<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Romano Prodi &#187; Istruzione</title>
	<atom:link href="http://www.romanoprodi.it/tag/istruzione/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.romanoprodi.it</link>
	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 12:50:59 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Gli investimenti piu&#8217; necessari per ridare impulso all&#8217;economia sono quelli in istruzione e ricerca</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/gli-investimenti-piu-necessari-per-ridare-impulso-alleconomia-sono-quelli-in-istruzione-e-ricerca_4461.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/gli-investimenti-piu-necessari-per-ridare-impulso-alleconomia-sono-quelli-in-istruzione-e-ricerca_4461.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4461</guid>
		<description><![CDATA[Crisi: Prodi, aspettative giovani dipendono anche da Ue. Occorre unita&#8217;
(ASCA) &#8211; Roma, 26 gen &#8211; &#8221;Le aspettative a breve sono sicuramente legate solo alla crescita, a lungo termine invece o l&#8217;Europa si mette insieme davvero o saremo emarginati. Qui non c&#8217;e&#8217; mica l&#8217;idea che si puo&#8217; anche decadere al mondo? Purtroppo o ci mettiamo assieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ricerca.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4464" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ricerca-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Crisi: Prodi, aspettative giovani dipendono anche da Ue. Occorre unita&#8217;</strong></p>
<p>(<a href="http://www.asca.it/news-Crisi__Prodi__aspettative_giovani_dipendono_anche_da_Ue__Occorre_unita_-1117767-FOT.html" target="_blank"><strong>ASCA</strong></a>) &#8211; Roma, 26 gen &#8211; &#8221;Le aspettative a breve sono sicuramente legate solo alla crescita, a lungo termine invece o l&#8217;Europa si mette insieme davvero o saremo emarginati. Qui non c&#8217;e&#8217; mica l&#8217;idea che si puo&#8217; anche decadere al mondo? Purtroppo o ci mettiamo assieme o decadiamo&#8221;. Cosi&#8217; Romano Prodi, presidente della <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione</a> per la collaborazione tra i popoli, a margine della cerimonia per l&#8217;inaugurazione del <a href="http://www.uniroma3.it/news2.php?news=1323&amp;p=1" target="_blank">XX anno accademico dell&#8217;Ateneo di &#8221;Roma Tre&#8217;</a>&#8216;, in merito alle aspettative dei ragazzi italiani alla luce dei <a href="http://www.confindustria.it/ancong.nsf/6e5eaa383994da9ac1256fc4002e5307/88c900da33790bbac125799100312cc9/$FILE/CF_gennaio%202012.pdf" target="_blank">dati sulla disoccupazione</a> e sul <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-01-25/confidustria-economia-debole-fino-121408.shtml?uuid=Aa5EQLiE" target="_blank">lavoro precario</a>.</p>
<p>&#8221;A breve invece, per i prossimi anni, &#8211; ha aggiunto &#8211; il problema e&#8217; <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/tre-ricette-per-rilanciare-loccupazione_2504.html" target="_blank">riprendere la crescita</a> dando <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-per-tornare-competitiva-deve-investire-nella-ricerca-in-particolare-nelle-energie-rinnovabili-e-nelle-scienze-della-vita_664.html" target="_blank">impulso all&#8217;economia</a> con la contraddizione che gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/lunare-il-taglio-delle-tasse-investire-sul-futuro-scuola-ricerca-e-innovazione_3269.html" target="_blank">investimenti piu&#8217; necessari</a> sono quelli in <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-ridare-speranza-ai-giovani-investire-su-ricerca-investimenti-e-scuola_4040.html" target="_blank">istruzione e ricerca</a>, che sono quelli che danno <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/attenti-ai-medici-che-non-conoscono-lammalato-reagire-alla-crisi-con-innovazione-e-ricerca_1506.html" target="_blank">frutto piu&#8217; lontano</a> nel tempo. Questo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ricerca-sviluppo-e-innovazione-per-rimanere-competitivi-e-superare-la-crisi_655.html" target="_blank">e&#8217; il problema</a>&#8221;.</p>
<p>Come mi chiese una volta un mio studente, &#8221;l&#8217;Europa e&#8217; un laboratorio o un museo? Il grande problema e&#8217; ricostruire questo laboratorio e non e&#8217; facile&#8221;.</p>
<p>Il problema adesso &#8221;e&#8217; non affogare e non possiamo andare avanti in un <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/come-finanziare-il-futuro-tre-riforme-urgenti-per-salvare-leuropa_854.html" target="_blank">Europa frammentata</a> in cui i giovani si trovano in una situazione di difficolta&#8217;, hanno capito i problemi, ma, a differenza del &#8216;68, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/gli-indignados-hanno-ragione-oggi-la-redistribuzione-del-reddito-e-iniqua_4287.html" target="_blank">non c&#8217;e&#8217; un pensatore</a>, non c&#8217;e&#8217; un politico che traduca questo. Io non conosco un nome di un indignado. C&#8217;e&#8217; ancora John Barrett che canta&#8221;.</p>
<p>In merito all&#8217;Italia invece Prodi evidenzia come non sia &#8221; il paese rifiuto che l&#8217;opinione pubblica internazionale ci vuole descrivere&#8221;, ma ha delle caratteristiche diverse rispetto agli altri, &#8221;due anomalie: la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sconfiggere-levasione-fiscale-per-difendere-la-democrazia-e-sconfiggere-la-criminalita_4109.html" target="_blank">criminalita</a>&#8216; e l&#8217;<a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/l%E2%80%99evasione-e-un-furto-che-puo-portare-alla-catastrofe-dell%E2%80%99italia%E2%80%9D_4407.html" target="_blank">evasione fiscale</a>&#8221;. In ogni caso &#8216;&#8217;spero che possa di nuovo trovare il modo per offrire ai nostri giovani un posto concreto&#8221;.</p>
<p>map/gc</p>
<p><strong>Merkel: Prodi, errore non cpire che futuro Europa condizionato dall&#8217;Euro</strong></p>
<p>(<a href="http://www.agenparl.it/articoli/news/esteri/20120126-merkel-prodi-errore-non-capire-che-futuro-europa-condizionato-dall-euro" target="_blank"><strong>AGENPARL</strong></a>) &#8211; Roma, 26 gen &#8211; «Cosa convincerà la Merkel a salvare l&#8217;euro? In ultima istanza <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">la convenienza tedesca</a>: quando in queste vicende si arriva al punto in cui il leader non è capace di prendere delle decisioni allora saranno le cose a <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">decidere per lei</a>». Lo ha dichiarato questa mattina Romano Prodi ai microfoni di Radio Popolare Roma che lo ha interpellato a margine dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;<a href="http://www.controcampus.it/spip.php?article27947" target="_blank">anno accademico a Roma Tre</a>.</p>
<p>«La domanda deve essere molto semplice – ha proseguito l&#8217;ex presidente del consiglio &#8211; la Germania ha interesse allo scioglimento dell&#8217;euro? La risposta è no, perché la Germania è <a href="http://www.romanoprodi.it/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=4461&amp;message=1" target="_blank">forte sopratutto perché c&#8217;è l&#8217;euro</a> e gli altri non possono svalutarle in faccia la moneta. La cancelliera ha deciso di compiacere il proprio elettorato ma non lo può fare oltre un certo limite, cambierà parere quando si accorgerà che siamo vicini al baratro». «C&#8217;è sempre una possibilità di suicidio al mondo, tanti errori sono stati fatti dalla storia – ha concluso Romano Prodi – sarebbe un enorme errore non capire che il futuro dell&#8217;Europa è condizionato a una più forte Unione e quindi anche alla presenza dell&#8217;euro».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/gli-investimenti-piu-necessari-per-ridare-impulso-alleconomia-sono-quelli-in-istruzione-e-ricerca_4461.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere; ora tocca agli altri</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 06:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4274</guid>
		<description><![CDATA[Vivere in un mondo senza crescita
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 17 dicembre 2011
Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4282" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Vivere in un mondo senza crescita</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=18-12-2011&amp;pdfIndex=63" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 17 dicembre 2011</p>
<p>Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, quasi per virtù propria. Gli Stati Uniti hanno coltivato a lungo quest&#8217;illusione e la Germania la porta ancora avanti e pensa di potere essere la locomotiva di se stessa, aumentando le esportazioni in mercati che diventano invece sempre più poveri. Eppure <a href="http://www.smh.com.au/business/chinas-days-of-doubledigit-growth-are-over-20111216-1oyl9.html" target="_blank">perfino la Cina</a>, che sembrava del tutto immune dalla crisi, <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gEbudzZj4YPh-PO0tuoF-rOlJhtw?docId=CNG.18e459e732cc92fd5c955faa8fb5a341.481" target="_blank">comincia a soffrire</a> in conseguenza della generale caduta della domanda.</p>
