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	<title>Romano Prodi &#187; Francia</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Limitare, una volta per tutte, il potere delle agenzie di rating</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/e-ora-di-limitare-una-volta-per-tutte-il-potere-delle-agenzie-di-rating_4410.html</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 06:24:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le agenzie di rating
Quei giudizi inaccettabili sull&#8217;Italia
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 15 gennaio 2012
Anche per me, come ha ben scritto Oscar Giannino su queste stesse colonne, la prima reazione al declassamento dei titoli europei è stata di profonda irritazione. La seconda, più meditata, è stata di un&#8217;irritazione ancora maggiore.
Credo infatti che sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4415" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ParisSP.jpg"><img class="size-medium wp-image-4415" title="Proteste sotto la sede parigina di S.&amp;P." src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ParisSP-300x199.jpg" alt="Proteste sotto la sede parigina di S.&amp;P." width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Proteste sotto la sede parigina di S.&amp;P.</p></div>
<p>Le agenzie di rating<br />
<strong>Quei giudizi inaccettabili sull&#8217;Italia</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=15-01-2012&amp;pdfIndex=51" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 15 gennaio 2012</p>
<p>Anche per me, come ha ben scritto Oscar Giannino su queste stesse colonne, la prima reazione al declassamento dei titoli europei è stata di <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=14-01-2012&amp;pdfIndex=62" target="_blank">profonda irritazione</a>. La seconda, più meditata, è stata di un&#8217;irritazione ancora maggiore.</p>
<p>Credo infatti che sia ora di limitare, una volta per tutte, il potere delle agenzie di rating che ormai sopravanza quello degli stati e delle istituzioni internazionali. E&#8217; vero, come dicono molti esperti e come ha ripetuto ieri il ministro tedesco dell&#8217;Economia, che il loro ruolo non va sopravvalutato ma questo è solo un pio desiderio.</p>
<p>Quando il giudizio di queste agenzie manda alle stelle il tasso di interesse dei buoni del Tesoro, taglia le gambe alla capacità di credito delle banche e fa strage delle quotazione delle borse, diventa difficile farci credere che il loro potere sia sopravvalutato.</p>
<p>Il loro giudizio <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-21/draghi-meno-dipendenza-rating-063658.shtml?uuid=AYlZKLcC" target="_blank">mette infatti a rischio</a> il lavoro dei governi e i sacrifici di decine o centinaia di milioni di persone.<br />
Negli ultimi mesi le agenzie di rating hanno spesso avuto un ruolo più importante di quello giocato da parlamenti e governi e, ancora più spesso, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-16/prodi-agenzie-americane-sono-164618.shtml?uuid=AaFKrkwD" target="_blank">hanno vanificato i risultati</a> delle decisioni prese dagli stessi parlamenti e governi.</p>
<p>Non voglio arrivare al punto di affermare che le scelte dei tempi e dei modi degli interventi siano finalizzati a esaltare la loro imparzialità di giudizio e fare con questo dimenticare il dieci e lode che esse hanno attribuito a <a href="http://spazioinwind.libero.it/cobas/nelmondo/Enron%202.htm" target="_blank">Enron</a>, <a href="http://www.movimentoconsumatori.it/contents.asp?id=285" target="_blank">Lehman Brothers</a> o <a href="http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/07/05/news/parmalat_standard_poor_s_condannata_a_restituire_parcelle-18719885/" target="_blank">Parmalat</a> alla vigilia del loro fallimento.</p>
<p>Tuttavia <a href="http://www.ultimaora.net/notizie-economia-e-finanza/le-agenzie-di-rating-vanno-daccordo-tra-loro.html" target="_blank">non possiamo permettere</a> che il nostro futuro ed il futuro delle nostre istituzioni democratiche sia progressivamente delegato a strutture che non solo sono fallibili per definizione ma che, pur correttamente, perseguono interessi che sono quelli dei loro azionisti, dei loro dirigenti e dei gruppi finanziari ad esse pur legittimamente collegati. Interessi che, anche se mediati da severe regole e procedure, difficilmente possono essere considerati interessi generali.</p>
<p>Come ha detto Mario Draghi, bisogna quindi <a href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=698&amp;dt=2011-12-19&amp;src=TLB" target="_blank">ridurre il peso di queste agenzie</a> e definire un robusto quadro normativo che ne <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/draghi_euro_irreversibile_eccessivo_peso_rating/20-12-2011/articolo-id=563309-page=0-comments=1" target="_blank">disciplini l&#8217;operato</a>.</p>
<p>Il primo strumento è naturalmente quello di <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/leuro-e-uno-scudo-non-si-torna-indietro_1499.html" target="_blank">rompere il potere esclusivo</a> delle tre imprese che dominano il mercato aggiungendo ad esse nuovi protagonisti, siano essi europei, cinesi o di qualsiasi altra provenienza.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/action-sends-new-signal-of-trouble-in-euro-zone.jpg"><img class="size-medium wp-image-4417 alignleft" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/action-sends-new-signal-of-trouble-in-euro-zone-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Questo passo non è tuttavia sufficiente perché, se la capacità di giudizio sull&#8217;andamento delle aziende può essere delegata al potere esclusivo di imprese commerciali, questo non può avvenire quando si tratta di giudicare e quindi determinare il futuro di interi paesi o dell&#8217;intero pianeta. E&#8217;perciò necessario disporre di un&#8217;autorità soprannazionale che sia almeno in grado di affiancare il proprio giudizio a quello delle società di rating. Bisogna cioè che, a livello mondiale, il Fondo Monetario Internazionale assuma competenze e potere non solo per valutare  le politiche economiche dei diversi paesi ma anche, di conseguenza, per esprimere un vero e proprio voto sull&#8217;affidabilità del loro debito. Questo giudizio è diventato un problema di sovranità e le istituzioni internazionali debbono fare in modo che questo potere sia almeno usato in maniera bilanciata.</p>
<p>E&#8217; infatti <a href="http://www.standardandpoors.com/ratings/articles/en/us/?articleType=HTML&amp;assetID=1245327294763" target="_blank">inammissibile sentire affermare</a> che il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-14/monti-europa-essere-sotto-081146.shtml?uuid=AaMyowdE" target="_blank">governo italiano</a> ha fatto cose egregie ma che la sua futura forza politica è opinabile e che quindi ( di conseguenza) è bene che gli investitori  stiano lontani dai titoli pubblici italiani. E desta stupore che, dopo avere espresso critiche all&#8217;operato di queste società, il presidente dell&#8217;Eurogruppo si auguri che il Fondo Salvastati riesca a mantenere la sua tripla A.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/perche-gli-speculatori-attaccano-leuropa-ma-non-gli-usa_3491.html" target="_blank">Le follie</a> a cui negli scorsi mesi abbiamo assistito hanno avuto tuttavia almeno due conseguenze potenzialmente positive, anche se non certamente volute.</p>
<p>La prima è che l&#8217;<a href="http://www.asca.it/news-Euro__ogni_risalita_sembra_buona_per_venderlo_(analisi_Fxcm)-1112618-ECO.html" target="_blank">Euro ha finalmente ceduto</a> un po&#8217; di valore di fronte al dollaro, favorendo con questo le nostre esportazioni al di fuori dell&#8217;Europa, esportazioni sulle quali dobbiamo soprattutto contare in attesa di qualche futuro risveglio della domanda interna italiana ed europea.</p>
<p>La seconda è che anche la <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=43774&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">Francia è ora costretta</a> ad ammettere che l&#8217;attacco ai paesi deboli dell&#8217;Euro è <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/904916/Sarkozy-scarica-la-Merkel-Parigi-sta-con-Monti.html" target="_blank">rivolto anche a Lei</a>. Non penso nemmeno lontanamente che mal comune sia mezzo gaudio ma spero che la Francia comprenda finalmente che il suo ruolo non è quello di costruire un debole e insufficiente contrappeso alla Germania, ma di rendersi protagonista di un nuovo e più forte legame fra i paesi europei e di fare capire alla Germania che la fine dell&#8217;Euro causerebbe anche <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">il declino della grande</a> prosperità tedesca</p>
