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	<title>Romano Prodi &#187; industria</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>L&#8217;agenda del nuovo Ministro dello Sviluppo: Mercato e Stato, la sfida del rilancio si gioca in due</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/lagenda-del-nuovo-ministro-dello-sviluppo-mercato-e-stato-la-sfida-del-rilancio-si-gioca-in-due_1863.html</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:43:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fiat e il nuovo sistema industriale
Mercato e Stato, la sfida del rilancio si gioca in due
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 29 Luglio 2010
Anche negli ultimi giorni si continua a dibattere se siamo davvero usciti dalla crisi. E questa discussione andrà avanti ancora per un bel pezzo, perché quel poco di ripresa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/imagoeconomica161987940607201732_big.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1864" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/imagoeconomica161987940607201732_big.jpg" alt="" width="372" height="263" /></a>Fiat e il nuovo sistema industriale</strong></p>
<p><strong>Mercato e Stato, la sfida del rilancio si gioca in due</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100729&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PROD_32.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">Il Messaggero</a> </strong>del 29 Luglio 2010</p>
<p>Anche negli ultimi giorni si continua a dibattere se siamo <a href="http://www.university.it/ultimora/vedi_rubrica.php?NEWS=ADN20100720174933.xml" target="_blank">davvero usciti</a> dalla crisi. E questa discussione andrà avanti ancora per un bel pezzo, perché quel poco di ripresa che c’è è ancora incerto, varia da settore a settore e non offre alcun segno di venire incontro alla caduta dell’occupazione, che è la conseguenza più seria e permanente della crisi economica.</p>
<p>Per questo motivo vorrei sottrarmi al difficile ma affascinante esercizio di fare previsioni per il futuro e riflettere sulle cose certe, sugli inevitabili cambiamenti della nostra economia e sulle decisioni da prendere, sperando che <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/07/23/news/berlusconi_nuovo_ministro_la_prossima_settimana-5781108/?ref=HREC1-3" target="_blank">nelle prossime ore</a> si materializzi <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/07/23/news/napolitano_ventaglio-5770417/?ref=HREC1-3" target="_blank">finalmente</a> un ministro dello Sviluppo in grado, per capacità tecniche e per indipendenza di giudizio, di accompagnare e guidare la necessaria trasformazione delle nostre strutture produttive.</p>
<p>La conseguenza (questa davvero indubitabile) della crisi è infatti la necessità di una trasformazione completa del nostro sistema produttivo, trasformazione che non può essere compiuta solo dal mercato o solo dallo Stato. Come è stato autorevolmente affermato in un recente dibattito, la crisi sta mettendo ancora più in rilievo che l’essenza dello sviluppo economico è la trasformazione strutturale, l’ascesa cioè di nuove industrie e di nuovi modi di produrre rispetto a quelli tradizionali e che questo non è un processo facile e non è un processo automatico. Esso richiede la convergenza di forze di mercato e di un robusto supporto governativo. Se il governo è troppo oppressivo, esso stronca l’imprenditorialità privata. Se esso è troppo distaccato, i mercati continuano a fare ciò che essi sanno fare al meglio, confinando il Paese alla sua specializzazione in prodotti tradizionali e settori a bassa produttività.</p>
<p>Il <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ministero-per-lo-sviluppo-economico-unamnesia-nel-paese-dei-ritardi_1855.html" target="_blank">nuovo ministro dello Sviluppo</a> ha sul suo tavolo proprio questo grande compito, di aiutare le trasformazioni strutturali del nostro Paese, mobilitando imprese e governo.<br />
Lo dovrà fare in fretta, sapendo che dobbiamo contare principalmente sull’industria non solo perché siamo ancora il quinto Paese del mondo per produzione industriale assoluta e il secondo del mondo (dopo la Germania) per produzione industriale pro-capite, ma anche perché la nostra presenza nel terziario è molto più debole ed esige trasformazioni ancora più difficili.</p>
<p>Il primo riferimento della politica industriale dovrà essere naturalmente il mondo delle <a href="http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=604418" target="_blank">Piccole e Medie Imprese</a>, dominanti per importanza in Italia, sia all’interno che al di fuori dei distretti industriali. Le direzioni nelle quali agire e gettare ogni aiuto e ogni incentivo sono ormai molto chiare e cioè la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/tornare-a-investire-subito-nelle-scienze-della-vita-nelle-nuove-energie-e-nella-protezione-ambientale_931.html" target="_blank">Ricerca</a> e lo <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/attenti-ai-medici-che-non-conoscono-lammalato-reagire-alla-crisi-con-innovazione-e-ricerca_1506.html" target="_blank">Sviluppo</a>, il trasferimento tecnologico, la presenza nei mercati esteri (soprattutto quelli nuovi) la crescita dimensionale e l’innalzamento della qualità del capitale umano. Le nostre imprese hanno infatti una percentuale di ricercatori e di laureati nettamente inferiore a quella dei Paesi direttamente a noi concorrenti e sono troppo piccole per innovare ed essere presenti nei mercati esteri.</p>
<p>Vorrei perciò che il primo colloquio del nuovo ministro fosse con il suo collega responsabile dell’Istruzione per capire e fare capire come la moltiplicazione della conoscenza tecnica a tutti i livelli sia il requisito primario del nostro futuro sviluppo. La scuola tecnica non può più essere considerata marginale o residuale come avviene oggi. Anche se è certo che noi viviamo e vivremo al livello della nostra competenza tecnica, non mi sembra che questa realtà sia oggi una priorità né nel mondo politico, né in quello imprenditoriale o sindacale.</p>
<p>Non mi sembra né giusto né utile che quando si parla di decisioni per il futuro delle nostre imprese il discorso si fermi sempre alle pur importantissime “condizioni di contesto”, come la Pubblica amministrazione, le infrastrutture e le banche. Una seria politica industriale deve lavorare non solo sul “contesto” ma sull’innalzamento delle risorse umane e del modo di operare delle imprese.</p>
<p>Nell’ufficio ancora deserto del ministro vi è tuttavia qualcosa che riguarda una grande impresa, cioè il dossier <a href="http://www.ilsussidiario.net/Dossier/FIAT/" target="_blank">Fiat</a>. Finora tale dossier è stato trattato solo nei suoi pur importantissimi aspetti sociali ma esso cade in pieno nel capitolo delle <a href="http://www.affaritaliani.it/economia/fiat_marchionne_sindacati_fiom_disdetta29072010.html" target="_blank">trasformazioni strutturali</a> come obiettivo essenziale della nostra economia. È, cioè, compito del governo (come lo hanno fatto negli Stati Uniti, in Francia e in Germania) mettere attorno allo stesso tavolo sindacati e imprese per raggiungere gli obiettivi di flessibilità e innovazione che sono oggi indispensabili per operare nel mercato automobilistico internazionale. Come hanno dimostrato le esperienze degli altri Paesi, questo è un compito estremamente difficile ma se, come è avvenuto fino ad ora, ci si sottrae ad esso, la partita è certamente perduta.</p>
<p>Mi auguro quindi che il nuovo ministro arrivi in fretta e si metta subito al lavoro. E, soprattutto, gli auguro buon lavoro.</p>
