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	<title>Romano Prodi &#187; Pace</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Miracolo africano. Leader, sfide e ricchezze del nuovo continente emergente</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 09:19:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prefazione di Romano Prodi al libro &#8216;Miracolo africano&#8216; di Riccardo Barlaam e Massimo di Nola edito da Il Sole 24 Ore
L&#8217;Africa è un Continente che vive un&#8217;importante fase di trasformazione in Italia poco conosciuta. Se ne scrive poco. Ed è una lacuna che tutti dobbiamo contribuire a colmare.
Il Mondo è tornato a guardare alle  grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1826" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/9788863451405.jpg"><img class="size-full wp-image-1826 " title="Miracolo africano. Leader, sfide e ricchezze del nuovo continente emergente - di Riccardo Barlaam; Massimo Di Nola - Ed: Il Sole 24 Ore" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/9788863451405.jpg" alt="Miracolo africano. Leader, sfide e ricchezze del nuovo continente emergente - di Riccardo Barlaam; Massimo Di Nola - Ed: Il Sole 24 Ore" width="250" height="368" /></a><p class="wp-caption-text">Miracolo africano. Leader, sfide e ricchezze del nuovo continente emergente - di Riccardo Barlaam; Massimo Di Nola - Ed: Il Sole 24 Ore</p></div>
<p>Prefazione di Romano Prodi al libro &#8216;<a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/popup/player.php?filename=100626-economia-in-pagine.mp3" target="_blank">Miracolo africano</a>&#8216; di Riccardo Barlaam e Massimo di Nola edito da <a href="http://www.hoepli.it/libro/miracolo-africano.asp?ib=9788863451405&amp;pc=000005002015004" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a></p>
<p><em>L&#8217;Africa è un Continente che vive un&#8217;importante fase di trasformazione in Italia poco conosciuta. Se ne scrive poco. Ed è una lacuna che tutti dobbiamo contribuire a colmare.</em></p>
<p><em>Il Mondo è tornato a guardare alle  grandi potenzialità dei Paesi africani soprattutto per il recente boom dei prezzi delle materie prime. L&#8217;Africa detiene, infatti, ancora grandi risorse minerarie, agricole, energetiche. Sono aspetti rilevanti. Ma un&#8217;ottica limitata a questi aspetti è  fuorviante e ci porta indietro nel tempo.</em></p>
<p><em>L&#8217;epoca delle colonie è definitivamente e irreversibilmente finita e oggi queste risorse devono servire in primo luogo agli  africani. I Governi dei loro Paesi  hanno un&#8217;agenda impegnativa di obiettivi da raggiungere che in buona parte coincidono con i cosiddetti Millenium Goals: servono infrastrutture, ospedali, scuole, posti di lavoro, sviluppo sociale.</em></p>
<p><em>Il tutto in un contesto sostenibile: un tema, questo,  a cui è sensibile un numero crescente di leader politici africani.</em></p>
<p><em>Si è scritto anche &#8211; in maniera troppo spesso strumentale &#8211; della crescente <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2006/11/rb31106_mappacinaafrica.shtml?uuid=6e1bcea6-6b40-11db-ae01-00000e251029" target="_blank">presenza cinese in Africa</a>. La Cina, nel corso degli ultimi anni, ha accresciuto in grande misura la sua presenza nel Continente. In cambio di un accesso alle risorse offre e realizza infrastrutture, fornisce assistenza in campo economico, sanitario, tecnico scientifico, con un massiccio <a href="http://temi.repubblica.it/limes/cina-in-africa-nonostante-la-crisi" target="_blank">apporto di investimenti</a>. Questo riteniamo che sia un bene per l&#8217;Africa e per la Cina. Possono esistere (e vi sono) casi di sfruttamento condannabili ma in questo caso c&#8217;è da chiedersi a chi tocca scagliare la prima pietra… E soprattutto occorre separare le responsabilità di aziende e di imprenditori che possono essere cinesi come di qualsiasi altro Paese, dall&#8217;approccio del Governo di Pechino, solitamente attento a rispettare le esigenze delle sue controparti. E gli Stati africani sono perfettamente in grado di sapere e di chiedere ciò di cui hanno bisogno.</em></p>
<p><em>Invece di parlare di un presunto pericolo cinese per l&#8217;Africa, quindi, cerchiamo di studiarlo più a fondo e, soprattutto, cerchiamo di creare, insieme alla Cina, un programma comune, con regole comuni, per fare in modo che anche l&#8217;Africa cominci il suo cammino di sviluppo. I Paesi africani hanno bisogno di impegni concreti: questa la sfida che devono oggi affrontare l&#8217;Europa e l&#8217;Italia.</em></p>
<p><em>L&#8217;<a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://europa.eu/legislation_summaries/development/african_caribbean_pacific_states/r12540_en.htm&amp;anno=2" target="_blank">Unione Europea</a>, negli ultimi anni ha prodotto uno sforzo considerevole per dare un indirizzo e  obiettivi chiari e condivisi, nella sua politica di <a href="http://ec.europa.eu/europeaid/index_it.htm" target="_blank">cooperazione</a> con l&#8217;Africa. Accanto all&#8217;assistenza economica finalizzata allo sviluppo e al raggiungimento degli Obiettivi del millennio,  punta a rafforzare la capacità di Governance degli Stati africani. Si concentra sul rafforzamento delle istituzioni della società civile, della presenza e dello sviluppo dell&#8217;imprenditoria locale e soprattutto della cooperazione tra gli stessi Stati Africani.</em></p>
<p><em>Il quadro si presenta naturalmente in modo differente per le diverse aree geografiche. Con la sponda  Mediterranea del Continente  esiste già una maggiore spinta verso l&#8217;integrazione che coinvolte aspetti del mondo delle imprese, delle organizzazioni e delle strutture della società civile, delle università, della gestione dei flussi migratori ed altri capitoli importanti. Il coordinamento di  questa rete complessa di rapporti fa capo alla cosiddetta politica di vicinato ed è importante proseguire, con maggiore energia, in questa direzione.</em></p>
<p><em>Bisogna tuttavia tenere presente che nessuna politica di vicinato o nessuna politica mediterranea può essere portata a compimento senza un adeguato impegno politico e senza i necessari mezzi finanziari che lo sostengono. Né l&#8217;uno né l&#8217;altro mi sembrano oggi sufficienti per raggiungere un reale livello di integrazione.</em></p>