<p>Dal mese di giugno le cose sono infatti cambiate. La crescita e le previsioni di crescita sono ovunque crollate. In molti Paesi del mondo, tra cui l&#8217;Italia, essa avrà, nel prossimo anno, <a href="http://www.guardian.co.uk/business/2011/dec/15/imf-world-risks-1930s-style-slump" target="_blank">un pesante segno meno</a>. Quello che si dovrebbe fare in queste circostanze è abbatsanza chiaro: i Paesi con un forte surplus commerciale dovrebbero, per il loro stesso interesse, amentare la propria domanda interna. Con questo aiuterebbero anche le economie, come quella italiana, obbligate ai tagli ed ai sacrifici necessari per mettere in ordine i conti e ripararsi in questo modo dagli attacchi della speculazione. Nessuna azione di questo tipo viene messa in atto e l&#8217;Europa sembra <a href="http://www.businessweek.com/news/2011-12-18/european-stocks-decline-for-second-week-on-fiscal-crisis-fed.html" target="_blank">procedere tranquillamente</a> verso una crisi più pesante da quella da cui pensava di essere ormai fuori.</p>
<p>Continuando così siamo destinati a <a href="http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/12/business-cycles-0" target="_blank">ripetere gli errori</a> che ci hanno portato alla crisi degli anni Trenta, quando si è fatto fronte alla grande depressione creandone una ancora più grande. In mancanza di un accordo  generale, i Paesi con un bilancio in deficit, tra i quali non solo l&#8217;Italia ma anche la Gran Bretagna, la Spagna e la Francia, sono costretti ad una politica di compressione dei consumi e degli investimenti, rendendo ancora più difficile la ripresa della tanto auspicata crescita. Si predica che rigore e sviluppo debbono andare assieme ma si è poi costretti ad applicare una politica per cui questi due termini diventano impossibili da comporre fra di loro.</p>
<p>L&#8217;ultimo vertice di Bruxelles sembrava costituire un passo in avanti nella  direzione di una Unione più forte e solidale e io stesso, la scorsa domenica, avevo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">commentato con un certo favore</a> i suoi risultati.</p>
<p>Questi positivi passi in avanti sono stati tuttavia rapidamente ridimensionati, se non addirittura cancellati, dagli stessi protagonisti. Il presidente francese in <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=159522" target="_blank">un&#8217;intervista a Le Monde</a> e la cancelliera tedesca, nel suo <a href="http://www.unita.it/mondo/i-no-di-merkel-stanno-affondando-l-europa-1.362738" target="_blank">discorso di fronte al Bundestag</a>, si sono solo preoccupati di rassicurare i propri cittadini che nessun sostanziale cambiamento di politica era avvenuto. In conseguenza di queste dichiarazioni i mercati finanziari hanno continuato nel loro atteggiamento negatiivo: gli spread sui titoli italiani rimangono così elevati da obbligarci ad un rigore sempre più stringente e sempre meno compatibile con una strategia di crescita.</p>
<p>Nelle scorse settimane, l&#8217;Italia ha fatto il suo dovere: i nostri bilanci sono in ordine per il prevedibile futuro, ma il quadro europeo sembra impedirci di raccogliere i frutti di questa riacquistata serietà. La debolezza politica dell&#8217;Eurozona impedisce infatti di allontanare la morsa della speculazione anche dopo un unanime e corale apprezzamento degli sforzi compiuti.</p>
<p>Questo non significa che riforme e sacrifici siano inutili, perchè sarebbe stato davvero drammatico restare senza gli aggiustamenti di lungo termine impostati dal governo Monti. Tuttavia non si avrà mai la quiete fino a che le divisioni europee spingeranno la finanza senza volto a colpire il Paese più debole, alcune di lucrare sulla sua debolezza. Francia e Germania non hanno ancora capito che, se questo processo va a avanti, saranno loro stesse a <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">rimanere col cerino in mano</a>. E non hanno capito che, più la situazione si deteriora, più energiche e dolorose saranno per loro le misure da prendere.</p>
<p>All&#8217;indomani dello scoppio della crisi greca, sarebbe bastato un intervento di modesta misura. Oggi, quando nel mulinello sono entrate anche l&#8217;Italia e la Spagna, bisogna pensare ad una difesa di livello paragonabile all&#8217;offensiva in corso. Bisogna fare capire che l&#8217;Euro sarà difeso come lo è il dollaro. Non si potrà perciò sfuggire all&#8217;aumento di poteri della BCE e all&#8217;introduzione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>. La guerra deve essere combattuta con armi in grado di vincerla e non si può andare a Bruxelles affermando di voler accumulare le munizioni per vincere e tornare a Parigi e Berlino per dichiarare che si era scherzato.</p>
<p>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere e questo è stato da tutti riconosciuto. Ora abbiamo il  diritto di esigere che i nostri partner europei ne prendano doverosamente le conseguenze. Essi ci avevano chiesto, con una espressione che ho sempre trovato <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">non poco insultante</a> di &#8220;fare i compiti a casa&#8221;. I compiti li abbiamo fatti, ed erano compiti molto difficili. Il presidente del Consiglio può ora andare a mostrare con orgoglio il suo quaderno alla severa maestra di Berlino e, presentandosi in classe, non deve solo pretendere un bel voto ma chiedere anche che gli sia dato un adeguato posto dei banchi della classe superiore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bologna prima in qualità della vita&#8230; ma senza vittorie di tappa</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/bologna-prima-in-qualita-della-vita-ma-senza-vittorie-di-tappa_4222.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/bologna-prima-in-qualita-della-vita-ma-senza-vittorie-di-tappa_4222.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4222</guid>
		<description><![CDATA[Giro vinto senza vittorie di tappa
Articolo di Romano Prodi su Il Sole 24 Ore del 5 dicembre 2011
Ho provato una certa soddisfazione nell&#8217;apprendere che la città in cui da tanti anni abito è risultata prima nell&#8217;annuale classifica della qualità della vita tra tutte le province italiane. Non che queste classifiche mi appassionino particolarmente perché esse, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/bologna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4223" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/bologna-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Giro vinto senza vittorie di tappa</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-05/giro-vinto-senza-vittorie-085525.shtml?uuid=AaVvcRRE" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a></strong> del 5 dicembre 2011</p>
<p>Ho provato una certa soddisfazione nell&#8217;apprendere che la città in cui da tanti anni abito <a href="http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2011/home.shtml?gtdpage=qvita_2011_province_bologna" target="_blank">è risultata prima</a> nell&#8217;annuale <a href="http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2011/home.shtml?gtdpage=qvita_2011_settori_classifica_finale" target="_blank">classifica della qualità della vita</a> tra tutte le province italiane. Non che queste classifiche mi appassionino particolarmente perché esse, se sono elaborate con cura come questa del Sole 24 Ore, sono obbligate a mettere insieme parametri assai complessi e diversi fra di loro.</p>
<p>Misurare la qualità della vita con dati quantitativi è infatti un po&#8217; come dare i voti alla felicità. Il che è sempre un&#8217;impresa titanica. Lo sforzo fatto è tuttavia di grande interesse proprio perché moltissimi sono gli elementi di cui si cerca di tenere conto, dal reddito al costo della vita, dall&#8217;occupazione all&#8217;organizzazione sanitaria, dai livelli di scolarizzazione alle infrastrutture, dall&#8217;ordine pubblico al tempo libero. Sono tutte cose diverse ma, mettendole assieme, si ha un&#8217;idea abbastanza ben costruita di come si vive in una città.</p>
<p>Con tutti questi limiti, leggere che <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2011/5-dicembre-2011/bologna-provincia-dove-si-vive-meglio-1902418156599.shtml" target="_blank">a Bologna si vive relativamente meglio</a> che altrove mi ha fatto molto piacere perché corrisponde a un mio personale sentimento. Ho infatti scelto di continuare ad abitare a Bologna proprio perché qui mi trovo bene, perché la considero una giusta misura fra il grande e il piccolo e fra il passato e il presente. Sono tuttavia particolarmente felice di questo giudizio perché da qualche anno mi trovo tra persone che, pur vivendo in una condizione relativamente migliore di altri, provano estremo diletto nel lamentarsi. Cioè si lamentano sempre. L&#8217;insoddisfazione è indubbiamente un aspetto non trascurabile dell&#8217;umana grandezza ma non ho mai ritenuto che essa sia di per se stessa utile a migliorare la condizione umana. Leggendo che arbitri estranei ed imparziali (ancorché fallibili come tutti gli arbitri) dicono che a Bologna si vive bene, incoraggerà i miei concittadini a pensare che vi è ancora un futuro e a fare di tutto per migliorarlo.</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?q=bologna&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=&amp;hnear=Bologna,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.49419,11.346518&amp;spn=0.023296,0.038581&amp;t=k&amp;z=14&amp;vpsrc=6&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?q=bologna&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=&amp;hnear=Bologna,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.49419,11.346518&amp;spn=0.023296,0.038581&amp;t=k&amp;z=14&amp;vpsrc=6&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Vi è tuttavia un altro dato che mi ha colpito ed è che siamo risultati primi in modo abbastanza particolare: siamo infatti <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-05/qualita-vita-bologna-emilia-080256.shtml?uuid=AaTJUQRE" target="_blank">al vertice della classifica</a> generale ma non siamo primi in nessuno dei grandi capitoli che la compongono. Come quei corridori che vincono il giro d&#8217;Italia ma non arrivano primi in nessuna tappa. Questi sono certo i corridori migliori ma non esaltano i propri tifosi, che spesso preferiscono le vittorie effimere ma ben visibili al primato nel traguardo finale.</p>