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		<title>Ministero per lo Sviluppo Economico, un&#8217;amnesia nel Paese dei ritardi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 09:44:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ministero vuoto. Sviluppo, un&#8217;amnesia nel Paese dei ritardi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 24 luglio 2010
Da mesi le voci che chiedono la nomina di un nuovo ministro per lo Sviluppo si susseguono invano e la poltrona di un dicastero così importante è rimasta desolantemente vuota fino a che un robusto richiamo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/scajola-berlusconi.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1859" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/scajola-berlusconi.jpg" alt="" width="360" height="315" /></a>Il Ministero vuoto. Sviluppo, un&#8217;amnesia nel Paese dei ritardi</p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100724&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_41.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank">Il Messaggero</a></strong> del 24 luglio 2010</p>
<p>Da mesi le voci che chiedono la nomina di un nuovo <a href="http://www.asca.it/news-GOVERNO__NUOVO_MINISTRO_SVILUPPO__GLI_SCENARI_POSSIBILI_%28IL_PUNTO%29-937709-ORA-.html" target="_blank">ministro per lo Sviluppo</a> si susseguono invano e la poltrona di un dicastero così importante è rimasta desolantemente vuota fino a che un <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE66M06520100723" target="_blank">robusto richiamo</a> del Presidente della Repubblica ha indotto il presidente del Consiglio a ripensarci.</p>
<p>Finalmente la prossima settimana dovremmo quindi avere <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/il_ministro_sviluppo_lo_saprete_settimana/24-07-2010/articolo-id=462967-page=0-comments=1" target="_blank">qualcuno</a> incaricato di curarsi dell’economia reale e delle politiche da seguire per riparare almeno parzialmente i danni provocati dalla più grave crisi industriale degli ultimi decenni.</p>
<p>Questo vuoto di potere, forse dovuto soprattutto alla difficoltà di trovare un successore, è stato ripetutamente motivato da un avversione al concetto stesso di politica industriale, come se l’azione del governo fosse un elemento di freno e non di spinta per lo sviluppo economico. Tutto questo in un momento in cui, anche senza chiamarla per nome, la politica industriale costituisce il pezzo forte anche dei Paesi che più si fondano sull’economia di mercato.</p>
<p>Lo è in Germania dove accanto al ministero responsabile per la politica finanziaria vi è un’istituzione simmetrica che guida l’economia reale, lo è negli Stati Uniti, dove <a href="http://climateprogress.org/2010/07/04/obama-solar-pv-csp/" target="_blank">risorse impressionanti</a> sono indirizzate verso settori innovativi, a partire dalla ricerca e dalla produzione delle nuove fonti di energia. Non parliamo naturalmente della Francia dove gli interessi nazionali vengono difesi con strumenti che vanno forse anche al di là delle condivise regole europee.</p>
<p>In Italia si è lasciata per mesi e mesi la <a href="http://www.repubblica.it/rubriche/market-place/2010/06/07/news/la_sede_vacante-4639477/" target="_blank">poltrona vuota</a> mentre, ovviamente, gli altri ministri cercavano di spolpare i vari fondi e le varie competenze del ministero dello Sviluppo togliendogli non solo le risorse ma i poteri di coordinamento che erano stati alla base della sua nascita, anche se raramente tali poteri erano stati effettivamente esercitati.</p>
<p>Una volta posto termine a questo periodo di cannibalismo e ripristinata la propria autorità, il nuovo ministro avrà sul suo tavolo un’agenda con alcuni compiti precisi.</p>
<p>In primo luogo dovrà riprendere la promozione di un efficace funzionamento delle regole della concorrenza e del mercato, regole che non possono essere fatte rispettare separatamente dai diversi ministeri. Frammentando la politica della concorrenza, ogni ministro controllore finisce nelle mani dei propri controllati. I mercati hanno bisogno di ben altro.</p>
<p>In secondo luogo ci vuole qualcuno che coordini tutti gli strumenti necessari per l’ingresso nei settori innovativi, come le scienze della vita e le energie pulite, e che aiuti la riorganizzazione e la strategia globale dei nostri settori forti come il made in Italy e i beni strumentali. Bisogna inoltre che abbia la capacità di aiutare la produzione di nuove idee e di assicurare che le idee creative si trasferiscano rapidamente dalle università e dai centri di ricerca verso il mondo produttivo. E che le politiche fiscali e le politiche scolastiche tengano conto non solo dei propri sacri e inviolabili obiettivi ma anche delle future necessità del Paese.</p>
<p>Vi è un terzo compito che mi sembra particolarmente vitale per noi, cioè quello di coordinare tutti gli strumenti per fare in modo che gli investitori esteri ritornino a considerare l’Italia come un Paese attraente per i loro investimenti. Il progresso dell’industria, in un mercato aperto, non può fare a meno del contributo di innovazione portato dagli investimenti esteri, mentre anche le statistiche più recenti provano che i grandi investitori internazionali si tengono sempre più alla larga dal nostro Paese.</p>
<p>In un periodo di diffuse crisi aziendali come quello in cui viviamo non possiamo inoltre continuare a non avere un centro di riflessione e di organizzazione degli strumenti per fare fronte a queste crisi, lasciandone la responsabilità politica alle sole competenze del ministero del Lavoro, per sua natura deputato a trovare rimedi e non a ricercare soluzioni.</p>
<p>Come ulteriore osservazione vedo la necessità di riprendere i fili della politica territoriale, sia riguardo alla reinterpretazione del ruolo dei distretti industriali che al ripensamento della politica per il Mezzogiorno, oggi definitivamente abbandonata.</p>
<p>Mi auguro infine che su questi temi si apra finalmente un dibattito che coinvolga tutte le parti interessate, a cominciare da Confindustria, che ho visto più interessata a dettare le ricette macroeconomiche al governo che non ad approfondire analiticamente e concretamente i nuovi problemi e le nuove esigenze dell’industria, che è e dovrà rimanere un pilastro fondamentale ed insostituibile della nostra economia.</p>
<p>È quindi necessario rispondere subito all’invito del Presidente della Repubblica prima che il ministero dello Sviluppo venga completamente svuotato delle competenze e dei poteri necessari per una nuova politica industriale.</p>
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		<title>Incontro di Romano Prodi col vicepremier cinese Hui Liangyu e intervento alla National School of Governance ed al CEIBS</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:15:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[From June 28 to July 4 2010, Romano Prodi visited Beijing as a guest of the China Institute for International Strategic Studies (CIISS) to participate in an international conference on food safety. On this occasion, Romano Prodi had meetings with Hui Liangyu, China&#8217;s vice Prime Minister, and with General Chen Bingde, the current PLA&#8217;s Chief [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1813" class="wp-caption alignright" style="width: 342px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/2.jpg"><img class="size-full wp-image-1813   " title="July 1 2010, Romano Prodi and Chinese vice Prime Minister Hui Liangyu at the Great Hall of the People" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/2.jpg" alt="July 1 2010, Romano Prodi and Chinese vice Prime Minister Hui Liangyu at the Great Hall of the People" width="332" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">July 1 2010, Romano Prodi and Chinese vice Prime Minister Hui Liangyu at the Great Hall of the People</p></div>