<p><em><a href="http://www.paginedidifesa.it/2004/tani_040119.html" target="_blank">Diverso è il caso</a> dell&#8217;Africa subsahariana e dell&#8217;Africa centrale e meridionale dove, accanto a Paesi in decollo sociale ed economico, esistono Stati che devono ancora risolvere  situazioni di <a href="http://www.peacelink.it/conflitti/i/1063.html" target="_blank">conflitto</a> e che hanno bisogno di costruire dalle fondamenta le proprie istituzioni amministrative, giuridiche e di sicurezza. L&#8217;obiettivo in questo caso è di accelerare il processo di consolidamento di questi Stati rafforzando il ruolo svolto dalle istituzioni regionali che si propongono di estendere il livello di integrazione economica e politica del Continente, per culminare nell&#8217;Unione Africana, a cui esse fanno riferimento. Si deve in parallelo tracciare un cammino che consenta al maggior numero possibile di questi Paesi di raggiungere uno stato di associazione all&#8217;Unione Europea, che comporta un miglior accesso non solo al mercato comunitario ma anche ai diversi strumenti della Ue in campo economico, scientifico, di sviluppo sociale e di tutela della sicurezza e dell&#8217;ambiente.</em></p>
<p><em>L&#8217;Italia si inserisce in questo contesto. Accanto alla Francia e alla Spagna è in grado di svolgere un ruolo di primo piano nella politica euromediterranea. In Africa occorre flessibilità, realismo ma anche una grande dose di entusiasmo. Le <a href="http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Estera/Aree_Geografiche/Africa/Impegno_per_lAfrica.htm" target="_blank">potenzialità</a> del nostro Paese, delle nostre imprese, delle nostre istituzioni e della società civile per fornire un contribuito in questa direzione sono veramente grandi e lo dimostrano diversi esempi, alcuni dei quali sono riportati anche in questo libro. Altri si possono citare: ad esempio il contributo della <a href="http://www.santegidio.org/documenti/doc_1062/20001003_aids_bestaggini.pdf" target="_blank">Comunità di Sant&#8217;Egidio</a> e del <a href="http://www.ana.it/index.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=3968&amp;theme=Printer" target="_blank">Corpo degli Alpini</a> alla pacificazione del Mozambico. La presenza di numerosissime missioni insediate nelle aree più disagiate del Continente con un costante ruolo di aiuto alle popolazioni locali. L&#8217;attività delle miriadi di organizzazioni non governative che lavorano dal basso, lontani dai riflettori.</em></p>
<p><em>Un ultimo aspetto di particolare rilevanza è rappresentato dall&#8217;emigrazione africana in Europa e in Italia. Anche questo è un fenomeno di cui,  troppo spesso,  si sottolineano gli aspetti che allarmano l&#8217;opinione pubblica, dimenticando invece l&#8217;enorme contributo che può fornire alla cooperazione tra i nostri due continenti. Emigrazione significa scambio di esperienze, conoscenza reciproca, arricchimento di culture. Gli immigrati ghanesi che dall&#8217;Emilia  ritornano al loro Paese per avviare una propria attività imprenditoriale, a cui si fa cenno in questo libro, sono soltanto uno dei mille esempi. Si potrebbe aggiungere il ruolo, svolto nella direzione opposta dal turismo responsabile, e vorrei dire anche aperto a suggestioni nuove. Quante persone, tornate da un viaggio nel Continente, si dichiarano dopo pochi giorni afflitti dal mal d&#8217;Africa. Che non è una nuova malattia ma il risultato di un&#8217;esperienza positiva, che apre nuovi orizzonti e un diverso modo di vedere gli altri.</em></p>
<p><em>L&#8217;obiettivo degli autori di questo libro è di suscitare l&#8217;attenzione del lettore italiano sui cambiamenti in atto nel Continente prendendo spunto da situazioni particolarmente significative sotto il profilo politico, economico e sociale.</em></p>
<p><em>Non è, non vuole e non potrebbe essere quello di proporre un&#8217;enciclopedia sull&#8217;Africa. Se ne potranno condividere o meno alcune osservazioni,  ma ritengo che sia un contributo che va nella giusta direzione. Conoscere meglio l&#8217;Africa di oggi è importante per noi e per i nostri figli.</em></p>
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		<title>L&#8217;Africa e la crisi economica. Dinamiche interne e relazioni internazionali</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 12:53:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[XV Corso di Formazione e Perfezionamento sul Diritto dei Popoli &#8220;L&#8217;Africa e la crisi economica. Dinamiche interne e relazioni internazionali&#8221; organizzata dalla Fondazione Lelio Basso
Video della Lectio Magistralis di Romano Prodi (Presidente della Fondazione per la collaborazione tra i Popoli e del Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa) tenutasi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/giornata-mondiale-della-terra.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1850" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/giornata-mondiale-della-terra.jpg" alt="" width="302" height="310" /></a>XV Corso di Formazione e Perfezionamento sul Diritto dei Popoli &#8220;<a href="http://www.internazionaleleliobasso.it/index.php?newsid=490" target="_blank">L&#8217;Africa e la crisi economica. Dinamiche interne e relazioni internazionali</a>&#8221; organizzata dalla Fondazione Lelio Basso</p>
<p>Video della <a href="http://www.misna.org/news.asp?a=1&amp;IDLingua=2&amp;id=274444" target="_blank">Lectio Magistralis</a> di Romano Prodi (Presidente della Fondazione per la collaborazione tra i Popoli e del Gruppo di lavoro ONU-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa) tenutasi a Roma l&#8217;11 giugno 2010, presso la sala conferenze di Palazzo Marini (Camera dei Deputati). Introduzione di Luigi Ciotti (Presidente di Libera &#8211; Associazioni nomi e numeri contro le mafie).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<br />
Video:     <a href="http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica/prodi_512kb.mp4" target="_blank">Introduzione</a> di Luigi Ciotti<br />
<br /><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" height="506" width="640"><param value="true" name="allowfullscreen"><param value="always" name="allowscriptaccess"><param value="high" name="quality"><param value="true" name="cachebusting"><param value="#000000" name="bgcolor"><param name="movie" value="http://www.archive.org/flow/flowplayer.commercial-3.2.1.swf"><param value="config={'key':'#$aa4baff94a9bdcafce8','playlist':[{'url':'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica-Introduzione/format=Thumbnail?.jpg','autoPlay':true,'scaling':'fit'},'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica-Introduzione/ciotti_512kb.mp4'],'clip':{'autoPlay':false,'scaling':'fit','provider':'h264streaming'},'canvas':{'backgroundColor':'#000000','backgroundGradient':'none'},'plugins':{'controls':{'playlist':false,'fullscreen':true,'height':26,'backgroundColor':'#000000','autoHide':{'fullscreenOnly':true}},'h264streaming':{'url':'http://www.archive.org/flow/flowplayer.pseudostreaming-3.2.1.swf'}},'contextMenu':[{},'-','Flowplayer v3.2.1']}" name="flashvars"><embed src="http://www.archive.org/flow/flowplayer.commercial-3.2.1.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" cachebusting="true" bgcolor="#000000" quality="high" flashvars="config={'key':'#$aa4baff94a9bdcafce8','playlist':[{'url':'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica-Introduzione/format=Thumbnail?.jpg','autoPlay':true,'scaling':'fit'},'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica-Introduzione/ciotti_512kb.mp4'],'clip':{'autoPlay':false,'scaling':'fit','provider':'h264streaming'},'canvas':{'backgroundColor':'#000000','backgroundGradient':'none'},'plugins':{'controls':{'playlist':false,'fullscreen':true,'height':26,'backgroundColor':'#000000','autoHide':{'fullscreenOnly':true}},'h264streaming':{'url':'http://www.archive.org/flow/flowplayer.pseudostreaming-3.2.1.swf'}},'contextMenu':[{},'-','Flowplayer v3.2.1']}" height="506" width="640"> </object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Video:     Romano Prodi: &#8220;<a href="http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica-Introduzione/ciotti_512kb.mp4" target="_blank">Una Politica per l&#8217;Africa</a>&#8221;<br />