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		<title>Non c&#8217;è Europa senza Italia</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/non-ce-europa-senza-italia_4345.html</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:45:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila
«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato
Intervista di Monica Guerzoni su Il Corriere della Sera del 08 gennaio 2012
Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4347" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila<br />
<strong>«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»</strong><br />
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato</p>
<p>Intervista di Monica Guerzoni su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=28" target="_blank"><strong>Il Corriere della Sera</strong></a> del 08 gennaio 2012</p>
<p>Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale Valli, quando Romano Prodi sparisce dietro un muro di cameramen, fotografi, cronisti e cittadini che vogliono stringergli la mano, una voce rivolta ai giornalisti ironizza: «Guardate che il premier non è lui, è l&#8217; altro!». Ma l&#8217; ex capo del governo, nato a quindici chilometri da Reggio nella cittadina di Scandiano, non è venuto alla <a href="http://www.redacon.it/2012/01/07/gli-evasori-ci-mettono-le-mani-in-tasca/" target="_blank">Festa del Tricolore</a> per rubare la scena al professore della Bocconi. Ha ascoltato dalla prima fila il discorso di Mario Monti, ha incassato due citazioni dall&#8217; oratore e ha offerto, pubblicamente, il suo sostegno all&#8217; ex commissario, con il quale ha lavorato a lungo in Europa.</p>
<p><em>Lei ha abbracciato Monti e il presidente le ha reso omaggio dal palco con un «caro Romano&#8230;». Ma se il suo governo non fosse stato buttato giù, forse le riforme le avrebbe fatte lei&#8230; Davvero non c&#8217; è rivalità fra voi?</em></p>
<p>«Io e Monti non abbiamo mai litigato, nemmeno una volta. Abbiamo lavorato per cinque anni in Europa, fianco a fianco, io da presidente della Commissione e Monti da commissario. E non c&#8217; è mai stata la minima incomprensione».</p>
<p><em>Condivide <a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100491.html" target="_blank">l&#8217; attacco del presidente</a> del Consiglio agli evasori fiscali? </em></p>
<p>«L&#8217; immagine degli evasori che mettono <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/08/Mani_tasca_agli_italiani_Sono_co_8_120108010.shtml" target="_blank">le mani nelle tasche degli italiani</a> è molto forte. L&#8217; Italia va ricostruita prima di tutto dal punto di vista morale e civico, perché è evidente che la nostra crisi non è soltanto economica. Se non ritroviamo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">il senso dell&#8217; unità etica</a> e della solidarietà, il Paese è perduto».</p>
<p><em>Lo scorso anno, nel 150° anniversario dell&#8217; Unità d&#8217; Italia, era stato Giorgio Napolitano a celebrare il Tricolore a Reggio Emilia. </em></p>
<p>«Il pensiero di Monti è in assoluta continuità con quello del presidente della Repubblica. Il premier ha fatto un intervento di unità e di grandissima etica politica e, non a caso, ha concluso con una frase che non dicono in molti, &#8220;<a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100479.html" target="_blank">viva l&#8217; Italia e viva l&#8217; Europa</a>&#8220;».</p>
<p><em>Monti è impegnato in una delicatissima missione europea. Venerdì a Parigi ha visto Sarkozy e mercoledì a Berlino incontrerà la Merkel. Il premier ce la può fare ad ammorbidire le resistenze della Cancelliera? </em></p>
<p>«<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/prodi-europa-senza-litalia/182209/" target="_blank">Non c&#8217; è Europa senza Italia</a>, questa è una regola assoluta. L&#8217; Italia deve ritrovare l&#8217; unità interna e <a href="http://video.repubblica.it/edizione/bologna/reggio-prodi-l-europa-ha-bisogno-dell-italia/85207/83596" target="_blank">il suo ruolo in Europa</a>. Sulle decisioni è chiaro che l&#8217; euro dipende dalla Germania, ma altrettanto importante è l&#8217; atteggiamento della Francia».</p>
<p><em>Come si sta muovendo Sarkozy? </em></p>
<p>«Mi chiedo perché Parigi abbia smesso di essere il collante dell&#8217; Europa. Il dovere della Francia è <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">ricomporre l&#8217; unità europea</a>, non fare da ruotino di scorta alla Germania. Ma vediamo quanto dura&#8230;».</p>
<p><em>Pensa che Monti sia riuscito a convincere Sarkozy a invertire la rotta?</em></p>
<p>«Da quel che ho saputo sull&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">incontro di Parigi</a>, il presidente francese ha percepito che così non si va avanti. Con la crisi che comincia a mordere anche la Francia è a rischio e Nicolas Sarkozy ha capito che non può continuare a inseguire la Germania».</p>
<p><em>Il 20 gennaio Roma ospiterà <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/04/visualizza_new.html_40414387.html" target="_blank">il trilaterale</a> con Francia e Germania. Il tandem franco-tedesco può diventare un&#8217; alleanza a tre gambe? </em></p>
<p>«I vertici sono importanti, ma <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%E2%80%9Ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html" target="_blank">non basta un&#8217; intesa a tre</a>. Ormai è chiaro che serve molto di più».</p>
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		<title>“Cento euro senza ricevuta o centocinquanta con la ricevuta?&#8221;</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%e2%80%9ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:22:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi del debito
Europa e Fisco, segnali di svolta
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 8 gennaio 2012
Avevano chiesto all’Italia di fare i compiti a casa e noi abbiamo obbedito con puntualità. E li abbiamo fatti proprio tutti, compresa la versione di latino e i problemi di aritmetica sui quali ci eravamo impasticciati la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/740440440.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4343" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/740440440-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>La crisi del debito</p>
<p><strong>Europa e Fisco, segnali di svolta</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=45" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 8 gennaio 2012</p>
<p>Avevano chiesto all’Italia di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">fare i compiti a casa</a> e noi abbiamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">obbedito con puntualità</a>. E li abbiamo fatti proprio tutti, compresa la versione di latino e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ogliere-di-mezzo-questo-governo-per-recuperare-la-fiducia-del-sistema-finanziario-internazionale_4064.html" target="_blank">i problemi di aritmetica</a> sui quali ci eravamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/manovra-basta-riempirci-di-parole-a-cui-nessuno-crede_3657.html" target="_blank">impasticciati la scorsa estate</a> presentando risultati sempre diversi e fra loro contradditori. Come apertamente riconoscono i governanti europei, il bilancio pubblico italiano si presenta in ordine ed il deficit ci pone fra i paesi più in regola, ben avanti rispetto alla Spagna e la Francia. Tutto questo dovrebbe dare garanzie sufficienti, anche in presenza del macigno del debito che ci portiamo da trent’anni sulle spalle ma di cui abbiamo sempre correttamente sopportato il peso degli interessi.</p>
<p>Nonostante tutto questo la tempesta continua, <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_06/borsa-rialzo_5f558a9a-383d-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml" target="_blank">il famoso spread</a> aumenta con una progressione che, se ripetuta nel futuro, renderà davvero insostenibile il peso del debito. Accanto a questo si è costruito un meccanismo infernale per cui le nostre banche ( pur essendo sostanzialmente meno inquinate da titoli tossici rispetto a quelle estere) vengono obbligate ad esorbitanti aumenti di capitale e vengono regolarmente bastonate ogni volta che mettono in atto gli aumenti medesimi.</p>
