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	<title>Romano Prodi &#187; Europa</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Sacrifici molto pesanti, ma per salvare il Paese. Gli altri leader europei facciano la loro parte</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:10:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso il Consiglio europeo
L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 29 gennaio 2012
Frastornati e confusi fra i rapporti del Fondo Monetario Internazionale, le decisioni della Banca Centrale Europea, i summit franco-tedeschi, gli happening delle agenzie di rating e i decreti del governo, i poveri italiani stanno perdendo la bussola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4476" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a>Verso il Consiglio europeo<br />
<strong>L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=29-01-2012&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 29 gennaio 2012</p>
<p>Frastornati e confusi fra i rapporti del <a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/update/01/pdf/0112.pdf" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a>, le decisioni della <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-28/fiducia-torna-riforme-081036.shtml" target="_blank">Banca Centrale Europea</a>, i summit <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/08/visualizza_new.html_41464693.html" target="_blank">franco-tedeschi</a>, gli <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1033898/standard--poors-declassa-mezza-europa%3Cbr%3Ebene-monti-ma-le-riforme-sono-a-rischio.shtml" target="_blank">happening</a> delle agenzie di <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1312451/fitch-declassa-il-rating-italia-tagli-piu-severi-evitati-grazie-a-monti.aspx" target="_blank">rating</a> e i <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/articolo1035358.shtml" target="_blank">decreti</a> del <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">governo</a>, i poveri italiani stanno <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/30/news/italiani_lotta_governo-28993174/?rss" target="_blank">perdendo la bussola</a> e non riescono a capire che cosa sta capitando e, soprattutto, che cosa ci capiterà in futuro.</p>
<p>Riguardo allo stato dei fatti,  è chiaro che la crisi non accenna a finire ma anzi <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">durerà ancora a lungo</a>, assai più del previsto. L&#8217;<a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/fields/2003.html" target="_blank">economia mondiale</a> continua a crescere ma appena intorno  al tre per cento (due punti in meno di due anni fa) e solo per la forza dei paesi in via di sviluppo che, seppure correndo con andatura più ridotta, mantengono una distanza abissale nei confronti della modesta crescita americana e della recessione europea.</p>
<p>Anche se non siamo quindi in grado di sapere quando usciremo dalla crisi, sappiamo tuttavia con certezza che vi usciremo in un mondo in cui i rapporti di forza saranno molto diversi rispetto al passato.</p>
<p>Limitandoci al quadro europeo, le più recenti ma non certo le più pessimistiche analisi (<a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia 27 gennaio</a>) prevedono addirittura un calo dello 0,4% del PIL della zona Euro, con generali arretramenti di tutte le economie rispetto al passato e, perfino, con  una sostanziale stagnazione dell&#8217;economia tedesca.</p>
<p>Non possiamo certo meravigliarci. In conseguenza della frammentazione della politica europea tutti i paesi sono stati costretti ad aggiustare i bilanci nazionali, tagliando la spesa pubblica ed aumentando il peso fiscale. Per non essere vittime della speculazione internazionale siamo stati obbligati ad adottare una politica depressiva. Non dobbiamo perciò sorprenderci se la crisi si è aggravata in tutta Europa e ancora meno può destare sorpresa che, dato il nostro debito elevato e i nostri problemi strutturali, la situazione italiana sia assai peggiore della media europea. Avremo infatti in Italia una probabile <a href="http://www.oipamagazine.eu/categoria4696/Economia-e-Finanza/Economia-e-Lavoro/pil-rapporto-prometeia-previsto-un-calo-dell%5E17-quest%5Eanno.-ripresa-nel-2013.html" target="_blank">caduta del reddito</a> intorno all&#8217;1,7%  mentre, solo pochi mesi fa, speravamo di assestarci attorno allo zero.</p>
<p>Alla base di questo grave slittamento italiano sta il <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE80Q03M20120127" target="_blank">crollo dei consumi</a> che, nel corso di due anni, sono destinati a calare di quasi il 5%.  Un crollo così ampio da coinvolgere pesantemente non solo i beni durevoli ma  anche i <a href="http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/15:23/4104300" target="_blank">prodotti alimentari</a>. Nello stesso rapporto <a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia</a> vi è scritto che, alla fine del 2014, i consumi alimentari saranno, in termini reali, inferiori del 9,6% rispetto a quelli del 2007.  Questo impressionante regresso è avvenuto in conseguenza di una caduta dei redditi delle famiglie così forte che i consumi stanno crollando anche in presenza di una sostanziosa diminuzione del tasso di risparmio. Una diminuzione  che ci ha già portato in pochi anni dal primo all&#8217;ultimo posto nella classifica del risparmio tra i grandi paesi europei.</p>
<p>Approfondendo tutti questi dati troviamo inoltre l&#8217;evidenza (dolorosa anche se non sorprendente) che la riduzione del reddito disponibile si è concentrata maggiormente sulle <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=44642&amp;sez=HOME_ECONOMIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">fasce  più basse</a>.</p>
<p>Il paese sta quindi diventando <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201252124-ipp-rt10315-famiglie_piu_povere_i_redditi_tornano_agli_anni_90" target="_blank">più povero e più ingiusto</a>. D&#8217;altra parte non potrebbe essere altrimenti dato che, negli ultimi anni, soprattutto in conseguenza delle profonde ristrutturazioni dell&#8217;apparato industriale, abbiamo perso quasi <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2011/12/15/81152/italia-in-recessione-persi-1-milione-di-posti-di-lavoro" target="_blank">ottocentomila posti di lavoro</a>. Altri purtroppo ne dovremo perdere nel prossimo futuro, anche se una grande parte delle ristrutturazioni è già stata compiuta. Solo una minima percentuale della perdita di occupazione può essere infatti compensata dall&#8217;aumento della domanda di cura alle persone, soprattutto dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione.</p>
<p>L&#8217;unico elemento positivo è dato dalle prospettive delle esportazioni, sperando naturalmente che la debolezza delle economie europee non si accompagni al rafforzamento dell&#8217;euro che, nonostante i recenti assestamenti, mi sembra essere ancora sopravvalutato.</p>
