<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Romano Prodi &#187; Israele</title>
	<atom:link href="http://www.romanoprodi.it/tag/israele/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.romanoprodi.it</link>
	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 11:45:14 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Non c&#8217;è pace senza l&#8217;unità dei palestinesi</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-ce-pace-senza-lunita-dei-palestinesi_1084.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-ce-pace-senza-lunita-dei-palestinesi_1084.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 11:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=1084</guid>
		<description><![CDATA[Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 13 ottobre 2009
Da quando non corre più il sangue nelle strade, si parla poco di Palestina e Medio Oriente. Tutto ciò è comprensibile, perché da un lato sono state seminate troppe speranze e illusioni di pace tra Israele e Palestina e, dall’altro, una ripresa economica un po’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1087" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-1087" title="Il muro attorno a Israele " src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2009/10/israeli-wall14.jpg" alt="Il muro attorno a Israele " width="350" height="525" /><p class="wp-caption-text">Il muro attorno a Israele </p></div>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20091013&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PROD_36.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">Il Messaggero</a></strong> del 13 ottobre 2009</p>
<p>Da quando non corre più il sangue nelle strade, si parla poco di Palestina e Medio Oriente. Tutto ciò è comprensibile, perché da un lato sono state seminate troppe speranze e illusioni di pace tra Israele e Palestina e, dall’altro, una ripresa economica un po’ più rapida del previsto toglie alla diffusa povertà palestinese l’aspetto drammatico di <a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=6766&amp;rubrica=187" target="_blank">qualche mese fa</a>.</p>
<p>Questa provvidenziale tregua è inoltre aiutata dalla speranza (che sta diventando sempre più fievole) che il presidente Obama possa compiere il miracolo che non è mai riuscito ai suoi predecessori, anche quelli che, come Clinton, si erano molto prodigati per la pace in Medio Oriente. Eppure proprio adesso bisogna parlare e riflettere molto sul Medio Oriente, perché, al di sotto di questa calma apparente, le tensioni sono fortissime.</p>
<p>Anche se l’economia ha dato qualche segno di respiro, il futuro dei giovani palestinesi, sempre nella morsa tra emigrazione e disoccupazione, rischia di essere egemonizzato dalla tentazione della violenza. Il <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/1777/Il+muro+di+Israele" target="_blank">muro</a>, inoltre, rende drammatico ogni momento della vita quotidiana e gli insediamenti ebraici continuano ad <a href="http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=8231" target="_blank">espandersi</a> nei territori palestinesi nonostante gli inviti di Obama ad un cambiamento di rotta. A questo si aggiunge un inasprimento delle tensioni politiche all’interno del mondo palestinese. Il Presidente dell’autorità palestinese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mahmud_Abbas" target="_blank">Abbas</a> (sulla cui moderazione si erano concentrate le speranze degli Stati Uniti e dell’Europa) appare <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1254861891833&amp;pagename=JPost/JPArticle/ShowFull" target="_blank">indebolito</a>. Viene infatti accusato di aver accettato il rinvio della discussione nell’ambito della Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite del così detto <a href="http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/specialsession/9/docs/UNFFMGC_Report.pdf" target="_blank">Rapporto Goldstone</a>.</p>
<p>Questo rapporto, pur non nascondendo posizioni fortemente critiche nei confronti di Hamas, attacca duramente Israele per avere messo in atto azioni sproporzionate nelle operazioni contro i palestinesi di Gaza. E tutti i palestinesi, amici o nemici di Abbas, volevano che questo rapporto fosse discusso immediatamente. A questo si aggiunge un’altra critica mossa ad Abbas per aver accettato un <a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=12258" target="_blank">incontro</a> con il premier Netanyahu dopo aver dichiarato la propria <a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3778821,00.html" target="_blank">contrarietà</a> all’incontro stesso, data la mancanza di aperture da parte israeliana. Tutto questo accade in un momento particolarmente delicato in cui è sul tavolo una proposta egiziana per promuovere un accordo strategico tra le due posizioni palestinesi (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_Fatah-Hamas" target="_blank">Hamas e Fatah</a>) per arrivare a nuove elezioni da tenersi sia a Gaza che in Cisgiordania entro la metà del prossimo anno.</p>
<p>Il processo di <a href="http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=6705" target="_blank">riconciliazione</a> tra i due gruppi politici palestinesi è già fallito in passato (nonostante i tentativi di mediazione dell’Arabia Saudita) e ritengo che sia difficile anche oggi soprattutto per il mutamento di forza fra i contendenti generato dalle vicende elencate in precedenza. Eppure gli eventi degli anni scorsi dimostrano che non si avrà mai pace in Palestina se non si arriverà prima ad una posizione unitaria fra i palestinesi. L’ipotesi che si possa trattare con una sola delle due parti o, ancora più, l’ipotesi che la pace venga favorita da qualcosa simile al “divide et impera” non regge all’evidenza di quanto è avvenuto negli ultimi anni. Al tempo stesso, infatti, la popolazione palestinese domanda l’unità dei gruppi dirigenti per affrontare i problemi della vita quotidiana: la salute, lo sviluppo economico, il lavoro. E questo vale anche per Gaza, che non può essere abbandonata. La divisione tra i palestinesi, a cui corrisponde il tentativo israeliano di accordo con una sola parte, perpetua condizioni favorevoli al terrorismo e, come risposta, operazioni come quella di Gaza, oggi condannate dal rapporto della Commissione dei diritti Umani dell’Onu. D’altra parte tutti i palestinesi debbono essere coscienti e convinti che solo nel rispetto della non-violenza è possibile costruire il futuro del loro Stato.</p>
<p>Dobbiamo perciò adoperarci perché il prossimo 25 ottobre al Cairo i palestinesi sottoscrivano un <a href="http://www.agi.it/estero/notizie/200910052029-est-rt11281-m_o_accordo_riconciliazione_hamas_fatah_il_26_al_cairo" target="_blank">accordo di conciliazione</a> che possa tradursi in una posizione comune, in modo che, ponendo fine al terrorismo e alla violenza, si possa preparare una pace da tutti accettata. Di questo passo in avanti hanno bisogno non solo i palestinesi, ma anche gli israeliani che hanno il diritto e il dovere di trattare con una controparte in grado di garantire l’accettazione e il rispetto degli accordi eventualmente raggiunti. E questo per garantire a Israele la sicurezza nel breve e nel lungo termine. E ne ha bisogno anche il Presidente Obama che, pur avendo mandato a Gerusalemme un inviato saggio e capace come <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/06/Mitchell-inviato-Obama-Medio-Oriente.shtml?uuid=b0315c3a-5778-11de-afed-83f96488e200&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Mitchell</a>, non ha ancora potuto verificare la presenza delle condizioni minime per avviare i negoziati.</p>
<p>Se Obama vuole mediare con successo, ha bisogno di avere interlocutori robusti e in grado di far rispettare le decisioni dei negoziati. Parlo naturalmente solo di Obama e degli Stati Uniti, perché l’Europa è sempre più desiderata ma sempre più assente anche nel quadro mediorientale, che pure è così vicino alle sue porte. Torniamo quindi a sperare nel presidente degli Stati Uniti perché è proprio a questa speranza che è stato conferito il premio <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_09/obama-premio-nobel-pace-peace-prize_85928c6e-b4b2-11de-939a-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Nobel</a> per la pace.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-ce-pace-senza-lunita-dei-palestinesi_1084.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Ecco come cambia il mondo&#8221;. Incontro con i giovani del Campo Internazionale</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ecco-come-cambia-il-mondo-incontro-con-i-giovani-del-campo-internazionale_957.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ecco-come-cambia-il-mondo-incontro-con-i-giovani-del-campo-internazionale_957.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 09:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gg</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/wordpress/?p=957</guid>
		<description><![CDATA[Articolo di Claudio Turrini su Toscana Oggi del 18 agosto 2009
Prodi ai giovani del Campo internazionale: ecco come cambia il mondo
“Nell’agosto del 2007 quando qui a La Vela dissi che era necessario dialogare con tutti, anche con Hamas, ci furono tante polemiche sui giornali italiani. Oggi che lo dice Obama nessuno si scandalizza più”.