<p>Eppure questa mi sembra una caratteristica che esprime bene Bologna, in cui la quotidianità prevale sul sensazionale. In cui se si fanno cose esemplari è meglio fare finta di niente perché non si sa mai come verranno interpretate. Una città nella quale vincere il giro senza vincerne nessuna tappa è il migliore risultato possibile.</p>
<p>Debbo invece ammettere che sarei più contento se arrivassimo primi arricchiti da qualche impresa sensazionale. Forse però, in questo modo, Bologna non sarebbe più Bologna: una città in cui si sta bene purchè nessuno esageri. Purché nessuno, come si dice da queste parti, pensi di essere un fenomeno. Sarebbe tuttavia ancora più bello se l&#8217;anno prossimo vincessimo non solo il giro ma anche qualche tappa dolomitica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/bologna-prima-in-qualita-della-vita-ma-senza-vittorie-di-tappa_4222.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per ridare speranza ai giovani investire su ricerca, investimenti e scuola</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-ridare-speranza-ai-giovani-investire-su-ricerca-investimenti-e-scuola_4040.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-ridare-speranza-ai-giovani-investire-su-ricerca-investimenti-e-scuola_4040.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 06:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4040</guid>
		<description><![CDATA[
Ma i giovani hanno ragione
L&#8217;Italia ha investito troppo poco in formazione e ricerca e adesso ne paghiamo le conseguenze. La protesta dei ragazzi è fondata: &#8220;il rapporto tra le generazioni non è mai stato così cattivo.&#8221;
Intervista di Simonetta Pagnotti a Romano Prodi su Famiglia Cristiana del 27 ottobre 2011
Andare a lezione dal professore fa sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/corteostudentiscioperogenerale.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4046" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/corteostudentiscioperogenerale-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong>Ma i giovani hanno ragione</strong></p>
<p>L&#8217;Italia ha investito troppo poco in formazione e ricerca e adesso ne paghiamo le conseguenze. La protesta dei ragazzi è fondata: &#8220;il rapporto tra le generazioni non è mai stato così cattivo.&#8221;</p>
<p>Intervista di Simonetta Pagnotti a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=27-10-2011&amp;pdfIndex=47" target="_blank"><strong>Famiglia Cristiana</strong></a> del 27 ottobre 2011</p>
<p>Andare a lezione dal professore fa sempre bene. Romano Prodi è sempre Romano Prodi, anche se si è allontanato dalla politica attiva. Lo incontriamo nella sua Bologna, nella sede della <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione</a> per la collaborazione tra i popoli di cui è presidente. Il problema dei giovani gli sta a cuore non da oggi. Ne parla con pacatezza. Approfondisce, distingue, evita semplificazioni. Ma ogni tanto la sua voce ha uno scatto. Come per dire io qualcosa la saprei fare.</p>
<p><em>Presidente, trova esagerato parlare di una generazione senza futuro?</em></p>
<p>&#8220;Il futuro prima di tutto è nelle mani di Dio, noi dobbiamo aiutare a costruirlo. Devo dire che, in termini più o meno gravi, il problema del futuro e dell&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-08-24/senza-lavoro-milione-under-120659.shtml?uuid=AalR1byD" target="_blank">occupazione dei giovani</a> esiste <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Unemployment_statistics" target="_blank">in tutti in paesi</a> ad alto livello di sviluppo&#8221;.</p>
<p><em>A quanto dobbiamo tornare indietro per trovare un&#8217;emergenza del genere?</em></p>
<p>&#8220;In queste dimensioni è un problema nuovo. Pensi che la <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Unemployment_statistics#Youth_unemployment_trends" target="_blank">disoccupazione giovanile</a> è al 41% in Spagna, 28% in Irlanda e Italia, 23% in Francia, 19% in Gran Bretagna, 18%  negli Stati Uniti. Persino la Germania è al 10% .&#8221;</p>
<p><em>E&#8217; un&#8217;emergenza legata alla crisi?</em></p>
<p>&#8220;No, il problema è preesistente, ma il rapporto tra la generazioni non è mai stato così cattivo. Il peso della crisi è stato sempre distribuito in modo più equo tra le generazioni, mentre questa prevalente sofferenza dei giovani è un fenomeno nuovo che non si traduce in miseria solo perché  l&#8217;economia familiare attenua la caduta&#8221;.</p>
<p><em>E&#8217; una generazione di precari…</em></p>
<p>&#8220;E&#8217; il secondo fattore dell&#8217;emergenza. C&#8217;è poca occupazione e <a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Employment_statistics" target="_blank">sempre più precaria</a>. Anche chi ha il lavoro precario è privato del diritto alla speranza di un futuro&#8221;.</p>
<p><em>Un suo ministro li ha chiamati bamboccioni.</em></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/in-tommaso-padoa-schioppa-competenza-tecnica-e-raffinatezza-intellettuale-si-univano-con-rigore-etico-e-passione-civile_2461.html" target="_blank">Padoa Schioppa</a> aveva  un cuore grande così. Usava questa espressione come <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/tps-progettava-il-futuro_2467.html" target="_blank">una frustata</a>, per dire: dai <a href="http://www.romanoprodi.it/interventi/linsegnamento-di-tommaso-padoa-schioppa-ed-il-suo-richiamo-alle-necessarie-virtu-collettive_2579.html" target="_blank">ragazzi muovetevi</a>&#8220;.</p>
<p><em>Ci sono responsabilità da individuare?</em></p>
<p>&#8220;Intanto non abbiamo mai investito in <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ricerca-sviluppo-e-innovazione-per-rimanere-competitivi-e-superare-la-crisi_655.html" target="_blank">formazione</a>. Parlo di <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/o-puntiamo-su-ricerca-formazione-scuola-oppure-scompariamo-dal-mondo_2268.html" target="_blank">ricerca e di università</a> ma anche e soprattutto di scuole tecniche. E&#8217; assurdo che, con i dati che le ho appena citato, noi, in certe specializzazioni applicate, manchiamo di mano d&#8217;opera&#8221;</p>
<p><em>Perché continuiamo a <a href="http://matematica.unibocconi.it/articoli/una-generazione-perduta-la-fuga-dei-cervelli-dall%E2%80%99italia" target="_blank">esportare laureati</a>? </em></p>
<p>&#8220;Perché siamo debolissimi in tutto quello che viene chiamato terziario superiore, perché gli studi legali internazionali sono tutti stranieri, perché abbiamo sempre meno studi di progettazione e strutture di consulenza. <a href="http://www.economist.com/node/17862256" target="_blank">Abbiamo la colpa</a> di non avere spinto la nostra società ad aprirsi alla nuova cultura mondiale&#8221;</p>
<p><em>Cioè la nostra scuola non è stata al passo con le sfide che si ponevano.</em></p>
<p>&#8220;Né per quantità né per qualità. Altro errore drammatico è che il costo di un precario è minore del costo di un lavoratore fisso. <a href="http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=16158" target="_blank">Dobbiamo cambiare</a>, un precario deve costare di più. Posso investire su un ragazzo che sta da me solo tre mesi?&#8221;.</p>
<p><em>Stiamo andando verso una società sempre più classista?</em></p>
<p>&#8220;Manca sempre di più <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/23/news/diamanti_mappe-16619778/" target="_blank">l&#8217;ascensore sociale</a>. Siamo un paese dove il figlio del medico fa il medico, il figlio dell&#8217;avvocato fa l&#8217;avvocato. Tutti questi fattori aggravano un problema che, ripeto, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-mobilita-del-sistema-tedesco-e-lincapacita-italiana-di-prendere-decisioni_3177.html" target="_blank">è mondiale</a>.  E&#8217;chiaro però che, se avessimo il 15% anziché il 28% di disoccupazione, ci sarebbe una generazione meno disperata&#8221;.</p>
<p><em>Oggi siamo arrivati alla contestazione dei <a href="http://occupiamobankitalia.wordpress.com/" target="_blank">draghi ribelli</a>. Cosa ne pensa?</em></p>
<p>&#8220;E&#8217; un movimento mondiale che da noi, per uno sfaldamento maggiore della società, è degenerato. Su 82 città che hanno protestato solo qui c&#8217;è stata violenza e questo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">è da condannare</a> senza nessuna comprensione &#8220;.</p>
<p><em>La contestazione ha preso di mira banche e finanza. Ci sono motivi reali?</em></p>
<p>&#8220;La finanza è il simbolo del passaggio dall&#8217;economia reale all&#8217;economia di carta. Dal dopoguerra fino ai primi anni &#8216;80 nel mondo sviluppato la <a href="http://www.oecd.org/document/49/0,3746,en_21571361_44315115_47737521_1_1_1_1,00.html" target="_blank">differenza tra ricchi e poveri</a> è andata diminuendo, mentre dall&#8217;80 in poi si è molto accresciuta. La finanza è diventata anche simbolo dell&#8217;aumento dell&#8217;ingiustizia e oggi le viene attribuita la colpa della crisi che in effetti è partita dalla eccessiva speculazione finanziaria&#8221;.</p>
