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	<title>Romano Prodi &#187; Partito Democratico</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Videoforum &#8211; L&#8217;Africa vista da Romano Prodi &#8211; In Italia la democrazia respira molto male</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:00:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Africa vista da Romano Prodi. Nel giorno di avvio di Sudafrica 2010, Repubblica Tv ospita l&#8217;ex premier, oggi presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli e inviato dell&#8217;Onu e dell&#8217;Unione africana per le missioni di peacekeeping. Con Lucio Caracciolo, direttore Limes. Conducono Massimo Giannini e Annalisa Cuzzocrea

Prodi a Repubblica TV: &#8220;La democrazia così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Africa vista da Romano Prodi. Nel giorno di avvio di Sudafrica 2010, Repubblica Tv ospita l&#8217;ex premier, oggi presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli e inviato dell&#8217;Onu e dell&#8217;Unione africana per le missioni di peacekeeping. Con Lucio Caracciolo, direttore Limes. Conducono Massimo Giannini e Annalisa Cuzzocrea</p>
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<p>Prodi a <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/06/11/news/prodi_la_democrazia_cos_respira_molto_male-4756535/" target="_blank"><strong>Repubblica TV</strong></a>: &#8220;La democrazia così respira molto male&#8221;</p>
<p>ROMA &#8211; &#8220;Sono preoccupatissimo. La prima pagina vuota di Repubblica di oggi esprime anche lo stato del mio animo&#8221;, dice Romano Prodi durante un videoforum a Repubblica Tv, nel corso del quale ha parlato del suo impegno in Africa, per conto delle Nazioni Unite. &#8220;Soprattutto &#8211; si chiede Prodi &#8211; ci rendiamo conto che sono mesi e mesi che si va avanti su questi temi, e solo su questi temi? Il resto è periferico, il resto passa&#8221;. &#8220;La continuità &#8211; ha anche aggiunto l&#8217;ex presidente del Consiglio &#8211; è il tentativo di controllare il Paese. Io sono personalmente molto, molto preoccupato perchè è la democrazia che entra in sofferenza, che respira male&#8221;. &#8220;Poi &#8211; ha detto ancora Prodi &#8211; credo che ci sia una forza che nei momenti più strani salta fuori. Parlavo l&#8217;altro giorno con Kohl delle difficoltà della politica europea e lui mi ha raccontato di aver incontrato dei ragazzi che hanno capito che bisogna cambiare completamente pagina. Contiamo su quei ragazzi&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;">(11 giugno 2010)</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/africa1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1691" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/africa1.jpg" alt="" width="342" height="273" /></a>Prodi a <a href="http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-mondiali-prodi-successo-se-saranno-di-tutta-lafrica/3793597" target="_blank"><strong>Repubblica TV</strong></a>:  &#8220;successo se saranno di tutta l&#8217;Africa&#8221;</p>
<p>CALCIO, MONDIALI &#8211; Romano Prodi individua la &#8216;chiave&#8217; per assicurare un sicuro successo ai mondiali che si aprono oggi in Sudafrica. &#8220;Se il Sudafrica riesce a identificare il suo campionato di calcio come quello del continente saranno soldi ben spesi, altrimenti no &#8211; ha detto il &#8216;professore&#8217; a Repubblica Tv -. Il football è la cosa che più unisce gli africani, è il legame popolare. Organizzare la più grande festa popolare del mondo non ha paragoni. Quando i mondiali sono stati assegnati al Sudafrica si è detto è la vittoria di un continente. L&#8217;Africa ha bisogno di elementi di unità, vediamo se il Sudafrica mantiene l&#8217;idea di radunare tutti i Paesi africani&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;">(11 giugno 2010)</p>
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		<title>Ecco l&#8217;eredità del tanto bistrattato governo Prodi: abbiamo risanato il Paese nonostante gli insulti della destra</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:21:52 +0000</pubDate>
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Risposta di Luigi Cancrini a Giuseppe Manuli nella rubrica &#8220;Dialoghi&#8221; su L&#8217;Unità del 3 giugno 2010
Romano Prodi
Ecco l&#8217;eredità del tanto bistrattato governo Prodi: avanzo primario del 2008, 3,5%; rapporto deficit-pil, 2,8%; rapporto debito-pil, 105%. Avevamo ben operato riportando i conti pubblici sotto controllo con misure eque, in un anno e mezzo, con l&#8217;opposizione di buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/rpap.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1724" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/rpap.jpg" alt="" width="280" height="258" /></a></p>
<p>Risposta di Luigi Cancrini a Giuseppe Manuli nella rubrica &#8220;Dialoghi&#8221; su <a href="http://edicola.unita.it/downloader.php?page=&amp;dayfolder=20100603&amp;edition=NAZ&amp;type=single" target="_blank"><strong>L&#8217;Unit</strong>à</a> del 3 giugno 2010</p>
<p>Romano Prodi<em></em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Ecco <a href="http://www.perlulivo.it/2008-documenti/rapporto-governo-finale.pdf" target="_blank">l&#8217;eredità</a> del tanto bistrattato governo Prodi: avanzo primario del 2008, 3,5%; rapporto deficit-pil, 2,8%; rapporto debito-pil, 105%. Avevamo <a href="http://www.perlulivo.it/2008-governo/index.html" target="_blank">ben operato</a> riportando i conti pubblici sotto controllo con misure eque, in un anno e mezzo, con l&#8217;opposizione di buona parte della stampa, delle corporazioni, dei poteri forti e sotto gli insulti della destra.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Giuseppe Manuli</em></p>
<p>Risposta &#8211; Ho risentito Prodi in Tv. Parlava delle politiche di aiuto ai Paesi poveri dell&#8217;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">Africa</a> proponendo l&#8217;idea per cui la priorità assoluta in Africa è la pace: dove c&#8217;è ed è stabile, come in Camerun, gli interventi centrati sullo sviluppo dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;imprenditoria locale permettono di fornire insieme cibo e lavoro a popolazioni stremate dal colonialismo prima e dallo sfruttamento economico poi. Da qui si deve partire, diceva, anche per arrestare le migrazioni e io mi chiedevo con stupore<br />
