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	<title>Romano Prodi &#187; Emilia Romagna</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Non c&#8217;è Europa senza Italia</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/non-ce-europa-senza-italia_4345.html</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 06:45:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila
«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato
Intervista di Monica Guerzoni su Il Corriere della Sera del 08 gennaio 2012
Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4347" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/monti-prodi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Romano Prodi &#8211; Dall&#8217; ex premier sostegno in prima fila<br />
<strong>«L&#8217; Europa non è a tre. E la Francia si smarchi dai tedeschi»</strong><br />
Io e Monti abbiamo lavorato alla Ue insieme per 5 anni e non abbiamo mai litigato</p>
<p>Intervista di Monica Guerzoni su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=08-01-2012&amp;pdfIndex=28" target="_blank"><strong>Il Corriere della Sera</strong></a> del 08 gennaio 2012</p>
<p>Reggio Emilia &#8211; Fuori dal Teatro Municipale Valli, quando Romano Prodi sparisce dietro un muro di cameramen, fotografi, cronisti e cittadini che vogliono stringergli la mano, una voce rivolta ai giornalisti ironizza: «Guardate che il premier non è lui, è l&#8217; altro!». Ma l&#8217; ex capo del governo, nato a quindici chilometri da Reggio nella cittadina di Scandiano, non è venuto alla <a href="http://www.redacon.it/2012/01/07/gli-evasori-ci-mettono-le-mani-in-tasca/" target="_blank">Festa del Tricolore</a> per rubare la scena al professore della Bocconi. Ha ascoltato dalla prima fila il discorso di Mario Monti, ha incassato due citazioni dall&#8217; oratore e ha offerto, pubblicamente, il suo sostegno all&#8217; ex commissario, con il quale ha lavorato a lungo in Europa.</p>
<p><em>Lei ha abbracciato Monti e il presidente le ha reso omaggio dal palco con un «caro Romano&#8230;». Ma se il suo governo non fosse stato buttato giù, forse le riforme le avrebbe fatte lei&#8230; Davvero non c&#8217; è rivalità fra voi?</em></p>
<p>«Io e Monti non abbiamo mai litigato, nemmeno una volta. Abbiamo lavorato per cinque anni in Europa, fianco a fianco, io da presidente della Commissione e Monti da commissario. E non c&#8217; è mai stata la minima incomprensione».</p>
<p><em>Condivide <a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100491.html" target="_blank">l&#8217; attacco del presidente</a> del Consiglio agli evasori fiscali? </em></p>
<p>«L&#8217; immagine degli evasori che mettono <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/08/Mani_tasca_agli_italiani_Sono_co_8_120108010.shtml" target="_blank">le mani nelle tasche degli italiani</a> è molto forte. L&#8217; Italia va ricostruita prima di tutto dal punto di vista morale e civico, perché è evidente che la nostra crisi non è soltanto economica. Se non ritroviamo <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">il senso dell&#8217; unità etica</a> e della solidarietà, il Paese è perduto».</p>
<p><em>Lo scorso anno, nel 150° anniversario dell&#8217; Unità d&#8217; Italia, era stato Giorgio Napolitano a celebrare il Tricolore a Reggio Emilia. </em></p>
<p>«Il pensiero di Monti è in assoluta continuità con quello del presidente della Repubblica. Il premier ha fatto un intervento di unità e di grandissima etica politica e, non a caso, ha concluso con una frase che non dicono in molti, &#8220;<a href="http://video.tiscali.it/canali/News/Politica/100479.html" target="_blank">viva l&#8217; Italia e viva l&#8217; Europa</a>&#8220;».</p>
<p><em>Monti è impegnato in una delicatissima missione europea. Venerdì a Parigi ha visto Sarkozy e mercoledì a Berlino incontrerà la Merkel. Il premier ce la può fare ad ammorbidire le resistenze della Cancelliera? </em></p>
<p>«<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/prodi-europa-senza-litalia/182209/" target="_blank">Non c&#8217; è Europa senza Italia</a>, questa è una regola assoluta. L&#8217; Italia deve ritrovare l&#8217; unità interna e <a href="http://video.repubblica.it/edizione/bologna/reggio-prodi-l-europa-ha-bisogno-dell-italia/85207/83596" target="_blank">il suo ruolo in Europa</a>. Sulle decisioni è chiaro che l&#8217; euro dipende dalla Germania, ma altrettanto importante è l&#8217; atteggiamento della Francia».</p>
<p><em>Come si sta muovendo Sarkozy? </em></p>
<p>«Mi chiedo perché Parigi abbia smesso di essere il collante dell&#8217; Europa. Il dovere della Francia è <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">ricomporre l&#8217; unità europea</a>, non fare da ruotino di scorta alla Germania. Ma vediamo quanto dura&#8230;».</p>
<p><em>Pensa che Monti sia riuscito a convincere Sarkozy a invertire la rotta?</em></p>
<p>«Da quel che ho saputo sull&#8217; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3nZX-dgK6AY&amp;feature=related" target="_blank">incontro di Parigi</a>, il presidente francese ha percepito che così non si va avanti. Con la crisi che comincia a mordere anche la Francia è a rischio e Nicolas Sarkozy ha capito che non può continuare a inseguire la Germania».</p>
<p><em>Il 20 gennaio Roma ospiterà <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/01/04/visualizza_new.html_40414387.html" target="_blank">il trilaterale</a> con Francia e Germania. Il tandem franco-tedesco può diventare un&#8217; alleanza a tre gambe? </em></p>
<p>«I vertici sono importanti, ma <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%E2%80%9Ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html" target="_blank">non basta un&#8217; intesa a tre</a>. Ormai è chiaro che serve molto di più».</p>
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		<title>Non basta l&#8217;Euro, ci vogliono riforme e politiche comuni ed efficaci</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 08:26:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: “Non abbiamo leader all’altezza. De Gasperi? Oggi farebbe il bibliotecario”
Articolo di Martina Castigliani su Il Fatto Quotidiano del 24 settembre 2011
Videointervista  di Giulia Zaccariello
L&#8217;ex presidente del consiglio a Novellara per il festival Uguali_Diversi: &#8220;Non c&#8217;è più in Italia una selezione per meriti. L&#8217;Europa? Continente di matti, non basta la moneta unica senza coesione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/ud2011.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3783" title="ud2011" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/ud2011-300x147.jpg" alt="ud2011" width="300" height="147" /></a><strong>Prodi: “Non abbiamo leader all’altezza. De Gasperi? Oggi farebbe il bibliotecario”</strong></p>
<p>Articolo di Martina Castigliani su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/prodi-non-abbiamo-leader-allaltezza-de-gasperi-oggi-farebbe-il-bibliotecario/159838/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 24 settembre 2011</p>
<p>Videointervista  di Giulia Zaccariello</p>
<p>L&#8217;ex presidente del consiglio a Novellara per il <a href="http://www.ugualidiversi.org/" target="_blank">festival Uguali_Diversi</a>: &#8220;Non c&#8217;è più in Italia una selezione per meriti. L&#8217;Europa? Continente di matti, non basta la moneta unica senza coesione. Ma l&#8217;euro ci salverà. Gli immigrati? Abbiamo bisogno del loro prezioso lavoro, dire il contrario è populismo&#8221;</p>
<p>Un continente di matti che evita la coesione e rischia grosso di fronte ad una crisi economica di tali dimensioni. Sono le parole di Romano Prodi non appena arrivato al Festival Uguali_Diversi, a Novellara, in quella bassa padana che lui conosce così bene.</p>
<p>“Siamo matti” ha dichiarato l’ex presidente del consiglio, “a seguire i personalismi statali in una tale condizione storica. Io sono ancora fiducioso: l’euro ci salverà, solo dobbiamo pensare in termini di Europa e non di Italia, Grecia, Francia o chissà quale altro paese. La Germania poi, è sì uno dei fratelli più grandi ed è giusto che dica la sua opinione, però non è tutta colpa dell’Italia e sparare su di noi è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Il nostro paese può ancora farcela, io ci credo, ma di certo, lasciatemelo dire, sono mancate le riforme”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wIwJgnPY4XE&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/wIwJgnPY4XE&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Invitato per <a href="http://www.modena2000.it/2011/09/24/al-festival-uguali_diversi-romano-prodi-la-parte-del-mondo-proiettata-nel-futuro-lottera-per-le-sue-risorse/" target="_blank">parlare della terra e dei suoi problemi</a> nel XXI secolo, dalla fame nel mondo alla sostenibilità energetica, Prodi non ha potuto non soffermarsi sulla critica situazione che si trova ad affrontare il nostro pianeta a livello economico prima di tutto. È un mondo in cerca di un leader politico e fino ad ora i candidati non danno grandi speranze. “Quello di cui avremmmo bisogno oggi”, ha dichiarato Romano Prodi, “è di un leader all’altezza delle sfide che dobbiamo affrontare ogni giorno. Il problema è che molte delle domande della popolazione rimangono senza risposta. Ho sentito dire in giro che ci vorrebbe un De Gasperi per salvare la situazione. Sapete cosa vi dico? Che De Gasperi oggi probabilmente, visto il grado di selezione per merito, sarebbe <a href="http://www.degasperi.net/navipage_percorsi.php?id_cat=p1&amp;id_bio=b4&amp;id_bio_sub=3" target="_blank">ancora un bibliotecario</a>, oppure sarebbe stato licenziato o in fila in attesa di un lavoro”.</p>
