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	<title>Romano Prodi &#187; USA</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Aprire il mercato del rating ad autorità sovranazionali. Mai avuto contratti con analisti cinesi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mai avuto contratti con gli analisti cinesi
Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012
Con riferimento ad alcuni articoli pubblicati in questi giorni, ribadisco che non da oggi ma da molto tempo ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4425" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Mai avuto contratti con gli analisti cinesi</strong></p>
<p>Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012</p>
<p><em>Con riferimento ad <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/07/Cina_sfida_giganti_del_rating_co_8_110907056.shtml" target="_blank">alcuni</a> articoli <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/887958/Prodi-complotta-con-i-cinesi--Ecco-come-declassa-l-Italia.html" target="_blank">pubblicati</a> in questi <a href="http://www.iltempo.it/politica/2012/01/16/1316670-spot_prodi_rating_cinese.shtml" target="_blank">giorni</a>, ribadisco che <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/e-ora-di-limitare-una-volta-per-tutte-il-potere-delle-agenzie-di-rating_4410.html" target="_blank">non da oggi</a> ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/toccato-il-fondo-il-paese-va-in-rovina_3588.html" target="_blank">da molto tempo</a> ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da tempo soprannominato &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-16/prodi-agenzie-americane-sono-164618.shtml?uuid=AaFKrkwD" target="_blank">qui, quo, qua</a>&#8220;.</em></p>
<p><em>Sarei perciò ovviamente felice che entrino in fretta altre imprese in questo settore così delicato, e tra queste vi può essere evidentemente posto per <a href="http://www.dagongcredit.com/dagongweb/english/index.php" target="_blank">Dagong</a>, con cui non ho avuto e non ho alcun rapporto economico ma che ho conosciuto nel corso della mia permanenza in Cina e <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/finanza/notizie/dentro-dagong-lrsquoagenzia-cinese-di-rating" target="_blank">il cui arrivo in Europa</a> dovrebbe essere salutato con favore.</em></p>
<p><em>Trovo infatti normale che i cinesi, che sono diventati grandi investitori e prestatori, vogliano avere la possibilità di dire la loro sul rating ed è interesse di tutti che questo avvenga in un contesto di regole condivise.</em></p>
<p><em>Voglio infine aggiungere che, data la delicatezza del &#8220;rating&#8221; nei confronti degli Stati e dei debiti sovrani, questa attività dovrebbe vedere come protagonisti anche autorità sopranazionali come il <a href="http://www.imf.org/external/index.htm" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a> e istituzioni dell`<a href="http://www.ecb.int/home/html/index.en.html" target="_blank">Unione Europea</a>.</em></p>
<p><em>Romano Prodi<br />
</em></p>
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		<title>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:03:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dossier 2002-2012
L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 dicembre 2011
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, il primo acquisto in euro. In un chiosco di una Vienna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4319" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>Dossier 2002-2012</p>
<p><strong>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 31 dicembre 2011<br />
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, <a href="http://www.repubblica.it/online/economia/euroecco/feste/feste.html" target="_blank">il primo acquisto in euro</a>. In un chiosco di una Vienna in  festa abbiamo comprato un beneaugurante mazzo di fiori per le nostre  rispettive consorti.</p>
<p>L&#8217;atmosfera gioiosa non era fuori luogo perchè, con quel gesto  simbolico, si celebrava un <a href="http://m.sky.it/tg24/economia/2011/12/03/crisi_euro_blob_dichiarazioni_nascita_moneta_unica_2001_monti_prodi_berlusconi_bersani_bossi" target="_blank">avvenimento di importanza storica</a>: per la  prima volta un folto gruppo di Paesi abbandonava la propria moneta per  abbracciare una valuta comune. Con questa decisione essi rinunciavano a  uno dei due fondamenti della sovranità, cioè la moneta, in attesa di  condividere con i Paesi fratelli anche l&#8217;altro pilastro della Stato  moderno, e cioè l&#8217;esercito. Una decisione che voltava definitivamente le  spalle al passato europeo di guerre e di sangue e che, nello stesso  tempo, era in grado di inserire l&#8217;Europa tra i grandi protagonisti della  politica e dell&#8217;economia mondiale. Con la moneta unica l&#8217;Unione Europea  si candidava a entrare tra i costruttori della globalizzazione ormai in  corso e non più arrestabile.</p>
<p>Il traguardo dell&#8217;euro coronava un cammino lungo e difficile, durante il  quale le politiche dei diversi Paesi avevano dovuto adattarsi alle  regole comuni con l&#8217;adozione di cambiamenti radicali. A partire  dall&#8217;Italia, che aveva accumulato ingenti debiti e aveva vissuto gli  ultimi trent&#8217;anni in una devastante inflazione e una continua  svalutazione. Fu quindi un cammino molto difficile e si arrivò al  traguardo solo per la comunanza di obiettivi da parte dei leader dei  principali Paesi europei: Germania, Francia, Italia e Spagna decidevano  di mettere definitivamente in comune il proprio destino.</p>
<p>Non ci nascondevamo le difficoltà di un simile decisione ed eravamo  coscienti che a questa ne dovevano seguire altre, perchè non è possibile  avere <a href="http://www.romanoprodi.it/la-mia-visione-dei-fatti" target="_blank">una moneta comune</a> senza condividere le linee di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">una comune  politica economica</a>. Ricordo quante volte sollevai questo problema,  ammonendo che senza realizzare quest&#8217;obiettivo una crisi sarebbe stata <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99unione-politica-che-non-c%E2%80%99e-se-leuropa-rinuncia-a-salvare-la-grecia_1387.html" target="_blank"> prima o poi inevitabile</a>. Ricordo le sagge risposte del cancelliere Kohl,  che replicava dicendo che nemmeno Roma era stata edificata in un giorno  e che le decisioni necessarie per fare convergere le politiche  economiche sarebbero state prese in seguito, con il tempo e la  ponderazione necessari. Una risposta saggia, che non poteva però tenere  conto del progressivo cambiamento dello spirito pubblico e delle  leadership politiche europee.<br />
Agli anni della speranza sarebbero infatti seguiti gli anni della paura:  paura della globalizzazione, paura della disoccupazione, paura della  Cina. Paure che si potevano vincere solo con un&#8217;Europa unita e che  invece hanno finito con interrompere il suo cammino verso l&#8217;unità e  favorire il dilagare del populismo.</p>
