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	<title>Romano Prodi &#187; G8</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Se ognuno dei cuochi bada alla sua pentola</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-ognuno-dei-cuochi-bada-alla-sua-pentola_1749.html</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 08:54:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 27 Giugno 2010
La lenta agonia del G8 prosegue il suo corso, anche se nessuno è ancora in grado di verificarne la morte cerebrale. Perché la sua fine non facesse troppo rumore è stato per ora affiancato al G20, che progressivamente ne prenderà il posto senza pianti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1750" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/g8_xin-400x300.jpg"><img class="size-full wp-image-1750 " title="I leaders del G20 ieri a Toronto " src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/g8_xin-400x300.jpg" alt="I leaders del G8 ieri a Toronto " width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">I leaders del G20 ieri a Toronto</p></div>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://carta.ilmessaggero.it/view.php?data=20100627&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_39.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 27 Giugno 2010</p>
<p>La lenta <a href="http://www.asca.it/news-G8__BOZZA_CONCLUSIONI__RIPRESA_FRAGILE__A_RISCHIO_OBIETTIVI_SVILUPPO-926767-ECO-1.html" target="_blank">agonia del G8</a> prosegue il suo corso, anche se nessuno è ancora in grado di verificarne la morte cerebrale. Perché la sua fine non facesse troppo rumore è stato per ora <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=142392" target="_blank">affiancato al G20</a>, che progressivamente ne prenderà il posto senza pianti e senza rimpianti. Il G8 ormai da qualche tempo rappresentava una realtà mondiale sorpassata e la <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/06/27/visualizza_new.html_1846708627.html" target="_blank">riunione di ieri</a> lo ha semplicemente confermato. Sono stati passati in rassegna tutti i principali aspetti della politica internazionale (dall’Afghanistan, all’Iran, dal terrorismo internazionale al narcotraffico) senza tuttavia alcuna sostanziosa nuova deliberazione in materia.</p>
<p>L’unica cosa importante è l’impegno di mettere a disposizione la cospicua somma di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/G20-73-miliardi-di-dollari-per-mamme-e-bimbi-Organizzazioni-umanitarie-pochi_598767153.html" target="_blank">7,3 miliardi</a> di dollari per la salute delle madri e dei bambini nei Paesi più poveri del pianeta, anche se debbo prendere questa bella decisione con un pizzico di prudenza perché non sarebbe la prima volta che i Paesi del G8 si impegnano ad assegnare ai Paesi più poveri risorse che non vengono poi versate ma restano solo una promessa. Non parliamo poi dell’efficacia concreta dei generici impegni per un approccio globale nella lotta contro la fame nel mondo. Quasi mai i fatti hanno avuto la stessa dimensione delle parole.</p>
<p>Ho partecipato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Prodi" target="_blank">troppi G8 nella mia vita</a> (cinque come presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e cinque come presidente della Commissione Europea) per non essermi reso conto della caduta di rappresentatività dei G8 in un mondo che cambia e in cui i nuovi attori della politica e dell’economia mondiale, tenuti fuori da tale consesso, non possono essere più esclusi dalle grandi decisioni che riguardano il futuro del mondo.</p>
<p>Celebrata l’estrema unzione del G8 è <a href="http://www.asca.it/news-G8__OGGI_CHIUSURA_LAVORI__IL_TIMONE_PASSA_AL_G20-926692-ATT-.html" target="_blank">successivamente</a> iniziato il G20, nel cui campo giocano sostanzialmente tutti i protagonisti della politica mondiale che dovranno essere in futuro il punto di riferimento delle grandi decisioni planetarie, ma che oggi potranno concludere ben poco per la mancanza di accordo sul principale tema che è sul tavolo e cioè la strategia di uscita dalla crisi.</p>
<p>Il presidente americano <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/6_giugno/26/al_g20_obama_chiedera_riforme_e_stimoli_per_ripresa_globale,24945980.html" target="_blank">Obama</a> ha infatti, a questo proposito, chiesto ripetutamente ai due Paesi che sono fortemente in attivo nei saldi del commercio mondiale di riequilibrare la propria posizione, rendendo in tal modo più facile l’aggiustamento di coloro che, a partire dagli Stati Uniti, sono invece in cronico passivo. Alla Cina Obama ha chiesto la flessibilità del cambio dello yuan, mentre ha fatto pressione sulla Germania perché aiutasse la ripresa adottando una politica di minore austerità fiscale.</p>
<p>La risposta positiva <a href="http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=442198" target="_blank">cinese</a> è stata già data in anticipo con la disponibilità verso una maggiore flessibilità della valuta nazionale.</p>
<p>È un impegno importante ma che lascia alla Cina un grande margine discrezionale sui tempi e sui modi di attuazione di un’eventuale rivalutazione.</p>
<p>La <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20100625/pagina/02/pezzo/281162/" target="_blank">Germania</a> ha invece risposto picche ed ha varato invece un piano di austerità, non certo utile per la ripresa europea (che poneva le proprie speranze sulla crescita della domanda interna tedesca) ma sicuramente popolare presso gli elettori tedeschi, convinti che la crisi debba in ogni caso essere combattuta con l’austerità, anche se le ricette per la guarigione non possono essere le stesse quando le malattie sono diverse.</p>
<p>Nessuna proposta comune, quindi, per accelerare la ripresa dell’economia, anche se non noi europei non possiamo muovere alcun rimprovero agli altri perché, nonostante il legame che ci unisce, non siamo stati in grado di disegnare un percorso comune di uscita dalla crisi. Non mi dolgo invece riguardo al mancato accordo su una tassa sulle banche. Capisco che essa sarebbe stata molto popolare, ma sarebbe anche stata quantomeno una ragione per rendere più caro il credito, scaricando sui clienti il peso della tassa stessa proprio in un momento in cui molte aziende sono affamate di credito semplicemente per sopravvivere.</p>
<p>Se non succedono miracoli sarà quindi un <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/06/25/news/arriva_il_g20_ma_un_dialogo_tra_sordi_torna_la_paura_della_bancarotta_greca-5140917/?ref=HREC1-7" target="_blank">G20 particolarmente magro</a> e magri saranno anche i prossimi, se non ci affrettiamo a dotarli di strutture forti e permanenti, in grado di elaborare le proposte con largo anticipo e di arrivare all’approvazione finale dopo discussioni approfondite ed esaurienti. Questi vertici, con protagonisti numerosi e con calendari serrati e predeterminati, possono arrivare ad importanti decisioni solo se il menu è quasi pronto prima dell’inizio della riunione. Mi sembra che, stavolta, il menu fosse scritto solo sulla carta e che in cucina non ci fosse nessuno chef in grado di coordinare il lavoro dei cuochi e che ognuno badasse solo alla sua pentola. Se il G8 sta passando a miglior vita per la insufficiente rappresentatività dei suoi protagonisti, non vorrei che il G20 entri in una crisi irreversibile perché gli attori non sono in grado di lavorare insieme.</p>
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		<title>Inchiesta G8: Zampolini mente, lo querelo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 12:40:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[G8]]></category>
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		<description><![CDATA[(ANSA) – ROMA, 2 GIU – ‘Il signor Zampolini spara nel mucchio’, afferma l’ex premier Romano Prodi che annuncia querele. Zampolini sa benissimo, aggiunge Prodi, ‘che non ho mai indicato alcun nome per la realizzazione delle costruzioni del G8 alla Maddalena.