<p>Qualche mese fa si poteva dire che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/doveroso-lammonimento-della-bce-al-governo-italiano-arrivato-nel-massimo-del-caos-assoluto_3805.html" target="_blank">l’Italia veniva punita</a> per i suoi <a href="http://www.romanoprodi.it/comunicati/il-momento-e-drammatico-ogni-ritardo-puo-avere-conseguenze-irreversibili-per-lintero-paese_4073.html" target="_blank">comportamenti anomali</a> ma oggi può nascere il sospetto di essere puniti proprio perché facciamo il nostro dovere.<br />
Il fatto vero è che non siamo né puniti né premiati ma che in Europa <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank">ognuno va per conto suo</a>, seguendo gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">umori quotidiani</a> del proprio elettorato. Nonostante i ripetuti vertici, le divergenze sono continuamente aumentate. Il risultato è che le uniche decisioni prese riguardano la diminuzione del deficit: decisioni necessarie e sacrosante ma che, imposte in modo indiscriminato e senza misure di rilancio, non possono che portare ad un aggravamento della situazione economica. Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni, già tristemente orientate <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">verso il segno meno</a> per tutto l’anno in corso, sono continuamente <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20111229_141825.shtml" target="_blank">corrette al ribasso</a>. Se si parla di un <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/22/news/italia_recessione_effetti-27031568/?rss" target="_blank">calo del due per cento</a> del reddito si passa quasi per ottimisti. Continuando così l’esito è segnato.</p>
<p>Mi sembra tuttavia che qualcosa si stia muovendo ed è l’atteggiamento della Francia. Da tanti mesi era evidente che i vertici a due fra <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">Francia e Germania</a> mettevano solo in luce una crescente disparità fra i due paesi. Come ho più volte sottolineato, l’interesse francese non è più quello di reggere l’impossibile confronto con la Germania ma di costituire la forza aggregante di una nuova solidarietà europea comprendente un vasto numero di paesi, a cominciare dall’Italia e dalla Spagna.</p>
<p>Forse spinto dal progressivo evidenziarsi delle proprie debolezze, forse convinto della serietà delle intenzioni italiane, il presidente Sarkozy sembra finalmente orientarsi verso questa politica di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/07/Monti_Sarkozy_asse_per_euro_co_8_120107037.shtml" target="_blank">forzata ed interessata solidarietà</a> nei confronti dell’Italia. L’incontro di Parigi fra <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">Sarkozy e Monti</a> è, a mio parere, più importante dell’interpretazione che ne è stata data: Essa denota infatti un cambiamento nell’analisi della realtà europea che può preparare una strategia di lotta contro la crisi di cui non sono stati capaci gli asfittici vertici degli scorsi mesi. Una politica che, se vuole avere risultati positivi, dovrà per forza adottare gli strumenti necessari allo scopo, e cioè l’<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-missione-di-draghi-alla-bce-non-usare-linflazione-per-uscire-dalla-crisi_3104.html" target="_blank">allargamento dei poteri</a> della Banca Centrale Europea e l’emissione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>, con tutte le garanzie necessarie per tranquillizzare i risparmiatori tedeschi. Può nascere insomma  una solidarietà interessata, capace di imprimere all’Europa una politica non esclusivamente depressiva come quella che la Germania ha imposto nello scorso anno. L’incontro di Parigi dimostra che l’Italia ha ancora le carte in mano per entrare tra i protagonisti di questa possibile nuova politica.</p>
<p>Per ricoprire questo ruolo abbiamo naturalmente <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/monti-e-persona-coerente-e-severa-ridara-credibilita-allitalia_4127.html" target="_blank">bisogno di credibilità</a>, di essere cioè capaci di diminuire anno per anno, con la pazienza e la laboriosità delle formiche, il nostro debito. Questo naturalmente non può avvenire con un ulteriore inasprimento delle imposte, già vicine al limite di rottura. Diventa perciò assolutamente prioritaria la guerra contro l’evasione fiscale, anche se gli episodi di questi giorni dimostrano purtroppo che non tutti ne sono convinti.</p>
<p>Di fronte a una semplice e doverosa applicazione delle norme di legge che obbligano al <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/si-accorgono-solo-ora-che-levasione-e-vastissima-e-questa-che-produce-il-deficit_3747.html" target="_blank">controllo sull’evasione fiscale</a> si è infatti scatenata una forsennata contesa sui modi (forse poco aggraziati) con cui sono avvenuti i doverosi controlli. Si è arrivati al punto di indicare come colpevole l’Agenzia delle Entrate, che ha fatto solo il proprio dovere, con un azione che mi auguro prolungherà nel tempo ed estenderà nello spazio. E mi auguro anche che tutti coloro che hanno un ruolo educativo prendano <a href="http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=13743" target="_blank">sul serio le parole</a> dette ieri dal Presidente Monti, che ci ha ricordato che <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=175924&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">le mani in tasca agli Italiani</a> non le mette lo Stato ma le mettono gli evasori. Perchè l’evasione è una violazione dei principi etici e di solidarietà. La vera debolezza italiana non è infatti la mancanza di risorse ma è quella di vivere in un paese in cui <a href="http://www.unita.it/culture/evasore-a-chi-non-si-faccia-br-il-gioco-dei-polli-di-trilussa-1.300101" target="_blank">è normale chiedere</a> “cento euro senza ricevuta o centocinquanta con la ricevuta”.</p>
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		<title>Il tandem Berlino-Parigi ha fallito. Portare a termine il progetto dell&#8217;Euro</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:39:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: via a Eurobond e SuperBCE. Il tandem Berlino-Parigi ha fallito
Intervista di Andrea Bonanni a Romano Prodi su La Repubblica del 28 dicembre 2011
Professor Prodi, dieci anni fa l`euro entrava per la prima volta nelle tasche dei cittadini. Oggi ci ritroviamo per una celebrazione o per un funerale?
«Diciamo che siamo di fronte alla necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/2F10494A470D1354.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4314" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/2F10494A470D1354.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a>Prodi: via a Eurobond e SuperBCE. Il tandem Berlino-Parigi ha fallito</strong></p>
<p>Intervista di Andrea Bonanni a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=28-12-2011&amp;pdfIndex=49" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 28 dicembre 2011</p>
<p><em>Professor Prodi, dieci anni fa l`euro entrava per la prima volta nelle tasche dei cittadini. Oggi ci ritroviamo per una celebrazione o per un funerale?</em></p>
<p>«Diciamo che siamo di fronte alla <a href="http://www.asca.it/news-Euro__Prodi__progetto_incompiuto__Berlino_Parigi_rovinato_Ue(Repubblica)-1108777-FOT.html" target="_blank">necessità di una rifondazione</a>. Dobbiamo prendere atto dell`incompiutezza di quel progetto e <a href="http://www.diariodelweb.it/Articolo/Politica/?d=20111228&amp;id=230299" target="_blank">portarlo a termine</a>. Del resto anche allora io andavo dicendo che non si poteva avere una politica monetaria unica senza una politica economica comune. Ma la reazione, di Kohl come di Chirac, fu netta: è meglio rinviare la fase due»</p>
<p><em>Più che rinviarla, se la sono dimenticata…</em></p>
<p>«Sì. Perché l`Europa è cambiata. E` cominciata l`era della Grande Paura. Paura della globalizzazione. Paura della Cina. Paura del futuro. E la Germania si è fatta paladina di queste paure. Così tutto il processo si è rallentato. E quando è arrivata la tempesta non solo mancavano gli strumenti per affrontarla, ma anche la voglia di uscire dai porticcioli protetti degli egoismi nazionali».</p>