<p>From June 28 to July 4 2010, Romano Prodi visited Beijing as a guest of the China Institute for International Strategic Studies (CIISS) to participate in an international conference on food safety. On this occasion, Romano Prodi had meetings with Hui Liangyu, China&#8217;s vice Prime Minister, and with General Chen Bingde, the current PLA&#8217;s Chief of Staff.</p>
<div id="attachment_1814" class="wp-caption alignleft" style="width: 440px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_0248.JPG"><img class="size-large wp-image-1814  " title="July 3 2010, public panel discussion at CEIBS Beijing, from right to left : General Giuseppe Cucchi, Romano Prodi, General Xiong Guangkai, Ambassador Lu Qiutian and David Gosset." src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/IMG_0248-1024x682.jpg" alt="July 3 2010, public panel discussion at CEIBS Beijing, from right to left : General Giuseppe Cucchi, Romano Prodi, General Xiong Guangkai, Ambassador Lu Qiutian and David Gosset." width="430" height="286" /></a><p class="wp-caption-text">July 3 2010, public panel discussion at CEIBS Beijing, from right to left : General Giuseppe Cucchi, Romano Prodi, General Xiong Guangkai, Ambassador Lu Qiutian and David Gosset.</p></div>
<p>Romano Prodi delivered a<a href="http://www.nsa.gov.cn/cenep/portal/user/anon/page/NSAEnglish_CMS.page?metainfoId=81f24dd83fa546d4907cfda2f64753d1&amp;appId=00000000000000001264&amp;categoryCode=100" target="_blank"> speech</a> at the <a href="http://www.nsa.gov.cn/cenep/" target="_blank">National School of Governance</a> and participated in a public <a href="http://www.ceibs.edu/media/archive/54234.shtml" target="_blank">panel discussion</a> at the <a href="http://www.ceibs.edu/" target="_blank">China Europe International Business School</a> on the 21st century main geopolitical dynamics.</p>
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		<title>Discorso di Prodi sulla crisi economica e finanziaria alla National School of Administration cinese</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/discorso-di-prodi-sulla-crisi-economica-e-finanziaria-alla-national-school-of-administration-cinese_1804.html</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:01:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[National School of Administration
The People&#8217;s Republic of China
On July 2, 2009, Mr. Romano Prodi, former President of the EU Commission and former Prime Minister of Italy, delivered a speech on current financial and economic crisis for CNSA trainees and faculty its premises.
Mr. Wei Liqun, CNSA Executive Vice President met Mr. Prodi and chaired his speech [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/E-tu1.jpg"><img class="size-full wp-image-1805 alignright" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/E-tu1.jpg" alt="" width="639" height="190" /></a>National School of Administration<br />
The People&#8217;s Republic of China</p>
<p>On July 2, 2009, <a href="http://www.nsa.gov.cn/cenep/portal/user/anon/page/NSACMSPage.page?metainfoId=5927dfb67555461f94c549b26de49b9d" target="_blank">Mr. Romano Prodi</a>, former President of the EU Commission and former Prime Minister of Italy, delivered <a href="http://www.nsa.gov.cn/cenep/portal/user/anon/page/NSAEnglish_CMS.page?metainfoId=81f24dd83fa546d4907cfda2f64753d1&amp;appId=00000000000000001264&amp;categoryCode=100" target="_blank">a speech</a> on current financial and economic crisis for <a href="http://www.nsa.gov.cn/" target="_blank">CNSA</a> trainees and faculty its premises.</p>
<p>Mr. Wei Liqun, CNSA Executive Vice President met Mr. Prodi and chaired his speech later.</p>
<p>CNSA Vice Presidents, Mr. Hong Yi, Mr. Zhou Wenzhang and Mr. Han Kang  as well as Mr. Yang Wenming, Director General of CNSA Personnel Bureau were also present at the meeting and the speech.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/1_2f29c89df608465e962ec34af32b9937.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-1821" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/1_2f29c89df608465e962ec34af32b9937.JPG" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/2_7d2838c07bcb4b24ad7453876879544d.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-1822" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/2_7d2838c07bcb4b24ad7453876879544d.JPG" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/3_7905a5d0bfa54df590f607a409c3369e.JPG"><img class="aligncenter size-full wp-image-1823" title="3_7905a5d0bfa54df590f607a409c3369e" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/07/3_7905a5d0bfa54df590f607a409c3369e.JPG" alt="3_7905a5d0bfa54df590f607a409c3369e" width="500" height="333" /></a></p>
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		<title>La speculazione è forte quando la politica è debole</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 14:37:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: «La Tobin tax è un&#8217;idea giusta. Ma va applicata su scala planetaria»
Intervista di Vittorio Carlini a Romano Prodi su Il Sole 24 Ore.com del 28 maggio 201
«Da un lato i mercati finanziari sono di fatto globalizzati; dall&#8217;altro gli strumenti per regolarli hanno ancora una dimensione locale, nazionale. E&#8217; questa la contraddizione che ci ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/small-world.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1651" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/small-world.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Prodi: «La Tobin tax è un&#8217;idea giusta. Ma va applicata su scala planetaria»</p>
<p>Intervista di Vittorio Carlini a Romano Prodi su <strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-28/prodi-speculazione-forte-quando-104100.shtml?uuid=AYWxMvtB" target="_blank">Il Sole 24 Ore.com</a></strong> del 28 maggio 201</p>
<p>«Da un lato i mercati finanziari sono di fatto globalizzati; dall&#8217;altro gli strumenti per regolarli hanno ancora una dimensione locale, nazionale. E&#8217; questa la contraddizione che ci ha portato alla crisi». Romano Prodi, raggiunto al telefono nella sua casa di Bologna, non fa troppi sconti. Il Professore non nasconde le sue preoccupazioni: il futuro, perlomeno nell&#8217;immediato, non è roseo. «Questa dicotomia – dice &#8211; non sarà risolta in tempi brevi. Non vedo uno slancio, uno scatto in avanti in favore di una regolamentazione a livello mondiale».</p>
<p><em>Il problema della finanza è una conseguenza del più ampio fenomeno della globalizzazione…</em></p>
<p>La globalizzazione, in generale, sta provocando il cambiamento della sovranità nazionale. I mercati finanziari sono una parte del discorso. Lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Westphalian_sovereignty" target="_blank">stato westfaliano</a>, come noi lo conosciamo, è oggetto di profondi mutamenti: è perforato da continui vasi comunicanti, essenzialmente per una duplice causa.</p>
<p><em>Vale a dire?</em></p>
<p>In primis, c&#8217;è il forte aumento del peso di istituzioni sovranazionali, quali per esempio l&#8217;Unione europea. Poi ci sono strumenti non istituzionali, come appunto le Borse e i mercati finanziari. Questi ultimi, però, sono guidati da forze non regolate in maniera sufficiente. E qui sta il guaio: fino a quando non lo affrontiamo, assisteremo al succedersi di altre crisi, di altri periodi di difficoltà.</p>
