<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Romano Prodi &#187; Mercati</title>
	<atom:link href="http://www.romanoprodi.it/tag/mercati/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.romanoprodi.it</link>
	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 12:50:59 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sacrifici molto pesanti, ma per salvare il Paese. Gli altri leader europei facciano la loro parte</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sacrifici-molto-pesanti-ma-per-salvare-il-paese-gli-altri-leader-europei-facciano-la-loro-parte_4474.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sacrifici-molto-pesanti-ma-per-salvare-il-paese-gli-altri-leader-europei-facciano-la-loro-parte_4474.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4474</guid>
		<description><![CDATA[Verso il Consiglio europeo
L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 29 gennaio 2012
Frastornati e confusi fra i rapporti del Fondo Monetario Internazionale, le decisioni della Banca Centrale Europea, i summit franco-tedeschi, gli happening delle agenzie di rating e i decreti del governo, i poveri italiani stanno perdendo la bussola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4476" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a>Verso il Consiglio europeo<br />
<strong>L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=29-01-2012&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 29 gennaio 2012</p>
<p>Frastornati e confusi fra i rapporti del <a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/update/01/pdf/0112.pdf" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a>, le decisioni della <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-28/fiducia-torna-riforme-081036.shtml" target="_blank">Banca Centrale Europea</a>, i summit <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/08/visualizza_new.html_41464693.html" target="_blank">franco-tedeschi</a>, gli <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1033898/standard--poors-declassa-mezza-europa%3Cbr%3Ebene-monti-ma-le-riforme-sono-a-rischio.shtml" target="_blank">happening</a> delle agenzie di <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1312451/fitch-declassa-il-rating-italia-tagli-piu-severi-evitati-grazie-a-monti.aspx" target="_blank">rating</a> e i <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/articolo1035358.shtml" target="_blank">decreti</a> del <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">governo</a>, i poveri italiani stanno <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/30/news/italiani_lotta_governo-28993174/?rss" target="_blank">perdendo la bussola</a> e non riescono a capire che cosa sta capitando e, soprattutto, che cosa ci capiterà in futuro.</p>
<p>Riguardo allo stato dei fatti,  è chiaro che la crisi non accenna a finire ma anzi <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">durerà ancora a lungo</a>, assai più del previsto. L&#8217;<a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/fields/2003.html" target="_blank">economia mondiale</a> continua a crescere ma appena intorno  al tre per cento (due punti in meno di due anni fa) e solo per la forza dei paesi in via di sviluppo che, seppure correndo con andatura più ridotta, mantengono una distanza abissale nei confronti della modesta crescita americana e della recessione europea.</p>
<p>Anche se non siamo quindi in grado di sapere quando usciremo dalla crisi, sappiamo tuttavia con certezza che vi usciremo in un mondo in cui i rapporti di forza saranno molto diversi rispetto al passato.</p>
<p>Limitandoci al quadro europeo, le più recenti ma non certo le più pessimistiche analisi (<a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia 27 gennaio</a>) prevedono addirittura un calo dello 0,4% del PIL della zona Euro, con generali arretramenti di tutte le economie rispetto al passato e, perfino, con  una sostanziale stagnazione dell&#8217;economia tedesca.</p>
<p>Non possiamo certo meravigliarci. In conseguenza della frammentazione della politica europea tutti i paesi sono stati costretti ad aggiustare i bilanci nazionali, tagliando la spesa pubblica ed aumentando il peso fiscale. Per non essere vittime della speculazione internazionale siamo stati obbligati ad adottare una politica depressiva. Non dobbiamo perciò sorprenderci se la crisi si è aggravata in tutta Europa e ancora meno può destare sorpresa che, dato il nostro debito elevato e i nostri problemi strutturali, la situazione italiana sia assai peggiore della media europea. Avremo infatti in Italia una probabile <a href="http://www.oipamagazine.eu/categoria4696/Economia-e-Finanza/Economia-e-Lavoro/pil-rapporto-prometeia-previsto-un-calo-dell%5E17-quest%5Eanno.-ripresa-nel-2013.html" target="_blank">caduta del reddito</a> intorno all&#8217;1,7%  mentre, solo pochi mesi fa, speravamo di assestarci attorno allo zero.</p>
<p>Alla base di questo grave slittamento italiano sta il <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE80Q03M20120127" target="_blank">crollo dei consumi</a> che, nel corso di due anni, sono destinati a calare di quasi il 5%.  Un crollo così ampio da coinvolgere pesantemente non solo i beni durevoli ma  anche i <a href="http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/15:23/4104300" target="_blank">prodotti alimentari</a>. Nello stesso rapporto <a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia</a> vi è scritto che, alla fine del 2014, i consumi alimentari saranno, in termini reali, inferiori del 9,6% rispetto a quelli del 2007.  Questo impressionante regresso è avvenuto in conseguenza di una caduta dei redditi delle famiglie così forte che i consumi stanno crollando anche in presenza di una sostanziosa diminuzione del tasso di risparmio. Una diminuzione  che ci ha già portato in pochi anni dal primo all&#8217;ultimo posto nella classifica del risparmio tra i grandi paesi europei.</p>
<p>Approfondendo tutti questi dati troviamo inoltre l&#8217;evidenza (dolorosa anche se non sorprendente) che la riduzione del reddito disponibile si è concentrata maggiormente sulle <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=44642&amp;sez=HOME_ECONOMIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">fasce  più basse</a>.</p>
<p>Il paese sta quindi diventando <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201252124-ipp-rt10315-famiglie_piu_povere_i_redditi_tornano_agli_anni_90" target="_blank">più povero e più ingiusto</a>. D&#8217;altra parte non potrebbe essere altrimenti dato che, negli ultimi anni, soprattutto in conseguenza delle profonde ristrutturazioni dell&#8217;apparato industriale, abbiamo perso quasi <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2011/12/15/81152/italia-in-recessione-persi-1-milione-di-posti-di-lavoro" target="_blank">ottocentomila posti di lavoro</a>. Altri purtroppo ne dovremo perdere nel prossimo futuro, anche se una grande parte delle ristrutturazioni è già stata compiuta. Solo una minima percentuale della perdita di occupazione può essere infatti compensata dall&#8217;aumento della domanda di cura alle persone, soprattutto dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione.</p>
<p>L&#8217;unico elemento positivo è dato dalle prospettive delle esportazioni, sperando naturalmente che la debolezza delle economie europee non si accompagni al rafforzamento dell&#8217;euro che, nonostante i recenti assestamenti, mi sembra essere ancora sopravvalutato.</p>