Sono passati due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_980" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/lavela.jpg"><img class="size-medium wp-image-980" title="foto di gruppo coi giovani del campo internazionale" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/lavela-300x198.jpg" alt="foto di gruppo coi giovani del campo internazionale" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">foto di gruppo coi giovani del campo internazionale</p></div>
<p>Articolo di Claudio Turrini su <a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=11713&amp;IDCategoria=1" target="_blank"><strong>Toscana Oggi</strong></a> del 18 agosto 2009</p>
<p>Prodi ai giovani del Campo internazionale: ecco come cambia il mondo</p>
<p>“<a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=8519&amp;IDCategoria=206" target="_blank">Nell’agosto del 2007</a> quando qui a La Vela dissi che era <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2007/agosto/13/Prodi_Aiutiamo_Hamas_evolversi_Niente_co_9_070813055.shtml" target="_blank">necessario dialogare con tutti</a>, anche con Hamas, ci furono tante polemiche sui giornali italiani. Oggi che lo dice Obama nessuno si scandalizza più”.</p>
<p>Sono passati due anni e Romano Prodi non è più presidente del Consiglio, ma sceglie i giovani del Campo internazionale, organizzato dall’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira e da altre realtà italiane ed estere, al Villaggio La Vela di Castiglion della Pescaia (dal 10 al 19 agosto, sul tema “<a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDCategoria=224&amp;IDNotizia=11714" target="_blank">Libertà e partecipazione, il sentiero della giustizia</a>”), per togliersi qualche “sassolino” dalle scarpe, parlando della situazione mondiale e lasciandosi interrogare a tutto campo per quasi due ore. Davanti ad oltre 120 giovani provenienti oltre che dall’Italia, anche dalla Russia (sia ortodossi che cattolici), da Israele e dalla Palestina (sia ebrei che cristiani e musulmani) e anche da alcuni paesi dell’Africa, martedì 18 agosto Romano Prodi ha raccontato dei suoi tanti incontri avuti in questi due anni in giro per il mondo, anche a seguito dell’incarico ricevuto dal segretario generale dell’Onu di studiare le situazioni di peacekeeping in Africa.</p>
<p>L’ex presidente del Consiglio parte con una constatazione. La guerra in Iraq, che divise pesantemente l’Europa quando lui era presidente della Commissione europea, costituisce “uno spartiacque della politica mondiale”: è infatti fallito il tentativo dell’amministrazione Bush di risolvere unilateralmente i problemi. Oggi sullo scenario, accanto agli Usa &#8211; spiega &#8211; ci sono dei nuovi attori, il cosiddetto “<a href="http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.com/2008/05/la-crisi-arriva-dal-bric-brasile-india.html" target="_blank">BRIC</a>”: Brasile, Russia, India e Cina. A decidere delle sorti del pianeta non è più un miliardo e trecentomila abitanti della terra, ma sono quasi 4 miliardi di persone. Tra gli attori della politica internazionale mancano ancora l’Europa e l’Africa, seppure per motivi diversi. La prima, che è pur sempre la prima potenza economica, il più grande esportatore, ancora non esiste politicamente. Anche l’Africa, a causa delle sue divisioni, è oggetto di politica piuttosto che soggetto. Eppure è un continente molto interessante, uno dei principali campi nello scacchiere mondiale, sul quale sta operando con lungimiranza la Cina, la quale – per la prima volta nella storia mondiale – esporta capitali, tecnologia e insieme anche manodopera.</p>
<p>Le domande dei giovani hanno spaziato su tanti problemi. Dalla crisi tra Russia e Georgia, a proposito della quale ha ricordato la sua opposizione da primo ministro all’ingresso del paese caucasico nella Nato, e ad ogni tentativo di “accerchiamento” militare della Russia, ai rapporti tra Cina e Taiwan, al futuro dell’”welfare” che per Prodi è stata la più grande conquista del XX secolo che deve essere non solo mantenuta, ma anche rafforzata, al futuro dell&#8217;Albania (&#8221;all&#8217;interno dell&#8217;Ue come tutti i paesi dell&#8217;ex-Jugoslavia&#8221;) fino alle novità portate dall’elezione di Barak Obama. A questo proposito Prodi ha sottolineato come il linguaggio usato dall’amministrazione Usa sia oggi radicalmente cambiato e ci siano stati anche dei segnali importanti (come il pagamento dei debiti verso l’Onu), ma come ancora alle promesse non siano seguiti fatti concreti, pur riconoscendo che per cambiamenti profondi occorre sempre del tempo. Ha anche osservato come sfortunatamente, quando lui è stato primo ministro, si è dovuto confrontare con un’amministrazione Bush che aveva obiettivi divergenti. Oggi con Obama tante cose sarebbero state più facili anche per la politica italiana.</p>
<p>Una giovane palestinese gli ha chiesto quando arriverà il giorno dell’indipendenza della Palestina. “Sono un professore e non un profeta” ha subito commentato Prodi, ma poi non si è sottratto ad un’analisi del processo di pace. Proprio nelle scorse settimane &#8211; ha raccontato &#8211; ha avuto incontri con tutte le parti in causa e ha registrato una situazione di stallo, nonostante che a livello di dichiarazioni dell’amministrazione Usa sia cambiato molto. Si è detto convinto che una soluzione del conflitto dovrà affrontare anche il nodo degli insediamenti israeliani e del muro di separazione. E’ anche necessario che si arrivi ad un accordo tra Fatah e Hamas perché l’idea di dividere i palestinesi si è dimostrata sbagliata. Dal recente congresso di Fatah giungono segnali interessanti. Anche Hamas deve però cambiare.</p>
<p>A chi gli faceva notare come la Cina in Africa non sia attenta al rispetto dei diritti umani ha risposto che è vero, ma con onestà dobbiamo riconoscere che sta facendo quello che le potenze coloniali europee hanno fatto in un recente passato. L’Africa ha bisogno di aiuti, di cooperazione, sui quali anche l&#8217;Italia è deficitaria, ma soprattutto ha bisogno di unità politica e di costituire un vero mercato allargato con la creazione di infrastrutture.</p>
<p>Sul ruolo delle religioni nella costruzione dell’Europa, Prodi ha ricordato come tra i sei leader dei paesi fondatori vi fosse un’unica appartenenza di fede che sicuramente ha fatto da collante. Oggi con 25 paesi e tante fedi diverse è certamente più difficile. Ma sarebbe davvero utile che i leader religiosi dessero loro per primi l’esempio.</p>