<p><em>Eppure, almeno a livello di dichiarazioni, c&#8217;è chi continua a richiamare il tema della riforma sistemica…</em></p>
<p>Sì, ma manca la politica. Non vedo all&#8217;orizzonte un forte accordo per il cambiamento. Fino all&#8217;aprile dell&#8217;anno scorso, si spingeva per una regolamentazione di tipo globale. Pian piano, le ambizioni sono diminuite; si è preferito ripiegare su argomentazioni di carattere tecnico, sulla soluzione di singoli aspetti del problema. Per carità, proposte pur sempre importanti ma che non affrontano il &#8220;peccato originale&#8221;, non risolvono alla radice la contraddizione. Basta vedere quello che è successo per la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tobin_Tax" target="_blank">Tobin tax</a>.</p>
<p><em>Cosa intende dire?</em></p>
<p>In sé è una buona idea. Ma se non viene condivisa da tutti, se non c&#8217;è uno scatto in avanti della politica che la impone a livello planetario non ha senso. Può essere aggirata sempre e comunque, passando per qualche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradiso_fiscale" target="_blank">isola del Caimano</a>.</p>
<p><em>Ma le regole sono veramente sufficienti a riportare nei giusti limiti un capitalismo finanziario che ha messo in atto la fuga in avanti?</em></p>
<p>Le regole sono tutto. Io parlo di accordi tra istituzioni, governi, organi che devono farle rispettare. La speculazione è forte quando la politica è debole. Se nel caso della Grecia avessimo avuto una politica con legami precisi, accordi precisi, strumenti precisi gli speculatori avrebbero preso una bastonata tale da ricordarsela per molto tempo.</p>
<p><em>Rimanendo sulla scala mondiale, molti auspicano una maggiore collaborazione tra Europa e Stati Uniti…</em></p>
<p>Su questi temi sarebbe utile arrivare ad una grande alleanza tra le due sponde dell&#8217;oceano Atlantico. Tuttavia, non credo che il governo di Washington sia in grado di prendere una simile iniziativa e le capitali europee non mi sembrano unite tra loro.</p>
<p><em>Perché pensa che il presidente Barack Obama non sia in grado di farsi promotore di un simile disegno?</em></p>
<p>Il mondo politico americano è diviso. Nel recente passato, soprattutto sul tema della finanza, ci sono state molte grida ma non grandi passaggi concreti. Non vedo un&#8217;idea che possa portare, per esempio, a dar vita ad una nuova <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Bretton_Woods" target="_blank">Bretton Woods</a>: cioè ad un grande accordo a livello mondiale. La conferenza, avviata nel 1944, avvenne in un momento in cui gli Stati Uniti potevano esercitare una forte leadership. Fu preparata da due anni di dicussioni. E poi, allora, il mondo era più piccolo: adesso bisogna coinvolgere molti più stati. Oggi come oggi solo il <a href="http://www.g20.org/" target="_blank">G20</a> potrebbe convocare, per il medio termine, un simile consesso. Tuttavia non vedo una spinta reale in tal senso. Non vorrei sembrare troppo pessimista, ma bisogna leggere la realtà con molta serietà.</p>
<p><em>Insomma, la politica non c&#8217;è. Per quale motivo?</em></p>
<p>Perché siamo in una fase ancora arretrata di cooperazione internazionale. Ci sono troppi players che vogliono giocare le loro carte. Gli stati nazionali hanno le loro prerogative, le loro regole cui non vogliono rinunciare. A ben vedere, non esiste un colpevole preciso. E&#8217; la storia che va avanti: già nel passato abbiamo vissuto periodi di grande mutamento, e nel futuro ce ne saranno altri. Di certo, però, la soluzione non è tornare al protezionismo. I mercati dei beni e quelli finanziari devono restare aperti, collegati tra loro e permettere una vita economica dinamica. Chiuderli significherebbe solo peggiorare le cose: il mondo tornerebbe verso la miseria e la guerra.</p>
<p><em>Passando a un piano più limitato, quello dell&#8217;Unione europea, dopo lo scoppio della crisi greca abbiamo assistito ad accenni di maggiore integrazione: nell&#8217;ipotesi di riforma del patto di stabilità è ipotizzato, per esempio, che i bilanci statali possano sottostare a una valutazione ex ante del Consiglio europeo. Un passo che condivide?</em></p>
<p>Sì e mi auguro che, dopo la crisi, i provvedimenti adottati spingano ancora di più in questa direzione. La politica monetaria comune deve essere affiancata da una politica economica coordinata sui grandi temi. Altrimenti, la situazione non può più reggere a lungo.</p>
<p><em>Quest&#8217;impostazione, giocoforza, conduce alla limitazione della sovranità nazionale nella politica fiscale…</em></p>
<p>Credo che, sui grandi capitoli economici, sia un processo inevitabile. Poi, voglio essere chiaro. Se la domanda è: dev&#8217;esserci un sistema sanitario europeo? Bé, rispondo con forza di no. Il principio di sussidiarietà è una cosa seria e i servizi ospedalieri debbono rimanere vicino ai cittadini. Un discorso analogo può farsi, ad esempio, per lo stato sociale: seppure può immaginarsi un coordinamento tra gli stati, la sua organizzazione resta un tema di livello locale. E&#8217; compito della politica individuare e definire cosa è nazionale e cosa sovranazionale.</p>
<p><em>In tal senso è stata fatta la proposta di un&#8217;agenzia di rating europea, un progetto sensato?</em></p>
<p>Si tratta di un problema serio. Già parecchi anni fa non avevo una grande considerazione di queste società: vedevo come davano i voti. E, poi, se il loro giudizio dev&#8217;essere considerato oggettivo perché pubblicarlo a mercati aperti? Senza dimenticare, inoltre, il tema del conflitto d&#8217;interessi. Ciò detto, non sono favorevole ad un&#8217;agenzia europea che non potrebbe limitarsi a valutare non solo il debito sovrano ma anche i bond aziendali.</p>
<p><em>Una soluzione potrebbe essere quella di rafforzare la Bce, attribuendogli un potere di valutazione sul merito di credito…</em></p>
<p>E&#8217; un discorso serio. La <a href="http://www.ecb.int/ecb/html/index.it.html" target="_blank">Bce</a> è indipendente e risponde, in definitiva, all&#8217;opininione pubblica europea. Il tema del rafforzamento degli organi comunitari è rilevante. Penso, per esempio, ad Eurostat: che senso ha poter verificare solamente la bottom line di un bilancio, quando non puoi analizzare se gli addendi da cui deriva sono falsi oppure no. Torniamo al tema della maggiore integrazione e coordinamento, sempre però su i grandi capitoli economici</p>
<p><em>Insomma… Lei è un glocal</em></p>
<p>Certo che sì. Da tutta una vita sono <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Glocalizzazione" target="_blank">glocal</a>; quando ero presidente della Commissione europea ho tenuto la mia famiglia e le mie radici ben salde a Bologna, la mia terra.</p>
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		<title>Comunicato finale di &#8220;Africa, 53 Countries, one Union&#8221; Lavoreremo su Pace, sviluppo delle infrastrutture e istruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:30:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: &#8220;Lavoreremo su pace, sviluppo delle infrastrutture e istruzione&#8221;
Conclusa a Bologna la Conferenza &#8216;Africa, 53 Countries, one Union&#8217;
Una road map per avviare una stretta collaborazione tra gli  stati africani e i più importanti  protagonisti sulla scena mondiale per una nuova prospettiva di integrazione del continente africano.