<p><em>Quindi la protesta dei giovani si basa su motivazioni reali.</em></p>
<p>&#8220;Sì. Del resto la politica di tutti i governi occidentali, soprattutto di destra ma non solo, è andata in questa direzione. Non bisogna intervenire, guai alla politica industriale, guai a uno stato che regola gli eccessi&#8221;.<br />
<em></em></p>
<p><em>Altre responsabilità?</em></p>
<p>&#8220;Non sono senza responsabilità sindacati, associazioni, albi professionali, che per definizione difendono l&#8217;esistente e nel nostro paese sono particolarmente forti&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/20110108_eud001.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4043" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/20110108_eud001-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" /></a><em>Cosa può fare la politica per aiutare questa situazione?</em></p>
<p><em></em>&#8220;Intanto spero che si prenda sul serio <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/vigorose-riforme-o-l%e2%80%99inevitabile-peggioramento-delle-condizioni-di-vita-e-di-lavoro-spingera-i-giovani-alla-rivolta_2492.html" target="_blank">la denuncia collettiva</a>. Però, per ridare speranza ai giovani, bisogna che questo si traduca in una ripresa della crescita: nessuno pretende che si cresca come i cinesi, però credo che una  politica molto più attenta alla ricerca, agli investimenti, alla scuola possa dare risultati&#8221;.<br />
<em></em></p>
<p><em>Lei insiste molto su parole come formazione e esperienza. Oggi però i nostri ragazzi vanno all&#8217;estero molto più di ieri.</em></p>
<p>&#8220;Farsi un&#8217;esperienza non vuol dire saltabeccare da una cosa all&#8217;altra, un mese qui, un mese là. L&#8217;esperienza deve essere finalizzata. Perché i giovani che oggi sono in giro per il mondo trovano ragazzi indiani, cinesi che hanno una voglia di riuscire impressionante. La globalizzazione è un fatto, non si torna indietro&#8221;.<br />
<em></em></p>
<p><em>Quindi l&#8217;Europa si deve anche rafforzare…</em></p>
<p>&#8220;Se l&#8217;Europa non si rafforza l&#8217;impegno dei nostri ragazzi è inutile. In un mondo di giganti <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">nemmeno la Germania</a> è abbastanza forte. <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">Se l&#8217;Europa avesse una politica</a>, non avremmo una crisi così profonda. Stando ai numeri, la<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/perche-gli-speculatori-attaccano-leuropa-ma-non-gli-usa_3491.html" target="_blank"> crisi dovrebbe colpire gli Stati Uniti</a>: sono loro che hanno un terribile deficit commerciale e del bilancio pubblico, non  lontano da quello greco, e invece la crisi ha colpito noi perché manca la politica. Soffriamo la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/europe-must-have-a-single-and-powerful-voice_2441.html" target="_blank">mancanza assoluta di leadership</a> europea e del tragico costume politico di pensare solo al breve periodo e alle elezioni successive&#8221;</p>
<p><em>Che non è solo un malcostume italiano…</em></p>
<p>&#8220;No, è comune a tutt&#8217; Europa. Proprio il pensiero a breve adottato nella crisi greca <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">dalla Germania</a> (perché aveva delle elezioni regionali) è stato l&#8217;inizio della tragedia&#8221;.<br />
<em></em></p>
<p><em>Il pensiero politico a breve danneggia le nuove generazioni?</em></p>
<p>&#8220;Non è un caso che non si <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/puntare-sulla-ricerca-per-costruire-il-nostro-futuro_698.html" target="_blank">investa su innovazione e ricerca</a>. Investire sul capitale umano vuol dire raccogliere non domani, ma tra molti anni&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-ridare-speranza-ai-giovani-investire-su-ricerca-investimenti-e-scuola_4040.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solo una riscossa etica e politica può salvare il Mezzogiorno</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/solo-una-riscossa-etica-e-politica-puo-salvare-il-mezzogiorno_4013.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/solo-una-riscossa-etica-e-politica-puo-salvare-il-mezzogiorno_4013.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 06:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4013</guid>
		<description><![CDATA[Il peso dell&#8217;illegalità
Una riscossa etica per salvare il Sud
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 23 ottobre 2011
Non so se per rassegnazione o per paura, ma è certo che si parla sempre meno del Mezzogiorno. Si parla spesso di problemi specifici, come i rifiuti o la criminalità, ma non si riflette  sull&#8217;arretramento della società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/disoccupazione.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4017" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/disoccupazione-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" /></a>Il peso dell&#8217;illegalità</p>
<p><strong>Una riscossa etica per salvare il Sud</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/15WV/15WVFY.pdf" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 23 ottobre 2011</p>
<p>Non so se per rassegnazione o per paura, ma è certo che si parla sempre meno del Mezzogiorno. Si parla spesso di problemi specifici, come i rifiuti o la criminalità, ma non si riflette  sull&#8217;arretramento della società meridionale riguardo agli aspetti fondanti della vita economica e sociale. Quando si ha l&#8217;avventura di leggere i rapporti o i documenti <a href="http://www.camera.it/application/xmanager/projects/camera/file/nota_informativa/or11-26-INTERNET.pdf" target="_blank">presentati</a> dalla <a href="http://www.svimez.it/" target="_blank">Svimez</a> alla Camera dei Deputati si è presi perciò da un <a href="http://www.italpress.com/economia/18616/svimez-mezzogiorno-a-rischio-tsunami-demografico-" target="_blank">vero e proprio sconforto</a>,  come accade di fronte a un evento nefasto contro il quale non esistono rimedi.</p>
<p>Il triste inventario parte dalla constatazione che la crisi economica ha colpito il Mezzogiorno ancora di più del resto d&#8217;Italia e che di ripresa, anche modesta, non se ne parla nemmeno. Perfino i consumi alimentari delle famiglie si sono ridotti per tre anni consecutivi: questo non è purtroppo una sorpresa vedendo che il Sud, che copre una quota pari al 30% di tutti gli occupati del Paese, ha sopportato il 55% delle perdite dei posti di lavoro causate dalla crisi.</p>
<p>Non solo la disoccupazione aumenta ma la disperazione è tale per cui molti <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/12/disoccupazione-il-calo-unillusione-in-15-milioni.html" target="_blank">non cercano nemmeno più un posto</a>. Questa è ormai <a href="http://www.walkonjob.it/articoli/903-news-1/732-disoccupati-oltre-1-milione-al-sud-sono-qnascostiq-non-cercano-lavoro-attivamente-e-alcuni-scelgono-il-nero" target="_blank">una fatica inutile</a> anche se si è disposti ad entrare nelle <a href="http://opendatablog.ilsole24ore.com/2011/08/lincidenza-del-lavoro-nero-in-italia/#axzz1bb6NfopY" target="_blank">aree grigie</a> del mercato del lavoro, che si annidano soprattutto nell&#8217;edilizia e nell&#8217;agricoltura.</p>
<p>E&#8217; infine necessario riflettere sul fatto che gli occupati con contratti regolari (incluso il part time) sono il 38% della popolazione in età lavorativa del Mezzogiorno contro il 58% del Centro-Nord.</p>
<p>La crescente disoccupazione tocca soprattutto i giovani e comprende sia coloro che hanno un basso livello di istruzione sia coloro che hanno alle spalle <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/laureati-un-anno-da-disoccupati-la-generazione-senza-prospettive/3761896" target="_blank">molti anni di scuola</a>, dato che un terzo dei laureati e dei diplomati al di sotto  dei 34 anni non svolge alcuna attività.</p>
<p>Nel breve spazio degli ultimi cinque anni, i diplomati che si iscrivono all&#8217;Università <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_07/universita-dati-laureati-iscrizioni_6c3ed8f8-48e5-11e0-b2f1-0566c0fae1de.shtml" target="_blank">sono arretrati</a> dal 70 al 61% e un quarto dei ragazzi meridionali svolge i suoi studi universitari al Nord, nella speranza che questo aiuti a trovare successivamente un&#8217;occupazione.</p>
<p>Per effetto dell&#8217;emigrazione e dell&#8217;ulteriore diminuzione delle nascite, il Mezzogiorno perderà, nei prossimi vent&#8217;anni, un giovane su quattro . Se non muteranno le attuali tendenze, i sette milioni di abitanti al di sotto dei trent&#8217;anni si ridurranno a poco più di cinque, mentre gli undici milioni del centro-nord rimarranno undici milioni.</p>
<p>Si debbono quindi condividere le sconsolate conclusioni del rapporto Svimez per cui il risultato di questi cambiamenti produrrà un vero e proprio &#8220;tsunami&#8221; demografico e il Sud, da un&#8217;area ricca di menti e di braccia, si trasformerà  in un&#8217;area spopolata, anziana ed economicamente sempre più dipendente dal resto del Paese.</p>
<p>Da una simile situazione non si esce  con interventi di tipo economico ma solo con decisioni e comportamenti in grado di porre fine alle anomalie e alle diversità rispetto agli altri paesi ad elevato livello di sviluppo civile ed economico.</p>
