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	<title>Romano Prodi &#187; Democrazia</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Sacrifici molto pesanti, ma per salvare il Paese. Gli altri leader europei facciano la loro parte</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:10:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso il Consiglio europeo
L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 29 gennaio 2012
Frastornati e confusi fra i rapporti del Fondo Monetario Internazionale, le decisioni della Banca Centrale Europea, i summit franco-tedeschi, gli happening delle agenzie di rating e i decreti del governo, i poveri italiani stanno perdendo la bussola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4476" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a>Verso il Consiglio europeo<br />
<strong>L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=29-01-2012&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 29 gennaio 2012</p>
<p>Frastornati e confusi fra i rapporti del <a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/update/01/pdf/0112.pdf" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a>, le decisioni della <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-28/fiducia-torna-riforme-081036.shtml" target="_blank">Banca Centrale Europea</a>, i summit <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/08/visualizza_new.html_41464693.html" target="_blank">franco-tedeschi</a>, gli <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1033898/standard--poors-declassa-mezza-europa%3Cbr%3Ebene-monti-ma-le-riforme-sono-a-rischio.shtml" target="_blank">happening</a> delle agenzie di <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1312451/fitch-declassa-il-rating-italia-tagli-piu-severi-evitati-grazie-a-monti.aspx" target="_blank">rating</a> e i <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/articolo1035358.shtml" target="_blank">decreti</a> del <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">governo</a>, i poveri italiani stanno <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/30/news/italiani_lotta_governo-28993174/?rss" target="_blank">perdendo la bussola</a> e non riescono a capire che cosa sta capitando e, soprattutto, che cosa ci capiterà in futuro.</p>
<p>Riguardo allo stato dei fatti,  è chiaro che la crisi non accenna a finire ma anzi <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">durerà ancora a lungo</a>, assai più del previsto. L&#8217;<a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/fields/2003.html" target="_blank">economia mondiale</a> continua a crescere ma appena intorno  al tre per cento (due punti in meno di due anni fa) e solo per la forza dei paesi in via di sviluppo che, seppure correndo con andatura più ridotta, mantengono una distanza abissale nei confronti della modesta crescita americana e della recessione europea.</p>
<p>Anche se non siamo quindi in grado di sapere quando usciremo dalla crisi, sappiamo tuttavia con certezza che vi usciremo in un mondo in cui i rapporti di forza saranno molto diversi rispetto al passato.</p>
<p>Limitandoci al quadro europeo, le più recenti ma non certo le più pessimistiche analisi (<a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia 27 gennaio</a>) prevedono addirittura un calo dello 0,4% del PIL della zona Euro, con generali arretramenti di tutte le economie rispetto al passato e, perfino, con  una sostanziale stagnazione dell&#8217;economia tedesca.</p>
<p>Non possiamo certo meravigliarci. In conseguenza della frammentazione della politica europea tutti i paesi sono stati costretti ad aggiustare i bilanci nazionali, tagliando la spesa pubblica ed aumentando il peso fiscale. Per non essere vittime della speculazione internazionale siamo stati obbligati ad adottare una politica depressiva. Non dobbiamo perciò sorprenderci se la crisi si è aggravata in tutta Europa e ancora meno può destare sorpresa che, dato il nostro debito elevato e i nostri problemi strutturali, la situazione italiana sia assai peggiore della media europea. Avremo infatti in Italia una probabile <a href="http://www.oipamagazine.eu/categoria4696/Economia-e-Finanza/Economia-e-Lavoro/pil-rapporto-prometeia-previsto-un-calo-dell%5E17-quest%5Eanno.-ripresa-nel-2013.html" target="_blank">caduta del reddito</a> intorno all&#8217;1,7%  mentre, solo pochi mesi fa, speravamo di assestarci attorno allo zero.</p>
<p>Alla base di questo grave slittamento italiano sta il <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE80Q03M20120127" target="_blank">crollo dei consumi</a> che, nel corso di due anni, sono destinati a calare di quasi il 5%.  Un crollo così ampio da coinvolgere pesantemente non solo i beni durevoli ma  anche i <a href="http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/15:23/4104300" target="_blank">prodotti alimentari</a>. Nello stesso rapporto <a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia</a> vi è scritto che, alla fine del 2014, i consumi alimentari saranno, in termini reali, inferiori del 9,6% rispetto a quelli del 2007.  Questo impressionante regresso è avvenuto in conseguenza di una caduta dei redditi delle famiglie così forte che i consumi stanno crollando anche in presenza di una sostanziosa diminuzione del tasso di risparmio. Una diminuzione  che ci ha già portato in pochi anni dal primo all&#8217;ultimo posto nella classifica del risparmio tra i grandi paesi europei.</p>
<p>Approfondendo tutti questi dati troviamo inoltre l&#8217;evidenza (dolorosa anche se non sorprendente) che la riduzione del reddito disponibile si è concentrata maggiormente sulle <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=44642&amp;sez=HOME_ECONOMIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">fasce  più basse</a>.</p>
<p>Il paese sta quindi diventando <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201252124-ipp-rt10315-famiglie_piu_povere_i_redditi_tornano_agli_anni_90" target="_blank">più povero e più ingiusto</a>. D&#8217;altra parte non potrebbe essere altrimenti dato che, negli ultimi anni, soprattutto in conseguenza delle profonde ristrutturazioni dell&#8217;apparato industriale, abbiamo perso quasi <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2011/12/15/81152/italia-in-recessione-persi-1-milione-di-posti-di-lavoro" target="_blank">ottocentomila posti di lavoro</a>. Altri purtroppo ne dovremo perdere nel prossimo futuro, anche se una grande parte delle ristrutturazioni è già stata compiuta. Solo una minima percentuale della perdita di occupazione può essere infatti compensata dall&#8217;aumento della domanda di cura alle persone, soprattutto dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione.</p>