e malinconia, ascoltandolo, qual è la follia da cui è stato preso il nostro Paese nel momento in cui tutti, avversari politici e finti alleati, uomini di chiesa e opinionisti facevano a gara per crocifiggerlo preparando il ritorno dell&#8217;uomo tanto più malato e sciatto da cui siamo governati oggi.</p>
<p>Di Prodi e della sua faccia bonaria, riflessiva e apparentemente malinconica e non telegenica invece che dell&#8217;ottimismo cretino dell&#8217;uomo di Arcore ci sarebbe bisogno, mi dico, per affrontare la crisi economica e i mille problemi di questo povero Paese. Anche se a volerlo mandare via sono stati soprattutto quelli che avrebbero potuto e dovuto sostenerlo.</p>
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		<title>Bersani: proposta Prodi illumina il PD e indica nuovo progetto per l&#8217;unità del Paese</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:40:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[FEDERALISMO, BERSANI: COSTRUIRE NUOVA UNITA&#8217; PAESE
(AGI) &#8211; Roma, 12 apr &#8211; &#8220;Ritengo le considerazioni di Romano Prodi un contributo direttamente utile ad illuminare non solo le possibili prospettive di un partito come il nostro, ma la forma stessa degli assetti democratici del Paese&#8221;. Parla Pier Luigi Bersani che, in una lettera al direttore di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1437" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/04/20100412_99-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />FEDERALISMO, BERSANI: COSTRUIRE NUOVA UNITA&#8217; PAESE</p>
<p>(<a href="http://www.agi.it/politica/notizie/201004121015-pol-rt10024-federalismo_bersani_costruire_nuova_unita_paese" target="_blank"><strong>AGI</strong></a>) &#8211; Roma, 12 apr &#8211; &#8220;Ritengo le <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-partito-democratico-ritrovi-le-sue-radici_1421.html" target="_blank">considerazioni</a> di Romano Prodi un contributo direttamente utile ad illuminare non solo le possibili prospettive di un partito come il nostro, ma la forma stessa degli assetti democratici del Paese&#8221;. Parla Pier Luigi Bersani che, in una <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=97806&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">lettera al direttore</a> di un importante quotidiano italiano, commenta l&#8217;intervento sul federalismo fatto dall&#8217;ex premier il giorno primam sullo stesso giornale.</p>
<p>&#8220;Il fine &#8211; scrive il leader Pd &#8211; e&#8217; la possibilita&#8217; di progettare una nuova unita&#8217; della nazione oggi corrosa da crescenti divari economici, sociali e civili e dai meccanismi difensivi e corporativi incoraggiati dalla crisi. Oggi la scelta federale puo&#8217; essere il progetto di una nuova unita&#8217; o l&#8217;alibi per il suo affossamento. Siano, dunque, al tema delle architetture politiche ed istituzionali: al terna dei punti di equilibrio e dei contrappesi che possono fare o no della pluralita&#8217; la materia prima dell`unita&#8217;. Cio&#8217; porta.<br />
innanzitutto. a dire (ed e&#8217; materia di questi giorni) che non si puo&#8217; prefigurare un modello istituzionale fortemente federale affidando allo stesso tempo gli elementi di garanzia unitaria alle tempeste della contesa politica. Inoltre l&#8217;equilibrio di rappresentanze e di poteri centrali e decentrati non e&#8217; un gioco a somma zero: e&#8217; possibile e necessario rafforzare sia gli elementi di pluralita&#8217; sia i presidi dell&#8217;unita&#8217;. Quel che vale per le prospettive istituzionali vale anche per quelle del sistema politico. Per cio&#8217; che ci riguarda, dovremo dunque discutere dell&#8217;organizzazione del partito (molto giovane, ancora!) alla luce dello Stato che vogliamo: uno Stato che sappia interpretare modernamente la nuova unita&#8217; della nazione. Nel partito i meccanismi di rappresentanza di direzione e di selezione delle classi dirigenti dovranno determinarsi piu&#8217; nettamente a partire dal territorio. Una leadership forte nella dimensione regionale non potra&#8217; emergere davvero senza meccanismi che partano dalla dimensione locale.</p>
<p>D&#8217;altra parte la partecipazione delle leadership regionali ai luoghi di direzione centrale dovra&#8217; legittimare una possibilita&#8217; d&#8217;intervento dal centro, possibilita&#8217; che oggi e&#8217; troppo debole&#8221;.&#8221;Sia il pluralismo politico e culturale sia le forme di coinvolgimento di iscritti, cittadini ed elettori dovranno innervarsi in modo ordinato in questa architettura &#8211; prosegue Bersani nella sua lettera al quotodiano . Ci vorra&#8217; l&#8217;aiuto di una piu&#8217; forte griglia di codici etici ed organizzativi: questo non dovra&#8217;, tuttavia, riguardare un partito solo. Attraverso una legislazione sui partiti, bisognera&#8217; allestire elementi generali di garanzia nel rapporto fra cittadini. partiti politici e Stato. Tutto questo comportera&#8217; per noi una riflessione generale sugli assetti statutari. alla luce dell`evoluzione della discussione sulle scelte istituzionali.</p>
<p>Gia&#8217; da subito, chiusa la fase elettorale, procederemo a discutere i primi avanzamenti necessari ed utili ad un migliore radicamento del nostro partito e ad un rafforzamento della sua struttura federale. Io &#8211; sottolinea il segretario del Pd &#8211; interpreto cosi&#8217; il punto di fondo che Prodi segnala a noi e a tutti: nel sistema politico i meccanismi centralizzati, mediatici o correntizi non sono adeguati a &#8216;rappresentare&#8217;, cioe&#8217; a dare sufficiente visibilita&#8217; ai problemi e alle istanze reali della societa&#8217;. E&#8217; un tema di fondo.</p>
<p>Noi democratici, in particolare, dobbiamo sentircene interrogati se vogliamo dare sostanza ad una idea di moderno partito popolare, in grado di essere utile al futuro di questo Paese&#8221;. &#8220;Con l&#8217;occasione &#8211; conclude Bersani &#8211; voglio ringraziare Romano Prodi&#8221; per il suo contributo.</p>
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		<title>Il Partito Democratico ritrovi le sue radici</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-partito-democratico-ritrovi-le-sue-radici_1421.html</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 07:43:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Territorio e modello federale  Il Partito Democratico ritrovi le sue radici.