<p>Ho riportato tutti questi dati non certo per confondere ulteriormente il lettore e nemmeno per demoralizzarlo. Essi mettono semplicemente in rilievo che il necessario e non procrastinabile <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">aggiustamento della nostra economia</a> deciso dal governo Monti ha obbligato il nostro paese a sacrifici molto pesanti e che questi sacrifici saranno prolungati anche in futuro.</p>
<p>Abbiamo fatto cioè <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">tutti i compiti</a> che i vari maestri ci avevano assegnato. A questo punto abbiamo il diritto di sapere  se e quando se ne manifesteranno gli effetti positivi. Ci attendiamo perciò che i prossimi <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=161126" target="_blank">vertici europei</a> non si concludano con misure insufficienti e talmente vaghe nella loro fase di attuazione, da non arrestare il gioco della speculazione, rinviando alle calende greche ogni prospettiva di ripresa europea.</p>
<p>Il fatto che anche la Germania veda <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL5E8CU1DG20120130" target="_blank">peggiorare</a> le proprie prospettive e che il presidente Obama sia <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-28/vertici-missione-casa-bianca-083204.shtml?uuid=AaCWBJPE" target="_blank">visibilmente preoccupato</a> per i possibili effetti negativi di una recessione europea sulle elezioni americane dovrebbe spingere verso una politica che, attraverso una maggiore solidarietà, avvicini finalmente la fine della crisi e prepari la ripresa.</p>
<p>Dati i precedenti non sono troppo ottimista che questo avvenga in fretta. Per ora mi basta che i leader europei siano convinti che, fra i compiti da fare, non vi sia quello di fare testamento.</p>
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		<title>Gli investimenti piu&#8217; necessari per ridare impulso all&#8217;economia sono quelli in istruzione e ricerca</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:59:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Crisi: Prodi, aspettative giovani dipendono anche da Ue. Occorre unita&#8217;
(ASCA) &#8211; Roma, 26 gen &#8211; &#8221;Le aspettative a breve sono sicuramente legate solo alla crescita, a lungo termine invece o l&#8217;Europa si mette insieme davvero o saremo emarginati. Qui non c&#8217;e&#8217; mica l&#8217;idea che si puo&#8217; anche decadere al mondo? Purtroppo o ci mettiamo assieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ricerca.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4464" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ricerca-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Crisi: Prodi, aspettative giovani dipendono anche da Ue. Occorre unita&#8217;</strong></p>
<p>(<a href="http://www.asca.it/news-Crisi__Prodi__aspettative_giovani_dipendono_anche_da_Ue__Occorre_unita_-1117767-FOT.html" target="_blank"><strong>ASCA</strong></a>) &#8211; Roma, 26 gen &#8211; &#8221;Le aspettative a breve sono sicuramente legate solo alla crescita, a lungo termine invece o l&#8217;Europa si mette insieme davvero o saremo emarginati. Qui non c&#8217;e&#8217; mica l&#8217;idea che si puo&#8217; anche decadere al mondo? Purtroppo o ci mettiamo assieme o decadiamo&#8221;. Cosi&#8217; Romano Prodi, presidente della <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione</a> per la collaborazione tra i popoli, a margine della cerimonia per l&#8217;inaugurazione del <a href="http://www.uniroma3.it/news2.php?news=1323&amp;p=1" target="_blank">XX anno accademico dell&#8217;Ateneo di &#8221;Roma Tre&#8217;</a>&#8216;, in merito alle aspettative dei ragazzi italiani alla luce dei <a href="http://www.confindustria.it/ancong.nsf/6e5eaa383994da9ac1256fc4002e5307/88c900da33790bbac125799100312cc9/$FILE/CF_gennaio%202012.pdf" target="_blank">dati sulla disoccupazione</a> e sul <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-01-25/confidustria-economia-debole-fino-121408.shtml?uuid=Aa5EQLiE" target="_blank">lavoro precario</a>.</p>
<p>&#8221;A breve invece, per i prossimi anni, &#8211; ha aggiunto &#8211; il problema e&#8217; <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/tre-ricette-per-rilanciare-loccupazione_2504.html" target="_blank">riprendere la crescita</a> dando <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-per-tornare-competitiva-deve-investire-nella-ricerca-in-particolare-nelle-energie-rinnovabili-e-nelle-scienze-della-vita_664.html" target="_blank">impulso all&#8217;economia</a> con la contraddizione che gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/lunare-il-taglio-delle-tasse-investire-sul-futuro-scuola-ricerca-e-innovazione_3269.html" target="_blank">investimenti piu&#8217; necessari</a> sono quelli in <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-ridare-speranza-ai-giovani-investire-su-ricerca-investimenti-e-scuola_4040.html" target="_blank">istruzione e ricerca</a>, che sono quelli che danno <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/attenti-ai-medici-che-non-conoscono-lammalato-reagire-alla-crisi-con-innovazione-e-ricerca_1506.html" target="_blank">frutto piu&#8217; lontano</a> nel tempo. Questo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ricerca-sviluppo-e-innovazione-per-rimanere-competitivi-e-superare-la-crisi_655.html" target="_blank">e&#8217; il problema</a>&#8221;.</p>
<p>Come mi chiese una volta un mio studente, &#8221;l&#8217;Europa e&#8217; un laboratorio o un museo? Il grande problema e&#8217; ricostruire questo laboratorio e non e&#8217; facile&#8221;.</p>
<p>Il problema adesso &#8221;e&#8217; non affogare e non possiamo andare avanti in un <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/come-finanziare-il-futuro-tre-riforme-urgenti-per-salvare-leuropa_854.html" target="_blank">Europa frammentata</a> in cui i giovani si trovano in una situazione di difficolta&#8217;, hanno capito i problemi, ma, a differenza del &#8216;68, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/gli-indignados-hanno-ragione-oggi-la-redistribuzione-del-reddito-e-iniqua_4287.html" target="_blank">non c&#8217;e&#8217; un pensatore</a>, non c&#8217;e&#8217; un politico che traduca questo. Io non conosco un nome di un indignado. C&#8217;e&#8217; ancora John Barrett che canta&#8221;.</p>
<p>In merito all&#8217;Italia invece Prodi evidenzia come non sia &#8221; il paese rifiuto che l&#8217;opinione pubblica internazionale ci vuole descrivere&#8221;, ma ha delle caratteristiche diverse rispetto agli altri, &#8221;due anomalie: la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sconfiggere-levasione-fiscale-per-difendere-la-democrazia-e-sconfiggere-la-criminalita_4109.html" target="_blank">criminalita</a>&#8216; e l&#8217;<a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/l%E2%80%99evasione-e-un-furto-che-puo-portare-alla-catastrofe-dell%E2%80%99italia%E2%80%9D_4407.html" target="_blank">evasione fiscale</a>&#8221;. In ogni caso &#8216;&#8217;spero che possa di nuovo trovare il modo per offrire ai nostri giovani un posto concreto&#8221;.</p>
<p>map/gc</p>
<p><strong>Merkel: Prodi, errore non cpire che futuro Europa condizionato dall&#8217;Euro</strong></p>
