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	<title>Romano Prodi &#187; L&#8217;Ulivo</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca
Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da Aliberti
dicembre 2011 &#8211; ISBN: 9788874248544
Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4382" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</strong></p>
<p>Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da <a href="hhttp://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=romano-prodi-jacques-delors-dieci-anni-con-leuro-in-tasca" target="_blank">Aliberti</a></p>
<p>dicembre 2011 &#8211; ISBN: <a href="http://www.ibs.it/code/9788874248544/degli-esposti-massimo-giacomin/conversazione-con-romano-prodi.html?shop=4048" target="_blank">9788874248544</a></p>
<p><em>Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani non sono convinti della scelta compiuta abbandonando la vecchia lira. Alcuni la rimpiangono, pensano che l’euro ci abbia reso tutti più poveri. tanti vedono invece nella moneta unica un grande successo tecnico, finanziario ed economico. Cosa ne pensano i tre padri fondatori dell’euro Romano Prodi, Jacques Delors e Helmut Kohl? Un dialogo con loro nel pieno di una bufera economica e finanziaria che rischia di mandare in frantumi la moneta unica. Una valutazione storica, una rilettura del recente passato, uno sguardo sul futuro.</em></p>
<p>Il sogno di grandi uomini, realizzato per disinnescare le cause dei sanguinosi conflitti che straziarono il Vecchio continente per molti secoli della sua storia. Un imperativo morale per instillare germi di un comune sentire tra popoli troppo vicini e troppo stretti per non intrecciarsi reciprocamente. Un progetto per lanciare l&#8217;Europa nello scenario ampio del mondo globale.</p>
<p>Con queste premesse, esattamente dieci anni fa &#8211; il primo gennaio 2002 &#8211; si materializzò nelle tasche di trecento milioni di europei un oggetto misterioso chiamato euro.</p>
<p>Molti l&#8217;accolsero come la panacea di tutti i mali, altri come una sorta di inesorabile punizione divina. Che ci abbia fatto del bene o del male è tuttora questione controversa, nell&#8217;opinione pubblica europea e in quella italiana in particolare. Ma la drammaticità degli scenari che abbiamo di fronte, ora che lo tsunami finanziario mondiale rischia di mandarlo in pezzi, ci costringe a una riflessione più profonda.</p>
<p>Come è nato e perché? Come ha inciso sulla nostra vita giorno per giorno? Come ha modificato usi e costumi di ogni cittadino e di ogni Paese? Insomma, ha fatto il suo dovere e quindi vai la pena di salvarlo?</p>
<p>Per Romano Prodi e Jacques Delors la questione non è nemmeno in discussione. Nel loro bilancio, fra aspettative e risultati, errori e omissioni, il dibattito di questi giorni è solo cronaca. La storia, invece, si può rallentare, forse sospendere, ma non si può fermare. L&#8217;euro vivrà.</p>
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		<title>Ci manca il coraggio di Andreatta</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/ci-manca-il-coraggio-di-andreatta_4260.html</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 06:49:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Andreatta, etica e azione. Per me è stato tutto»
Il ricordo commosso dell&#8217;ex premier: &#8220;mai allineato con le idee dominanti. Determinante per la nascita dell&#8217;Ulivo, ma la sua lezione non è stata seguita&#8221;
Intervista di Simone Collini a Romano Prodi su L&#8217;Unità del 15 dicembre 2011
Rientro qui per la prima volta dopo la caduta del governo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/BeniaminoAndreatta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4268" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/BeniaminoAndreatta-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>«Andreatta, etica e azione. Per me è stato tutto»</strong></p>
<p>Il ricordo commosso dell&#8217;ex premier: &#8220;mai allineato con le idee dominanti. Determinante per la nascita dell&#8217;Ulivo, ma la sua lezione non è stata seguita&#8221;</p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1890NU" target="_blank">Intervista</a> di Simone Collini a Romano Prodi su <a href="http://www.unita.it/italia/prodi-ci-manca-il-coraggio-di-andreatta-1.362735" target="_blank"><strong>L&#8217;Unità</strong></a> del 15 dicembre 2011</p>
<p>Rientro qui per la prima volta dopo la caduta del governo e provo una certa emozione». «Qui» è il palazzo di Montecitorio e il governo a cui fa riferimento ovviamente non è quello Berlusconi ma il suo, quello terminato nel giugno di tre anni fa. Romano Prodi <a href="http://www.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-47f16cd3-e64c-47c9-8f8b-a8003cb3aa5b.html?refresh_ce" target="_blank">torna alla Camera</a> per ricordare Beniamino Andreatta, in occasione della <a href="http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Archivio?IdEvento=4651&amp;IdIntervento=2665" target="_blank">presentazione di un libro</a> curato da Enrico Letta che raccoglie i discorsi parlamentari dell’economista e politico scomparso nel <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/morto-andreatta/morto-andreatta/morto-andreatta.html" target="_blank">2007</a> dopo essere rimasto oltre sette anni in coma. <a href="http://it.notizie.yahoo.com/andreatta-prodi-si-commuove-per-e-stato-tutto-180400978.html" target="_blank">«Per me è stato tutto»</a>, dice con un filo di voce l’ex presidente del Consiglio. «Ho cominciato a lavorare con lui nel ‘63 e ho finito quando è finito tutto». Cioè quando è arrivata la «tragedia», il grave <a href="http://www.repubblica.it/online/politica/andreatta/malore/malore.html" target="_blank">malore</a> nel <a href="http://www.repubblica.it/online/politica/andreatta/coma/coma.html" target="_blank">dicembre ‘99</a> durante una seduta parlamentare per il voto della Finanziaria che lo ha «reso per tanti anni silenzioso», fino al marzo di quattro anni fa.<br />
<em><br />
Che ricordo conserva del vostro rapporto personale?</em></p>
<p>«Quando ero suo assistente universitario e poi suo collega all’Università di Bologna avevamo colloqui interminabili, non c’era giorno e non c’era notte. Con noi ha sempre avuto il ruolo di leader intellettuale, ma questo era scontato. Quello che non era scontato è che avesse anche un ruolo di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-15/lezione-rigore-andreatta-063935.shtml?uuid=Aa1DlPUE" target="_blank">guida etica</a>, con i suoi valori etici e anche religiosi applicati ma non ostentati. Li traduceva in azione senza, come diceva lui, la sacrilega intenzione di coinvolgere Dio nelle sue scelte».<br />
<em><br />
Quanto questo atteggiamento ha contribuito alla costruzione dell’Ulivo?</em></p>
<p>«<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/27/Andreatta_ritratto_cazzullo.shtml" target="_blank">Moltissimo</a>, anche se poi ne ha forse complicato la crescita e la vita complessiva».</p>
<p><em>Cosa intende dire?</em></p>
<p>«Che è stata data la preferenza ad altre scelte e altre interpretazioni dei rapporti tra fede e politica. Interpretazioni assai diverse rispetto al concetto di responsabilità delle scelte dei cattolici che Andreatta aveva disegnato»&#8230;</p>
<p><em><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/Andreatta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4263" title="Andreatta" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/Andreatta-237x300.jpg" alt="Andreatta" width="237" height="300" /></a>Ora è qui per presentare una raccolta dei discorsi parlamentari di  Andreatta: qual è il loro tratto distintivo?</em></p>