<p><em>Non le sembra che quella della globalizzazione fosse un paura giustificata?</em></p>
<p>«Non ha senso fuggire di fronte all`inevitabile. La globalizzazione ci impone una sfida. Ma era folle pensare di poterla evitare».</p>
<p><em>Nel suo libro appena uscito, “Dieci anni con l`euro in tasca” in cui dialoga con Delors, si dimostra ottimista sul futuro della moneta unica. Perché?</em></p>
<p>«Per la Germania l`uscita dall`euro sarebbe una tragedia mai vista. Certo, c`è una dose di schizofrenia nella politica europea: l` analisi guarda al futuro, ma la prassi pensa solo al presente immediato. Si <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">dà addosso alla Grecia pensando</a> alle elezioni in Nordrhein-Westfalen. Ma anche la schizofrenia ha un limite».</p>
<p><em>Eppure avrà sentito anche lei <a href="http://www.socialistalab.it/lettere.asp?id_elemento_lettere=3032" target="_blank">le voci</a> secondo cui la Germania starebbe <a href="http://affaritaliani.libero.it/economia/eurocrisi_ritorno_al_marco30112011.html?refresh_ce" target="_blank">stampando</a> in Svizzera i nuovi marchi…</em></p>
<p>«Sì, le ho sentite. Ma sono, appunto, voci. Se si tornasse all` euro tedesco e all` euro italiano, il rapporto salirebbe immediatamente verso l`uno a due. E <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania smetterebbe</a> di esportare. Nell`ultimo anno la Germania ha registrato un surplus commerciale di 200 miliardi, di cui metà verso la zona euro. Sarebbe cancellato in un attimo».</p>
<p><em>Chi avrebbe immaginato, solo pochi mesi prima che avvenisse, la fine dell`Urss? Non potrebbe accadere lo stesso con l`euro?</em></p>
<p>«Non credo. Quello sovietico era un sistema che aveva accumulato errori tali da non reggere più. L` euro, invece, è stato un elemento di stabilità e di progresso. In questi dieci anni l`industria europea si è andata rafforzando molto più di quella americana. Abbiamo imparato a vivere con una moneta forte. I Paesi del Golfo e la Cina aspettano solo una politica di buonsenso da parte degli europei per riequilibrare le loro riserve valutarie a favore dell` euro».</p>
<p><em>E quale sarebbe questa politica di buonsenso?</em></p>
<p>«Una moneta comune va difesa con strumenti comuni. Occorre che <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/12/28/visualizza_new.html_18463188.html" target="_blank">la Bce sia autorizzata a fare il proprio lavoro</a>, come lo fa la Fed. E occorre che gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">eurobond</a>, garantiti dall`oro delle banche centrali nazionali, consentano non solo di difendere il debito, ma anche di rilanciare gli investimenti, come hanno fatto Cina e Usa nel momento del bisogno».</p>
<p><em>I tanti errori della coppiaMerkelSarkozy erano evitabili?</em></p>
<p>«Se governano in base ai sondaggi di opinione, no»</p>
<p><em>Ma in democrazia si può fare altrimenti?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/index_archivio.html" target="_blank">Io l`ho fatto</a>: dalle carceri, alla politica di cittadinanza, all`immigrazione. E ne ho pagato il prezzo. Ma non ho rimpianti».</p>
<p><em>Oggi l`Europa è più tedesca che mai…</em></p>
<p>«E lo è per colpa della Francia. Parigi ha voluto contenere da sola la Germania senza averne il peso. Questo <a href="http://borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=938118&amp;lang=it" target="_blank">direttorio a due ha rovinato l`Europa</a>, perché in realtà <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">a comandare è solo la Germania</a>. E Berlino insegue solo il suo interesse immediato».</p>
<p><em>Ma se i grandi sbagliano impunemente, e i deboli, come è successo in Portogallo, Grecia e Italia, sono costretti a cambiare governi democraticamente eletti, che fine fa la democrazia?</em></p>
<p>«La democrazia va sempre in crisi se non si porta il processo democratico al livello in cui si prendono le decisioni vere, se il “potere del popolo” si esercita là dove non c`è più potere reale. E` quanto sta succedendo in Europa».</p>
<p><em>Allora non c`è via di uscita? </em></p>
<p>«Tanto per cominciare sono convinto che, come si sono dovuti cambiare i dirigenti dei Paesi perdenti, gli errori che si stanno accumulando sono talmente madornali che si finirà per cambiare anche quelli dei Paesi cosiddetti forti. La crisi economica dell`Europa, che è ormai inevitabile, si scaricherà su quelli che, a torto o a ragione, hanno avuto la pretesa di dirigerla. E a quel punto si potranno riaprire tutti i giochi».</p>
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		<title>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere; ora tocca agli altri</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 06:29:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vivere in un mondo senza crescita
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 17 dicembre 2011
Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4282" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Vivere in un mondo senza crescita</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=18-12-2011&amp;pdfIndex=63" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 17 dicembre 2011</p>
<p>Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, quasi per virtù propria. Gli Stati Uniti hanno coltivato a lungo quest&#8217;illusione e la Germania la porta ancora avanti e pensa di potere essere la locomotiva di se stessa, aumentando le esportazioni in mercati che diventano invece sempre più poveri. Eppure <a href="http://www.smh.com.au/business/chinas-days-of-doubledigit-growth-are-over-20111216-1oyl9.html" target="_blank">perfino la Cina</a>, che sembrava del tutto immune dalla crisi, <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gEbudzZj4YPh-PO0tuoF-rOlJhtw?docId=CNG.18e459e732cc92fd5c955faa8fb5a341.481" target="_blank">comincia a soffrire</a> in conseguenza della generale caduta della domanda.</p>
<p>Dal mese di giugno le cose sono infatti cambiate. La crescita e le previsioni di crescita sono ovunque crollate. In molti Paesi del mondo, tra cui l&#8217;Italia, essa avrà, nel prossimo anno, <a href="http://www.guardian.co.uk/business/2011/dec/15/imf-world-risks-1930s-style-slump" target="_blank">un pesante segno meno</a>. Quello che si dovrebbe fare in queste circostanze è abbatsanza chiaro: i Paesi con un forte surplus commerciale dovrebbero, per il loro stesso interesse, amentare la propria domanda interna. Con questo aiuterebbero anche le economie, come quella italiana, obbligate ai tagli ed ai sacrifici necessari per mettere in ordine i conti e ripararsi in questo modo dagli attacchi della speculazione. Nessuna azione di questo tipo viene messa in atto e l&#8217;Europa sembra <a href="http://www.businessweek.com/news/2011-12-18/european-stocks-decline-for-second-week-on-fiscal-crisis-fed.html" target="_blank">procedere tranquillamente</a> verso una crisi più pesante da quella da cui pensava di essere ormai fuori.</p>
<p>Continuando così siamo destinati a <a href="http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/12/business-cycles-0" target="_blank">ripetere gli errori</a> che ci hanno portato alla crisi degli anni Trenta, quando si è fatto fronte alla grande depressione creandone una ancora più grande. In mancanza di un accordo  generale, i Paesi con un bilancio in deficit, tra i quali non solo l&#8217;Italia ma anche la Gran Bretagna, la Spagna e la Francia, sono costretti ad una politica di compressione dei consumi e degli investimenti, rendendo ancora più difficile la ripresa della tanto auspicata crescita. Si predica che rigore e sviluppo debbono andare assieme ma si è poi costretti ad applicare una politica per cui questi due termini diventano impossibili da comporre fra di loro.</p>
<p>L&#8217;ultimo vertice di Bruxelles sembrava costituire un passo in avanti nella  direzione di una Unione più forte e solidale e io stesso, la scorsa domenica, avevo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">commentato con un certo favore</a> i suoi risultati.</p>