<p>(<a href="http://www.agenparl.it/articoli/news/esteri/20120126-merkel-prodi-errore-non-capire-che-futuro-europa-condizionato-dall-euro" target="_blank"><strong>AGENPARL</strong></a>) &#8211; Roma, 26 gen &#8211; «Cosa convincerà la Merkel a salvare l&#8217;euro? In ultima istanza <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">la convenienza tedesca</a>: quando in queste vicende si arriva al punto in cui il leader non è capace di prendere delle decisioni allora saranno le cose a <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">decidere per lei</a>». Lo ha dichiarato questa mattina Romano Prodi ai microfoni di Radio Popolare Roma che lo ha interpellato a margine dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;<a href="http://www.controcampus.it/spip.php?article27947" target="_blank">anno accademico a Roma Tre</a>.</p>
<p>«La domanda deve essere molto semplice – ha proseguito l&#8217;ex presidente del consiglio &#8211; la Germania ha interesse allo scioglimento dell&#8217;euro? La risposta è no, perché la Germania è <a href="http://www.romanoprodi.it/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=4461&amp;message=1" target="_blank">forte sopratutto perché c&#8217;è l&#8217;euro</a> e gli altri non possono svalutarle in faccia la moneta. La cancelliera ha deciso di compiacere il proprio elettorato ma non lo può fare oltre un certo limite, cambierà parere quando si accorgerà che siamo vicini al baratro». «C&#8217;è sempre una possibilità di suicidio al mondo, tanti errori sono stati fatti dalla storia – ha concluso Romano Prodi – sarebbe un enorme errore non capire che il futuro dell&#8217;Europa è condizionato a una più forte Unione e quindi anche alla presenza dell&#8217;euro».</p>
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		<title>Stop alla deriva populistica di Orban: quando l&#8217;Europa fa sentire la propria voce, viene ascoltata</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/stop-alla-deriva-populistica-di-orban-quando-leuropa-fa-sentire-la-propria-voce_4432.html</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 06:43:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso Ungheria
Il vento Poulista che soffia in Europa
Articolo di Romano prodi su Il Messaggero del 22 gennaio 2012
Sempre travolti dai problemi dell’Euro abbiamo con una certa leggerezza trascurato un’altra importante partita che si svolge non lontano dai nostri confini, una partita che si esprime nella crescente tensione fra l’Ungheria e le istituzioni europee. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4439" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/02-01-2012-demo-in-budapest.jpg"><img class="size-medium wp-image-4439" title="Dimostrazioni contro Victor Orban a Budapest " src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/02-01-2012-demo-in-budapest-300x197.jpg" alt="Dimostrazioni contro Victor Orban a Budapest " width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Dimostrazioni contro Victor Orban a Budapest </p></div>
<p>Il caso Ungheria<br />
<strong>Il vento Poulista che soffia in Europa</strong></p>
<p>Articolo di Romano prodi su <strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/2012012202113600215.PDF">Il Messaggero</a></strong> del 22 gennaio 2012</p>
<p>Sempre travolti dai problemi dell’Euro abbiamo con una certa leggerezza trascurato un’altra importante partita che si svolge non lontano dai nostri confini, una partita che si esprime nella crescente tensione fra l’Ungheria e le istituzioni europee. Una partita molto importante perché non riguarda specificamente interessi economici ma le fondamentali regole democratiche e di convivenza sulle quali si basa l’Unione Europea.</p>
<p>I fatti sono molto semplici. Anche in conseguenza di  molti anni di forti tensioni politiche e di cattiva amministrazione dell’economia del paese, <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2012/01/18/ungheria-viktator-orban-imbarazza-leuropa-il-ritratto/" target="_blank">Viktor Orban</a> ha vinto due anni fa le elezioni ungheresi con una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hungarian_parliamentary_election,_2010" target="_blank">maggioranza schiacciante</a>. Una maggioranza da lui utilizzata per una radicale e progressiva <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Constitution_of_Hungary">riforma della costituzione</a>. Un passo indubbiamente necessario, data l’inadeguatezza della costituzione precedente ma che è stato utilizzato da Orban per <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-16549259" target="_blank">cambiare in senso autoritario</a> e fortemente nazionalistico le leggi fondanti dell’Ungheria.</p>
<p>Simbolica di questo passaggio è stata la proposta di estendere la cittadinanza ungherese anche a coloro che, essendo di etnia magiara, vivono al di fuori dei confini del paese, risuscitando in tale modo il <a href="http://www.france24.com/en/20110418-hungary-parliament-adopts-disputed-new-constitution-viktor-orban-fidez" target="_blank">nazionalismo della grande Ungheri</a>a e seminando panico nei paesi, come la Slovacchia e la Romania, dove vivono numerosi cittadini di origine magiara. Lo slogan di Orban, che l’Ungheria è responsabile del destino degli ungheresi che vivono oltre i suoi confini, è già di per se stesso un <a href="http://www.france24.com/en/20120117-hungary-eu-constitutional-reform-legal-action-barroso-orban-authoritarian" target="_blank">elemento di turbamento</a> dei rapporti all’interno dell’Unione europea, rapporti che debbono essere gestiti in modo cooperativo e nel rispetto delle sovranità di tutti.</p>
<p>Al nazionalismo etnico si è ovviamente accompagnato il nazionalismo economico, che ha portato ad azioni mirate contro le imprese straniere e ad una tensione crescente nei rapporti con la Banca Centrale Europea.</p>
<p>E’ interessante notare che Orban era entrato in politica con una piattaforma estremamente liberista che, durante il suo precedente mandato da primo ministro nella seconda parte degli anni novanta, imponeva con enfasi a tutti i suoi colleghi, i quali ( me compreso) dovevano sorbirsi vere e proprie lezioni sulle eterne e indefettibili regole dell’economia di mercato.</p>
<p>Ed è perciò importante notare che questo <a href="http://stream.aljazeera.com/story/authoritarianism-returning-hungary-0021987" target="_blank">nazionalismo aggressivo ed enfatico</a> per cui “nessuno al mondo potrà mai dire ai rappresentanti del popolo ungherese come possono o non possono votare” è stata proprio la piattaforma che ha permesso a Orban di vincere in modo trionfale le elezioni del 2010.</p>
<p>Siamo tuttavia ben consapevoli che, quando si cavalca la tigre del nazionalismo, si sa da dove si parte ma  non si sa mai dove si arriva. Su quest’onda è infatti cominciata da parte di Orban un’azione progressivamente restrittiva delle libertà dei media, della possibilità di espressione degli oppositori  e infine, come fatalmente avviene in questi casi, delle competenze delle fondamentali istituzioni democratiche del paese. A farne le spese sono stati i ruoli della corte suprema e della banca centrale, sempre più sottoposti alla forza ormai incontrollata del potere esecutivo.</p>