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 aprile 2010
I lettori mi perdoneranno se, di fronte all’ennesima discussione sulla riforma del Partito democratico, mi permetto di riprendere, con solo qualche aggiornamento, le proposte che, meno di un anno fa, ho fatto sulle colonne di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1431" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/04/manifestazione-pd-roma-25_10_081-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Territorio e modello federale  Il Partito Democratico ritrovi le sue radici.</p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=97685&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 11 aprile 2010</p>
<p>I lettori mi perdoneranno se, di fronte all’ennesima discussione sulla riforma del Partito democratico, mi permetto di riprendere, con solo qualche aggiornamento, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/democrazia-e-cittadini-la-sfida-del-nuovo-pd_863.html" target="_blank">le proposte</a> che, meno di un anno fa, ho fatto sulle colonne di questo stesso giornale. Il rumoroso dibattito post-elettorale sul ruolo dei partiti politici e sul loro rapporto con i cittadini mi riporta infatti indietro di qualche decennio quando, di fronte all’irreversibile crisi della Democrazia cristiana, proposi di costruire il partito su base strettamente regionale ma con un forte patto federativo nazionale. In poche parole si sarebbe dovuto dare vita al Partito popolare lombardo, emiliano, laziale o siciliano ma tutti questi partiti sarebbero stati obbligatoriamente federati alla Democrazia cristiana italiana. Non se ne fece nulla perché gli avvenimenti presero la mano prima ancora che il dibattito potesse essere nemmeno iniziato. E forse non sarebbe comunque iniziato.</p>
<p>Mi sembra oggi utile per il Partito democratico dare spazio a questo dibattito che si è finalmente riaperto. Il <a href="http://regionali.interno.it/" target="_blank">risultato</a> delle elezioni è stato infatti inferiore alle attese e la comune <a href="http://www.partitodemocratico.it/regionali2010/" target="_blank">interpretazione</a> di questo risultato è che la struttura del partito stesso sia diventata fortemente autoreferenziale, con rapporti troppo deboli con il territorio e con i problemi quotidiani degli italiani, messi in secondo piano dai ristretti obiettivi dei dirigenti e delle correnti.</p>
<p>Per questo motivo sento che sia opportuno ritornare su quella <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/democrazia-e-cittadini-la-sfida-del-nuovo-pd_863.html" target="_blank">vecchia idea</a>. Gli iscritti al Partito democratico di ogni regione italiana dovrebbero cioè eleggere, naturalmente tramite le primarie, il proprio segretario regionale.</p>
<p>L’esecutivo nazionale dovrebbe essere semplicemente formato dai venti segretari regionali, avendo il coraggio di cancellare gli organi nazionali che si sono dimostrati inefficaci. A questi venti “uomini forti” dovrebbe essere demandato il compito di eleggere il segretario nazionale, di decidere sulle grandi strategie politiche del partito e, naturalmente insieme agli organi regionali, le candidature per le rappresentanze parlamentari. La forza dei segretari regionali dovrebbe essere ponderata non in base agli iscritti ma in base ai voti riportati alle elezioni politiche, perché il raccolto di un partito non si basa sulle tessere ma sui voti.</p>
<p>Penso quindi a un esecutivo del partito formato esclusivamente dai segretari regionali, senza le infinite code di benemeriti e aventi diritto, compresi gli ex segretari del partito e gli ex presidenti del Consiglio. La politica del partito deve essere infatti esclusivamente decisa da coloro che, essendo scelti tramite elezione, rispondono direttamente alla base del partito.</p>
<p>È evidente che tutto questo corrisponde alla necessità di un serio federalismo nel quale Nord e Sud siano correttamente rappresentati e in cui si discuta in modo chiaro e definitivo la linea da seguire oggi in Parlamento e, domani, al governo.</p>
<p>Se si pensa in modo coerente ad un’Italia federale, questo federalismo deve infatti partire dai partiti che, nonostante la generale crisi in cui versano, sono anche oggi l’insostituibile fondamento di ogni sistema democratico.</p>
<p>Questa riflessione sul federalismo non vale naturalmente solo per il Partito democratico: ritengo infatti che nessuna grande decisione sul futuro del Paese possa essere presa senza che ad essa partecipino in modo determinante i rappresentanti di tutte le regioni italiane. Ritengo però che sia ancora più necessaria per il Partito democratico che, per completare le fusione delle radici storiche che lo compongono, ha più degli altri bisogno di rinnovare i modelli di reclutamento della sua classe dirigente e di costruire un luogo in cui le decisioni prese non possano più essere messe in discussione. Non si può infatti continuare con dibattiti senza fine nei quali si ritorna sempre al punto di partenza e ogni decisione viene sentita come provvisoria, per cui, ad esempio, dopo avere optato per il cancellierato si ritorna al presidenzialismo e dal presidenzialismo si finisce con la scelta di non cambiare nulla, senza che si capisca come e da chi tutto questo venga deciso. La trasparenza esige che ci sia una sede in cui si discuta in modo aperto e si decida la linea del partito senza che essa possa essere messa in discussione da interviste o dichiarazioni di leader o di notabili.</p>