E&#8217; questo il più importante degli obiettivi che sono emersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/53Countries1Union.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1586" title="locandina_ok_31,3x45:Layout 1" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/53Countries1Union-208x300.jpg" alt="locandina_ok_31,3x45:Layout 1" width="208" height="300" /></a>Prodi: &#8220;Lavoreremo su pace, sviluppo delle infrastrutture e istruzione&#8221;</p>
<p><em>Conclusa a Bologna la Conferenza <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">&#8216;Africa, 53 Countries, one Union&#8217;</a></em></p>
<p>Una road map per avviare una stretta collaborazione tra gli  stati africani e i più importanti  protagonisti sulla scena mondiale per una nuova prospettiva di integrazione del continente africano.</p>
<p>E&#8217; questo il più importante degli obiettivi che sono emersi nella Conferenza dal titolo &#8216;Africa, 53 Countries, one Union&#8217;  promossa dalla Fondazione per la Collaborazione tra i popoli di Romano Prodi che si è tenuta oggi a Bologna.</p>
<p>Primo di una serie di tre appuntamenti che seguiranno a Washington nel 2011 e ad Addis Abeba nel 2012, la conferenza, che ha portato intorno allo stesso tavolo capi di Stato africani, rappresentanti dell&#8217;Unione europea e delle principali organizzazioni internazionali, tra cui Onu, Ocse e Banca mondiale, è stata l&#8217;occasione per redigere un programma di incontri (che precederanno le prossime edizioni della Conferenza) che avranno il fine di sviluppare tre obiettivi  fondamentali precisati da Romano Prodi nel suo intervento finale: il raggiungimento di una pace duratura, lo sviluppo delle  infrastrutture e il progresso dell&#8217;educazione per le nuove generazioni. Gli obiettivi enunciati da Prodi hanno trovato il largo consenso dei partecipanti al dibattito.</p>
<p>&#8220;La nuova strategia &#8211; spiega l&#8217;ex premier italiano &#8211; è strategia di cooperazione: concludiamo questi due giorni di lavoro convinti della necessità di scrivere la parola &#8216;fine&#8217;  a un approccio bilaterale che ha caratterizzato la politica dei Paesi sviluppati nei confronti del continente africano: ha introdotto solo concorrenza negativa&#8221;.</p>
<p>Le azioni comuni, che  mirano a coinvolgere Unione europea, Onu, Stati Uniti e Cina, oltre, naturalmente, all&#8217;Unione africana, si focalizzeranno su alcuni punti chiave: pace e sicurezza, infrastrutture, sicurezza alimentare e istruzione.</p>
<p>Insomma, &#8220;un <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/un-nuovo-piano-marshall-per-la-rinascita-dellafrica_1539.html" target="_blank">Piano Marshall per l&#8217;Africa</a>&#8220;, suggerisce Prodi.</p>
<p>Al centro della discussione nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo, a Bologna, anche l&#8217;idea della creazione di un mercato comune africano,  caldeggiato dalla maggioranza dei partecipanti intervenuti  al dibattito, &#8220;che necessiterà di pazienza e spirito di collaborazione&#8221;; una maggiore cooperazione di tipo economico e finanziario; il superamento della stretta politica di visti esistente tra stati anche confinanti: per  permettere  ai cittadini africani di muoversi con maggiore libertà all&#8217;interno del continente si auspica &#8220;l&#8217;ottenimento di accordi a breve termine&#8221;.</p>
<p>Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i popoli, è molto soddisfatto dell&#8217;esito dell&#8217;iniziativa che ha visto protagonisti, tra gli altri, l&#8217;ex presidente del Sud Africa Thabo Mbeki, Asha Rose Migiro, vice segretario delle Nazioni Unite, Andris Piebalgs,  commissario europeo per lo sviluppo e Abdoulaye Wade, presidente del Senegal.  &#8220;Intensificheremo gli incontri e le discussioni tecniche lungo tutto l&#8217;anno che ci separa dalla tappa di Washington del 2011&#8243;, promette infine Prodi.</p>
<p>Bologna 21 maggio 2010</p>
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		<title>Attenti ai medici che non conoscono l&#8217;ammalato. Reagire alla crisi con innovazione e ricerca</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/attenti-ai-medici-che-non-conoscono-lammalato-reagire-alla-crisi-con-innovazione-e-ricerca_1506.html</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 21:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista di Lilli Gruber a Romano Prodi a &#8220;Otto e mezzo&#8221; in onda su La 7 il 18 maggio 2010
Apc-Crisi/ PRODI: WELFARE FINITO? PAESI CHE LO HANNO CRESCONO DI PIÙ &#8220;ATTENTI AI MEDICI CHE NON CONOSCONO L&#8217;AMMALATO&#8221;
Roma, 18 mag. (Apcom) &#8211; Altro che abolire il welfare, in Europa i Paesi che hanno uno &#8217;stato sociale&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1511" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/Prodi.jpg" alt="" width="361" height="242" />Intervista di Lilli Gruber a Romano Prodi a &#8220;Otto e mezzo&#8221; in onda su <a href="http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo" target="_blank">La 7</a> il 18 maggio 2010</p>
<p>Apc-Crisi/ PRODI: WELFARE FINITO? PAESI CHE LO HANNO CRESCONO DI PIÙ &#8220;ATTENTI AI MEDICI CHE NON CONOSCONO L&#8217;AMMALATO&#8221;</p>
<p>Roma, 18 mag. (<a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/18/crisi_prodi_welfare_finito_paesi_che_lo_hanno_crescono_di_piu,24371041.html" target="_blank"><strong>Apcom</strong></a>) &#8211; Altro che abolire il welfare, in Europa i Paesi che hanno uno &#8217;stato sociale&#8217; più forte sono quelli con la crescita più alta. Romano Prodi, durante &#8216;Otto e mezzo&#8217;, commenta così gli articoli apparsi in questi giorni sia sulla stampa italiana che su quella internazionale nei quali si recitava il &#8216;de profundis&#8217; per il welfare state.&#8221;In Europa &#8211; dice Prodi &#8211; i Paesi che stanno funzionando meglio come crescita sono quelli che hanno lo stato sociale più avanzato e più profondo. Sono quelli che crescono di più, i Paesi nordici, sono quelli che hanno più spesa sociale degli altri. Quindi stiamo molto attenti alle generalizzazioni che fanno i medici che non conoscono ammalato&#8221;.Adm182145 mag 1</p>
<p>CRISI: PRODI, REAGIRE CON INNOVAZIONE E RICERCA =</p>