<p>«Emerge la libertà di un pensiero estremamente originale, la forza personale nel sostenere idee e posizioni che da un lato mostravano un grande rispetto per il Parlamento, ma dall’altro sfidavano molto spesso il comune sentire dei singoli parlamentari. Andreatta aveva un modo di  interloquire sempre originale e coraggioso e tuttavia sempre fedele alla  linea presa. Il suo rispetto per il Parlamento era straordinario. Prendeva  sul serio ogni grande decisione ma anche i piccoli problemi che le Camere  dovevano affrontare, con spirito sempre illuminista e con, allo stesso  tempo una <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/14/Andreatta_uno_spirito_libero_co_9_111214037.shtml" target="_blank">feroce razionalità e una fantasia senza freni</a>».</p>
<p><em>Da presidente della commissione Bilancio del Senato Andreatta inisteva  sulla necessità di intervenire sul debito pubblico, argomento piuttosto  attuale oggi&#8230;</em></p>
<p>«Era capace di leggere in anticipo gli eventi e <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/23/andreatta-propone-una-cura-drastica-per-ridurre.html" target="_blank">precederli con proposte motivate</a>, anche se era provocatorio rispetto al pensiero dominante. Ha martellato durante tutti gli anni 80 sulla necessità di un assalto al debito pubblico, sull’abbattimento del deficit come condizione per la crescita, sul fatto che la severità vada richiesta al governo centrale come ai governi locali. Ricordo anche sue frasi tuonanti contro le promesse fiscali irrealizzabili, sull’errore di pensare, com’era allora convinzione nel Paese, che con l’inflazione si ungano le ruote del sistema. Diceva che ogni mancato aggiustamento oggi obbliga a una dura recessione domani».</p>
<p><em>Che peso ebbe il suo insegnamento nel rapporto costruito con l’Europa e  nell’entrata nell’Euro?</em></p>
<p>«Enorme, se si pensa che è stato proprio il suo martellare per quindici anni su questi temi che ha preparato l’opinione pubblica fino all’adesione all’Euro. A cominciare dal fatto, come diceva, che non possiamo avvicinarci all’Europa usando la svalutazione competitiva, uno strumento che distrugge l’anima di un Paese. Insisteva sull’europeismo senza compromessi ma aveva anche un’attenzione analitica per <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/131452/andreatta_che_amo_lo_stato_piu_del_partito" target="_blank">gli interessi del Paese</a>».</p>
<p><em>Andreatta è stato ministro della Difesa del suo primo governo, durante il quale l’Italia ha portato avanti la missione Alba, in Albania: come si conciliava questo con i suoi valori religiosi?</em></p>
<p>«Quella denominata Alba è stata <a href="http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1997/12/16/Politica/ALBANIA-IL-GRAZIE-DI-ANDREATTA-AI-SOLDATI-DI-ALBA_152200.php" target="_blank">una grande missione di pace</a> che ha in pochi mesi ricostruito uno Stato che stava candendo nella guerra civile. Nessuno pensava che un compito così importante e difficile potesse essere portato a termine in quattro mesi».</p>
<p><em>Che rapporto aveva con l’obiezione di coscienza?</em></p>
<p>«Era favorevole, ma era feroce contro l’obiezione di coscienza utilizzata come scappatoia. Diceva: non sia una cialtroneria. Un termine che usava di frequente per fenomeni che segnavano una degradazione dall’interesse pubblico a quello privato».</p>
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		<title>Tornare al governo del Paese con una strategia condivisa. Ma io non guiderò il Nuovo Ulivo</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/tornare-al-governo-del-paese-con-una-strategia-condivisa-ma-io-non-guidero-il-nuovo-ulivo_3793.html</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 18:29:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi dice no al nuovo Ulivo “Il parlamento mi sfiduciò, io ho chiuso”
Articolo di Martina Castigliani, Antonella Beccaria e Nicola Lillo su Il Fatto Quotidiano del 29 settembre 2011
Vendola disegna il futuro del centrosinistra e chiama in causa il Professore, ma la replica è secca: &#8220;Io ho smesso di fare politica, non ho smesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/Prodi_Vendola.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3794" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/Prodi_Vendola-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>Prodi dice no al nuovo Ulivo “Il parlamento mi sfiduciò, io ho chiuso”</strong></p>
<p>Articolo di Martina Castigliani, Antonella Beccaria e Nicola Lillo su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/bologna-vendola-disegna-il-nuovo-ulivo-prodi-e-il-nostro-punto-di-riferimento/160918/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 29 settembre 2011</p>
<p>Vendola disegna il futuro del centrosinistra e <a href="http://tv.repubblica.it/edizione/bologna/vendola-un-nuovo-ulivo/77130/75495" target="_blank">chiama in causa il Professore</a>, ma la replica è secca: &#8220;Io ho smesso di fare politica, non ho smesso di pensare&#8221;.</p>
<p>Parla di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/17/Bersani_nuovo_Ulivo_con_Pietro_co_9_110917014.shtml" target="_blank">un nuovo Ulivo</a>, il leader di Sel Nichi Vendola, guardando alle prossime elezioni che spera siano il più vicino possibile. Un centrosinistra capace di guardare al futuro, con un <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2011/09/29/591092-vendola_prodi_riferimento_nuovo_ulivo.shtml" target="_blank">punto di riferimento</a>: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=npYXA3TrXdw" target="_blank">Romano Prodi e la sua esperienza di governo</a>. E Prodi risponde: “Nel momento in cui il parlamento mi ha mandato a casa sfiduciandomi – dato che il parlamento è sacro – quel giorno ho smesso di fare politica. <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/prodi_vendola_napoleoni-22432881/" target="_blank">Ma non ho smesso di pensare</a>”.</p>
<p><a href="http://wwww.bolognatoday.it/eventi/scuola-di-citta.html" target="_blank">Al Nuovo Cinema Nosadella</a> l’ex premier Romano Prodi, Vendola, Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna, e Pierluigi Stefanini, numero uno di Unipol, parlano di crisi, di economia e del futuro dell’Italia nell’Unione Europea. L’occasione è la presentazione del libro <a href="http://www.wuz.it/recensione-libro/6237/ilcontagio-loretta-napoleoni.html" target="_blank">“Contagio. Perché la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie”</a> di Loretta Napoleoni che, a fronte dei richiami alla democrazia partecipativa, registra in coda la contestazione di alcuni cittadini che lo rivendicano, il diritto a “partecipare”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cw19a9IG-gk&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/cw19a9IG-gk&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>“Sono dibattiti pubblici, fateci parlare”, urla qualcuno dal pubblico. E netta Amelia Frascaroli, nel non concederla, dato che – dice – ci saranno altri spazi e continua a leggere il suo intervento che si conclude con la ripetuta domanda “<a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/marzano_donne-11862547/" target="_blank">se non ora quando?</a>”. E aggiunge: “Non riusciamo stasera ad aprire il dibattito. Ci sarà tutto l’inverno, questa è occasione di apertura di un discorso”.</p>