<p>Il nostro Sud, nonostante la sua centralità nel Mediterraneo, non ha mai attratto investimenti stranieri. Nonostante le sue bellezze naturali e i monumenti di rara bellezza è fuori dalle grandi correnti turistiche. Nonostante il suo clima è un esportatore marginale di primizie agricole. Se tutto questo avviene e dura tenacemente da tanti decenni nonostante tanti esperimenti di interventi economici (a cominciare dalla Cassa del Mezzogiorno) bisogna pensare a qualche misura diversa dalla pur necessaria costruzione di infrastrutture o dall&#8217;erogazione di sussidi. Ho troppo presente nella mia mente la caduta delle speranze generate dall&#8217;inizio del decollo industriale di Catania e Napoli e ricordo ancora con dolore il progressivo soffocamento del porto di Gioia Tauro che, con la sua unica posizione geografica, con i suoi unici fondali e con le sue moderne attrezzature, poteva davvero costituire lo strumento per la costruzione di una nuova Calabria.</p>
<p>Il Mezzogiorno non corre al passo del mondo contemporaneo perché la <a href="http://web.mclink.it/MN8456/iniziative/12_10_2011_audizione/12_10_2011_audizione_testo.pdf" target="_blank">criminalità</a> e i <a href="http://web.mclink.it/MN8456/iniziative/12_10_2011_audizione/12_10_2011_audizione_testo2.pdf" target="_blank">comportamenti illegali</a> lo hanno isolato dal resto del mondo. Perché nessuno investe risorse in attività che corrono il rischio di essere quotidianamente taglieggiate dal mancato rispetto della legge. Perché nessuno si sente protetto da una classe politica a volte complice e a volte debole di fronte alle prevaricazioni. Perché, di conseguenza, le energie migliori fuggono.</p>
<p>Non sono gli interventi economici che pongono rimedio a questa situazione ma soltanto un mutamento etico e politico. Ed è in questa direzione che lo Stato e i cittadini debbono camminare.</p>
<p>A questa semplice conclusione  si doveva  arrivare molti decenni fa, senza illuderci che un po&#8217; di denaro  avrebbe cambiato le coscienze e i comportamenti,  mentre è solo il cambiamento delle coscienze e dei comportamenti che può preparare un futuro al nostro Mezzogiorno.</p>
<p>Romano Prodi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/solo-una-riscossa-etica-e-politica-puo-salvare-il-mezzogiorno_4013.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>We cannot imagine a better future simply cutting our engagement on the future</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interventi/we-cannot-imagine-a-better-future-simply-cutting-our-engagement-on-the-future_4004.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/interventi/we-cannot-imagine-a-better-future-simply-cutting-our-engagement-on-the-future_4004.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 20:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interventi]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4004</guid>
		<description><![CDATA[Speech by Romano Prodi at the conference: &#8220;Contemporary Threats and Opportunities &#8211; Academic Freedom and Institutional Autonomy within the Context of
Accreditation, Quality Assurance and Rankings&#8221; at &#8220;Aula Magna di Santa Lucia&#8221; in Bologna University on September 16th 2011.
We are here to celebrate the great achievement of the signature of the Magna Charta.  It was [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/mcdonalds.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-4007" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/mcdonalds-300x217.gif" alt="" width="300" height="217" /></a>Speech by Romano Prodi at the conference: &#8220;<a href="http://www.magna-charta.org/library/assets/%7Bevents%7D/2011_Draft_Program.PDF" target="_blank"><strong>Contemporary Threats and Opportunities &#8211; Academic Freedom and Institutional Autonomy within the Context of<br />
Accreditation, Quality Assurance and Rankings</strong></a>&#8221; at &#8220;Aula Magna di Santa Lucia&#8221; in Bologna University on September 16th 2011.</p>
<p><em>We are here to <a href="http://www.magna-charta.org/cms/cmspage.aspx?PageUid=%7b94834bbb-5c1c-45d8-87cf-d6bd34478b3f%7d" target="_blank">celebrate</a> the great achievement of the signature of the <a href="http://www2.unibo.it/avl/charta/charta.htm" target="_blank">Magna Charta</a>.  It was 23 years ago and we are here to welcome 31 new universities  signing it, to demonstrate how this process is going on and how it was  well taken by academia and by the scientific environment. I read some of  the outstanding papers concerning quality of teaching, monitoring and  the great eternal problem of the relations between equality, autonomy   and freedom and even more between freedom and the necessity of  any  democratic institution to be accountable to the society.</em></p>
<p><em>When I  was invited to be here I clearly stated to the rector and to the former  rector, my two friends, that my life in the university ended  when I  started my political life in 1995, that is too many years ago to give a  contribution to your wisdom. I am therefore obliged to spend the few  minutes that I have at my disposal trying to understand what happened  around the sacred principles of the Magna Charta in the last 23 years.</em></p>
<p><em>The  problems of our university examined in the new context of the  globalised world. And the contribution of the university to the change  of the world and the change of the universities, because and in  consequence of the change of the world is such a rapid change in  environment that we have to monitor every day.</em></p>
<p><em>The first  statement of the MC is that the future is mainly based on the cultural,  scientific and technical development and this is in large part the task  of the university. And the fantastic increase of the university numbers  in the new developing countries is the clear message in this direction,  as it is a worrying message in the opposite direction the decreasing  engagement of many governments (not only in Europe), in financing the  university system. We could quote many European examples but it is  certainly more striking to consider California. Few decades ago in order  to assure access for all, the tuition charges for in state Californians  were abolished and the funding was one of the primary duties of the  state because, I quote, &#8220;University is a public good, the best guarantee  for the future&#8221;.</em></p>
<p><em><object style="height: 390px; width: 640px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CX8AJTVlnAY?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/CX8AJTVlnAY?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></em></p>
<p><em>In the fifties the state of California was paying around 80 % of the cost of the students as a consequence of this general right recognised by the Californian state and the contribution has dropped to  less than 50% in the last 3 years and <a href="http://www.latimes.com/news/local/la-me-college-pay-20110822,0,2034981.story" target="_blank">this year will be cut again</a>. We read in the last issue of the Economist that in California the <a href="http://www.economist.com/node/21531490">spending on prisons</a> passed the spending of university since 2004. Can you believe that? The tuition, of course, <a href="http://www.calstate.edu/admission/fee.shtml" target="_blank">is higher and higher</a> and is not far from the 40 thousand dollars of the comparable private university.</em></p>
<p><em>Of course nobody can imagine that the resources to universities are unlimited but we have to be worried that the first sacred principle of the Magna Charta is applied to less and less people, i.e. the right to be part of the scientific evolution. We understand that in the period of economic crisis and budget crisis the university must give its contribution to the necessity of public finance and the equilibrium of the budget. But the dynamic equilibrium of any democratic state can be achieved through a growth of productivity and innovation. And growth of productivity and innovation cannot be achieved without a great contribution of university. And so a cut in the expenditures is not sufficient. We need the resources in order to build a new society, that is, to create more knowledge. We cannot imagine a better future simply <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-i-tagli-alluniversita-sono-tagli-al-futuro_3742.html" target="_blank">cutting our engagement on the future</a>.</em></p>
<p><em>It is clear that this does not mean a submission of the university and of the knowledge to the  economic growth but certainly there is the necessity of a balance between cost and benefit in our public or private action, university included; and the inseparable mix of research and teaching that is the task of the university. The crucial role of higher education is an undisputed character of our society but the growing cost of high education is an undisputed concern. We are squeezed between the growing number of students and the growing costs to be paid to offer each one of them the needed education and the needed capacity to understand and  promote innovative research.</em></p>
<p><em>Universities are under this strain and universities have the right to ask governments for adequate financing but they must be ready to answer to both this challenge and must be ready to offer to the government and the public a clear answer to the demand of accountability. In the academic freedom, we have to pose a question at this point: is the academic freedom squeezed between relevance and accountability? This is our problem that we have in any university of the advanced democratic countries. In any case, the essential task of our universities cannot be achieved if we have not the adequate finance to do it. It is so for the future of the principle of the Magna Charta; this problem of the adequacy of the instruments is one of the basic problems.</em></p>