<p>L&#8217;unico elemento positivo è dato dalle prospettive delle esportazioni, sperando naturalmente che la debolezza delle economie europee non si accompagni al rafforzamento dell&#8217;euro che, nonostante i recenti assestamenti, mi sembra essere ancora sopravvalutato.</p>
<p>Ho riportato tutti questi dati non certo per confondere ulteriormente il lettore e nemmeno per demoralizzarlo. Essi mettono semplicemente in rilievo che il necessario e non procrastinabile <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">aggiustamento della nostra economia</a> deciso dal governo Monti ha obbligato il nostro paese a sacrifici molto pesanti e che questi sacrifici saranno prolungati anche in futuro.</p>
<p>Abbiamo fatto cioè <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">tutti i compiti</a> che i vari maestri ci avevano assegnato. A questo punto abbiamo il diritto di sapere  se e quando se ne manifesteranno gli effetti positivi. Ci attendiamo perciò che i prossimi <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=161126" target="_blank">vertici europei</a> non si concludano con misure insufficienti e talmente vaghe nella loro fase di attuazione, da non arrestare il gioco della speculazione, rinviando alle calende greche ogni prospettiva di ripresa europea.</p>
<p>Il fatto che anche la Germania veda <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL5E8CU1DG20120130" target="_blank">peggiorare</a> le proprie prospettive e che il presidente Obama sia <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-28/vertici-missione-casa-bianca-083204.shtml?uuid=AaCWBJPE" target="_blank">visibilmente preoccupato</a> per i possibili effetti negativi di una recessione europea sulle elezioni americane dovrebbe spingere verso una politica che, attraverso una maggiore solidarietà, avvicini finalmente la fine della crisi e prepari la ripresa.</p>
<p>Dati i precedenti non sono troppo ottimista che questo avvenga in fretta. Per ora mi basta che i leader europei siano convinti che, fra i compiti da fare, non vi sia quello di fare testamento.</p>
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		<title>Scalfaro ha servito il proprio Paese difendendo la Costituzione</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 04:20:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Scalfaro: Prodi, ha difeso e promosso principi Costituzione
Roma, 29 gen. (Adnkronos) &#8211; &#8220;Apprendo con profonda tristezza e commozione la notizia della morte di  Oscar Luigi Scalfaro, un protagonista della storia politica del nostro  Paese, un uomo che ha saputo vivere con profonda coerenza e rigore  personale i valori in cui credeva. Scalfaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/CostituzioneScalfaro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4470" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/CostituzioneScalfaro-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a></p>
<p><strong>Scalfaro: Prodi, ha difeso e promosso principi Costituzione</strong></p>
<p>Roma, 29 gen. (<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/921240/Scalfaro-Prodi-ha-difeso-e-promosso-principi-Costituzione.html" target="_blank"><strong>Adnkronos</strong></a>) &#8211; &#8220;Apprendo con profonda tristezza e commozione la notizia della morte di  <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/29/berlusconi-tace-sulla-morte-scalfaro-dopo-anni-insulti-serpente-golpista/187520/" target="_blank">Oscar Luigi Scalfaro</a>, un protagonista della storia politica del nostro  Paese, un uomo che ha saputo vivere con profonda coerenza e rigore  personale <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Scalfaro-Prodi-ha-difeso-e-promosso-principi-Costituzione_312915639866.html" target="_blank">i valori</a> in cui credeva. Scalfaro ha difeso, promosso e fatto  conoscere ai giovani i principi della Costituzione, riconoscendo in  essa, in quanto espressione condivisa delle differenti culture politiche  italiane, la base della <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/29/berlusconi-tace-sulla-morte-scalfaro-dopo-anni-insulti-serpente-golpista/187520/" target="_blank">convivenza pacifica e civile</a> del nostro Paese.</p>
<p>Sapeva bene che la Costituzione avrebbe rappresentato nelle tante,  difficili contingenze delle vicende politiche, il baluardo del sistema  istituzionale e del bene comune. In tutti i ruoli che ha ricoperto, a  cominciare da quello più alto di Presidente della Repubblica italiana,  Scalfaro ha servito <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2012/01/29/660895-scalfaro_cordoglio_bologna.shtml" target="_blank">il proprio Paese</a>, mettendo sempre al primo posto il  bene comune.</p>
<p>Ha vissuto e testimoniato la propria fede come un dono che  rende più forti le ragioni della scelta di dedicarsi alla politica.  In  questo momento di dolore, sono vicino a sua figlia Marianna che lo ha  assistito fino all&#8217;ultimo minuto della sua vita con amore e attenzione&#8221;</p>
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		<title>Stop alla deriva populistica di Orban: quando l&#8217;Europa fa sentire la propria voce, viene ascoltata</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 06:43:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caso Ungheria
Il vento Poulista che soffia in Europa
Articolo di Romano prodi su Il Messaggero del 22 gennaio 2012
Sempre travolti dai problemi dell’Euro abbiamo con una certa leggerezza trascurato un’altra importante partita che si svolge non lontano dai nostri confini, una partita che si esprime nella crescente tensione fra l’Ungheria e le istituzioni europee. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4439" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/02-01-2012-demo-in-budapest.jpg"><img class="size-medium wp-image-4439" title="Dimostrazioni contro Victor Orban a Budapest " src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/02-01-2012-demo-in-budapest-300x197.jpg" alt="Dimostrazioni contro Victor Orban a Budapest " width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Dimostrazioni contro Victor Orban a Budapest </p></div>
<p>Il caso Ungheria<br />
<strong>Il vento Poulista che soffia in Europa</strong></p>
<p>Articolo di Romano prodi su <strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/2012012202113600215.PDF">Il Messaggero</a></strong> del 22 gennaio 2012</p>
<p>Sempre travolti dai problemi dell’Euro abbiamo con una certa leggerezza trascurato un’altra importante partita che si svolge non lontano dai nostri confini, una partita che si esprime nella crescente tensione fra l’Ungheria e le istituzioni europee. Una partita molto importante perché non riguarda specificamente interessi economici ma le fondamentali regole democratiche e di convivenza sulle quali si basa l’Unione Europea.</p>