<p>Non si pronuncia mai il nome di Silvio Berlusconi, si parla di politica, quella vera, di economia e finanza. Se non quando Romano Prodi torna a riferirsi al centrosinistra invitandolo a una strategia condivisa per tornare al governo del Paese “altrimenti ci aspettano altri 25 anni di Berlusconi”. E poi, tra gli applausi del pubblico si corregge: “Anzi, ha detto che vivrà fino a 120 anni, oggi ne ha compiuti 75, quindi o ci sarà un’alternativa o <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20110930&amp;id=43499" target="_blank">45 anni saranno segnati</a>”.</p>
<p>La linea guida di tutto il dibattito è stata comunque la concertazione, il superamento di steccati, di barriere che chiudono da una parte e dell’altra. Nel corso delle due ore di confronto, è stata raccontata la storia di un’Europa vecchia non solo perché vecchio è l’aggettivo che accompagna il sostantivo “continente”. È vecchia perché si è lasciata catturare da un liberismo che, in modo bipartisan, pensa solo al contenimento istantaneo del debito e non pone le basi per una crescita.</p>
<p>Ma soprattutto perché ha devastato il concetto di fisco e tributi, destituiti dei loro riflessi e impieghi per il welfare. “Io, anche quando ero al governo, ero per una democrazia della ricevuta. Ma è andata a finire con un gran casino sia a destra che a sinistra e non gliene frega niente a nessuno”. Sempre schietto, il Professore, che dà pane al pane quando gli si chiede di economia e solidarietà. Mentre sfugge agli argomenti che Vendola, poco prima di partecipare al dibattito, aveva avanzato: necessità di una stagione nuova, mettendo “in campo <a href="http://tv.repubblica.it/edizione/bologna/vendola-un-nuovo-ulivo/77130/75495" target="_blank">un nuovo Ulivo</a> che sia capace di non impiccarsi all’albero delle ideologie, ma di essere in grado di convocare tutte le culture più avanzate per un programma di alternativa”. In quanto al coinvolgimento possibile dei centristi in un’ampia coalizione di opposizione al centrodestra, il presidente della Regione Puglia sostiene che “il Terzo polo lavora per una prospettiva, mi pare differente, rispetto al centrosinistra”, anche se l’idea di Nichi Vendola è quella di “aprire un cantiere largo, a difesa dei diritti sociali, dei lavoratori e dei diritti di libertà e tutti coloro che ci sono, sono i benvenuti”.</p>
<p>Una prospettiva che nasce da una certezza: “L’era Berlusconi è finita nella coscienza del paese. Cresce la rabbia e anche il disprezzo nei confronti di questa classe dirigente”. “Ovviamente – continua Vendola – l’agonia del centrodestra e di questo governo purtroppo si sta trasformando nell’agonia dell’Italia”.</p>
<p>Mentre Vendola viene assalito dai cronisti, Romano Prodi riesce a sviare le domande e correre all’interno del cinema. Nel corso del dibattito l’ex premier si concentra sul tema centrale, l’economia. In riferimento alla <a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml" target="_blank">lettera della Bce</a> pubblicata oggi dal Corriere della Sera: “quella lettera è tutto. È una lettera che mette le cose in chiaro ed è poi anche un atto dovuto, d’altronde al mondo ognuno fa il suo mestiere”. “La Bce – ha continuato l’ex premier – ha questo problema di garantire a tutti il rigore e il messaggio che manda a tutti i Paesi è questo, è come una lettera raccomandata”. Secondo Prodi non era un “messaggio inatteso. Sappiamo quella che è la situazione italiana e anche la data della lettera, nel massimo del caos assoluto, nella lite tra ministri, arriva <a href="http://www.university.it/ultimora/vedi_rubrica.php?NEWS=ADN20110929183654.xml" target="_blank">un ammonimento che era doveroso</a> dato lo stato di divisione del Paese e credo sia stato estremamente utile perché il Governo i giorni dopo provasse ad apparire almeno meno diviso. Poi non lo è stato, ma insomma…”.</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wzUygnDkX90?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/wzUygnDkX90?version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La crisi che si sta affrontando “è una crisi politica del mondo perché non c’è comando e in Italia ce ne è ancora meno”. “Quando il comando politico non c’è &#8211; prosegue Prodi- gli uomini della finanza hanno un enorme spazio in cui agire”. Una situazione in cui “c’è bisogno di politica e di saggezza”.</p>
<p>Poi, con un po’ di ironia, si chiede se il default sia pilotato: “Se si comincia con <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio-news/20:39/4041515" target="_blank">il default pilotato</a> vanno tutti in default. Chi lo pilota il default? Non lo pilota neanche Alonso”. E conclude: “Nella storia del mondo dalle crisi si è usciti o con l’inflazione o con le guerre. Noi abbiamo l’obbligo morale di uscirne senza inflazione e senza guerra. Ma per questo ci vuole la politica”.</p>
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		<title>Dobbiamo farcela: entro il 30 settembre, 500.000 firme contro il Porcellum</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 07:55:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo il referendum ce la può fare
Articolo di Romano Prodi su Europa del 8 settembre 2011
Quando, nel 2005 fu approvata la legge Calderoli, a tutti nota come legge “porcellum”, eravamo in campagna elettorale per rinnovare parlamento e governo. Comprendemmo subito che era stata pensata per impedire la nostra vittoria. Era stata fatta “contro” una parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/raccolta-firme-porcellum.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3684" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/raccolta-firme-porcellum-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Solo il referendum ce la può fare</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/129146/solo_il_referendum_ce_la_puo_fare" target="_blank"><strong>Europa</strong></a> del 8 settembre 2011</p>
<p>Quando, nel 2005 fu approvata la <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-12-21;270!vig=" target="_blank">legge Calderoli</a>, a tutti nota come legge “porcellum”, eravamo in campagna elettorale per rinnovare parlamento e governo. Comprendemmo subito che era stata <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/09_Settembre/13/fassino.shtml" target="_blank">pensata per impedire la nostra vittoria</a>. Era stata fatta <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/09_Settembre/16/prodi.shtml" target="_blank">“contro” una parte politica</a> e approvata a colpi di maggioranza.</p>
<p>Chi ne volesse oggi fare un bilancio vero, sarebbe costretto ad ammettere che <a href="http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/politica/dopo-elezioni-2006/berlusconi-calderoli/berlusconi-calderoli.html" target="_blank">ha colpito</a> soprattutto il paese e le sue istituzioni. Tutto il paese. Le ha ferite nell’autorevolezza e nella legittimità agli occhi dei cittadini che non si sentono rappresentati da un parlamento di nominati. Le donne e gli uomini del nostro paese hanno diritto di scegliere i propri rappresentanti in parlamento, hanno diritto a una relazione vera e diretta con chi rappresenta gli interessi del territorio in cui vivono e operano.</p>