<p>Ad una ragazza che gli chiedeva le motivazioni della sua scelta politica e cosa si può fare per superare la diffidenza dei giovani verso le istituzioni Prodi ha confessato di aver sofferto molto da primo ministro per le pressioni della stampa. Oggi nelle democrazie l’uso dei sondaggi e dei media spingono a cercare soluzioni immediate ai problemi, ad occuparsi solo del breve termine, che è sempre sbagliato. Il vero leader politico deve esser capace di condurre non di seguire l’opinione pubblica, anche a costo della sconfitta. Non è neanche un problema di età. E a questo proposito ha citato l’esempio di un politico anziano, Kohl, che nel momento decisivo seppe guardare lontano, non ascoltando chi nel suo paese non voleva abbandonare il marco per l’euro. “Ho visto ben pochi giovani – ha confessato – avere una visione così profonda e lungimirante”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ecco-come-cambia-il-mondo-incontro-con-i-giovani-del-campo-internazionale_957.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guardandosi intorno</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/guardandosi-intorno_384.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/documenti/guardandosi-intorno_384.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi arabi]]></category>
		<category><![CDATA[peacekeeping]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/wordpress/?p=384</guid>
		<description><![CDATA[GUARDANDOSI INTORNO
Care amiche, cari amici,
il racconto che vi proponiamo oggi rappresenta una sorta di &#8216;diario di bordo&#8217; delle visite internazionali che Romano Prodi ha fatto dopo la conclusione della sua esperienza di governo.
Al rientro da Palazzo Chigi, il Professore ha ritenuto di voler mettere la propria esperienza al servizio della Fondazione per la Collaborazione tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>GUARDANDOSI INTORNO</b></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>Care amiche, cari amici,<br />
il racconto che vi proponiamo oggi rappresenta una sorta di &#8216;diario di bordo&#8217; delle visite internazionali che Romano Prodi ha fatto dopo la conclusione della sua esperienza di governo.</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="padding-left: 30px;"><i>Al rientro da Palazzo Chigi, il Professore ha ritenuto di voler mettere la propria esperienza al servizio della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Una Fondazione che affronta le problematiche sociali, culturali, economiche, politiche del mondo&#8217;, che cerca nuove proposte di collaborazione nel contesto internazionale.</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="padding-left: 30px;"><i>Il racconto qui proposto , scritto di suo pugno da Romano Prodi, parla del lavoro per la pace in Africa su incarico delle Nazioni Unite. Ricorda&nbsp; gli incontri con i vertici di governi in Cina, in Europa, in America Latina. Sono i primi passi di un lavoro intenso e appassionante. C&#8217;e&#8217; il desiderio di rendere trasparente e condiviso il percorso intrapreso tappa per tappa, con chi ha manifestato interesse ad essere informato.<br />
</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="padding-left: 30px;"><i>E&#8217; uno scritto sintetico che consegna riflessioni rapide e vive. Dal primo viaggio di lavoro, in Spagna nel 2008, si arriva alla visita in Messico che ha avuto luogo poche settimane fa. Il testo e&#8217; corredato da foto e rinvii a documenti di approfondimento. Potete trovarlo qui.<br />
</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>Se lo desiderate, potete inviare le vostre impressioni ed i vostri commenti sul Forum che la Fondazione ha preparato per voi.<br />
</i><br />
<i>Il Forum e&#8217; pronto per voi <a href="http://www.mondogrande.it/" mce_href="http://www.mondogrande.it/" target="_blank"><b>qui</b></a>. </i><i>Potete iscrivervi e cominciare subito a dialogare.</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>Buona lettura<br />
e buona partecipazione al Forum della Fondazione !</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli</i></p>
<p><i></i><br />
<b>Rimettere ordine</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_387" class="wp-caption alignright" style="width: 250px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg"><img class="size-medium wp-image-387" title="prodipalazzochigi" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg" alt="" height="276" width="240"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">A Palazzo Chigi</dd>
</dl>
</div>
<p>Terminata la mia attività di <a href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=1764" mce_href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=1764" target="_blank">governo</a> ho dedicato una notevole parte del mio tempo a &#8220;guardarmi intorno&#8221;.<br />
Il che ha significato riprendere a studiare con sistematicità la politica, l&#8217;economia e i loro cambiamenti negli ultimi dieci anni e, soprattutto, potermi dedicare con intensità ed ampiezza di orizzonti a capire che cosa sta succedendo al di fuori dei confini italiani.<br />
Il tutto naturalmente inframmezzato da un vero e proprio lavoro di &#8220;facchinaggio&#8221; per stipare in un&#8217;unica casa l&#8217;enorme quantità di libri e carte che si erano via via accumulati a Bologna, poi a Bruxelles e quindi anche a Roma.<br />
Data l&#8217;impenetrabilità dei corpi, molti libri sono dovuti forzatamente uscire di casa.<br />
Il che provoca un certo dolore, ma anche la soddisfazione di rimettere in ordine le cose, accumulate in vent&#8217;anni, secondo un nuovo criterio.<br />
Ci vorrà un tempo lunghissimo per finire questo lavoro ma questa opera di &#8220;riordino totale&#8221; è estremamente efficace per staccare rispetto al passato e riadattare la testa in vista dei cambiamenti futuri, volendo dedicare una particolare attenzione allo scenario internazionale.</p>
<p>L&#8217;attenzione all&#8217;estero esigeva ed esige naturalmente uno strumento di lavoro ancorché minimo ed estremamente agile.<br />
È stato a questo proposito interamente cambiato lo statuto della Fondazione &#8220;Governare per&#8221;, trasformata in &#8220;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/statuto.html" mce_href="http://www.fondazionepopoli.org/statuto.html" target="_blank">Fondazione per la collaborazione fra i popoli</a>&#8220;.<br />
La nuova denominazione è stata scelta in modo da descrivere accuratamente i suoi obiettivi, e non esige quindi alcun commento.</p>
<p><b>Viaggiando in Europa</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_390" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander.jpg"><img class="size-medium wp-image-390" title="prodisantander" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander-300x199.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander-300x199.jpg" alt="" height="199" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Inaugurazione dell&#8217;Anno Accademico 2008 all&#8217;Univesità di Santander</dd>
</dl>
</div>