<br />
<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" height="506" width="640"><param value="true" name="allowfullscreen"><param value="always" name="allowscriptaccess"><param value="high" name="quality"><param value="true" name="cachebusting"><param value="#000000" name="bgcolor"><param name="movie" value="http://www.archive.org/flow/flowplayer.commercial-3.2.1.swf"><param value="config={'key':'#$aa4baff94a9bdcafce8','playlist':[{'url':'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica/format=Thumbnail?.jpg','autoPlay':true,'scaling':'fit'},'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica/prodi_512kb.mp4'],'clip':{'autoPlay':false,'scaling':'fit','provider':'h264streaming'},'canvas':{'backgroundColor':'#000000','backgroundGradient':'none'},'plugins':{'controls':{'playlist':false,'fullscreen':true,'height':26,'backgroundColor':'#000000','autoHide':{'fullscreenOnly':true}},'h264streaming':{'url':'http://www.archive.org/flow/flowplayer.pseudostreaming-3.2.1.swf'}},'contextMenu':[{},'-','Flowplayer v3.2.1']}" name="flashvars"><embed src="http://www.archive.org/flow/flowplayer.commercial-3.2.1.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" cachebusting="true" bgcolor="#000000" quality="high" flashvars="config={'key':'#$aa4baff94a9bdcafce8','playlist':[{'url':'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica/format=Thumbnail?.jpg','autoPlay':true,'scaling':'fit'},'http://www.archive.org/download/UnaPoliticaPerLafrica/prodi_512kb.mp4'],'clip':{'autoPlay':false,'scaling':'fit','provider':'h264streaming'},'canvas':{'backgroundColor':'#000000','backgroundGradient':'none'},'plugins':{'controls':{'playlist':false,'fullscreen':true,'height':26,'backgroundColor':'#000000','autoHide':{'fullscreenOnly':true}},'h264streaming':{'url':'http://www.archive.org/flow/flowplayer.pseudostreaming-3.2.1.swf'}},'contextMenu':[{},'-','Flowplayer v3.2.1']}" height="506" width="640"> </object></p>
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		<title>San Marino TV: Africa, Prodi riunisce a Bologna capi di Stato, esperti e diplomatici per parlare di sviluppo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 15:35:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Africa: Prodi riunisce a Bologna capi di Stato, esperti e diplomatici per parlare di sviluppo
L&#8217;incontro è stato organizzato dalla Fondazione per la collaborazione fra i popoli, presieduta dall&#8217;ex premier
Articolo di Silvia Pelliccioni su San Marino tv del 23 maggio 2010
Pace, cooperazione e rafforzamento dell’Unione Africana nel suo ruolo di interlocutore per il “mondo occidentale”. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/lastminute-africa.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1639" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/lastminute-africa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Africa: Prodi riunisce a Bologna capi di Stato, esperti e diplomatici per parlare di sviluppo<br />
L&#8217;incontro è stato organizzato dalla Fondazione per la collaborazione fra i popoli, presieduta dall&#8217;ex premier</p>
<p>Articolo di Silvia Pelliccioni su <a href="http://www.sanmarinortv.sm/economia/default.asp?id=33&amp;id_n=43106" target="_blank"><strong>San Marino tv</strong></a> del 23 maggio 2010</p>
<p>Pace, cooperazione e rafforzamento dell’Unione Africana nel suo ruolo di interlocutore per il “mondo occidentale”. Sono le priorità indicate da Romano Prodi nell’incontro organizzato dalla Fondazione per la collaborazione fra i popoli, da lui presieduta. “<a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Africa: 53 Paesi, una sola Unione</a>”, il titolo del forum, più che mai esplicativo della visione maturata dall’ex presidente del consiglio dei ministri e della Commissione europea durante l’esperienza alla guida del panel dell’Onu per il peacekeeping. “L’Africa ha assoluto bisogno di pace ma c’è altrettanta necessità di lavorare insieme”, ha detto. “Finora le relazioni sono state bilaterali e questo ha frammentato i rapporti e le politiche”. Visione condivisa anche dall’ex presidente del Sudafrica Thabo Mbeki.</p>
<p>Al termine della sua disamina Prodi ha lanciato un’idea: “Il modello cui l’Europa e l’Occidente dovrebbero ispirarsi per le politiche di aiuto e sostegno all’Africa è quello del piano Marshall, messo in piedi dagli Stati Uniti al termine della seconda guerra mondiale per l’Europa distrutta. Non era infatti limitato alle infrastrutture, ma orientato anche alla ricostruzione della struttura finanziaria ed economica”.</p>
<p>Dal presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, l’invito alle imprese europee di investire e produrre in Africa in una prospettiva di interesse reciproco.</p>
<p>Silvia Pelliccioni</p>
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		<title>Africanews24: una televisione panafricana sul satellite</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/africanews24-una-televisione-panafricana-sul-satellite_1624.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/africanews24-una-televisione-panafricana-sul-satellite_1624.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 07:23:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Africanews24: una televisione panafricana sul satellite
Articolo di Sandra Federici su Africa e Mediterraneo del 22 maggio 2010
E’ stato presentato in anteprima durante il meeting internazionale “Africa 53 countries, One continent” (Bologna 21 maggio 2010) il progetto Africanews24, una nuova rete televisiva per il continente africano da realizzare sul modello di Euronews24. Il progetto è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/africa-news-24-300x225.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1625" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/africa-news-24-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Africanews24: una televisione panafricana sul satellite</p>
<p>Articolo di Sandra Federici su <strong><a href="http://www.africaemediterraneo.it/blog/index.php/africanews24-una-televisione-panafricana-sul-satellite/" target="_blank">Africa e Mediterraneo</a></strong> del 22 maggio 2010</p>