<p>Una terra sofferente quella mondiale, come quella italiana, che affanna e cerca di trovare soluzioni senza che vengano fatte le scelte giuste per il cambiamento. E naturalmente secondo Romano Prodi è l’Europa, uno dei punti saldi necessari per la rinascita in una situazione mondiale così instabile: “Spesso ci dimentichiamo che la crisi è nata negli Stati Uniti, dove in alcuni stati il deficit supera il 10%. Nessuno però osa mettere in discussione la leadership centrale del governo americano. L’Europa invece, dopo aver introdotto l’euro ha rimandato il tempo delle riforme ed aperto la porta all’epoca della paura e del sospetto. Ci siamo fermati e rischiamo di essere sempre più deboli. Non basta avere una moneta unica per essere coesi, ci vogliono politiche comuni ed efficaci”.</p>
<p>È la ricetta di Romano Prodi per la crisi del millennio, in totale sintonia con il suo ultimo libro in uscita per la collana Uguali_Diversi di Aliberti Editore e dal titolo “<a href="http://www.romanoprodi.it/futuro-cercasi" target="_blank">Futuro Cercasi</a>”. L’Italia e l’Europa vengono presentate come in cerca di un futuro ostacolato spesso da politici che presentano soluzioni di breve periodo e che non investono sui pilastri fondamentali, come ad esempio: l’università e la cultura. Una nuova coscienza civica dunque, che possa salvare il pianeta rendendolo più sostenibile. E coinvolti nel dibattito sono tutti i grandi colossi economici mondiali: “<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/lemergenza-alimentare-tocca-anche-noi_1757.html" target="_blank">Questo mio discorso</a>”, ha aggiunto Prodi, “l’ho pronunciato anche in Cina due anni fa in occasione dell’incontro “<a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/incontro-di-romano-prodi-col-vicepremier-cinese-hui-liangyu-e-intervento-alla-national-school-of-governance-ed-al-ceibs_1809.html" target="_blank">Cibo e strategie per il XXI secolo</a>”, segno che anche loro, i tanto temuti cinesi hanno a cuore questi temi e sanno che sarà lì che si giocherà il futuro dell’umanità”.</p>
<p>Terra era infatti il tema del festival Uguali_Diversi che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=LgVBji8ycQg&amp;feature=relmfu" target="_blank">ogni anno anima le piazze</a> di Novellara, cittadina del Reggiano e che per quest’anno coinvolgeva anche le vicine Correggio e Bagnolo in Piano. Una terra padana in cui Romano Prodi è nato e cresciuto e che non accetta a sentir definire come terra minacciata dalla Lega Nord.</p>
<p>“Sia ben chiaro”, ha aggiunto l’ex primo ministro, “l’integrazione non la predichiamo per fronteggiare la Lega Nord. Noi abbiamo bisogno degli immigrati e del loro prezioso lavoro, specie nei nostri campi per tutti quei lavori che noi non abbiamo più intenzione di svolgere. Sono parte integrante della nostra società ed è ora che siano inseriti nel dibattito nazionale. Non venitemi a raccontare che sono un ostacolo alla crescita, perché questi sono discorsi populisti che ci fanno solo perdere tempo”. Tanta la gente accorsa nella cittadina reggiana per sentire le opinioni di un Romano Prodi visto da tanti come l’isola di speranza per una sinistra ancora una volta in crisi: vietato parlare di partito democratico, ma l’analisi politica a parla da sola.</p>
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		<title>L’Italia smetta di aver paura altrimenti si dissolverà</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 02:02:09 +0000</pubDate>
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Prodi: “Lega Nord antieuropeista e l’Italia torni protagonista nel mondo”
Articolo di Ilaria Giupponi su Il Fatto Quotidiano del 29 luglio 2011
Il professore durante un faccia a faccia in Regione, disegna uno scenario globale incentrato più sull&#8217;economia reale che su quella della finanza. Critico anche sull&#8217;atteggiamento dell&#8217;Europa, passivo e in ritardo, verso il Medio Oriente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3521" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><strong><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/attivita_produttive_piano_2012_2014_emilia_romagna_luglio2011_prodi_muzzarelli_merola_350_233.jpg"><img class="size-medium wp-image-3521  " title="Romano Prodi con l'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e il sindaco Virginio Merola" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/attivita_produttive_piano_2012_2014_emilia_romagna_luglio2011_prodi_muzzarelli_merola_350_233-300x199.jpg" alt="Romano Prodi con l'assessore regionale Muzzarelli e il sindaco Merola" width="300" height="199" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Romano Prodi con l&#39;assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e il sindaco Virginio Merola</p></div>
<p><strong>Prodi: “Lega Nord antieuropeista e l’Italia torni protagonista nel mondo”</strong></p>
<p>Articolo di Ilaria Giupponi su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/prodi-lega-nord-antieuropeista-e-litalia-torni-a-essere-protagonista-nel-mondo/148442/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 29 luglio 2011</p>
<p>Il professore durante <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/leccellenza-dellemilia-romagna-le-permette-di-superare-le-altre-regioni-italiane-e-straniere_3513.html" target="_blank">un faccia a faccia in Regione</a>, disegna uno scenario globale incentrato più sull&#8217;economia reale che su quella della finanza. Critico anche sull&#8217;atteggiamento dell&#8217;Europa, passivo e in ritardo, verso il Medio Oriente. Spinge per un&#8217;Italia che torni ad essere tra le prime cinque potenze del mondo.</p>
<p>Un continente senza una guida, la <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">Lega Nord che mina l’unità</a> dell’Europa e l’assenza delle democrazie occidentali, al limite della latitanza, nei momenti topici del pianeta, come accaduto nel caso delle rivolte nel Maghreb. Romano Prodi, ex presidente del consiglio dei ministri e della Commissione europea, interviene in qualità di ospite d’onore alla presentazione del <a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/attivita-produttive-al-via-il-percorso-per-il-piano-2012-14" target="_blank">piano triennale delle attività produttive</a> 2012-2014 della Regione Emilia Romagna.</p>
<p>Ma coglie l’occasione facendo di tutto tranne che limitarsi a una dimensione localistica. Perché secondo il Professore – forte della prospettiva offertagli dal gruppo di lavoro Onu-Unione Africana che dal 2008 presiede – la globalizzazione, piaccia o no, è una realtà acquisita, imprescindibile, alla quale è necessario dare una risposta politica.</p>
<p>L’Italia smetta di aver paura altrimenti si dissolverà”. L’esordio sarcastico è chiaro: alzando le mani annuncia che “noi non andiamo mai oltre”. Andare oltre è infatti ciò che si chiede non solo all’Emilia Romagna e all’Italia, ma anche all’Europa, che “ancora una volta manca assolutamente di leadership” perché “i Paesi vanno ognuno per conto proprio”. E per Prodi “la vera Cina del mondo è la Germania”. Il problema è che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">se la Deutsche Bank vende 7 miliardi</a> di titoli italiani, vuol dire che il Belpaese non ha la stabilità richiesta dallo sviluppo europeo e non tesse nemmeno legami di solidarietà rischiando di “giocare in difesa”.</p>
<p>Una maggiore partecipazione dell’Italia allo scacchiere internazionale sarebbe certamente auspicabile, ma avverte che “non è facile pensare di far parte di un’Europa compatta, quando una parte del governo la disconosce. La Lega è una forza dichiaratamente antieuropeista”. Ma la nazione – e non è sola in questo – teme le sue risorse: “Dei migranti, della globalizzazione, della trasformazione. In Europa ci siamo entrati con la paura di perdere”. E la paura non aiuta, anzi, ammonisce Prodi: “Se non la finiamo di aver paura, ci si dissolve”.</p>