<p>Ho riportato tutti questi dati non certo per confondere ulteriormente il lettore e nemmeno per demoralizzarlo. Essi mettono semplicemente in rilievo che il necessario e non procrastinabile <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">aggiustamento della nostra economia</a> deciso dal governo Monti ha obbligato il nostro paese a sacrifici molto pesanti e che questi sacrifici saranno prolungati anche in futuro.</p>
<p>Abbiamo fatto cioè <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">tutti i compiti</a> che i vari maestri ci avevano assegnato. A questo punto abbiamo il diritto di sapere  se e quando se ne manifesteranno gli effetti positivi. Ci attendiamo perciò che i prossimi <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=161126" target="_blank">vertici europei</a> non si concludano con misure insufficienti e talmente vaghe nella loro fase di attuazione, da non arrestare il gioco della speculazione, rinviando alle calende greche ogni prospettiva di ripresa europea.</p>
<p>Il fatto che anche la Germania veda <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL5E8CU1DG20120130" target="_blank">peggiorare</a> le proprie prospettive e che il presidente Obama sia <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-28/vertici-missione-casa-bianca-083204.shtml?uuid=AaCWBJPE" target="_blank">visibilmente preoccupato</a> per i possibili effetti negativi di una recessione europea sulle elezioni americane dovrebbe spingere verso una politica che, attraverso una maggiore solidarietà, avvicini finalmente la fine della crisi e prepari la ripresa.</p>
<p>Dati i precedenti non sono troppo ottimista che questo avvenga in fretta. Per ora mi basta che i leader europei siano convinti che, fra i compiti da fare, non vi sia quello di fare testamento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sacrifici-molto-pesanti-ma-per-salvare-il-paese-gli-altri-leader-europei-facciano-la-loro-parte_4474.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Πρόντι: Όποιος παίζει με την Ελλάδα παίζει με όλους</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/chi-gioca-contro-la-grecia-gioca-contro-tutta-leuropa_4448.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/chi-gioca-contro-la-grecia-gioca-contro-tutta-leuropa_4448.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4448</guid>
		<description><![CDATA[«Είναι η ώρα της αλληλεγγύης»
Πρόντι: Όποιος παίζει με την Ελλάδα παίζει με όλους
Dichiarazione di Romano Prodi alle agenzie di stampa greche del 19 gennaio 2012: &#8220;Chi gioca contro la Grecia, gioca contro tutta l&#8217;Europa&#8220;

«Είναι η ώρα της αλληλεγγύης. Προσέξτε, όποιος παίζει με την Ελλάδα, παίζει με όλους» δηλώνει στο Αθηναϊκό Πρακτορείο Ειδήσεων ο πρώην πρόεδρος [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/domino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4450" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/domino-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>«Είναι η ώρα της αλληλεγγύης»<br />
<strong>Πρόντι: Όποιος παίζει με την Ελλάδα παίζει με όλους</strong></p>
<p><em>Dichiarazione di Romano Prodi alle agenzie di stampa greche del 19 gennaio 2012: &#8220;<a href="http://www.protothema.gr/economy/article/?aid=171884" target="_blank"><strong>Chi gioca contro la Grecia, gioca contro tutta l&#8217;Europa</strong></a>&#8220;</em><strong><br />
</strong></p>
<p>«<a href="http://www.skai.gr/news/finance/article/192191/r-prodi-opoios-paizei-me-tin-ellada-paizei-me-olous/" target="_blank">Είναι η ώρα της αλληλεγγύης</a>. Προσέξτε, όποιος παίζει με την Ελλάδα, παίζει με όλους» δηλώνει στο Αθηναϊκό Πρακτορείο Ειδήσεων ο πρώην πρόεδρος της Ευρωπαϊκής Επιτροπής και Ιταλός πρώην πρωθυπουργός, <a href="http://www.metrogreece.gr/ArticleDetails/tabid/82/ArticleID/59828/Default.aspx" target="_blank">Ρομάνο Πρόντι</a>.</p>
<p>«<a href="http://www.amna.gr/articleview2.php?id=7249" target="_blank">Δεν θέλω να κάνω προβλέψεις</a> σχετικά με τη στάση της σημερινής ευρωπαϊκής ηγεσίας, αλλά είμαι βέβαιος ότι βρίσκεται ενώπιον μιας μεγάλης ευθύνης σε ό,τι αφορά τις αποφάσεις, που πρέπει να ληφθούν» προσθέτει, επισημαίνοντας πως «<a href="http://www.imerisia.gr/article.asp?catid=12336&amp;subid=2&amp;pubid=112804098" target="_blank">η Ελλάδα κάνει θυσίες και λαμβάνει μέτρα πολύ επώδυνα</a>. Όλα αυτά, όσοι κρατούν τα σκήπτρα αυτή τη στιγμή, πρέπει να τα λάβουν οπωσδήποτε υπόψη τους».</p>
<p>Σε ό,τι αφορά τη στάση της Γερμανίας και ολόκληρης της Ευρωπαϊκής Ένωσης διατυπώνει έντονες επικρίσεις: «<a href="http://www.kathimerini.gr/4dcgi/_w_articles_kathremote_1_19/01/2012_423222" target="_blank">Αυτή τη στιγμή λείπει η γενικότερη αίσθηση</a> τού τι σημαίνει Ιστορία. Η ελληνική κρίση στο παρελθόν μπορούσε να λυθεί πολύ εύκολα. Σήμερα, είναι απόλυτα αναγκαίες αλληλέγγυες παρεμβάσεις. Η δε Γερμανία δεν πρέπει να ξεχάσει την ευρωπαϊκή υποστήριξη κατά τη <a href="http://gr.news.yahoo.com/%CF%80%CF%81%CF%8C%CE%BD%CF%84%CE%B9-%CF%8C%CF%80%CE%BF%CE%B9%CE%BF%CF%82-%CF%80%CE%B1%CE%AF%CE%B6%CE%B5%CE%B9%CE%BC%CE%B5-%CF%84%CE%B7%CE%BD-%CE%B5%CE%BB%CE%BB%CE%AC%CE%B4%CE%B1-%CF%80%CE%B1%CE%AF%CE%B6%CE%B5%CE%B9-%CE%BC%CE%B5-%CF%8C%CE%BB%CE%BF%CF%85%CF%82-171038288.html" target="_blank">φάση της ανοικοδόμησής της</a>».</p>
<p>Ειδικότερα για τη Γερμανία, σημειώνει: «Ανησυχώ όταν ακούω τη Γερμανία να μας λέει, και σε εμάς τους Ιταλούς, ότι πρέπει να πετύχουμε μόνοι μας τους επιβεβλημένους και αναγκαίους οικονομικούς στόχους. Διότι, σε περίπτωση αποτυχίας και χρεοκοπίας του ευρώ -που δεν νομίζω ότι, τελικώς, θα σημειωθεί- θα πληρώσει σοβαρές συνέπειες και η Γερμανία. <a href="http://www.ert.gr/ellada/item/2160-R-Pronti-%C2%ABOpoios-paizei-me-thn-Ellada,-paizei-me-oloys%C2%BB" target="_blank">Θα ήταν η πρώτη που θα έβγαινε χαμένη από μια τέτοια εξέλιξη</a>».</p>
<p>Καταλήγοντας τονίζει πως «η έξοδος της Ελλάδας από το ευρώ και μια τυχόν χρεοκοπία θα ήταν ιδιαίτερα αρνητική εξέλιξη για όλα τα κράτη-μέλη της Ευρωζώνης». Επιπλέον, επαναλαμβάνει τη θέση του υπέρ της έκδοσης ευρωομολόγων αλλά και ενίσχυσης της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας: «Είμαι βαθύτατα πεπεισμένος ότι ολόκληρη η Ευρωζώνη χρειάζεται οπωσδήποτε την έκδοση ευρωομολόγων και την άμεση, ουσιαστική ενίσχυση της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας, διότι όσο δεν υπάρχει μια ισχυρή Κεντρική Τράπεζα, όπως στην Αμερική, η κερδοσκοπία θα συνεχίσει να επιτίθεται στις χώρες μας. Αν η Ευρώπη δεν αντιταχθεί ενωμένη στην επίθεση των κερδοσκόπων, θα χάσει το παιχνίδι. Αυτό είναι το κεντρικό μήνυμα, που πρέπει <a href="http://troktiko.eu/2012/01/pronti-opoios-paizei-me-thn-ellada-paizei-me-olous/" target="_blank">να κατανοήσει η Γερμανία</a>».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/chi-gioca-contro-la-grecia-gioca-contro-tutta-leuropa_4448.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dare risposte efficaci per il benessere dei cittadini e la produttività dell’economia</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/dare-risposte-efficaci-per-il-benessere-dei-cittadini-e-la-produttivita-dell%e2%80%99economia_4442.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/interviste/dare-risposte-efficaci-per-il-benessere-dei-cittadini-e-la-produttivita-dell%e2%80%99economia_4442.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4442</guid>
		<description><![CDATA[Commento di Romano Prodi  su ““ all&#8217; Assemblea di Federimmobiliare del 18 gennaio 2012
Ospite d’onore dell’Assemblea è stato Romano Prodi con una relazione su “L’Italia e l’Europa nell’economia globale“.