<p>Il primo cerchio di questo sguardo al mondo è naturalmente dedicato ai temi europei, sia nell&#8217;analisi del presente sia nelle possibili evoluzioni future.<br />
Questo interesse si è manifestato in una serie di convegni e di incontri in diverse parti d&#8217;Europa.<br />
Tra questi appuntamenti posso ricordare il discorso all&#8217;Università di <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/31/prodi-sono-nemici-dell-europa-guardano-al.html" mce_href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/31/prodi-sono-nemici-dell-europa-guardano-al.html" target="_blank">Tarragona</a> (dove ho ricevuto il <a href="http://www.urv.cat/es_noticies/97/romano-prodi-recoge-el-premio-al-dialogo-intercultural-en-el-mediterraneo-2007" mce_href="http://www.urv.cat/es_noticies/97/romano-prodi-recoge-el-premio-al-dialogo-intercultural-en-el-mediterraneo-2007" target="_blank">premio</a> per il dialogo interculturale nel Mediterraneo), all&#8217;Università di <a href="http://www.uimp.es/blogs/prensa/2008/06/19/romano-prodi-europa-es-la-unica-propuesta-valida-para-evitar-los-danos-de-la-globalizacion-y-de-la-fragmentacion/" mce_href="http://www.uimp.es/blogs/prensa/2008/06/19/romano-prodi-europa-es-la-unica-propuesta-valida-para-evitar-los-danos-de-la-globalizacion-y-de-la-fragmentacion/" target="_blank">Santander</a>, alla celebrazione del decennale della Banca Centrale Europea a <a href="http://www.ecb.int/events/conferences/html/10ann_celeb.en.html" mce_href="http://www.ecb.int/events/conferences/html/10ann_celeb.en.html" target="_blank">Francoforte</a>, agli &#8220;Stati generali&#8221; dell&#8217;Unione Europea a <a href="http://www.etatsgeneraux-europe.eu/spip.php?article8" mce_href="http://www.etatsgeneraux-europe.eu/spip.php?article8" target="_blank">Lione</a> e come oratore alla Conferenza Winston Churchill, in ricordo del discorso pro-Europa tenuto nel 1948 da Churchill, che si svolge ogni anno presso l&#8217;Università di <a href="http://www.uzh.ch/news/articles/2008/3167.html" mce_href="http://www.uzh.ch/news/articles/2008/3167.html" target="_blank">Zurigo</a>.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_393" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce.jpg"><img class="size-medium wp-image-393" title="prodidecennalebce" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce-300x195.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce-300x195.jpg" alt="Decennale della Banca Centrale Europea a Francoforte" height="195" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Decennale della Banca Centrale Europea a Francoforte</dd>
</dl>
</div>
<p>Questi incontri sono stati l&#8217;occasione per riprendere il tema dell&#8217;Euro, dell&#8217;allargamento, del Mediterraneo e della politica del vicinato,&nbsp; il cosiddetto <i>anello dei paesi amici</i> (come ho spiegato in &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/insieme" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/insieme" target="_blank">Insieme</a>&#8221; si tratta di&nbsp; «[Quei]&#8230;paesi che stanno attorno all&#8217;Unione Europea, quell&#8217;anello che va dalla Russia fino al Marocco [...] con cui intraprendere una relazione speciale basata su una cooperazione stretta [...] Tutti i paesi che ne fanno parte potranno avere con l&#8217;Europa rapporti sempre più stretti, fino a condividere tutto con l&#8217;Unione tranne le istituzioni».).<br />
<i><br />
</i></p>
<p>Dopo il tentativo, da parte di qualche osservatore, di trattare questi temi in modo affrettato e qualunquistico, si procede finalmente verso un&#8217;interpretazione più approfondita, più equilibrata e più veritiera della politica europea impostata e attuata dalla <a href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" mce_href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" target="_blank">Commissione</a> da me presieduta tra il 1999 e il 2004.<br />
In un periodo di fortissima affermazione degli egoismi nazionali, le realizzazioni compiute sono un saldo punto di riferimento per il passato ed un punto di partenza per il futuro.<br />
Si comincia anche a riflettere su quale sarebbe la situazione oggi senza l&#8217;ancoraggio all&#8217;Euro e senza l&#8217;allargamento a nuovi paesi che, fuori dall&#8217;Unione Europea, sarebbero fonte di divisione e di turbamento.<br />
Questo soprattutto dopo che il <a href="http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/15962/referendum-irlanda-i-commenti" mce_href="http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/15962/referendum-irlanda-i-commenti" target="_blank">referendum irlandese</a> ha <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/irlanda-referendum/irlanda-referendum/irlanda-referendum.html" mce_href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/irlanda-referendum/irlanda-referendum/irlanda-referendum.html" target="_blank">bloccato</a> la positiva evoluzione di un&#8217;Unione Europea che già faticava a procedere nel suo processo di consolidamento.<br />
Mi ha fatto inoltre piacere constatare personalmente in un tranquillo viaggio, i progressi di Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca dopo il loro ingresso nell&#8217;Unione Europea.</p>
<p><b>In Albania</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_404" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1.jpg"><img class="size-medium wp-image-404" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1-300x216.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1-300x216.jpg" alt="Incontro con il Premier Sali Berisha" height="216" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Incontro con il Premier Sali Berisha</dd>
</dl>
</div>
<p>In questa linea di aggiornamento sullo &#8220;stato&#8221; della politica internazionale mi è stato di estrema utilità un soggiorno in <a href="http://www.rinascitabalcanica.com/?read=10482" mce_href="http://www.rinascitabalcanica.com/?read=10482" target="_blank">Albania</a> occasionato dalla partecipazione come insegnante ad un corso tenuto dall&#8217;Università di Bologna presso l&#8217;Università della Nostra Signora del Buon Consiglio a <a href="http://www.parlament.al/?k=3900" mce_href="http://www.parlament.al/?k=3900" target="_blank">Tirana</a>.<br />
È stata una occasione per incontrare nuovamente il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Presidente del Parlamento, i sindaci di Tirana e Durazzo. Il sindaco di <a href="http://www.panorama.com.al/index.php?id=16070" mce_href="http://www.panorama.com.al/index.php?id=16070" target="_blank">Girocastro</a>, mi ha voluto concedere la cittadinanza onoraria per quanto compiuto in favore dell&#8217;Albania durante il periodo alla Presidenza del Consiglio e alla Presidenza della Commissione Europea.<br />