<p>Acqua e cibo scateneranno le guerre del futuro. Il ritratto critico ma appassionato dell’Europa prosegue: riferendosi alle rivolte nel nord Africa, Prodi fa notare che i protagonisti di quei movimenti “sono tutti giovanissimi, diplomati, e disoccupati. Come fanno a portare avanti una democrazia senza turismo, esportazione, un struttura partitica stabile?” Come a dire che forse qualcosa in comune lo abbiamo. “Abbiamo ricevuto suppliche dal Medio Oriente che ci chiedeva: ma perché non ci siete, voi che siete i più grandi investitori e commercianti della zona?” E  aggiunge ancora il Professore: “Di fatto abbiamo un’Europa che reagisce solo all’ultimo minuto, quando la tragedia si sta profilando”.</p>
<p>La previsione del presidente il gruppo Onu-Unione Africana è chiara e fa un certo effetto: “Nell’acqua e nel cibo si preparano le nuove guerre”. Prende a esempio l’Egitto: “Se questo Paese dovesse costruire dighe nel canale di Suez, come ha diritto di fare, la Mesopotamia muore. Cosa credete che succederà dopo?”</p>
<p>L’economia deve tornare a essere reale. Il punto è chiaro: “Siamo all’assurdo logico (che sta per un’assurdità coerente a se stessa): per mancanza di politiche europee, l’Europa è passiva malgrado il suo grande potenziale”. E riferito all’Italia, “bisogna essere fra i primi cinque del mondo, altrimenti non si sopravvive più”. Però, ribadisce, “è un fatto di politica economica: un Paese porta soldi o porta via soldi. Bisogna tornare a un’economia reale, di sinergie e competitività”.</p>
<p>Infine, rispondendo a una domanda sulla questione morale che sta investendo in modo trasversale i partiti italiani, conclude: ”<a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio-news/13:37/4010557" target="_blank">Non vi è un Paese moderno che non si poggi sull’etica</a>”. Non va sottovalutato che ”c’è un primato assoluto dell’etica anche nella prosperità stessa dei Paesi”.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza dell&#8217;Emilia-Romagna le permette di superare le altre regioni italiane e straniere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 08:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
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		<description><![CDATA[Attività produttive, al via il percorso per il Piano 2012-14
Tra settembre e dicembre incontri di ascolto e confronto con la comunità economica e sociale dell&#8217;Emilia-Romagna
Articolo sul portale della Regione Emilia Romagna del 28 luglio 2011
Sono partiti ufficialmente, con l&#8217;iniziativa della Regione che ha visto la partecipazione di Romano Prodi intervistato dall&#8217;editorialista Giampiero Gramaglia, i lavori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/prodigramaglia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3518" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/prodigramaglia-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Attività produttive, al via il percorso per il Piano 2012-14<br />
Tra settembre e dicembre incontri di ascolto e confronto con la comunità economica e sociale dell&#8217;Emilia-Romagna</strong></p>
<p>Articolo sul portale della <a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/attivita-produttive-al-via-il-percorso-per-il-piano-2012-14" target="_blank"><strong>Regione Emilia Romagna</strong></a> del 28 luglio 2011</p>
<p>Sono partiti ufficialmente, con l&#8217;iniziativa della Regione che ha visto la <a href="http://www.nelletuemani.org/blog/2011/07/19/28-07-11-vasco-errani-romano-prodi-intervista-doppia-bologna/" target="_blank">partecipazione di Romano Prodi</a> intervistato dall&#8217;editorialista <a href="http://giampierogramaglia.blogspot.com/2011/04/francia-conflitto-dinteressi-operazione.html" target="_blank">Giampiero Gramaglia</a>, i lavori per la realizzazione del nuovo Piano triennale delle attività produttive 2012-2014.</p>
<p><a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/attivita-produttive-al-via-il-percorso-per-il-piano-2012-14" target="_blank">On line</a> il video integrale dell&#8217;evento e l&#8217;intervista all&#8217;assessore Muzzarelli.</p>
<p>Con una intervista &#8211; realizzata da Giampiero Gramaglia – <a href="http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=8083" target="_blank">a Romano Prodi</a>, la Regione ha avviato il ciclo di incontri di ascolto e confronto con la comunità economica e sociale dell’Emilia-Romagna che porterà, entro l’anno, alla proposta del nuovo piano delle attività produttive e della ricerca. Un percorso che, come quello della Casa dell’Energia, aprirà le porte e le finestre a tutte le idee e a tutti gli attori.</p>
<p>L’appuntamento – a cui hanno partecipato i rappresentanti di enti locali, delle <a href="http://www.agi.it/bologna/notizie/201107271653-cro-rt10183-e_romagna_critiche_imprenditori_a_linee_guida_piano_energetico" target="_blank">forze economiche e sociali</a> ed esponenti del mondo della ricerca e dell’Università – è stata l’occasione per affrontare i temi dello sviluppo economico e della qualità della vita, con un’attenzione ai nuovi scenari mondiali.</p>
<p>&#8220;Abbiamo pensato – ha sottolineato l’assessore regionale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QXkgQgc6ZSc" target="_blank">Gian Carlo Muzzarelli</a> aprendo i lavori dell’iniziativa &#8211; di avviare questo percorso di confronto guardando lontano nello spazio per capire dove vanno e cosa fanno gli altri, e lontano nel tempo, per immaginare <a href="http://www.telesanterno.com/regione-al-timone-del-piano-concertato-delle-attivita-produttive-2012-2014-0728.html" target="_blank">il nostro futuro</a>. Insieme a questo dobbiamo agire come sistema Emilia-Romagna perché abbiamo bisogno di partecipazione e di consenso. Il nostro orizzonte è la strategia Europa 2020, il nostro navigatore nella burrasca della crisi e oltre, nelle acque che speriamo tornino presto calme e favorevoli, è il Piano territoriale regionale. Lì abbiamo scritto le parole d’ordine che ci guidano: società ed economia della conoscenza, green economy e welfare&#8221;.</p>
<p>Tra gli obiettivi della Regione quello di scommettere ancora sul valore aggiunto del made in Italy, che &#8220;significa – ha aggiunto Muzzarelli &#8211; creatività, originalità, flessibilità e adattabilità, personalizzazione e bellezza. L’Emilia-Romagna è un &#8216;brand&#8217; che dobbiamo sostenere e promuovere aggregando le forze dei singoli territori, coordinando le azioni, curando e valorizzando le nostre eccellenze. L’internazionalizzazione è la vera, nuova dimensione del nostro operare. Possiamo subirla, e perdere capitali, intelligenze e lavoro; oppure possiamo starci dentro con gli occhi aperti e le idee chiare, per attrarre capitali e talenti, per presidiare nuovi mercati, per rendere ancor più riconoscibile e riconosciuto il brand Emilia-Romagna&#8221;.</p>
<p>Durante la presentazione, l’assessore Muzzarelli ha anche richiamato alcuni aspetti del secondo Piano triennale attuativo del Piano energetico regionale per il triennio 2011-2013 evidenziando che &#8220;occorre cambiare il modello energetico. Con case, ospedali e scuole al riparo dai black-out di energia. Con il recupero di elettricità e calore nelle imprese ma anche la produzione diffusa da fonti rinnovabili. Inoltre sarà fondamentale lo sviluppo delle filiere regionali e nazionali delle tecnologie per il risparmio energetico e il ricorso alle fonti rinnovabili&#8221;.</p>
<p>Il percorso</p>
<p>I prossimi appuntamenti del percorso che porterà alla realizzazione del Piano riguarderanno: ‘Lo scenario macroeconomico del prossimo triennio’ (30 settembre); i ‘Mutamenti strutturali, filiere produttive e servizi’ ovvero alimentare, moda, salute, abitare, meccanica, green economy e servizi (6-8 ottobre); ‘Il comparto dei servizi e la produzione’ come Ict e design, servizi finanziari, consulenza e formazione, progettazione, ricerca e sviluppo, controllo di gestione (14 ottobre). Inoltre, tra novembre e dicembre, si svolgeranno anche appuntamenti sul tema delle ‘leve per la competitività d’impresa e le politiche pubbliche’ in relazione alla ricerca industriale e al nuovo PRIITT–infrastrutture, alla innovazione, alle reti, alle dinamiche imprenditoriali, alla internazionalizzazione, alla semplificazione e responsabilità sociale d’impresa, all’accesso al credito, capitalizzazione e strumenti finanziari innovativi, alle Infrastrutture per lo sviluppo nonché all’attrattività territoriale.</p>
<p>
<strong>Il video integrale dell&#8217;iniziativa</strong><br />
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<p>
<!--  altro codice </p>
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<p>&#8211;></p>
<p>
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		<title>Umberto Bonafini, giornalista libero</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/comunicati/umberto-bonafini-giornalista-libero_3403.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 11:32:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Ulivo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo di Umberto Bonafini

Romano Prodi ricorda Umberto Bonafini su La Gazzetta di Reggio del 12 luglio 2011
La notizia della morte di Umberto Bonafini mi ha riempito di tristezza. È come se fosse scomparso un intero periodo di tutta la mia vita.