<p><em>Maybe we are squeezed between relevance and accountability but only if we have not clear in our mind that this is not an end, is not a value per sé but is a means to get better education and research. Academic freedom cannot be nullified by the judgement of state controllers but we need in any case to have a judgement of external nature provided that there are rules and guaranties. Academics freedom must make any effort to meet the expectation of the society. Sometimes there will be conflicts between them but part of our academic duty to make any effort to reconcile freedom and expectations of the society. Reconciliation has no specific rule but it must be renovated every day. It is a difficult task of any academic board. Academia must play an important role in the evaluation of the balance between efficiency and freedom.</em></p>
<p><em>In the great innovation process we all agree that the three &#8220;T&#8221; that the Anglo-Saxon culture stresses: Talent, Transgression and Tolerance (also transgression is part of the innovation of  university) must live together in a synergy between the individual and the institution. Conflicts are unavoidable, but if you want to have a growing role of the university, accountability and freedom must find their way to live together.</em></p>
<p><em>The sophisticated methodology that you have discussed yesterday in order to grasp the appropriated presidium and value of accreditation requirements, quality assurance process and rating have demonstrated a certainly positive implication on the reconciliation of freedom, authority and effectiveness, in line with the Magna Charta principle but taking account what is happening now after 23 years in the world.</em></p>
<p><em>Let us go back to the initial question: had the university been able to win the challenge with the globalisation in these 23 years? For many aspects, yes. New universities were born in many parts of the world, relations and synergies among universities are every day increasing. Many universities open branches abroad. There is a new synergy in this field, especially in China, India and many Asian states, and South America. New universities open every year new campuses and laboratories. There are new campuses even in Saudi Arabian desert. If we follow the birth and the development of these new universities, it is clear how deep was the influence of the principles of the Magna Charta. Nevertheless, we have important examples which demonstrate how the university is not a priority in the political choices.</em></p>
<p><em>I give you some examples of my experience as President of the European Union. The progress on the harmonisation of curricula, so important in the Bologna process, has made real progress. But difficult steps on the mobility of students and professors are still there. The medieval mobility is clearly testified in the pictures of our ancient palaces here in Bologna. Our university has given an incredible contribution to the creation of a common European demos. Few politicians think that the same contribution can be given by the university today. I have personally experienced when I asked an increase in the budget of the Erasmus project. This project has helped to mix young generations, the European young generations, and to create a new universal generation. It was blocked, absolutely blocked by the ministers of finance. There are also proposals to cancel it or diminish it, heavily. The proposal of the creation of a Mediterranean university sharing headquarters north and south, with the same number of professors, north and south, the same number of students north and south, the students having the curricula of two years in the university the north and two years in the university to the south, had been vetoed This is not a priority of the new Europe.</em></p>
<p><em>Clearly the universities are not considered among the great political instruments of the contemporary societies. And why? Budget constraint? Yes, but also a much more interesting evolution: the shorter and shorter view of the decision making process. And this is a great problem for contemporary democracies and universities, because education by definition is a long term investment. Investing in Academia is against the short-terms bias of contemporary politics. Therefore, my dear colleagues, the role of the university will be under strain as a consequence of this evolution of our democracy. No surprise, therefore, if also the principles of the Magna Charta will be under strain, even in the countries in which the universities and democracy are deeply rooted.</em></p>
<p><em>The academia needs by definition a bet on the future. This is true in Europe and outside Europe. As the Magna Charta underlines, it is depository of the heritage of the European humanism and the great responsibility in order to avoid clashes, conflicts and divisions because, just because of the long term view that is typical of the academia. If you look at the contemporary political events higher education is still a driving force in the change of the society. Take Egypt: the Egyptian universities were the place where fundamentalism was born, but it is around the universities the Arab spring has taken shape. In any avant-garde movement there is a moment in which the university takes a leading role. And we could quote a long list of examples. This is why the relation between university and political power is always difficult. The political power understands well that the new events and changes happen inside or around a university.</em></p>
<p><em>And this is why there is such a delicate balance between freedom and accountability. Because it goes just inside the core of the political life. In most cases university can be a cradle and a pillar of democracy; always linked to the contribution of the improvement of society and even more directly to the future life of the students.</em></p>
<p><em>The most dramatic aspect of the university today in many parts of Europe is that this link between high education and a better future is more and more uncertain, or is more and more under strain. We are assisting to the end of the correlation between graduation and a better future: this is a great problem.</em></p>
<p><em>With higher unemployment and even higher youth unemployment, young people look at the university with increasing distance, because it is not anymore their safe harbour. You have the <a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/jobs/8564500/Interactive-graphic-Youth-unemployment-in-Europe.html" target="_blank">youth unemployment</a> that is 41% in Spain, 28% in Ireland, 28% in Italy, 23% in France, 19% in UK, 18% in US, and even in Germany, where unemployment is very low, young unemployment is 10%. And it is not easy to explain to this generation the wonders of the spirit of the Magna Charta, that is all written for the future. The beauty of it is that is written for the future. And I did remember the years of the Magna Charta, the year before, when, I remember father of a very humble graduate, who in the graduation came to me and told &#8220;Professor, I didn&#8217;t have any chance in my life, but my son today is a graduate!&#8221;</em></p>
<p><em>This sense of hope for the future is not anymore in our university and this is a problem for us. We have to reinstate it; the university has always been a source of hope and in order to implement faithfully our principle we must start again to create hope! Clearly it is not the main mission of the university. The university was born to create knowledge and wisdom, but hope is the instrument to have more effect on creating wisdom and knowledge. It is clear that to create hope is the main task of politicians but if university is not a place forging hope for tomorrow it is in the meantime difficult to perform our task to create innovation. Hope and desire to know go together and we have the moral obligation to inject hope into the new generations. And the difference that I find in the students in Asia from our students here in Europe is this: that they have clear idea that the university gives them hope, gives them a door open to their future life.</em></p>
<p><em>I think that we must give our contribution to this great social task.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/interventi/we-cannot-imagine-a-better-future-simply-cutting-our-engagement-on-the-future_4004.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prodi: i tagli all&#8217;Università sono tagli al futuro</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-i-tagli-alluniversita-sono-tagli-al-futuro_3742.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-i-tagli-alluniversita-sono-tagli-al-futuro_3742.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 08:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3742</guid>
		<description><![CDATA[Prodi, allarme università &#8220;Tagli ai bilanci per fare cassa&#8221;
Articolo su La Repubblica, edizione di Bologna, del 16 settembre 2011
