<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Romano Prodi &#187; Cina</title>
	<atom:link href="http://www.romanoprodi.it/tag/cina/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.romanoprodi.it</link>
	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 12:50:59 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Aprire il mercato del rating ad autorità sovranazionali. Mai avuto contratti con analisti cinesi</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/aprire-il-mercato-del-rating-ad-autorita-sovranazionali-mai-avuto-contratti-con-analisti-cinesi_4422.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/aprire-il-mercato-del-rating-ad-autorita-sovranazionali-mai-avuto-contratti-con-analisti-cinesi_4422.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4422</guid>
		<description><![CDATA[Mai avuto contratti con gli analisti cinesi
Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012
Con riferimento ad alcuni articoli pubblicati in questi giorni, ribadisco che non da oggi ma da molto tempo ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4425" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Mai avuto contratti con gli analisti cinesi</strong></p>
<p>Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012</p>
<p><em>Con riferimento ad <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/07/Cina_sfida_giganti_del_rating_co_8_110907056.shtml" target="_blank">alcuni</a> articoli <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/887958/Prodi-complotta-con-i-cinesi--Ecco-come-declassa-l-Italia.html" target="_blank">pubblicati</a> in questi <a href="http://www.iltempo.it/politica/2012/01/16/1316670-spot_prodi_rating_cinese.shtml" target="_blank">giorni</a>, ribadisco che <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/e-ora-di-limitare-una-volta-per-tutte-il-potere-delle-agenzie-di-rating_4410.html" target="_blank">non da oggi</a> ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/toccato-il-fondo-il-paese-va-in-rovina_3588.html" target="_blank">da molto tempo</a> ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da tempo soprannominato &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-16/prodi-agenzie-americane-sono-164618.shtml?uuid=AaFKrkwD" target="_blank">qui, quo, qua</a>&#8220;.</em></p>
<p><em>Sarei perciò ovviamente felice che entrino in fretta altre imprese in questo settore così delicato, e tra queste vi può essere evidentemente posto per <a href="http://www.dagongcredit.com/dagongweb/english/index.php" target="_blank">Dagong</a>, con cui non ho avuto e non ho alcun rapporto economico ma che ho conosciuto nel corso della mia permanenza in Cina e <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/finanza/notizie/dentro-dagong-lrsquoagenzia-cinese-di-rating" target="_blank">il cui arrivo in Europa</a> dovrebbe essere salutato con favore.</em></p>
<p><em>Trovo infatti normale che i cinesi, che sono diventati grandi investitori e prestatori, vogliano avere la possibilità di dire la loro sul rating ed è interesse di tutti che questo avvenga in un contesto di regole condivise.</em></p>
<p><em>Voglio infine aggiungere che, data la delicatezza del &#8220;rating&#8221; nei confronti degli Stati e dei debiti sovrani, questa attività dovrebbe vedere come protagonisti anche autorità sopranazionali come il <a href="http://www.imf.org/external/index.htm" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a> e istituzioni dell`<a href="http://www.ecb.int/home/html/index.en.html" target="_blank">Unione Europea</a>.</em></p>
<p><em>Romano Prodi<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/aprire-il-mercato-del-rating-ad-autorita-sovranazionali-mai-avuto-contratti-con-analisti-cinesi_4422.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere; ora tocca agli altri</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 06:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4274</guid>
		<description><![CDATA[Vivere in un mondo senza crescita
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 17 dicembre 2011
Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4282" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/1930crisis-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Vivere in un mondo senza crescita</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=18-12-2011&amp;pdfIndex=63" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 17 dicembre 2011</p>