Evidentemente spera di poter dimostrare che siamo tutti eguali’. Ma poiche&#8217; non e&#8217; cosi&#8217;, ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/1205779178271_foto03xh.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1664" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/06/1205779178271_foto03xh.jpg" alt="" width="512" height="341" /></a>(<a href="http://it.euronews.net/flashnews/280979-inchiesta-g8-prodiquerelero-zampolini/" target="_blank"><strong>ANSA</strong></a>) – ROMA, 2 GIU – ‘Il signor Zampolini <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_02/sarzanini-bertolaso_71cba552-6e0d-11df-b855-00144f02aabe.shtml" target="_blank">spara nel mucchio</a>’, afferma l’ex premier Romano Prodi che <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_02/prodi-zampolini-querela_efed483c-6e44-11df-b855-00144f02aabe.shtml" target="_blank">annuncia querele</a>. Zampolini sa benissimo, aggiunge Prodi, ‘che non ho mai indicato alcun nome per la realizzazione delle costruzioni del G8 alla Maddalena.</p>
<p>Evidentemente spera di poter dimostrare che siamo tutti eguali’. Ma poiche&#8217; non e&#8217; cosi&#8217;, ho dato mandato ai miei avvocati di adire alle vie legali&#8221;.</p>
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		<title>Il G20 di Pittsburgh; decisioni a rilento ma il mondo va veloce</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 10:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 27 Settembre 2009
Se sI guarda alle decisioni concrete e immediate del vertice dei G20 di Pittsburgh non escono grandi novità.
E grandi novità non potevano esserci perché il futuro economico è ancora troppo incerto. Tutti sono infatti d’accordo che il punto più basso della crisi è passato, ma le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1063" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/090927/13796389.pdf" target="_blank">Il Messaggero</a></strong> del 27 Settembre 2009</p>
<p>Se sI guarda alle <a href="http://www.pittsburghsummit.gov/mediacenter/press/index.htm" target="_blank">decisioni</a> concrete e immediate del vertice dei <a href="http://www.pittsburghsummit.gov/" target="_blank">G20</a> di <a href="https://www.pittsburghg20.org/index.aspx" target="_blank">Pittsburgh</a> non escono grandi novità.</p>
<p>E grandi novità non potevano esserci perché il futuro economico è ancora troppo incerto. Tutti sono infatti d’accordo che il punto più basso della crisi è passato, ma le incertezze su quando e come ci sarà una ripresa duratura e solida hanno ovviamente impedito l’adozione di una nuova strategia comune.</p>
<p>In poche parole l’orizzonte non è ancora chiaro per permettere di prendere le misure capaci di mettere in un equilibrio più stabile i diversi sistemi economici mondiali e costruire una strategia di sviluppo di lungo periodo. E, soprattutto, per diminuire il peso e il rischio dei grandi indebitamenti che i diversi Paesi hanno dovuto accumulare per far fronte alla crisi.</p>
<p>Il <a href="http://www.pittsburghsummit.gov/mediacenter/129639.htm" target="_blank">comunicato finale</a> di Pittsburgh è perciò pieno di belle parole e di ottime intenzioni, ma nulla si propone riguardo al grande squilibrio commerciale tra Usa e Cina e ben poco riguardo alle riforme del sistema finanziario internazionale.</p>
<p>Eppure, analizzando lo svolgimento del vertice, vi sono parecchie importanti osservazioni da fare.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1064" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>In primo luogo il G20 ha svuotato il G8. Era logico che questo avvenisse perché bisognava rendersi conto che il mondo era cambiato, ma non può non destare sorpresa il linguaggio diretto e quasi brutale della <a href="http://www.whitehouse.gov/the_press_office/Fact-Sheet-Creating-a-21st-Century-International-Economic-Architecture/" target="_blank">dichiarazione</a> ufficiale del Governo americano in cui si scrive che i leader presenti «hanno messo il G20 al centro del loro disegno per costruire uno sviluppo duraturo ed evitare le debolezze finanziarie che hanno portato alla crisi».</p>
<p>La fine del G8 non poteva essere annunciata in modo più secco, dato che ad esso vengono ora riservate soltanto le materie riguardanti la politica estera e le relazioni internazionali, materie che il G8, già da molti anni, si è dimostrato incapace di trattare.</p>
<p>A Pittsburgh si è celebrato il trionfo dei 20 grandi tra cui ben cinque Paesi asiatici con l’aggiunta di altre nuove inclusioni come l’Australia, l’Argentina e la Turchia, ma l’elevato numero dei Paesi partecipanti e le modalità di svolgimento di questo vertice hanno già reso evidente che le decisioni verranno in pratica prese da un gruppo ben più ristretto di Paesi.</p>
<p>E se analizziamo anche solo la dimensione e la qualità delle delegazioni presenti, gli Stati Uniti e la Cina hanno già assunto un ruolo di preminenza.</p>
<p>Il così detto G2, (cioè Stati Uniti più Cina), che ritenevo una ipotesi di un lontano futuro, appare meno lontano e fantasioso del previsto anche perché a questo accordo è sempre più condizionato il successo del prossimo vertice mondiale sull’ambiente che si terrà tra poche settimane a Copenaghen.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1065" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh3-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>In questo direttivo mondiale in formazione l’Europa appare sempre più debole e marginale. Nicolas Sarkozy e Gordon Brown si sono <a href="http://www.whitehouse.gov/the_press_office/Statements-By-President-Obama-French-President-Sarkozy-And-British-Prime-Minister-Brown-On-Iranian-Nuclear-Facility/" target="_blank">presentati</a> sul podio assieme ad Obama ma appaiono sempre più come un contorno quasi ornamentale di fronte alla forza del presidente americano, mentre anche la Germania, opacizzata dall’imminenza elettorale, si è limitata ad un semplice ruolo di appoggio.</p>
<p>Nel G20 i Paesi europei rimangono tanti ma, divisi, non sono in grado di giocare alcun ruolo, pur contando sulla presenza aggiuntiva di Spagna ed Olanda come Paesi osservatori.</p>