Prodi, a proposito del ruolo dell’industria dei servizi immobiliari nella attuale situazione di crisi, ha dichiarato che “ La competizione fra territori si basa anche sulla loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.federimmobiliare.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=232%3Acommenti-di-romano-prodi-e-gualtiero-tamburini-su-assemblea-di-federimmobiliare-&amp;catid=1%3Acomunicati-stampa&amp;Itemid=12&amp;lang=it" target="_blank">Commento</a> di Romano Prodi  su “<a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/casaimpattozero.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4445" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/casaimpattozero-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><strong></strong>“ all&#8217; <a href="http://www.quotidianoimmobiliare.tv/2495/Assemblea-Annuale-di-Federimmobiliare-Anno-2012" target="_blank"><strong>Assemblea</strong></a> di <a href="http://www.aici-italia.it/content/view/313/" target="_blank">Federimmobiliare</a> del 18 gennaio 2012</p>
<p>Ospite d’onore dell’Assemblea è stato Romano Prodi con una relazione su “L’Italia e l’Europa nell’economia globale“.</p>
<p>Prodi, a proposito del ruolo dell’industria dei servizi immobiliari nella attuale situazione di crisi, ha dichiarato che “ La competizione fra territori si basa anche sulla loro qualità. Uno degli asset principali dell’Europa, e dell’Italia in particolare, è costituito dalle straordinarie peculiarità e potenzialità dell’ambiente e del territorio costruito. Una attenta attività di gestione, manutenzione e valorizzazione di questi beni non può prescindere dalla presenza di una moderna industria dei servizi immobiliari.</p>
<p>Le privatizzazioni di immobili pubblici, la rigenerazione delle città, con il recupero di aree dismesse o degradate, gli interventi per  ridurre i consumi energetici negli immobili, l’offerta di abitazioni di qualità a canoni di locazione moderati, sono solo alcune delle sfide a cui occorre oggi dare risposte efficaci per perseguire politiche tese al benessere dei cittadini ed alla produttività dell’economia.</p>
<p><object width="400" height="225"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=35421758&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=35421758&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/35421758">Intervista QI TV &#8211; Romano Prodi assemblea annuale Federimmobiliare</a> from <a href="http://vimeo.com/romanoprodi">Romano Prodi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/interviste/dare-risposte-efficaci-per-il-benessere-dei-cittadini-e-la-produttivita-dell%e2%80%99economia_4442.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non c&#8217;è Europa senza Italia</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/non-ce-europa-senza-italia_4345.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/interviste/non-ce-europa-senza-italia_4345.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4345</guid>
		<description><![CDATA[Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila
«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato
Intervista di Monica Guerzoni su Il Corriere della Sera del 08 gennaio 2012
Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4347" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila<br />
<strong>«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»</strong><br />
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato</p>
<p>Intervista di Monica Guerzoni su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=28" target="_blank"><strong>Il Corriere della Sera</strong></a> del 08 gennaio 2012</p>
<p>Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale Valli, quando Romano Prodi sparisce dietro un muro di cameramen, fotografi, cronisti e cittadini che vogliono stringergli la mano, una voce rivolta ai giornalisti ironizza: «Guardate che il premier non è lui, è l&#8217; altro!». Ma l&#8217; ex capo del governo, nato a quindici chilometri da Reggio nella cittadina di Scandiano, non è venuto alla <a href="http://www.redacon.it/2012/01/07/gli-evasori-ci-mettono-le-mani-in-tasca/" target="_blank">Festa del Tricolore</a> per rubare la scena al professore della Bocconi. Ha ascoltato dalla prima fila il discorso di Mario Monti, ha incassato due citazioni dall&#8217; oratore e ha offerto, pubblicamente, il suo sostegno all&#8217; ex commissario, con il quale ha lavorato a lungo in Europa.</p>
<p><em>Lei ha abbracciato Monti e il presidente le ha reso omaggio dal palco con un «caro Romano&#8230;». Ma se il suo governo non fosse stato buttato giù, forse le riforme le avrebbe fatte lei&#8230; Davvero non c&#8217; è rivalità fra voi?</em></p>
<p>«Io e Monti non abbiamo mai litigato, nemmeno una volta. Abbiamo lavorato per cinque anni in Europa, fianco a fianco, io da presidente della Commissione e Monti da commissario. E non c&#8217; è mai stata la minima incomprensione».</p>
<p><em>Condivide <a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100491.html" target="_blank">l&#8217; attacco del presidente</a> del Consiglio agli evasori fiscali? </em></p>
<p>«L&#8217; immagine degli evasori che mettono <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/08/Mani_tasca_agli_italiani_Sono_co_8_120108010.shtml" target="_blank">le mani nelle tasche degli italiani</a> è molto forte. L&#8217; Italia va ricostruita prima di tutto dal punto di vista morale e civico, perché è evidente che la nostra crisi non è soltanto economica. Se non ritroviamo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">il senso dell&#8217; unità etica</a> e della solidarietà, il Paese è perduto».</p>
<p><em>Lo scorso anno, nel 150° anniversario dell&#8217; Unità d&#8217; Italia, era stato Giorgio Napolitano a celebrare il Tricolore a Reggio Emilia. </em></p>
<p>«Il pensiero di Monti è in assoluta continuità con quello del presidente della Repubblica. Il premier ha fatto un intervento di unità e di grandissima etica politica e, non a caso, ha concluso con una frase che non dicono in molti, &#8220;<a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100479.html" target="_blank">viva l&#8217; Italia e viva l&#8217; Europa</a>&#8220;».</p>
<p><em>Monti è impegnato in una delicatissima missione europea. Venerdì a Parigi ha visto Sarkozy e mercoledì a Berlino incontrerà la Merkel. Il premier ce la può fare ad ammorbidire le resistenze della Cancelliera? </em></p>
<p>«<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/prodi-europa-senza-litalia/182209/" target="_blank">Non c&#8217; è Europa senza Italia</a>, questa è una regola assoluta. L&#8217; Italia deve ritrovare l&#8217; unità interna e <a href="http://video.repubblica.it/edizione/bologna/reggio-prodi-l-europa-ha-bisogno-dell-italia/85207/83596" target="_blank">il suo ruolo in Europa</a>. Sulle decisioni è chiaro che l&#8217; euro dipende dalla Germania, ma altrettanto importante è l&#8217; atteggiamento della Francia».</p>
<p><em>Come si sta muovendo Sarkozy? </em></p>