<p>Certamente questo implica un cambiamento radicale della vita del partito e della formazione della sua classe dirigente e accentra sui venti segretari regionali poteri e responsabilità alle quali il Partito democratico non è familiare. Questo mi sembra tuttavia l’unica soluzione per fare funzionare un partito in modo trasparente ed efficiente in un momento in cui tutti dicono di volere il federalismo ma in cui nessuno lo vuole costruire in modo democratico e rispettoso delle esigenze di tutto il Paese.</p>
<p>Naturalmente tutto questo può funzionare solo se si impongono durissime regole di pulizia e di trasparenza nelle procedure di tesseramento. Tutto questo potrebbe sembrare una banalità ma, a oltre 60 anni dall’approvazione della Costituzione non si è ancora dato concreta realizzazione all’<a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/costituzione/costituzione.htm" target="_blank">art. 49</a>, che dice con estrema chiarezza che i cittadini hanno diritto di associarsi in partiti per concorrere “<em>con metodo democratico</em>” a determinare la politica nazionale.</p>
<p>Cominci quindi il Partito democratico a volere l’attuazione di questo articolo, se non altro perché i suoi elettori sono più vigili di tutti gli altri quando si tratta di trasparenza e di democrazia. Questo non è un vizio ma una virtù.<br />
Mi accorgo che queste <a href="http://www.sandrazampa.it/news/le-parole-di-prodi-sono-segno-di-interesse-per-il-pd-e-di-stima-ed-amicizia-per-bersani_2290.html" target="_blank">osservazioni</a> sono guidate dall’astrattezza di chi è ormai fuori dalla politica. Esse mi sembrano tuttavia utili per spingere all’approfondimento di un indispensabile dibattito.</p>
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		<title>Questa volta c&#8217;è davvero da avere paura</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 07:29:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[(APCOM) Dl salvaliste/ Prodi: Questa volta c&#8217;è davvero da avere paura Ma non sarò in piazza, non vorrei alimentare voci
Romano Prodi si dice &#8220;senza parole&#8221; di fronte all&#8217;approvazione del decreto salva-liste. &#8220;C&#8217;è proprio da avere paura, stavolta&#8221;, dice in una intervista al Riformista. &#8220;Non riesco a pensare ad altro da ieri &#8211; spiega l&#8217;ex presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1331" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/03/popoloviola.jpg" alt="" width="400" height="267" />(<a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/3_marzo/07/dl_salvaliste_prodi_questa_volta_ce_davvero_da_avere_paura,23282092.html" target="_blank"><strong>APCOM</strong></a>) Dl salvaliste/ Prodi: Questa volta c&#8217;è davvero da avere paura Ma non sarò in piazza, non vorrei alimentare voci</p>
<p>Romano Prodi si dice &#8220;senza parole&#8221; di fronte all&#8217;<a href="http://www.guritel.it/icons/freepdf/SGFREE/2010/03/06/SG054.pdf" target="_blank">approvazione</a> del <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=27121&amp;sez=ELEZIONI2010&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">decreto salva-liste</a>. &#8220;C&#8217;è proprio da <a href="http://www.unita.it/news/italia/95860/salvaliste_migliaia_in_piazza_navona_col_popolo_viola" target="_blank">avere paura</a>, stavolta&#8221;, dice in una intervista al Riformista. &#8220;Non riesco a pensare ad altro da ieri &#8211; spiega l&#8217;ex presidente del Consiglio &#8211; ascoltando le notizie che arrivano da Roma, l&#8217;<a href="http://www.ciaoblog.net/facebook-e-twitter-in-rivolta-per-lapprovazione-del-decreto-salva-liste/" target="_blank">amarezza</a> che provo <a href="http://www.agi.it/news/notizie/201003072217-cro-rt10054-regionali_la_delibera_anti_decreto_della_giunta_regionale_lazio" target="_blank">aumenta</a> di ora in ora&#8221;. Quanto alla manifestazione di sabato prossimo il Professore, in partenza per Shangai, osserva: &#8220;La mia esperienza nella politica attiva si è conclusa. Per adesso mi limito a esternare solo il mio stato d&#8217;animo proprio perché non vorrei alimentare altri equivoci, altre voci&#8221;.</p>
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		<title>Politica industriale azzerata. Questo governo ha smantellato il programma Industria 2015</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:52:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervento di Romano Prodi su Il Sole 24 Ore del 24 febbraio 2010.