<p>Di fronte a questa evoluzione, le istituzioni europee sono rimaste <a href="http://www.forexinfo.it/Ungheria-democrazia-in-pericolo" target="_blank">per molto tempo mute</a> e sorde ma, finalmente, nelle ultime settimane, <a href="http://it.euronews.net/2012/01/18/gli-eurodeputati-contro-viktor-orban-pesanti-critiche-al-governo-nazionalista-/" target="_blank">la voce dell’Europa</a> si è cominciata a sentire. Una voce sempre più forte e chiara nel sostenere il principio che le leggi e i comportamenti dei paesi membri debbono riflettere i comuni valori europei. Le autorità comunitarie non debbono quindi  limitarsi ad analizzare gli aspetti tecnici delle decisioni dei paesi,  ma sono obbligate a valutarne le conseguenze sull’evoluzione delle regole democratiche, sulle  relazioni fra governi e opposizioni e sui rapporti fra lo stato e la società civile. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-03/ungheria-migliaia-piazza-manifestare-192047.shtml?uuid=AaaZGVaE" target="_blank">L’Unione Europea</a>, pur nel rispetto della sovranità dei paesi membri, si deve infatti assumere il compito di garantire in essi l’applicazione dei principi democratici.</p>
<p>Almeno per una volta questa dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea si è accompagnata a <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=160755" target="_blank">misure concrete</a>. Da un lato sono stati sospesi gli aiuti di cui l’Ungheria ha necessità per affrontare con qualche possibilità di successo la sua drammatica crisi economica e, dall’altro, è stato annunciato l’inizio di una<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/ungheria-risponde-alla-svolta-autoritaria-orban-aperta-procedura-dinfrazione/184466/" target="_blank"> procedura di infrazione</a> riguardo alle decisioni volte a limitare l’indipendenza della Corte Suprema e della Banca Centrale d’Ungheria.</p>
<p>Un po’ di bastone e un po’ di carota <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201181027-ipp-rt10040-ungheria_orban_pronto_a_negoziare_nuove_leggi_con_bruxelles" target="_blank">hanno spinto</a> Orban ad un’<a href="http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/voceeurodeputati/2012/01/18/visualizza_new.html_46169683.html" target="_blank">apertura politica</a> di cui negli scorsi mesi non vi era traccia. Fra due giorni si svolgeranno infatti a Bruxelles  <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/01/20/visualizza_new.html_47062521.html" target="_blank">incontri  dedicati</a> a preparare la soluzione di problemi che sembravano destinati a diventare insolubili e quindi drammatici.</p>
<p>E’ troppo presto per cantare vittoria, ma vi sono almeno elementi sufficienti  per dire che quando le istituzioni europee ( soprattutto la Commissione e il Parlamento) fanno sentire la propria voce, finiscono con l’essere ascoltate. Mi auguro perciò che la voce dell’Europa si faccia sentire più spesso in futuro e che essa  sia sempre più capace di regolare i comportamenti non solo dell’Ungheria ma di tutti i membri dell’Unione.</p>
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		<title>Πρόντι: Όποιος παίζει με την Ελλάδα παίζει με όλους</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:42:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Είναι η ώρα της αλληλεγγύης»
Πρόντι: Όποιος παίζει με την Ελλάδα παίζει με όλους
Dichiarazione di Romano Prodi alle agenzie di stampa greche del 19 gennaio 2012: &#8220;Chi gioca contro la Grecia, gioca contro tutta l&#8217;Europa&#8220;

«Είναι η ώρα της αλληλεγγύης. Προσέξτε, όποιος παίζει με την Ελλάδα, παίζει με όλους» δηλώνει στο Αθηναϊκό Πρακτορείο Ειδήσεων ο πρώην πρόεδρος [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/domino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4450" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/domino-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>«Είναι η ώρα της αλληλεγγύης»<br />
<strong>Πρόντι: Όποιος παίζει με την Ελλάδα παίζει με όλους</strong></p>
<p><em>Dichiarazione di Romano Prodi alle agenzie di stampa greche del 19 gennaio 2012: &#8220;<a href="http://www.protothema.gr/economy/article/?aid=171884" target="_blank"><strong>Chi gioca contro la Grecia, gioca contro tutta l&#8217;Europa</strong></a>&#8220;</em><strong><br />
</strong></p>
<p>«<a href="http://www.skai.gr/news/finance/article/192191/r-prodi-opoios-paizei-me-tin-ellada-paizei-me-olous/" target="_blank">Είναι η ώρα της αλληλεγγύης</a>. Προσέξτε, όποιος παίζει με την Ελλάδα, παίζει με όλους» δηλώνει στο Αθηναϊκό Πρακτορείο Ειδήσεων ο πρώην πρόεδρος της Ευρωπαϊκής Επιτροπής και Ιταλός πρώην πρωθυπουργός, <a href="http://www.metrogreece.gr/ArticleDetails/tabid/82/ArticleID/59828/Default.aspx" target="_blank">Ρομάνο Πρόντι</a>.</p>
<p>«<a href="http://www.amna.gr/articleview2.php?id=7249" target="_blank">Δεν θέλω να κάνω προβλέψεις</a> σχετικά με τη στάση της σημερινής ευρωπαϊκής ηγεσίας, αλλά είμαι βέβαιος ότι βρίσκεται ενώπιον μιας μεγάλης ευθύνης σε ό,τι αφορά τις αποφάσεις, που πρέπει να ληφθούν» προσθέτει, επισημαίνοντας πως «<a href="http://www.imerisia.gr/article.asp?catid=12336&amp;subid=2&amp;pubid=112804098" target="_blank">η Ελλάδα κάνει θυσίες και λαμβάνει μέτρα πολύ επώδυνα</a>. Όλα αυτά, όσοι κρατούν τα σκήπτρα αυτή τη στιγμή, πρέπει να τα λάβουν οπωσδήποτε υπόψη τους».</p>
<p>Σε ό,τι αφορά τη στάση της Γερμανίας και ολόκληρης της Ευρωπαϊκής Ένωσης διατυπώνει έντονες επικρίσεις: «<a href="http://www.kathimerini.gr/4dcgi/_w_articles_kathremote_1_19/01/2012_423222" target="_blank">Αυτή τη στιγμή λείπει η γενικότερη αίσθηση</a> τού τι σημαίνει Ιστορία. Η ελληνική κρίση στο παρελθόν μπορούσε να λυθεί πολύ εύκολα. Σήμερα, είναι απόλυτα αναγκαίες αλληλέγγυες παρεμβάσεις. Η δε Γερμανία δεν πρέπει να ξεχάσει την ευρωπαϊκή υποστήριξη κατά τη <a href="http://gr.news.yahoo.com/%CF%80%CF%81%CF%8C%CE%BD%CF%84%CE%B9-%CF%8C%CF%80%CE%BF%CE%B9%CE%BF%CF%82-%CF%80%CE%B1%CE%AF%CE%B6%CE%B5%CE%B9%CE%BC%CE%B5-%CF%84%CE%B7%CE%BD-%CE%B5%CE%BB%CE%BB%CE%AC%CE%B4%CE%B1-%CF%80%CE%B1%CE%AF%CE%B6%CE%B5%CE%B9-%CE%BC%CE%B5-%CF%8C%CE%BB%CE%BF%CF%85%CF%82-171038288.html" target="_blank">φάση της ανοικοδόμησής της</a>».</p>
<p>Ειδικότερα για τη Γερμανία, σημειώνει: «Ανησυχώ όταν ακούω τη Γερμανία να μας λέει, και σε εμάς τους Ιταλούς, ότι πρέπει να πετύχουμε μόνοι μας τους επιβεβλημένους και αναγκαίους οικονομικούς στόχους. Διότι, σε περίπτωση αποτυχίας και χρεοκοπίας του ευρώ -που δεν νομίζω ότι, τελικώς, θα σημειωθεί- θα πληρώσει σοβαρές συνέπειες και η Γερμανία. <a href="http://www.ert.gr/ellada/item/2160-R-Pronti-%C2%ABOpoios-paizei-me-thn-Ellada,-paizei-me-oloys%C2%BB" target="_blank">Θα ήταν η πρώτη που θα έβγαινε χαμένη από μια τέτοια εξέλιξη</a>».</p>