<p>L’Europa o è unita o non esiste ed è perciò quasi naturale che anche nel quadro del necessario aggiornamento del Fondo Monetario Internazionale, siano prevalentemente i Paesi europei a dover cedere parte delle loro quote ai nuovi protagonisti dell’economia mondiale. E questo proprio in un periodo in cui l’euro si va sempre più rafforzando.</p>
<p>Un altro importante messaggio che ci è arrivato da Pittsburgh riguarda la diffusa preoccupazione per il continuo aumento della disoccupazione. Essa è la più grave minaccia alla pace sociale e al futuro delle nostre economie, ma debbo ammettere che ho trovato un poco farisaico che ci si sia quasi stupiti del cattivo andamento del mercato del lavoro. Tutti gli studiosi di cicli economici sanno infatti che l’occupazione comincia a ripartire almeno un paio di trimestri dopo l’inizio di una solida ripresa. Dobbiamo quindi lavorare ancora per adottare interventi e sussidi aggiuntivi in grado di fare fronte ad una tragedia che sarà più severa nel corso dei prossimi mesi.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh4.jpg"><img class="size-medium wp-image-1066 alignleft" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/pittsburgh4-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Quanto alle riforme del sistema monetario internazionale, esse sono state ovviamente e direi saggiamente rinviate a quando il quadro di riferimento sarà più chiaro. Per ora ci si è accontentati di proporre una tenue regolamentazione ai “bonus” dei banchieri, placando in tal modo, anche se parzialmente, le ire popolari nei confronti di coloro che sono da molti ritenuti i principali responsabili della crisi.</p>
<p>Anche se i giudizi sintetici sono sempre imperfetti, mi sembra di poter concludere che a Pittsburgh abbiamo assistito, come spesso accade nella storia, ad un vertice che ha deciso ben poco di concreto, ma che ha registrato un mutamento radicale nei rapporti di forza della politica mondiale.</p>
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		<title>Update on Peacekeeping in Africa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 12:02:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Africa at UN.
Versione italiana
Sept 23rd 2009.
The African Problem will be at center stage when today, September 23rd, the UN Security Council, chaired by President Barack Obama, will meet with the ten major contributors of human resources to the UN peace keeping operations, to discuss the issue of peace keeping in the world.
African wars in fact take up over [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1040" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/large_un-peacekeeper-mar14-08.jpg"><img class="size-medium wp-image-1040" title="An UN peacekeeper in Darfur" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/large_un-peacekeeper-mar14-08-300x200.jpg" alt="An UN peacekeeper in Darfur" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">An UN peacekeeper in Darfur</p></div>
<p><strong>Africa at UN.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=363" target="_blank">Versione italiana</a></em></p>
<p>Sept 23rd 2009.</p>
<p>The African Problem will be at center stage when today, September 23rd, the UN Security Council, chaired by President Barack Obama, will meet with the ten major contributors of human resources to the UN peace keeping operations, to discuss the issue of peace keeping in the world.</p>
<p>African wars in fact take up over 70% of all the resources dedicated by the United Nations to Peace Keeping operations and there has been no peace for decades in many parts of  the continent. From the Horn to the Great Lakes to West Africa conflict is endemic. The cost is staggering. Millions of people have been killed  billions of dollars that have been spent. Associated problems such as poor infrastructure, environmental threats, displacement, diseases, mean that the aftermath of conflict is more damaging and long lasting than the conflict itself. Though military capability may be part of any potential solution, peace on the African continent cannot be achieved only through the deployment of military forces. Measures such as early warning, conflict prevention, conflict resolution and post-conflict reconstruction should be part of Peacekeeping Capacity.</p>
<p>The UN Security Council surely has full responsibility for keeping peace and security, and UN peacekeeping has undergone an exponential increase since the early 1990s.</p>
<p>However it is becoming more and more clear that these crucial objectives cannot be achieved without a much deeper involvement of African Institutions, such as the African Union and the Regional Organisations which can take care of wars spreading beyond national borders which have been drawn with no care for tribal, ethnical or religious realities.</p>
<p>A significant amount of synergy to be achieved by drawing on the respective capacities of these organisations, but  the African Union has recognised the need to develop its own capacity to respond to crises on the continent.</p>
<p>I believe it is extremely important to create the conditions for increasing the participation of the AU in the decision making process and execution of peace operations on the African continent and to bolster through financing it a ‘peacekeeping capacity’ so to  transfer, eventually ,  responsibility and ownership of the operations to AU.</p>
<p>But, up to now, important countries such as France and UK have opposed  the empowerment of the African Union to take care of African Peace. </p>
<p>The assumption is that the Africans have not the capacity to do it and, throwing money to the problem, would not help to solve it. </p>
<p>This is right , in principle, but does not consider that without doing something concrete, visible and with a long term perspective, we end up in the ‘chicken or egg syndrome’ and nothing will ever change.</p>
<p>But something new is coming.</p>
<p>The panel I chaired on Peace Keeping in Africa proposed, among other recommendations, a ‘Long Term Multidonor Trust Fund’, specifically designed for  African Union Capacity Building.</p>
<p>The report of the United Nations Secretary General to be released the 23rd  emphasizes the relevance of a strong strategic partnership between AU and UN.</p>