È stato importante verificare quanto sia ancora vivo (anche a livello popolare) il ricordo della <a href="http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/mix_alba.asp" mce_href="http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/mix_alba.asp" target="_blank">missione Alba</a> che ha salvato l&#8217;Albania da una vera e propria guerra civile nel momento degli scandali finanziari e delle conseguenti violenti tensioni politiche.<br />
Con tutta la difficoltà che questo processo comporta, l&#8217;Albania sta rapidamente cambiando e iniziando il proprio percorso di modernizzazione e di democratizzazione.<br />
La prospettiva è, naturalmente, l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea, un ingresso accompagnato dalle necessarie riforme nella vita politica, economica e sociale del Paese. Vi sono molti che, naturalmente, pensano che il cammino di modernizzazione sia troppo lento, ma non dobbiamo dimenticare che sono passati poco più di dieci anni dal momento in cui l&#8217;Albania era considerata un paese in sicuro disfacimento.</p>
<p><b></b></p>
<p><b>All&#8217;ONU</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_425" class="wp-caption alignright" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg"><img class="size-full wp-image-425" title="Press Conference" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg" alt="Con Ban Ki Moon ed i membri del AU-UN panel: James Dobbins (United States), Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius), Monica Juma (Kenya), Toshi Niwa (Japan), Behrooz Sadry (Iran). " height="242" width="500"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Ban Ki Moon ed i membri del AU-UN panel: James Dobbins (United States), Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius), Monica Juma (Kenya), Toshi Niwa (Japan), Behrooz Sadry (Iran). </dd>
</dl>
</div>
<p>In settembre comincia in modo imprevisto&nbsp;una nuova attività, quella di presiedere un così detto &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/former-italian-prime-minister-to-head-african-union-un-peacekeeping-panel_66.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/former-italian-prime-minister-to-head-african-union-un-peacekeeping-panel_66.html" target="_blank">gruppo di alto livello</a>&#8221; (High Level Group) nominato dal Segretario Generale delle <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/il-segretario-generale-dellonu-nomina-romano-prodi-alla-guida-della-commissione-speciale-delle-nazioni-unite-per-lafrica_58.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/il-segretario-generale-dellonu-nomina-romano-prodi-alla-guida-della-commissione-speciale-delle-nazioni-unite-per-lafrica_58.html" target="_blank">Nazioni Unite</a> (in accordo con l&#8217;Unione Africana) per cercare nuove regole e nuovi finanziamenti indispensabili a rendere più efficace il <a href="http://www.un.org/News/briefings/docs/2008/db080912.doc.htm" mce_href="http://www.un.org/News/briefings/docs/2008/db080912.doc.htm" target="_blank">Peacekeeping</a> in Africa.<br />
Il compito era quello di redigere di un rapporto, che presenterò in marzo al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU, attraverso una serie di aggiornamenti e approfondimenti ma&nbsp;soprattutto operando con&nbsp;un lavoro comune che si è svolto fra la sede delle Nazioni Unite di New York e la sede dell&#8217;Unione Africana di Addis Abeba.<br />
La diversità delle due città non potrebbe essere più stridente e, nello stesso tempo più efficace nel descrivere quale debba essere lo sforzo per aiutare l&#8217;Africa ad uscire dal suo stato di &#8220;continente dimenticato&#8221;.<br />
Questo lavoro si è fatto via via più appassionante, anche se non è facile assorbire in fretta gli aspetti tecnici ed operativi del peacekeeping.<br />
Mi ha aiutato l&#8217;esperienza politica e operativa delle due missioni di peacekeeping da me direttamente organizzate in <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/09/Complimenti_Prodi_sull_Albania_dopo_co_0_9707094474.shtml" mce_href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/09/Complimenti_Prodi_sull_Albania_dopo_co_0_9707094474.shtml" target="_blank">Albania</a> e in <a href="http://www.archiviostampa.it/it/news/news.aspx?id=1864" mce_href="http://www.archiviostampa.it/it/news/news.aspx?id=1864" target="_blank">Libano</a> durante i due periodi della mia presidenza del Consiglio. Missioni che sono da tutti&nbsp;ricordate tra i casi di successo in questo campo.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_428" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001.jpg"><img class="size-medium wp-image-428" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001-300x262.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001-300x262.jpg" alt="" height="262" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Ban Ki Moon</dd>
</dl>
</div>
<p>A rendere ancora più importante questo compito è l&#8217;evidenza dei dati che dimostrano quale sia la differenza, in termini di sviluppo, fra paesi che vivono in pace e paesi vittime dei conflitti.<br />
La frase &#8220;non c&#8217;è sviluppo senza pace&#8221; non è una espressione retorica ma la semplice descrizione della realtà.<br />
Una parte non trascurabile di questo rapporto è dedicato alle fonti di finanziamento che possono permettere alle Nazioni Unite e all&#8217;Unione Africana di organizzare in modo efficace il peacekeeping.<br />
Problema che diventa sempre più acuto con l&#8217;aggravarsi della crisi economica.<br />
Viene tuttavia spontaneo ricordare che la sproporzione fra le spese militari e quelle dedicate al peacekeeping è tale da essere persino difficile da spiegare.<br />
Basta un dato sintetico. Il totale delle <a href="http://www.ambwashingtondc.esteri.it/NR/rdonlyres/059222C8-F7F6-4D42-B89C-568A2664ADD5/20987/UNPKFactsheetITA28Mar08.doc" mce_href="http://www.ambwashingtondc.esteri.it/NR/rdonlyres/059222C8-F7F6-4D42-B89C-568A2664ADD5/20987/UNPKFactsheetITA28Mar08.doc" target="_blank">spese dell&#8217;ONU</a> per il mantenimento della pace nel mondo è stato nel 2007 attorno ai 7 miliardi di dollari.<br />
Una cifra forse non trascurabile a livello microeconomico, ma che è minore del costo di due settimane della sola guerra in Irak.<br />
Anche per questo motivo pongo sempre il problema della partecipazione al processo di peacekeeping in Africa come prioritario in tutti gli incontri politici e i contatti da me compiuti a livello internazionale.<br />
Questi contatti non sono naturalmente limitati ai leaders europei ma riguardano una sfera più ampia che va dall&#8217;Asia, all&#8217;America e all&#8217;Africa, dove è iniziato un dialogo sistematico sia con i leaders dell&#8217;Unione Africana sia con i responsabili politici dei paesi che si trovano in situazione di maggiore difficoltà e tensione.</p>
<p><b>L&#8217;importanza del dialogo</b></p>