<p>Καταλήγοντας τονίζει πως «η έξοδος της Ελλάδας από το ευρώ και μια τυχόν χρεοκοπία θα ήταν ιδιαίτερα αρνητική εξέλιξη για όλα τα κράτη-μέλη της Ευρωζώνης». Επιπλέον, επαναλαμβάνει τη θέση του υπέρ της έκδοσης ευρωομολόγων αλλά και ενίσχυσης της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας: «Είμαι βαθύτατα πεπεισμένος ότι ολόκληρη η Ευρωζώνη χρειάζεται οπωσδήποτε την έκδοση ευρωομολόγων και την άμεση, ουσιαστική ενίσχυση της Ευρωπαϊκής Κεντρικής Τράπεζας, διότι όσο δεν υπάρχει μια ισχυρή Κεντρική Τράπεζα, όπως στην Αμερική, η κερδοσκοπία θα συνεχίσει να επιτίθεται στις χώρες μας. Αν η Ευρώπη δεν αντιταχθεί ενωμένη στην επίθεση των κερδοσκόπων, θα χάσει το παιχνίδι. Αυτό είναι το κεντρικό μήνυμα, που πρέπει <a href="http://troktiko.eu/2012/01/pronti-opoios-paizei-me-thn-ellada-paizei-me-olous/" target="_blank">να κατανοήσει η Γερμανία</a>».</p>
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		<title>Dare risposte efficaci per il benessere dei cittadini e la produttività dell’economia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:30:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Commento di Romano Prodi  su ““ all&#8217; Assemblea di Federimmobiliare del 18 gennaio 2012
Ospite d’onore dell’Assemblea è stato Romano Prodi con una relazione su “L’Italia e l’Europa nell’economia globale“.
Prodi, a proposito del ruolo dell’industria dei servizi immobiliari nella attuale situazione di crisi, ha dichiarato che “ La competizione fra territori si basa anche sulla loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.federimmobiliare.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=232%3Acommenti-di-romano-prodi-e-gualtiero-tamburini-su-assemblea-di-federimmobiliare-&amp;catid=1%3Acomunicati-stampa&amp;Itemid=12&amp;lang=it" target="_blank">Commento</a> di Romano Prodi  su “<a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/casaimpattozero.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4445" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/casaimpattozero-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><strong></strong>“ all&#8217; <a href="http://www.quotidianoimmobiliare.tv/2495/Assemblea-Annuale-di-Federimmobiliare-Anno-2012" target="_blank"><strong>Assemblea</strong></a> di <a href="http://www.aici-italia.it/content/view/313/" target="_blank">Federimmobiliare</a> del 18 gennaio 2012</p>
<p>Ospite d’onore dell’Assemblea è stato Romano Prodi con una relazione su “L’Italia e l’Europa nell’economia globale“.</p>
<p>Prodi, a proposito del ruolo dell’industria dei servizi immobiliari nella attuale situazione di crisi, ha dichiarato che “ La competizione fra territori si basa anche sulla loro qualità. Uno degli asset principali dell’Europa, e dell’Italia in particolare, è costituito dalle straordinarie peculiarità e potenzialità dell’ambiente e del territorio costruito. Una attenta attività di gestione, manutenzione e valorizzazione di questi beni non può prescindere dalla presenza di una moderna industria dei servizi immobiliari.</p>
<p>Le privatizzazioni di immobili pubblici, la rigenerazione delle città, con il recupero di aree dismesse o degradate, gli interventi per  ridurre i consumi energetici negli immobili, l’offerta di abitazioni di qualità a canoni di locazione moderati, sono solo alcune delle sfide a cui occorre oggi dare risposte efficaci per perseguire politiche tese al benessere dei cittadini ed alla produttività dell’economia.</p>
<p><object width="400" height="225"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=35421758&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=35421758&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/35421758">Intervista QI TV &#8211; Romano Prodi assemblea annuale Federimmobiliare</a> from <a href="http://vimeo.com/romanoprodi">Romano Prodi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Aprire il mercato del rating ad autorità sovranazionali. Mai avuto contratti con analisti cinesi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mai avuto contratti con gli analisti cinesi
Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012
Con riferimento ad alcuni articoli pubblicati in questi giorni, ribadisco che non da oggi ma da molto tempo ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4425" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Mai avuto contratti con gli analisti cinesi</strong></p>
<p>Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012</p>
<p><em>Con riferimento ad <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/07/Cina_sfida_giganti_del_rating_co_8_110907056.shtml" target="_blank">alcuni</a> articoli <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/887958/Prodi-complotta-con-i-cinesi--Ecco-come-declassa-l-Italia.html" target="_blank">pubblicati</a> in questi <a href="http://www.iltempo.it/politica/2012/01/16/1316670-spot_prodi_rating_cinese.shtml" target="_blank">giorni</a>, ribadisco che <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/e-ora-di-limitare-una-volta-per-tutte-il-potere-delle-agenzie-di-rating_4410.html" target="_blank">non da oggi</a> ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/toccato-il-fondo-il-paese-va-in-rovina_3588.html" target="_blank">da molto tempo</a> ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da tempo soprannominato &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-16/prodi-agenzie-americane-sono-164618.shtml?uuid=AaFKrkwD" target="_blank">qui, quo, qua</a>&#8220;.</em></p>
<p><em>Sarei perciò ovviamente felice che entrino in fretta altre imprese in questo settore così delicato, e tra queste vi può essere evidentemente posto per <a href="http://www.dagongcredit.com/dagongweb/english/index.php" target="_blank">Dagong</a>, con cui non ho avuto e non ho alcun rapporto economico ma che ho conosciuto nel corso della mia permanenza in Cina e <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/finanza/notizie/dentro-dagong-lrsquoagenzia-cinese-di-rating" target="_blank">il cui arrivo in Europa</a> dovrebbe essere salutato con favore.</em></p>
<p><em>Trovo infatti normale che i cinesi, che sono diventati grandi investitori e prestatori, vogliano avere la possibilità di dire la loro sul rating ed è interesse di tutti che questo avvenga in un contesto di regole condivise.</em></p>
<p><em>Voglio infine aggiungere che, data la delicatezza del &#8220;rating&#8221; nei confronti degli Stati e dei debiti sovrani, questa attività dovrebbe vedere come protagonisti anche autorità sopranazionali come il <a href="http://www.imf.org/external/index.htm" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a> e istituzioni dell`<a href="http://www.ecb.int/home/html/index.en.html" target="_blank">Unione Europea</a>.</em></p>
<p><em>Romano Prodi<br />
</em></p>
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		<title>Non c&#8217;è Europa senza Italia</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/non-ce-europa-senza-italia_4345.html</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:45:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila
«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato
Intervista di Monica Guerzoni su Il Corriere della Sera del 08 gennaio 2012
Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4347" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila<br />
<strong>«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»</strong><br />
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato</p>