<p>Nei giorni scorsi, quando ho sottoscritto a Bologna i <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-firma-per-il-referendum-il-porcellum-va-abolito_3652.html" target="_blank">quesiti referendari per l’abrogazione della legge elettorale</a> vigente e per il ripristino di quella precedente, a sua volta preceduta da un referendum che con un consenso di oltre l’82% dei voti e un’affluenza del 77% aveva portato all’abrogazione della normativa elettorale proporzionale, ho detto che è tempo di restituire ai cittadini italiani il diritto di scegliere i propri rappresentanti in parlamento. Proprio con il tempo siamo costretti oggi a fare i conti. Le notizie che mi raggiungono in Cina, dove mi trovo per gli annuali impegni accademici, fanno sperare che <a href="http://comitato.referendumelettorale.org/dove-firmare-2/" target="_blank">l’obiettivo delle 500mila firme</a> da consegnare alla Cassazione a fine settembre, sia ormai a portata di mano. La risposta che arriva dalle italiane e dagli italiani che si affollano ai banchetti per la raccolta delle firme non lascia dubbi al riguardo: non è pensabile che si possa tornare alle urne con la <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/porcellum-e-peggior-legge-della-storia-repubblicana-avanti-con-le-firme-per-il-referendum_3670.html" target="_blank">peggiore legge elettorale della storia</a> della nostra repubblica.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-firma-per-il-referendum-il-porcellum-va-abolito_3652.html" target="_blank">Con la mia firma</a> sento di avere interpretato il sentimento di tanti concittadini: di fronte ad una crisi economica e sociale così grave come quella che scuote il mondo, l’Europa e l’Italia, il parlamento e i parlamentari non sembrano disporre agli occhi dei cittadini della piena legittimità e del rispetto che mai come oggi sarebbero necessari. Anche per questo ho detto di avere firmato per dovere civico.</p>
<p>Occorre restituire stabilità e forza alla nostra democrazia e alle nostre istituzioni.</p>
<p>Occorre mettere mano alla rinascita dell’Italia a partire dalle sue istituzioni che devono ritrovare, anche agli occhi dei cittadini, forza e legittimazione.</p>
<p>La legge Calderoli va cancellata. La via parlamentare per dare all’Italia una buona legge elettorale è la scelta migliore.</p>
<p>Ma questa via, per ora, non la vedo percorribile. Se per farlo occorre dunque un referendum, <a href="http://www.romanoprodi.it/comunicati/se-la-legge-elettorale-non-cambia-ben-venga-il-referendum_3615.html" target="_blank">ben venga il referendum.</a></p>
<p>Riuscire a <a href="http://www.firmovotoscelgo.it/" target="_blank">raccogliere le firme</a> che ancora mancano a raggiungere l’obiettivo è ora possibile. <a href="http://firmovotoscelgo.files.wordpress.com/2011/09/europa-prodi.pdf" target="_blank">Dobbiamo farcela.</a></p>
<p>Romano Prodi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Martinazzoli uomo integerrimo. Senza di lui non sarebbe nato L&#8217;Ulivo</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 06:24:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martinazzoli uomo integerrimo.  Senza di lui non sarebbe nato L&#8217;Ulivo
&#8220;La scomparsa di Mino Martinazzoli mi rattrista profondamente. Con lui  se ne va un protagonista della vita politica italiana. Un uomo  integerrimo, esempio di virtu&#8217; etiche e civiche, appassionato del  proprio Paese cui ha dedicato gran parte della propria vita e per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/MinoMartinazzoli.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-3667" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/MinoMartinazzoli-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Martinazzoli uomo integerrimo.  Senza di lui non sarebbe nato L&#8217;Ulivo</strong></p>
<p>&#8220;La scomparsa di <a href="http://it-it.facebook.com/pages/Mino-Martinazzoli/57332701672" target="_blank">Mino Martinazzoli</a> mi rattrista profondamente. Con lui  <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Dc-Prodi-senza-Martinazzoli-non-sarebbero-nati-Ulivo-e-Pd_312417185501.html" target="_blank">se ne va un protagonista</a> della vita politica italiana. Un uomo  integerrimo, esempio di virtu&#8217; etiche e civiche, appassionato del  proprio Paese cui ha dedicato gran parte della propria vita e per il cui  cambiamento <a href="http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/quello-strano-democristiano_040911152133.aspx" target="_blank">ha lottato con coerenza</a> fino a quando le forze glielo hanno  reso possibile.  Senza il suo impegno nel difficile passaggio  dalla DC  al PPI, che ha messo in salvo la cultura e i valori del cattolicesimo  democratico, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo1020377.shtml" target="_blank">non sarebbe nato l&#8217;Ulivo e il PD</a>. In questo momento di  tristezza e dolore mi stringo alla sua famiglia nel ricordo di un uomo  di grande valore&#8221;.</p>
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		<title>Prodi invita l&#8217;opposizione a consentire una rapidissima approvazione della manovra, ma senza andare oltre</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 07:06:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Così il Professore è tornato in scena
Anche l’ex premier capisce l’emergenza e non si tira indietro.
Articolo di Mariantonietta Colimberti su Europa Quotidiano del 13 giugno 2011
In questi giorni l’hanno chiamato in tanti, e non soltanto per chiedergli un parere. Lo hanno invitato, sollecitato, spinto a parlare, a spendere la sua faccia pulita e autorevole per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Prodi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3374" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Prodi.jpg" alt="" width="295" height="216" /></a>Così il Professore è tornato in scena<br />
Anche l’ex premier capisce l’emergenza e non si tira indietro.</strong></p>
<p>Articolo di Mariantonietta Colimberti su <strong><a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/127990/cos%C3%AC_il_professore_e_tornato_in_scena" target="_blank">Europa Quotidiano</a></strong> del 13 giugno 2011</p>
<p>In questi giorni l’hanno chiamato in tanti, e non soltanto per chiedergli un parere. Lo hanno invitato, sollecitato, spinto a parlare, a spendere la sua faccia pulita e autorevole per sostenere il paese che ha governato due volte e che ora è in un momento drammatico, vicino al baratro. E Romano Prodi ha risposto, ha detto a tutti, in Italia e all’estero, che lui c’è. E non perché punti al Quirinale e misuri i suoi interventi sull’obiettivo presunto, come <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/prodi-tentazione-quirinale%3Cbr-%3E/2145960" target="_blank">qualcuno</a> si ostina <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/prodi_prepara_lammucchiata_salire_colle/19-05-2011/articolo-id=524043-page=0-comments=1" target="_blank">a scrivere</a> in articoli ai quali il Prof riserva <a href="http://qn.quotidiano.net/politica/2010/11/25/420196-prodi_quirinale.shtml" target="_blank">battute graffianti</a>, quanto perché si sente un «patriota».</p>