<p>Dialogo (e questo deve essere sottolineato) non significa parlare solo con quelli che la pensano come te o ti sono vicini nell&#8217;azione politica.<br />
Dialogo significa interagire anche con coloro che stanno provocando problemi e tensioni, non cessando mai di mettere sul tavolo le nostre convinzioni e le nostre analisi.<br />
Continui sono perciò i colloqui (anche telefonici) con tutti i leaders africani, anche con coloro che più hanno tensioni e problemi con la comunità internazionale.<br />
La mia esperienza mi ha sempre portato a concludere che non il dialogo ma la mancanza di dialogo ha provocato le maggiori tragedie dell&#8217;umanità.<br />
Ho ricordato spesso in passato la mia sorpresa nel constatare come i protagonisti della politica medio-orientale in molti casi non si fossero mai parlati fra di loro, né nei rari momenti di distensione né nei periodi di maggiore tensione.<br />
Farsi la guerra senza essersi mai scambiati direttamente alcuna parola appartiene alle grandi tragedie dell&#8217;umanità contemporanea.</p>
<p><b>Incontri in Iran</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_415" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg"><img class="size-medium wp-image-415" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg" alt="Conference on Religions in the Modern World" height="192" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Conference on Religions in the Modern World</dd>
</dl>
</div>
<p>In questo quadro e in questa prospettiva si inserisce un viaggio in <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/conference-religion-in-the-modern-world-intervento-del-presidente-romano-prodi_160.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/conference-religion-in-the-modern-world-intervento-del-presidente-romano-prodi_160.html" target="_blank">Iran</a>, invitato (insieme all&#8217;ex Segretario Generale dell&#8217;ONU Kofi Annan ed altri leaders politici e religiosi) ad un incontro della Fondazione Khatami sul dialogo fra le religioni.<br />
È stata un&#8217;occasione non solo per parlare a fondo con l&#8217;ex Presidente della Repubblica Khatami più aperto verso la democrazia e l&#8217;occidente, ma per incontrare ancora una volta l&#8217;attuale Presidente Ahmadinejad, il &#8220;leader&#8221; supremo Khamenei, il sindaco di Teheran e gli altri leader iraniani.<br />
Un&#8217;occasione per ribadire le aspettative europee nei confronti dell&#8217;Iran a spingere questo Paese non solo verso un mutamento del suo ruolo nel Medio Oriente ma anche riguardo al problema nucleare, punto di tensione e di rischio per tutta la politica mondiale.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1.jpg"><img class="size-medium wp-image-416" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1-300x212.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1-300x212.jpg" alt="con Mohammad Khatami" height="212" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Mohammad Khatami</dd>
</dl>
</div>
<p>Il rapporto con l&#8217;Iran aveva raggiunto un momento molto significativo quando, durante il mio primo Governo avevo fatto (unico leader europeo) un viaggio ufficiale a Teheran.<br />
Un viaggio compiuto, dopo un lungo dialogo con il Presidente americano Clinton.<br />
Da un lato la presidenza di Khatami e dall&#8217;altra la presidenza Clinton permettevano infatti un pur ristretto spazio di colloqui, spazio che si è progressivamente chiuso in seguito.<br />
Il cambiamento della politica iraniana è la chiave di volta per la soluzione di molti problemi dell&#8217;area medio orientale ed è un mutamento difficile ma possibile anche perché la politica americana ha indebolito drammaticamente tutti i nemici dell&#8217;Iran.<br />
Se vi fosse razionalità in politica la dirigenza iraniana avrebbe tutta la convenienza a passare ad una nuova fase di dialogo con gli Stati Uniti e l&#8217;Europa. E forse dovrebbe anche erigere un monumento a Gorge W. Bush nella piazza centrale di Teheran proprio perché, con la sua politica, ha regalato all&#8217;Iran il ruolo di grande potenza regionale.</p>
<p><b>L&#8217;interesse per la Cina</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_418" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao.jpg"><img class="size-medium wp-image-418" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao-300x226.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao-300x226.jpg" alt="con Wen Jiabao" height="226" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Wen Jiabao</dd>
</dl>
</div>
<p>In novembre ho compiuto un lungo viaggio in Cina. Per essere preciso a <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/articoli/estero/prodi-in-cina-incontro-a-pechino-con-il-premier-wen-jabao_294.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/articoli/estero/prodi-in-cina-incontro-a-pechino-con-il-premier-wen-jabao_294.html" target="_blank">Pechino</a>.<br />
Un viaggio dedicato a una serie di seminari su problemi politici ed economici di fronte all&#8217;Accademia del <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/la-crisi-finanziaria-e-le-sue-conseguenze-politiche-globali-intervento-al-comitato-centrale-del-partito-comunista-cinese_472.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/la-crisi-finanziaria-e-le-sue-conseguenze-politiche-globali-intervento-al-comitato-centrale-del-partito-comunista-cinese_472.html" target="_blank">Partito Comunista Cinese</a>, all&#8217;Accademia del Ministero degli Esteri, ai diplomatici in pensione ed ai giovani della scuola diplomatica. E con incontri con le massime autorità competenti sui problemi africani e, riguardo agli aspetti più tecnici della crisi, con la China Development Bank e la China Investment Bank.<br />
I seminari erano divisi equamente fra temi di politica e di economia internazionale ma, nella discussione che seguiva la mia introduzione, i temi economici hanno finito con il prevalere.<br />
Per la Cina si tratta infatti di affrontare per la prima volta dopo l&#8217;inizio del grande periodo di sviluppo, una pesante e diffusa crisi economica.<br />
Grandissima preoccupazione ma anche una precisa coscienza del nuovo ruolo che la Cina può svolgere nell&#8217;economia mondiale non solo come protagonista nella produzione ma anche come il più grande possessore di titoli del debito pubblico americano.<br />
Lunghe sono state le discussioni sul grande piano di rilancio della spesa pubblica cinese.<br />
Interessante notare che mentre i commentatori americani ed europei ne accentuano soprattutto l&#8217;aspetto degli investimenti in infrastrutture (ferrovie, telefoni e strade) l&#8217;analisi interna pone soprattutto l&#8217;accento sull&#8217;enorme aumento di spesa nel settore sanitario, scolastico, della ricerca e del sostegno del reddito delle categorie più disagiate, soprattutto nelle campagne.<br />