<p>«Mi chiedo perché Parigi abbia smesso di essere il collante dell&#8217; Europa. Il dovere della Francia è <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">ricomporre l&#8217; unità europea</a>, non fare da ruotino di scorta alla Germania. Ma vediamo quanto dura&#8230;».</p>
<p><em>Pensa che Monti sia riuscito a convincere Sarkozy a invertire la rotta?</em></p>
<p>«Da quel che ho saputo sull&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">incontro di Parigi</a>, il presidente francese ha percepito che così non si va avanti. Con la crisi che comincia a mordere anche la Francia è a rischio e Nicolas Sarkozy ha capito che non può continuare a inseguire la Germania».</p>
<p><em>Il 20 gennaio Roma ospiterà <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/04/visualizza_new.html_40414387.html" target="_blank">il trilaterale</a> con Francia e Germania. Il tandem franco-tedesco può diventare un&#8217; alleanza a tre gambe? </em></p>
<p>«I vertici sono importanti, ma <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%E2%80%9Ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html" target="_blank">non basta un&#8217; intesa a tre</a>. Ormai è chiaro che serve molto di più».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/interviste/non-ce-europa-senza-italia_4345.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Cento euro senza ricevuta o centocinquanta con la ricevuta?&#8221;</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%e2%80%9ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%e2%80%9ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4333</guid>
		<description><![CDATA[La crisi del debito
Europa e Fisco, segnali di svolta
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 8 gennaio 2012
Avevano chiesto all’Italia di fare i compiti a casa e noi abbiamo obbedito con puntualità. E li abbiamo fatti proprio tutti, compresa la versione di latino e i problemi di aritmetica sui quali ci eravamo impasticciati la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/740440440.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4343" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/740440440-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>La crisi del debito</p>
<p><strong>Europa e Fisco, segnali di svolta</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=45" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 8 gennaio 2012</p>
<p>Avevano chiesto all’Italia di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">fare i compiti a casa</a> e noi abbiamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">obbedito con puntualità</a>. E li abbiamo fatti proprio tutti, compresa la versione di latino e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ogliere-di-mezzo-questo-governo-per-recuperare-la-fiducia-del-sistema-finanziario-internazionale_4064.html" target="_blank">i problemi di aritmetica</a> sui quali ci eravamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/manovra-basta-riempirci-di-parole-a-cui-nessuno-crede_3657.html" target="_blank">impasticciati la scorsa estate</a> presentando risultati sempre diversi e fra loro contradditori. Come apertamente riconoscono i governanti europei, il bilancio pubblico italiano si presenta in ordine ed il deficit ci pone fra i paesi più in regola, ben avanti rispetto alla Spagna e la Francia. Tutto questo dovrebbe dare garanzie sufficienti, anche in presenza del macigno del debito che ci portiamo da trent’anni sulle spalle ma di cui abbiamo sempre correttamente sopportato il peso degli interessi.</p>
<p>Nonostante tutto questo la tempesta continua, <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_06/borsa-rialzo_5f558a9a-383d-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml" target="_blank">il famoso spread</a> aumenta con una progressione che, se ripetuta nel futuro, renderà davvero insostenibile il peso del debito. Accanto a questo si è costruito un meccanismo infernale per cui le nostre banche ( pur essendo sostanzialmente meno inquinate da titoli tossici rispetto a quelle estere) vengono obbligate ad esorbitanti aumenti di capitale e vengono regolarmente bastonate ogni volta che mettono in atto gli aumenti medesimi.</p>
<p>Qualche mese fa si poteva dire che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/doveroso-lammonimento-della-bce-al-governo-italiano-arrivato-nel-massimo-del-caos-assoluto_3805.html" target="_blank">l’Italia veniva punita</a> per i suoi <a href="http://www.romanoprodi.it/comunicati/il-momento-e-drammatico-ogni-ritardo-puo-avere-conseguenze-irreversibili-per-lintero-paese_4073.html" target="_blank">comportamenti anomali</a> ma oggi può nascere il sospetto di essere puniti proprio perché facciamo il nostro dovere.<br />
Il fatto vero è che non siamo né puniti né premiati ma che in Europa <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank">ognuno va per conto suo</a>, seguendo gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">umori quotidiani</a> del proprio elettorato. Nonostante i ripetuti vertici, le divergenze sono continuamente aumentate. Il risultato è che le uniche decisioni prese riguardano la diminuzione del deficit: decisioni necessarie e sacrosante ma che, imposte in modo indiscriminato e senza misure di rilancio, non possono che portare ad un aggravamento della situazione economica. Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni, già tristemente orientate <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">verso il segno meno</a> per tutto l’anno in corso, sono continuamente <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20111229_141825.shtml" target="_blank">corrette al ribasso</a>. Se si parla di un <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/22/news/italia_recessione_effetti-27031568/?rss" target="_blank">calo del due per cento</a> del reddito si passa quasi per ottimisti. Continuando così l’esito è segnato.</p>
<p>Mi sembra tuttavia che qualcosa si stia muovendo ed è l’atteggiamento della Francia. Da tanti mesi era evidente che i vertici a due fra <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">Francia e Germania</a> mettevano solo in luce una crescente disparità fra i due paesi. Come ho più volte sottolineato, l’interesse francese non è più quello di reggere l’impossibile confronto con la Germania ma di costituire la forza aggregante di una nuova solidarietà europea comprendente un vasto numero di paesi, a cominciare dall’Italia e dalla Spagna.</p>