Umberto ha infatti non solo accompagnato ma addirittura preceduto il mio ingresso nella vita politica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3404" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Bonafini.jpg"><img class="size-medium wp-image-3404" title="Umberto Bonafini" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Bonafini-300x177.jpg" alt="Umberto Bonafini" width="300" height="177" /></a><p class="wp-caption-text">Umberto Bonafini</p></div>
<p><strong>Ricordo di Umberto Bonafini<br />
</strong></p>
<p>Romano Prodi ricorda Umberto Bonafini su <strong><a href="http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/07/12/news/il-cordoglio-di-prodi-1.725248" target="_blank">La Gazzetta di Reggio</a></strong> del 12 luglio 2011</p>
<p>La <a href="http://www.reggionline.com/it/2011/07/11/giornalismo-reggiano-in-lutto-e-morto-umberto-bonafini-5354" target="_blank">notizia</a> della morte di <a href="http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/07/11/news/si-e-spento-a-78-anni-umberto-bonafini-per-17-anni-direttore-della-gazzetta-di-reggio-1.723813" target="_blank">Umberto Bonafini</a> mi ha riempito di tristezza. È come se fosse scomparso un intero periodo di tutta la mia vita.</p>
<p>Umberto ha infatti non solo accompagnato ma addirittura preceduto il mio ingresso nella vita politica. Con l&#8217;irruenza che derivava in parte dall&#8217;amicizia e in parte dal suo grande fiuto di giornalista anticipò infatti la decisione certamente più importante della mia vita pubblica, cioè l&#8217;entrata in politica.</p>
<p><a href="http://quotidianiespresso.repubblica.it/gazzettareggio/speciali/speciale20anni/bonafini1.htm" target="_blank">Una conversazione fra amici</a> (come lui ricorda in mezzo a cassette di acqua minerale nel retrobottega di un bar di Valestra) diventò l&#8217;evento dell&#8217;estate e, passando dalla Gazzetta di Reggio all&#8217;Agenzia Reuter, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/12/Prodi_pronto_lavorare_per_Centro_co_0_9408125391.shtml" target="_blank">anticipò tutti i media nazionali</a>.</p>
<p>Non fu certo né la prima né l&#8217;ultima delle nostre conversazioni: credo che, lungo molti anni, abbiamo speso giorni interi a scambiarci opinioni su quanto era successo in passato o sarebbe successo in futuro.</p>
<p>Prima di tutto le vicende di Reggio, che lui presidiava dal bar di Piazza del Monte e alle quali non mancava mai di dare un&#8217;interpretazione personale, libera da qualsiasi costrizione che non fosse quella della sua naturale curiosità.<br />
E poi le vicende nazionali ed internazionali che lo appassionavano fino in fondo all&#8217;anima.</p>
<p>Ricordo le sue risate e le sue acute osservazioni che accompagnarono la mia missione ufficiale alla Casa Bianca e l&#8217;incontro con l&#8217;allora Presidente Clinton, al quale <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1998/maggio/07/Clinton_Prodi_Italia_esempio_per_co_0_9805078645.shtml" target="_blank">partecipò con grande passione</a> e professionalità.</p>
<p>Osservazioni che riuscivano ad incollare insieme gli avvenimenti politici, le debolezze dei protagonisti incontrati e i personaggi del mondo dell&#8217;Opera a cui essi potevano in qualche modo essere accostati.</p>
<p>Umberto, da vero giornalista di razza, riusciva infatti a mettere insieme il grande e il piccolo e a legare il tutto con il cemento dell&#8217;opera lirica, forse la massima espressione popolare del nostro passato.</p>
<p>Con lui il dibattito sulle cose di Reggio si è ampliato, è diventato più libero e, permettetemi di dirlo anche in questo momento di grande dolore, è diventato più divertente.</p>
<p>A lui quindi la nostra città deve essere grata, per i suoi giudizi, per i suoi approfondimenti e anche per i suoi utili paradossi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricerca, innovazione e contaminazione dei saperi, la grande sfida che Reggio Emilia sta vincendo</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 11:50:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
Prodi: &#8220;Ricerca e innovazione giuste per l’Area nord&#8221;
Resoconto sul sito del Comune di Reggio Emilia del 1 luglio 2011
“Ho trovato un’atmosfera di grande vitalità, uno spirito di collaborazione e dialogo fra settori fra loro diversi, come Reggio Children, la Meccatronica, le Energie rinnovabili. C’è la volontà di fare sistema, di mettere insieme le forze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3330" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><strong><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Mediopadana0_opt.jpg"><img class="size-medium wp-image-3330" title="Il progetto Mediopadana di Reggio Emilia" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Mediopadana0_opt-300x227.jpg" alt="Il progetto Mediopadana di Reggio Emilia" width="300" height="227" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Il progetto Mediopadana di Reggio Emilia</p></div>
<p><strong>Prodi: &#8220;Ricerca e innovazione giuste per l’Area nord&#8221;</strong></p>
<p>Resoconto sul sito del <a href="http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/DocumentID/3E0CA2305E0EB724C12578C000217615?opendocument" target="_blank"><strong>Comune di Reggio Emilia</strong></a> del 1 luglio 2011</p>
<p>“Ho trovato un’atmosfera di grande vitalità, uno spirito di collaborazione e dialogo fra settori fra loro diversi, come <a href="http://zerosei.comune.re.it/italiano/reggiochildren.htm" target="_blank">Reggio Children</a>, la <a href="http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/0/44B0D52BF1F3C91DC12577C800313E65?opendocument&amp;FROM=GrppdprgttMcctrnc1" target="_blank">Meccatronica</a>, le <a href="http://www.google.it/#sclient=psy&amp;hl=it&amp;safe=off&amp;source=hp&amp;q=energie+rinnovabili+progetto+comune+reggio+emilia&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;oq=&amp;pbx=1&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.&amp;fp=484c08d268f38ccd&amp;biw=1280&amp;bih=864" target="_blank">Energie rinnovabili</a>. C’è la volontà di fare sistema, di mettere insieme le forze per creare un progetto comune per l’economia della conoscenza. E’ la strada giusta”.<br />
Con queste parole il professor Romano Prodi ha concluso, nel Municipio di Reggio Emilia, il seminario dedicato al lavoro dei <a href="http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/DocumentID/BC9678E720CCB32CC12577C90020C0C3?opendocument" target="_blank">Gruppi di progetto</a> sullo sviluppo delle competenze distintive di Reggio Emilia nell’Area nord.</p>
<p>Prodi ha accettato infatti la proposta rivoltagli dal sindaco Graziano Delrio di dare il proprio contributo, in virtù della sua competenza scientifica e conoscenza della città, al percorso avviato con gli <a href="http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/DocumentID/90124BA8C520D217C125754F003302F7?opendocument" target="_blank">Stati generali del 2009</a> e gli Stati generali per il <a href="http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/DocumentID/63A1EA144238F862C12577C100372C8E?opendocument" target="_blank">Masterplan sull’Area nord del 2010</a>, proseguito con <a href="http://www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/DocumentID/BC9678E720CCB32CC12577C90020C0C3?opendocument" target="_blank">il lavoro dei Gruppi di progetto</a>: il professore fa parte degli advisor, o saggi, personalità internazionali amiche di Reggio, con Howard Gardner e il premio Nobel per l’Economia, James Heckman.</p>