<p>Intervista di Monica Guerzoni su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=28" target="_blank"><strong>Il Corriere della Sera</strong></a> del 08 gennaio 2012</p>
<p>Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale Valli, quando Romano Prodi sparisce dietro un muro di cameramen, fotografi, cronisti e cittadini che vogliono stringergli la mano, una voce rivolta ai giornalisti ironizza: «Guardate che il premier non è lui, è l&#8217; altro!». Ma l&#8217; ex capo del governo, nato a quindici chilometri da Reggio nella cittadina di Scandiano, non è venuto alla <a href="http://www.redacon.it/2012/01/07/gli-evasori-ci-mettono-le-mani-in-tasca/" target="_blank">Festa del Tricolore</a> per rubare la scena al professore della Bocconi. Ha ascoltato dalla prima fila il discorso di Mario Monti, ha incassato due citazioni dall&#8217; oratore e ha offerto, pubblicamente, il suo sostegno all&#8217; ex commissario, con il quale ha lavorato a lungo in Europa.</p>
<p><em>Lei ha abbracciato Monti e il presidente le ha reso omaggio dal palco con un «caro Romano&#8230;». Ma se il suo governo non fosse stato buttato giù, forse le riforme le avrebbe fatte lei&#8230; Davvero non c&#8217; è rivalità fra voi?</em></p>
<p>«Io e Monti non abbiamo mai litigato, nemmeno una volta. Abbiamo lavorato per cinque anni in Europa, fianco a fianco, io da presidente della Commissione e Monti da commissario. E non c&#8217; è mai stata la minima incomprensione».</p>
<p><em>Condivide <a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100491.html" target="_blank">l&#8217; attacco del presidente</a> del Consiglio agli evasori fiscali? </em></p>
<p>«L&#8217; immagine degli evasori che mettono <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/08/Mani_tasca_agli_italiani_Sono_co_8_120108010.shtml" target="_blank">le mani nelle tasche degli italiani</a> è molto forte. L&#8217; Italia va ricostruita prima di tutto dal punto di vista morale e civico, perché è evidente che la nostra crisi non è soltanto economica. Se non ritroviamo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">il senso dell&#8217; unità etica</a> e della solidarietà, il Paese è perduto».</p>
<p><em>Lo scorso anno, nel 150° anniversario dell&#8217; Unità d&#8217; Italia, era stato Giorgio Napolitano a celebrare il Tricolore a Reggio Emilia. </em></p>
<p>«Il pensiero di Monti è in assoluta continuità con quello del presidente della Repubblica. Il premier ha fatto un intervento di unità e di grandissima etica politica e, non a caso, ha concluso con una frase che non dicono in molti, &#8220;<a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100479.html" target="_blank">viva l&#8217; Italia e viva l&#8217; Europa</a>&#8220;».</p>
<p><em>Monti è impegnato in una delicatissima missione europea. Venerdì a Parigi ha visto Sarkozy e mercoledì a Berlino incontrerà la Merkel. Il premier ce la può fare ad ammorbidire le resistenze della Cancelliera? </em></p>
<p>«<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/prodi-europa-senza-litalia/182209/" target="_blank">Non c&#8217; è Europa senza Italia</a>, questa è una regola assoluta. L&#8217; Italia deve ritrovare l&#8217; unità interna e <a href="http://video.repubblica.it/edizione/bologna/reggio-prodi-l-europa-ha-bisogno-dell-italia/85207/83596" target="_blank">il suo ruolo in Europa</a>. Sulle decisioni è chiaro che l&#8217; euro dipende dalla Germania, ma altrettanto importante è l&#8217; atteggiamento della Francia».</p>
<p><em>Come si sta muovendo Sarkozy? </em></p>
<p>«Mi chiedo perché Parigi abbia smesso di essere il collante dell&#8217; Europa. Il dovere della Francia è <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">ricomporre l&#8217; unità europea</a>, non fare da ruotino di scorta alla Germania. Ma vediamo quanto dura&#8230;».</p>
<p><em>Pensa che Monti sia riuscito a convincere Sarkozy a invertire la rotta?</em></p>
<p>«Da quel che ho saputo sull&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">incontro di Parigi</a>, il presidente francese ha percepito che così non si va avanti. Con la crisi che comincia a mordere anche la Francia è a rischio e Nicolas Sarkozy ha capito che non può continuare a inseguire la Germania».</p>
<p><em>Il 20 gennaio Roma ospiterà <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/04/visualizza_new.html_40414387.html" target="_blank">il trilaterale</a> con Francia e Germania. Il tandem franco-tedesco può diventare un&#8217; alleanza a tre gambe? </em></p>
<p>«I vertici sono importanti, ma <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%E2%80%9Ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html" target="_blank">non basta un&#8217; intesa a tre</a>. Ormai è chiaro che serve molto di più».</p>
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		<title>“Cento euro senza ricevuta o centocinquanta con la ricevuta?&#8221;</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%e2%80%9ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:22:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La crisi del debito
Europa e Fisco, segnali di svolta
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 8 gennaio 2012
Avevano chiesto all’Italia di fare i compiti a casa e noi abbiamo obbedito con puntualità. E li abbiamo fatti proprio tutti, compresa la versione di latino e i problemi di aritmetica sui quali ci eravamo impasticciati la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/740440440.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4343" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/740440440-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>La crisi del debito</p>
<p><strong>Europa e Fisco, segnali di svolta</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=45" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 8 gennaio 2012</p>
<p>Avevano chiesto all’Italia di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">fare i compiti a casa</a> e noi abbiamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">obbedito con puntualità</a>. E li abbiamo fatti proprio tutti, compresa la versione di latino e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/ogliere-di-mezzo-questo-governo-per-recuperare-la-fiducia-del-sistema-finanziario-internazionale_4064.html" target="_blank">i problemi di aritmetica</a> sui quali ci eravamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/manovra-basta-riempirci-di-parole-a-cui-nessuno-crede_3657.html" target="_blank">impasticciati la scorsa estate</a> presentando risultati sempre diversi e fra loro contradditori. Come apertamente riconoscono i governanti europei, il bilancio pubblico italiano si presenta in ordine ed il deficit ci pone fra i paesi più in regola, ben avanti rispetto alla Spagna e la Francia. Tutto questo dovrebbe dare garanzie sufficienti, anche in presenza del macigno del debito che ci portiamo da trent’anni sulle spalle ma di cui abbiamo sempre correttamente sopportato il peso degli interessi.</p>