<p>Forse spinto dal progressivo evidenziarsi delle proprie debolezze, forse convinto della serietà delle intenzioni italiane, il presidente Sarkozy sembra finalmente orientarsi verso questa politica di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/07/Monti_Sarkozy_asse_per_euro_co_8_120107037.shtml" target="_blank">forzata ed interessata solidarietà</a> nei confronti dell’Italia. L’incontro di Parigi fra <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">Sarkozy e Monti</a> è, a mio parere, più importante dell’interpretazione che ne è stata data: Essa denota infatti un cambiamento nell’analisi della realtà europea che può preparare una strategia di lotta contro la crisi di cui non sono stati capaci gli asfittici vertici degli scorsi mesi. Una politica che, se vuole avere risultati positivi, dovrà per forza adottare gli strumenti necessari allo scopo, e cioè l’<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-missione-di-draghi-alla-bce-non-usare-linflazione-per-uscire-dalla-crisi_3104.html" target="_blank">allargamento dei poteri</a> della Banca Centrale Europea e l’emissione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>, con tutte le garanzie necessarie per tranquillizzare i risparmiatori tedeschi. Può nascere insomma  una solidarietà interessata, capace di imprimere all’Europa una politica non esclusivamente depressiva come quella che la Germania ha imposto nello scorso anno. L’incontro di Parigi dimostra che l’Italia ha ancora le carte in mano per entrare tra i protagonisti di questa possibile nuova politica.</p>
<p>Per ricoprire questo ruolo abbiamo naturalmente <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/monti-e-persona-coerente-e-severa-ridara-credibilita-allitalia_4127.html" target="_blank">bisogno di credibilità</a>, di essere cioè capaci di diminuire anno per anno, con la pazienza e la laboriosità delle formiche, il nostro debito. Questo naturalmente non può avvenire con un ulteriore inasprimento delle imposte, già vicine al limite di rottura. Diventa perciò assolutamente prioritaria la guerra contro l’evasione fiscale, anche se gli episodi di questi giorni dimostrano purtroppo che non tutti ne sono convinti.</p>
<p>Di fronte a una semplice e doverosa applicazione delle norme di legge che obbligano al <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/si-accorgono-solo-ora-che-levasione-e-vastissima-e-questa-che-produce-il-deficit_3747.html" target="_blank">controllo sull’evasione fiscale</a> si è infatti scatenata una forsennata contesa sui modi (forse poco aggraziati) con cui sono avvenuti i doverosi controlli. Si è arrivati al punto di indicare come colpevole l’Agenzia delle Entrate, che ha fatto solo il proprio dovere, con un azione che mi auguro prolungherà nel tempo ed estenderà nello spazio. E mi auguro anche che tutti coloro che hanno un ruolo educativo prendano <a href="http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=13743" target="_blank">sul serio le parole</a> dette ieri dal Presidente Monti, che ci ha ricordato che <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=175924&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">le mani in tasca agli Italiani</a> non le mette lo Stato ma le mettono gli evasori. Perchè l’evasione è una violazione dei principi etici e di solidarietà. La vera debolezza italiana non è infatti la mancanza di risorse ma è quella di vivere in un paese in cui <a href="http://www.unita.it/culture/evasore-a-chi-non-si-faccia-br-il-gioco-dei-polli-di-trilussa-1.300101" target="_blank">è normale chiedere</a> “cento euro senza ricevuta o centocinquanta con la ricevuta”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%e2%80%9ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/libri/dieci-anni-con-leuro-in-tasca_4380.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/libri/dieci-anni-con-leuro-in-tasca_4380.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ulivo]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4380</guid>
		<description><![CDATA[Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca
Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da Aliberti
dicembre 2011 &#8211; ISBN: 9788874248544
Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4382" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</strong></p>
<p>Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da <a href="hhttp://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=romano-prodi-jacques-delors-dieci-anni-con-leuro-in-tasca" target="_blank">Aliberti</a></p>
<p>dicembre 2011 &#8211; ISBN: <a href="http://www.ibs.it/code/9788874248544/degli-esposti-massimo-giacomin/conversazione-con-romano-prodi.html?shop=4048" target="_blank">9788874248544</a></p>
<p><em>Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani non sono convinti della scelta compiuta abbandonando la vecchia lira. Alcuni la rimpiangono, pensano che l’euro ci abbia reso tutti più poveri. tanti vedono invece nella moneta unica un grande successo tecnico, finanziario ed economico. Cosa ne pensano i tre padri fondatori dell’euro Romano Prodi, Jacques Delors e Helmut Kohl? Un dialogo con loro nel pieno di una bufera economica e finanziaria che rischia di mandare in frantumi la moneta unica. Una valutazione storica, una rilettura del recente passato, uno sguardo sul futuro.</em></p>
<p>Il sogno di grandi uomini, realizzato per disinnescare le cause dei sanguinosi conflitti che straziarono il Vecchio continente per molti secoli della sua storia. Un imperativo morale per instillare germi di un comune sentire tra popoli troppo vicini e troppo stretti per non intrecciarsi reciprocamente. Un progetto per lanciare l&#8217;Europa nello scenario ampio del mondo globale.</p>
<p>Con queste premesse, esattamente dieci anni fa &#8211; il primo gennaio 2002 &#8211; si materializzò nelle tasche di trecento milioni di europei un oggetto misterioso chiamato euro.</p>
<p>Molti l&#8217;accolsero come la panacea di tutti i mali, altri come una sorta di inesorabile punizione divina. Che ci abbia fatto del bene o del male è tuttora questione controversa, nell&#8217;opinione pubblica europea e in quella italiana in particolare. Ma la drammaticità degli scenari che abbiamo di fronte, ora che lo tsunami finanziario mondiale rischia di mandarlo in pezzi, ci costringe a una riflessione più profonda.</p>
<p>Come è nato e perché? Come ha inciso sulla nostra vita giorno per giorno? Come ha modificato usi e costumi di ogni cittadino e di ogni Paese? Insomma, ha fatto il suo dovere e quindi vai la pena di salvarlo?</p>
<p>Per Romano Prodi e Jacques Delors la questione non è nemmeno in discussione. Nel loro bilancio, fra aspettative e risultati, errori e omissioni, il dibattito di questi giorni è solo cronaca. La storia, invece, si può rallentare, forse sospendere, ma non si può fermare. L&#8217;euro vivrà.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/libri/dieci-anni-con-leuro-in-tasca_4380.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/oggi-mancano-i-leader-visionari-ma-leuropa-senza-leuro-sarebbe-barbara_4316.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/interviste/oggi-mancano-i-leader-visionari-ma-leuropa-senza-leuro-sarebbe-barbara_4316.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4316</guid>
		<description><![CDATA[Intervista all&#8217;euroconvinto ex presidente della commissione di Bruxelles
Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara
Intervista di Massimo Degli Esposti a Romano Prodi su Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione del 31 dicembre 2011
Nessuno più di Romano Prodi ha legato il suo nome all&#8217;euro.