<p>“Serve mettere insieme le forze – ha proseguito Prodi – per formare nuove risorse umane e per attrarre nuove risorse dall’esterno, dall’Europa, per organizzare nuove strutture formative e di ricerca, strutturata anche in modo ‘consortile’, che possano servire all’elevazione di tutta la città, un tema centrale in ogni paese moderno. Questo è pensare al futuro. E’ stata una riunione totalmente <a href="http://www.reggionline.com/it/2011/06/30/area-nord-oggi-il-seminario-in-comune-con-prodi-5063" target="_blank">proiettata sul futuro</a>. Ho trovato molto interessante la valorizzazione della zona nord della città, in cui la nuova <a href="http://reggiocomune.it/2010/07/20/stazione-mediopadana-iniziati-i-lavori/" target="_blank">stazione Mediopadana</a> serve un bacino extraprovinciale. E ho trovato molto interessante il progetto, un gioiello per il terziario superiore di ricerca avanzata e innovazione, che è il <a href="http://www.reggionline.com/it/2011/05/17/area-reggiane-tempi-piu-rapidi-per-la-creazione-del-tecnopolo-3894" target="_blank">Tecnopolo</a> nell’area ex Reggiane: è la giusta vocazione”.</p>
<p>“Dall’evolversi della discussione – ha concluso il professor Prodi &#8211; si è visto quanti siano i punti in comune in tema di innovazione e contaminazione dei saperi, da cui si possono creare progetti e azioni utili a tutta la città e al suo futuro. Serve mettere sempre più in rete questo sistema con l’estero, soprattutto con il sistema degli importanti fondi europei. Una città che agisce insieme riesce ad ottenere molto di più. La grande sfida è che l’Area nord diventi attrattiva non solo per la stessa città di Reggio, ma per il contesto di Area vasta in cui si<strong> </strong> inserisce”.<strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/8.A3A.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-3328" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/8.A3A-300x201.gif" alt="" width="300" height="201" /></a>“Accogliamo queste valutazioni del professor Prodi – ha detto il sindaco Delrio – come invito a proseguire nel cammino intrapreso dello sviluppo dell’economia della conoscenza e delle competenze distintive della nostra città, focalizzando su questi temi i nostri sforzi e i nostr<strong> </strong>i obiettivi. Ci ha detto che siamo sulla strada giusta e questo invito, così autorevole, non può che confortarci. Le proposte scaturite e sviluppate dai Gruppi di progetto sulle competenze distintive di Meccatronica, Educazione ed Energie rinnovabili sono state al centro del seminario, così come la grande potenzialità economica di Reggio Children, del centro Altervis, del Tecnopolo per la ricerca applicata alle imprese e della stazione Mediopadana. Abbiamo poi ascoltato in anteprima, con interesse, gli esiti della ricerca del Club Meccatronica su Reggio da distretto industriale ad hub tecnologico. I preziosi consigli del professor Prodi, di cui siamo grati, ci aiutano a lavorare sempre meglio e insieme nei processi strategici per l’Area nord della nostra città”.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/0.8A.gif"><img class="size-full wp-image-3329 alignright" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/0.8A.gif" alt="" width="200" height="286" /></a>Al seminario, per i Gruppi di progetto, erano presenti: il presidente di Industriali Reggio Emilia Stefano Landi, il direttore della stessa associazione Giovanni Roveda, il presidente del Club Meccatronica Aimone Storchi e Davide Bezzecchi dell’area Ricerca e innovazione di Industriali, per il Gruppo sulla Meccatronica coordinato dallo stesso Storchi; la presidente di Reggio Children Carla Rinaldi, il prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Luigi Grasselli, la presidente dell’Istituzione Nidi e scuole d’infanzia Claudia Giudici, la direttrice dell’Istituzione Nudi e scuole d’infanzia Paola Cagliari, la responsabile dell’Area Mostre Editoria Atelier di Reggio Children Vea Vecchi e la dirigente amministrativa della stessa Istituzione Tiziana Tondelli, per il Gruppo sull’Educazione coordinato dalla stessa Rinaldi; il direttore generale di Iren Andrea Viero, il dirigente della pianificazione strategica di Iren Stefano Zuelli e Carlo Pasini di Iren Altervis, per il Gruppo su Energia-Edilizia sostenibile coordinato allo stesso Viero.<br />
Hanno partecipato inoltre al seminario gli assessori comunali ai Progetti speciali Mimmo Spadoni, alle Risorse del territorio Ugo Ferrari, alla Mobilità e Infrastrutture Paolo Gandolfi; erano presenti i dirigenti del Comune David Zilioli (Alta velocità), Alessandro Meggiato (Mobilità) e Maria Sergio (Urbanistica), oltre a Saverio Serri della Pianificazione strategica del Comune.</p>
<p>Nel corso del workshop, il sindaco Delrio ha presentato il percorso svolto dal 2009 ad oggi, il lavoro dei Gruppi di progetto sulle competenze distintive per l’Area nord, le proposte di innovazione del modello economico, sociale e culturale e le chance del modello emiliano-romagnolo di competere nell’economia della conoscenza. Inoltre, la valorizzazione delle competenze strategiche di Reggio: l’Educazione (competenza distintiva), la Meccatronica e l’Agoalimentare (competenze a livello di competizione), Energia-Edilizia sostenibile (competenze emergenti), gli obiettivi da raggiungere. Quindi si è aperto il confrontano con il professor Prodi sul percorso stesso e sulle prossime direzioni di lavoro.</p>
<p>Il professor Prodi, già presidente della Commissione europea e presidente del Consiglio dei ministri, è economista di fama internazionale, docente di Economia e politica industriale nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna per più di 30 anni, figura accanto a Giacomo Becattini, Franco Momigliano e Paolo Sylos Labini, fra i fondatori della Scuola italiana di Economia industriale. I suoi interessi di ricerca hanno spaziato dallo sviluppo delle piccole e medie imprese alle relazioni fra Stato e Mercato, dalle politiche di privatizzazione a quelle antitrust; ha approfondito il ruolo centrale giocato dai sistemi scolastici nella promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale; il processo di integrazione europea e la dinamica dei diversi modelli di capitalismo. E’ stato presidente della società editrice Il Mulino e fondatore di Nomisma, una delle principali società italiane di studi economici.</p>
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		<title>Bologna ha mostrato più attenzione ai ciclisti. Buon lavoro alla Consulta della bicicletta</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 06:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Saluto di Romano Prodi alla presentazione della nuova Consulta della bicicletta di Bologna e Provincia
Per me la bici ha rappresentato a seconda dei momenti un utile mezzo di trasporto cittadino, uno strumento di passione sportiva e un buon espediente per trovare la concentrazione giusta a prendere decisioni importanti.