Caro direttore,
a una mia analisi sulla mancanza di politica industriale nel tempo di crisi, il ministro Claudio Scajola ha avuto l&#8217;amabilità di rispondere con ampiezza di argomentazioni sul Sole 24 Ore del 16 febbraio. A questo vorrei replicare con dati concreti, a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1308" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/02/Cee-zarattiÔÇóapertura.jpg" alt="" width="250" height="250" />Intervento di Romano Prodi su <strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/24-febbraio-2010/politica-industriale-azzerata.shtml?uuid=31bd3a8a-2113-11df-9577-f5c6c14bceee&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a></strong> del 24 febbraio 2010.</p>
<p>Caro direttore,<br />
a una <a href="http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=3b36ba69-03ab-4d6b-a817-ab9c171fc408" target="_blank">mia analisi</a> sulla mancanza di politica industriale nel tempo di crisi, il ministro Claudio Scajola ha avuto l&#8217;amabilità di <a href="http://www2.unitn.it/minirass/immagini/160210N/2010021631733.pdf" target="_blank">rispondere</a> con ampiezza di argomentazioni sul Sole 24 Ore del 16 febbraio. A questo vorrei replicare con dati concreti, a volte un poco pedanti, ma sempre efficaci per chiarire i termini del dibattito.</p>
<p>Prima di tutto vorrei ricordare al ministro in carica che il programma <a href="http://www.industria2015.ipi.it/" target="_blank">Industria 2015</a> è stato interamente ideato, organizzato e costruito sotto il <a href="http://www.soprip.it/public/Industria2015_Sole24Ore_5-05-08.pdf" target="_blank">mio governo</a> e approvato dal Consiglio dei ministri dello stesso governo su proposta del ministro delle Attività produttive, Pier Luigi Bersani, con un &#8220;fondo di competitività&#8221; di un miliardo di euro. E che, per rinforzare questo programma, la <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/06296l.htm" target="_blank">legge finanziaria 2007</a> (approvata a fine dicembre 2006) prevedeva a favore dell&#8217;industria un credito &#8220;automatico&#8221; d&#8217;imposta per la ricerca fino al 15% della spesa e fino a 15 milioni per ogni ricerca. E aggiungeva forti incentivazioni (finanziate per 570 milioni) per specifiche aree strategiche, che tuttora sono degne di essere considerate come prioritarie e cioè: efficienza energetica, mobilità sostenibile, scienza della vita, made in Italy, tecnologie per i beni culturali.</p>
<p>È vero che il governo Berlusconi è intervenuto su Industria 2015: ha infatti azzerato il fondo competitività, destinando i residui 450 milioni a operazioni di utilità molto dubbia per il paese (ex Alitalia) e sottraendoli all&#8217;industria e alla ricerca. Ha eliminato il sistema di valutazione indipendente, basata su standard europei, ripristinando il sistema poco trasparente dei &#8220;comitati&#8221; di nomina ministeriale e ha ritardato enormemente e ingiustificatamente l&#8217;erogazione dei finanziamenti di 200 progetti realizzati da tremila imprese ed enti di ricerca, che stanno ancora aspettando.</p>
<p>Invece ha varato i contratti d&#8217;innovazione: strumenti generici riservati di fatto alla grande impresa con dubbia copertura finanziaria, al di fuori di qualsiasi quadro di priorità politica industriale e di valutazione trasparente, ma unicamente fondati sulla discrezionalità.<br />
Il governo Prodi aveva poi istituito per le imprese il credito di imposta per la ricerca, un meccanismo automatico che premia chi fa ricerca anche al di fuori dei grandi progetti. Il governo Berlusconi ha nei fatti eliminato questa opportunità destinata anche al tessuto delle piccole e medie imprese, introducendo la pratica odiosa e umiliante per le imprese del click day: la politica industriale che premia chi arriva prima a fare &#8220;click&#8221; con il mouse.</p>
<p>Inoltre, dove sono finiti i 7 miliardi del Fas ricerca e competitività destinati a sostenere l&#8217;infrastrutturazione tecnologica dei sistemi e delle reti d&#8217;imprese, lo sviluppo della banda larga, la bonifica dei siti industriali inquinati, le azioni di sostegno sul territorio alle azioni prioritarie di Industria 2015? Svaniti nel nulla. Eppure il Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) era lo strumento che doveva far convergere le azioni nazionali d&#8217;Industria 2015 con quelle regionali verso le priorità di politica industriale del paese.</p>
<p>Quanto poi al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, l&#8217;intervento è stato insufficiente sia nelle dimensioni sia nelle modalità (non si è andati verso una &#8220;portabilità&#8221; delle garanzie per le imprese, né si sono modificati i criteri di definizione del rating: ad esempio pluriannualità del periodo di riferimento).</p>
<p>Debbo solo lamentare che nel dare concretezza a questi progetti, dopo mesi di blocco si va oggi avanti con velocità e intensità almeno inferiori alle esigenze e alle aspettative. Se ne chiedete le ragioni, gli imprenditori e le loro associazioni le attribuiscono alla &#8220;perdita di network&#8221; (cioè di rapporti stabilizzati rispetto al governo precedente), all&#8217;allargamento dei tempi amministrativi, e poi, naturalmente, all&#8217;esplosione della crisi.</p>
<p>Tutte buone ragioni, ma il problema da me sollevato è proprio quello della necessità e dell&#8217;urgenza di costruire una politica economica in risposta alla crisi.</p>
<p>Vorrei anche ricordare che, proprio in risposta alle decennali lamentele da parte industriale riguardo all&#8217;eccessivo peso dei costi indiretti, fu varato il famoso taglio del cuneo fiscale che trasferiva alle imprese cinque miliardi di euro. Credo che questo provvedimento sia stato davvero utile a spingere il boom delle nostre esportazioni nel periodo immediatamente precedente alla crisi, periodo in cui abbiamo ripreso le quote nei mercati internazionali perdute negli anni precedenti.</p>