<p>Eppure per otto anni l&#8217;euro ha funzionato come doveva, riducendo  l&#8217;inflazione, obbligando i Paesi a una maggiore disciplina di bilancio  e, attraverso la diminuzione dei tassi di interesse, rendendo possibile  il mantenimento dell&#8217;equilibrio finanziario anche nei Paesi pesantemente  indebitati, come l&#8217;Italia. Le divergenze nelle politiche economiche  hanno tuttavia reso quest&#8217;equilibrio sempre più precario, fino a che la  crisi greca non ha messo a nudo le differenze di efficienza e di  produttività che si erano accumulate dopo la costruzione dell&#8217;euro.</p>
<p>La <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/spegnere-lincendio-tenendo-saldi-i-conti-senza-questo-non-si-puo-neanche-pensare-alla-crescita_3357.html" target="_blank">crisi greca</a> che, per le sue modeste dimensioni, avrebbe potuto essere  <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">l&#8217;occasione per costruire</a> quella politica di coesione ritenuta  necessaria fin dal momento della fondazione dell&#8217;euro, ha segnato invece  <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">l&#8217;inizio di una turbolenza</a> che non ha ancora avuto termine. La zona  euro, che globalmente gode di una situazione della finanza pubblica di  gran lunga migliore di quella degli Stati Uniti, è ora vittima di una  crisi che, per ironia della sorte, è proprio partita dagli Stati Uniti.</p>
<p>La politica unitaria americana ha trasformato in forza la sua debolezza,  mentre le divisioni europee hanno trasformato la forza europea in  debolezza. Oggi il nostro dovere è quindi quello di perseguire una  politica unitaria anche se non omogenea, perchè ogni governo deve fare  la sua parte ma al seguito di una guida generale e concordata.  All&#8217;Italia spetta il duro compito di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">porre un freno agli squilibri</a> fra  spese ed entrate che, negli ultimi anni, hanno eroso i vantaggi  accumulati dalla provvidenziale caduta dei tassi di interesse provocata  dall&#8217;introduzione dell&#8217;euro. E questo lo sta facendo il governo Monti.</p>
<p>Tuttavia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">i compiti a casa</a> non basteranno mai se non si ritorna alle  fondamenta dell&#8217;euro, per cui ogni Paese deve fare il suo dovere ma  sotto un&#8217;autorità europea in grado di stabilire quali siano questi  doveri e di farli rispettare sia quando la deviazione avviene in Italia  sia quando, come è capitato nella prima fase della vita dell&#8217;euro, erano  proprio la Germania e la Francia ad allontanarsi dalle regole comuni.</p>
<p>Il direttorio a uno (cioè della sola Germania) non si è dimostrato  capace di costruire l&#8217;unità indispensabile per difendere tutti noi  europei dalla speculazione internazionale. E&#8217; inutile girare attorno al  problema. O noi costruiamo gli strumenti comuni ormai noti, e cioè un  reale potere della <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">Banca centrale europea e gli eurobond</a> per una comune  difesa della moneta, o la crisi continuerà a lungo, perchè contrastata  da azioni sempre deboli e ritardate.</p>
<p>Nonostante tutto ciò, penso che l&#8217;euro non solo si salverà ma celebrerà  molte altre decine di compleanni perchè esso costituisce la forza della  Germania e la sicurezza di tutti gli altri Paesi europei. La sua caduta  non conviene a nessuno: le conseguenze di una sua dissoluzione sarebbero  per tutti catastrofiche. Mentre <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania perderebbe ogni vantaggio</a> commerciale con una valuta in salita verso le stelle, l&#8217;Italia si  ritroverebbe di nuovo nel gorgo dell&#8217;inflazione e nell&#8217;oppressione di  insostenibili tassi di interesse.</p>
<p>L&#8217;uscita dalla crisi dell&#8217;euro sarà quindi lenta e faticosa, perchè deve  percorrere una strada piena di paure e pregiudizi, ma non vi è alcuna  alternativa. Forse non è questo il modo più gioioso di celebrare un  compleanno ma è almeno consolante pensare che i prossimi compleanni  sicuramente ci saranno e soprattutto saranno migliori.</p>
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		<title>Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua</title>
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		<description><![CDATA[Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”
Articolo di d.t. su Il Fatto Quotidiano del 21 dicembre 2011
L&#8217;ex presidente del consiglio parla di recessione (&#8221;dobbiamo abituarci a un anno col segno meno&#8220;) e della Merkel: &#8220;Deve smetterla con questo atteggiamento da maestrina&#8221;
Il professore risale in cattedra. Romano Prodi è più vispo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/indignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4288" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/indignados-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”</strong></p>
<p>Articolo di d.t. su <a href="http://ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/prodi-indignados-hanno-ragione-oggi-redistribuzione-reddito-iniqua/179122/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 21 dicembre 2011</p>
<p>L&#8217;ex presidente del consiglio parla di recessione (&#8221;dobbiamo abituarci a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>&#8220;) e della Merkel: &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Deve smetterla</a> con questo atteggiamento da maestrina&#8221;<br />
Il professore risale in cattedra. Romano Prodi è più vispo che mai, anche se al governo non c’è più il nemico storico ma lo stimabile Mario Monti, anche se l’incontro di auguri per un buon natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a> di Massimo Bergami si è svolto alle 7.30 del mattino.</p>
<p>L’ex primo ministro italiano ha portato i suoi saluti all’elitaria scuola privata di formazione post universitaria e non si è sottratto nel commentare i fatti di cronaca di questi giorni. Intanto una stoccata a quella che sembra essere diventata un’amatissima nemica, Angela Merkel: “Deve smetterla di usare questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”.</p>
<p>Il futuro dell’Italia proprio nelle ore in cui un altro sparring partner, se non addirittura probabile vicino di banco, come Luca Cordero di Montezemolo annuncia la sua discesa in campo con Italia Futura, è il tema che sta più a cuore al professore: “L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato. I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo”.</p>