<p>Questi positivi passi in avanti sono stati tuttavia rapidamente ridimensionati, se non addirittura cancellati, dagli stessi protagonisti. Il presidente francese in <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=159522" target="_blank">un&#8217;intervista a Le Monde</a> e la cancelliera tedesca, nel suo <a href="http://www.unita.it/mondo/i-no-di-merkel-stanno-affondando-l-europa-1.362738" target="_blank">discorso di fronte al Bundestag</a>, si sono solo preoccupati di rassicurare i propri cittadini che nessun sostanziale cambiamento di politica era avvenuto. In conseguenza di queste dichiarazioni i mercati finanziari hanno continuato nel loro atteggiamento negatiivo: gli spread sui titoli italiani rimangono così elevati da obbligarci ad un rigore sempre più stringente e sempre meno compatibile con una strategia di crescita.</p>
<p>Nelle scorse settimane, l&#8217;Italia ha fatto il suo dovere: i nostri bilanci sono in ordine per il prevedibile futuro, ma il quadro europeo sembra impedirci di raccogliere i frutti di questa riacquistata serietà. La debolezza politica dell&#8217;Eurozona impedisce infatti di allontanare la morsa della speculazione anche dopo un unanime e corale apprezzamento degli sforzi compiuti.</p>
<p>Questo non significa che riforme e sacrifici siano inutili, perchè sarebbe stato davvero drammatico restare senza gli aggiustamenti di lungo termine impostati dal governo Monti. Tuttavia non si avrà mai la quiete fino a che le divisioni europee spingeranno la finanza senza volto a colpire il Paese più debole, alcune di lucrare sulla sua debolezza. Francia e Germania non hanno ancora capito che, se questo processo va a avanti, saranno loro stesse a <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">rimanere col cerino in mano</a>. E non hanno capito che, più la situazione si deteriora, più energiche e dolorose saranno per loro le misure da prendere.</p>
<p>All&#8217;indomani dello scoppio della crisi greca, sarebbe bastato un intervento di modesta misura. Oggi, quando nel mulinello sono entrate anche l&#8217;Italia e la Spagna, bisogna pensare ad una difesa di livello paragonabile all&#8217;offensiva in corso. Bisogna fare capire che l&#8217;Euro sarà difeso come lo è il dollaro. Non si potrà perciò sfuggire all&#8217;aumento di poteri della BCE e all&#8217;introduzione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>. La guerra deve essere combattuta con armi in grado di vincerla e non si può andare a Bruxelles affermando di voler accumulare le munizioni per vincere e tornare a Parigi e Berlino per dichiarare che si era scherzato.</p>
<p>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere e questo è stato da tutti riconosciuto. Ora abbiamo il  diritto di esigere che i nostri partner europei ne prendano doverosamente le conseguenze. Essi ci avevano chiesto, con una espressione che ho sempre trovato <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">non poco insultante</a> di &#8220;fare i compiti a casa&#8221;. I compiti li abbiamo fatti, ed erano compiti molto difficili. Il presidente del Consiglio può ora andare a mostrare con orgoglio il suo quaderno alla severa maestra di Berlino e, presentandosi in classe, non deve solo pretendere un bel voto ma chiedere anche che gli sia dato un adeguato posto dei banchi della classe superiore.</p>
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		<title>Londra impedisce scientificamente passi avanti UE. Ha vinto la Germania, ora faccia da locomotiva</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 18:11:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Crisi, Prodi: Vertice Ue positivo, ma non è rivoluzione
Su eurobond e spinta crescita non ha detto niente
TM NEWS &#124; 09/12/2011 &#8211; 19.20 ROMA &#8211; Quello che è stato ottenuto a Bruxelles è stato un &#8220;risultato importante&#8221; non si è trattato però di un &#8220;vertice &#8216;o la va lo la spacca&#8217;, nel senso che ha cambiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/SarkozyCameronMerkel.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4256" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/SarkozyCameronMerkel-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Crisi, Prodi: Vertice Ue positivo, ma non è rivoluzione</strong><br />
Su eurobond e spinta crescita non ha detto niente</p>
<p><a href=" http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48988" target="_blank"><strong>TM NEWS</strong></a> | 09/12/2011 &#8211; 19.20 ROMA &#8211; Quello che è stato ottenuto a Bruxelles è stato un &#8220;risultato importante&#8221; non si è trattato però di un &#8220;vertice &#8216;o la va lo la spacca&#8217;, nel senso che ha cambiato radicalmente tutto. E&#8217; un progresso che ci voleva, che ieri era a rischio, quindi io sono soddisfatto ma non c&#8217;è una rivoluzione&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi, al Tg3</a>.</p>
<p>&#8220;Il fondo salva-stati si irrobustisce, vengono &#8211; ha sottolineato &#8211; messe delle regole serie sul controllo dei bilanci, viene data un poco di autorità sovranazionale che era indispensabile, ma sul discorso degli eurobond e sulla spinta per la crescita, questo vertice non poteva dire nulla e non ha detto nulla&#8221;.</p>
<p>Secondo Prodi &#8220;si tratta di un vertice positivo che fa sì che pensino che l&#8217;euro è lì, è fermo, e nessun Paese ci rinuncia&#8221;.</p>
<p><strong>Crisi, Prodi: Nuovi accordi Ue serviranno placare mercati</strong><br />
Ruolo Bce importante per difesa euro<br />
<strong><a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48990" target="_blank"></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48990" target="_blank">TM NEWS</a> </strong>| 09/12/2011 &#8211; 19.26 ROMA -  &#8220;Il complesso della difesa dell&#8217;euro fa sì che ci possa essere  meno speculazione&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi, al Tg3</a></p>
<p>I  nuovi accordi &#8220;serviranno a placare i mercati, nel senso &#8211; ha aggiunto &#8211;  che almeno nel breve periodo la difesa della moneta è più robusta e il  fondo salvastati è più forte&#8221;. Secondo Prodi &#8220;la Banca centrale europea,  a cui è stata data poco importanza, dà un bell&#8217;aiuto alla difesa  dell&#8217;euro perchè ha delle facilitazioni a dare ulteriore credito, cosa  che non poteva essere fatta prima, e ha quindi un ruolo maggiore.  Naturalmente non può essere prestatrice di ultima istanza perchè ancora  non siamo arrivati a quel punto&#8221;.<strong></strong></p>
<p><strong>Crisi, Prodi: Gb impedisce scientificamente passi avanti Ue</strong><br />
No ad accordi Bruxelles era fatale</p>
<p><strong><a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48992" target="_blank">TM NEWS</a></strong> | 09/12/2011 &#8211; 19.29 ROMA &#8211; L&#8217;esclusione della Gran Bretagna dall&#8217;accordo di Bruxelles  &#8220;era fatale&#8221; perché &#8220;erano anni che &#8220;da un lato ha un ruolo forte e  importantissimo e dall&#8217;altro impedisce scientificamente ogni passo  avanti dell&#8217;Unione europea&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi al  Tg3</a>.</p>
<p>A giudizio di prodi tuttavia ieri è stato fatto un grande  passo &#8220;se andiamo bene si vedrà che la Gran Bretagana seguirà anche  lei&#8221;.</p>
<p><strong>Crisi, Prodi: Ha vinto Germania, ma ora faccia da &#8216;locomotiva&#8217;</strong><br />
Surplus sia messo a servizio ripresa, sennò è sconfitta</p>
<p><a href=" http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48994" target="_blank"><strong>TM NEWS</strong></a> | 09/12/2011 &#8211; 19.33 ROMA &#8211; &#8220;Non c&#8217;è dubbio che ha vinto&#8221; Angela Merkel, però &#8220;a questo punto la Germania è obbligata a una politica che in termini normali si chiama &#8216;locomotiva&#8217;. Cioè ha un enorme surplus e parte di questo deve essere messo a servizio di una ripresa, altrimenti la vittoria diventerà una sconfitta&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi, al Tg3</a>.</p>
<p>Il video dell&#8217;intervista al tg3:<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/33960156" width="480" height="360" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/33960156">Intervista al tg3 del 9 Dic. 2011</a> from <a href="http://vimeo.com/romanoprodi">Romano Prodi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>La Germania non ha alcun titolo per fare la maestrina</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 06:18:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: &#8220;Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini&#8221;
&#8220;Non è nello spirito europeo dire agli altri: ubbidite&#8221;
Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su La Stampa del 8 dicembre 2011
Romano Prodi i riti europei li conosce a memoria, ma non è soltanto la proverbiale vischiosità bruxellese a renderlo poco incline all&#8217;ottimismo alla vigilia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/ce756bcb76dc75d1d2a42ba7d4fec9d9_immagine_ts673_400.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4246" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/ce756bcb76dc75d1d2a42ba7d4fec9d9_immagine_ts673_400-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Prodi: &#8220;Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini&#8221;<br />
&#8220;Non è nello spirito europeo dire agli altri: ubbidite&#8221;</strong></p>
<p>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/433502/" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> del 8 dicembre 2011</p>
<p>Romano Prodi i riti europei li conosce a memoria, ma non è soltanto la proverbiale vischiosità bruxellese a renderlo poco incline all&#8217;ottimismo alla vigilia di un vertice che si è caricato di grandi attese:</p>
<p>«Intendiamoci, nell&#8217;ultimo periodo si sono determinate diverse novità politiche, il positivo <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/03/Merkel_presenta_piano_per_euro_co_9_111203023.shtml" target="_blank">discorso della Merkel</a> al Bundestag; ma anche <a href="http://www.asca.it/news-CRISI__BANCHE_CENTRALI_ANNUNCIANO_INTERVENTI_A_SOSTEGNO_LIQUIDITA_-1071521-ORA-.html" target="_blank">l&#8217;intervento</a> delle <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/01/Banche_centrali_campo_Borse_volano_co_9_111201019.shtml" target="_blank">Banche centrali</a> guidate dalla Federal Reserve, prova indotta che la <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/433529/" target="_blank">crisi</a> dell&#8217;euro <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/09/news/crisi_usa_europa-26317281/" target="_blank">fa paura agli americani</a>, anche perché renderebbe più difficile la rielezione del loro Presidente. Ma purtroppo non è ancora maturato quel cambiamento di metodo comunitario che potrebbe favorire una vera svolta: siamo ancora ai colloqui a due Germania-Francia, che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">aumentano il malumore</a> dei 15 partner di area euro e degli altri 25 dell&#8217;Unione. Non è nello spirito europeo, ergersi a maestri e dire agli altri: ubbidite».</p>
<p><em>Oltretutto l&#8217;esibito consolato Merkel-Sarkozy oramai è un effetto ottico, che malcela la perdita di potere della Francia: la parità tra i due è un ricordo?</em></p>
<p>«Della debolezza della Francia si parla da qualche tempo nelle analisi dei circoli ristretti, ma quasi nessuno lo dice a viso aperto. Oramai quella a due è una costruzione artificiale. Lo dico avendo una alternativa nella testa. Mi attendevo che in questa situazione la Francia facesse la Francia, si rendesse conto della grande responsabilità verso altri Paesi, come l&#8217;Italia, la Spagna&#8230;»</p>
<p><em>Per fare un fronte anti-tedesco?</em></p>
<p>«Ma no, ci mancherebbe altro. La Francia avrebbe dovuto spingere per il ritorno ad una politica europea corale, ma questo non è nello spirito dell&#8217;attuale presidente francese».</p>
<p><em>Qualcuno sussurra che a breve potrebbe realizzarsi una paradossale convergenza di interessi tra diversi, tra Germania e Italia: fantapolitica?</em></p>
<p>«E su quale scambio si baserebbe questo nuovo asse? Noi, certo, ci siamo adeguati, perché nella vita ogni tanto capisci che se non vuoi morire, devi farti un&#8217;operazione. L&#8217;Italia si sta mettendo in sicurezza grazie ad un pacchetto pesante ma necessario. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">la Germania è pronta</a> a cambiare politica? In questo momento la Germania <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=931314&amp;lang=it" target="_blank">non mi sembra che voglia</a> fare asse con nessuno».</p>
<p><em>Nel vertice di Strasburgo la Merkel ha ripetuto a Monti che l&#8217;Italia deve fare i compiti a casa: la trova una metafora efficace?</em></p>
<p>«Ripetere questa storia dei <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">compiti a casa</a>, lo trovo psicologicamente <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Crisi-Prodi-Francesi-e-tedeschi-devono-smetterla-di-fare-i-maestrini_312727384821.html" target="_blank">molto offensivo</a>. Perché presume un maestro e un discepolo. Ma l&#8217;Europa non è nata con questo spirito: il vero maestro doveva diventare un&#8217;autorità politica europea, mentre oggi il potere politico lo esercitano a turno i vari Paesi e dunque il Paese più forte, la Germania. Che in questo momento pare intenzionata a tenere in mano pagella e registro».</p>
<p><em>Nel 2003 fu proprio la maestra Germania a non rispettare le regole, che la commissione Prodi provò a far rispettare. Quel precedente ha pesato?</em></p>
<p>«Certo che ha pesato. La Germania assieme alla Francia <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zMAE4RZjX5A" target="_blank">rifiutarono la richiesta della Commissione</a> di mettersi in regola col Patto di stabilità. Allora la Germania fu un allievo disobbediente davanti ad un &#8220;maestro&#8221; riconosciuto da tutti, la Commissione»<br />
<em><br />
Ma proprio lei, un anno prima in una <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=27866" target="_blank">intervista a &#8220;Le Monde&#8221;</a>, aveva parlato di <a href="http://www.socialsciences.manchester.ac.uk/eurodatabase/papercutsfinal/restricted/02142.htm" target="_blank">stupidità dei Trattati</a>: non aprì la strada alle infrazioni?</em></p>
<p>«Certo, avevo parlato di stupidità dei Trattati, nel senso che era ragionevole attenersi ai parametri aritmetici, ma tenendo sempre conto del <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/euro-al-bivio-o-maggiore-coordinazione-delle-politiche-economiche-o-scioglimento_1604.html" target="_blank">contributo politico</a>. Ebbi tutti contro, a cominciare dai tedeschi. Ma poco più di un anno dopo furono loro, tedeschi e francesi, che rifiutarono anche i parametri aritmetici».</p>
<p><em>Di quella Commissione europea <a href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" target="_blank">faceva parte anche Mario Monti</a>, che fece con lei il suo &#8220;apprendistato&#8221; politico: come si sta muovendo?</em></p>
<p>«Si sta muovendo bene. Come sempre. Sta <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">facendo quel che aveva promesso</a> di fare, ciò per cui è stato chiamato. C&#8217;è una catena del dovere che lega tutto e del dover essere».</p>
<p><em>Ammesso che il vertice di domani non sia quello della svolta, lei crede che ci stiamo avvicinando ad una sorta di ultimo appello per l&#8217;Europa politica e per l&#8217;euro?</em></p>
<p>«In crisi come questa non c&#8217;è mai un ultimo appello, salvo che non si commettano errori gravi che potrebbero portarci verso l&#8217;abisso. Sono sicuro che il vertice ci aiuterà ad uscire dalla tempesta ma che per ritrovare la via comunitaria dovremo passare attraverso diversi stop and go».</p>
<p><em>Il suo appello, assieme a Giuliano Amato, per gli Stati Uniti d&#8217;Europa è a futura memoria?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/caro-mario-litalia-rafforzi-il-governo-delleuro_4219.html" target="_blank">Il nostro appello</a> non è a futura memoria perché non abbiamo alternative. Punto».</p>
<p><em>Punto?</em></p>
<p>«Potrei ricordare i sorrisi, quando dieci anni fa parlavo del futuro bipolarismo Usa-Cina. I singoli Paesi europei, da soli, non hanno futuro. L&#8217;Europa può restare protagonista nel mondo solo se saprà unirsi».</p>
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		<title>Paura per l&#8217;inflazione, ma il vero nemico è la recessione</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/paura-per-linflazione-ma-il-vero-nemico-e-la-recessione_4207.html</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 06:21:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Credito e crisi
L&#8217;Europa, le banche e le regole stonate
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 4 dicembre 2011
Non essendo ovviamente in grado di commentare le decisioni che verranno prese tra oggi e domani, si può però esaminare su quale terreno questi semi verranno a cadere.