<p>Debbo tuttavia ammettere che un errore l&#8217;ho fatto davvero nel volere a ogni costo il cuneo fiscale. Come professore sapevo infatti (e ne sono ancora oggi convinto) che esso sarebbe stato molto utile all&#8217;economia italiana ma, come politico, ho fatto qualche calcolo sbagliato perché, dopo l&#8217;ottenimento dei vantaggi dello scudo, l&#8217;opposizione della Confindustria al mio governo si è fatta ancora più dura e quotidiana. Dato però che il provvedimento era buono in sé, almeno come professore, non me ne sono pentito.</p>
<p>Vorrei infine sottolineare come una politica industriale in un paese come l&#8217;Italia, che è il secondo paese industriale europeo e che trova nell&#8217;industria quasi l&#8217;unico pilastro veramente competitivo della sua economia, debba avere come priorità assoluta il sostegno delle imprese in questo periodo di difficoltà e la promozione dei cambiamenti strutturali necessari per affrontare la concorrenza futura. Quindi riprendere con vigore le linee d&#8217;Industria 2015 e promuovere le fusioni e gli accorpamenti aziendali necessari perché le nostre medie imprese possano in futuro affrontare con successo i mercati mondiali nelle nicchie specializzate in cui esse agiscono.<br />
Per fare questo bisogna lavorare di fino, con provvedimenti mirati riguardo ad esempio all&#8217;incentivazione all&#8217;acquisto dei macchinari ad alta tecnologia, che sono tra l&#8217;altro di produzione quasi totalmente europea e con una forte presenza italiana. E non si dovrebbe lasciare morire d&#8217;inedia i residui impianti intermedi della petrolchimica senza rispondere (aiutando accorpamenti e specializzazioni) agli enormi cambiamenti delle produzioni mondiali. E nemmeno appare uno strumento concreto il vantare il ritorno al nucleare rinviando tuttavia ogni decisione al dopo elezioni, in risposta al coro di rifiuti da parte delle regioni.<br />
Infine non è frutto di analisi accademica approfondita attribuire all&#8217;allora presidente dell&#8217;Iri la responsabilità della mancata fusione fra Italtel (che era di proprietà dell&#8217;Iri) e la Telettra (che non lo era affatto e che rifiutò con ogni mezzo di fondersi con Italtel).</p>
<p>Nella <a href="http://www.youdem.tv/VideoDetails.aspx?id_video=3b36ba69-03ab-4d6b-a817-ab9c171fc408" target="_blank">mia analisi</a> a Manifutura non ho dunque dimenticato gli ultimi due anni: ho solo constatato che sono due anni da dimenticare. Tuttavia, dato che la crisi, purtroppo, durerà ancora a lungo, vi è (ripeto purtroppo) ancora tempo per prendere decisioni, ben indirizzate e coordinate come altri paesi hanno fatto. Le energie per reagire positivamente con una vera politica industriale ci sono ancora.<br />
Faccio quindi al ministro Scajola i migliori auguri in proposito, incoraggiandolo ad agire con vigore per il rafforzamento della nostra industria.</p>
<p><em>Romano Prodi </em></p>
<p><em>Ex presidente del Consiglio</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Delbono può essere una risorsa futura per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 16:55:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[(AGI) &#8211; Roma, 25 gen &#8211; &#8220;Le dimissioni di Flavio Delbono sono un gesto di grande sensibilita&#8217; nei confronti di Bologna. Esse dimostrano un senso di responsabilita&#8217; verso la comunita&#8217; che va al di la&#8217; dei propri obblighi e delle proprie convenienze.
Delbono ha confermato, a differenza di altri, di saper mettere al primo posto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1256" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/01/FDB-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" />(<a href="http://www.agi.it/bologna/notizie/201001251725-...-rt10269-sindaco_bologna_prodi_dimissioni_gesto_di_grande_sensibilita" target="_blank"><strong>AGI</strong></a>) &#8211; Roma, 25 gen &#8211; &#8220;Le <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/01/25/visualizza_new.html_1677463135.html" target="_blank">dimissioni</a> di Flavio Delbono sono un gesto di grande sensibilita&#8217; nei confronti di Bologna. Esse dimostrano un senso di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Bologna-Delbono-decisione-mia-e-non-ho-sentito-ne-Prodi-ne-Bersani_4240682720.html" target="_blank">responsabilita&#8217;</a> verso la comunita&#8217; che va al di la&#8217; dei propri obblighi e delle proprie convenienze.</p>
<p>Delbono ha confermato, a differenza di altri, di saper mettere al primo posto il bene comune e non le sue ragioni personali.</p>
<p>Ora sara&#8217; piu&#8217; libero e forte nel dimostrare la propria estraneita&#8217; ai fatti che gli sono contestati e potra&#8217; essere anche in futuro una risorsa per la politica italiana&#8221;. Queste le parole di Romano Prodi a commento della decisione del sindaco di Bologna di rassegnare le dimissioni.</p>
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		<title>Il monito di Prodi a Bersani &#8220;Il Pd non è un partito centrista&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 13:55:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Marco Marozzi a Romano Prodi su La Repubblica del 17 gennaio 2010