<p>E’ stato presentato in anteprima durante il meeting internazionale “<a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Africa 53 countries, One continent</a>” (Bologna 21 maggio 2010) il progetto Africanews24, una nuova rete televisiva per il continente africano da realizzare sul modello di Euronews24. Il progetto è stato presentato con un video realizzato da Mimma Nocelli, direttrice artistica di NewCo Rai Internationa durante l’importante convegno organizzato dalla Foundation for World Wide Cooperation di Romano Prodi.<br />
Thabo Mbeki, ex presidente del Sudafrica, interviene al convegno di bologna</p>
<p>L’ex presidente della Commissione europea è riuscito a convocare a Bologna personaggi del calibro di Abdoulaye Wade, presidente del Senegal, Thabo Mbeki, ex presidente del Sudafrica, Asha Rose Mgiro, Vice Segretario Generale dell’ONU, Andrie Piebalgs, Commissario per lo Sviluppo della Commissione Europea, Maxwell Mkewezalamba, Commissario all’Economia dell’Unione Africana, Zhan Shu, Ambasciatore del dipartimento Africa del governo cinese. Il tema era l’identificazione di una road map per l’integrazione africana, con la partecipazione di tutti gli attori presenti nel continente: Unione africana, Nazioni unite, Unione europea, Cina e USA.</p>
<p>Il progetto Africanews24 è stato presentato dalla rete televisiva Euronews alla Commissione Europea, che ha dato il via libera, ed è in corso di realizzazione. Sarà la prima televisione panafricana, avrà sede in Africa, sarà multilingue e satellitare e presenterà una selezione di news dai media africani, ripetuta più volte al giorno, e programmi prodotti appositamente, come documentari e approfondimenti su temi importanti e talk show sulla realtà socioculturale africana.</p>
<p>I pubblici a cui si indirizza sono quello africano quello europeo e in generale quello mondiale, con una particolare attenzione alla diaspora Africana. Sarà chiesta la partecipazione di agenzie dell’ONU, Banca Mondiale e Banca Africana di Sviluppo, cooperazione bilaterale e multilaterale.</p>
<p>Gli attori strategici del continente come leader politici, decision maker, operatori nel settore dell’educazione e dei media potranno così avere un mezzo molto potente per fare sentire la loro voce.</p>
<p>Ha spiegato P.L. Malesani di Euronews “Ogni paese ha i suoi media locali ma manca una televisione che offra una visione panafricana trasmettendo da una sede interna al continente (…) La prima TV africana che ha aderito è quella della Costa d’Avorio, e ne stiamo contattando altre, per creare un network di televisioni sorelle. Nella fase iniziale saranno 8-10”.</p>
<p>“Il modello è Euronews”, ha aggiunto P. Cayla, manager del canale paneuropeo con sede a Lione, “che è internazionale (dà informazioni su Europa e resto del mondo) e multingue (trasmette in 9 lingue, in Africa si potrebbero utilizzare le 3 lingue europee usate e 3 lingue africane ad ampia diffusione)”.</p>
<p>Sarà realizzato anche un sito interattivo con archivio delle notizie, diffondibili anche via telefono cellulare. Per la sede della redazione, si è parlato finora di Dakar e Accra, ma non è ancora stato deciso nulla.</p>
<p>Sandra Federici</p>
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		<title>Radio Città del Capo: L’Africa arriva a Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:43:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Africa arriva a Bologna
Articolo su Radio Città del Capo del 21 maggio 2010
“Africa: 53 Nazioni. Una Unione“. E’ questo il titolo della conferenza, organizzata dalla Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli di Romano Prodi e sotto il patrocinio dell’ONU, che ha visto riunirsi a Palazzo Re Enzo personalità di spicco del mondo africano tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/congo_bambino_soldato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1644" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/congo_bambino_soldato-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>L’Africa arriva a Bologna</p>
<p>Articolo su <strong><a href="http://radio.rcdc.it/archives/lunione-africana-arriva-a-bologna-52583/" target="_blank">Radio Città del Capo</a></strong> del 21 maggio 2010</p>
<p>“<a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Africa: 53 Nazioni. Una Unione</a>“. E’ questo il titolo della conferenza, organizzata dalla Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli di Romano Prodi e sotto il patrocinio dell’ONU, che ha visto riunirsi a Palazzo Re Enzo personalità di spicco del mondo africano tra cui Abdoulaye Wade, presidente del Senegal e Thabo Mbeki, ex presidente del Sud Africa.</p>
<p>La giornata è iniziata con un discorso di apertura di Romano Prodi seguito da una serie di tavole rotonde tematiche su politica, economia e infrastrutture. Scopo dei dibattiti aprire il cammino per una maggiore integrazione a livello africano così da superare quei rapporti bilaterali tra singoli stati africani e paesi occidentali che, ha detto Romano Prodi, sono responsabili di molti dei problemi del continente nero.</p>
<p>“Nessuno stato africano per quando ricco &#8211; ha spiegato Prodi &#8211; può permettersi di affrontare da solo la globalizzazione”.</p>
<p>E il presidente senegalese Abdoulaye Wade si è spinto oltre chiedendo di accellerare verso la creazione degli Stati Uniti d’Africa. Ma Wade ha anche criticato gli accordi commerciali stipulati con l’Unione Europea che strangolano l’Africa e i visti che “vengono concessi col contagocce“. A queste condizioni, ha concluso il presidente senegalese, “è più facile fare affari con Cina e India. Ed è questo quello che facciamo”.</p>
<p>Ascolta Romano Prodi sulla conferenza e sul rapporto tra Africa e Cina<br />
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<p>Oltre a Wade hanno partecipato all’evento altri esponenti di spicco della politica africana e mondiale: la vice segretaria generale dell’Onu Rose Migiro, ilportavoce dei leader tradizionali africani Tchiffi Zie e Thabo Mbeki, l’ex presidente del Sud Africa che con Nelson Mandela si è battuto per la sconfiggere l’apartheid nel suo paese.<br />
Pubblicato il 21.05.2010</p>
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		<title>Comunicato finale di &#8220;Africa, 53 Countries, one Union&#8221; Lavoreremo su Pace, sviluppo delle infrastrutture e istruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:30:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: &#8220;Lavoreremo su pace, sviluppo delle infrastrutture e istruzione&#8221;
Conclusa a Bologna la Conferenza &#8216;Africa, 53 Countries, one Union&#8217;
Una road map per avviare una stretta collaborazione tra gli  stati africani e i più importanti  protagonisti sulla scena mondiale per una nuova prospettiva di integrazione del continente africano.