<p>I fatti sono molto semplici. Anche in conseguenza di  molti anni di forti tensioni politiche e di cattiva amministrazione dell’economia del paese, <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2012/01/18/ungheria-viktator-orban-imbarazza-leuropa-il-ritratto/" target="_blank">Viktor Orban</a> ha vinto due anni fa le elezioni ungheresi con una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hungarian_parliamentary_election,_2010" target="_blank">maggioranza schiacciante</a>. Una maggioranza da lui utilizzata per una radicale e progressiva <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Constitution_of_Hungary">riforma della costituzione</a>. Un passo indubbiamente necessario, data l’inadeguatezza della costituzione precedente ma che è stato utilizzato da Orban per <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-16549259" target="_blank">cambiare in senso autoritario</a> e fortemente nazionalistico le leggi fondanti dell’Ungheria.</p>
<p>Simbolica di questo passaggio è stata la proposta di estendere la cittadinanza ungherese anche a coloro che, essendo di etnia magiara, vivono al di fuori dei confini del paese, risuscitando in tale modo il <a href="http://www.france24.com/en/20110418-hungary-parliament-adopts-disputed-new-constitution-viktor-orban-fidez" target="_blank">nazionalismo della grande Ungheri</a>a e seminando panico nei paesi, come la Slovacchia e la Romania, dove vivono numerosi cittadini di origine magiara. Lo slogan di Orban, che l’Ungheria è responsabile del destino degli ungheresi che vivono oltre i suoi confini, è già di per se stesso un <a href="http://www.france24.com/en/20120117-hungary-eu-constitutional-reform-legal-action-barroso-orban-authoritarian" target="_blank">elemento di turbamento</a> dei rapporti all’interno dell’Unione europea, rapporti che debbono essere gestiti in modo cooperativo e nel rispetto delle sovranità di tutti.</p>
<p>Al nazionalismo etnico si è ovviamente accompagnato il nazionalismo economico, che ha portato ad azioni mirate contro le imprese straniere e ad una tensione crescente nei rapporti con la Banca Centrale Europea.</p>
<p>E’ interessante notare che Orban era entrato in politica con una piattaforma estremamente liberista che, durante il suo precedente mandato da primo ministro nella seconda parte degli anni novanta, imponeva con enfasi a tutti i suoi colleghi, i quali ( me compreso) dovevano sorbirsi vere e proprie lezioni sulle eterne e indefettibili regole dell’economia di mercato.</p>
<p>Ed è perciò importante notare che questo <a href="http://stream.aljazeera.com/story/authoritarianism-returning-hungary-0021987" target="_blank">nazionalismo aggressivo ed enfatico</a> per cui “nessuno al mondo potrà mai dire ai rappresentanti del popolo ungherese come possono o non possono votare” è stata proprio la piattaforma che ha permesso a Orban di vincere in modo trionfale le elezioni del 2010.</p>
<p>Siamo tuttavia ben consapevoli che, quando si cavalca la tigre del nazionalismo, si sa da dove si parte ma  non si sa mai dove si arriva. Su quest’onda è infatti cominciata da parte di Orban un’azione progressivamente restrittiva delle libertà dei media, della possibilità di espressione degli oppositori  e infine, come fatalmente avviene in questi casi, delle competenze delle fondamentali istituzioni democratiche del paese. A farne le spese sono stati i ruoli della corte suprema e della banca centrale, sempre più sottoposti alla forza ormai incontrollata del potere esecutivo.</p>
<p>Di fronte a questa evoluzione, le istituzioni europee sono rimaste <a href="http://www.forexinfo.it/Ungheria-democrazia-in-pericolo" target="_blank">per molto tempo mute</a> e sorde ma, finalmente, nelle ultime settimane, <a href="http://it.euronews.net/2012/01/18/gli-eurodeputati-contro-viktor-orban-pesanti-critiche-al-governo-nazionalista-/" target="_blank">la voce dell’Europa</a> si è cominciata a sentire. Una voce sempre più forte e chiara nel sostenere il principio che le leggi e i comportamenti dei paesi membri debbono riflettere i comuni valori europei. Le autorità comunitarie non debbono quindi  limitarsi ad analizzare gli aspetti tecnici delle decisioni dei paesi,  ma sono obbligate a valutarne le conseguenze sull’evoluzione delle regole democratiche, sulle  relazioni fra governi e opposizioni e sui rapporti fra lo stato e la società civile. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-03/ungheria-migliaia-piazza-manifestare-192047.shtml?uuid=AaaZGVaE" target="_blank">L’Unione Europea</a>, pur nel rispetto della sovranità dei paesi membri, si deve infatti assumere il compito di garantire in essi l’applicazione dei principi democratici.</p>
<p>Almeno per una volta questa dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea si è accompagnata a <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=160755" target="_blank">misure concrete</a>. Da un lato sono stati sospesi gli aiuti di cui l’Ungheria ha necessità per affrontare con qualche possibilità di successo la sua drammatica crisi economica e, dall’altro, è stato annunciato l’inizio di una<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/17/ungheria-risponde-alla-svolta-autoritaria-orban-aperta-procedura-dinfrazione/184466/" target="_blank"> procedura di infrazione</a> riguardo alle decisioni volte a limitare l’indipendenza della Corte Suprema e della Banca Centrale d’Ungheria.</p>
<p>Un po’ di bastone e un po’ di carota <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201181027-ipp-rt10040-ungheria_orban_pronto_a_negoziare_nuove_leggi_con_bruxelles" target="_blank">hanno spinto</a> Orban ad un’<a href="http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/voceeurodeputati/2012/01/18/visualizza_new.html_46169683.html" target="_blank">apertura politica</a> di cui negli scorsi mesi non vi era traccia. Fra due giorni si svolgeranno infatti a Bruxelles  <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/01/20/visualizza_new.html_47062521.html" target="_blank">incontri  dedicati</a> a preparare la soluzione di problemi che sembravano destinati a diventare insolubili e quindi drammatici.</p>
<p>E’ troppo presto per cantare vittoria, ma vi sono almeno elementi sufficienti  per dire che quando le istituzioni europee ( soprattutto la Commissione e il Parlamento) fanno sentire la propria voce, finiscono con l’essere ascoltate. Mi auguro perciò che la voce dell’Europa si faccia sentire più spesso in futuro e che essa  sia sempre più capace di regolare i comportamenti non solo dell’Ungheria ma di tutti i membri dell’Unione.</p>