Non ho mai rinunciato alla bici. Ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/prodi-346x212.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2891" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/prodi-346x212-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Saluto di Romano Prodi alla presentazione della nuova <strong><a href="http://consultadellabiciclettabologna.wordpress.com/2011/05/02/presentazione-ufficiale-della-nuova-consulta-della-bicicletta-di-bologna-e-provincia/" target="_blank">Consulta della bicicletta di Bologna e Provincia</a></strong></p>
<p>Per me la bici ha rappresentato a seconda dei momenti un utile mezzo di trasporto cittadino, uno strumento di <a href="http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Prodi-e-ciclismo-/D4861963.html" target="_blank">passione sportiva</a> e un buon espediente per trovare la <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/musica-bici-e-democrazia-incontro-fra-prodi-e-andrea-satta_2358.html" target="_blank">concentrazione giusta</a> a prendere <a href="http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTEwNTA1MTcyODQyLnhtbCI7fQ==" target="_blank">decisioni importanti</a>.</p>
<p>Non ho mai rinunciato alla bici. Ed è stato un gran piacere per me <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/giugno/17/Romano_Prodi_una_bici_regalo_co_0_97061716443.shtml" target="_blank">essere identificato</a> come il <a href="http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/08/10/news/romano-prodi-in-bici-visita-arcidosso-2245722" target="_blank">presidente che va in bici</a>. Perché la bici è un simbolo positivo, uno <a href="http://www.studiocelentano.it/23098/" target="_blank">strumento di fatica</a> ma anche per <a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?idSezione=8931" target="_blank">vedere e riflettere</a>. Un mezzo economico, popolare, legato <a href="http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=98.08.27.23.27" target="_blank">alla natura</a> e ai valori più sani delle <a href="http://www.lanazione.it/prato/2007/07/17/24629-prodi_sosta_bibita.shtml" target="_blank">nostre comunità</a>.</p>
<p>Con la bici ho conosciuto e apprezzato a fondo tutti gli angoli dell&#8217;Appennino tosco emiliano, la pianura padana e non solo. Addirittura grazie a quelle traversate lunghe tutto un giorno ho potuto capire le differenze di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/difendiamo-davvero-il-nostro-territorio_962.html" target="_blank">governo del territorio</a> da zona a zona e da regione a regione.</p>
<p>Ma la bici per me ha rappresentato soprattutto un mezzo di trasporto cittadino. Fino a quando la mia professione e poi l&#8217;impegno in politica me lo hanno consentito. D&#8217;altronde non sarebbe stato facile per la mia scorta seguirmi per gli stretti vicoli del centro.</p>
<p>La bicicletta è un tipico mezzo di locomozione urbano. Serve a conservare la giusta forma  e a  mantenere un buono stato di salute. Non solo, è il mezzo che permette ai cittadini di fare il bene della propria città abbassando i livelli di inquinamento e perché no? favorendo la socializzazione. Purtroppo spesso per i ciclisti non c&#8217;è neanche il minimo spazio di manovra. Le piste ciclabili rare e scarsamente segnalate, con la totale mancanza di sicurezza.</p>
<p>Per tutto questo l&#8217;impegno della <a href="http://consultadellabiciclettabologna.wordpress.com/" target="_blank">Consulta della bicicletta di Bologna e Provincia</a> è benvenuto. Negli ultimi anni <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/5-maggio-2011/prodi-bologna-faccia-piu-ciclisti-190577350899.shtml" target="_blank">Bologna ha dimostrato</a> un po&#8217; più di attenzione ai ciclisti (&#8221;utenza debole&#8221; come viene chiamato in maniera alquanto grottesca chi ama e usa questo mezzo straordinario) ma questo non basta per raggiungere i necessari livelli. Bologna può raggiungere livelli nord europei anche se non è in pianura come molti pensano (provare Via Indipendenza). Si può seguire il modello di Parigi o altri esempi, ma abbiamo soprattutto bisogno di piste ciclabili sicure. Magari poche ma ben fatte.</p>
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		<title>La scienza di Vito e l&#8217;arte di mangiar bene nei ricordi di casa Prodi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prefazione di Romano Prodi al libro &#8220;E&#8217; pronto in tavola &#8211; le mie ricette&#8221; di Vito (Stefano Bicocchi)
Quando qualcuno scrive di ricette della propria famiglia vengo inevitabilmente preso da un senso di diffidenza. Sarà perché i vecchi quaderni di cucina che hanno girato in casa nostra sono pieni di &#8220;quanto basta&#8221;, &#8220;un pizzico&#8221; &#8220;fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Vito.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2864" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Vito-266x300.jpg" alt="" width="266" height="300" /></a>Prefazione di Romano Prodi al libro &#8220;<a href="Vito &quot;E' pronto in tavola - Le mie ricette e quelle di famiglia&quot;" target="_blank"><strong>E&#8217; pronto in tavola &#8211; le mie ricette</strong></a>&#8221; di Vito (Stefano Bicocchi)</p>
<p>Quando qualcuno scrive di ricette della propria famiglia vengo inevitabilmente preso da un senso di diffidenza. Sarà perché i vecchi quaderni di cucina che hanno girato in casa nostra sono pieni di &#8220;quanto basta&#8221;, &#8220;un pizzico&#8221; &#8220;fino a raggiungere la giusta consistenza&#8221;. Aggiungo poi che mia suocera, attuale depositaria della storia culinaria della famiglia, usa ripetere che o uno ha il &#8220;sover man&#8221; (che deve essere un misto tra il reggiano e il francese) cioè &#8220;la mano&#8221; o è meglio lasciar perdere. Insomma tutto pareva  affidato all&#8217;estro, anche se era c&#8217;era una diffusa  cultura comune, fondata su pochi testi, come l&#8217;<a href="http://www.casartusi.it/c/document_library/get_file?folderId=1372&amp;name=libro%2520artusi.pdf" target="_blank">Artusi</a>, il <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/talismano-felicita-boni-ada-colombo/libro/9788886359832" target="_blank">talismano della felicità</a> e la rivista <a href="http://www.lacucinaitaliana.it/" target="_blank">Cucina Italiana</a>.</p>
<p>Sono quindi rimasto sorpreso e un po&#8217; spiazzato quando Vito mi ha dolcemente richiesto di scrivere due righe di <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/04/27/news/il_comico_vito_si_fa_chef_le_mie_ricette_d_asciutto_o_da_brodo-15427448/" target="_blank">premessa al suo libro</a> che non solo ci presenta ricette di famiglia ma vi aggiunge proprie originali elaborazioni. Non che io non mi fidassi di Vito, di cui senza fine ammiro lo spirito diretto e genuino, ma un cuoco deve avere una certa dose di fantasia (e questa non manca a Vito), ma deve avere soprattutto tanta pazienza. Il mestiere del cuoco è eminentemente sperimentale. Come novello Galileo deve provare e riprovare e non stancarsi mai di provare.</p>
<p>E poi deve pazientemente mettere alla prova sua e di qualche altra cavia il frutto del proprio lavoro. E <a href="http://www.eaifood.com/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=9039:Stefano%20Bicocchi,%20in%20arte%20Vito.%20Protagonista%20dell%27Arena%20del%20Sole.%20Per%20noi%20Vito%20Cuoco.%20Non%20l%27attore,%20il%20Cuoco%20quello%20Vero!&amp;Itemid=11" target="_blank">non conoscevo queste virtù di Vito</a>, che  invece appare come un cuoco veramente professionale. Anche se devo ancora verificare direttamente i sapori dei suoi piatti (non mi ha ancora invitato a provarli !).</p>
<p>Nelle <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/spettacoli/2011/04/27/496342-vito_servito.shtml" target="_blank">ricette di Vito</a> ho ritrovato comunque un&#8217;aria  di famiglia: dalle lasagne fino alla zuppa inglese passando per le crescentine fritte. <a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Romano-Prodi-Mortadella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2865" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Romano-Prodi-Mortadella-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a>Un abisso ci separa invece nella ricetta dei tortellini in cui mai, anche risalendo indietro per generazioni, la mia tradizione famigliare vi avrebbe potuto immettere un solo grammo di mortadella, nonostante l&#8217;importanza determinante che questo delizioso prodotto avrebbe in seguito avuto nella mia vita politica. E non credo che mia nonna, da brava nordemiliana, l&#8217;avrebbe mai tollerata nei tortellini anche se fosse stata ancora viva ai tempi della mia Presidenza del Consiglio.</p>
<p>E non so nemmeno quale giudizio avrebbe potuto dare sulle ricette personali di Vito, a cominciare dall&#8217;astice e dalle capesante di cui essa ignorava persino l&#8217;esistenza. In verità questo interrogativo sulle ricette personali di Vito non riguarda solo mia nonna ma mi tocca di persona perché le sue invenzioni &#8220;esclusive&#8221; le ho solo gustate nel loro aspetto letterale ma, come accennavo in precedenza, non ho avuto l&#8217;occasione di assaggiarle nella loro concretezza.</p>