<p>It is very likely that President Obama will support these steps and as he said in his recent speeches on Africa, he will be strongly against policies which might even bring to memory some colonial culture. Policies which not only are very dangerous  for peace in Africa, but have effect going well beyond the issue of peace keeping . </p>
<p>The same who oppose the idea of a strong AU are those who privilege bilateral relations with those African countries where old ties exist. This bilateralism is preventing the creation of markets large enough to foster a significant economic growth. The internal trade in Africa is very low and projects for infrastructures at the continental level for transportation, energy and communication are totally insufficient. Also China, which is present in Africa all over, following a well visible continental policy, deals with the African Countries one by one and does not help their integration in a larger reality.</p>
<p>Rather then blaming the Chinese for their ‘exploitation’ of natural resources we should try to find with them a common policy toward the continent, aiming to a strengthening of the role and of the power of the African Union and to define long term strategies at the continental level, respectful of all the local ethnical, religious and tribal realities.</p>
<p>Economic support and assistance to those who are more in need are surely very important, but from peace keeping to diffusion of democracy and economic development a new integrated African Policy is badly and urgently needed.</p>
<p><em>Romano Prodi</em></p>
<p><em>Chairman of the UN-AU Panel for Peacekeeping in Africa</em></p>
<p><em>Former President of the European Commission and Italian Prime Minister</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Prodi professore onorario a Mosca, sognando che l&#8217;Italia recuperi il suo prestigio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 17:07:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PRODI PROF ONORARIO A MOSCA, SOGNO ITALIA RECUPERI PRESTIGIO 
 
LA CERIMONIA ALLA MIRBIS, GLI ANEDDOTI E L&#8217;INCONTRO CON PUTIN
(di Claudio Salvalaggio) (ANSA) &#8211; MOSCA, 16 SET &#8211; Non ha &#8216;rimpianti&#8217; o  &#8216;ambizioni politiche&#8217;, ma ha ancora un &#8217;sogno&#8217; Romano Prodi, &#8216;che Italia recuperi il ruolo che deve avere nel mondo&#8217;, che &#8216;torni la vecchia simpatia e fiducia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1035" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/prodi_putin.jpg"><img class="size-medium wp-image-1035 " title="L'incontro con Vladimir Putin" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/prodi_putin-300x206.jpg" alt="L'incontro con Vladimir Putin" width="300" height="206" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;incontro con Vladimir Putin</p></div>
<p>PRODI PROF ONORARIO A MOSCA, SOGNO ITALIA RECUPERI PRESTIGIO <br />
 <br />
LA CERIMONIA ALLA MIRBIS, GLI ANEDDOTI E L&#8217;INCONTRO CON PUTIN</p>
<p>(di Claudio Salvalaggio) (ANSA) &#8211; MOSCA, 16 SET &#8211; Non ha &#8216;rimpianti&#8217; o  &#8216;ambizioni politiche&#8217;, ma ha ancora un &#8217;sogno&#8217; Romano Prodi, &#8216;che Italia recuperi il ruolo che deve avere nel mondo&#8217;, che &#8216;torni la vecchia simpatia e fiducia che c&#8217;e&#8217; sempre stata per il nostro Paese&#8217;. Parla senza nominare mai il governo Berlusconi, benche&#8217; i cronisti lo incalzino, mentre e&#8217; ancora in toga dopo la cerimonia per la sua nomina a professore onorario della <a href="http://www.mirbis.ru/en/news_1309.htm" target="_blank">Mirbis</a>, una prestigiosa business school internazionale di Mosca, la prima nata nell&#8217;Urss all&#8217;ombra della perestroika.</p>
<p>Ora ha 400 partner di 47 Paesi e 5mila studenti, dopo aver sfornato  finora 27mila specialisti. Prodi ne e&#8217; considerato il padre, dato che contribui&#8217; a fondarla come presidente della societa&#8217; di ricerca Nomisma, ed oggi ha raccolto gli onori concludendo la sua visita in Russia di tre giorni, tra aneddoti d&#8217;epoca, una lezione sulla crisi e un commento sul suo incontro ieri con il premier Vladimir Putin.</p>
<p>&#8216;Mi ricordo quando nel 1988 parlai della scuola a Gorbaciov e mi chiese di illustrargli la differenza tra capitalismo ed economia collettiva&#8217;,  ha esordito Prodi davanti al corpo accademico, agli studenti, alla<br />
moglie Flavia e all&#8217;ambasciatore italiano a Mosca Vittorio Surdo.</p>
<p>Conoscendo la caccia come in genere tutti i russi, gli chiesi perche&#8217; a suo avviso il cane, pur correndo piu&#8217; veloce della lepre, non riesce mai a raggiungerla: gli spiegai che il cane lavora sotto padrone mentre la lepre lavora in proprio&#8217;, ha raccontato, riferendo di un Gorbaciov intenzionato a citare l&#8217;esempio al Soviet supremo. Lo stesso Gorbaciov che,al drammatico tramonto del presidente Boris Ieltsin nel 1999, lo chiamo&#8217; al telefono quando era a capo della Commissione europea e gli raccomando&#8217; l&#8217;oscuro e giovane Putin assicurandogli che &#8216;era l&#8217;unico in grado di risollevare le sorti della Russia&#8217;.</p>
<p><a href="http://www.notiziarioitaliano.it/?articolo=17522" target="_blank">Putin</a> l&#8217;ha ricevuto ieri alla Casa Bianca, sede del governo russo, per un &#8216;lungo e disteso&#8217; incontro di circa un&#8217;ora.</p>
<p>&#8216;Appena ci siamo visti abbiamo detto entrambi &#8216;non si parla di Italia&#8221;, ha garantito oggi Prodi ai cronisti. Nella sua agenda con il premier russo, ha rivelato, c&#8217;erano invece l&#8217;Africa di cui si occupa per conto dell&#8217;Onu, le relazioni Ue-Russia, la crisi internazionale e la situazione economica russa con le strategie del governo in materia.</p>
<p>L&#8217;ex capo della commissione europea ha criticato i rapporti a corrente alternata tra Bruxelles e Mosca: &#8216;E&#8217; assurdo che questi rapporti siano un giorno buoni, un giorno cattivi, non e&#8217; questo il modo di operare tra realta&#8217; politiche che hanno molto in comune e debbono pensare a strategie di ampio respiro&#8217;, ha osservato Prodi, che da presidente della Commissione Ue aveva favorito l&#8217;avvicinamento tra Europa e Russia, tanto da fargli evocare il binomio &#8216;vodka e caviale&#8217;. A suo avviso esiste una complementarieta&#8217; di interessi che riguarda anche l&#8217;energia, settore nel quale Bruxelles dovrebbe avere una sua politica.</p>