<p>Questa manovra <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/manovra-poco-credibile-il-governo-rinvia-laggiustamento-dei-conti-a-dopo-le-elezioni_3308.html" target="_blank">non gli piace</a> per niente, la considera <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/uscita-dalla-crisi-tutto-rinviato-al-governo-successivo_3342.html" target="_blank">insufficiente e iniqua</a>, ma ora «bisogna <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/spegnere-lincendio-tenendo-saldi-i-conti-senza-questo-non-si-puo-neanche-pensare-alla-crescita_3357.html" target="_blank">spegnere l’incendio</a>» perché «i mercati <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/serve-una-tregua-contro-le-speculazioni-ma-un-governissimo-non-durerebbe-un-giorno_3364.html" target="_blank">stanno lavorando contro di noi</a>». Per aiutare a spegnere l’incendio si è vestito da pompiere, non negandosi alle occasioni pubbliche e nemmeno alle interviste, giornali ed emittenti esteri compresi, come Die Welt e Bbc, ma non solo. In una situazione come quella in cui ci troviamo, è il ragionamento, sarebbe fin troppo facile anche se legittimo da parte dell’opposizione sottolineare la scarsa credibilità internazionale dell’esecutivo, la sua inadeguatezza etica e morale, in definitiva la sua incapacità a governare.</p>
<p>Ma cosa accadrebbe se sulle tv internazionali andassero in onda scene di protesta o notizie di misure non approvate, di impossibilità del governo e del parlamento di varare la manovra? Di qui la scelta di Prodi di sollecitarne la «rapidissima» approvazione, che l’opposizione consentirà, concordando al massimo qualche emendamento, ma senza andare oltre.<br />
L’importante è presentarsi «uniti di fronte all’estero». E all’estero, il Prof è sicuramente tra gli italiani più noti e più credibili. Dunque, Prodi è tornato, pluri-richiesto. «Ci vogliono tempi calamitosi perché un paese si rivolga a lui», diceva Paolo Baffi di Nino Andreatta, come ricordò Padoa-Schioppa in un convegno del 2008. Oggi i tempi sono calamitosi e in tanti si sono rivolti al Prof, che di Andreatta è stato allievo.</p>
<p>In realtà Prodi era già tornato.</p>
<p>Almeno in altre due occasioni importanti. La prima, quando alla vigilia del voto amministrativo di Bologna, <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/portiamo-merola-a-vincere-subito-da-bologna-comincia-unaltra-storia_2927.html" target="_blank">salì sul palco</a> dove Virginio Merola chiudeva una campagna elettorale in cui la vittoria al primo turno non era affatto scontata.</p>
<p>Nelle settimane precedenti si era detto che Prodi era più vicino ad Amelia Frascaroli, sostenuta dalla moglie Flavia e dalla portavoce Sandra Zampa. Il Prof alzò sorridendo la mano che stringeva quella del candidato del Pd. Merola fu sindaco al primo turno.</p>
<p>La seconda occasione fu a vittoria avvenuta, quando tra gli applausi <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/litalia-se-desta_3034.html" target="_blank">raggiunse al Pantheon</a> Pier Luigi Bersani che festeggiava il quorum raggiunto e i quattro sì dei referendum. Oggi il Prof è indirettamente impegnato su un altro fronte che gli preme molto, quello della difesa, o meglio della costruzione, del bipolarismo («quello degli ultimi 15 anni non è bipolarismo» ha detto ieri a Padova) e della modifica del Porcellum. Con la testa e con il cuore sta con Arturo Parisi e con i promotori del <a href="http://www.sandrazampa.it/sul-territorio/restituire-il-diritto-di-scelta-agli-elettori-il-pd-affronti-in-parlamento-il-superamento-del-porcellum_3298.html" target="_blank">referendum</a> ripristina-Mattarellum, ma per ora eviterà di apporre la sua firma, pronto a intervenire se sarà necessario.</p>
<p>Il mondo prodiano è tutto da quella parte. Perché il bipolarismo ce l’ha nel dna, insieme alla diffidenza verso tutto ciò che sa di “inciucio”, grosse koalition compresa. Ieri Prodi è tornato a dire no al governissimo. «Quando l’emergenza sarà finita si potrà aprire un confronto sulle riforme, ma con chi e come spetta alla politica e non a me dire», perché «io sono un professore, anzi, un pensionato professore».</p>
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		<title>Umberto Bonafini, giornalista libero</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/comunicati/umberto-bonafini-giornalista-libero_3403.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 11:32:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ricordo di Umberto Bonafini

Romano Prodi ricorda Umberto Bonafini su La Gazzetta di Reggio del 12 luglio 2011
La notizia della morte di Umberto Bonafini mi ha riempito di tristezza. È come se fosse scomparso un intero periodo di tutta la mia vita.
Umberto ha infatti non solo accompagnato ma addirittura preceduto il mio ingresso nella vita politica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3404" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Bonafini.jpg"><img class="size-medium wp-image-3404" title="Umberto Bonafini" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Bonafini-300x177.jpg" alt="Umberto Bonafini" width="300" height="177" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Bonafini</p></div>
<p><strong>Ricordo di Umberto Bonafini<br />
</strong></p>
<p>Romano Prodi ricorda Umberto Bonafini su <strong><a href="http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/07/12/news/il-cordoglio-di-prodi-1.725248" target="_blank">La Gazzetta di Reggio</a></strong> del 12 luglio 2011</p>
<p>La <a href="http://www.reggionline.com/it/2011/07/11/giornalismo-reggiano-in-lutto-e-morto-umberto-bonafini-5354" target="_blank">notizia</a> della morte di <a href="http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/07/11/news/si-e-spento-a-78-anni-umberto-bonafini-per-17-anni-direttore-della-gazzetta-di-reggio-1.723813" target="_blank">Umberto Bonafini</a> mi ha riempito di tristezza. È come se fosse scomparso un intero periodo di tutta la mia vita.</p>
<p>Umberto ha infatti non solo accompagnato ma addirittura preceduto il mio ingresso nella vita politica. Con l&#8217;irruenza che derivava in parte dall&#8217;amicizia e in parte dal suo grande fiuto di giornalista anticipò infatti la decisione certamente più importante della mia vita pubblica, cioè l&#8217;entrata in politica.</p>
<p><a href="http://quotidianiespresso.repubblica.it/gazzettareggio/speciali/speciale20anni/bonafini1.htm" target="_blank">Una conversazione fra amici</a> (come lui ricorda in mezzo a cassette di acqua minerale nel retrobottega di un bar di Valestra) diventò l&#8217;evento dell&#8217;estate e, passando dalla Gazzetta di Reggio all&#8217;Agenzia Reuter, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/12/Prodi_pronto_lavorare_per_Centro_co_0_9408125391.shtml" target="_blank">anticipò tutti i media nazionali</a>.</p>
<p>Non fu certo né la prima né l&#8217;ultima delle nostre conversazioni: credo che, lungo molti anni, abbiamo speso giorni interi a scambiarci opinioni su quanto era successo in passato o sarebbe successo in futuro.</p>
<p>Prima di tutto le vicende di Reggio, che lui presidiava dal bar di Piazza del Monte e alle quali non mancava mai di dare un&#8217;interpretazione personale, libera da qualsiasi costrizione che non fosse quella della sua naturale curiosità.<br />
E poi le vicende nazionali ed internazionali che lo appassionavano fino in fondo all&#8217;anima.</p>
<p>Ricordo le sue risate e le sue acute osservazioni che accompagnarono la mia missione ufficiale alla Casa Bianca e l&#8217;incontro con l&#8217;allora Presidente Clinton, al quale <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1998/maggio/07/Clinton_Prodi_Italia_esempio_per_co_0_9805078645.shtml" target="_blank">partecipò con grande passione</a> e professionalità.</p>
<p>Osservazioni che riuscivano ad incollare insieme gli avvenimenti politici, le debolezze dei protagonisti incontrati e i personaggi del mondo dell&#8217;Opera a cui essi potevano in qualche modo essere accostati.</p>