<p>(<strong><a href="http://www.clandestinoweb.com/number-news/12235-crisi-prodi-reagire-con-innovazione-e-ricerca.html" target="_blank">AGI</a></strong>) &#8211; Roma, 18 mag.  &#8211; &#8220;Alla crisi bisogna reagire non andando in piazza ma con  l&#8217;innovazione, la ricerca, la scuola&#8221;. Questa e&#8217; la ricetta di Romano  Prodi per superare l&#8217;attuale contingenza. &#8220;E&#8217; una sfida &#8211; spiega &#8211; in  cui il cervello conta piu&#8217; dei muscoli&#8221;. L&#8217;ex premier non vede alle  porte scontri sociali come e&#8217; stato per la Grecia. &#8220;Con questi livelli  di disoccupazione, come il 20% in Spagna, 30 o 40 anni fa sarebbe  successo il finimondo. Con la gente in piazza. Oggi &#8211; osserva Prodi &#8211;  l&#8217;Europa e&#8217; dominata piu&#8217; da rassegnazione che da ribellione&#8221;. Quindi,  ribadisce, &#8220;il problema e&#8217; di esserci rassegnati a condizioni di vita  che tagliano il futuro alle nuove generazioni. Questa crisi e&#8217;, in  questo senso, molto subita, mentre invece bisogna reagire, riprendere  questo senso di essere all&#8217;avanguardia del mondo. Soprattutto con la  globalizzazione dobbiamo essere uniti&#8221;. (AGI) Lam/Dma 182135 MAG 10</p>
<p>FISCO: PRODI,EVASIONE E&#8217; GRANDE NEMICO DELLA SOCIETA&#8217; DEMOCRATICA</p>
<p>=   (<a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/18/manovra_prodi_volgarita_dire_che_tasse_sono_mani_in_tasca,24370914.html" target="_blank"><strong>AGI</strong></a>) &#8211; Roma, 18 mag. &#8211; &#8220;L&#8217;evasione fiscale e&#8217; il grande nemico della  societa&#8217; democratica&#8221;. Ne e&#8217; convinto l&#8217;ex premier, Romano Prodi, ospite  di &#8216;Otto e mezzo&#8217;. &#8220;Su questo &#8211; sottolinea &#8211; non c&#8217;e&#8217; il minimo dubbio.  I Paesi che hanno i debiti piu&#8217; elevati sono quelli che hanno  accumulato una grande evasione fiscale&#8221;. Ma, &#8211; aggiunge Prodi &#8211; nel  nostro Paese &#8220;non viene combattuta per niente. Anzi &#8211; aggiunge &#8211; si  mandano messaggi secondo i quali il nemico e&#8217; il fisco, lo Stato. Io ho  avuto seri problemi quando ho abolito l&#8217;Ici al 40% per i ceti meno  abbienti. Poi e&#8217; arrivato Berlusconi e ha tolto l&#8217;imposta anche ai  ricchi. Cosi&#8217; &#8211; sottolinea Prodi &#8211; si crea l&#8217;idea che non si debba  pagare&#8221;. In questa ottica un ruolo fondamentale giocano anche i condoni.  &#8220;Sono il segnale per cui la gente poi pensa che se un condono viene  fatto oggi, poi sara&#8217; fatto anche in futuro. Quindi &#8211; aggiunge &#8211; non si  cambia il costume, mentre io ritengo importantissimo l&#8217;aspetto  educativo, per cui si insegna ai cittadini che devono contribuire al  benessere del proprio Paese&#8221;. (AGI) Lam/Pro 182126 MAG 10</p>
<p>CRISI:PRODI DIFENDE TASSE,DIRE MANI IN TASCA DISTRUGGE PAESE</p>
<p>(<a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/prodi-difende-tasse-382271/" target="_blank"><strong>ANSA</strong></a>) &#8211;  ROMA, 18 MAG &#8211; L&#8217;ex premier Romano Prodi, ospite di &#8216;Otto e mezzo&#8217; su  La7, si sfoga quando la conduttrice Lilli Gruber gli chiede se, per  affrontare la crisi, il governo dovra&#8217; mettere &#8216;le mani in tasca agli  italiani&#8217;. &#8216;Ma in che paese viviamo &#8211; sbotta il Professore &#8211; per usare  queste espressioni? Se vogliamo gli ospedali pubblici, la scuola, e&#8217;  giusto pagare le tasse. Bisogna essere spietati con chi evade e con chi  ruba ma l&#8217;idea che pagare le tasse e&#8217; mettere le mani in tasca e&#8217;  diseducativo, porta alla distruzione morale del paese, cosi&#8217; si  distrugge il sistema democratico e non si fara&#8217; mai un paese  moderno&#8217;.Una reazione forse eco delle critiche alle manovre economiche  dei suoi governi: &#8216;Io ho avuto il coraggio, ho sentito insulti da tutti  ma io ho dato i numeri veri&#8217;.(ANSA).FEL 18-MAG-10 21:11</p>
<p>CRISI:PRODI,RIGORE MI E&#8217; COSTATO VOTI,EVASIONE PRIMO NEMICO</p>
<p>(<a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/18/prodi_stringere_la_cinghia_mi_e_costato_un_bel_po_di_voti,24370714.html" target="_blank"><strong>ANSA</strong></a>) &#8211;  ROMA, 18 MAG &#8211; Una politica di rigore sui conti pubblici &#8216;mi e&#8217; costata  anche un po&#8217; di voti&#8217;. Davanti agli annunci del governo sulla prossima  manovra, l&#8217;ex premier Romano Prodi ricorda le conseguenze della politica  economica del suo governo.&#8217;Tremonti &#8211; afferma Prodi &#8211; tiene i conti  molto riservati, non ho capito da che punto parta la strategia. Certo la  somma e&#8217; cospicua e non si copre certo con la finestra delle pensioni.  In ogni caso bisogna costruire il domani, non e&#8217; possibile che la cassa  integrazione si allunghi tagliando sulla formazione&#8217;. In ogni caso, l&#8217;ex  premier non vede in Italia il rischio di scontri sociali come in  Grecia, &#8217;semmai il problema e&#8217; la rassegnazione degli europei mentre  bisogna reagire non con le piazze ma con un nuovo dinamismo come  dimostrano paesi emergenti come la Cina&#8217;.Se &#8216;il sistema pensionistico e&#8217;  abbastanza in equilibrio e bisognerebbe dare molta flessibilita&#8221;,  Prodi non ha dubbi sul fatto che &#8216;l&#8217;evasione e&#8217; il nemico numero 1 dei  bilanci ed infatti i paesi con maggior deficit e&#8217; perche&#8217; si e&#8217;  accumulata evasione fiscale&#8217;.(ANSA).FEL 18-MAG-10 21:04</p>
<p>Manovra/ Prodi:  ANCORA NON HO CAPITO LE STRATEGIE DEL GOVERNO &#8216;TREMONTI TIENE I CONTI RISERVATI. IO DICO: PRESERVARE IL DOMANI&#8217;</p>
<p>Roma, 18 mag. (<strong><a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/05_maggio/18/manovra_prodi_ancora_non_ho_capito_le_strategie_del_governo,24371043.html" target="_blank">Apcom</a></strong>) &#8211; Difficile commentare la manovra che il Governo sta mettendo a punto, Giulio Tremonti tiene &#8220;i conti molto riservati&#8221; e non si riesce a capire &#8220;da quali basi partano le strategie&#8221;, ma in generale è necessario &#8220;preservare il futuro&#8221;. Lo dice Romano Prodi, durante &#8216;Otto e mezzo&#8217;: &#8220;Mah, vede&#8230; Non sono al Governo &#8211; risponde quando gli viene chiesto dove bisognerebbe tagliare &#8211; non ho i conti in mano. Certamente la somma fatta dal ministro Tremonti è cospicua, mi sembra fossero 27 miliardi di euro. Le cifre avanzate ne coprono solo minima parte, l&#8217;unica idea concreta è quella delle finestre delle pensioni &#8211; a parte il fatto che non so se sia opportuno cominciare da questo &#8211; e potrà dare 1 miliardo, 1,5 miliardi di euro&#8230; Non ho la minima idea di dove il Governo voglia cominciare questa politica&#8221;.<br />
&#8220;Io dico &#8211; aggiunge &#8211; che bisogna in ogni modo preservare il domani. Quando vedo che la Cigs è pagata con i fondi Fas, pagata cioé diminuendo l&#8217;istruzione professionale, quindi diminuendo la scommessa sul futuro&#8230; beh mi preoccupo&#8221;.<br />