<p>Nonostante tutto questo la tempesta continua, <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_06/borsa-rialzo_5f558a9a-383d-11e1-86b7-c754a63c4545.shtml" target="_blank">il famoso spread</a> aumenta con una progressione che, se ripetuta nel futuro, renderà davvero insostenibile il peso del debito. Accanto a questo si è costruito un meccanismo infernale per cui le nostre banche ( pur essendo sostanzialmente meno inquinate da titoli tossici rispetto a quelle estere) vengono obbligate ad esorbitanti aumenti di capitale e vengono regolarmente bastonate ogni volta che mettono in atto gli aumenti medesimi.</p>
<p>Qualche mese fa si poteva dire che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/doveroso-lammonimento-della-bce-al-governo-italiano-arrivato-nel-massimo-del-caos-assoluto_3805.html" target="_blank">l’Italia veniva punita</a> per i suoi <a href="http://www.romanoprodi.it/comunicati/il-momento-e-drammatico-ogni-ritardo-puo-avere-conseguenze-irreversibili-per-lintero-paese_4073.html" target="_blank">comportamenti anomali</a> ma oggi può nascere il sospetto di essere puniti proprio perché facciamo il nostro dovere.<br />
Il fatto vero è che non siamo né puniti né premiati ma che in Europa <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank">ognuno va per conto suo</a>, seguendo gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">umori quotidiani</a> del proprio elettorato. Nonostante i ripetuti vertici, le divergenze sono continuamente aumentate. Il risultato è che le uniche decisioni prese riguardano la diminuzione del deficit: decisioni necessarie e sacrosante ma che, imposte in modo indiscriminato e senza misure di rilancio, non possono che portare ad un aggravamento della situazione economica. Per quanto riguarda l’Italia, le previsioni, già tristemente orientate <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">verso il segno meno</a> per tutto l’anno in corso, sono continuamente <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20111229_141825.shtml" target="_blank">corrette al ribasso</a>. Se si parla di un <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/22/news/italia_recessione_effetti-27031568/?rss" target="_blank">calo del due per cento</a> del reddito si passa quasi per ottimisti. Continuando così l’esito è segnato.</p>
<p>Mi sembra tuttavia che qualcosa si stia muovendo ed è l’atteggiamento della Francia. Da tanti mesi era evidente che i vertici a due fra <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">Francia e Germania</a> mettevano solo in luce una crescente disparità fra i due paesi. Come ho più volte sottolineato, l’interesse francese non è più quello di reggere l’impossibile confronto con la Germania ma di costituire la forza aggregante di una nuova solidarietà europea comprendente un vasto numero di paesi, a cominciare dall’Italia e dalla Spagna.</p>
<p>Forse spinto dal progressivo evidenziarsi delle proprie debolezze, forse convinto della serietà delle intenzioni italiane, il presidente Sarkozy sembra finalmente orientarsi verso questa politica di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/07/Monti_Sarkozy_asse_per_euro_co_8_120107037.shtml" target="_blank">forzata ed interessata solidarietà</a> nei confronti dell’Italia. L’incontro di Parigi fra <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">Sarkozy e Monti</a> è, a mio parere, più importante dell’interpretazione che ne è stata data: Essa denota infatti un cambiamento nell’analisi della realtà europea che può preparare una strategia di lotta contro la crisi di cui non sono stati capaci gli asfittici vertici degli scorsi mesi. Una politica che, se vuole avere risultati positivi, dovrà per forza adottare gli strumenti necessari allo scopo, e cioè l’<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-missione-di-draghi-alla-bce-non-usare-linflazione-per-uscire-dalla-crisi_3104.html" target="_blank">allargamento dei poteri</a> della Banca Centrale Europea e l’emissione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>, con tutte le garanzie necessarie per tranquillizzare i risparmiatori tedeschi. Può nascere insomma  una solidarietà interessata, capace di imprimere all’Europa una politica non esclusivamente depressiva come quella che la Germania ha imposto nello scorso anno. L’incontro di Parigi dimostra che l’Italia ha ancora le carte in mano per entrare tra i protagonisti di questa possibile nuova politica.</p>
<p>Per ricoprire questo ruolo abbiamo naturalmente <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/monti-e-persona-coerente-e-severa-ridara-credibilita-allitalia_4127.html" target="_blank">bisogno di credibilità</a>, di essere cioè capaci di diminuire anno per anno, con la pazienza e la laboriosità delle formiche, il nostro debito. Questo naturalmente non può avvenire con un ulteriore inasprimento delle imposte, già vicine al limite di rottura. Diventa perciò assolutamente prioritaria la guerra contro l’evasione fiscale, anche se gli episodi di questi giorni dimostrano purtroppo che non tutti ne sono convinti.</p>
<p>Di fronte a una semplice e doverosa applicazione delle norme di legge che obbligano al <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/si-accorgono-solo-ora-che-levasione-e-vastissima-e-questa-che-produce-il-deficit_3747.html" target="_blank">controllo sull’evasione fiscale</a> si è infatti scatenata una forsennata contesa sui modi (forse poco aggraziati) con cui sono avvenuti i doverosi controlli. Si è arrivati al punto di indicare come colpevole l’Agenzia delle Entrate, che ha fatto solo il proprio dovere, con un azione che mi auguro prolungherà nel tempo ed estenderà nello spazio. E mi auguro anche che tutti coloro che hanno un ruolo educativo prendano <a href="http://www.ilmessaggero.it/video.php?id=13743" target="_blank">sul serio le parole</a> dette ieri dal Presidente Monti, che ci ha ricordato che <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=175924&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">le mani in tasca agli Italiani</a> non le mette lo Stato ma le mettono gli evasori. Perchè l’evasione è una violazione dei principi etici e di solidarietà. La vera debolezza italiana non è infatti la mancanza di risorse ma è quella di vivere in un paese in cui <a href="http://www.unita.it/culture/evasore-a-chi-non-si-faccia-br-il-gioco-dei-polli-di-trilussa-1.300101" target="_blank">è normale chiedere</a> “cento euro senza ricevuta o centocinquanta con la ricevuta”.</p>
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		<title>The Euro will be one of the landmarks for the world economy</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/the-euro-will-be-one-of-the-landmarks-for-the-world-economy_4353.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 00:38:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[The flowers that launched the Euro
Simona Volta interviews Romano Prodi on Euronews of January 2nd 2012
To mark the anniversary of the arrival of the euro in the form of notes and coins, euronews spoke with Romano Prodi, who in 2002 was President of the European Commission