E&#8217; questo il più importante degli obiettivi che sono emersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/53Countries1Union.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1586" title="locandina_ok_31,3x45:Layout 1" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/53Countries1Union-208x300.jpg" alt="locandina_ok_31,3x45:Layout 1" width="208" height="300" /></a>Prodi: &#8220;Lavoreremo su pace, sviluppo delle infrastrutture e istruzione&#8221;</p>
<p><em>Conclusa a Bologna la Conferenza <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">&#8216;Africa, 53 Countries, one Union&#8217;</a></em></p>
<p>Una road map per avviare una stretta collaborazione tra gli  stati africani e i più importanti  protagonisti sulla scena mondiale per una nuova prospettiva di integrazione del continente africano.</p>
<p>E&#8217; questo il più importante degli obiettivi che sono emersi nella Conferenza dal titolo &#8216;Africa, 53 Countries, one Union&#8217;  promossa dalla Fondazione per la Collaborazione tra i popoli di Romano Prodi che si è tenuta oggi a Bologna.</p>
<p>Primo di una serie di tre appuntamenti che seguiranno a Washington nel 2011 e ad Addis Abeba nel 2012, la conferenza, che ha portato intorno allo stesso tavolo capi di Stato africani, rappresentanti dell&#8217;Unione europea e delle principali organizzazioni internazionali, tra cui Onu, Ocse e Banca mondiale, è stata l&#8217;occasione per redigere un programma di incontri (che precederanno le prossime edizioni della Conferenza) che avranno il fine di sviluppare tre obiettivi  fondamentali precisati da Romano Prodi nel suo intervento finale: il raggiungimento di una pace duratura, lo sviluppo delle  infrastrutture e il progresso dell&#8217;educazione per le nuove generazioni. Gli obiettivi enunciati da Prodi hanno trovato il largo consenso dei partecipanti al dibattito.</p>
<p>&#8220;La nuova strategia &#8211; spiega l&#8217;ex premier italiano &#8211; è strategia di cooperazione: concludiamo questi due giorni di lavoro convinti della necessità di scrivere la parola &#8216;fine&#8217;  a un approccio bilaterale che ha caratterizzato la politica dei Paesi sviluppati nei confronti del continente africano: ha introdotto solo concorrenza negativa&#8221;.</p>
<p>Le azioni comuni, che  mirano a coinvolgere Unione europea, Onu, Stati Uniti e Cina, oltre, naturalmente, all&#8217;Unione africana, si focalizzeranno su alcuni punti chiave: pace e sicurezza, infrastrutture, sicurezza alimentare e istruzione.</p>
<p>Insomma, &#8220;un <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/un-nuovo-piano-marshall-per-la-rinascita-dellafrica_1539.html" target="_blank">Piano Marshall per l&#8217;Africa</a>&#8220;, suggerisce Prodi.</p>
<p>Al centro della discussione nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo, a Bologna, anche l&#8217;idea della creazione di un mercato comune africano,  caldeggiato dalla maggioranza dei partecipanti intervenuti  al dibattito, &#8220;che necessiterà di pazienza e spirito di collaborazione&#8221;; una maggiore cooperazione di tipo economico e finanziario; il superamento della stretta politica di visti esistente tra stati anche confinanti: per  permettere  ai cittadini africani di muoversi con maggiore libertà all&#8217;interno del continente si auspica &#8220;l&#8217;ottenimento di accordi a breve termine&#8221;.</p>
<p>Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i popoli, è molto soddisfatto dell&#8217;esito dell&#8217;iniziativa che ha visto protagonisti, tra gli altri, l&#8217;ex presidente del Sud Africa Thabo Mbeki, Asha Rose Migiro, vice segretario delle Nazioni Unite, Andris Piebalgs,  commissario europeo per lo sviluppo e Abdoulaye Wade, presidente del Senegal.  &#8220;Intensificheremo gli incontri e le discussioni tecniche lungo tutto l&#8217;anno che ci separa dalla tappa di Washington del 2011&#8243;, promette infine Prodi.</p>
<p>Bologna 21 maggio 2010</p>
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		<title>ViaEmiliaNet: Prodi porta l&#8217;Africa a Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:15:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi porta l&#8217;Africa a Bologna
Articolo su Via Emilia Net del 21 maggio 2010
La Fondazione per la Collaborazione dei Popoli, presieduta dall&#8217;ex premier, ha riunito a Palazzo Re Enzo i leader africani e i rappresentanti delle istituzioni internazionali. Per far sì che i 53 paesi del continente affidino all&#8217;Unione Africana il ruolo di interlocutore con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/africa.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1629" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/africa.jpg" alt="" width="295" height="289" /></a>Prodi porta l&#8217;Africa a Bologna</p>
<p>Articolo su Via Emilia Net del 21 maggio 2010</p>
<p>La <strong><a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione per la Collaborazione dei Popoli</a></strong>, presieduta dall&#8217;ex premier, ha riunito a Palazzo Re Enzo i leader africani e i rappresentanti delle istituzioni internazionali. Per far sì che i 53 paesi del continente affidino all&#8217;Unione Africana il ruolo di interlocutore con il resto del mondo</p>
<p>BOLOGNA, 21 MAG. 2010 &#8211; Chiunque si sia trovato a passare nelle ultime ore per il centro di Bologna avrà di sicuto scoperto che a farla da padrone, in piazza del Nettuno, sono le auto blu. Da stamattina sostano in fila davanti all&#8217;entrata di Palazzo Re Enzo, dove la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli presieduta da Romano Prodi ha riunito i leader africani e i rappresentanti delle istituzioni internazionali. Il motivo è &#8220;Africa: 53 countires, one Union&#8221;, un convegno che già dal titolo esprime il suo proposito.</p>
<p>E&#8217; proprio sul rafforzamento dell&#8217;Unione Africana, del suo ruolo di interlocutore per il resto del mondo, che l&#8217;ex premier italiano ha messo infatti l&#8217;accento aprendo l&#8217;incontro: &#8220;La priorità dell&#8217;Africa è la pace, ma poi c&#8217;é la cooperazione: c&#8217;é un assoluto bisogno di lavorare insieme. Finora le relazioni sono state bilaterali e questo ha frammentato i rapporti e le politiche: oggi sotto il coordinamento dell&#8217;Onu, bisogna che a lavorare insieme siano Unione Europea, Unione Africana, Cina, Usa e gli altri grandi paesi&#8221;.</p>