&#8220;Peraltro &#8211; conclude Prodi &#8211; è chiaro che i conti li ha in mano il ministro, e tra l&#8217;altro li tiene molto riservati. Non sono riuscito a capire veramente da quali basi partano le strategie di oggi, lo vedremo nei prossimi giorni&#8221;.</p>
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		<title>Prodigando&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 14:16:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo di Pedro Nueno su La Vanguardia del 21 marzo 2010
El martes pasado soñaba despierto en Pekín escuchando a Romano  Prodi ante una audiencia de más de cien altos directivos europeos expatriados en  China. Ha decidido fichar como profesor en nuestra escuela en China y se ha  estrenado en marzo con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1335" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/03/23546.jpg" alt="" width="350" height="222" />Articolo di Pedro Nueno su <a href="http://www.lavanguardia.es/free/edicionimpresa/res/20100321/53897845534.html" target="_blank"><strong>La Vanguardia</strong></a> del 21 marzo 2010</p>
<p><span>El martes pasado soñaba despierto en Pekín escuchando a Romano  Prodi ante una audiencia de más de cien altos directivos europeos expatriados en  China. Ha decidido fichar como <a href="http://www.romanoprodi.it/?s=ceibs" target="_blank">profesor</a> en nuestra escuela en China y se ha  estrenado en marzo con un éxito sin precedentes. </span></p>
<p><span>Prodi fue ministro de Industria  en Italia en los difíciles últimos setentas, con menos de 40 años de edad. No  debió de hacerlo mal porque poco después le encargaron por 7 años la presidencia  del IRI, que era como el INI nuestro, un montón de empresas estatales y con  problemas. Saneó y privatizó compañías como Crédito Italiano o Banca Commerciale  Italiana. En 1999 el Consejo de Europa y el Parlamento Europeo lo eligieron  presidente de la Comisión Europea. En el 2006 fue elegido <a href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=1764" target="_blank">primer ministro</a> del  Gobierno de la República Italiana. Pero Prodi es un intelectual potente. Ha  compaginado el gobierno con la universidad y su lista de publicaciones es  interminable. Llegamos a un acuerdo en su despacho en la Universidad de Bolonia,  entre clase y clase. </span></p>
<p><span>Su éxito en China está siendo  espectacular con los jóvenes, los maduros y los séniors, chinos y occidentales.  Es una combinación de sencillez, humildad, sentido del humor, potencia  intelectual y una experiencia única. Días atrás un político nuestro decía que  antes, quienes entraban en la política o en el gobierno hacían un sacrificio,  dejando opciones mejores, mientras que hoy, la mayoría entra porque no tienen  otra cosa. Lo decía él y quizás pensaba en otros países. Con Romano Prodi debió  de ser lo primero. Cuando explica cómo introdujo el euro te das cuenta de la  habilidad que tuvo. Dice que le preocupaba cómo reaccionarían franceses y  alemanes perdiendo el franco y el marco. No debió de ser fácil. Yo pensaba:  &#8220;Menos mal que los más preocupados con la identidad son de letras; si no, lo  primero que hubiésemos hecho al montar la Generalitat es crear la pela; y si  hubiésemos tenido la pela, ¿habríamos aceptado cargárnosla para adoptar el euro?  Claro que si hoy tuviésemos la pela la podríamos devaluar y exportaríamos más&#8221;. </span></p>
<p><span>Prodi, completamente al día, introducía en su charla lo  último del Congreso del Partido Comunista que acababa de celebrarse en Pekín,  como la <a href="http://www.chinadaily.com.cn/cndy/2010-03/15/content_9588400.htm" target="_blank">frase</a> del primer ministro Wen Jiabao, en una rueda de prensa de dos  horas antes 800 periodistas de todo el mundo, atendiendo sus preguntas: &#8220;<a href="http://article.wn.com/view/2010/03/15/Brighter_than_the_sun/" target="_blank">La  justicia y la equidad brillan más que el sol</a>&#8220;, demostrando que la principal  preocupación del Partido Comunista chino es la estabilidad social que sólo se  consigue con justicia y equidad. Viendo a Prodi, que repitió varias veces que  nació en 1939, de pie, moviéndose ágilmente, tomando preguntas con apertura,  respondiendo con precisión y profundidad, con aquel sentido del humor, pensaba:  &#8220;¿Por qué los europeos entusiastas vienen a China?, ¿qué tendrá este país que  atrae, cultiva y retiene el entusiasmo?&#8221;.</span></p>
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		<title>Prodi rifiuta la presidenza di South Stream: &#8220;basta affari, insegno in Cina&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 13:05:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LA SCELTA DI PRODI, NO A PUTIN, BASTA AFFARI INSEGNO IN CINA
IN INTERVISTA A AFP SPIEGA IL RIFIUTO A PRESIDENZA SOUTH STREAM
(ANSA) &#8211; ROMA, 17 MAR &#8211; Basta con gli affari, meglio insegnare e per di piu&#8217; in una delle 30 migliori scuole del mondo, secondo la classifica del Financial Times: la China
Europa international business [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1375" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/03/23544-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />LA SCELTA DI PRODI, NO A PUTIN, BASTA AFFARI INSEGNO IN CINA<br />
IN INTERVISTA A AFP SPIEGA IL RIFIUTO A PRESIDENZA SOUTH STREAM</p>
<p>(<a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-793226/gas-prodi-no-putin-presidenza/" target="_blank"><strong>ANSA</strong></a>) &#8211; ROMA, 17 MAR &#8211; Basta con gli affari, <a href="http://www.romanoprodi.it/?s=ceibs" target="_blank">meglio insegnare</a> e per di piu&#8217; in una delle 30 migliori scuole del mondo, secondo la classifica del Financial Times: la China<br />
Europa international business School di Shangai. Per questo l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto di no &#8221;per scelta&#8221; anche alla <a href="http://www.mysinchew.com/node/36520" target="_blank">proposta di Vladimir Putin</a> di diventare presidente di South Stream: &#8216;&#8217;se avessi voluto guadagnare avrei accettato la sua offerta&#8221;, ma &#8221;gli ho spiegato che e&#8217; meglio che un ex politico non lavori ad un progetto che ha contribuito a realizzare durante la sua carriera politica&#8221;.</p>
<p>Intervistato dall&#8217;<a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5jrDXhy2YDeTeMpSGmARBC8hGBB7Q" target="_blank">Afp</a> a Shangai, dove si trova per dare il via ad una serie di conferenze sull&#8217;Ue e la visione europea della Cina, Prodi assicura che tra i tanti lavori fatti nella<br />