Intervenuendo alle celebrazioni della Magna Charta, l&#8217;ex presidente del Consiglio accusa: &#8220;Sempre di più, oggi, si preferisce tagliare i pilastri di una società futura per pareggiare i conti nell&#8217;immediato&#8221;. &#8220;Di fronte alla crisi, i governi reagiscono con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/magnachartauniv.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3743" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/magnachartauniv-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a>Prodi, allarme università &#8220;Tagli ai bilanci per fare cassa&#8221;</strong></p>
<p>Articolo su <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/09/16/news/prodi_allarme_universit_tagli_ai_bilanci_per_fare_cassa-21758806/" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a>, edizione di Bologna, del 16 settembre 2011</p>
<p>Intervenuendo alle <a href="http://www.pianetauniversitario.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1157:unibo-xxiii-anniversario-della-magna-charta-universitatum&amp;catid=41:notizie-dai-campus&amp;Itemid=59" target="_blank">celebrazioni della Magna Charta</a>, l&#8217;ex presidente del Consiglio accusa: &#8220;Sempre di più, oggi, si preferisce <a href="http://www.universita.it/critiche-prodi-tagli-universita/" target="_blank">tagliare i pilastri di una società futura</a> per pareggiare i conti nell&#8217;immediato&#8221;. &#8220;Di fronte alla crisi, i governi reagiscono con decisioni di breve periodo. Se c&#8217;è qualcosa che, invece, è un investimento di lungo periodo, questa è l&#8217;università. Sempre di più si preferisce tagliare i pilastri di una società futura per pareggiare i conti oggi&#8221;. Lo sostiene l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi, intervenuto a Bologna per le celebrazioni del ventitreesimo anniversario della <a href="http://www.magazine.unibo.it/Magazine/Attualita/2011/09/08/Saperi_che_servono.htm" target="_blank">Magna Charta Universitatum</a>, nell&#8217;aula Magna di <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/fotogallery/2010/09/magna/atenei-tutto-mondo-la-magna-charta-1703781814704.shtml#1" target="_blank">Santa Lucia</a>.</p>
<p>Parlando in inglese, di fronte ai rappresentanti di atenei da tutto il mondo che hanno <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201109081707-eco-rt10188-universita_bologna_festeggia_23_anni_magna_charta_nuove_adesioni" target="_blank">sottoscritto la Charta</a> (31 le nuove adesioni, 721 il totale), che enuncia i principi fondamentali di libertà di pensiero, conoscenza, ricerca e insegnamento, Prodi ha puntato il dito contro l&#8217;attuale stato di difficoltà in cui versa l&#8217;istruzione universitaria.</p>
<p>I ministri delle finanze europee, ha detto tra l&#8217;altro, <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/09/14/news/eco_anatema_contro_il_governo_una_barbarie_colpire_la_cultura-21662708/" target="_blank">hanno sempre bloccato</a> l&#8217;aumento di attività come l&#8217;Erasmus, o &#8220;la costruzione di un&#8217;università mediterranea&#8221;. Questo perché, per il &#8216;Professore&#8217;, &#8220;non vengono ritenute oggi una priorità. Mentre invece sono fondamentali per la società di domani&#8221;.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento dell&#8217;Europa, conclude Prodi, è in netto contrasto con quanto avviene nei nuovi paesi che nascono, i quali, al contrario, &#8220;stanno investendo nelle loro università un quantità elevatissima di denaro&#8221;.</p>
<p>In questo quadro, reso ancora più preoccupante dalla disoccupazione crescente, il risultato è che le università <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201109161646-eco-rt10187-universita_prodi_disoccupazione_giovani_blocca_speranza_futuro" target="_blank">non riescono più a dare una prospettiva</a> ai giovani: &#8220;La cultura universitaria &#8211; osserva Prodi &#8211; ha sempre dato agli studenti la fiducia di avere un&#8217;occupazione. Ma in un mondo in cui abbiamo il 40% di disoccupazione giovanile in Spagna, il 28% in Italia, il 23% in Francia e poco meno in Gran Bretagna, e dove c&#8217;è il 10% perfino in Germania, è sempre <a href="http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=26512" target="_blank">più difficile per l&#8217;università dare speranza</a>, costruire speranza. Il suo ruolo viene messo in discussione&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-i-tagli-alluniversita-sono-tagli-al-futuro_3742.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Turchia di Erdogan: fortissima concorrente ma anche potenziale alleata</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-turchia-di-erdogan-fortissima-concorrente-ma-anche-potenziale-alleata_3286.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-turchia-di-erdogan-fortissima-concorrente-ma-anche-potenziale-alleata_3286.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 06:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3286</guid>
		<description><![CDATA[La sfida di Erdogan
Turchia ponte fra due mondi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 26 giugno 2011
Il governo turco, presieduto da Tayyp Erdogan, è in  carica dal novembre 2002.
In questo spazio di tempo ha totalmente cambiato il paese, suscitando, in questa sua azione, grande ammirazione e grande timore.
Prima di tutto grande ammirazione per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3289" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/erdogan-elections1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3289" title="Tayyip Erdogan durante la recente campagna elettorale" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/erdogan-elections1-300x225.jpg" alt="Tayyip Erdogan durante la recente campagna elettorale" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Tayyip Erdogan durante la recente campagna elettorale</p></div>
<p><strong>La sfida di Erdogan</strong></p>
<p><strong>Turchia ponte fra due mondi</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong>Il Messaggero</strong> del 26 giugno 2011</p>
<p>Il <a href="http://www.basbakanlik.gov.tr/Forms/pMain.aspx" target="_blank">governo turco</a>, presieduto da <a href="http://www.akparti.org.tr/site/yonetim/genel-baskan" target="_blank">Tayyp Erdogan</a>, è in  carica dal novembre 2002.<br />
In questo spazio di tempo ha totalmente cambiato il paese, suscitando, in questa sua azione, grande ammirazione e grande timore.</p>
<p>Prima di tutto grande ammirazione per i risultati ottenuti nello sviluppo economico e nella modernizzazione del Paese. Non solo il <a href="http://www.invest.gov.tr/en-US/turkey/factsandfigures/Pages/Economy.aspx" target="_blank">tasso di sviluppo</a> è stato straordinario, tanto da fare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Public_debt_as_percent_of_GDP_-_Europe_major_economies.PNG" target="_blank">raddoppiare</a> il Prodotto Nazionale Lordo in meno di nove anni, ma tutta la Turchia è <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/erdogan-auto/1.html?ref=search" target="_blank">fisicamente</a> cambiata, con la costruzione di nuove <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Lev_Ist_Tur_1.jpg" target="_blank">strade</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:TCDD_CAF_1.jpg" target="_blank">ferrovie</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Esenboga_terminal.jpg" target="_blank">aeroporti</a>, <a href="http://www.turizm.net/turkey/info/education.html" target="_blank">scuole</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_hospitals_in_Turkey" target="_blank">ospedali</a>, mentre gli <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/5/5c/2006Turkish_exports.PNG" target="_blank">insediamenti industriali</a> si sono estesi fino alle zone più periferiche dell&#8217;immenso paese.</p>
<p>Anche per effetto dei massicci investimenti esteri e per la qualità della nuova generazione di dirigenti e funzionari, la Turchia è ora uno dei  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Economy_of_Turkey" target="_blank">protagonisti</a> dell&#8217;<a href="http://www.economonitor.com/emredeliveli/2011/06/12/latest-turkish-economy-overheating-indicators/" target="_blank">economia</a> e della politica mondiale, una nuova potenza regionale. E come potenza regionale ha cominciato a comportarsi. Prima di tutto ha usato i negoziati con l&#8217;Unione Europea per <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/4307644.stm" target="_blank">modernizzare</a> le <a href="http://www.economist.com/node/15772870" target="_blank">istituzioni</a>, introducendo le <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,721601,00.html" target="_blank">riforme</a> di cui aveva bisogno, allargandone la base democratica, garantendo una maggiore libertà di espressione e assicurando, seppure in modo inferiore rispetto alle attese e alle necessità, nuovi diritti alle minoranze etniche.</p>
<p>In politica estera la Turchia è ascesa al ruolo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Erdogan_foreign_trips.PNG" target="_blank">potenza regionale</a> tramite la  dottrina elaborata dal ministro degli esteri <a href="http://www.presseurop.eu/it/content/article/251491-ahmet-davutoglu-cavallo-tra-due-mondi" target="_blank">Davutoglu</a>, una dottrina che si riassume nell&#8217;elementare programma di evitare qualsiasi conflitto con i paesi vicini. Una <a href="http://www.foreignpolicy.com/articles/2010/05/20/turkeys_zero_problems_foreign_policy" target="_blank">dottrina molto semplice</a>, che ha però cambiato in modo radicale l&#8217;assetto politico dell&#8217;area, costruendo un rapporto stretto con l&#8217;Iraq, con l&#8217;Iran, con i paesi dell&#8217;area caucasica e, seppure con profonde tensioni negli ultimi giorni, con la Siria. In parallelo è stata impostata una politica economica che vede le imprese turche presenti in modo crescente dai Balcani fino agli sconfinati paesi dell&#8217;Asia Centrale. Ed a questa si affianca una presenza culturale sempre più penetrante, anche perché spesso fondata su profonde affinità storiche e linguistiche.</p>