<p>A confrontarsi con Prodi, oggi e domani, docenti universitari, esponenti di organizzazioni internazionali e molti esponenti dei governi africani, come il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, Moussa Dosso, ministro della Costa D&#8217;Avorio, e Samuel Sam-Sumana, vice oresidente della Sierra Leone. Presente anche l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti presso l&#8217;Unione africana Michael A. Battle e il governo dell&#8217;Unione Europea con il commissario europeo per lo sviluppo, il lettone Andris Piebalgs.</p>
<p>&#8220;Occorrono investimenti in Africa, non carità. In un continente dove la popolazione cresce rapidamente quello che serve è lo sviluppo economico&#8221;, ha detto Piebalgs nel corso del suo inervento. Una considerazione condivisa anche dal presidente Wade: &#8220;Le priorità per l&#8217;Africa sono la crescita economica e la produzione di prodotti, innanzitutto per il consumo interno &#8211; ha sostenuto &#8211; in modo da arginare la forte emigrazione che impoverisce il continente&#8221;. Ma in molti concordano che, dopo Cina e India, sarà proprio l&#8217;Africa ad affacciarsi sulla scena economica mondiale.</p>
<p>Oltre allo sviluppo del continente, tema centrale del convegno sono anche le conseguenze che avrà su questa parte del mondo la crisi finanziaria. Un problema di cui Romano Prodi ha parlato a margine dei lavori: &#8220;Una crisi minore è diventata una crisi maggiore per effetto delle indecisioni e dei ritardi &#8211; ha detto &#8211; Ma fortunatamente nello scorso weekend si sono prese decisioni che mi sembrano sufficienti per poter in qualche modo porre fine alla crisi&#8221;.</p>
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		<title>Pace e cooperazione sono le due priorità per l&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:13:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AFRICA: PRODI, LE SUE PRIORITA&#8217; SONO PACE E COOPERAZIONE
A BOLOGNA CAPI DI STATO, ESPERTI E DIPLOMATICI A CONFRONTO
(ANSA) &#8211; BOLOGNA, 21 MAG &#8211; Le priorita&#8217; del continente africano sono pace e cooperazione. Romano Prodi, ex presidente del consiglio dei ministri e della Commissione europea, ha riunito a Bologna capi di Stato africani, esponenti di governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-large wp-image-1534" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/africa-photos-2841-1024x768.jpg" alt="" width="491" height="369" />AFRICA: PRODI, LE SUE PRIORITA&#8217; SONO PACE E COOPERAZIONE</p>
<p>A BOLOGNA CAPI DI STATO, ESPERTI E DIPLOMATICI A CONFRONTO</p>
<p>(ANSA) &#8211; BOLOGNA, 21 MAG &#8211; Le priorita&#8217; del continente africano sono pace e cooperazione. Romano Prodi, ex presidente del consiglio dei ministri e della Commissione europea, ha riunito a Bologna capi di Stato africani, esponenti di governo e diplomatici per ribadire la sua visione maturata durante l&#8217;esperienza di presidente del panel dell&#8217;Onu per il peacekeeping. In un incontro, organizzato dalla sua Fondazione per la cooperazione fra i popoli, che gia&#8217; dal titolo esprime il suo proposito: &#8216;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Africa: 53 countries, one Union</a>&#8216;.</p>
<p>Ed e&#8217; proprio sul rafforzamento dell&#8217;Unione Africana del suo ruolo di interlocutore per il &#8216;mondo occidentale&#8217; che Prodi ha messo l&#8217;accento aprendo il convegno bolognese: &#8216;La priorita&#8217; dell&#8217;Africa e&#8217; la pace, ma poi c&#8217;e&#8217; la cooperazione: c&#8217;e&#8217; un assoluto bisogno di lavorare insieme. Finora le relazioni sono state bilaterali e questo ha frammentato i rapporti e le politiche: oggi sotto il coordinamento dell&#8217;Onu, bisogna che a lavorare insieme siano Unione Europea, Unione Africana, Cina, Usa e gli altri grandi paesi&#8217;.</p>
<p>A confrontarsi con Prodi, docenti universitari, esponenti di organizzazioni internazionali e molti esponenti dei governi africani, come il presidente del Senegal Abdoulaye Wade, Moussa Dosso, ministro della Costa D&#8217;Avorio e Samuel Sam-Sumana, vice presidente della Sierra Leone. Presente anche il governo dell&#8217;Unione Europea, con il commissario europeo per lo sviluppo, il lettone Andris Piebalgs e l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti presso l&#8217;Unione africana Michael A. Battle. (ANSA).</p>
<p>NES<br />
21-MAG-10 14:55 NNN</p>
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		<title>Eurasia Review: “Africa: 53 Countries, One Union”, Conference In Bologna Today</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:08:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Africa: 53 Countries, One Union”, Conference In Bologna Today
Published on Eurasia Review , May 21, 2010
The first of three such iunternational meetings aimed at tracking a development and peace course for Africa, the “Africa: 53 Countries, One Union” conference will take place in Bologna today; it is promoted by the Foundation for the Collaboration among [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/Africa-Political-Large.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-1621" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/Africa-Political-Large-285x300.gif" alt="" width="285" height="300" /></a>“Africa: 53 Countries, One Union”, Conference In Bologna Today</p>
<p>Published on <a href="“Africa: 53 Countries, One Union”, Conference In Bologna Today" target="_blank"><strong>Eurasia Review</strong></a> , May 21, 2010</p>
<p>The first of three such iunternational meetings aimed at tracking a development and peace course for Africa, the “<a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Africa: 53 Countries, One Union</a>” conference will take place in Bologna today; it is promoted by the Foundation for the Collaboration among peoples’ (instituted and formed by Romano Prodi) and by the Bologna Center of Johns Hopkins University, sponsored by the UN, AU and EU.</p>
<p>A greater integration of African states and economies is the prerequisite for the continent’s social and political development of Africa and this will serve as the theme of the summit to be opened by Romano Prodi, who led the UN commission for peacekeeping and peace missions to Africa as well as twice prime minister of Italy and president of the EU Commission from 1999-2004.</p>