<p>La solita Europa a rischio di divisione che Prodi esorcizza come può (“le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”) e in America obamiana che improvvisamente diventa pietra di paragone per una cattiva amministrazione “le elezioni in Usa e Francia sono il simbolo di una <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”. Anche se su Obama sono solo parole di encomio: “Obama è preoccupato che la crisi dell’euro si rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Infine una riflessione sugli <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/mario-draghi-sostiene-gli-indignados-arrabbiati-perche-senza-prospettive/164056/" target="_blank">Indignados</a> che Prodi deve aver incrociato <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">in strada a Bologna</a>, come in altre decine di città del globo, durante una qualche manifestazione di dissenso e protesta: “Non si capisce bene dove possa arrivare. A differenza degli storici movimenti di quarant’anni fa non hanno leader, anche i loro riferimenti culturali e filosofici sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma è un movimento che non si ferma, perché legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ottanta ad oggi”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno. Nessuna crescita senza un nuovo patto europeo</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%e2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:23:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4293" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;</strong><br />
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo iniqua&#8221;</p>
<p>Articolo di Luca Bortolotti su <strong>La Repubblica</strong> del 21 dicembre 2011</p>
<p>“<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Cara Merkel, basta</a> con questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”. Romano Prodi oggi era a Bologna per augurare buon Natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a>, in un inconsueto appuntamento alle 7,30 del mattino, e ha colto l’occasione per scattare un’istantanea della situazione economico-politica che ha segnato il 2011 e guardare verso il 2012.</p>
<p>“L’Italia si dovrà preparare a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato&#8221;, avverte il Professore. &#8220;I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo&#8221;. Un’Europa che Prodi vede “percorsa da divisioni che le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”, tra una Germania “troppo forte per l’Europa e troppo debole per il mondo” e un’Italia “che ha difficoltà a trovare la sua posizione in un direttorio sempre più a due (Francia e Germania, appunto, ndr)”.</p>
<p>Le elezioni in Francia e, soprattutto, Usa, che segneranno il 2012, pur “simbolo di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">una politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”, potrebbero aiutare l’Europa e la sua economia. “Obama è preoccupato che la crisi dell’eurosi rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Un pensiero anche al movimento degli <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_21/tam-tam-indignados_76c1ae32-8372-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml" target="_blank">Indignados</a>: “Non si capisce bene dove possa arrivare; a differenza dei movimenti degli anni ’60-’70 non hanno leader, filosofi di riferimento, anche i loro cantanti sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">non si ferma</a>, perché è legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ’80 ad oggi”.</p>
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		<title>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere; ora tocca agli altri</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 06:29:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vivere in un mondo senza crescita
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 17 dicembre 2011
Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4282" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Vivere in un mondo senza crescita</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=18-12-2011&amp;pdfIndex=63" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 17 dicembre 2011</p>
<p>Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, quasi per virtù propria. Gli Stati Uniti hanno coltivato a lungo quest&#8217;illusione e la Germania la porta ancora avanti e pensa di potere essere la locomotiva di se stessa, aumentando le esportazioni in mercati che diventano invece sempre più poveri. Eppure <a href="http://www.smh.com.au/business/chinas-days-of-doubledigit-growth-are-over-20111216-1oyl9.html" target="_blank">perfino la Cina</a>, che sembrava del tutto immune dalla crisi, <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gEbudzZj4YPh-PO0tuoF-rOlJhtw?docId=CNG.18e459e732cc92fd5c955faa8fb5a341.481" target="_blank">comincia a soffrire</a> in conseguenza della generale caduta della domanda.</p>
<p>Dal mese di giugno le cose sono infatti cambiate. La crescita e le previsioni di crescita sono ovunque crollate. In molti Paesi del mondo, tra cui l&#8217;Italia, essa avrà, nel prossimo anno, <a href="http://www.guardian.co.uk/business/2011/dec/15/imf-world-risks-1930s-style-slump" target="_blank">un pesante segno meno</a>. Quello che si dovrebbe fare in queste circostanze è abbatsanza chiaro: i Paesi con un forte surplus commerciale dovrebbero, per il loro stesso interesse, amentare la propria domanda interna. Con questo aiuterebbero anche le economie, come quella italiana, obbligate ai tagli ed ai sacrifici necessari per mettere in ordine i conti e ripararsi in questo modo dagli attacchi della speculazione. Nessuna azione di questo tipo viene messa in atto e l&#8217;Europa sembra <a href="http://www.businessweek.com/news/2011-12-18/european-stocks-decline-for-second-week-on-fiscal-crisis-fed.html" target="_blank">procedere tranquillamente</a> verso una crisi più pesante da quella da cui pensava di essere ormai fuori.</p>
<p>Continuando così siamo destinati a <a href="http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/12/business-cycles-0" target="_blank">ripetere gli errori</a> che ci hanno portato alla crisi degli anni Trenta, quando si è fatto fronte alla grande depressione creandone una ancora più grande. In mancanza di un accordo  generale, i Paesi con un bilancio in deficit, tra i quali non solo l&#8217;Italia ma anche la Gran Bretagna, la Spagna e la Francia, sono costretti ad una politica di compressione dei consumi e degli investimenti, rendendo ancora più difficile la ripresa della tanto auspicata crescita. Si predica che rigore e sviluppo debbono andare assieme ma si è poi costretti ad applicare una politica per cui questi due termini diventano impossibili da comporre fra di loro.</p>
<p>L&#8217;ultimo vertice di Bruxelles sembrava costituire un passo in avanti nella  direzione di una Unione più forte e solidale e io stesso, la scorsa domenica, avevo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">commentato con un certo favore</a> i suoi risultati.</p>