<p>Mi auguro perciò che queste poche righe bene auguranti possano avere la positiva conseguenza di potere in futuro apprezzare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cipTMUY7UDg" target="_blank">la cucina di Vito</a> non solo in teoria ma nei suoi profumi e nei suoi sapori. Che hanno tuttavia l&#8217;apparenza di essere davvero straordinari, così straordinari da farmi cadere ogni iniziale diffidenza.</p>
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		<title>Prodi dopo il trionfo: senza unità nazionale non è possibile uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 09:10:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi dopo il trionfo: «Mai pensato di ricandidarmi»
Intervista di Linda Pigozzi a Romano Prodi su La Gazzetta di Reggio del 09 gennaio 2011
Reggio. Osannato dalla piazza al pari del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Romano Prodi ha vissuto a fondo la giornata reggiana di venerdì, festa del Tricolore e primo atto ufficiale delle celebrazioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/01/jpg_3126868.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2511" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/01/jpg_3126868.jpg" alt="" width="250" height="180" /></a>Prodi dopo il trionfo: «Mai pensato di ricandidarmi»</strong></p>
<p>Intervista di Linda Pigozzi a Romano Prodi su <a href="http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/01/09/news/prodi-dopo-il-trionfo-mai-pensato-di-ricandidarmi-3126856" target="_blank"><strong>La Gazzetta di Reggio</strong></a> del 09 gennaio 2011</p>
<p>Reggio. Osannato dalla piazza al pari del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Romano Prodi ha vissuto a fondo la giornata reggiana di venerdì, <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2011/7-gennaio-2011/unita-d-italia-via-celebrazioni-reggio-emilia-presidente-napolitano-181209121595.shtml" target="_blank">festa del Tricolore</a> e primo atto ufficiale delle <a href="http://www.agi.it/bologna/notizie/201101071048-cro-rt10032-italia_150_napolitano_a_reggio_emilia_via_a_celebrazioni_unita" target="_blank">celebrazioni</a> del 150 dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Una giornata, ammette, che ha innescato in lui più di uno spunto di riflessione.<br />
<em><br />
Partiamo dall&#8217;inizio. Da quell&#8217;accoglienza caldissima che i reggiani le hanno riservato. Sorpreso?</em></p>
<p>«A Reggio sono affezionato e mi ha fatto molto, molto piacere sentire tutto quel calore. A Reggio io mi sento come il gatto di casa (<em>ride, ndr</em>). Al di là della questione politica, che non dico certo sia secondaria, credo che venga colta e apprezzata la familiarità che ho con la città e la sua gente. Tante persone che venerdì in piazza ho visto e salutato mi conoscono direttamente».</p>
<p><em>Al suo passaggio si è alzato dalla folla un grido suonato come un&#8217;invocazione:&#8221;Romano, pensaci tu&#8221;. Cosa risponde?</em></p>
<p>«Rispondo con una battuta. E cioé che ci ho già pensato abbastanza in passato. Entrai in politica con un disegno preciso: un&#8217;alleanza di centrosinistra, un&#8217;allenza di riformisti che potesse risolvere i grandi problemi italiani. Purtroppo, malgrado i tanti sforzi fatti, non è stato possibile realizzare questo disegno così come era stato progettato».</p>
<p><em>Sinceramente, mai avuto un ripensamento?</em></p>
<p>«Un politico serio, una persona seria, non fa politica senza un disegno serio. Non si fa politica tanto per fare, soltanto per stare attaccati a una sedia. <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/05/26/prodi-ultimatum-al-centro-al-voto.html" target="_blank">La mia Italia</a>, quella che avrei <a href="http://www.perlulivo.it/radici/vittorieelettorali/comitati/index.html" target="_blank">fortemente voluto realizzare</a>, era quella che ho proposto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Ulivo" target="_blank">nel 1996</a> e che poi ho riproposto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Unione" target="_blank">nel 2006</a>. Non altre».<br />
<em><br />
La folla reggiana ha acclamato anche l&#8217;attuale sindaco di Firenze Matteo Renzi, uomo «nuovo» e in ascesa del Pd. E&#8217; lui il suo ideale successore?</em></p>
<p>«Non do giudizi su altri uomini politici. Non fa parte di me esprimere giudizi».</p>
<p><em>Al Valli l&#8217;abbiamo vista annuire durante il discorso di Napolitano&#8230;.</em></p>
<p>«Le sue parole, espresse al teatro Valli e presto risuonate in tutt&#8217;Italia, sono state forti nei contenuti ed estremamente equilibrate. Sono parole che nessuno può obiettare. L&#8217;ha fatto Umberto Bossi (il leader del partito del Carroccio, da giorni <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/01/08/visualizza_new.html_1642983885.html" target="_blank">in polemica</a> con i festeggiamenti per il 150 dell&#8217;unità d&#8217;Italia, ha dichiarato che la Lega celebrerà l&#8217;anniversario solo dopo che sarà realizzato il federalismo, ndr) ma l&#8217;ha fatto solo come battuta. Del resto, le <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/07/news/napolitano_via_a_celebrazioni_unit_d_italia-10947292/" target="_blank">parole del Presidente</a> sono ineccepibili».</p>
<p><em>Il passaggio del discorso presidenziale che più ritiene significativo?</em></p>
<p>«La bandiera assunta come simbolo di unità nazionale senza la quale non è possibile uscire dalle difficoltà sia politiche sia economiche che oggi ci troviamo a vivere. Mi ha inorgoglito sentire il Presidente sottolineare l&#8217;esigenza di un&#8217;unità di cui la bandiera Tricolore, nata a Reggio, è il simbolo». Orgoglio reggiano? «Certamente: orgoglio reggiano».</p>
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		<title>Prodi non mise la camicia nera</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-non-mise-la-camicia-nera_2109.html</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 07:58:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Fede e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Articolo di Danilo Morini presidente dell’Associazione  Partigiani Cristiani di Reggio Emilia su L&#8217;Avvenire del 6 ottobre 2010
L’ultimo libro di Giampaolo Pansa I vinti non dimenticano ha dato occasione a molti quotidiani di pubblicarne un capitolo che – guarda caso – parla di Giovanni Prodi: fratello maggiore del più noto Romano, recentemente scomparso a Pisa dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2112" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/10/Giovanni_Prodi.jpg"><img class="size-medium wp-image-2112" title="Giovanni Prodi" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/10/Giovanni_Prodi-199x300.jpg" alt="Giovanni Prodi" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Prodi</p></div>
<p>Articolo di Danilo Morini presidente dell’Associazione  Partigiani Cristiani di Reggio Emilia su <a href="http://www.avvenire.it/Cultura/Prodi+non+mise+la+camicia+nera_201010060723298470000.htm" target="_blank"><strong>L&#8217;Avvenire</strong></a> del 6 ottobre 2010</p>
<p>L’ultimo libro di Giampaolo Pansa <a href="http://www.iltempo.it/cultura/2010/10/01/1205774-partigiani_come_terroristi.shtml" target="_blank">I vinti non dimenticano</a> ha dato occasione a <a href="http://blog.panorama.it/libri/2010/10/04/giampaolo-pansa-torno-a-raccontare-i-vinti-i-fascisti-ma-anche-le-bombe-degli-alleati/" target="_blank">molti quotidiani</a> di pubblicarne <a href="http://www.ilgiornaledireggio.it/showPage.php?template=newsreggio&amp;id=6399&amp;masterPage=articoloreggio.htm" target="_blank">un capitolo</a> che – <a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/cosi_fratello_prodi_fini_rsi/arte-mostre_milano-aaa/01-10-2010/articolostampa-id=477040-page=1-comments=1" target="_blank">guarda caso</a> – parla di <a href="http://www.pisanotizie.it/news/news_20100202_ricordo_giovanni_prodi.html" target="_blank">Giovanni Prodi</a>: fratello maggiore del più noto Romano, recentemente scomparso a Pisa dove aveva per anni insegnato alla Normale analisi matematica.</p>
<p>Nei precedenti libri Pansa ha dato prova di essersi ben documentato, ma questa volta (ed è difficile comprendere il motivo) la puntualità di documentazione è del tutto mancata. Su un quotidiano di cui Pansa è autorevole collaboratore, in prima pagina, è stata pubblicata una <a href="http://lorrore.blogspot.com/2010/10/odio-extra-vergine.html" target="_blank">vignetta molto infelice</a> sotto il titolo «Il fratello in camicia nera di Prodi»: in essa Romano sta alle spalle del fratello Giovanni raffigurato in camicia nera e con un cipiglio minaccioso. Ai tanti reggiani che hanno conosciuto la serena mitezza di Giovanni Prodi non rimane che sorridere.</p>
<p>A chi poi conosce la storia degli anni tragici del post 8 settembre 1943 non resta che dare del disinformato al vignettista. Giovanni Prodi infatti è stato arruolato negli anni 1944/45 nella Divisione Italia del ricostituito esercito delle Repubblica Sociale Italiana, ma non certo in modo volontario; inoltre i soldati di quel corpo non portavano affatto la camicia nera, ma bensì nelle mostrine «il gladio e l’alloro» di cui al titolo di un altro celebrato libro di Pansa.</p>