<p>Umberto, da vero giornalista di razza, riusciva infatti a mettere insieme il grande e il piccolo e a legare il tutto con il cemento dell&#8217;opera lirica, forse la massima espressione popolare del nostro passato.</p>
<p>Con lui il dibattito sulle cose di Reggio si è ampliato, è diventato più libero e, permettetemi di dirlo anche in questo momento di grande dolore, è diventato più divertente.</p>
<p>A lui quindi la nostra città deve essere grata, per i suoi giudizi, per i suoi approfondimenti e anche per i suoi utili paradossi.</p>
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		<title>Spegnere l&#8217;incendio tenendo saldi i conti, senza questo non si può neanche pensare alla crescita</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/spegnere-lincendio-tenendo-saldi-i-conti-senza-questo-non-si-puo-neanche-pensare-alla-crescita_3357.html</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 08:39:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Prodi: governo debole, Italia bastonata 
Intervista di Francesco Cundari su L&#8217;Unità del 10  Luglio 2011
L&#8217;allarme per l’attacco della speculazione contro l’Italia  si inserisce nel contesto della crisi dell’Europa, dice Romano Prodi, ma  se in questo quadro l’Italia ha preso «la bastonata più forte» è perché  «lo scossone europeo ha coinciso con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/crisi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3360" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/crisi-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a>Prodi: governo debole, Italia bastonata </strong></p>
<p>Intervista di Francesco Cundari su <strong><a href="http://www.unita.it/italia/prodi-governo-debole-italia-bastonata-1.312218" target="_blank">L&#8217;Unità</a></strong> del 10  Luglio 2011</p>
<p>L&#8217;allarme per l’<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-mettere-a-posto-i-bilanci-pubblici-ce-bisogno-di-crescita-occupazione-e-stabilita-delleuro_3347.html" target="_blank">attacco della speculazione</a> contro l’Italia  si inserisce nel contesto della crisi dell’Europa, dice Romano Prodi, ma  se in questo quadro l’Italia ha preso «la bastonata più forte» è perché  «lo scossone europeo ha coinciso con un momento di grande debolezza e  di fortissime tensioni interne al governo italiano». Negli ultimi anni  Romano Prodi ha scritto molto e parlato poco. Ha partecipato al  dibattito pubblico più attraverso articoli e interventi d’occasione che  attraverso interviste. In questo caso, l’occasione è offerta dagli  auguri che l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea ha  voluto fare al nuovo direttore dell’Unità, «tanto più doverosi in un  momento così difficile per la stampa quotidiana».</p>
<p><em>Certo non è un momento  facile nemmeno per l’Italia nel suo complesso. Qual è la sua  impressione, all’indomani del <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Finanza/Crollo-della-borsa-gli-analisti-Dovuto-a-speculazioni-e-politica-italiana_312220245748.html" target="_blank">tracollo della borsa</a> e dei titoli di stato  sui mercati?</em></p>
<p>«Sono problemi che partono da lontano. Pesa, in particolare,  <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/povera-europa_2677.html" target="_blank">l’incapacità della leadership europea</a> di affrontare i problemi della  moneta unica. Ormai è più di un anno che si continua a rinviare,  lasciando così uno spazio indebito alla speculazione internazionale, che  certo non ha bisogno di incoraggiamenti per farsi avanti. Ma se in  questo quadro l’Italia ha ricevuto la bastonata più forte il motivo è  che lo scossone europeo ha coinciso con un momento di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/manovra-poco-credibile-il-governo-rinvia-laggiustamento-dei-conti-a-dopo-le-elezioni_3308.html" target="_blank">grande debolezza</a> e  di <a href="http://www.unita.it/italia/sotto-il-fuoco-amico-i-di-francesco-cundari-i-1.311609" target="_blank">fortissime tensioni</a> interne al governo italiano: le polemiche fra  ministri e fra partiti hanno dato un messaggio di sbandamento che è una  vera manna per chi vuole giocare al ribasso. Certo, le debolezze  strutturali dell’economia italiana costituiscono il problema di fondo,  ma in questo caso i fattori politici sono stati determinanti».</p>
<p><em>Non ritiene che nella fragilità di tanti paesi dell’Unione sottoposti  agli attacchi della speculazione abbiano avuto un peso anche fattori  politici europei?<br />
</em><br />
«Il problema è l’atteggiamento del tutto contraddittorio da parte dei  governi e dei leader politici: sanno benissimo che è interesse dei loro  Paesi, Germania compresa, che l’euro rimanga saldo, ma ognuno di loro  insegue <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-ognuno-dei-cuochi-bada-alla-sua-pentola_1749.html" target="_blank">il populismo di casa propria</a>, rendendo così il problema sempre  più grave. Io penso che alla base vi sia una mancanza di leadership,  perché leadership significa fare le scelte necessarie anche se sono  sgradevoli. In Europa, invece, si tende a compiere scelte gradite  all’elettorato oggi, anche se nefaste per il domani».<br />
<em></em></p>
<p><em>Sembra di capire che il suo giudizio sulla gestione della crisi dei  debiti pubblici e in particolare della vicenda greca non sia troppo  positivo.<br />
</em><br />
«In fondo la dottrina dominante è consistita nel <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/solo-lunita-puo-salvare-lunione-europea-e-farla-tornare-protagonista_2354.html" target="_blank">rinvio continuo</a>, nel  prendere anche minime decisioni sempre l’ultimo giorno utile, facendo  così diventare enormi problemi che affrontati per tempo sarebbero  risultati tutto sommato modesti. Alla base di questa dinamica,  purtroppo, sta una fiducia molto fragile nell’Europa. Non si vuole  comprendere che l’Europa non può essere costruita a metà. Fatta la  moneta unica, manca la metà delle grandi decisioni politiche, a partire  dalla politica estera. Soprattutto, non funziona il cosiddetto motore a  due cilindri franco-tedesco. Non funziona assolutamente».<br />
<em><br />
Per quale ragione? </em></p>
<p>«Da un lato <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-merkel-e-sarkozy-decidono-tutto-mentre-il-nostro-premier-pensa-ai-suoi-guai_2594.html" target="_blank">non vi è armonia</a> tra questi due grandi protagonisti della  politica europea, Francia e Germania. Dall’altro, essi stessi non si  fanno carico della responsabilità che hanno nei confronti degli altri  Paesi dell’Unione. Nei consigli europei si è creato un clima quasi di  estraneità, mentre la Commissione è stata privata della gran parte dei  suoi poteri. Solo il Parlamento, lentamente e negli ancora ristretti  limiti delle sue competenze, sta assumendo un ruolo più incisivo».</p>
<p><em>È immaginabile, in questo quadro, che i partiti progressisti europei, a  cominciare naturalmente dal Pd, possano elaborare una strategia o almeno  definire i principi di fondo di un progetto comune? </em></p>
<p>«Questo appartiene ai miei desideri, non certo alle mie previsioni».</p>
<p><em>Pensa che le attuali difficoltà dipendano anche dal modo in cui l’Europa ha affrontato la grande crisi del 2008?<br />
</em><br />
«La crisi ha semplicemente fatto scoppiare problemi che in Europa erano  già presenti. Dopo gli anni in cui abbiamo costruito con coraggio il  mercato unico, l’allargamento, l’euro, negli ultimi anni siamo entrati  nell’epoca della paura: paura dell’immigrazione, paura della Cina, paura  del mondo. La crisi ha fatto semplicemente precipitare le conseguenze  di questi atteggiamenti già ben presenti nei governi europei».  <em></em></p>