<p>Quanto al futuro, Prodi e&#8217; tornato ad escludere un suo ritorno alla politica come alla maratona: &#8216;Entrambe mi sono impedite da una <a href="http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=3007" target="_blank">sciatica psicologica</a> o reale&#8217;. &#8216;Ho fatto tante cose, sono stato presidente della Commissione europea e due volte presidente del Consiglio, quando il gioco e&#8217; finito e&#8217; finito&#8217;, ha aggiunto, dicendosi appagato della sua nuova vita di conferenziere internazionale, del suo incarico Onu per l&#8217;Africa e delle sue docenze universitarie, una gia&#8217; in corso negli Usa alla blasonata Brown university e l&#8217;altra alla Business School di Shangai dal prossimo febbraio.</p>
<p>&#8216;Se uno fosse interessato alla politica italiana &#8211; ha sottolineato &#8211; se ne starebbe in Italia e parteciperebbe al dibattito politico, in particolare a quello del Partito democratico, cosa che non faccio&#8217;.</p>
<p>Oggi e&#8217; tornato in cattedra alla Mirbis, con una lezione sulla genesi della crisi, sulle misure che il prossimo G20 deve prendere &#8216;per evitarne un&#8217;altra tra 15-20 anni&#8217;, sul ruolo dello Stato &#8216;leggero&#8217; ma &#8216;arbitro&#8217; e <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/lo-stato-torni-ad-essere-controllore-e-regolatore-del-mercato_1006.html" target="_blank">&#8216;regolatore&#8217; del mercato</a> anche attraverso la leva fiscale, per evitare disuguaglianze sociali come l&#8217;attuale rapporto di <a href="http://www.iltamtam.it/Generali/Economia-e-Lavoro/Troppe-differenze-tra-gli-stipendi-Romano-Prodi-rilancia-la--denuncia-de-iltamtam.aspx" target="_blank">500 a uno</a> nei redditi tra i piu&#8217; ricchi e i piu&#8217; poveri.</p>
<p>(ANSA).</p>
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		<title>La sfida di una moneta unica mondiale</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-sfida-di-una-moneta-unica-mondiale_924.html</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La sfida di una moneta unica mondiale
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 16 Luglio 2009
Negli anni nei quali in Europa si stava costruendo l’Euro, gli incontri bilaterali che ogni anno avevano luogo fra l’Unione Europea e la Cina si svolgevano in un modo abbastanza particolare.
Nella prima parte della riunione veniva sbrigata con una certa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_926" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/dollar-vs-euro.jpg"><img class="size-medium wp-image-926" title="$ vs. €" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/dollar-vs-euro-300x240.jpg" alt="$ vs. €" width="300" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">$ vs. €</p></div>
<p>La sfida di una moneta unica mondiale</p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20090716&amp;ediz=20_CITTA&amp;npag=1&amp;file=PRODI_38.xml&amp;type=STANDARD" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 16 Luglio 2009</p>
<p>Negli anni nei quali in Europa si stava <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell'introduzione_dell'euro" target="_blank">costruendo</a> l’Euro, gli incontri bilaterali che ogni anno avevano luogo fra l’Unione Europea e la Cina si svolgevano in un modo abbastanza particolare.<br />
Nella prima parte della riunione veniva sbrigata con una certa rapidità l’agenda programmata. In seguito il Presidente Jang Zemin iniziava un analitico bombardamento di domande molto semplici e dirette.</p>
<p>Chiedeva se davvero sarebbero scomparse le vecchie monete nazionali come il marco tedesco o il franco francese (nulla mi domandò riguardo alla lira) e poi se sarebbe stata creata una carta moneta comune e, infine se, a mio parere, sarebbe stato opportuno per la Cina immettere l’Euro fra le riserve monetarie del Paese</p>
<p>La mia risposta a tutte queste domande era evidentemente positiva e cercava anche di essere rassicurante nelle motivazioni.</p>
<p>L’Euro divenne poi una realtà e, come sappiamo, nei primi mesi di vita il suo valore si indebolì fortemente nei confronti del dollaro, provocandomi una certa preoccupazione riguardo alla validità dei pareri che mi ero permesso di esprimere in precedenza.</p>
<p>Nell’incontro successivo fui tuttavia rapidamente tranquillizzato dallo stesso presidente che mi disse che la Cina era ancora interessata a comprare Euro sia perché il suo valore sarebbe aumentato (e ci prese in pieno) sia soprattutto perché la Cina desiderava vivere in un mondo in cui non vi fosse uno solo al comando e che un maggiore equilibrio fra le monete di riferimento avrebbe costituito un ulteriore passo per ottenere questo risultato. E che quindi era un obiettivo di lungo periodo della Cina avere in portafoglio Euro e dollari in misura tra di loro paragonabile.</p>
<p>Una visione chiara e lucida di come gli aspetti economici, politici e monetari sono profondamente legati fra di loro. Per quanto mi posso ricordare nessun riferimento fu fatto allora ad un potenziale ruolo della moneta cinese in questo nuovo ordine mondiale.</p>
<p>Sono passati poco più di cinque anni e il governatore della banca centrale cinese Zhou, in occasione del G20 e poi del G8, ha proposto la costituzione di una “<a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=15633&amp;geo=3&amp;size=A" target="_blank">valuta globale</a>” di riserva per sostituire il dollaro come valore di riferimento degli scambi mondiali.</p>
<p>Non un semplice affiancamento dell’Euro al dollaro ma un quadro in cui i nuovi rapporti di forza si esprimano anche nel campo monetario ed includano perciò i nuovi protagonisti della vita economica mondiale a partire dalla Cina.</p>
<p>Pur sapendo tutti quante volte (a partire da <a href="http://www.ena.lu/statement_lord_keynes_1944-020005491.html" target="_blank">Keynes</a> nel lontano 1944) questa proposta sia stata ripetuta e pur conoscendo bene quali difficoltà si frappongano e quanto sia lontano questo obiettivo, non possiamo tuttavia esimerci da due riflessioni.</p>
<p>La prima riguarda l’indebolimento della leadership americana in un così breve spazio di tempo.<br />