<p>Questi positivi passi in avanti sono stati tuttavia rapidamente ridimensionati, se non addirittura cancellati, dagli stessi protagonisti. Il presidente francese in <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=159522" target="_blank">un&#8217;intervista a Le Monde</a> e la cancelliera tedesca, nel suo <a href="http://www.unita.it/mondo/i-no-di-merkel-stanno-affondando-l-europa-1.362738" target="_blank">discorso di fronte al Bundestag</a>, si sono solo preoccupati di rassicurare i propri cittadini che nessun sostanziale cambiamento di politica era avvenuto. In conseguenza di queste dichiarazioni i mercati finanziari hanno continuato nel loro atteggiamento negatiivo: gli spread sui titoli italiani rimangono così elevati da obbligarci ad un rigore sempre più stringente e sempre meno compatibile con una strategia di crescita.</p>
<p>Nelle scorse settimane, l&#8217;Italia ha fatto il suo dovere: i nostri bilanci sono in ordine per il prevedibile futuro, ma il quadro europeo sembra impedirci di raccogliere i frutti di questa riacquistata serietà. La debolezza politica dell&#8217;Eurozona impedisce infatti di allontanare la morsa della speculazione anche dopo un unanime e corale apprezzamento degli sforzi compiuti.</p>
<p>Questo non significa che riforme e sacrifici siano inutili, perchè sarebbe stato davvero drammatico restare senza gli aggiustamenti di lungo termine impostati dal governo Monti. Tuttavia non si avrà mai la quiete fino a che le divisioni europee spingeranno la finanza senza volto a colpire il Paese più debole, alcune di lucrare sulla sua debolezza. Francia e Germania non hanno ancora capito che, se questo processo va a avanti, saranno loro stesse a <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">rimanere col cerino in mano</a>. E non hanno capito che, più la situazione si deteriora, più energiche e dolorose saranno per loro le misure da prendere.</p>
<p>All&#8217;indomani dello scoppio della crisi greca, sarebbe bastato un intervento di modesta misura. Oggi, quando nel mulinello sono entrate anche l&#8217;Italia e la Spagna, bisogna pensare ad una difesa di livello paragonabile all&#8217;offensiva in corso. Bisogna fare capire che l&#8217;Euro sarà difeso come lo è il dollaro. Non si potrà perciò sfuggire all&#8217;aumento di poteri della BCE e all&#8217;introduzione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>. La guerra deve essere combattuta con armi in grado di vincerla e non si può andare a Bruxelles affermando di voler accumulare le munizioni per vincere e tornare a Parigi e Berlino per dichiarare che si era scherzato.</p>
<p>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere e questo è stato da tutti riconosciuto. Ora abbiamo il  diritto di esigere che i nostri partner europei ne prendano doverosamente le conseguenze. Essi ci avevano chiesto, con una espressione che ho sempre trovato <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">non poco insultante</a> di &#8220;fare i compiti a casa&#8221;. I compiti li abbiamo fatti, ed erano compiti molto difficili. Il presidente del Consiglio può ora andare a mostrare con orgoglio il suo quaderno alla severa maestra di Berlino e, presentandosi in classe, non deve solo pretendere un bel voto ma chiedere anche che gli sia dato un adeguato posto dei banchi della classe superiore.</p>
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		<title>La Germania non ha alcun titolo per fare la maestrina</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 06:18:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: &#8220;Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini&#8221;
&#8220;Non è nello spirito europeo dire agli altri: ubbidite&#8221;
Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su La Stampa del 8 dicembre 2011
Romano Prodi i riti europei li conosce a memoria, ma non è soltanto la proverbiale vischiosità bruxellese a renderlo poco incline all&#8217;ottimismo alla vigilia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/ce756bcb76dc75d1d2a42ba7d4fec9d9_immagine_ts673_400.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4246" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/ce756bcb76dc75d1d2a42ba7d4fec9d9_immagine_ts673_400-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Prodi: &#8220;Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini&#8221;<br />
&#8220;Non è nello spirito europeo dire agli altri: ubbidite&#8221;</strong></p>
<p>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/433502/" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> del 8 dicembre 2011</p>
<p>Romano Prodi i riti europei li conosce a memoria, ma non è soltanto la proverbiale vischiosità bruxellese a renderlo poco incline all&#8217;ottimismo alla vigilia di un vertice che si è caricato di grandi attese:</p>
<p>«Intendiamoci, nell&#8217;ultimo periodo si sono determinate diverse novità politiche, il positivo <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/03/Merkel_presenta_piano_per_euro_co_9_111203023.shtml" target="_blank">discorso della Merkel</a> al Bundestag; ma anche <a href="http://www.asca.it/news-CRISI__BANCHE_CENTRALI_ANNUNCIANO_INTERVENTI_A_SOSTEGNO_LIQUIDITA_-1071521-ORA-.html" target="_blank">l&#8217;intervento</a> delle <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/01/Banche_centrali_campo_Borse_volano_co_9_111201019.shtml" target="_blank">Banche centrali</a> guidate dalla Federal Reserve, prova indotta che la <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/433529/" target="_blank">crisi</a> dell&#8217;euro <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/09/news/crisi_usa_europa-26317281/" target="_blank">fa paura agli americani</a>, anche perché renderebbe più difficile la rielezione del loro Presidente. Ma purtroppo non è ancora maturato quel cambiamento di metodo comunitario che potrebbe favorire una vera svolta: siamo ancora ai colloqui a due Germania-Francia, che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">aumentano il malumore</a> dei 15 partner di area euro e degli altri 25 dell&#8217;Unione. Non è nello spirito europeo, ergersi a maestri e dire agli altri: ubbidite».</p>
<p><em>Oltretutto l&#8217;esibito consolato Merkel-Sarkozy oramai è un effetto ottico, che malcela la perdita di potere della Francia: la parità tra i due è un ricordo?</em></p>
<p>«Della debolezza della Francia si parla da qualche tempo nelle analisi dei circoli ristretti, ma quasi nessuno lo dice a viso aperto. Oramai quella a due è una costruzione artificiale. Lo dico avendo una alternativa nella testa. Mi attendevo che in questa situazione la Francia facesse la Francia, si rendesse conto della grande responsabilità verso altri Paesi, come l&#8217;Italia, la Spagna&#8230;»</p>
<p><em>Per fare un fronte anti-tedesco?</em></p>
<p>«Ma no, ci mancherebbe altro. La Francia avrebbe dovuto spingere per il ritorno ad una politica europea corale, ma questo non è nello spirito dell&#8217;attuale presidente francese».</p>
<p><em>Qualcuno sussurra che a breve potrebbe realizzarsi una paradossale convergenza di interessi tra diversi, tra Germania e Italia: fantapolitica?</em></p>