<p><em>Dal  dibattito che si sta svolgendo in Europa, e anche dentro il governo  italiano, sembra riproporsi l’antico dilemma tra crescita e risanamento. </em></p>
<p>«Ma in Italia non abbiamo davanti nessun dilemma del genere. Qui il  problema è <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/uscita-dalla-crisi-tutto-rinviato-al-governo-successivo_3342.html" target="_blank">spegnere l’incendio</a>. Se non teniamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/lunare-il-taglio-delle-tasse-investire-sul-futuro-scuola-ricerca-e-innovazione_3269.html" target="_blank">saldi i conti</a> non  possiamo neanche pensare alla crescita. Quando i nostri buoni del tesoro  hanno tassi di due punti e mezzo superiori a quelli tedeschi, il peso  del debito è insostenibile, e allora bisogna rimediare, restituire  tranquillità ai mercati internazionali e riprendere il cammino verso i  tassi tedeschi».</p>
<p><em>Molti osservatori sostengono che accanto ai fattori politici, sulle  difficoltà dell’Italia, pesino anche fattori istituzionali, l’eterna  incompiutezza della transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica.  Condivide questo giudizio? </em></p>
<p>«Sì, è quello che penso anch’io. L’Italia ha bisogno di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-raccontare-balle-il-governo-dica-come-stanno-le-cose_3279.html" target="_blank">recuperare un  rapporto</a> tra i cittadini, i loro rappresentanti e i loro governanti. Da  questo punto di vista, considero centrale la questione della legge  elettorale».</p>
<p><em>È un problema che al momento sembra dividere lo stesso Partito Democratico. Qual è la sua posizione? </em></p>
<p>«Non è un problema del Partito Democratico, ma dell&#8217;Italia. Abbiamo  bisogno di governi stabili, <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-sorpreso-dal-pdl-quei-299-deputati-sono-una-soglia-psicologica_1875.html" target="_blank">legittimati dal voto</a> dei cittadini, e di un  Parlamento realmente legato ai territori e agli elettori. D’altra parte,  io ho esordito in politica con questa semplice idea, che è <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-pd-ha-dentro-di-se-lidea-dellulivo-senza-lunita-dei-riformismi-litalia-non-si-salva_606.html" target="_blank">il  significato dell’Ulivo</a>, e non l’ho mai cambiata. Pertanto, mentre si  discute di come uscire da una legge elettorale che ha fatto tanti danni,  non posso che esprimere un orientamento coerente con la mia posizione  di sempre. E cioè che l’Italia, per risolvere i suoi problemi, ha  bisogno del bipolarismo e del maggioritario».</p>
<p><em>Parlando dell’Italia,  presidente, non possiamo chiudere l’intervista senza chiederle un  commento sulla notizia del giorno: la sentenza sul lodo Mondadori. Cosa  ne pensa? </em></p>
<p>«Non commento le sentenze, so solo che <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_09/lodo_mondadori_condanna_berlusconi_appello_ferrarella_753c2104-a9f2-11e0-9d03-960d18ba419d.shtml" target="_blank">devono essere eseguite</a>».</p>
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		<title>L&#8217;ITALIA S&#8217;E&#8217; DESTA !</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 07:00:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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Romano Prodi sul palco con Pierluigi Bersani – Roma Pantheon – 30 Maggio 2011
E sulle note di &#8220;Tutto cambierà&#8221; festa Pd al Pantheon con Prodi
 Articolo su La Repubblica del 31 maggio 2011
LA FESTA
&#8220;Tutto  cambierà&#8220;. Si apre e si chiude così, sulle note di Neffa, la kermesse  del partito democratico in piazza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/tricolore1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3048 alignright" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/tricolore1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Romano Prodi sul palco con Pierluigi Bersani – Roma Pantheon – 30 Maggio 2011</p>
<p><strong>E sulle note di &#8220;Tutto cambierà&#8221; festa Pd al Pantheon con Prodi</strong></p>
<p><strong> </strong>Articolo su <a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/30/news/e_sulle_note_di_tutto_cambier_festa_pd_al_pantheon_con_prodi-16988786/" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 31 maggio 2011</p>
<p>LA FESTA</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_9N27TWaVoQ" target="_blank">Tutto  cambierà</a>&#8220;. Si apre e si chiude così, sulle note di Neffa, la kermesse  del partito democratico in piazza del Pantheon per festeggiare il  risultato delle amministrative. Un inno alla speranza che arriva dai  sostenitori del centrosinistra e che il segretario del partito, Pier  Luigi Bersani, non delude: &#8220;abbiamo visto che si può vincere, non è vero  che si può solo perdere&#8221;. E quindi &#8220;ora tocca a noi. Investiamo questo  consenso nella costruzione di una prospettiva di governo&#8221;.</p>
<p><a href="http://tv.repubblica.it/politica/pantheon-prodi-sul-palco-con-bersani/69595?%20video"><img class="alignleft size-full wp-image-187" title="prodi-bersani-pantheon" src="http://www.perlulivo.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/prodi-bersani-pantheon.jpg" alt="prodi-bersani-pantheon" width="640" height="361" /></a></p>
<p>Piazza del Pantheon alle 19 è già un tripudio di bandiere, non solo del Pd ma anche di Idv e Sel, con vessilli contro il nucleare, che ricordano il prossimo appuntamento per il centrosinistra: il referendum di metà giugno. Bersani arriva e viene accolto tra gli applausi dei sostenitori (&#8221;vai compagno&#8221;, &#8220;bravo, grande&#8221;) e sale sul palco, con le maniche di camicia arrotolate. Scherzando, fa la parodia di se stesso nell&#8217;imitazione di Maurizio Crozza, &#8220;abbiamo smacchiato il giaguaro&#8221;, poi stappa una bottiglia.</p>
<p>Il discorso è molto simile a quello pronunciato poco prima nella conferenza stampa a largo del Nazaremo, ma questa volta ci sono i sostenitori ad applaudire e, a sorpresa, l&#8217;ex presidente del consiglio Romano Prodi, col quale si stringe in un abbraccio non privo di commozione. &#8220;Vieni qui che siamo in casa tua&#8221;, dice Bersani, invitando il professore a salire sul palco. Poi è il turno degli altri colleghi di partito, da Franceschini a Finocchiaro, da Bindi a D&#8217;Alema, tutti insieme sul palco, stretti in una foto. Solo Veltroni assiste allo spettacolo da giù.</p>
<p>&#8220;E&#8217; stata una vera valanga&#8221;, ribadisce Bersani, che aggiunge: &#8220;abbiamo pareggiato 4 a 0&#8243;, ironizzando sulle dichiarazione del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, che dopo il primo turno aveva parlato di &#8220;sostanziale pareggio&#8221; tra Pdl e Pd. Un filo diretto con le altre città italiane, da Roma Bersani saluta le altre piazze, in particolare Milano, Napoli e Trieste che stanno festeggiando.</p>