Se questa è la prospettiva e se i tempi di questa spesa saranno rapidi, queste decisioni provocheranno (attraverso un sensibile aumento del potere di acquisto interno) un forte e positivo processo di riequilibrio dell&#8217;economia mondiale.<br />
Dimensioni e rapidità delle spese sono naturalmente le condizioni perché si ottengano risultati in linea con le aspettative.<br />
Gli incontri sul problema africano sono stati rivolti a promuovere un forte impegno cinese per il peacekeeping in Africa.<br />
Un&#8217;Africa pacificata e con forti tassi di sviluppo è, tra l&#8217;altro, la migliore garanzia per gli enormi investimenti compiuti e in via di realizzazione da parte cinese nel continente africano.<br />
Di massima importanza è stato l&#8217;incontro privato di oltre due ore con il Primo Ministro <a href="http://hr.china-embassy.org/eng/zxxx/t524001.htm" mce_href="http://hr.china-embassy.org/eng/zxxx/t524001.htm" target="_blank">Wen Jiabao</a>, con il quale si è discusso con estrema franchezza e libertà sui temi più delicati sul tappeto; dalla crisi economica internazionale, ai rapporti con l&#8217;Unione Europea, al Tibet e alle prospettive della politica mondiale, soprattutto dopo il risultato delle elezioni americane.<br />
Come atto di cortesia, le immagini dell&#8217;incontro sono state inserite nel telegiornale delle 19, di fronte al quale siedono abitualmente più di 500 milioni di telespettatori.</p>
<p>Credo che l&#8217;attenzione da me dedicata fin dal lontano passato all&#8217;Asia (ed in particolare alla Cina) fosse davvero ben posta e che oggi ci si accorga finalmente come e dove si stanno spostando i punti di riferimento dell&#8217;economia e della politica mondiale.</p>
<p><b>Al Cairo per il Peacekeeping</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_419" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak.jpg"><img class="size-medium wp-image-419" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak-300x214.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak-300x214.jpg" alt="con Hosni Mubarak" height="214" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Hosni Mubarak</dd>
</dl>
</div>
<p>Anche in questo caso con riferimento al Peacekeeping in Africa ma con allargamento ai principali temi politici (soprattutto il Medio Oriente) è stato il viaggio in Egitto, proprio nel giorno immediatamente precedente la tregua di Gaza.<br />
Sui problemi tecnici del Peacekeeping e sul ruolo dell&#8217;Egitto si è concentrato l&#8217;incontro con il Ministro della Difesa Tantawi e con il Ministro per la Cooperazione Internazionale, Signora Aboulnaga. Si è invece parlato soprattutto di politica internazionale nel lungo e amichevole incontro con il Presidente Mubarak.<br />
Indubbiamente, anche spinto da necessità di politica interna, il Presidente Mubarak è riuscito ad organizzare una tregua che, se anche non potrà dare pace duratura al Medio Oriente, ha però il grande merito di porre termine al tragico elenco di vittime dei bombardamenti di Gaza.</p>
<p><b>Infine in Messico</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_421" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti.jpg"><img class="size-medium wp-image-421" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti-300x205.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti-300x205.jpg" alt="con Gonzales, Lagos e Sanguinetti" height="205" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Gonzales, Lagos e Sanguinetti</dd>
</dl>
</div>
<p>Diversa è stata la motivazione del viaggio in <a href="http://www.cronica.com.mx/nota.php?id_nota=411341" mce_href="http://www.cronica.com.mx/nota.php?id_nota=411341" target="_blank">Messico</a>, dove sono stato invitato dal Senato messicano a partecipare al dialogo fra le forze politiche e sociali per riflettere e formulare rimedi riguardo alle conseguenze della crisi economica mondiale sul Paese.<br />
Questo lungo &#8220;dialogo&#8221; è stato preceduto da un seminario a cui ho partecipato insieme all&#8217;ex Primo Ministro Spagnolo Felipe Gonzales e agli ex Presidenti della Repubblica del Cile Lagos e dell&#8217;Uruguay Sanguinetti.<br />
Il dibattito si è concentrato sulla politica necessaria per diversificare l&#8217;export del Paese (ora per oltre l&#8217;80% verso gli Stati Uniti) e sugli strumenti da adottare per fare riprendere gli investimenti ora in grandissima crisi.<br />
Alle analisi economiche si è affiancato l&#8217;esame delle conseguenze di una criminalità diffusa, che è arrivata a produrre 6.270 morti solo nel corso del 2008.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_422" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg"><img class="size-medium wp-image-422" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg" alt="con Calderon" height="150" width="200"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Calderon</dd>
</dl>
</div>
<p>Su questi temi si sono concentrati anche gli incontri con il Presidente della Repubblica Calderon e con i massimi rappresentanti dei tre maggiori partiti rappresentati in Parlamento, cioè il Partito di Azione Nazionale (PAN), il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) e il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD).<br />
Con i rappresentanti di numerose Associazioni non Governative e negli incontri all&#8217;Università Iberoamericana di Puebla (gestita dai gesuiti) e all&#8217;Università Statale di Città del Messico l&#8217;interesse è stato soprattutto sulle Piccole e Medie Imprese Italiane, sulla politica per lo sviluppo e la lotta alla criminalità nel Mezzogiorno e, soprattutto, sull&#8217;esperienza politica dell&#8217;Ulivo, alla quale è dedicato (da tutte le categorie incontrate) un particolare interesse.<br />
Non è stato sempre agevole spiegare a tanti appassionati osservatori perché l&#8217;Ulivo sia prematuramente appassito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/documenti/guardandosi-intorno_384.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le divisioni del mondo arabo non aiutano la pace ma possono provocare un conflitto inarrestabile.</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/le-divisioni-del-mondo-arabo-non-aiutano-la-pace-ma-possono-provocare-un-conflitto-inarrestabile_358.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/le-divisioni-del-mondo-arabo-non-aiutano-la-pace-ma-possono-provocare-un-conflitto-inarrestabile_358.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi arabi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/wordpress/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Intervento su Il Messaggero del 17 gennaio 2009
di Romano Prodi
SI PARLA di una imminente tregua a Gaza. Se ne parla con ottimismo e speranza ma la si invoca anche per necessità.