<p>«E su quale scambio si baserebbe questo nuovo asse? Noi, certo, ci siamo adeguati, perché nella vita ogni tanto capisci che se non vuoi morire, devi farti un&#8217;operazione. L&#8217;Italia si sta mettendo in sicurezza grazie ad un pacchetto pesante ma necessario. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">la Germania è pronta</a> a cambiare politica? In questo momento la Germania <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=931314&amp;lang=it" target="_blank">non mi sembra che voglia</a> fare asse con nessuno».</p>
<p><em>Nel vertice di Strasburgo la Merkel ha ripetuto a Monti che l&#8217;Italia deve fare i compiti a casa: la trova una metafora efficace?</em></p>
<p>«Ripetere questa storia dei <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">compiti a casa</a>, lo trovo psicologicamente <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Crisi-Prodi-Francesi-e-tedeschi-devono-smetterla-di-fare-i-maestrini_312727384821.html" target="_blank">molto offensivo</a>. Perché presume un maestro e un discepolo. Ma l&#8217;Europa non è nata con questo spirito: il vero maestro doveva diventare un&#8217;autorità politica europea, mentre oggi il potere politico lo esercitano a turno i vari Paesi e dunque il Paese più forte, la Germania. Che in questo momento pare intenzionata a tenere in mano pagella e registro».</p>
<p><em>Nel 2003 fu proprio la maestra Germania a non rispettare le regole, che la commissione Prodi provò a far rispettare. Quel precedente ha pesato?</em></p>
<p>«Certo che ha pesato. La Germania assieme alla Francia <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zMAE4RZjX5A" target="_blank">rifiutarono la richiesta della Commissione</a> di mettersi in regola col Patto di stabilità. Allora la Germania fu un allievo disobbediente davanti ad un &#8220;maestro&#8221; riconosciuto da tutti, la Commissione»<br />
<em><br />
Ma proprio lei, un anno prima in una <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=27866" target="_blank">intervista a &#8220;Le Monde&#8221;</a>, aveva parlato di <a href="http://www.socialsciences.manchester.ac.uk/eurodatabase/papercutsfinal/restricted/02142.htm" target="_blank">stupidità dei Trattati</a>: non aprì la strada alle infrazioni?</em></p>
<p>«Certo, avevo parlato di stupidità dei Trattati, nel senso che era ragionevole attenersi ai parametri aritmetici, ma tenendo sempre conto del <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/euro-al-bivio-o-maggiore-coordinazione-delle-politiche-economiche-o-scioglimento_1604.html" target="_blank">contributo politico</a>. Ebbi tutti contro, a cominciare dai tedeschi. Ma poco più di un anno dopo furono loro, tedeschi e francesi, che rifiutarono anche i parametri aritmetici».</p>
<p><em>Di quella Commissione europea <a href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" target="_blank">faceva parte anche Mario Monti</a>, che fece con lei il suo &#8220;apprendistato&#8221; politico: come si sta muovendo?</em></p>
<p>«Si sta muovendo bene. Come sempre. Sta <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">facendo quel che aveva promesso</a> di fare, ciò per cui è stato chiamato. C&#8217;è una catena del dovere che lega tutto e del dover essere».</p>
<p><em>Ammesso che il vertice di domani non sia quello della svolta, lei crede che ci stiamo avvicinando ad una sorta di ultimo appello per l&#8217;Europa politica e per l&#8217;euro?</em></p>
<p>«In crisi come questa non c&#8217;è mai un ultimo appello, salvo che non si commettano errori gravi che potrebbero portarci verso l&#8217;abisso. Sono sicuro che il vertice ci aiuterà ad uscire dalla tempesta ma che per ritrovare la via comunitaria dovremo passare attraverso diversi stop and go».</p>
<p><em>Il suo appello, assieme a Giuliano Amato, per gli Stati Uniti d&#8217;Europa è a futura memoria?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/caro-mario-litalia-rafforzi-il-governo-delleuro_4219.html" target="_blank">Il nostro appello</a> non è a futura memoria perché non abbiamo alternative. Punto».</p>
<p><em>Punto?</em></p>
<p>«Potrei ricordare i sorrisi, quando dieci anni fa parlavo del futuro bipolarismo Usa-Cina. I singoli Paesi europei, da soli, non hanno futuro. L&#8217;Europa può restare protagonista nel mondo solo se saprà unirsi».</p>
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		<title>La crisi greca si doveva risolvere in fretta, ora è una tragedia. Berlusconi ci ha danneggiato in Europa</title>
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		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/la-crisi-greca-si-doveva-risolvere-in-fretta-ora-e-una-tragedia-berlusconi-ci-ha-danneggiato-in-europa_4194.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:32:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 
 
 


 
 
Prodi attacca Merkel &#8220;Politica tedesca irragionevole&#8221;
&#8220;Qui si sta giocando col fuoco. La crisi greca si doveva risolvere in fretta e in silenzio, ora è diventata una tragedia. L&#8217;ex governo ci ha danneggiato in Europa&#8221;.
Articolo su L&#8217;Unità del 1 dicembre 2011
Sul tema della crisi dell&#8217;eurozona «la politica tedesca è spesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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<div id="attachment_4195" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/4275444344.jpg"><img class="size-medium wp-image-4195" title="Spiegel Online del 30 novembre 2011" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/4275444344-300x250.jpg" alt="Spiegel Online del 30 novembre 2011" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Spiegel Online del 30 novembre 2011</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Prodi attacca Merkel &#8220;Politica tedesca irragionevole&#8221;</strong><br />
&#8220;Qui si sta giocando col fuoco. La crisi greca si doveva risolvere in fretta e in silenzio, ora è diventata una tragedia. L&#8217;ex governo ci ha danneggiato in Europa&#8221;.</p>
<p>Articolo su <a href="http://www.unita.it/economia/prodi-attacca-merkel-br-politica-tedesca-irragionevole-1.358271?page=2" target="_blank"><strong>L&#8217;Unità</strong></a> del 1 dicembre 2011</p>
<p>Sul tema della crisi dell&#8217;eurozona «la politica tedesca è spesso di una durezza e irragionevolezza straordinaria». Lo sostiene l&#8217;ex premier Romano Prodi che ha fortemente criticato la <a href="http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/0,1518,800800,00.html" target="_blank">politica economica del Governo Merkel</a>. «Si è rischiato di mettere in crisi l&#8217;euro &#8211; ha detto &#8211; ma farlo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">non è nemmeno nell&#8217;interesse tedesco</a> visti i dati della sua bilancia commerciale. La Germania deve usare se non la propria saggezza, almeno la propria convenienza, perchè qui si sta veramente giocando col fuoco». Il problema dell&#8217;Europa, secondo Prodi, è che è «<a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">completamente divisa</a>, non ha in sè la forza per agire, anche se rimane la più grande forza economica del mondo.</p>