Simona Volta: “On the first of January we celebrated an [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/logo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4355" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/logo-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a><strong>The flowers that launched the Euro</strong></p>
<p>Simona Volta interviews Romano Prodi on <a href="http://www.euronews.net/2012/01/02/the-flowers-that-launched-the-euro/" target="_blank"><strong>Euronews</strong></a> of January 2nd 2012</p>
<p>To mark the anniversary of the <a href="http://m.sky.it/tg24/economia/2011/12/03/crisi_euro_blob_dichiarazioni_nascita_moneta_unica_2001_monti_prodi_berlusconi_bersani_bossi" target="_blank">arrival of the euro</a> in the form of notes and coins, euronews spoke with Romano Prodi, who in 2002 was President of the European Commission<br />
<em><br />
Simona Volta: “On the first of January we celebrated an important anniversary. Ten years ago euro bank notes and coins came into circulation: the new European currency for 11 Countries. To mark this anniversary, we are joined from Rome by Romano Prodi. I would like to start by asking how you felt at that time?”</em></p>
<p>Romano Prodi: “I’ve have many political memories but just one emotional memory. In Vienna during New Year Eve I was with the Austrian Chancellor. On the stroke of midnight we made the first purchase with the euro. The first legal purchase: we bought <a href="http://www.repubblica.it/online/economia/euroecco/feste/feste.html" target="_blank">a bunch of flowers for our wives</a>. And everyone was in the streets, in a joyful Vienna.</p>
<p>“On a small scale it’s the memory of something great. The personal emotion of an event, together with the awareness of its enormous importance. Because <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">changing currency means changing the structure</a> of the State.”<br />
<em><br />
euronews: “What drove you all, what convinced you about the necessity to adopt a unique European currency?”</em></p>
<p>Prodi: “The same thing that convinces me even today – because <a href="http://www.romanoprodi.it/la-mia-visione-dei-fatti" target="_blank">I haven’t changed my mind</a>. I mean, if we want to build up a new Europe we have to put together the pillars of a modern State. And these pillars are: the army and the currency. With ‘army’ I mean foreign policy, defence and security, with currency an economic symbol.</p>
<p>“Of course we could start with one or with the other, but historically we had this possibility, because the economical side has developed more quickly. That’s why, in that precise moment, we pushed with all our strength (to reach the target)because if the economy isn’t unified and we don’t have a common currency we can’t face the future.”<br />
<em><br />
euronews: “Ten years after its birth the euro is experiencing its most difficult time. Do you see a future for the common currency?”</em></p>
<p>Prodi: “Well, the difficult moments were predictable. When we created the euro, my objection, as an economist (and I talked about it with Kohl and with all the heads of government) was: how can we have a common currency without shared financial, economical and political pillars? The wise answer was: for the moment we’ve made this leap forward. The rest will follow.</p>
<p>“Then instead came <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/oggi-mancano-i-leader-visionari-ma-leuropa-senza-leuro-sarebbe-barbara_4316.html" target="_blank">the Europe of fear</a>: fear of China, fear of immigrants, fear of globalisation. So it was clear that this crisis would arrive. But the euro is so important, it’s so convenient for everyone — especially Germany — that I’ve no doubt that the euro won’t just survive, but it will be one of the landmarks for the world economy.”</p>
<p>Video of the interview:<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/34778207" width="480" height="272" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/34778207">Euronews &#8211; The flowers that launched the euro</a> from <a href="http://vimeo.com/romanoprodi">Romano Prodi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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		<title>Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/libri/dieci-anni-con-leuro-in-tasca_4380.html</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca
Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da Aliberti
dicembre 2011 &#8211; ISBN: 9788874248544
Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4382" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</strong></p>
<p>Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da <a href="hhttp://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=romano-prodi-jacques-delors-dieci-anni-con-leuro-in-tasca" target="_blank">Aliberti</a></p>
<p>dicembre 2011 &#8211; ISBN: <a href="http://www.ibs.it/code/9788874248544/degli-esposti-massimo-giacomin/conversazione-con-romano-prodi.html?shop=4048" target="_blank">9788874248544</a></p>
<p><em>Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani non sono convinti della scelta compiuta abbandonando la vecchia lira. Alcuni la rimpiangono, pensano che l’euro ci abbia reso tutti più poveri. tanti vedono invece nella moneta unica un grande successo tecnico, finanziario ed economico. Cosa ne pensano i tre padri fondatori dell’euro Romano Prodi, Jacques Delors e Helmut Kohl? Un dialogo con loro nel pieno di una bufera economica e finanziaria che rischia di mandare in frantumi la moneta unica. Una valutazione storica, una rilettura del recente passato, uno sguardo sul futuro.</em></p>
<p>Il sogno di grandi uomini, realizzato per disinnescare le cause dei sanguinosi conflitti che straziarono il Vecchio continente per molti secoli della sua storia. Un imperativo morale per instillare germi di un comune sentire tra popoli troppo vicini e troppo stretti per non intrecciarsi reciprocamente. Un progetto per lanciare l&#8217;Europa nello scenario ampio del mondo globale.</p>
<p>Con queste premesse, esattamente dieci anni fa &#8211; il primo gennaio 2002 &#8211; si materializzò nelle tasche di trecento milioni di europei un oggetto misterioso chiamato euro.</p>
<p>Molti l&#8217;accolsero come la panacea di tutti i mali, altri come una sorta di inesorabile punizione divina. Che ci abbia fatto del bene o del male è tuttora questione controversa, nell&#8217;opinione pubblica europea e in quella italiana in particolare. Ma la drammaticità degli scenari che abbiamo di fronte, ora che lo tsunami finanziario mondiale rischia di mandarlo in pezzi, ci costringe a una riflessione più profonda.</p>
<p>Come è nato e perché? Come ha inciso sulla nostra vita giorno per giorno? Come ha modificato usi e costumi di ogni cittadino e di ogni Paese? Insomma, ha fatto il suo dovere e quindi vai la pena di salvarlo?</p>
<p>Per Romano Prodi e Jacques Delors la questione non è nemmeno in discussione. Nel loro bilancio, fra aspettative e risultati, errori e omissioni, il dibattito di questi giorni è solo cronaca. La storia, invece, si può rallentare, forse sospendere, ma non si può fermare. L&#8217;euro vivrà.</p>
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