sua vita, &#8221;questa e&#8217; la scelta migliore&#8221;.</p>
<p>Scelte differenti, ricorda l&#8217;Afp, sono costate ad altri ex premier l&#8217;accusa di &#8221;presunto conflitto di interessi&#8221;, come nel caso dell&#8217;ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, che dopo le sue dimissioni accetto&#8217; una poltrona nel consiglio di amministrazione di un oleodotto russo tedesco di cui aveva firmato l&#8217;atto di nascita, o ancora l&#8217;ex capo di governo britannico Tony Blair che ha moltiplicato i suoi contratti.</p>
<p>Prodi invece, sottolinea l&#8217;agenzia di stampa francese, sceglie di insegnare. &#8221;E&#8217; la scelta piu&#8217; appropriata per un ex uomo politico. Non c&#8217;e&#8217; niente di male a fare soldi -assicura- ma e&#8217; una scelta differente. Se avessi voluto far soldi avrei dovuto accettare l&#8217;offerta di Putin&#8221;.</p>
<p>Una scelta diversa, dunque, in un paese, la Cina, che non sta vivendo &#8221;un processo di cambiamento solo economico, ma totale&#8221;. E in una citta&#8217;, Shangai, che Prodi definisce<br />
&#8221;incredibile: il ritmo dei cambiamenti, la sua vitalita&#8217; e&#8217; senza paragoni. Ne&#8217; Los Angeles, ne&#8217; New York o Londra, ne&#8217; Parigi&#8230; Shangay -assicura Prodi- un crocevia di novita&#8217; &#8221;. (ANSA). TAM</p>
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		<title>Prodi boude le monde des affaires pour enseigner en Chine</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 10:08:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi boude le monde des affaires pour enseigner en Chine
Par D&#8217;Arcy DORAN
SHANGHAI (Chine), 17 mars 2010 (AFP) &#8211; Romano Prodi s&#8217;est vu  proposer des sièges dans des conseils d&#8217;administration et même de conduire un projet d&#8217;oléoduc, mais l&#8217;ancien président de la Commission européenne et ex-Premier ministre italien a préféré enseigner en Chine.
De nombreuses possibilités se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-1381" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/03/235431-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Prodi boude le monde des affaires pour enseigner en Chine</p>
<p>Par D&#8217;Arcy DORAN</p>
<p>SHANGHAI (Chine), 17 mars 2010 (<strong><a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5jrDXhy2YDeTeMpSGmARBC8hGBB7Q" target="_blank">AFP</a></strong>) &#8211; Romano Prodi <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-793226/gas-prodi-no-putin-presidenza/" target="_blank">s&#8217;est vu  proposer</a> des sièges dans des conseils d&#8217;administration et même de conduire un projet d&#8217;oléoduc, mais l&#8217;ancien président de la Commission européenne et ex-Premier ministre italien a préféré enseigner en Chine.</p>
<p>De nombreuses possibilités se sont présentées à Romano Prodi, 70 ans, depuis qu&#8217;il a pris sa retraite en 2008 après deux mandats à la tête du gouvernement italien, encadrant ses cinq ans à la présidence de la Commission. Certaines auraient été très lucratives, notamment l&#8217;offre de  Vladimir Poutine: devenir président de South Stream, un projet d&#8217;oléoduc entre le russe Gazprom et l&#8217;italien Eni.</p>
<p>Prodi <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-rifiuta-la-presidenza-di-south-stream-basta-affari-insegno-in-cina_1369.html" target="_blank">n&#8217;en a accepté aucune</a>, &#8220;par choix&#8221;. &#8220;J&#8217;ai expliqué à Poutine qu&#8217;il était mieux qu&#8217;un ancien responsable politique ne travaille pas dans un projet qu&#8217;il a aidé à prendre forme, pendant sa carrière politique&#8221;, dit-il lors d&#8217;un entretien avec l&#8217;AFP.</p>
<p>&#8220;Je ne voulais pas partir dans les affaires&#8221;, ajoute-t-il. Le choix contraire a valu des accusations de conflits d&#8217;intérêt potentiels à l&#8217;ancien chancelier allemand Gerhard Schroeder, peu après sa démission en 2005, quand il a accepté un siège au conseil d&#8217;administration d&#8217;un oléoduc russo-allemand dont il avait lui-même<br />
signé l&#8217;acte de naissance avec Poutine.</p>
<p>D&#8217;autres encore ont pris le chemin des affaires après une carrière politique, comme l&#8217;ancien chef du gouvernement britannique Tony Blair, qui a multiplié les contrats &#8212; conseiller d&#8217;un assureur suisse, d&#8217;une banque américaine, conférencier grassement payé&#8230;</p>
<p>Romano Prodi, lui, a attaqué cette semaine une série de conférences prévues sur une année à la China Europe International Business School (CEIBS), dans le quartier financier de Shanghai. &#8220;Des nombreux emplois que j&#8217;ai eus au cours de ma vie, celui-ci a été mon meilleur choix&#8221;, assure le septuagénaire. &#8220;C&#8217;est plus approprié pour un ancien homme politique. Il n&#8217;y a rien de mal à faire de l&#8217;argent mais c&#8217;est un choix différent. Si j&#8217;avais voulu l&#8217;argent j&#8217;aurais dû accepter l&#8217;offre de Poutine&#8221;, dit-il en riant.</p>
<p>A ses yeux CEIBS, a un autre avantage: l&#8217;école, classée parmi les 30 meilleures au monde par le Financial Times, contribue à jeter des ponts entre la Chine, troisième économie mondiale, et l&#8217;occident. Précieux pour &#8220;la paix, le développement, l&#8217;avenir&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Chine n&#8217;est pas seulement dans un processus de changement économique mais dans un processus de changement total&#8221;, affirme l&#8217;ancien dirigeant.</p>
<p>Après 27 ans de visites régulières en Chine, il a bien l&#8217;intention de continuer, en restant toutefois domicilé à Bologne, en Italie, où il a commencé sa carrière académique en 1966 en enseignant les sciences politiques.</p>
<p>Ses conférences doivent être axées sur l&#8217;UE, son fonctionnement et la vision européenne de la Chine, mais le programme exact n&#8217;a pas été arrêté, ni le nombre de ses interventions.</p>
<p>En avril, Romano Prodi quittera la Chine pour les Etats-Unis, et notamment l&#8217;université Brown de Rhode Island, où il a un contrat de cinq ans. Il sera de retour en mai dans ses terres pour une conférence sur le développement en Afrique, co-organisée par sa fondation et l&#8217;université Johns Hopkins.</p>
<p>Puis retour à Shanghai: &#8220;c&#8217;est une ville incroyable. Le rythme du changement à Shanghai, sa vitesse, est sans comparaison&#8221;. &#8220;Pas Los Angeles, pas New York ou Londres, ni Paris &#8230; Shanghai c&#8217;est un grand creuset de choses nouvelles qui arrivent&#8221;.<br />
dd-jg/pt/dfg</p>
<p>AFP 171009 GMT MAR 10</p>
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