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		<title>Primarie: strumento indispensabile per selezionare la nuova classe dirigente</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/primarie-strumento-indispensabile-per-selezionare-la-nuova-classe-dirigente_4457.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:15:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi benedice le primarie &#8220;Oggi sono indispensabili&#8221;
L&#8217;ex premier si schiera, e propone di utilizzare le consultazioni anche per i parlamentari: &#8220;Una volta i partiti selezionavano la classe dirigente, oggi sono soltanto macchine elettorali. Quello strumento è sempre più importante&#8221;
Articolo di Eleonora Capelli su La Repubblica del 20 gennaio 2012
Bologna tira la volata alle primarie per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/20120120_51220.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4458" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/20120120_51220-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" /></a>Prodi benedice le primarie &#8220;Oggi sono indispensabili&#8221;</strong><br />
L&#8217;ex premier si schiera, e propone di utilizzare le consultazioni anche per i parlamentari: &#8220;Una volta i partiti selezionavano la classe dirigente, oggi sono soltanto macchine elettorali. Quello strumento è sempre più importante&#8221;</p>
<p>Articolo di Eleonora Capelli su <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/20/news/prodi_benedice_le_primarie_oggi_sono_indispensabili-28443658/?ref=HREC1-7" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 20 gennaio 2012</p>
<p>Bologna tira la volata alle <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20120120&amp;id=51220" target="_blank">primarie per i parlamentari</a>, con la benedizione dell’ex premier Romano Prodi. &#8220;Se le primarie si potevano forse evitare quando c’era <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-criticate-le-primarie-finche-volete-ma-sono-un-grande-segno-di-civilta-democratica_2520.html" target="_blank">una seria struttura nei partiti</a> &#8211; dice Prodi, che proprio <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/sei-anni-di-primarie-il-record-e-di-prodi_2141.html" target="_blank">dalle primarie fu incoronato candidato premier</a> nel 2006 &#8211; oggi sono indispensabili&#8221;.</p>
<p>Primarie fondamentali anche per la scelta dei parlamentari, quindi, secondo il professore, in considerazione non solo dell’attuale legge elettorale, ma anche della <a href="http://www.italiah24.it/italia/politica/89518/prodi-dice-si-alle-primarie-anche-per-i-parlamentari.html" target="_blank">debolezza dei partiti</a>. &#8220;Negli Stati Uniti in vista delle elezioni si organizzavano solo le primarie, quindi quello strumento era il punto più forte e importante dell’attività politica &#8211; spiega Prodi -. In Europa invece i partiti avevano strutture, dinamiche interne, modelli di carriere, curriculum da costruire. Si cominciava facendo i consiglieri comunali, poi magari si diventava consigliere provinciale, se eri bravo venivi indicato come assessore e così via&#8221;.</p>
<p>Le cose però sono cambiate, anche nel vecchio continente e in Italia i partiti hanno perso il loro ruolo di <a href="http://www.nanopress.it/politica/2012/01/20/prodi-al-pd-le-primarie-non-si-possono-piu-evitare_P5776379.html" target="_blank">selezione della classe dirigente</a>. &#8220;I partiti sono diventati sempre di più solo macchine elettorali &#8211; constata amaramente l’ex premier &#8211; e quindi le primarie diventano <a href="http://www.newnotizie.it/2012/01/romano-prodi-a-favore-delle-primarie-ora-sono-indispensabili/" target="_blank">sempre più indispensabili</a>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/alleanze-larghe-con-lulivo-comincia-la-riscossa_2972.html" target="_blank">I vertici del Pd bolognese</a> sono molto sensibili al tema, già durante la due giorni di Pippo Civati e Debora Serracchiani in piazza Maggiore, a fine ottobre, era stata avanzata la proposta. Il deputato Pd Salvatore Vassallo, docente dell’Università di Bologna, oggi e domani all’assemblea nazionale di Roma proporrà un ordine del giorno che impegni la segreteria a fare le primarie per i parlamentari se non si cambia legge elettorale.</p>
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		<title>L’evasione è un furto che può portare alla catastrofe dell’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:16:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: “Il blitz di Cortina? Il Paese reale abita ad Abbiategrasso” 
Articolo di David Marceddu su Il Fatto Quotidiano del 11 gennaio 2012
Bologna, l&#8217;ex premier racconta di quando da presidente del consiglio gli proposero&#8221;150 con fattura e 100 senza&#8221;. Poi lancia un appello: “Parlo agli educatori e agli insegnanti: spiegate che l&#8217;evasione è un furto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/cortina144050.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4408" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/cortina144050-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a>Prodi: “Il blitz di Cortina? Il Paese reale abita ad Abbiategrasso” </strong></p>
<p>Articolo di David Marceddu su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/11/prodi-blitz-cortina-paese-reale-abita-abbiategrasso/182856/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 11 gennaio 2012</p>
<p>Bologna, l&#8217;ex premier racconta di quando da presidente del consiglio gli proposero&#8221;150 con fattura e 100 senza&#8221;. Poi lancia un appello: “Parlo agli educatori e agli insegnanti: spiegate che l&#8217;evasione è un furto che può portare alla catastrofe dell&#8217;Italia”</p>
<p>Romano Prodi torna a parlare di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sconfiggere-levasione-fiscale-per-difendere-la-democrazia-e-sconfiggere-la-criminalita_4109.html" target="_blank">evasione fiscale</a> dalla sua Bologna e lo fa con un pizzico di ironia. “Perfino quando ero presidente del Consiglio mi proposero ’<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/%E2%80%9Ccento-euro-senza-ricevuta-o-centocinquanta-con-la-ricevuta_4333.html" target="_blank">150 con fattura, 100 senza!</a>’”. E commentando il blitz di Cortina, l’ex premier prova a ridimensionare le polemiche: “Avranno pure esagerato coi modi. Se i controlli li avessero fatti ad Abbiategrasso sarebbe stato forse più efficace perché dava il senso generale del Paese. Ma l’immagine che ne emerge – conclude Prodi – è comunque quella di un <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">Italia senza senso collettivo</a>”.</p>