Benedice Emma Bonino nella sua corsa per il Lazio. «Come mio ministro è stata bravissima e leale, molto leale. E tale è rimasta dopo. Se c´è qualcuno che può vincere, è Emma». Con un avvertimento: «Deve però dimostrare di essere la sintesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1249" href="http://www.romanoprodi.it/interviste/il-monito-di-prodi-a-bersani-il-pd-non-e-un-partito-centrista_1248.html/attachment/prodi-e-bersani"><img class="size-full wp-image-1249 alignright" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/01/prodi-e-bersani.jpg" alt="prodi e bersani" width="230" height="247" /></a>Intervista di Marco Marozzi a Romano Prodi su <strong><a href="http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010011714708112" target="_blank">La Repubblica</a></strong> del 17 gennaio 2010</p>
<p>Benedice Emma Bonino nella sua corsa per il Lazio. «Come mio ministro è stata bravissima e leale, molto leale. E tale è rimasta dopo. Se c´è qualcuno che può vincere, è Emma». Con un avvertimento: «Deve però dimostrare di essere la sintesi di una coalizione, di essere capace di unire».</p>
<p>Romano Prodi fino ad ora ha evitato &#8220;incursioni&#8221; nella gestione &#8220;bersaniana&#8221; del Pd. Ma al <a href="http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=327170" target="_blank">convegno</a> per <a href="http://www.redattoresociale.it/RedattoreSocialeSE_files/calendarioHTML/allegato_evento_812010_17182.pdf" target="_blank">ricordare</a> Ermanno <a href="http://www.fondazionegorrieri.it/jsps/158/Menu_Sinistro/165/Ermanno_Gorrieri/184/Biografia.jsp" target="_blank">Gorrieri</a> non riesce a trattenersi. E da il suo placet alla &#8220;corsa&#8221; dell´esponente radicale nel Lazio. Nello stesso tempo veste i panni del &#8220;padre nobile&#8221; e trasmette qualche raccomandazione ai democratici. A cominciare dal rapporto con l´Udc di Pier Ferdinando Casini: va bene l´alleanza ma non può essere a trazione &#8220;casiniana&#8221;. Bisogna evitare omologazioni «centriste».</p>
<p>I punti di riferimento devono rimanere i «valori» e il «fare». «Sono un testone: bisogna essere coerenti in politica e nell´etica». E in questo senso più che il centrismo sarebbe indispensabile l´impegno dei cattolici in politica: «Se ne sente la mancanza». Il Professore, dunque, accetta il ruolo di &#8220;saggio&#8221;: «Il rischio vero è che persino un settantenne si senta giovane, con questi chiari di luna».</p>
<p>Nel palazzo modenese voluto da Gorrieri e da un sindaco comunista, Prodi evoca l´Ulivo e il Pd. In prima fila i dirigenti regionali democratici, il bersaniano Bonaccini e la franceschiniana Bastico, parlamentari, professori, cooperatori, il capo degli europarlamentari Pd, Sassoli.</p>
<p>Clima da cantiere, con Prodi che parla del rapporto fra <a href="http://www.viaemilianet.it/rssmo.php?id=4591" target="_blank">comunisti e cattolici</a>. «Gorrieri fu di un anticomunismo totale e intransigente reso diverso dal rapporto con la vita quotidiana. In Italia invece dopo la caduta del Muro si è aperta la grande stagione dell´anticomunismo globale». Come reagire? «Si sente tantissimo la necessità del cristianesimo sociale» dice l´ex premier. «I cattolici hanno perduto la propria missione all´interno degli schieramenti poiché i loro valori non sono stati tradotti in politica. Bisogna annunciare i valori e starci dentro. Senza un progetto hai perso. I valori non tradotti in conseguente azione politica sono solo enunciazione. E le enunciazioni in politica non contano niente. Non farle seguire da atti coerenti lascia spazio a qualsiasi aberrazione».</p>
<p>Il ragionamento ricade nel confronto in vista delle prossime regionali. «Il rapporto quotidiano fra il politico e la sua gente &#8211; avverte Prodi &#8211; è reso impossibile dall´attuale legge elettorale per il Parlamento». Per questo chiama ancora una volta il Pd a mobilitarsi contro il sistema a liste bloccate voluto da Berlusconi nel 2005. «Ha creato l´anonimato fra i parlamentari. Con conseguenze enormi, terribili. La perdita di rapporti fra rappresentato e rappresentante rende inutile, senza senso, parlare di federalismo, localismo, autonomia. La politica sarà sempre sottoposta al potere centrale se non risponde nel quotidiano alla propria gente».</p>
<p>Il senatore veltroniano Giorgio Tonini dice che l´ex premier durante il suo governo «teneva conto della complessità della baracca». «In alcuni momenti &#8211; commenta l´interessato &#8211; tenevo conto solo io di questa complessità». Una riflessione che adesso riguarda il nuovo partito. La distanza con il gesuita padre Bartolomeo Sorge, presente al convegno, è su questo nettissima. Il religioso cita Lorenzo Dellai, ex-Margherita ora con Rutelli, e delinea la creazione di un aggregazione centrista, con il Pd e Casini. «L´onorevole Sorge &#8211; commenta con una punta di ironia &#8211; ci ha parlato di un partito politico&#8230; di centro». «Gorrieri &#8211; avvisa Prodi, al centro e a sinistra &#8211; non è mai stato innamorato del blairismo e su questo siamo stati felicemente d´accordo». E rispetto a «sindacato, partito, autorità ecclesiastica» era «non ribelle ma testone».</p>
<p>Luciano Guerzoni, presidente della Fondazione Gorrieri, lo blandisce: «Siete uguali». Prodi ride e ringrazia. «Testone è un termine emiliano. Se non sei così, è difficile nella vita politica di oggi essere coerenti, fedeli ad un´etica, ad una direzione».</p>
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		<title>&#8216;Oggi la migliore partenza per il futuro del Partito Democratico</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/oggi-la-migliore-partenza-per-il-futuro-del-partito-democratico_1150.html</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ulivo]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Prodi: &#8221;Oggi la migliore partenza per il futuro del Partito democratico&#8221;
Roma, 7 nov. - (Adnkronos) &#8211; Il Professore si è detto &#8221;contento che i lavori di oggi si siano svolti all&#8217;insegna dell&#8217;unità e della collaborazione&#8221;.