La settimana che abbiamo alle spalle non è stata infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/EUbank.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4217" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/EUbank-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Credito e crisi</p>
<p><strong>L&#8217;Europa, le banche e le regole stonate</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=04-12-2011&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 4 dicembre 2011</p>
<p>Non essendo ovviamente in grado di commentare <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=159235" target="_blank">le decisioni</a> che verranno prese tra oggi e domani, si può però esaminare su quale terreno questi semi verranno a cadere.</p>
<p>La settimana che abbiamo alle spalle non è stata infatti priva di avvenimenti che, oggi o in un tempo più lontano, incideranno profondamente sulla nostra economia.</p>
<p>Il primo avvenimento è positivo e consiste nella <a href="http://www.businessweek.com/ap/financialnews/D9RB4LQ80.htm" target="_blank">creazione di liquidità </a>aggiuntiva da parte delle sei più grandi banche centrali del mondo (Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Inghilterra, Canada e Banca centrale europea), mentre la Cina, dopo un periodo di restrizione, ha di nuovo allentato la politica monetaria.</p>
<p>Tutto ciò non solo ha dato un po` di fiato alle borse e ha provocato una certa caduta degli <a href="http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL5E7N21M120111202" target="_blank">spread</a>, ma ha soprattutto lanciato il messaggio che da tempo ci sí attendeva, che cioè il presidente Obama capisse che è suo <a href="http://www.voanews.com/english/news/Obama-Euro-Crisis-Solution-of-Huge-Importance-for-US-134639193.html" target="_blank">interesse primario</a> aiutare la soluzione del problema dell`euro.</p>
<p>La dissoluzione della moneta europea trascinerebbe infatti verso l’abisso anche l’economia americana, rendendo in tale modo quasi impossibile per Obama vincere le elezioni che si svolgeranno fra solo undici mesi. Il risanamento dell’Euro, da affare europeo, è finalmente divenuto preoccupazione mondiale e, soprattutto, una preoccupazione primaria per il presidente americano.</p>
<p>Il secondo avvenimento, in parte positivo ed in parte negativo, riguarda il discorso della Cancelliera Merkel di fronte al parlamento tedesco.  Positivo perché, parlando di “<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-03/merkel-unione-fiscale-vicina-160411.shtml?uuid=AakUPzQE" target="_blank">unione fiscale più vicina</a>” e mostrandosi meno dottrinaria sul ruolo della Banca Centrale Europea, ha reso manifesto al Parlamento che non è interesse della Germania assistere inerte alla caduta dell’Euro.</p>
<p>Meno positivo è invece il <a href="http://www.forex-ratings.com/daily_forex/?id=10597" target="_blank">rifiuto di misure immediate</a>, come gli Eurobond o gli incentivi alla crescita tedesca che avrebbero un effetto molto più rapido nei confronti del superamento della crisi di quanto non potrebbe avere la revisione dei trattati, che richiede oltre un anno e mezzo di tempo. Capisco che i sacrifici più pesanti per l’aggiustamento debbano essere fatti dai paesi debitori ( e lunedì l’Italia farà la sua parte)  ma l’aggiustamento  stesso si trasforma in un inutile sacrificio, se esso non viene compensato dalle necessarie politiche espansive da parte dei creditori. L’ossessione tedesca è ancora l’inflazione, anche se oggi siamo in piena recessione. Ed è invece la recessione il nemico che la Germania dovrebbe combattere, ricordando quello che è successo negli anni trenta.</p>
<p>Tuttavia la crisi europea non si risolve solo con il riequilibrio dei bilanci pubblici o con temporanee iniezioni di liquidità ma anche ( e soprattutto) con la riattivazione del pieno funzionamento del sistema bancario. L’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha invece imposto regole e limiti di tempo per la <a href="http://it.euronews.net/2011/10/27/vertice-ue-106-milioni-di-euro-per-la-ricapitalizzazione-delle-banche-europee/" target="_blank">ricapitalizzazione delle banche</a> che fortemente penalizzano la capacità di concedere il credito necessario per finanziare la ripresa. Queste nuove regole danneggiano in particolare le banche italiane di fronte agli altri concorrenti europei. Si è ad esempio imposto di valutare i titoli di Stato in portafoglio a prezzo di mercato e non al loro valore di restituzione, mentre si valutano con molto più benevolenza i titoli tossici in proprietà delle banche medesime. Poiché gli Istituti italiani  hanno nella pancia molti più titoli pubblici e molto meno titoli di altro tipo rispetto alle banche estere, essi si vedono diminuire in modo iniquo il capitale  a cui sono obbligati ad adeguare la concessione del credito.</p>
<p>Questo semplice fatto sta provocando una catastrofica <a href="http://www.nanopress.it/economia/2011/11/07/banche-la-ricapitalizzazione-rischia-di-restringere-il-credito-in-italia_P4471823.html" target="_blank">restrizione del credito in Italia</a>. Mai nella mia esperienza ho, come nelle scorse settimane, potuto assistere a restrizioni che non hanno alcuna relazione con la forza e la solvibilità del cliente. Se questo proseguirà, anche le misure di risanamento del nuovo governo saranno rese vane dall’ulteriore caduta dell’attività economica.  Se correttamente si pretende che si aggiustino in fretta i bilanci pubblici, non si può certo, nello stesso tempo, tagliare le gambe alle banche. La settimana prossima i governi europei sono chiamati ad approvare le strategie di aggiustamento dei bilanci pubblici per ridurre il rischio dei debiti sovrani.</p>
<p>Sembra che negli stessi giorni l’EBA sia intenzionata a pubblicare i maggiori fabbisogni di capitale delle varie banche prendendo come riferimento il  valore dei titoli al 30 settembre scorso, giorno in cui il loro prezzo era, soprattutto in Italia, particolarmente depresso. Capisco la <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">mancanza di leadership</a> ma in questo caso mi sembra proprio che siamo diventati anche un poco masochisti. Mi permetto quindi di suggerire al Ministro dell’Economia di chiedere ai suoi colleghi dell’Ecofin  che queste improvvide decisioni siano almeno rinviate nel tempo, in modo che non vengano da esse annullati gli effetti positivi delle severe misure che egli dovrà prendere come Primo Ministro.</p>
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		<title>Il prezzo del non decidere: come la Germania ci ha spinto nel tunnel</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 09:42:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il prezzo del non decidere
Come la Germania ci ha spinto nel tunnel
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 27 novembre 2011
Non c’è dubbio che il viaggio europeo di Mario Monti sia stato un successo. Esso ha visibilmente riportato l’Italia nell’ambito del  dialogo europeo e ci ha ridato l’immagine di interlocutori seri e credibili.
Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/11/Monti-Merkel-e-Sarzozy-patto-per-leuropa-638x425.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4192" title="Monti-Merkel-e-Sarzozy-patto-per-leuropa-638x425" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/11/Monti-Merkel-e-Sarzozy-patto-per-leuropa-638x425-300x199.jpg" alt="Monti-Merkel-e-Sarzozy-patto-per-leuropa-638x425" width="300" height="199" /></a>Il prezzo del non decidere</p>
<p><strong>Come la Germania ci ha spinto nel tunnel</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=27-11-2011&amp;pdfIndex=53" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 27 novembre 2011</p>
<p>Non c’è dubbio che <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-22/sfida-monti-europa-cosi-122233.shtml?uuid=AaVsxbNE" target="_blank">il viaggio europeo</a> di Mario Monti sia stato <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/26/Sarkozy_Merkel_crolla_Italia_finisce_co_8_111126008.shtml" target="_blank">un successo</a>. Esso ha visibilmente <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=158951" target="_blank">riportato l’Italia</a> nell’ambito del  dialogo europeo e ci ha ridato l’immagine di interlocutori <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-24/monti-strasburgo-riceve-fiducia-161039.shtml" target="_blank">seri e credibili</a>.</p>
<p>Non dubito inoltre che nei prossimi giorni verranno <a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/431850/" target="_blank">varate quelle misure</a> che noi non conosciamo ancora ma che la Cancelliera tedesca ha definito “<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-24/merkel-riforme-impressionanti-promosso-220854.shtml?uuid=AaPv5POE" target="_blank">impressionanti</a>”. Ci dobbiamo tuttavia rendere conto che, al punto a cui siamo arrivati, questo successo è condizione necessaria ma non sufficiente per aggiustare le cose. Condizione necessaria perché era stata proprio la mancanza di credibilità del precedente governo ad innescare la miccia del fuoco contro di noi, ma non sufficiente perché l’attacco contro i titoli italiani fa parte ormai di una strategia che coinvolge tutta l’area dell’Euro.</p>
<p>Se <a href="http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=.ITAGER10:IND" target="_blank">gli spreads italiani</a> non danno nessun segno di tornare alla normalità, anche <a href="http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=.SPAGER10:IND" target="_blank">quelli spagnoli</a> non sembrano infatti risentire favorevolmente di un esito elettorale che era atteso per dare alla Spagna la forza di affrontare con successo la crisi. E nemmeno la Francia e la stessa Germania possono ritenersi immuni dalle turbolenze che hanno scosso l’andamento della nostra moneta.</p>