Presidente che effetto le fa vederlo oggi sull&#8217;orlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4322" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro2-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Intervista all&#8217;euroconvinto ex presidente della commissione di Bruxelles</p>
<p><strong>Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara</strong></p>
<p>Intervista di Massimo Degli Esposti a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=37" target="_blank"><strong>Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione</strong></a> del 31 dicembre 2011</p>
<p>Nessuno più di Romano Prodi ha legato il suo nome all&#8217;euro.</p>
<p><em>Presidente che effetto le fa vederlo oggi sull&#8217;orlo del baratro?</em></p>
<p>&#8220;Penso proprio che non siamo sull&#8217;orlo del baratro perchè, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank">se cadiamo  noi</a> italiani, cade tutto il sistema e nessuno se lo può permettere. E&#8217;  vero che c&#8217;è molta paura, ma esiste anche la razionalità. Facciamo  un&#8217;analisi: la crisi è scoppiata negli Stati Uniti, e la crisi europea è  di diretta e totale derivazione dalle regole di mercato costruite  soprattutto negli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p><em>Però ha evidenziato anche debolezze strutturali dell&#8217;Europa&#8230;</em></p>
<p>&#8220;In effetti manca uno strumento strutturale per gestire gli squilibri  economici proprio perchè non si è riusciti a completare i necessari  processi di decisione. Occorre affiancare alla politica monetaria una  vera e <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">propria politica economica</a>. Ma questo non può essere raggiunto  col voto all&#8217;unanimità. Quello che la crisi sta insegnandoci, infatti, è  che l&#8217;unanimità come metodo per prendere le decisioni a livello europeo  non funziona più. Si deve passare al principio del voto a maggioranza.  Questo naturalmente comporta anche il riconoscimento del diritto di  recesso. Nell&#8217;Unione europea è necessaria una porta d&#8217;entrata e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">una  porta d&#8217;uscita</a>&#8220;.</p>
<p><em>Lei pensa che ci si arriverà?</em></p>
<p>&#8220;Penso di sì. Prima di lasciare che un Paese vada alla deriva ci si  pensa mille volte. Quello che stiamo facendo come europei è arrivare  ogni volta <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/se-proprio-francia-e-germania-non-avessero-detto-no-le-misure-proposte-dalla-mia-commissione-avrebbero-impedito-la-crisi-greca_3817.html" target="_blank">sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso</a> e poi tornare indietro. E pensare che  la California, sul piano della finanza pubblica, molto peggio della  Grecia; ma negli Stati Uniti c&#8217;è un enorme bilancio federale che  garantisce. Insomma i problemi finanziari dell&#8217;euro derivano dal fatto  che l&#8217;euro non ha alle spalle una politica completa e organica&#8221;.</p>
<p><em>Come mai non s&#8217;affrontò questo problema già allora?</em></p>
<p>&#8220;Ricordo che alla mia obiezione sull&#8217;incongruenza di un&#8217;Unione monetaria  che non comprendeva un coordinamento delle politiche economiche e  fiscali, Kohl rispondeva che per il momento non si poteva fare di più e  che il perfezionamento del progetto sarebbe avvenuto in seguito. Ed era  una risposta saggia e realistica. Nessunoi poteva immaginare,allora, che  il passare del tempo avrebbe reso molto più difficile qualsiasi cammino  in questa direzione&#8221;.</p>
<p><em>Perchè?</em></p>
<p>&#8220;Una volta raggiunti i grandi risultati dell&#8217;euro e dell&#8217;allargamento, è  arrivata l&#8217;Europa della paura. Direi soprattutto la paura di non  farcela, di non essere in grado di affrontare la globalizzazione. La  conseguenza è stata un progressiva chiusura verso l&#8217;esterno, i rigurgiti  di interessi locali e nazionali, irrazionalità, populismo. Questo  atteggiamento non è contro-bilanciato da una leadership capace di  visioni di largo respiro strategico&#8221;.</p>
<p><em>Mancano i nuovi Kohl, Delors, De Gasperi?</em></p>
<p>&#8220;Quelli di oggi sono leader nazionali. A volte forti, ma mai europei. I visionari non ci sono più&#8221;.<br />
<em><br />
Pensa ai diktat tedeschi?</em></p>
<p>&#8220;Adesso non c&#8217;è dubbio che la Germania sia il Paese più forte. Ma è  ancora più vero che la Germania è, a sua volta, troppo debole nei  confronti di un mondo in cui a <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">essere soli non si conta</a> nulla&#8221;.</p>
<p><em>Quindi, conferma la sua fede nel progetto europeo?</em></p>
<p>&#8220;I padri fondatori dell&#8217;euro capirono che l&#8217;Europa non ne poteva più  della guerra, che era esausta, sfiancata e interpretarono questo  sentimento, questo desiderio di resurrezione, di riscatto, di pace.  L&#8217;euro è stato frutto di una felice combinazione di interessi,  soprattutto fra la Germania che aveva fretta di finirla definitivamente  con l&#8217;anomalia tedesca e legarsi in modo indissolubile all&#8217;Europa e la  Francia che ebbe l&#8217;intelligenza di puntare sull&#8217;integrazione e non sulla  contrapposizione con la Germania. Fu treno preso al volo, con un  pizzico di irrazionalità ma tanta visione storica&#8221;.</p>
<p><em>E l&#8217;interesse italiano?</em></p>
<p>&#8220;Io avevo l&#8217;obiettivo nazionale di finirla con un&#8217;economia che si  adattava al non progresso perchè si poteva sempre salvare con la  svalutazione. Volevo mettere l&#8217;Italia di fronte alla necessità di  adottare una disciplina virtuosa&#8221;.</p>
<p><em>Obiettivo centrato?</em></p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia entrò nell&#8217;euro con una buona capacità competitiva e con un  rapporto di cambio favorevole. Il fatto è che da allora non abbiamo più  incrementato la produttività, mentre gli altri hanno fatto salti in  avanti enormi&#8221;.</p>
<p><em>Cosa ci è mancato?</em></p>
<p>&#8220;Il cambiamento è una filosofia che non è ancora stata appresa dal Paese. Però guai pensare che non sia necessaria&#8221;.<br />
<em><br />
E&#8217; preoccupato per l&#8217;Italia?</em></p>
<p>&#8220;Continuiamo a ristagnare, a <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/paura-per-linflazione-ma-il-vero-nemico-e-la-recessione_4207.html" target="_blank">non sbloccare niente</a> dell&#8217;economia. Dopo la  grande illusione berlusconiana ormai c&#8217;è la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/al-g20-processata-non-leconomia-italiana-ma-lincapacita-del-nostro-governo_4099.html" target="_blank">rassegnazione</a> a vivere in  un Paese perdente&#8221;.</p>
<p><em>Un&#8217;Europa senza euro?</em></p>
<p>&#8220;Credo che per i giovani di oggi immaginare una vita senza l&#8217;euro sia  impensabile. Per loro credo che l&#8217;euro sia una cosa naturale;  toglierglielo sarebbe un motivo di imbarbarimento&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/interviste/oggi-mancano-i-leader-visionari-ma-leuropa-senza-leuro-sarebbe-barbara_4316.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4318</guid>
		<description><![CDATA[Dossier 2002-2012
L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 dicembre 2011
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, il primo acquisto in euro. In un chiosco di una Vienna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4319" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>Dossier 2002-2012</p>
<p><strong>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 31 dicembre 2011<br />
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, <a href="http://www.repubblica.it/online/economia/euroecco/feste/feste.html" target="_blank">il primo acquisto in euro</a>. In un chiosco di una Vienna in  festa abbiamo comprato un beneaugurante mazzo di fiori per le nostre  rispettive consorti.</p>