<p>Una lezione piena di pessimismo (o realismo come lo chiama lui), e centinaia di persone zitte zitte per oltre un’ora ad ascoltare il professor Prodi parlare di economia, invitato dal Centro San Domenico. A una domanda sulle dimissioni del sottosegretario Carlo Malinconico, in uno dei pochi momenti non accademici, l’ex presidente della Commissione europea si smarca e la ributta sul tema della moralità: “Non abbiamo mica un Paese con la moralità francescana. Il senso collettivo, a ogni livello, non esiste. Se un quarto non paga le imposte – prosegue Prodi – è chiaro che per chi invece paga il peso è insostenibile”. Infine l’ex premier lancia un grido per il futuro: “Mi appello agli educatori e agli insegnanti: spiegate che l’evasione è un furto che può portare alla catastrofe dell’Italia”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qGZu_HXPNd4&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/qGZu_HXPNd4&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per il resto la lectio del Professore, seguita in un silenzio rispettoso, intervallato solo da molti applausi, è una summa del Prodi Pensiero degli ultimi mesi. Innanzitutto c’è il distacco crescente tra cittadini e governanti: “Gli spazi di libertà della politica si sono ridotti moltissimo. Gli elettori chiedono sempre di più e i governanti possono dare sempre meno”. Il professore arriva addirittura a prefigurare scenari foschi: “Attenzione, la tentazione di cadere in regimi semi-autoritari non è così lontana, stiamo attenti”. Per evitare lo scollamento inoltre “bisogna fare in modo che la gente senta l’equità perché <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/si-accorgono-solo-ora-che-levasione-e-vastissima-e-questa-che-produce-il-deficit_3747.html" target="_blank">i sacrifici siano divisi</a> tra tutti”.</p>
<p>Quali le conseguenze di questo distacco? Gli indignati prima di tutto, un movimento che Prodi apprezza ma che non è a suo parere capace di rappresentare una vera alternativa: “Sono un tipo di movimento mai visto prima. Non crescono in numero e non diminuiscono, non hanno un filosofo, né un leader, ma vanno avanti. Da palla di neve il loro movimento non è diventato valanga, ma queste persone <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/gli-indignados-hanno-ragione-oggi-la-redistribuzione-del-reddito-e-iniqua_4287.html" target="_blank">tengono accesa</a> una fiamma”.</p>
<p>Indica la sua via d’uscita e bacchetta le ricette politiche di Angela Merkel: “Dobbiamo mettere apposto il bilancio <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">se no la maestra ci picchia</a>, ma questo fa sì che avremo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">un &#8211; 2 % di Pil</a>. Non si possono fare solo politiche restrittive. Non possiamo mica andare avanti con depressioni su depressioni”.I politici europei, conclude Prodi “non hanno la proiezione futura sulle conseguenze politiche delle attuali scelte”.</p>
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		<title>Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/libri/dieci-anni-con-leuro-in-tasca_4380.html</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca
Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da Aliberti
dicembre 2011 &#8211; ISBN: 9788874248544
Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4382" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/diecianniconleurointasca-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a>Romano Prodi, Jacques delors. Dieci anni con l&#8217;euro in tasca</strong></p>
<p>Un libro di Romano Prodi, Jacques Delors Massimo Degli Esposti, Paolo Giacomin e Stefano Righi pubblicato da <a href="hhttp://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=romano-prodi-jacques-delors-dieci-anni-con-leuro-in-tasca" target="_blank">Aliberti</a></p>
<p>dicembre 2011 &#8211; ISBN: <a href="http://www.ibs.it/code/9788874248544/degli-esposti-massimo-giacomin/conversazione-con-romano-prodi.html?shop=4048" target="_blank">9788874248544</a></p>
<p><em>Primo gennaio 2002: nasce l’euro. Un evento epocale, uno degli avvenimenti politici più importanti dell’ultimo secolo. Primo gennaio 2012: l’euro compie dieci anni. Gli italiani non sono convinti della scelta compiuta abbandonando la vecchia lira. Alcuni la rimpiangono, pensano che l’euro ci abbia reso tutti più poveri. tanti vedono invece nella moneta unica un grande successo tecnico, finanziario ed economico. Cosa ne pensano i tre padri fondatori dell’euro Romano Prodi, Jacques Delors e Helmut Kohl? Un dialogo con loro nel pieno di una bufera economica e finanziaria che rischia di mandare in frantumi la moneta unica. Una valutazione storica, una rilettura del recente passato, uno sguardo sul futuro.</em></p>
<p>Il sogno di grandi uomini, realizzato per disinnescare le cause dei sanguinosi conflitti che straziarono il Vecchio continente per molti secoli della sua storia. Un imperativo morale per instillare germi di un comune sentire tra popoli troppo vicini e troppo stretti per non intrecciarsi reciprocamente. Un progetto per lanciare l&#8217;Europa nello scenario ampio del mondo globale.</p>
<p>Con queste premesse, esattamente dieci anni fa &#8211; il primo gennaio 2002 &#8211; si materializzò nelle tasche di trecento milioni di europei un oggetto misterioso chiamato euro.</p>
<p>Molti l&#8217;accolsero come la panacea di tutti i mali, altri come una sorta di inesorabile punizione divina. Che ci abbia fatto del bene o del male è tuttora questione controversa, nell&#8217;opinione pubblica europea e in quella italiana in particolare. Ma la drammaticità degli scenari che abbiamo di fronte, ora che lo tsunami finanziario mondiale rischia di mandarlo in pezzi, ci costringe a una riflessione più profonda.</p>
<p>Come è nato e perché? Come ha inciso sulla nostra vita giorno per giorno? Come ha modificato usi e costumi di ogni cittadino e di ogni Paese? Insomma, ha fatto il suo dovere e quindi vai la pena di salvarlo?</p>
<p>Per Romano Prodi e Jacques Delors la questione non è nemmeno in discussione. Nel loro bilancio, fra aspettative e risultati, errori e omissioni, il dibattito di questi giorni è solo cronaca. La storia, invece, si può rallentare, forse sospendere, ma non si può fermare. L&#8217;euro vivrà.</p>
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		<title>Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:56:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista all&#8217;euroconvinto ex presidente della commissione di Bruxelles
Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara
Intervista di Massimo Degli Esposti a Romano Prodi su Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione del 31 dicembre 2011
Nessuno più di Romano Prodi ha legato il suo nome all&#8217;euro.