<p>Giovanni Prodi fu insomma uno dei 65.000 giovani delle classi 1924 e 1925 che sottostarono alla <a href="http://www.secondorisorgimento.it/rivista/miscellanea/rsi.htm" target="_blank">chiamata obbligatoria</a> alle armi per i famigerati <a href="http://cronologia.leonardo.it/storia/a1943rr.htm" target="_blank">bandi del Maresciallo Graziani</a>. In proposto scrive Pansa nel suo libro del 1991: «I bandi con la pena di morte. La ricerca e la cattura dei renitenti. Le rappresaglie sui genitori. I padri e le madri arrestati, picchiati, incarcerati. La ragnatela ripugnante delle spiate. I processi ai ragazzi disertori. Le fucilazioni nelle caserme. Le stragi di massa, come quella dell’aprile 1944 alla cascina della Benedica sull’Appennino ligure-alessandrino, un altro dei miei incubi da bambino. Le deportazioni in Germania dei renitenti catturati alla macchia (&#8230;) Fu seminato in quei mesi ciò che poi si raccolse nell’Italia appena liberata. Parlo del desiderio di vendetta. Intendo la voglia di farla pagare agli uomini in camicia nera che, per offrire al Mussolini di Salò il fantasma di un esercito, s’erano messi in quel tragico corteo».</p>
<p>Pansa scrive ora di aver appreso dell’arruolamento di Giovanni nella Divisione Italia dal libro Il Taccuino di Luciano Chiappini, egli pure arruolato dalla Rsi e finito dopo il 25 aprile 1945 nel <a href="http://www.italia-rsi.org/campi/coltano.htm" target="_blank">campo di prigionia di Coltano</a> come Giovanni. Alla domanda sul perché ha dedicato un capitolo a «Un Prodi a Coltano», Pansa risponde: «Perché nessuno ne ha mai parlato. Parliamo di Dario Fo e di Albertazzi, ma se c’è un parente di un protagonista della storia recente di questo Paese non se parla». Al che si può obiettare che sia Fo che Albertazzi si erano arruolati da volontari nei corpi armati della Rsi, pertanto c’è una bella differenza con il caso di Giovanni Prodi&#8230;</p>
<p>Ma Pansa, che ben conosce e frequenta Reggio Emilia sì da aver dedicato al nostro ambiente il suo recente bel romanzo <a href="http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/romanzi-storici/i-tre-inverni-della-paura/" target="_blank">I tre inverni della paura</a>, poteva facilmente acquisire in loco una più ampia e diretta conoscenza sull’arruolamento di Giovanni Prodi e sulle sue successive vicende. Nel maggio 1999 la stampa locale ha dato notizia, con tanto di foto di gruppo, del ritrovo di 12 maturati classici nel Liceo cittadino nell’anno scolastico 1942/43 e tra essi c’era Giovanni Prodi, che propose di scrivere e scambiarsi le rispettive vicende militari dei difficili successivi anni 1944/1945; alcuni aderirono e si scambiarono le loro memorie con particolar riguardo a «gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. Perché rimanga un ricordo». Ecco qui di seguito alcuni essenziali brani dello scritto di Giovanni Prodi.</p>
<p>«Avevo compiuto 19 anni nell’estate 1944 in Germania, nel periodo di istruzione militare; ero stato destinato alla Divisione Italia. Eccettuati pochi volontari, eravamo tutti &#8220;disfattisti&#8221;; nella grande carta geografica d’Europa, stesa nel refettorio, mettevamo le bandierine sulle città conquistate dagli Alleati. All’inizio del 1945 la Divisione era attestata nell’alta Garfagnana. La compagnia Telefonisti, a cui appartenevo, si era insediata a Rometta Apuania, occupando la stazione ferroviaria che era chiusa. L’ambiente era così tranquillo che ci si poteva illudere che la guerra fosse finita. Anche il tempo era bello; la primavera era in anticipo. Ricordo che potei fare il primo bagno il 19 marzo nel fiume Aulella. La nostra vita era attiva: non era possibile essere pigri quando si era agli ordini del maresciallo Telesforo Pirola».</p>
<p>«Al mattino si caricava il materiale su un carrettino che veniva trainato dalla cavalla Ulma e ci mettevamo a riparare le linee telefoniche. Per Telesforo era come se fosse già cominciata la ricostruzione, a partire dai telefoni di Stato. Veramente ogni tanto si sentiva qualche colpo di fucile sparato dai partigiani, ma l’ordine di Telesforo era di non rispondere: &#8220;State tranquilli – ci diceva –. Vedete: non sanno sparare&#8221;».</p>
<p>«La Pasqua quell’anno cadeva il primo Aprile; ricordo che Telesforo ci insegnò la Messa degli Angeli, che il giorno di Pasqua cantammo assieme alla gente del paese. Quella Pasqua fu il momento culminante, ma anche la fine della nostra situazione quasi magica di tranquillità. Nei giorni che seguirono le armate alleate si mossero per dare la spallata finale tanto attesa. Il comandante della nostra compagnia (capitano Gibelli, di Pavia), uomo saggio e benvoluto da tutti, aveva già iniziato le trattative con i comandi partigiani, a cui certamente era noto che il nostro arruolamento era avvenuto sotto minacce per noi e le nostre famiglie».</p>
<p>«Penso che una parte importante delle trattative con i partigiani le abbia avute il nostro commilitone torinese Bertola. Questi era un personaggio fra i più singolari che io abbia mai incontrato. Era molto colto non solo nella fisica e matematica, ma anche in molti campi scientifici; io, che stavo per cominciare gli studi universitari e che ero già orientato verso la matematica avevo molta ammirazione per lui. A differenza di tutti noi, si sottoponeva volentieri ai turni di guardia notturna. Ma i turni di guardia avevano anche un’altra utilità: gli consentivano di mettersi in comunicazione con i partigiani senza farsi notare. A seguito delle trattative di Bertola una parte molto consistente della Compagnia, con il comandante in testa, raggiunse la Brigata partigiana sulle colline vicine. Il piano di Bertola era quello di portare con i partigiani tutta la compagnia, ma – come mi aveva confidato – il piano esigeva l’eliminazione di Telesforo perché – secondo le sue valutazioni – non si sarebbe lasciato intimidire e avrebbe dato l’allarme. Io fui sdegnato da quella proposta, ma non ero io solo. Così una parte della Compagnia rinunciò a prendere iniziative e preferì aspettare gli eventi, tanto più che avevamo avuto notizie cattive del trattamento ricevuto dai nostri compagni passati con i partigiani».</p>
<p>E gli eventi furono il trasferimento, incalzati dagli Alleati sul passo della Cisa sino a Fornovo, dove Giovanni trova presso una famiglia di amici un vestito borghese, e poi attraverso varie altre peripezie decide di presentarsi a un comando partigiano. Così continua il suo racconto: «Fui preso come prigioniero e fui portato alla Certosa di Parma. Potei mandare un breve messaggio alla mia famiglia ed ebbi la grande gioia di rivedere mia sorella Maria Pia, che era venuta da Reggio in bicicletta. L’unica manifestazione collettiva a cui, mio malgrado, dovetti partecipare fu la sfilata per le vie di Parma in occasione del primo maggio. Capii concretamente la consuetudine in voga negli eserciti antichi di fare sfilare i prigionieri dietro il carro del generale trionfatore. Devo attestare, peraltro, che non mi capitò di subire violenze o di assistervi, al contrario di ciò che accadde in altre città».</p>
<p>Lo scritto di Giovanni si conclude con episodi della vita nel campo di Coltano, dove lo raggiunsero quasi tutti quelli della Divisione Italia, e così continua: «Io fui contentissimo quando vidi arrivare Telesforo Pirola, con il suo volto arguto e cordiale. Non era fatto per l’ozio, nemmeno in campo di concentramento; gli ufficiali americani che comandavano il campo erano stati informati delle sue straordinarie capacità di artigiano musicale: e gli affidavano ogni sorta di strumenti musicali da riparare. Telesforo veniva compensato &#8220;in natura&#8221; con qualche sigaretta e con due gavette quotidiane di &#8220;pappina&#8221; che mi sembrava deliziosa. Questo prezioso cibo veniva quasi tutto riservato a me e a un compagno, giovane quanto me».</p>
<p>E poi così si chiude: «Ci sarebbero tante cose da raccontare riguardo alla mia prigionia, che si protrasse per tutta l’estate del 1945: può darsi che mi decida a ripassare qualche ulteriore ricordo. Comunque, qui voglio accennare all’aspetto che mi sembra il più importante. Nel nostro settore del campo veniva celebrata ogni giorno la Messa. Circolavano ottimi libri di spiritualità cristiana. Ripensando alle mie vicende, vedo l’importanza di questo lungo periodo di &#8220;Esercizi spirituali&#8221; situato tra l’adolescenza e la piena giovinezza. In quel periodo stabilii anche amicizie che durarono a lungo. Quei mesi non furono del tutto sprecati neppure sotto il profilo degli studi. Infatti la mancanza di maestri e di libri mi spinse a spremere il massimo dalle poche nozioni che avevo potuto apprendere occasionalmente».</p>
<p>Quanto sopra per l’esatta, e non strumentalizzata, verità storica e per ricordare un grande reggiano che ha onorato la scienza e che, come ci ha ricordato su La Libertà Sandro Chesi, «è unanimemente riconosciuto come una delle menti matematiche più acute d’Italia».</p>
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