<p>L&#8217;atmosfera gioiosa non era fuori luogo perchè, con quel gesto  simbolico, si celebrava un <a href="http://m.sky.it/tg24/economia/2011/12/03/crisi_euro_blob_dichiarazioni_nascita_moneta_unica_2001_monti_prodi_berlusconi_bersani_bossi" target="_blank">avvenimento di importanza storica</a>: per la  prima volta un folto gruppo di Paesi abbandonava la propria moneta per  abbracciare una valuta comune. Con questa decisione essi rinunciavano a  uno dei due fondamenti della sovranità, cioè la moneta, in attesa di  condividere con i Paesi fratelli anche l&#8217;altro pilastro della Stato  moderno, e cioè l&#8217;esercito. Una decisione che voltava definitivamente le  spalle al passato europeo di guerre e di sangue e che, nello stesso  tempo, era in grado di inserire l&#8217;Europa tra i grandi protagonisti della  politica e dell&#8217;economia mondiale. Con la moneta unica l&#8217;Unione Europea  si candidava a entrare tra i costruttori della globalizzazione ormai in  corso e non più arrestabile.</p>
<p>Il traguardo dell&#8217;euro coronava un cammino lungo e difficile, durante il  quale le politiche dei diversi Paesi avevano dovuto adattarsi alle  regole comuni con l&#8217;adozione di cambiamenti radicali. A partire  dall&#8217;Italia, che aveva accumulato ingenti debiti e aveva vissuto gli  ultimi trent&#8217;anni in una devastante inflazione e una continua  svalutazione. Fu quindi un cammino molto difficile e si arrivò al  traguardo solo per la comunanza di obiettivi da parte dei leader dei  principali Paesi europei: Germania, Francia, Italia e Spagna decidevano  di mettere definitivamente in comune il proprio destino.</p>
<p>Non ci nascondevamo le difficoltà di un simile decisione ed eravamo  coscienti che a questa ne dovevano seguire altre, perchè non è possibile  avere <a href="http://www.romanoprodi.it/la-mia-visione-dei-fatti" target="_blank">una moneta comune</a> senza condividere le linee di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">una comune  politica economica</a>. Ricordo quante volte sollevai questo problema,  ammonendo che senza realizzare quest&#8217;obiettivo una crisi sarebbe stata <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99unione-politica-che-non-c%E2%80%99e-se-leuropa-rinuncia-a-salvare-la-grecia_1387.html" target="_blank"> prima o poi inevitabile</a>. Ricordo le sagge risposte del cancelliere Kohl,  che replicava dicendo che nemmeno Roma era stata edificata in un giorno  e che le decisioni necessarie per fare convergere le politiche  economiche sarebbero state prese in seguito, con il tempo e la  ponderazione necessari. Una risposta saggia, che non poteva però tenere  conto del progressivo cambiamento dello spirito pubblico e delle  leadership politiche europee.<br />
Agli anni della speranza sarebbero infatti seguiti gli anni della paura:  paura della globalizzazione, paura della disoccupazione, paura della  Cina. Paure che si potevano vincere solo con un&#8217;Europa unita e che  invece hanno finito con interrompere il suo cammino verso l&#8217;unità e  favorire il dilagare del populismo.</p>
<p>Eppure per otto anni l&#8217;euro ha funzionato come doveva, riducendo  l&#8217;inflazione, obbligando i Paesi a una maggiore disciplina di bilancio  e, attraverso la diminuzione dei tassi di interesse, rendendo possibile  il mantenimento dell&#8217;equilibrio finanziario anche nei Paesi pesantemente  indebitati, come l&#8217;Italia. Le divergenze nelle politiche economiche  hanno tuttavia reso quest&#8217;equilibrio sempre più precario, fino a che la  crisi greca non ha messo a nudo le differenze di efficienza e di  produttività che si erano accumulate dopo la costruzione dell&#8217;euro.</p>
<p>La <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/spegnere-lincendio-tenendo-saldi-i-conti-senza-questo-non-si-puo-neanche-pensare-alla-crescita_3357.html" target="_blank">crisi greca</a> che, per le sue modeste dimensioni, avrebbe potuto essere  <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">l&#8217;occasione per costruire</a> quella politica di coesione ritenuta  necessaria fin dal momento della fondazione dell&#8217;euro, ha segnato invece  <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">l&#8217;inizio di una turbolenza</a> che non ha ancora avuto termine. La zona  euro, che globalmente gode di una situazione della finanza pubblica di  gran lunga migliore di quella degli Stati Uniti, è ora vittima di una  crisi che, per ironia della sorte, è proprio partita dagli Stati Uniti.</p>
<p>La politica unitaria americana ha trasformato in forza la sua debolezza,  mentre le divisioni europee hanno trasformato la forza europea in  debolezza. Oggi il nostro dovere è quindi quello di perseguire una  politica unitaria anche se non omogenea, perchè ogni governo deve fare  la sua parte ma al seguito di una guida generale e concordata.  All&#8217;Italia spetta il duro compito di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">porre un freno agli squilibri</a> fra  spese ed entrate che, negli ultimi anni, hanno eroso i vantaggi  accumulati dalla provvidenziale caduta dei tassi di interesse provocata  dall&#8217;introduzione dell&#8217;euro. E questo lo sta facendo il governo Monti.</p>
<p>Tuttavia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">i compiti a casa</a> non basteranno mai se non si ritorna alle  fondamenta dell&#8217;euro, per cui ogni Paese deve fare il suo dovere ma  sotto un&#8217;autorità europea in grado di stabilire quali siano questi  doveri e di farli rispettare sia quando la deviazione avviene in Italia  sia quando, come è capitato nella prima fase della vita dell&#8217;euro, erano  proprio la Germania e la Francia ad allontanarsi dalle regole comuni.</p>
<p>Il direttorio a uno (cioè della sola Germania) non si è dimostrato  capace di costruire l&#8217;unità indispensabile per difendere tutti noi  europei dalla speculazione internazionale. E&#8217; inutile girare attorno al  problema. O noi costruiamo gli strumenti comuni ormai noti, e cioè un  reale potere della <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">Banca centrale europea e gli eurobond</a> per una comune  difesa della moneta, o la crisi continuerà a lungo, perchè contrastata  da azioni sempre deboli e ritardate.</p>
<p>Nonostante tutto ciò, penso che l&#8217;euro non solo si salverà ma celebrerà  molte altre decine di compleanni perchè esso costituisce la forza della  Germania e la sicurezza di tutti gli altri Paesi europei. La sua caduta  non conviene a nessuno: le conseguenze di una sua dissoluzione sarebbero  per tutti catastrofiche. Mentre <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania perderebbe ogni vantaggio</a> commerciale con una valuta in salita verso le stelle, l&#8217;Italia si  ritroverebbe di nuovo nel gorgo dell&#8217;inflazione e nell&#8217;oppressione di  insostenibili tassi di interesse.</p>
<p>L&#8217;uscita dalla crisi dell&#8217;euro sarà quindi lenta e faticosa, perchè deve  percorrere una strada piena di paure e pregiudizi, ma non vi è alcuna  alternativa. Forse non è questo il modo più gioioso di celebrare un  compleanno ma è almeno consolante pensare che i prossimi compleanni  sicuramente ci saranno e soprattutto saranno migliori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il tandem Berlino-Parigi ha fallito. Portare a termine il progetto dell&#8217;Euro</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4308</guid>
		<description><![CDATA[Prodi: via a Eurobond e SuperBCE. Il tandem Berlino-Parigi ha fallito
Intervista di Andrea Bonanni a Romano Prodi su La Repubblica del 28 dicembre 2011
Professor Prodi, dieci anni fa l`euro entrava per la prima volta nelle tasche dei cittadini. Oggi ci ritroviamo per una celebrazione o per un funerale?