<p>&#8220;Ora ci occupiamo del partito &#8211; invita il segretario del Pd &#8211; ma non certo per guardarci la punta delle scarpe. Lavoriamo per un&#8217;Italia nuova, tutti assieme. Siamo dentro al tramonto del berlusconismo, e sarà un tramonto fiammeggiante. C&#8217;è una speranza che si è alzata in piedi, è una risposta civile e morale che si è messa in cammino. Dobbiamo alzare un sogno che abbia le gambe per camminare&#8221;. E proprio quando Bersani chiude il comizio, &#8216;Sinistra, ecologia e libertà intona un coro: &#8220;primarie, primarie&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ex premier Prodi, a margine, si ferma a parlare con i giornalisti e tira le somme: è giusto festeggiare ma adesso arrivano anche le responsabilità e &#8220;il centrosinistra deve consolidare la vittoria, riflettendo, lavorando, mettendo in piedi le cose. Abbiamo perso dove eravamo divisi, quindi bisogna capire come va il mondo e restare uniti&#8221;.</p>
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		<title>Subito al lavoro per preparare un programma capace di cambiare in profondità il Paese</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 04:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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Prodi frena gli ardori:&#8221;Senza un&#8217;idea di Paese tornano a vincere loro&#8221;
 
Entusiasmo per l&#8217;ex premier: Romano Prodi accolto ieri dagli applausi della gente dopo la notizia dei risultati dei ballottaggi
E il popolo di sinistra lo spinge verso il Quirinale
Articolo di Fabio Martini su La Stampa del 31 maggio 2011
La perfidia del Professore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3076" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/3783801557.jpg"><img class="size-medium wp-image-3076" title="Sergio Staino su L'Unità" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/3783801557-300x239.jpg" alt="Sergio Staino su L'Unità" width="300" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Staino su L&#39;Unità</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Prodi frena gli ardori:&#8221;Senza un&#8217;idea di Paese tornano a vincere loro&#8221;</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Entusiasmo per l&#8217;ex premier: Romano Prodi accolto ieri dagli applausi della gente dopo la notizia dei risultati dei ballottaggi</strong></p>
<p>E il popolo di sinistra lo spinge verso il Quirinale</p>
<p>Articolo di Fabio Martini su <a href="http://www3.lastampa.it/focus/elezioni2011/articolo/lstp/404832/" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> del 31 maggio 2011</p>
<p>La perfidia del Professore si libera con una battutina sibilata col sorriso sulle labbra: «Gli è rimasta Cesenatico&#8230;». Sono le sei della sera, a palazzo Rospigliosi si è appena concluso un convegno sulla Cina, ma Romano Prodi sa già tutto. Cerca di «tenersi», ma la sconfitta di Silvio Berlusconi gli ha messo un buonumore difficile da imbrigliare e infatti «il prof» &#8211; come lo chiamano gli intimi &#8211; maramaldeggia: «<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=151128&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">Un consiglio</a> a Berlusconi? Sono troppo giovane per dar consigli ad un politico maturo come lui&#8230;». E così, appena concluso il convegno sulla Cina della Fondazione ItalianiEuropei alla presenza di Massimo D’Alema, il Professore risale sull’auto blu e spiazza tutti. Dice: «E se andassimo alla festa in piazza del Pd?». Detto, fatto. Il Professore arriva in piazza del Pantheon mentre sta già parlando Pier Luigi Bersani, nessuno lo aspetta, lui sale sul palchetto e dalla piazza si alza un’ovazione clamorosa e prolungata, con i due emiliani-padani che si abbracciano. E Bersani si commuove</p>
<p>A questo punto il Professore vorrebbe scendere, ma Bersani lo blocca: «<a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/adesso-per-consolidare-la-vittoria-bisogna-lavorare-e-restare-uniti_3053.html" target="_blank">No, Romano questa è casa tua!</a>». Intenerito da tanto affetto, Prodi resta sul palco della nomenclatura Pd (ci sono anche la presidentessa Rosy Bindi e i capogruppo parlamentari Dario Franceschini e Anna Finocchiaro), mentre ai piedi della pedana restano gli eterni duellanti dell’ex Pci, Massimo D’Alema e Walter Veltroni. Sarà un caso, ma proprio loro due &#8211; che quando si incrociano nelle manifestazioni, girano lo sguardo altrove stavolta parlottano tra loro. Stavolta i riflettori sono per altri, stavolta ha vinto Bersani e per Prodi c’è stata quella ovazione che finisce per trasmettere un messaggio subliminale: se non c’è il Prof, non si vince e si vince soltanto quando si è uniti. E dunque, quel Prodi sul palco finisce per associare se stesso al mito della vittoria e al mito dell’unità.</p>
<p>Anche se il «meglio», almeno per il Professore, deve ancora venire: quando la manifestazione del Pd si conclude, Prodi si incammina lungo i vicoli rinascimentali che collegano il Pantheon e Montecitorio, attorno a lui si formano due ali di folla e da lì partono applausi e grida esplicite: «Quirinale!», «<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/30/unaltra-ovazione-per-prodi-il-candidato-al-quirinale/114768/" target="_blank">Presidente!</a>». Una scena inimmaginabile esattamente tre anni fa, il giorno in cui (era il 9 maggio 2008), Romano Prodi lasciò palazzo Chigi e accanto a lui c’erano soltanto tre ministri: Pier Luigi Bersani, Tommaso PadoaSchioppa, Giulio Santagata.</p>
<p>Ma nel giorno della sconfitta berlusconiana, Prodi riserva un’altra sorpresa. Appena si mette a ragionare sul da farsi, il Professore è tutt’altro che trionfalistico: «Ragazzi attenti: senza un’idea del Paese, la prossima volta rivincono loro!». Proprio così: nel giorno della sconfitta che potrebbe essere definitiva del suo nemico storico, il Professore non rinuncia a sottolineare che al Pd manca ancora una lettura complessiva del Paese: «Quando sopraggiungono <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-tra-i-primi-a-congratularsi-con-ballare-a-novara-ora-hai-una-grande-responsabilita-non-bisogna-piu-perderla_3057.html" target="_blank">cambiamenti così significativi</a>, come quello delle elezioni amministrative, aumentano anche le responsabilità e dunque, si sta una mezz’ora a gioire per il successo, la gioia va bene ma poi passa e perciò si deve <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/laria-di-ulivo-non-e-mai-scomparsa-cominciare-subito-a-lavorare_3068.html" target="_blank">ricominciare subito</a> col lavoro di organizzazione, di compattamento e con la preparazione di un programma capace di cambiare in profondità il Paese, con una operazione di grande respiro, che non può essere improvvisata». E la conclusione del ragionamento è cruda: «Attenzione perché se non si fa così, ora il vento è favorevole, ma questo stesso vento può diventare tempesta».</p>
<p>Per Prodi la sconfitta della destra potrebbe non essere epocale: «Nel Paese c’è stanchezza e insoddisfazione, ma questo non significa che sia immediata la possibilità di un cambio, anche perché non è facile dare sicurezza su temi come l’angoscia dei nostri ragazzi per il futuro». Ma Romano Prodi non ce l’ha con Bersani. A Pier Luigi il Professore vuole bene. Lo sente simile a lui, gli ha già fatto il regalo di salire sul palco di Bologna una ventina di giorni fa e ora lo dice chiaro e tondo: «Bersani può guidare il centrosinistra? E perché no? Lo sta già guidando. Io non entro nelle decisioni del partito, ma da stasera la mia fiducia in lui è ancora più forte». E così, anche se nessuno lo ha dichiarato da ieri sera è come se si fosse messo in movimento il ticket Bersani-Prodi: un laico a palazzo Chigi e un cattolico al Quirinale. Ma di queste cose il Professore non vuol proprio sentire parlare e ieri sera ha voluto festeggiare ben altro, «il quarantaduesimo anniversario di matrimonio con Flavia».</p>
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