace per metterli in atto. E’ certo tuttavia che il lavoro fatto negli scorsi mesi è stato talmente imponente e così pieno di responsabilità da rendere il soggiorno di Castel Gandolfo il minimo intervallo necessario per ricominciare il suo operato con altrettanta intensità ed efficacia.

Il suo primo anno di pontificato è stato infatti particolarmente intenso, ma con riflessioni e insegnamenti che non si sono mai fatti sorprendere dall’urgenza e sempre hanno fatto riferimento a un quadro complessivo diligentemente analizzato. L’espressione più organica di questa prima parte di pontificato resta naturalmente la Magnifica Humanitas, un documento dedicato a riflettere sulle conseguenze delle grandi innovazioni in corso, a partire dall’intelligenza artificiale. In un mondo dominato dalla forza, la Magnifica Humanitas ribadisce la necessità di affrontare il nuovo utilizzando principii essenziali e non convenienze politiche o economiche. A domande radicali e universali l’enciclica offre risposte radicali e di significato universale.

Proprio per questo motivo sta ricevendo un ascolto globale, valorizzando il ruolo della Chiesa ben al di fuori del modo cattolico. L’Intelligenza Artificiale si presenta come pervasiva perché dominerà tutti gli aspetti della nostra vita e diventerà il motore di ogni attività: nella scuola, nell’industria, nella sanità, nella finanza, nella logistica e nella sicurezza. Produzioni, consumi, comportamenti, desideri e la stessa verità saranno dominati dagli algoritmi.

L’enciclica ripete con insistenza che questo infinito potere non può essere lasciato nelle mani di un attore politico assoluto e nemmeno di pochi giganti privati che, per i propri interessi, hanno la possibilità di modificare la natura stessa dell’uomo.

Di fronte a questa minaccia, l’enciclica invita a reagire con “una destinazione universale dei beni digitali” che può essere garantita solo da un sistema democratico capace di difendere l’essere umano sia dal sovrapotere del peggiore capitalismo che dal tirannico controllo dell’autoritarismo.

Una democrazia che deve operare insieme ai corpi intermedi, alle unità educative e a tutte le espressioni della società civile, usando pazienza e dialogo per fermare il “totalitarismo invisibile” che disarma le coscienze attraverso il populismo e l’autoritarismo. Viene quindi chiesto allo Stato di usare la legge per proteggere i cittadini da una macchina che rischia di schiacciarli.

Una macchina che deve essere guidata da una “Terza Via” che superi tanto la privatizzazione del futuro quanto il suo dominio da parte di uno Stato onnipotente.

Sono questi i contenuti che, insieme al continuo richiamo alla pace e contro il crescente uso della forza, hanno fortemente irritato Donald Trump.

Un’irritazione che ha finito con aprire una contesa che ha messo in ancora maggiore rilievo i contenuti di difesa dei valori universali contenuti nella Magnifica Humanitas.

Una differenza di vedute emersa in modo ancora più plastico quando Leone XIV ha deciso di dedicare il giorno della celebrazione del duecentociquantesimo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti a un pellegrinaggio nell’isola di Lampedusa che, simbolo mondiale dell’accoglienza, rappresenta l’opposto della politica migratoria del presidente americano.

Una presa di posizione ribadita con l’improvviso viaggio a Sant’Angelo Lodigiano per pregare sulla tomba di Francesca Cabrini, la santa americana divenuta patrona degli emigranti per la totale dedizione a loro dedicata durante la sua vita.

Il tutto compiuto in difesa dei principi e senza alcuna diretta risposta alle provocazioni, come ha dimostrato con l’ amichevole ed affettuosa visita alla famiglia dell’ambasciatore americano presso la Santa Sede e con la lettera agli americani nella quale ribadisce, ancora una volta, che la grandezza del paese è fondata sulla solidarietà e l’accoglienza.

Un Papa che adempie a un compito universale ma che, come tutti i suoi predecessori, non dimentica il paese dal quale proviene. Un paese che non solo è la più grande potenza del mondo, ma che è guidato da un presidente che continuamente esonda nel campo della religione, senza rispettarne i confini.

A queste preoccupazioni Papa Leone ha recentemente aggiunto un problema interno alla Chiesa cattolica: l’applicazione della scomunica nei confronti dei vescovi scismatici appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X fondata da Mons. Lefebvre. Una decisione certo pesante, ma presa con la stessa chiarezza dimostrata nei casi precedenti.

A dimostrazione di una Chiesa che è a servizio di tutto il mondo, ma che procede nel rispetto delle sue proprie regole e delle sue secolari tradizioni. Questi sono solo alcuni fra i grandi compiti portati avanti nel primo anno di pontificato.

Dato che tanti altri problemi si aggiungeranno in futuro è bene che la pausa di Castel Gandolfo si svolga davvero con “un po’ di riposo, un po’ di preghiera, un po’ di lettura e anche un po’ di sport”.

 

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Dati dell'intervento

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Categoria
luglio 11, 2026
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