Gli Stati Uniti restano di gran lunga il più potente Paese del mondo. Tuttavia l’errore politico della guerra in Iraq, la debolezza della bilancia commerciale e la quantità di dollari giacenti nei forzieri delle banche centrali degli altri Paesi hanno reso molto più complesso e difficile l’esercizio di questo potere. Gli Stati Uniti non possono cioè esercitarlo da soli sia nel campo della forza militare che della moneta.</p>
<p>Ci vorrà ancora tempo perché si possa parlare di unica moneta di riferimento mondiale ma il problema è ormai sul tavolo e, se i nuovi membri del G20 faranno fronte comune, le loro richieste non potranno essere per sempre ignorate. Perché il mondo è veramente cambiato.</p>
<p>La seconda riflessione riguarda l’Euro. Questa moneta è una grande positiva realtà che, nella presente crisi, ha salvato l’Europa da disastrose svalutazioni competitive. L’Euro, tuttavia, <a href="http://www.businessonline.it/stampa/1/EconomiaeFinanza/2278/previsioni-euro-dollaro-moneta-principale-di-scambio.html" target="_blank">costituisce</a> solo il 26% delle riserve monetarie mondiali, che sono ancora per il 65% basate in dollari e la Cina stessa, nonostante il suo obiettivo politico di diversificare le proprie riserve, ha continuato a comprare soprattutto buoni del tesoro americani. E le transazioni internazionali, nonostante ripetuti annunci e ripetute minacce e nonostante la grande forza dell’economia della zona Euro, continuano a svolgersi in dollari.</p>
<p>La spiegazione è semplice: perché una moneta possa affermarsi come punto di riferimento nel mondo non basta la forza economica rappresentata dalla moneta stessa. Occorre una forza politica che guidi le grandi scelte che dalla moneta verranno sostenute e rafforzate. Un’unione monetaria non sorretta da una comune politica economica non può essere un punto di riferimento per l’economia mondiale.<br />
Se questa è la situazione credo che sia interesse dell’Unione Europea appoggiare apertamente i tentativi in corso per arrivare alla costruzione di una moneta unica mondiale.</p>
<p>Ci vorrà un enorme lavoro e tantissimo tempo ma sarà un altro passo in avanti per rendere meno probabili le ricorrenti crisi dell’economia mondiale.</p>
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		<title>20MLD di $ destinati dal G8 alla cooperazione sono il minimo del minimo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 16:41:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ G8: PRODI, 20MLD PER COOOPERAZIONE SONO IL MINIMO DEL MINIMO =
 A RAINEWS24, NESSUN INTERVENTO CONCRETO PER I PAESI POVERI
      Roma, 13 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211; 20 miliardi di dollari sono il minimo del minimo. E&#8217; questo il giudizio dell&#8217;ex-premier Romano Prodi sugli aiuti per la cooperazione e lo sviluppo dell&#8217;Africa decisi nel corso del G8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/ilprofessorechos_com_bkumbria_1208161071.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-920" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/ilprofessorechos_com_bkumbria_1208161071-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" /></a>G8: PRODI, 20MLD PER COOOPERAZIONE SONO IL MINIMO DEL MINIMO =<br />
 A RAINEWS24, NESSUN INTERVENTO CONCRETO PER I PAESI POVERI</p>
<p>      Roma, 13 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211; <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3527593839" target="_blank">20 miliardi</a> di dollari sono il minimo del minimo. E&#8217; questo il giudizio dell&#8217;ex-premier Romano Prodi sugli aiuti per la cooperazione e lo sviluppo dell&#8217;Africa <a href="http://www.g8italia2009.it/static/G8_Allegato/Dichiarazione_congiunta_G8_Africa_su_Acqua_--_italiano[1].pdf" target="_blank">decisi</a> nel corso del G8 de L&#8217;Aquila. In un&#8217;intervista con il giornalista di Umberto Martini, in onda stasera alle 23.00, su Rainews 24, nella sede di Bologna della sua Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli,<br />
Prodi ha detto precisato che oramai il G8 ha perso la capacita&#8217; di intervenire concretamente per risolvere i problemi dei paesi poveri.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; bisogno di una politica nuova, che cointribuisca allo sviluppo di una forte Unione Africana sul modello della nostra Unione Europea.</p>
<p>E&#8217; necessario &#8211; ha proseguito Prodi &#8211; che l&#8217;Unione Africana sia messa nelle condizioni di agire in autonomia per creare una politica comune di tutti i paesi africani sotto la tutela delle Nazioni Unite.<br />
Ma questo progetto non e&#8217; condiviso da alcuni Stati occidentali.  L&#8217;Italia dal punto di vista politico, manca di una visione dell&#8217;Africa. Non c&#8217;e&#8217; attenzione da parte della nostra classe dirigente che e&#8217; troppo preoccupata a curare i rapporti con Usa e Russia. In questo modo perdiamo le grandi opportunita&#8217; offerte dall&#8217;Africa.</p>
<p>Solo le Ong religiose e laiche stanno svolgendo un lavoro prezioso, mentre le nostre aziende, troppo frammentate, sono assenti rispetto agli altri Paesi. Un&#8217;attenzione particolare merita la <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/21/chinese-companies-investment-africa" target="_blank">Cina</a>.  L&#8217;unico Paese che fa una <a href="http://english.people.com.cn/90001/90776/90884/6645072.html" target="_blank">politica continentale</a> in Africa &#8211; ha concluso Prodi &#8211; e&#8217; la Cina, che ha rapporti con quasi tutti i paesi dell&#8217;Unione Africana ed <a href="http://notizie.it.msn.com/approfondimento/articolo.aspx?cp-documentid=11537851" target="_blank">importa</a> capitali uomini e tecnologie.</p>
<p>(Com/Pn/Adnkronos)<br />
13-LUG-09 18:41</p>
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		<title>Pace e stabilità in Africa sono essenziali per la crescita economica</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/pace-e-stabilita-in-africa-sono-essenziali-per-la-crescita-economica_911.html</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 17:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[G-8 focuses on continent
Peacekeeping stressed as key to development success
By Romano Prodi on The Washington Times; July 8, 2009
When the Group of Eight industrialized democracies meet each year, the topics usually center on issues involving the respective countries&#8217; interests in the Northern Hemisphere.