<p>Quando si legge sulla più autorevole stampa americana che “i<a href="http://www.nytimes.com/2011/11/26/business/global/banks-fear-breakup-of-the-euro-zone.html?_r=2" target="_blank">l Gotha delle banche si prepara al tracollo dell’Euro</a>” e quando si compilano manuali di istruzione sul come comportarsi in caso che questo avvenga, vuol dire che le cose si sono spinte avanti in modo del tutto fuori controllo.</p>
<p>A questo punto la <a href="http://www.nytimes.com/2011/11/26/business/global/banks-fear-breakup-of-the-euro-zone.html?_r=2" target="_blank">lode all’Italia e ai suoi progetti</a> appare come qualcosa che ci allontana dallo stato di vergogna ma che non ci mette affatto al sicuro da una tempesta che travolge tutti.</p>
<p>Dalla tempesta non ci poteva certo proteggere l’ennesimo inconcludente vertice fra la signora Merkel e il presidente Sarkozy. Questi <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/427644/" target="_blank">infiniti vertici </a>sono sempre terminati con roboanti dichiarazioni ma non hanno mai concluso nulla che abbia contribuito in modo concreto alla soluzione della crisi europea.</p>
<p>Nei <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/l%E2%80%99euro-va-salvato-lasse-franco-tedesco-e-un-disastro_3875.html" target="_blank">precedenti vertici</a> si promettevano almeno mirabili strumenti di intervento, che non si sono poi materializzati o che  si sono materializzati in modo del tutto trascurabile. Nell’ultimo summit non si sono presi neanche questo disturbo:  la Cancelliera tedesca si è  semplicemente opposta a tutto. Si è opposta sia ad un’ampliamento degli interventi della BCE che alla creazione di una qualsiasi barriera di Eurobonds in grado di mettere al sicuro la moneta europea.  I due leader si sono dati naturalmente  appuntamento per un prossimo vertice, in attesa del quale si moltiplicheranno altre inutili dichiarazioni .</p>
<p>Nel frattempo anche il Commissario europeo Olli Rehn  esprimerà parole di incoraggiamento nei confronti del nostro paese e il presidente della Bundesbank ripeterà che l’Italia ce la potrà fare da sola perché, in fondo,  prima di entrare nell’Euro, avevamo tassi di interesse ben più alti di quelli che abbiamo oggi. Intanto i nostri spread sono già arrivati a livelli intollerabili e le nostre banche sono sottoposte a regole che le obbligano a restringere progressivamente il credito, soffocando così ogni nostra possibilità di ripresa.</p>
<p>Si è creato infatti un meccanismo infernale: i tassi di interesse aumentano, la quotazione dei nostri BTP crolla, questo crollo provoca la diminuzione dell’attivo delle banche che li hanno in portafoglio, la diminuzione di quest’attivo obbliga a una restrizione del credito ed essa, infine, provoca  l’aggravamento della crisi. I sapienti internazionali aggiungono a questo punto che l’Italia può definirsi tecnicamente in recessione. E come potrebbe essere diversamente?</p>
<p>Visto comunque che stiamo per prendere decisioni “<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-24/merkel-riforme-impressionanti-promosso-220854.shtml?uuid=AaPv5POE" target="_blank">impressionanti</a>” sarebbe  necessario che la signora Merkel si desse da fare perché queste decisioni, oltre che impressionanti, non siano anche rese inutili dalla sua politica.</p>
<p>Messa fuori gioco la Commissione Europea, scartate le proposte su un nuovo ruolo della BCE, avversati con motivazioni teologiche gli Eurobonds,  ogni decisione è oggi unicamente in capo ad una Germania ormai paralizzata dagli indecifrabili rapporti fra la Cancelleria, la Bundesbank e gli interessi elettorali.</p>
<p>Per mesi e mesi la Germania ha operato per costruirsi un ruolo solitario e dominante nella crisi europea. Per raggiungere quest’obiettivo non ha ascoltato nessuno se non le proprie pulsioni interne.</p>
<p>E’ venuto ora il tempo che la Germania  prenda una decisione su come vorrà utilizzare l’immenso potere raggiunto.  Lo può usare a servizio di se stessa e dell’Unione Europea o contro se stessa e contro l’Europa, sia essa a una o più velocità.  In ogni caso non potrà più rinviare le decisioni ad un prossimo vertice. Il tempo è ormai scaduto.</p>
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		<title>Monti ha l&#8217;autorevolezza necessaria per sbloccare la situazione e scardinare l&#8217;asse franco-tedesco</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 06:50:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: «Ho fiducia nella saggezza di Monti»
Articolo su Il Sole 24 Ore del  22 novembre 2011
«Ho una grande fiducia nella saggezza di Mario Monti e credo che abbia capito la grande urgenza» di agire sul versante europeo.
Così l&#8217;ex premier Romano Prodi ha commentato l&#8217;inizio del lavoro del nuovo esecutivo tecnico. Intervenuto alla presentazione di Tr [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-napolitano.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4170" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/11/monti-napolitano-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a>Prodi: «Ho fiducia nella saggezza di Monti»</strong></p>
<p>Articolo su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-22/prodi-fiducia-saggezza-monti-085945.shtml" target="_blank"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a> del  22 novembre 2011</p>
<p>«Ho una grande fiducia nella saggezza di Mario Monti e credo che abbia capito la grande urgenza» di agire sul versante europeo.<br />
Così l&#8217;ex premier Romano Prodi ha commentato l&#8217;inizio del lavoro del nuovo esecutivo tecnico. Intervenuto alla presentazione di <a href="http://www.technologyreview.it/article_docs/TrMondo.pdf" target="_blank">Tr Mondo</a>, la nuova iniziativa editoriale di <a href="http://www.technologyreview.it/" target="_blank">Technology Review</a>, al Centro Studi americani, presieduto da Giuliano Amato, il Professore ha osservato: «Il Governo non è ancora completo ma quello che è avvenuto fino adesso è ciò che <a href="http://www.asca.it/news-GOVERNO__PRODI__MOLTA_FIDUCIA_IN_SAGGEZZA_MONTI-1068910-ORA-.html" target="_blank">mi aspettavo e speravo</a>».</p>
<p>L&#8217;esecutivo Monti «<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-22/sfida-monti-europa-cosi-122233.shtml?uuid=AaVsxbNE" target="_blank">è partito subito</a> per rivolgersi alle istituzioni europee e ai due maggiori Paesi (Francia e Germania, ndr): è chiaro che è prematuro dare giudizi ma credo che questo Governo abbia capito l&#8217;urgenza di fare ciò».</p>
<p>Il Governo si deve orientare su due grandi direttrici, secondo Prodi: «Quella di raggiungere una sostenibilità di lungo periodo, e fare in modo che ciò aiuti la produttività del sistema, ovvero l&#8217;efficienza e la crescita». E le dismissioni del patrimonio publico? «Non c&#8217;è rimasto molto, le privatizzazioni si fanno con una strategia che guardi al futuro delle imprese e quando è conveniente farlo».</p>
<p>Oggi parte il primo tour europeo del nuovo premier: per Prodi «Monti ha l&#8217;autorevolezza necessaria per <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-1001081/crisi-prodi-monti-persona-adatta/" target="_blank">sbloccare la situazione</a>, ricollocare l&#8217;Italia in una situazione molto più interessante» e, soprattutto, per scardinare l&#8217;asse franco-tedesco: «La Germania ormai non ha più bisogno di nessuno e quindi è un asse zoppo». Un altro tema è quello degli eurobond, da lui stesso sostenuti: «Se gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">eurobond</a> avessero una garanzia di tremila miliardi anche la Germania sarebbe d&#8217;accordo». <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/11/21/visualizza_new.html_15796401.html" target="_blank">I titoli europei</a> sono «lo strumento in grado di mettere a posto la politica economica dell&#8217;Unione». L&#8217;ex premier sa che «la Germania non ne vuol sapere» perciò propone di «garantirli con appositi sigilli». E spiega: «L&#8217;oro della Banca d&#8217;Italia insieme a quello della banca francese è superiore a quello della Germania, poi uniamo tutte le riserve auree delle banche centrali e ci mettiamo anche asset come oleodotti, gasdotti ed elettrodotti. Abbiamo così 3 mila miliardi e ne usiamo 2.300 per la difesa della moneta e 700 per gli investimenti».</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="24" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/340255?30105" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24" src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/340255?30105" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>L&#8217;edizione italiana della rivista <a href="http://www.technologyreview.it/" target="_blank">Technology Review</a> del Massachusetts Institute of Technology (Mit), una delle più importanti università di ricerca del mondo, si arricchisce di contributi globali. Nasce così <a href="http://www.technologyreview.it/article_docs/TrMondo.pdf" target="_blank">Tr Mondo</a> una nuova rubrica, che raccoglie alcuni articoli pubblicati nelle diverse edizioni del mondo della rivista, presentata oggi oltre che da Prodi, anche dall&#8217;altro ex premier, Amato, e dall&#8217;ambasciatore americano in Italia, David Thorne, che ha alle spalle un passato da editore. «Negli scorsi fascicoli – ha spiegato il direttore della rivista, <a href="http://www.aditonline.it/?page_id=299" target="_blank">Alessandro Ovi</a> – abbiamo inaugurato una rubrica che riprende, tradotte in italiano, le iniziative redazionali della nostra consorella cinese sul mondo della innovazione tecnologica in Cina» . Sulla scorta dell&#8217;apprezzamento che la rubrica ha riscosso, è stato deciso di mettere a fuoco anche le altre due edizioni non americane che, come l&#8217;italiana e la cinese, pubblicano una versione della rivista del Mit arricchita di argomenti locali: quella tedesca e quella indiana.</em></p>
<p>di Ca.Mar.</p>
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