&#8220;Sono commosso e ringrazio&#8221;. Così Romano Prodi risponde ai riconoscimenti che gli sono stati rivolti da Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Maurizio Migliavacca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1151" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2009/11/prodi_romano_conferenza2_adn-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Prodi: &#8221;Oggi la migliore partenza per il futuro del Partito democratico&#8221;</p>
<p>Roma, 7 nov. - (<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Prodi-Oggi-la-migliore-partenza-per-il-futuro-del-Partito-democratico_3966301494.html" target="_blank"><strong>Adnkronos</strong></a>) &#8211; Il Professore si è detto &#8221;contento che i lavori di oggi si siano svolti all&#8217;insegna dell&#8217;unità e della collaborazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono commosso e ringrazio&#8221;. Così Romano Prodi risponde ai riconoscimenti che gli sono stati rivolti da Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Maurizio Migliavacca e dall&#8217; <a href="http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/producer.aspx?t=/speciali/assemblea09/home.htm" target="_blank">Assemblea del Partito democratico</a>. &#8220;Allo stesso tempo -ha detto- sono molto contento che i lavori di oggi si siano svolti all&#8217;insegna dell&#8217;unità e della collaborazione. E&#8217; questa la migliore partenza per il futuro del Partito democratico.</p>
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		<title>Partito Democratico: la quantità c&#8217;è.  E&#8217; il momento di cercare la qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 15:35:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo di Francesco Alberti su Il Corriere della Sera del 26 ottobre 2009
Prodi: la quantità c&#8217;è.  E&#8217; il momento di cercare la qualità
MILANO «Adesso per bisogna partire davvero, ci vuole una nuova ripartenza!». L&#8217;italiano all&#8217;estero Romano Prodi, «felice per la vittoria dell&#8217;amico Pier Luigi», guarda dagli States i 2 milioni e passa di votanti alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1124" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1124" title="Pier Luigi Bersani" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2009/10/foto-id564291-x660-y495-300x225.jpg" alt="Pier Luigi Bersani" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Pier Luigi Bersani</p></div>
<p>Articolo di Francesco Alberti su <a href="http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/cor_prodi88597.pdf" target="_blank"><strong>Il Corriere della Sera</strong></a> del 26 ottobre 2009</p>
<p>Prodi: la quantità c&#8217;è.  E&#8217; il momento di cercare la qualità</p>
<p>MILANO «Adesso per bisogna partire davvero, ci vuole una nuova ripartenza!». L&#8217;italiano all&#8217;estero Romano Prodi, «felice per la <a href="http://www.partitodemocratico.it/primarie09/risultati/" target="_blank">vittoria</a> dell&#8217;amico <a href="http://www.bersanisegretario.it/" target="_blank">Pier Luigi</a>», guarda dagli States i 2 milioni e passa di votanti alle primarie e vi scorge soprattutto due segnali: «Voglia di partecipazione e di politica-alta».</p>
<p>Come dire: superato l&#8217;esame «quantità» grazie ad un&#8217; affluenza di tutto riguardo in questi tempi di vacche magre, ora occorre alzare un&#8217;altra asticella nel Pd: quella della «qualità» dell&#8217;azione politica, sia sotto il profilo dei contenuti che della trasparenza e della democrazia. E&#8217; un Prodi felice e impaziente quello che recupera voce e cellitlare all&#8217;aeroporto di New York dopo aver superato la gimkana dei controlli doganali. Un Prodi che incassa «con enorme soddisfazione la voglia di politica che queste primarie hanno dimostrato: non era affatto scontato che votassero in tanti e questo è la conferma che quando dai alla gente la possibilità di esprimersi, la gente si esprime».</p>
<p>Ma è anche un Prodi che ha fretta, che vuole finalmente vedere crescere questo Pd al quale ha dedicato progetti e lavoro negli ultimi tre lustri. Per questo non esita ad incalzare, da lontano, «da semplice iscritto», ma sapendo di avere ancora qualcosa da spendere di fronte alla base, coloro che da domani saranno chiamati a reggere le sorti del partito: «E&#8217; il momento di agire dice al telefono, in costante contatto con la portavoce e parlamentare <a href="http://www.sandrazampa.it/" target="_blank">Sandra Zampa</a> : con forza, coraggio, lucidità, onestà. Le primarie, per come si sono svolte, daranno al nuovo segretario l&#8217;autorevolezza sufficiente per impostare la propria azione politica: la si utilizzi, questo è il momento di dare tutto!». Il momento, aggiunge, di «dare risposte concrete a quei tanti italiani che, recandosi ai gazebo delle primarie, hann pubblicamente dato al Pd la patente di vera altemativa di governo». La strada è lunga, «tensioni e difficoltà sono da mettere in conto». Ma il Professore, intanto, qualcosa cambierebbe subito: «Lo Statuto va semplificato», dice. A cominciare da quel cervellotico ballottaggio davanti all&#8217;assem blea nazionale previsto nel caso nessuno dei candidati raggiunga la maggioranza assoluta.</p>
<p>Afferma Prodi: «Le primarie sono un istituto normalmente utilizzato per scegliere l&#8217;aspirante premier. Nel caso per , come nel Pd, si decida coraggiosamente di servirsene per una carica di partito, e pu anche essere giusto farlo, allora le primarie devono divenire il momento cruciale: è da esse che deve uscire il nome del futuro segretario».</p>
<p>Sul piano dei contenuti, il Professore batte sul tasto «della legalità e della trasparenza», oggi pi che mai. E sulla necessità, come ha scritto ieri sul «Messaggero», di un riformismo «coraggioso» che metta in cima alla propria agenda la questione «della distribuzione del reddito in un mondo in cui le differenze tra ricchi e poveri sono sempre pi aumentate». Una frontiera che Prodi ritiene fondamentale: «I riformisti stanno perdendo elezioni ovunque: il motivo è perché forse hanno perso il coraggio di essere riformisti».</p>
<p>Oggi l&#8217;ex premier sarà al Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu per occuparsi di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/serve-cooperazione-mondiale-per-sviluppare-pace-e-sicurezza-in-africa_1070.html" target="_blank">Africa</a>. In Italia in tanti lo vorrebbero presidente del Pd. Lui quasi si scusa: «Mi dispiace. Mi pare di aver dimostrato che, quando faccio una scelta, poi non torno indietro. Ma ci sono, seguo, rifletto&#8230;»</p>
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