However, at the current G-8 summit &#8212; Wednesday through Friday in L&#8217;Aquila, Italy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_912" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/rp_onu_00011.jpg"><img class="size-medium wp-image-912" title="The UN-AU Panel with Secretary-General; Mr. Roman Prodi (Italy), appointed to chair the Panel of distinguished persons; Mr. James Dobbins (United States); Mr. Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius); Ms. Monica Juma (Kenya); Mr. Toshi Niwa (Japan); and Mr. Behrooz Sadry (Iran)." src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/07/rp_onu_00011-300x145.jpg" alt="The UN-AU Panel with Secretary-General; Mr. Roman Prodi (Italy), appointed to chair the Panel of distinguished persons; Mr. James Dobbins (United States); Mr. Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius); Ms. Monica Juma (Kenya); Mr. Toshi Niwa (Japan); and Mr. Behrooz Sadry (Iran)." width="300" height="145" /></a><p class="wp-caption-text">The UN-AU Panel with Secretary-General; Mr. Roman Prodi (Italy), appointed to chair the Panel of distinguished persons; Mr. James Dobbins (United States); Mr. Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius); Ms. Monica Juma (Kenya); Mr. Toshi Niwa (Japan); and Mr. Behrooz Sadry (Iran).</p></div>
<p>G-8 focuses on continent</p>
<p>Peacekeeping stressed as key to development success</p>
<p>By Romano Prodi on <strong><a href="http://www.washingtontimes.com/news/2009/jul/08/g-8-focuses-on-continent/?fe%20at=home_commentary" target="_blank">The Washington Times</a></strong>; July 8, 2009</p>
<p>When the Group of Eight industrialized democracies meet each year, the topics usually center on issues involving the respective countries&#8217; interests in the Northern Hemisphere.</p>
<p>However, at the current <a href="http://www.g8italia2009.it/G8/G8-G8_Layout_locale-1199882089535_Home.htm" target="_blank">G-8</a> summit &#8212; Wednesday through Friday in L&#8217;Aquila, Italy &#8212; Africa will be an important issue for discussion, and major African leaders have been invited to participate.</p>
<p>The problem of peacekeeping will be center stage because, unfortunately, violence still permeates many parts of the African continent. From the Horn to the Great Lakes to West Africa, conflict is endemic. The cost is staggering: Millions of people have been killed, and billions of dollars have been spent.</p>
<p>Associated problems &#8212; such as poor infrastructure, environmental threats, displacement and disease &#8212; mean the aftermaths of conflicts often are more damaging and long-lasting than the conflicts themselves. As a result, many attempts by the international community to alleviate poverty in Africa fall short.</p>
<p>Though military capability can be part of the solution, peace on the African continent cannot be achieved only by deploying force. Measures such as early warning, conflict prevention and resolution as well as post-conflict reconstruction also should be part of the peacemaking capacity.</p>
<p>The <a href="http://www.un.org/Docs/sc/" target="_blank">U.N. Security Council</a> is charged with maintaining international peace and security, and &#8212; to its credit &#8212; U.N. peacekeeping efforts have undergone an exponential increase since the early 1990s.</p>
<p>However, it is becoming increasingly clear that these crucial objectives cannot be achieved without the much deeper involvement of African institutions, such as the <a href="http://www.africa-union.org/root/au/index/index.htm" target="_blank">African Union</a> (AU) and various regional organizations.</p>
<p>A significant amount of synergy can be generated by drawing on the respective capacities of these local organizations, but the AU has recognized the need to develop its own capacity to respond to crises on the continent.</p>
<p>That is why the six-member <a href="http://appablog.wordpress.com/2008/09/12/au-un-establishment-of-the-au-un-panel-pursuant-to-security-council-resolution-1809-2008-statement-attributable-to-a-spokesperson-for-the-un-secretary-general/" target="_blank">U.N./AU panel</a> charged with studying peacekeeping in Africa (which I happen to chair) calls for increasing participation of the AU in the decision-making of peace operations there. In our report, we recommend that a sufficient peacekeeping capacity should be bolstered through financing so responsibility and ownership eventually are transferred to the AU.</p>
<p>However, when I discussed the findings of our <a href="http://www.securitycouncilreport.org/atf/cf/{65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9}/RO%20S2008%20813.pdf" target="_blank">report</a> at the U.N. Security Council on March 18, I found there was not a genuine desire from all of the most relevant countries to empower the AU to eventually take care of African peace.</p>
<p>After more than 30 declarations, two extremes developed: On one side, China, Italy, and other Mediterranean countries as well as the African nations themselves responded positively. France, the United Kingdom and Japan expressed considerable doubts.</p>
<p>Sadly, I feel such opposition brings back memories of old colonial behavior, which is very dangerous for the future of Africa and the world as a whole.</p>
<p>We need long-term strategies at the continental, national and local levels that support the efforts of political leaders to develop effective governance and the capacities to produce the stability essential for peace and economic growth.</p>
<p>Without this vision for the future, we will end up defining the problems of African wars as local conflicts, religious confrontation or the expansion of terrorism.</p>
<p>But these aren&#8217;t the reasons why Africa is racked with violence. Rather, they are the consequences of a lack of empowerment of the African people themselves to take care of their problems. It is time to help them have it.</p>
<p><em>Romano Prodi is the chairman of the U.N.-AfricanUnion Panel for Peacekeeping in Africa. He is the former president of the European Commission and the former prime minister of Italy.</em></p>