<p>Tanzanian Asha-Rose Mtengeti Migiro, Vice-secretary general of the UN since January 2007, jean Ping, president iof the Au Commission and presidents Abdoulaye Wade and Faure Gnassingbe, of Senegal and Togo, Thabo Mbeki former president of South Africa and Zhan Shu, ambassador for policies to Africa from the Chinese ministry of foreign affairs.</p>
<p>Several other speakers from African are featured in the program including Abdelkader Messahel, Algerian minister for ‘African and Maghreb Affairs’, Mussa Dosso, minister of Education of Ivory Coast, Samuel Sam-Sumana, vice-president of Sierra Leone and Joseph Boakai, vice-president of Liberia, Andris Piebalgs, EU commissioner for development, Michael A. Battle, US ambassador to the AU, and various representatives from the World Bank to the OECD.</p>
<p>“My experience as president of the International UN and AU Panel for peacekeeping in Africa – said Prodi opening the conference – has led me to conclusions that extend beyond peacekeeping operations: “It is clear that only overcoming the current political-economic fragmentation of the African continent shall it be possible to achieve more peace, development and prosperity”.</p>
<p>The Conference shall therefore discuss of the “possible and desirable adoption of common policies by actors such as the EU, USA, China and international institutions such as the UN, the WTO and World Bank toward the African continent” “promote a debate over the greater possibilities of integrating African states and economies – write the organizers &#8211; as the prerequisite for the continent’s social and political development” also drafting “a useful document for promoting development and peace in Africa in view of two conferences” to be held in 2011 in Washington and in 2012 in Addis Abeba, home of the AU headquarters.</p>
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		<title>L&#8217;Africa e il professore. Prodi racconta la sua nuova vita</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 12:33:28 +0000</pubDate>
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La fotografia è del 2004. Al centro c&#8217;è un pallone da calcio, con tante mani sopra e i segni delle firme passate col pennarello. Due mani bianche e tante mani nere, di tonalità diverse. C&#8217;è la mano di Nelson di Mandela, quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1838" class="wp-caption alignright" style="width: 419px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/fifa-world-cup-2010.jpg"><img class="size-full wp-image-1838" title="Nelson Mandela con la Coppa del Mondo FIFA dopo la decisione di tenere l'edizione 2010 in Sud Africa" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/fifa-world-cup-2010.jpg" alt="Nelson Mandela con la Coppa del Mondo FIFA dopo la decisione di tenere l'edizione 2010 in Sud Africa" width="409" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">Nelson Mandela con la Coppa del Mondo FIFA dopo la decisione di tenere l&#39;edizione 2010 in Sud Africa</p></div>
<p>Articolo di Riccardo Barlaam su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-21/lafrica-professore-prodi-racconta-075400.shtml?uuid=AYA7yDrB&amp;fromSearch" target="_blank"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a> del 20 maggio 2010</p>
<p>La fotografia è del 2004. Al centro c&#8217;è un pallone da calcio, con tante mani sopra e i segni delle firme passate col pennarello. Due mani bianche e tante mani nere, di tonalità diverse. C&#8217;è la mano di Nelson di Mandela, quella di Thabo Mbeki, allora presidente del Sudafrica, accanto a quella di Abdoulaye Wade, presidente del Senegal, quella più chiara di Gheddafi. Ci sono le mani bianche di Sepp Blatter, presidente della Fifa, e di Romano Prodi, allora presidente della Commissione europea.</p>
<p>Questa foto immortala il momento in cui viene ufficializzata la candidatura del Sudafrica per organizzare i Mondiali di calcio nel 2010. Una sfida impossibile. L&#8217;11 giugno i mondiali di calcio in Africa cominciano davvero. Sono passati appena 18 anni dalla riammissione del Sudafrica, dopo la fine dell&#8217;apartheid, nella federazione mondiale di gioco del calcio.<br />
<em><br />
<strong>Leader ascoltato dagli africani</strong></em></p>
<p>Prodi quell&#8217;immagine la ricorda bene: «Quella sera ci furono danze e musiche che non finivano più. Fu una vera festa africana». Il &#8220;professore&#8221; nell&#8217;Africa ha sempre creduto. Da presidente della Commissione europea prima («Noi europei siamo stati i primi a sostenere finanziariamente l&#8217;Unione africana dalla sua nascita, nel 2002, e non è stato facile: non tutti erano d&#8217;accordo») e da primo ministro poi. Lontano dai riflettori, in questi anni, ha sempre continuato a svolgere la sua azione di mediatore. Mentre parliamo, negli uffici della sua <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione per la Collaborazione tra i popoli</a> &#8211; un semplice appartamento tra i portici di Bologna &#8211; riceve una telefonata del consigliere politico del primo ministro somalo, <a href="http://www.newstimeafrica.com/archives/12454" target="_blank">Omar Sharmarke</a>. La sua espressione si fa seria. Il governo di transizione, debole già dal nome, è caduto. Il presidente Sheikh Ahmed ha sfiduciato il premier. Mentre i miliziani islamici continuano, quasi indisturbati, la loro guerra anti modernità, il paese è nel caos anche istituzionale.</p>
<p><strong><em>La riforma delle missioni di pace Onu</em></strong></p>