<p>La Merkel &#8211; ha rincarato Prodi &#8211; non cambia linea di una virgola, non vuole <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-e-la-germania-la-maestra-severa-che-non-aiuta-leuropa_2316.html" target="_blank">nessuna forma di collaborazione</a>, non vuole rimedi che potrebbero risolvere i problemi, ha aderito al Fondo salvastati all&#8217;ultimo minuto e a stento. Sul fronte della crisi greca, ad esempio, si è perso tempo, si doveva risolvere in fretta e in silenzio, si poteva risolvere in cinque minuti ed <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">invece è diventata una tragedia</a>. Da allora si è continuato con provvedimenti inferiori alle necessità e presi in ritardo».</p>
<p>La Bce deve diventare il prestatore di ultima istanza ed è necessario <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">introdurre gli eurobond</a>. Sono le due ricette che ipotizza Prodi per uscire dalla crisi dell&#8217;euro. «O chiudiamo bottega &#8211; ha detto il professore parlando a Bologna all&#8217;assemblea nazionale dell&#8217;<a href="http://www.ancpl.legacoop.it/upload/attach/file00000538.pdf" target="_blank">Ancpl</a> &#8211; o la Bce deve fare la Bce ovvero diventare prestatore di ultima istanza. La Francia è favorevole, ma la Germania irremovibile. Un altro tema è quello degli eurobond». Per sostenere l&#8217;emissione delle obbligazioni europee Prodi ha portato l&#8217;esempio americano. «La situazione della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/nave-senza-nocchiere-in-gran-tempesta-non-donna-di-province-ma-bordello_3846.html" target="_blank">California è più grave di quella della Grecia</a> &#8211; ha detto &#8211; ma nessuno pensa ad aggredirla perchè il debito degli Stati Uniti è difeso dalla massa critica. Il dollaro è un cane molto grosso. La Germania ha come bestia nera l&#8217;inflazione ma non aiuta per nulla il riequilibrio europeo».</p>
<p>L&#8217;ex presidente della Commissione ha poi attaccato duramente il governo Berlusconi: &#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/prodi-berlusconi-assente-bruxelles-crisi-uscire-senza-mortificare-leconomia/174469/" target="_blank">E&#8217; stato assente in tutte le decisioni europee importanti</a>. È per questo che l&#8217;Italia è stata danneggiata fortemente e ora il sistema economico e bancario sono in difficoltà&#8221;. «Il governo passato &#8211; ha detto Prodi &#8211; in Europa non c&#8217;era», eravamo «<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/al-g20-processata-non-leconomia-italiana-ma-lincapacita-del-nostro-governo_4099.html" target="_blank">assenti in tutte le decisione importanti</a>» dove «sono state prese decisioni che ci hanno fortemente danneggiato e sfavorito» per esempio nel campo della «regolamentazione delle banche, in quello agricolo e quello delle costruzioni». La critica principale, quindi, non è tanto sulle «decisioni prese» dai partner europei, ma dall&#8217;«assenza dell&#8217;Italia». Per questo, ora, il nuovo governo «dovrà fare un braccio di ferro» in particolare per superare l&#8217;eccessiva «restrizione di possibilità di azione delle nostre banche». «I parametri individuati &#8211; ha aggiunto &#8211; hanno sfavorito le nostre banche» che hanno chiuso i rubinetti anche con il mondo produttivo.</p>
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		<title>“Il Mondo Che Verrà”: tre incontri televisivi con Romano Prodi su La7</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/%e2%80%9cil-mondo-che-verra%e2%80%9d-tre-incontri-televisivi-con-romano-prodi-su-la7_3981.html</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 22:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI
Su LA7, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3982" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><strong>IL MONDO CHE VERRÀ</strong><br />
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI</p>
<p>Su <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/index.html" target="_blank"><strong>LA7</strong></a>, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/fotogallery.html" target="_blank">Stabat Mater</a> dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Lo fa per <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/bacheca.html" target="_blank">confrontarsi</a> con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p><strong>Il primo appuntamento</strong> con Il Mondo Che Verrà &#8211; andato in onda l&#8217;11 ottobre 2011 &#8211; è stato dedicato alla cosiddetta<strong> “La Sfida dei continenti”</strong>, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il primo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Prima puntata - La Sfida dei continenti" src="/images/mondoverra-puntata-1.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Partendo dall’ascesa dei grandi Paesi emergenti, il Professore analizza l’attuale instabilità del sistema economico occidentale, la crisi dei debiti sovrani e la strada che ha portato a questa situazione difficile.</p>
<p>L’euro sopravviverà? Romano Prodi affronta così la questione: “L’Euro resisterà perché nessuno ha interesse a buttarlo a mare, non certo la Grecia, non certo l’Italia, ma soprattutto non la Germania. Perché oggi la Germania è di gran lunga il Paese più potente e più forte dell’Europa grazie all’euro”. E ancora: “Non si può avere una moneta comune senza avere anche un bilancio, un politica finanziaria ed economica comune. (…) O noi stiamo assieme, o la battaglia soli non la vinciamo. Neanche la Germania può farcela da sola. E’ grande per l’Europa, è piccola per il mondo”.</p>
<p>Oltre alla situazione finanziaria, Prodi esamina infine la crisi alimentare, l’espansione demografica e il futuro delle risorse energetiche. Un’analisi del quadro presente e dei possibili scenari futuri.</p>
<p><strong>Il secondo appuntamento</strong>, intitolato <strong>“La Disuguaglianza”</strong>, ha avuto come fulcro la questione della sempre più grande divergenza tra classi ricche e classi povere ed è andato in onda il 18 ottobre 2011.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il secondo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50236244" target="_blank"><img title="Seconda puntata - La Disuguaglianza" src="/images/mondoverra-puntata-2.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Commentando la divergenza sempre più marcata tra la popolazione povera e quella più ricca del mondo, Romano Prodi analizza le cause che hanno portato a questa situazione: gli squilibri crescenti nella distribuzione dei redditi e nella pressione fiscale, la mancanza di crescita, il declino del welfare. Ed è proprio da tasse, welfare e istruzione che, secondo il Professore, bisogna partire per costruire una società più equa e più giusta.</p>