Presidente che effetto le fa vederlo oggi sull&#8217;orlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4322" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro2-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Intervista all&#8217;euroconvinto ex presidente della commissione di Bruxelles</p>
<p><strong>Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara</strong></p>
<p>Intervista di Massimo Degli Esposti a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=37" target="_blank"><strong>Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione</strong></a> del 31 dicembre 2011</p>
<p>Nessuno più di Romano Prodi ha legato il suo nome all&#8217;euro.</p>
<p><em>Presidente che effetto le fa vederlo oggi sull&#8217;orlo del baratro?</em></p>
<p>&#8220;Penso proprio che non siamo sull&#8217;orlo del baratro perchè, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank">se cadiamo  noi</a> italiani, cade tutto il sistema e nessuno se lo può permettere. E&#8217;  vero che c&#8217;è molta paura, ma esiste anche la razionalità. Facciamo  un&#8217;analisi: la crisi è scoppiata negli Stati Uniti, e la crisi europea è  di diretta e totale derivazione dalle regole di mercato costruite  soprattutto negli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p><em>Però ha evidenziato anche debolezze strutturali dell&#8217;Europa&#8230;</em></p>
<p>&#8220;In effetti manca uno strumento strutturale per gestire gli squilibri  economici proprio perchè non si è riusciti a completare i necessari  processi di decisione. Occorre affiancare alla politica monetaria una  vera e <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">propria politica economica</a>. Ma questo non può essere raggiunto  col voto all&#8217;unanimità. Quello che la crisi sta insegnandoci, infatti, è  che l&#8217;unanimità come metodo per prendere le decisioni a livello europeo  non funziona più. Si deve passare al principio del voto a maggioranza.  Questo naturalmente comporta anche il riconoscimento del diritto di  recesso. Nell&#8217;Unione europea è necessaria una porta d&#8217;entrata e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">una  porta d&#8217;uscita</a>&#8220;.</p>
<p><em>Lei pensa che ci si arriverà?</em></p>
<p>&#8220;Penso di sì. Prima di lasciare che un Paese vada alla deriva ci si  pensa mille volte. Quello che stiamo facendo come europei è arrivare  ogni volta <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/se-proprio-francia-e-germania-non-avessero-detto-no-le-misure-proposte-dalla-mia-commissione-avrebbero-impedito-la-crisi-greca_3817.html" target="_blank">sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso</a> e poi tornare indietro. E pensare che  la California, sul piano della finanza pubblica, molto peggio della  Grecia; ma negli Stati Uniti c&#8217;è un enorme bilancio federale che  garantisce. Insomma i problemi finanziari dell&#8217;euro derivano dal fatto  che l&#8217;euro non ha alle spalle una politica completa e organica&#8221;.</p>
<p><em>Come mai non s&#8217;affrontò questo problema già allora?</em></p>
<p>&#8220;Ricordo che alla mia obiezione sull&#8217;incongruenza di un&#8217;Unione monetaria  che non comprendeva un coordinamento delle politiche economiche e  fiscali, Kohl rispondeva che per il momento non si poteva fare di più e  che il perfezionamento del progetto sarebbe avvenuto in seguito. Ed era  una risposta saggia e realistica. Nessunoi poteva immaginare,allora, che  il passare del tempo avrebbe reso molto più difficile qualsiasi cammino  in questa direzione&#8221;.</p>
<p><em>Perchè?</em></p>
<p>&#8220;Una volta raggiunti i grandi risultati dell&#8217;euro e dell&#8217;allargamento, è  arrivata l&#8217;Europa della paura. Direi soprattutto la paura di non  farcela, di non essere in grado di affrontare la globalizzazione. La  conseguenza è stata un progressiva chiusura verso l&#8217;esterno, i rigurgiti  di interessi locali e nazionali, irrazionalità, populismo. Questo  atteggiamento non è contro-bilanciato da una leadership capace di  visioni di largo respiro strategico&#8221;.</p>
<p><em>Mancano i nuovi Kohl, Delors, De Gasperi?</em></p>
<p>&#8220;Quelli di oggi sono leader nazionali. A volte forti, ma mai europei. I visionari non ci sono più&#8221;.<br />
<em><br />
Pensa ai diktat tedeschi?</em></p>
<p>&#8220;Adesso non c&#8217;è dubbio che la Germania sia il Paese più forte. Ma è  ancora più vero che la Germania è, a sua volta, troppo debole nei  confronti di un mondo in cui a <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">essere soli non si conta</a> nulla&#8221;.</p>
<p><em>Quindi, conferma la sua fede nel progetto europeo?</em></p>
<p>&#8220;I padri fondatori dell&#8217;euro capirono che l&#8217;Europa non ne poteva più  della guerra, che era esausta, sfiancata e interpretarono questo  sentimento, questo desiderio di resurrezione, di riscatto, di pace.  L&#8217;euro è stato frutto di una felice combinazione di interessi,  soprattutto fra la Germania che aveva fretta di finirla definitivamente  con l&#8217;anomalia tedesca e legarsi in modo indissolubile all&#8217;Europa e la  Francia che ebbe l&#8217;intelligenza di puntare sull&#8217;integrazione e non sulla  contrapposizione con la Germania. Fu treno preso al volo, con un  pizzico di irrazionalità ma tanta visione storica&#8221;.</p>
<p><em>E l&#8217;interesse italiano?</em></p>
<p>&#8220;Io avevo l&#8217;obiettivo nazionale di finirla con un&#8217;economia che si  adattava al non progresso perchè si poteva sempre salvare con la  svalutazione. Volevo mettere l&#8217;Italia di fronte alla necessità di  adottare una disciplina virtuosa&#8221;.</p>
<p><em>Obiettivo centrato?</em></p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia entrò nell&#8217;euro con una buona capacità competitiva e con un  rapporto di cambio favorevole. Il fatto è che da allora non abbiamo più  incrementato la produttività, mentre gli altri hanno fatto salti in  avanti enormi&#8221;.</p>
<p><em>Cosa ci è mancato?</em></p>
<p>&#8220;Il cambiamento è una filosofia che non è ancora stata appresa dal Paese. Però guai pensare che non sia necessaria&#8221;.<br />
<em><br />
E&#8217; preoccupato per l&#8217;Italia?</em></p>
<p>&#8220;Continuiamo a ristagnare, a <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/paura-per-linflazione-ma-il-vero-nemico-e-la-recessione_4207.html" target="_blank">non sbloccare niente</a> dell&#8217;economia. Dopo la  grande illusione berlusconiana ormai c&#8217;è la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/al-g20-processata-non-leconomia-italiana-ma-lincapacita-del-nostro-governo_4099.html" target="_blank">rassegnazione</a> a vivere in  un Paese perdente&#8221;.</p>
<p><em>Un&#8217;Europa senza euro?</em></p>
<p>&#8220;Credo che per i giovani di oggi immaginare una vita senza l&#8217;euro sia  impensabile. Per loro credo che l&#8217;euro sia una cosa naturale;  toglierglielo sarebbe un motivo di imbarbarimento&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:03:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dossier 2002-2012