<p>Nel settembre 2008 Prodi, appena superata la sbornia dell&#8217;esperienza di Palazzo Chigi, alla vigilia dei 70 anni, <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=56" target="_blank">ha voltato, di nuovo, completamente pagina</a>. È tornato a fare il professore in due università negli <a href="http://www.romanoprodi.it/comunicati/prodi-nominato-professor-at-large-alla-brown-university-usa_448.html" target="_blank">Stati Uniti</a> e in <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-professore-alla-china-europe-international-business-school_1136.html" target="_blank">Cina</a>. Ma l&#8217;incarico più importante è legato proprio al continente nero. Il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, gli ha affidato la <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/former-italian-prime-minister-to-head-african-union-un-peacekeeping-panel_66.html" target="_blank">presidenza del Panel internazionale</a> per riformare le missioni di pace. Missioni che fanno acqua da tante parti e che costituiscono la voce di spesa più elevata per lo sterminato bilancio Onu. Il <a href="http://www.romanoprodi.it/comunicati/consegnato-allonu-il-rapporto-sul-piano-di-peacekeeping-in-africa_319.html" target="_blank">lavoro è terminato</a>. Il dossier è stato presentato al Consiglio di sicurezza che dovrà pronunciarsi sul da farsi. La squadra capitanata da Prodi propone di passare progressivamente la responsabilità delle missioni di pace in Africa agli africani in termini finanziari, logistici, di formazione. Una nuova sfida impossibile. Il Consiglio di sicurezza non ha ancora deciso ed è diviso. I cinesi e gli americani sostengono la proposta Prodi. Contrarie le ex potenze coloniali europee, Francia e Gran Bretagna, che non ci stanno a perdere di colpo la loro sfera di influenza: «Non dico che sia sbagliato. È chiaro che ogni paese cerchi di favorire le relazioni economiche bilaterali per i propri interessi. Ma dico che bisogna superare questa impostazione, sforzandosi di aumentare la cooperazione in un rapporto di reciprocità».</p>
<p><strong><em>Il dialogo sempre. Da Bertinotti a Mugabe</em></strong></p>
<p>La sua linea è sempre la stessa con <a href="http://www.centomovimenti.com/2004/dicembre/01_prodi.htm" target="_blank">Bertinotti</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lkIhG_HK5IY" target="_blank">Mastella</a>, o con <a href="http://www.masterworld.org/news/32684/La-Merkel-attacca-Mugabe-Fa-male-a-tutta-l-Africa.html" target="_blank">Mugabe</a> e <a href="http://www.unimondo.org/Notizie/Italia-incontro-Prodi-El-Bashir-domenica-il-Darfur-Day" target="_blank">Bashir</a>: «Cercare di mediare, cercare sempre il dialogo, senza nascondere i problemi ma sforzandosi sempre di vedere prima le cose che uniscono rispetto a quelle che dividono». E di bilanci il professore non vuole ancora farne. È presto. «Mi sto divertendo un mondo. Vado due settimane in Cina a insegnare ai ragazzi e poi negli Stati Uniti, in Africa o qui a Bologna». Come se tutto dovesse ancora cominciare, lui giura di non avere rimpianti. «L&#8217;unico vero rimpianto &#8211; dice scherzando &#8211; è di non avere mai vinto il Tour de France».</p>
<p>Nel suo ufficio campeggia una bandiera tricolore, accanto al vessillo dell&#8217;Unione europea. Sfondo azzurro e stelle gialle. Incorniciata da un lato c&#8217;è un&#8217;antica bandiera tricolore della Repubblica Cisalpina. Nelle stanze accanto brulicano i preparativi. Gli amici e i volontari della Fondazione e le due storiche segretarie, fidatissime, lavorano agli ultimi dettagli per il convegno internazionale di venerdì 21 maggio: &#8220;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">High level Conference on Africa: 53 Countries, One union</a>&#8220;. Sono attesi rappresentanti di Unione europea, Onu, Unione africana, Cina, Stati Uniti e, ovviamente, una lunga serie di leader politici africani, capi di stato, rappresentanti delle istituzioni sovranazionali, capi tribali, regine e regine madri&#8230; L&#8217;obiettivo di questo incontro di policy maker è dare un contributo per rilanciare l&#8217;integrazione tra i 53 paesi africani. «Quest&#8217;anno &#8211; spiega Prodi &#8211; 23 paesi africani festeggiano i 50 anni d&#8217;indipendenza. Ma molte speranze legate alla fine della colonizzazione non hanno trovato la loro realizzazione. Le responsabilità del mancato sviluppo sono complesse. Vanno suddivise in modo equo tra le leadership locali e quelle dei paesi industrializzati».</p>
<p><strong><em>Road map per l&#8217;unità africana</em></strong></p>
<div id="attachment_1840" class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/1.jpg"><img class="size-full wp-image-1840   " title="Il progetto del palazzo dell' Unione Africana ad Addis Abeba" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/1.jpg" alt="Il progetto del palazzo della Unione Africana ad Addis Ababa" width="420" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Il progetto del palazzo dell&#39; Unione Africana ad Addis Abeba</p></div>
<p>Con 42 ricercatori della John Hopkins University è stata preparata una vera e propria <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">road map</a> per rilanciare i processi di collaborazione tra i paesi. «Non si può pensare di superare le instabilità politiche e di eliminare i conflitti senza migliorare le politiche di integrazione. Solo superando la frammentazione politica ed economica del continente africano si potranno ottenere pace, sviluppo economico, prosperità. Non ci sono altre strade». Questo non vuol dire che tutti i mali che affliggono l&#8217;Africa si possano risolvere migliorando l&#8217;integrazione. Ma significa, secondo Prodi, «riconoscere che molte delle questioni di natura regionale o continentale debbano essere risolte a un livello superiore di quello nazionale». L&#8217;obiettivo del convegno di Bologna è, appunto, stimolare il confronto e il dibattito sul tema.<br />
La road map prevede diverse fasi di avanzamento di questo processo, in previsione di due ulteriori conferenze internazionali che si terranno, dopo Bologna, a Washintgon nel 2011 e nel 2012 ad Addis Abeba, capitale dell&#8217;Etiopia e sede dell&#8217;Ua. Un altro dei segnali di un&#8217;Africa che sta cambiando e che vuol prendere in mano il proprio futuro. Nella città si intravede già il profilo del grattacielo in cristallo, a forma di abbraccio, che ospiterà la sede della Commissione africana. I lavori sono cominciati nel gennaio 2009 su un terreno donato dal governo. Dove prima c&#8217;erano le carceri politiche del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terrore_rosso_%28Etiopia%29" target="_blank">terribile Mengistu</a> sorgerà la cittadella comunitaria con i palazzi delle direzioni generali, le sedi dei 53 paesi membri. Una capitale diplomatica. La Bruxelles africana.</p>
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