<p>E ancora si percorre la storia del welfare state, per capire perché nel mondo occidentale stia oggi regredendo. Il Professor Prodi affronta così il tema e le sue conseguenze: “Un problema del welfare è la riduzione delle risorse, ed è frutto della crisi. É un problema molto serio che obbliga ad alcuni provvedimenti non piacevoli. Aumenta l’età media delle persone in Italia, il cambiamento dell’età pensionabile si esige, altrimenti non ci sono le risorse per tutti. Il problema esiste.”</p>
<p>Infine il focus si sposta sulla situazione italiana: dal ruolo attuale dell’istruzione fino al livello di ricchezza e di equità presenti nel Paese. Romano Prodi lo commenta così: ‘C’è un problema di distribuzione, noi abbiamo un numero di famiglie poverissime. Una famiglia su cinque non arriva alla fine del mese. Abbiamo sì ricchezza, ma mal distribuita.”</p>
<p><strong>Il terzo appuntamento</strong> di questo ciclo di incontri è andato in onda il 25 ottobre 2011 con <strong>“La Paura”. </strong>Questo e&#8217; il titolo scelto per descrivere tre grandi tematiche del mondo  contemporaneo: l’immigrazione, la concorrenza internazionale e il futuro  dei nostri figli. Partendo dalla situazione dei trentenni di oggi, che  vivono in un Paese che mostra segni di sofferenza, il Professore  approfondisce lo stato della crescita economica italiana, una crescita  che non c’è.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il terzo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50237423" target="_blank"><img title="Terza puntata - La Paura" src="/images/mondoverra-puntata-3.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Prodi descrive lo stato di disoccupazione e di lavoro precario in Italia, analizzando così il fenomeno della “fuga dei cervelli” e dei giovani italiani che non studiano, non lavorano e non sono in un programma di formazione: “Quasi la metà dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono precari. Questa è veramente una tragedia nella tragedia: la grande disoccupazione giovanile e il precariato che domina anche nella parte occupata. Allora qui bisogna veramente cambiare registro.”</p>
<p>Da qui, partendo dal confronto con Cina e Stati Uniti e domandandosi se esistono le medesime paure, si arriva al problema del ricambio generazionale, che investe sia il mondo del lavoro sia quello della politica.</p>
<p>Infine, il Romano Prodi si sofferma sul tema dell’immigrazione, esaminando i dati reali di questo fenomeno e la percezione di esso deformata dalla crisi e dalla politica dell’ultimo decennio. Il Professore la commenta così: “La percezione è che gli immigrati siano molti di più di quelli che sono. Innanzitutto per la velocità con cui sono arrivati. E’ vero che gli stranieri in Italia sono meno che in Francia e Germania, ma sono arrivati velocissimi negli ultimi anni perché la nostra società si è trasformata più recentemente ma più in fretta. Uno dei nostri problemi che dobbiamo curare è l’integrazione, è capire che riceviamo delle risorse potenzialmente straordinarie e, adagio adagio, devono essere integrate. La generazione successiva deve diventare una generazione di italiani. Questa è la grande sfida dell’immigrazione.”</p>
<p>In chiusura di puntata, un question time con gli studenti: dal coordinamento delle politiche economiche dei paesi europei in risposta alla crisi a come e quando affrontare le riforme strutturali, dalla posizione attuale dei laureati in Italia al rapporto storico tra USA e Italia e alla sua evoluzione futura nel campo economico.<br />
<em><br />
(Ogni puntata è  disponibile su <strong><a href="http://www.la7.tv/programmi/ilmondocheverra/" target="_blank">www.la7.tv</a></strong>, la catch up tv di LA7).</em></p>
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		<title>&#8220;Il Mondo che verrà&#8221;. Il primo incontro &#8211; la sfida dei Continenti</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/il-mondo-che-verra-prima-puntata-la-sfida-dei-continenti_3906.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro
La sfida dei Continenti
Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su La7 dell&#8217; 11 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3907" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a>IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro</p>
<p>La sfida dei Continenti</p>
<p>Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su <strong><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">La7</a></strong> dell&#8217; 11 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Il Professore si è confrontato con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p>Il primo appuntamento con Il Mondo Che Verrà è dedicato alla cosiddetta “Sfida dei continenti”, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>Click sull&#8217;immagine per vedere la puntata</em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Il Mondo che verrà - primo incontro - la sfida dei Continenti" src="/images/rp.it_la7_imgplay.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Ogni puntata è inoltre disponibile on demand per sette giorni su <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">www.la7.tv</a>, la catch up tv di LA7.</p>
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		<title>L’euro va salvato. L&#8217;asse franco-tedesco? E&#8217; un disastro</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/l%e2%80%99euro-va-salvato-lasse-franco-tedesco-e-un-disastro_3875.html</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 06:17:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;L’euro va salvato è un pilastro per tutto il mondo&#8221;
Romano Prodi: no al direttorio franco-tedesco, crea diffidenza
Il rinvio del summit? «Bene purché ci sia una decisione forte»
Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su La Stampa del 11 ottobre 2011
Romano Prodi scandisce i giudizi con la nettezza di chi è informato direttamente e da fonti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/color-greek-econ-web.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3879" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/color-greek-econ-web-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a>&#8220;L’euro va salvato è un pilastro per tutto il mondo&#8221;</strong><br />
Romano Prodi: no al direttorio franco-tedesco, crea diffidenza<br />
Il rinvio del summit? «Bene purché ci sia una decisione forte»</p>
<p>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su <strong><a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/424238/" target="_blank">La Stampa</a> </strong>del 11 ottobre 2011</p>