L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 dicembre 2011
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, il primo acquisto in euro. In un chiosco di una Vienna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4319" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>Dossier 2002-2012</p>
<p><strong>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 31 dicembre 2011<br />
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, <a href="http://www.repubblica.it/online/economia/euroecco/feste/feste.html" target="_blank">il primo acquisto in euro</a>. In un chiosco di una Vienna in  festa abbiamo comprato un beneaugurante mazzo di fiori per le nostre  rispettive consorti.</p>
<p>L&#8217;atmosfera gioiosa non era fuori luogo perchè, con quel gesto  simbolico, si celebrava un <a href="http://m.sky.it/tg24/economia/2011/12/03/crisi_euro_blob_dichiarazioni_nascita_moneta_unica_2001_monti_prodi_berlusconi_bersani_bossi" target="_blank">avvenimento di importanza storica</a>: per la  prima volta un folto gruppo di Paesi abbandonava la propria moneta per  abbracciare una valuta comune. Con questa decisione essi rinunciavano a  uno dei due fondamenti della sovranità, cioè la moneta, in attesa di  condividere con i Paesi fratelli anche l&#8217;altro pilastro della Stato  moderno, e cioè l&#8217;esercito. Una decisione che voltava definitivamente le  spalle al passato europeo di guerre e di sangue e che, nello stesso  tempo, era in grado di inserire l&#8217;Europa tra i grandi protagonisti della  politica e dell&#8217;economia mondiale. Con la moneta unica l&#8217;Unione Europea  si candidava a entrare tra i costruttori della globalizzazione ormai in  corso e non più arrestabile.</p>
<p>Il traguardo dell&#8217;euro coronava un cammino lungo e difficile, durante il  quale le politiche dei diversi Paesi avevano dovuto adattarsi alle  regole comuni con l&#8217;adozione di cambiamenti radicali. A partire  dall&#8217;Italia, che aveva accumulato ingenti debiti e aveva vissuto gli  ultimi trent&#8217;anni in una devastante inflazione e una continua  svalutazione. Fu quindi un cammino molto difficile e si arrivò al  traguardo solo per la comunanza di obiettivi da parte dei leader dei  principali Paesi europei: Germania, Francia, Italia e Spagna decidevano  di mettere definitivamente in comune il proprio destino.</p>
<p>Non ci nascondevamo le difficoltà di un simile decisione ed eravamo  coscienti che a questa ne dovevano seguire altre, perchè non è possibile  avere <a href="http://www.romanoprodi.it/la-mia-visione-dei-fatti" target="_blank">una moneta comune</a> senza condividere le linee di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">una comune  politica economica</a>. Ricordo quante volte sollevai questo problema,  ammonendo che senza realizzare quest&#8217;obiettivo una crisi sarebbe stata <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99unione-politica-che-non-c%E2%80%99e-se-leuropa-rinuncia-a-salvare-la-grecia_1387.html" target="_blank"> prima o poi inevitabile</a>. Ricordo le sagge risposte del cancelliere Kohl,  che replicava dicendo che nemmeno Roma era stata edificata in un giorno  e che le decisioni necessarie per fare convergere le politiche  economiche sarebbero state prese in seguito, con il tempo e la  ponderazione necessari. Una risposta saggia, che non poteva però tenere  conto del progressivo cambiamento dello spirito pubblico e delle  leadership politiche europee.<br />
Agli anni della speranza sarebbero infatti seguiti gli anni della paura:  paura della globalizzazione, paura della disoccupazione, paura della  Cina. Paure che si potevano vincere solo con un&#8217;Europa unita e che  invece hanno finito con interrompere il suo cammino verso l&#8217;unità e  favorire il dilagare del populismo.</p>
<p>Eppure per otto anni l&#8217;euro ha funzionato come doveva, riducendo  l&#8217;inflazione, obbligando i Paesi a una maggiore disciplina di bilancio  e, attraverso la diminuzione dei tassi di interesse, rendendo possibile  il mantenimento dell&#8217;equilibrio finanziario anche nei Paesi pesantemente  indebitati, come l&#8217;Italia. Le divergenze nelle politiche economiche  hanno tuttavia reso quest&#8217;equilibrio sempre più precario, fino a che la  crisi greca non ha messo a nudo le differenze di efficienza e di  produttività che si erano accumulate dopo la costruzione dell&#8217;euro.</p>
<p>La <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/spegnere-lincendio-tenendo-saldi-i-conti-senza-questo-non-si-puo-neanche-pensare-alla-crescita_3357.html" target="_blank">crisi greca</a> che, per le sue modeste dimensioni, avrebbe potuto essere  <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">l&#8217;occasione per costruire</a> quella politica di coesione ritenuta  necessaria fin dal momento della fondazione dell&#8217;euro, ha segnato invece  <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">l&#8217;inizio di una turbolenza</a> che non ha ancora avuto termine. La zona  euro, che globalmente gode di una situazione della finanza pubblica di  gran lunga migliore di quella degli Stati Uniti, è ora vittima di una  crisi che, per ironia della sorte, è proprio partita dagli Stati Uniti.</p>
<p>La politica unitaria americana ha trasformato in forza la sua debolezza,  mentre le divisioni europee hanno trasformato la forza europea in  debolezza. Oggi il nostro dovere è quindi quello di perseguire una  politica unitaria anche se non omogenea, perchè ogni governo deve fare  la sua parte ma al seguito di una guida generale e concordata.  All&#8217;Italia spetta il duro compito di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">porre un freno agli squilibri</a> fra  spese ed entrate che, negli ultimi anni, hanno eroso i vantaggi  accumulati dalla provvidenziale caduta dei tassi di interesse provocata  dall&#8217;introduzione dell&#8217;euro. E questo lo sta facendo il governo Monti.</p>
<p>Tuttavia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">i compiti a casa</a> non basteranno mai se non si ritorna alle  fondamenta dell&#8217;euro, per cui ogni Paese deve fare il suo dovere ma  sotto un&#8217;autorità europea in grado di stabilire quali siano questi  doveri e di farli rispettare sia quando la deviazione avviene in Italia  sia quando, come è capitato nella prima fase della vita dell&#8217;euro, erano  proprio la Germania e la Francia ad allontanarsi dalle regole comuni.</p>
<p>Il direttorio a uno (cioè della sola Germania) non si è dimostrato  capace di costruire l&#8217;unità indispensabile per difendere tutti noi  europei dalla speculazione internazionale. E&#8217; inutile girare attorno al  problema. O noi costruiamo gli strumenti comuni ormai noti, e cioè un  reale potere della <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">Banca centrale europea e gli eurobond</a> per una comune  difesa della moneta, o la crisi continuerà a lungo, perchè contrastata  da azioni sempre deboli e ritardate.</p>