«Diciamo che siamo di fronte alla necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/2F10494A470D1354.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4314" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/2F10494A470D1354.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a>Prodi: via a Eurobond e SuperBCE. Il tandem Berlino-Parigi ha fallito</strong></p>
<p>Intervista di Andrea Bonanni a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=28-12-2011&amp;pdfIndex=49" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 28 dicembre 2011</p>
<p><em>Professor Prodi, dieci anni fa l`euro entrava per la prima volta nelle tasche dei cittadini. Oggi ci ritroviamo per una celebrazione o per un funerale?</em></p>
<p>«Diciamo che siamo di fronte alla <a href="http://www.asca.it/news-Euro__Prodi__progetto_incompiuto__Berlino_Parigi_rovinato_Ue(Repubblica)-1108777-FOT.html" target="_blank">necessità di una rifondazione</a>. Dobbiamo prendere atto dell`incompiutezza di quel progetto e <a href="http://www.diariodelweb.it/Articolo/Politica/?d=20111228&amp;id=230299" target="_blank">portarlo a termine</a>. Del resto anche allora io andavo dicendo che non si poteva avere una politica monetaria unica senza una politica economica comune. Ma la reazione, di Kohl come di Chirac, fu netta: è meglio rinviare la fase due»</p>
<p><em>Più che rinviarla, se la sono dimenticata…</em></p>
<p>«Sì. Perché l`Europa è cambiata. E` cominciata l`era della Grande Paura. Paura della globalizzazione. Paura della Cina. Paura del futuro. E la Germania si è fatta paladina di queste paure. Così tutto il processo si è rallentato. E quando è arrivata la tempesta non solo mancavano gli strumenti per affrontarla, ma anche la voglia di uscire dai porticcioli protetti degli egoismi nazionali».</p>
<p><em>Non le sembra che quella della globalizzazione fosse un paura giustificata?</em></p>
<p>«Non ha senso fuggire di fronte all`inevitabile. La globalizzazione ci impone una sfida. Ma era folle pensare di poterla evitare».</p>
<p><em>Nel suo libro appena uscito, “Dieci anni con l`euro in tasca” in cui dialoga con Delors, si dimostra ottimista sul futuro della moneta unica. Perché?</em></p>
<p>«Per la Germania l`uscita dall`euro sarebbe una tragedia mai vista. Certo, c`è una dose di schizofrenia nella politica europea: l` analisi guarda al futuro, ma la prassi pensa solo al presente immediato. Si <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">dà addosso alla Grecia pensando</a> alle elezioni in Nordrhein-Westfalen. Ma anche la schizofrenia ha un limite».</p>
<p><em>Eppure avrà sentito anche lei <a href="http://www.socialistalab.it/lettere.asp?id_elemento_lettere=3032" target="_blank">le voci</a> secondo cui la Germania starebbe <a href="http://affaritaliani.libero.it/economia/eurocrisi_ritorno_al_marco30112011.html?refresh_ce" target="_blank">stampando</a> in Svizzera i nuovi marchi…</em></p>
<p>«Sì, le ho sentite. Ma sono, appunto, voci. Se si tornasse all` euro tedesco e all` euro italiano, il rapporto salirebbe immediatamente verso l`uno a due. E <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania smetterebbe</a> di esportare. Nell`ultimo anno la Germania ha registrato un surplus commerciale di 200 miliardi, di cui metà verso la zona euro. Sarebbe cancellato in un attimo».</p>
<p><em>Chi avrebbe immaginato, solo pochi mesi prima che avvenisse, la fine dell`Urss? Non potrebbe accadere lo stesso con l`euro?</em></p>
<p>«Non credo. Quello sovietico era un sistema che aveva accumulato errori tali da non reggere più. L` euro, invece, è stato un elemento di stabilità e di progresso. In questi dieci anni l`industria europea si è andata rafforzando molto più di quella americana. Abbiamo imparato a vivere con una moneta forte. I Paesi del Golfo e la Cina aspettano solo una politica di buonsenso da parte degli europei per riequilibrare le loro riserve valutarie a favore dell` euro».</p>
<p><em>E quale sarebbe questa politica di buonsenso?</em></p>
<p>«Una moneta comune va difesa con strumenti comuni. Occorre che <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/12/28/visualizza_new.html_18463188.html" target="_blank">la Bce sia autorizzata a fare il proprio lavoro</a>, come lo fa la Fed. E occorre che gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">eurobond</a>, garantiti dall`oro delle banche centrali nazionali, consentano non solo di difendere il debito, ma anche di rilanciare gli investimenti, come hanno fatto Cina e Usa nel momento del bisogno».</p>
<p><em>I tanti errori della coppiaMerkelSarkozy erano evitabili?</em></p>
<p>«Se governano in base ai sondaggi di opinione, no»</p>
<p><em>Ma in democrazia si può fare altrimenti?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/index_archivio.html" target="_blank">Io l`ho fatto</a>: dalle carceri, alla politica di cittadinanza, all`immigrazione. E ne ho pagato il prezzo. Ma non ho rimpianti».</p>
<p><em>Oggi l`Europa è più tedesca che mai…</em></p>
<p>«E lo è per colpa della Francia. Parigi ha voluto contenere da sola la Germania senza averne il peso. Questo <a href="http://borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=938118&amp;lang=it" target="_blank">direttorio a due ha rovinato l`Europa</a>, perché in realtà <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">a comandare è solo la Germania</a>. E Berlino insegue solo il suo interesse immediato».</p>
<p><em>Ma se i grandi sbagliano impunemente, e i deboli, come è successo in Portogallo, Grecia e Italia, sono costretti a cambiare governi democraticamente eletti, che fine fa la democrazia?</em></p>
<p>«La democrazia va sempre in crisi se non si porta il processo democratico al livello in cui si prendono le decisioni vere, se il “potere del popolo” si esercita là dove non c`è più potere reale. E` quanto sta succedendo in Europa».</p>
<p><em>Allora non c`è via di uscita? </em></p>
<p>«Tanto per cominciare sono convinto che, come si sono dovuti cambiare i dirigenti dei Paesi perdenti, gli errori che si stanno accumulando sono talmente madornali che si finirà per cambiare anche quelli dei Paesi cosiddetti forti. La crisi economica dell`Europa, che è ormai inevitabile, si scaricherà su quelli che, a torto o a ragione, hanno avuto la pretesa di dirigerla. E a quel punto si potranno riaprire tutti i giochi».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno. Nessuna crescita senza un nuovo patto europeo</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%e2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%e2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4290</guid>
		<description><![CDATA[Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4293" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;</strong><br />
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo iniqua&#8221;</p>
<p>Articolo di Luca Bortolotti su <strong>La Repubblica</strong> del 21 dicembre 2011</p>
<p>“<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Cara Merkel, basta</a> con questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”. Romano Prodi oggi era a Bologna per augurare buon Natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a>, in un inconsueto appuntamento alle 7,30 del mattino, e ha colto l’occasione per scattare un’istantanea della situazione economico-politica che ha segnato il 2011 e guardare verso il 2012.</p>
<p>“L’Italia si dovrà preparare a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato&#8221;, avverte il Professore. &#8220;I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo&#8221;. Un’Europa che Prodi vede “percorsa da divisioni che le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”, tra una Germania “troppo forte per l’Europa e troppo debole per il mondo” e un’Italia “che ha difficoltà a trovare la sua posizione in un direttorio sempre più a due (Francia e Germania, appunto, ndr)”.</p>
<p>Le elezioni in Francia e, soprattutto, Usa, che segneranno il 2012, pur “simbolo di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">una politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”, potrebbero aiutare l’Europa e la sua economia. “Obama è preoccupato che la crisi dell’eurosi rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Un pensiero anche al movimento degli <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_21/tam-tam-indignados_76c1ae32-8372-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml" target="_blank">Indignados</a>: “Non si capisce bene dove possa arrivare; a differenza dei movimenti degli anni ’60-’70 non hanno leader, filosofi di riferimento, anche i loro cantanti sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">non si ferma</a>, perché è legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ’80 ad oggi”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%e2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