<p>Romano Prodi scandisce i giudizi con la nettezza di chi è informato direttamente e da fonti privilegiate sui grandi fatti del mondo. Il consolato franco-tedesco in Europa: «Un disastro, perché spinge alla diffidenza gli altri paesi e umilia gli organismi comunitari». Il rinvio del vertice europeo? «Può essere un bene, perché meglio rinviare di una settimana e preparare un accordo forte piuttosto che partorire il solito vertice deludente». Il senso della partita che si sta giocando: «Dopo anni gli Stati Uniti, da qualche giorno hanno capito che se crolla l’euro, è un disastro per tutti». Chiamato in tutto il mondo per tenere conferenze e lezioni &#8211; ieri era Barcellona &#8211; commentatore della tv cinese, un insegnamento negli Stati Uniti, un incarico Onu, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi si tiene aggiornato, anche se aspetta con un pizzico di curiosità il suo ritorno sulla tv nazionale, fissato per questa sera su «<a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/il-mondo-che-verra-tre-appuntamenti-con-romano-prodi-su-la7_3858.html" target="_blank">la 7</a>»: «Sono passati 20 anni dalle lezioni di economia sulla <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/in-trattativa-con-la7-vorrei-fare-il-punto-sulleconomia-come-nel-92_3433.html" target="_blank">Rai</a>, ma sembra passato un secolo, oggi non sopportano più gli interventi lunghi. Vedremo come andrà, giudicheranno i telespettatori&#8230;».</p>
<p><em>Il <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/424244/" target="_blank">rinvio di una settimana</a> del vertice le pare un fatto fisiologico o nasconde una crisi decisionale che rischia di diventare patologica?</em></p>
<p>«Il rinvio mi rende speranzoso&#8230;».</p>
<p><em>Speranzoso?</em></p>
<p>«Bisogna chiedersi: come mai questi vertici hanno <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-ognuno-dei-cuochi-bada-alla-sua-pentola_1749.html" target="_blank">sempre deluso</a>? Si alimentavano grandi speranze, ma poi se ne usciva puntualmente con <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-g20-di-pittsburgh-decisioni-a-rilento-ma-il-mondo-va-veloce_1061.html" target="_blank">un nulla di fatto</a>, con un accordo &#8220;rimediato&#8221;, per dare qualcosa in pasto alla stampa. Quasi sempre decisioni <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/i-20mld-di-destinati-dal-g8-alla-cooperazione-sono-il-minimo-del-minimo_919.html" target="_blank">minori, ritardate e insufficienti</a>. Io spero che stavolta il rinvio sia il sintomo di un metodo diverso e cioè che si stiano macinando decisioni importanti e si stia riflettendo sulle questioni tecniche, affinando soluzioni durature».<br />
<em><br />
Se ne deduce che sinora siamo ancora lontani&#8230;</em></p>
<p>«Ho cercato di capire e mi pare che non ci siano ancora segnali chiari e forti sui principali contenuti».</p>
<p><em>Detto in soldoni: quale è la partita storica che si sta giocando in queste settimane?</em></p>
<p>«In soldoni? C’è voluto molto tempo per capirlo, ma finalmente ci sono arrivati tutti: la fine dell’euro <a href="http://www.stato-oggi.it/archives/000126852.html" target="_blank">sarebbe un disastro</a> non solo per l’Europa ma anche per il mondo. <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20111011_00038.shtml" target="_blank">L’euro è un pilastro</a> dell’economia mondiale».</p>
<p><em>Dietro il rinvio potrebbe esserci anche una ragione &#8220;globale&#8221;: dopo i recentissimi <a href="http://www.reuters.com/article/2011/10/06/obama-europe-idUSN1E79518T20111006" target="_blank">appelli di Obama</a> all’Europa, Merkel e Sarkozy immaginano di presentarsi al prossimo G20 con qualcosa di concreto in mano?</em></p>
<p>«Proprio questo ho detto: attenzione che da qualche giorno c’è una grossa novità. La <a href="http://thehill.com/blogs/on-the-money/801-economy/186523-president-discusses-european-debt-problems-with-british-french-leaders" target="_blank">paura per il crollo</a> dell’euro è condivisa anche fuori dal circuito europeo. In altre parole, gli americani non giocano più, come un tempo, all’&#8221;arrangiatevi&#8221;».</p>
<p><em>L’America in campo per salvare l’euro?</em></p>
<p>«E’ probabile che lo stesso <a href="http://whitehouse.blogs.cnn.com/2011/10/10/obama-phones-cameron-sarkozy%C2%A0on-eurozone/" target="_blank">Obama abbia premuto</a> su francesi e tedeschi perché si rendano conto cosa può prodursi con lo sfaldamento del sistema monetario europeo. Ma questo interesse americano, lo ripeto, è un fatto veramente nuovo, mai accaduto prima. Le decisioni del vertice europeo che è stato rinviato non potranno non partire da questa novità e dovranno muoversi di conseguenza».</p>
<p><em>Lei nei mesi scorsi ha <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">criticato la Merkel</a>: i tedeschi a che punto sono?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">I tedeschi</a> si stanno rendendo conto che l’<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-e-la-germania-la-maestra-severa-che-non-aiuta-leuropa_2316.html" target="_blank">euro li avvantaggia</a>, però si sono spinti troppo avanti nella critica e nel seminare paura. E il loro rapporto con i francesi è sempre stato su questioni parziali, mai sul piano di un accordo generale e strategico. Ma ora tutti hanno capito che mandando a fondo la Grecia e l’euro, andiamo a fondo tutti».<br />
<em><br />
Il consolato Merkel-Sarkozy fa da locomotiva o è deleterio?</em></p>
<p>«<a href="http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=157295" target="_blank">E’ un disastro</a> perché spinge alla diffidenza gli altri paesi europei e umilia gli altri organismi europei. Direi che questo direttorio rappresenta uno degli errori più gravi degli ultimi anni».</p>
<p><em>Il rinvio di una settimana può aggravare la situazione della Grecia?</em></p>
<p>«No, per le notizie che si hanno, direi proprio di no. Anzi, mi auguro che dando tranquillità ai mercati, si dia anche tempo alla Grecia di poter <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/62463428-dfac-11e0-8e15-00144feabdc0.html#axzz1aSxsDx2N" target="_blank">conseguire obiettivi</a> realistici. La Grecia sta facendo sul serio ed <a href="http://www.euromoney.com/Article/2914886/Category/8224/ChannelPage/0/Economy-in-focus-Greece-may-not-last-six-months.html" target="_blank">esagerando</a> si rischia di uccidere la sua economia».</p>
<p><em>Nel rapporto col mondo finanziario perché sinora non si è mai chiuso un accordo forte?</em></p>
<p>«Le ondate di sfiducia sono state determinate non tanto dalle nuove regole per le banche &#8211; da <a href="http://www.basilea2.com/basilea_2.htm" target="_blank">Basilea</a> in poi &#8211; che di per sé erano anche giuste. Il problema è che quelle regole si sono rivelate staccate da un contesto politico di solidarietà, finendo per creare tensione nei mercati creditizi e facendo precipitare la disponibilità di credito. Mi auguro che il prossimo vertice serva a creare le condizioni perché ci si torni a prestare denaro l’uno con l’altro, normalizzando i rapporti tra Stati e tra banche».</p>
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