<p>Nonostante tutto ciò, penso che l&#8217;euro non solo si salverà ma celebrerà  molte altre decine di compleanni perchè esso costituisce la forza della  Germania e la sicurezza di tutti gli altri Paesi europei. La sua caduta  non conviene a nessuno: le conseguenze di una sua dissoluzione sarebbero  per tutti catastrofiche. Mentre <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania perderebbe ogni vantaggio</a> commerciale con una valuta in salita verso le stelle, l&#8217;Italia si  ritroverebbe di nuovo nel gorgo dell&#8217;inflazione e nell&#8217;oppressione di  insostenibili tassi di interesse.</p>
<p>L&#8217;uscita dalla crisi dell&#8217;euro sarà quindi lenta e faticosa, perchè deve  percorrere una strada piena di paure e pregiudizi, ma non vi è alcuna  alternativa. Forse non è questo il modo più gioioso di celebrare un  compleanno ma è almeno consolante pensare che i prossimi compleanni  sicuramente ci saranno e soprattutto saranno migliori.</p>
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		<title>Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:46:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”
Articolo di d.t. su Il Fatto Quotidiano del 21 dicembre 2011
L&#8217;ex presidente del consiglio parla di recessione (&#8221;dobbiamo abituarci a un anno col segno meno&#8220;) e della Merkel: &#8220;Deve smetterla con questo atteggiamento da maestrina&#8221;
Il professore risale in cattedra. Romano Prodi è più vispo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/indignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4288" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/indignados-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”</strong></p>
<p>Articolo di d.t. su <a href="http://ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/prodi-indignados-hanno-ragione-oggi-redistribuzione-reddito-iniqua/179122/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 21 dicembre 2011</p>
<p>L&#8217;ex presidente del consiglio parla di recessione (&#8221;dobbiamo abituarci a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>&#8220;) e della Merkel: &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Deve smetterla</a> con questo atteggiamento da maestrina&#8221;<br />
Il professore risale in cattedra. Romano Prodi è più vispo che mai, anche se al governo non c’è più il nemico storico ma lo stimabile Mario Monti, anche se l’incontro di auguri per un buon natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a> di Massimo Bergami si è svolto alle 7.30 del mattino.</p>
<p>L’ex primo ministro italiano ha portato i suoi saluti all’elitaria scuola privata di formazione post universitaria e non si è sottratto nel commentare i fatti di cronaca di questi giorni. Intanto una stoccata a quella che sembra essere diventata un’amatissima nemica, Angela Merkel: “Deve smetterla di usare questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”.</p>
<p>Il futuro dell’Italia proprio nelle ore in cui un altro sparring partner, se non addirittura probabile vicino di banco, come Luca Cordero di Montezemolo annuncia la sua discesa in campo con Italia Futura, è il tema che sta più a cuore al professore: “L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato. I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo”.</p>
<p>La solita Europa a rischio di divisione che Prodi esorcizza come può (“le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”) e in America obamiana che improvvisamente diventa pietra di paragone per una cattiva amministrazione “le elezioni in Usa e Francia sono il simbolo di una <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”. Anche se su Obama sono solo parole di encomio: “Obama è preoccupato che la crisi dell’euro si rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Infine una riflessione sugli <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/mario-draghi-sostiene-gli-indignados-arrabbiati-perche-senza-prospettive/164056/" target="_blank">Indignados</a> che Prodi deve aver incrociato <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">in strada a Bologna</a>, come in altre decine di città del globo, durante una qualche manifestazione di dissenso e protesta: “Non si capisce bene dove possa arrivare. A differenza degli storici movimenti di quarant’anni fa non hanno leader, anche i loro riferimenti culturali e filosofici sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma è un movimento che non si ferma, perché legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ottanta ad oggi”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno. Nessuna crescita senza un nuovo patto europeo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:23:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4293" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;</strong><br />
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo iniqua&#8221;</p>
<p>Articolo di Luca Bortolotti su <strong>La Repubblica</strong> del 21 dicembre 2011</p>
<p>“<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Cara Merkel, basta</a> con questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”. Romano Prodi oggi era a Bologna per augurare buon Natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a>, in un inconsueto appuntamento alle 7,30 del mattino, e ha colto l’occasione per scattare un’istantanea della situazione economico-politica che ha segnato il 2011 e guardare verso il 2012.</p>
<p>“L’Italia si dovrà preparare a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato&#8221;, avverte il Professore. &#8220;I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo&#8221;. Un’Europa che Prodi vede “percorsa da divisioni che le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”, tra una Germania “troppo forte per l’Europa e troppo debole per il mondo” e un’Italia “che ha difficoltà a trovare la sua posizione in un direttorio sempre più a due (Francia e Germania, appunto, ndr)”.</p>
<p>Le elezioni in Francia e, soprattutto, Usa, che segneranno il 2012, pur “simbolo di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">una politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”, potrebbero aiutare l’Europa e la sua economia. “Obama è preoccupato che la crisi dell’eurosi rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Un pensiero anche al movimento degli <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_21/tam-tam-indignados_76c1ae32-8372-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml" target="_blank">Indignados</a>: “Non si capisce bene dove possa arrivare; a differenza dei movimenti degli anni ’60-’70 non hanno leader, filosofi di riferimento, anche i loro cantanti sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">non si ferma</a>, perché è legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ’80 ad oggi”.</p>
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