L’Egitto, grande e infaticabile mediatore, si trova infatti in una posizione sempre più scomoda e difficile. Da un lato, soprattutto negli ultimi tempi, non nasconde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/mubarakprodi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-359" title="Incontro fra Hosni Mubarak e Romano Prodi" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/01/mubarakprodi-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>Intervento su Il Messaggero del 17 gennaio 2009</p>
<p>di Romano Prodi</p>
<p>SI PARLA di una imminente tregua a Gaza. Se ne parla con ottimismo e speranza ma la si invoca anche per necessità.</p>
<p>L’Egitto, grande e infaticabile mediatore, si trova infatti in una posizione sempre più scomoda e difficile. Da un lato, soprattutto negli ultimi tempi, non nasconde il suo distacco e la sua irritazione nei confronti di Hamas e, dall’altro, non può nemmeno nascondere la grande preoccupazione per l’effetto che i bombardamenti a Gaza, producono sull’opinione pubblica, non solo egiziana ma di tutti i Paesi arabi.</p>
<p>Nonostante il fermo controllo sui mass media esercitato dall’esercito israeliano, le reti televisive più seguite nel mondo arabo continuano infatti a mostrare all’opinione pubblica le tragiche scene delle scuole colpite, dei bambini uccisi e degli ospedali sempre meno in grado di curare i feriti.</p>
<p>La preoccupazione e la fretta dell’Egitto sono aumentate ulteriormente dopo il vertice di Doha (in Qatar) nel quale la presenza del leader della parte più estremista di Hamas (quella che risiede a Damasco ed è capeggiata dallo sceicco Khaled Meshaal) ha spinto i Paesi presenti verso posizioni sempre più dure ed intransigenti.</p>
<p>Il ragionato ottimismo che tre giorni fa il presidente egiziano mi esprimeva riguardo a una possibile tregua, doveva essere perciò tradotto in azione nel più breve tempo possibile. Questa è la ragione per cui è stato convocato con la massima urgenza il vertice di Sharm el Sheikh, vertice assolutamente necessario per porre termine alla tragedia di Gaza prima che tutto il vicino Oriente si infiammasse.</p>
<p>Non nascondiamo però il rischio contenuto nella convocazione di questo vertice di cui non sappiamo ancora definitivamente quale sarà il livello di partecipazione, anche se ci auguriamo che sia più ampio ed elevato possibile, proprio per la grandezza dei problemi che deve affrontare. La nostra speranza per il successo di questo vertice non può né deve nasconderne i limiti e soprattutto i problemi che lascerà in ogni caso aperti. La necessità che tutti i partecipanti avranno di giungere ad un accordo il più rapidamente possibile renderà infatti difficile una decisione efficace riguardo alla costituzione di una “forza di interposizione” capace da un lato di controllare il traffico di armi fra l’Egitto e Gaza, ma capace anche di permettere il flusso di merci di cui la città assediata ha necessità, flusso che negli ultimi mesi è arrivato con sempre maggiore difficoltà, imponendo penosi sacrifici a tutta la popolazione.</p>
<p>Ancora più complicato appare soprattutto il cammino verso una pace stabile e una “soluzione politica” del problema palestinese. La “guerra di Gaza” ha infatti radicalizzato ancora di più le posizioni, ha aumentato la spaccatura non solo fra Israele e la Palestina, ma anche all’interno dei palestinesi e, quello che è più grave, tra i diversi Paesi arabi.</p>
<p>C’è chi pensa, seguendo il vecchio principio del “divide et impera” che una ulteriore divisione tra i Paesi arabi possa facilitare la pace definitiva in Medio Oriente. Nulla è più sbagliato di questa ipotesi.<br />
Stando in Medio Oriente si deve infatti convenire che, in tempi nei quali da un lato incombe la minaccia del terrorismo e dall’altro la diffusione dei media è capace di infiammare in un attimo l’opinione pubblica, le crescenti divisioni del mondo arabo non sono in alcun modo un aiuto alla pace ma, all’opposto, rendono sempre più facile lo scoppio di un conflitto inarrestabile.</p>
<p>E l’esperienza ci dimostra che non sono certo le liti fra i Paesi arabi a garantire la sicurezza di Israele. É necessario perciò che le cosiddette grandi potenze tengano ben presente questo fatto e rifuggano dalla tentazione di ripetere il vecchio gioco che troppo volte ha innescato tensioni e guerre. Nel ribadire la calda ma non scontata speranza che l’incontro di oggi a Sharm el Sheikh ponga finalmente fine alla guerra di Gaza, non facciamoci illusioni sulla definitività e la stabilità di questa tregua.</p>
<p>Le cose in ogni caso partiranno da una situazione peggiore di quella di un mese fa. Ci auguriamo perciò che il nuovo presidente degli Stati Uniti, con lo stesso realismo di cui ha dato prova nella formazione del suo governo, sia capace di dare concretezza e significato al concetto di “dialogo  che ha ripetutamente posto alla base della sua futura politica estera. Dialogo e “divide et impera” non sembrano infatti essere concetti fra di loro compatibili. Anche se in politica tutto è possibile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/le-divisioni-del-mondo-arabo-non-aiutano-la-pace-ma-possono-provocare-un-conflitto-inarrestabile_358.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