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		<title>Incontro con Romano Prodi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 12:14:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incontro con Romano Prodi nell&#8217;ambito della Scuola estiva dell&#8217;Associazione Rosa Bianca dal titolo &#8220;L&#8217;aratro, l&#8217;ipod e le stelle&#8221; (28-31 agosto 2008)

Un&#8217;analisi a 360° sul momento della politica internazionale, sul mondo, sull&#8217;Europa, i paesi emergenti. Romano Prodi tiene una lezione in occasione della Scuola dell&#8217;Associazione La Rosa Bianca che si è tenuta a Roncegno in provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro con Romano Prodi nell&#8217;ambito della Scuola estiva dell&#8217;Associazione Rosa Bianca dal titolo &#8220;L&#8217;aratro, l&#8217;ipod e le stelle&#8221; (28-31 agosto 2008)</p>
<p><img style="margin: 0px 10px 1px 0px;" src="/immagini/prodi_5sm.jpg" alt="" align="right" /><br />
Un&#8217;analisi a 360° sul momento della politica internazionale, sul mondo, sull&#8217;Europa, i paesi emergenti. Romano Prodi tiene una lezione in occasione della Scuola dell&#8217;Associazione La Rosa Bianca che si è tenuta a Roncegno in provincia di Trento lo scorso 29 agosto. E nello stile tipico di una lezione accademica (rispettando addirittura i 45 minuti accademici come tiene a sottolineare chiudendo il suo intervento) il 2 volte presidente del Consiglio cerca di tracciare un quadro dello stato dei rapporti internazionali più rigoroso e sobrio possibile andando al nocciolo dei problemi più scottanti.</p>
<p>L&#8217;incipit è dedicato ai giornalisti di politica interna presenti in platea, &#8220;mi dispiace molto ma non parlo di politica nazionale, ho preso la mia decisione e con coerenza la mantengo&#8221;. Dunque nessun cenno al dibattito interno quotidiano, è il mondo ad essere protagonista delle parole del professore. Così dopo un breve ma intenso ricordo del giornalista Paolo Giuntella, scomparso recentemente, Prodi parte prendendo in considerazione l&#8217;anno in corso in buona parte già trascorso. Un anno di svolta. Per le elezioni americane in programma il 4 novembre che potrebbero permettere agli Stati Uniti di voltare pagina con effetti del tutto imprevedibili.</p>
<p>Per le olimpiadi che hanno portato l&#8217;efficienza cinese agli occhi del mondo. Per la scoperta da parte dell&#8217;opinione pubblica di un ruolo più assertivo della Russia di Putin (anche se gli esperti e gli addetti ai lavori se n&#8217;erano accorti da un bel po&#8217;). Per l&#8217;Europa Unita che dopo l&#8217;allargamento a 27 per la prima volta si trova con i fatti della Georgia ad affrontare una crisi ai suoi confini e intanto è impegnata a ratificare il Trattato di Lisbona respinto dall&#8217;Irlanda e ad organizzare le elezioni del 2009.</p>
<p>Parlando degli stati uniti dell&#8217;era Bush Prodi si sofferma sugli effetti del monopolarismo e soprattutto se ora si può parlare ancora di un&#8217;era monopolari sta. Di certo la guerra in Iraq, a detta del professore un grande errore percepito già al tempo dei fatti, ha visto un&#8217;America isolata con accanto la Gran Bretagna e pochi altri paesi. La sua idea fin dagli inizi della campagna elettorale fu quella di ritirare i nostri soldati. Cosa che puntualmente avvenne e Bush riconobbe subito la coerenza di Prodi, sego che se con gli Usa si è coerenti e realisti ma sempre leali il dialogo e l&#8217;amicizia non possono che procedere in maniera positiva.</p>
<p>Poi la Cina. Prodi non può fare a meno di scorgere tutta la forza della crescita cinese in tutti i campi. Non ignora il lungo cammino da fare ancora in tema di diritti umani ma comprende anche che tante questioni di cui oggi si può dibattere in passato erano un tabù. Tra i tanti esempi del boom cinese la loro penetrabilità nei mercati africani. E allora ormai è impensabile un G8 senza la Cina, l&#8217;India, il Brasile, il SudAfrica. Il professore ha presenziato a 10 G8 percependo i grandi cambiamenti che hanno visto protagonista questo consesso in 10 anni.</p>
<p>Poi il lungo capitolo sull&#8217;Europa. L&#8217;esperienza dell&#8217;europeista convinto Prodi è stata a suo dire entusiasmante. Si tratta per il Presidente di un organismo totalmente diverso da tutti gli altri di ogni epoca proprio perchè nasce da una proposta , da un&#8217;idea non da guerre né da manovre politiche. Ma i problemi esistono e oggi a bloccare lo sviluppo definitivo dell&#8217;Europa sono due problemi:<br />
1. L&#8217;obbligatorietà dell&#8217;unanimità che &#8220;non potrebbe essere rispettata neanche in una riunione di condominio&#8221; e<br />
2. La mancanza di una clausola di uscita, invocabile proprio per casi come quello irlandese.<br />
Quindi Prodi si sofferma sul racconto dell&#8217;allargamento a 27 proposto dalla Commissione da lui guidata chiarendo che il processo non è ancora terminato prima dell&#8217;annessione dei paesi dell&#8217;ex Jugoslavia e dell&#8217;Albania. Infine una proposta personale, l&#8217;avvio di una cooperazione rafforzata con i paesi confinanti creando una sorta di &#8220;Anello degli amici&#8221; (paesi del Maghreb, Ucraina e Bielorussia, ecc.) che pur non facendo parte dell&#8217;Unione possano adottarne le politiche in campo economico e sociale.</p>
<p>La chiosa è proprio sull&#8217;importanza delle Organizzazioni internazionali , Onu, Ue, Nato, ma anche Unione Africana (&#8221;giovane e con un grande bisogno di aiuto per crescere&#8221;) per creare un multilateralismo virtuoso da non confondere col multilateralismo &#8220;bloccato&#8221; della guerra fredda per assicurare al mondo un futuro di pace.</p>
<p>Cliccando il link sottostante a Radio Radicale sarà possibile anche ascoltare il dialogo tra il professore e alcuni studenti che ha fatto seguito alla lezione.<br />
<a href="http://www.radioradicale.it/scheda/261074/parlando-di-futuro-con-le-finestre-spalancate-sul-mondo">www.radioradicale.it</a></p>
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