<p>La Turchia ha cioè approfittato del suo importante ruolo nella Nato, della sua indispensabilità nei confronti degli Stati Uniti (come ponte verso il mondo islamico) e della sua nuova forza economica, per costruire una politica di inaspettata autonomia. Una <a href="http://www.iai.it/pdf/DocIAI/iai1003.pdf" target="_blank">politica non certo antioccidentale</a> ma che si è distaccata da Israele fino ad arrivare, nello scorso maggio, allo <a href="http://it.euronews.net/2011/01/25/flottiglia-gaza-rapporto-turchia-accusa-israele/" target="_blank">scontro aperto</a> nel mare di fronte a Gaza, un&#8217;evidente conseguenza della nuova amicizia nei confronti dei propri vicini.</p>
<p>Nel mondo multipolare è arrivato quindi un nuovo protagonista, costruito sul partito di Erdogan, un partito di stretta osservanza religiosa ma sufficientemente tollerante e capace di creare una nuova elite, accanto a quella costruita da Kemal <a href="http://www.bbc.co.uk/history/historic_figures/ataturk_kemal.shtml" target="_blank">Ataturk</a>. La trasformazione del ruolo politico ed economico della Turchia è ormai tale che l&#8217;ingresso <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/esteri/prodi-turchia/prodi-turchia/prodi-turchia.html" target="_blank">nell&#8217;Unione Europea</a> non è più visto come un obiettivo essenziale e prioritario ma come una tra le diverse ipotesi che il paese ha davanti.</p>
<p>I ripetuti successi hanno però messo Erdogan in una classica tentazione presidenziale, che si è espressa tramite <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_12/erdogan-elezioni-%20plebiscito_2a12a674-94c8-11e0-b80f-3da7c892fae6.shtml" target="_blank">atteggiamenti</a> perlomeno discutibili nei confronti dei giornalisti e tentativi di <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/11/turchia-erdogan-punta-a-supermaggioranza-per-realizzare-la-riforma-costituzionale/117356/" target="_blank">riforma  della Costituzione</a> in senso autoritario. Le <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=152557&amp;sez=HOME_NELMONDO&amp;ssez=" target="_blank">elezioni politiche</a> del 12 giugno (passate quasi inosservate in Italia forse anche a causa della coincidenza con i <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/litalia-si-sta-scongelando-le-vittorie-ai-referendum-dicono-che-i-cittadini-creano-nuove-catene-di-rapporti_3212.html" target="_blank">referendum</a>) assumevano quindi un&#8217;enorme portata.</p>
<p>Se il partito di Erdogan avesse raggiunto i 330 seggi avrebbe infatti potuto (pur con il passaggio di un voto popolare) emendare la Costituzione permettendo a Erdogan di allargare e approfondire il proprio potere oltre gli attuali limiti. L&#8217;obiettivo non era certo impossibile anche perché la legge elettorale turca prevede uno sbarramento del 10% e, quindi, spazza via tutti i partiti minori. I <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_12/turchia-elezioni-%20risultati-erdogan_47dcac7c-9509-11e0-b80f-3da7c892fae6.shtml" target="_blank">risultati elettorali</a> hanno confermato la grande popolarità di Erdogan, il cui successo si è tuttavia dovuto fermare a 326 seggi. Erdogan è quindi anche oggi  molto forte <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1149285/turchia-erdogan-cambieremo-costituzione-cercando-consenso.aspx" target="_blank">ma non onnipotente</a>.</p>
<p>Questa è una garanzia per tutti e segnerà il probabile proseguimento della politica fino ad ora praticata.<br />
Prepariamoci quindi a vedere una Turchia ancora più attiva nei nostri mercati, una Turchia fortissima concorrente nei Balcani e nel Mediterraneo, proprio nelle aree nelle quali è maggiore la presenza italiana. Ma anche un potenziale alleato per le nostre imprese che vorranno essere presenti nel Caucaso e nell&#8217;Asia Centrale sposando le nostre conoscenze tecniche con la profonda esperienza turca in quei mercati. Prepariamoci perciò ad avere rapporti sempre più stretti con una Turchia che avrà bisogno dell&#8217;Europa non certo in misura maggiore di quanto l&#8217;Europa avrà bisogno della Turchia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-turchia-di-erdogan-fortissima-concorrente-ma-anche-potenziale-alleata_3286.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Con questa scuola l&#8217;Italia perde la gara del mondo</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/con-questa-scuola-litalia-perde-la-gara-del-mondo_2741.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/interviste/con-questa-scuola-litalia-perde-la-gara-del-mondo_2741.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 18:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=2741</guid>
		<description><![CDATA[Prodi: i laureati non sono mai troppi
Videomessaggio dell&#8217;ex presidente del Consiglio al convegno &#8216;Capitale umano e occupazione nell&#8217;area europea e mediterranea&#8216;
&#8220;Le risorse che stiamo impiegando nell&#8217;istruzione, e soprattutto nell&#8217;istruzione superiore, sono infinitamente inferiori rispetto alle necessità. Così si perde la gara del mondo&#8221;. Si mostra molto preoccupato Romano Prodi nel messaggio video inviato al convegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prodi: i laureati non sono mai troppi<br />
<a href="http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=25228" target="_blank"><strong>Videomessaggio</strong></a> dell&#8217;ex presidente del Consiglio al convegno &#8216;<a href="http://www.almalaurea.it/info/convegni/bologna2011/" target="_blank">Capitale umano e occupazione nell&#8217;area europea e mediterranea</a>&#8216;</p>
<p>&#8220;Le risorse che stiamo impiegando nell&#8217;istruzione, e soprattutto nell&#8217;istruzione superiore, sono infinitamente inferiori rispetto alle necessità. Così si perde la gara del mondo&#8221;. Si mostra molto preoccupato Romano Prodi nel messaggio video inviato al convegno &#8216;Capitale umano e occupazione nell&#8217;area europea e mediterranea&#8217;, promosso a Bologna dall&#8217;<a href="http://www.unibo.it/Portale/Relazioni+Internazionali/DimensioneInternazionale/Conferenza+10-11_marzo2011.htm" target="_blank">Università</a> e da <a href="http://www.almalaurea.it/informa/news/almalaurea-news/prodi-almalaurea-tesoro-tutti.shtml" target="_blank">AlmaLaurea</a></p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/21065659" width="400" height="320" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&#8221;Il quadro italiano non è bello&#8221; , ha aggiunto, &#8220;è molto triste sia a Nord che a Sud: disoccupazione crescente, salari più bassi, ragazzi che si scoraggiano ancora prima di entrare all&#8217;università e quindi non si iscrivono. Il politico a posteriori giustifica tutto e arriva a dire che c&#8217;è un eccesso di offerta di laureati. Io mi arrabbio quando sento questo. Il mondo globalizzato ha bisogno di avere società istruite&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/interviste/con-questa-scuola-litalia-perde-la-gara-del-mondo_2741.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prodi: professore ad honorem all&#8217;Università Nankai</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-professore-ad-honorem-alluniversita-nankai_2526.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-professore-ad-honorem-alluniversita-nankai_2526.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 13:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=2526</guid>
		<description><![CDATA[(CRI) Il 19 gennaio, all&#8217;ex Presidente della Commissione europea Romano Prodi è stato conferito il titolo di professore ad honorem all&#8217;Università Nankai, dove insegnerà a tempo indeterminato.
Prodi ha accettato tale onorificenza per il suo amore per l&#8217;insegnamento. In qualità di economista, ha seguito con interesse la rapida crescita della Cina. L&#8217;ex premier italiano ha affermato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/01/01148.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2527" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/01/01148-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>(<a href="http://italian.cri.cn/761/2011/01/20/221s144074.htm" target="_blank"><strong>CRI</strong></a>) Il 19 gennaio, all&#8217;ex Presidente della Commissione europea Romano Prodi è stato conferito il titolo di <a href="http://www.chinadaily.com.cn/xinhua/2011-01-20/content_1615130.html" target="_blank">professore ad honorem</a> all&#8217;Università <a href="http://www.nankai.edu.cn/index.php" target="_blank">Nankai</a>, dove insegnerà a tempo indeterminato.</p>
<p>Prodi <a href="http://www.asiatelegraph.net/former-italian-pm-romano-prodi-becomes-honorary-professor-at-chinas-nankai-university" target="_blank">ha accettato</a> tale onorificenza per il suo amore per l&#8217;insegnamento. In qualità di economista, ha seguito con interesse la rapida crescita della Cina. L&#8217;ex premier italiano ha affermato che l&#8217;Università Nankai offre corsi di economia e di scienze politiche molto competitivi, rappresentando un ambiente stimolante del quale è felice di far parte. 2011-01-20 13:19:59</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-professore-ad-honorem-alluniversita-nankai_2526.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