<p>Un mondo senza guida non può che vivere in una pericolosa contraddizione e le contraddizioni di oggi sono così profonde da metterci quasi in trappola. Fino a pochi mesi fa molti governi speravano di potere uscire dalla crisi da soli, quasi per virtù propria. Gli Stati Uniti hanno coltivato a lungo quest&#8217;illusione e la Germania la porta ancora avanti e pensa di potere essere la locomotiva di se stessa, aumentando le esportazioni in mercati che diventano invece sempre più poveri. Eppure <a href="http://www.smh.com.au/business/chinas-days-of-doubledigit-growth-are-over-20111216-1oyl9.html" target="_blank">perfino la Cina</a>, che sembrava del tutto immune dalla crisi, <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gEbudzZj4YPh-PO0tuoF-rOlJhtw?docId=CNG.18e459e732cc92fd5c955faa8fb5a341.481" target="_blank">comincia a soffrire</a> in conseguenza della generale caduta della domanda.</p>
<p>Dal mese di giugno le cose sono infatti cambiate. La crescita e le previsioni di crescita sono ovunque crollate. In molti Paesi del mondo, tra cui l&#8217;Italia, essa avrà, nel prossimo anno, <a href="http://www.guardian.co.uk/business/2011/dec/15/imf-world-risks-1930s-style-slump" target="_blank">un pesante segno meno</a>. Quello che si dovrebbe fare in queste circostanze è abbatsanza chiaro: i Paesi con un forte surplus commerciale dovrebbero, per il loro stesso interesse, amentare la propria domanda interna. Con questo aiuterebbero anche le economie, come quella italiana, obbligate ai tagli ed ai sacrifici necessari per mettere in ordine i conti e ripararsi in questo modo dagli attacchi della speculazione. Nessuna azione di questo tipo viene messa in atto e l&#8217;Europa sembra <a href="http://www.businessweek.com/news/2011-12-18/european-stocks-decline-for-second-week-on-fiscal-crisis-fed.html" target="_blank">procedere tranquillamente</a> verso una crisi più pesante da quella da cui pensava di essere ormai fuori.</p>
<p>Continuando così siamo destinati a <a href="http://www.economist.com/blogs/freeexchange/2011/12/business-cycles-0" target="_blank">ripetere gli errori</a> che ci hanno portato alla crisi degli anni Trenta, quando si è fatto fronte alla grande depressione creandone una ancora più grande. In mancanza di un accordo  generale, i Paesi con un bilancio in deficit, tra i quali non solo l&#8217;Italia ma anche la Gran Bretagna, la Spagna e la Francia, sono costretti ad una politica di compressione dei consumi e degli investimenti, rendendo ancora più difficile la ripresa della tanto auspicata crescita. Si predica che rigore e sviluppo debbono andare assieme ma si è poi costretti ad applicare una politica per cui questi due termini diventano impossibili da comporre fra di loro.</p>
<p>L&#8217;ultimo vertice di Bruxelles sembrava costituire un passo in avanti nella  direzione di una Unione più forte e solidale e io stesso, la scorsa domenica, avevo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">commentato con un certo favore</a> i suoi risultati.</p>
<p>Questi positivi passi in avanti sono stati tuttavia rapidamente ridimensionati, se non addirittura cancellati, dagli stessi protagonisti. Il presidente francese in <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=159522" target="_blank">un&#8217;intervista a Le Monde</a> e la cancelliera tedesca, nel suo <a href="http://www.unita.it/mondo/i-no-di-merkel-stanno-affondando-l-europa-1.362738" target="_blank">discorso di fronte al Bundestag</a>, si sono solo preoccupati di rassicurare i propri cittadini che nessun sostanziale cambiamento di politica era avvenuto. In conseguenza di queste dichiarazioni i mercati finanziari hanno continuato nel loro atteggiamento negatiivo: gli spread sui titoli italiani rimangono così elevati da obbligarci ad un rigore sempre più stringente e sempre meno compatibile con una strategia di crescita.</p>
<p>Nelle scorse settimane, l&#8217;Italia ha fatto il suo dovere: i nostri bilanci sono in ordine per il prevedibile futuro, ma il quadro europeo sembra impedirci di raccogliere i frutti di questa riacquistata serietà. La debolezza politica dell&#8217;Eurozona impedisce infatti di allontanare la morsa della speculazione anche dopo un unanime e corale apprezzamento degli sforzi compiuti.</p>
<p>Questo non significa che riforme e sacrifici siano inutili, perchè sarebbe stato davvero drammatico restare senza gli aggiustamenti di lungo termine impostati dal governo Monti. Tuttavia non si avrà mai la quiete fino a che le divisioni europee spingeranno la finanza senza volto a colpire il Paese più debole, alcune di lucrare sulla sua debolezza. Francia e Germania non hanno ancora capito che, se questo processo va a avanti, saranno loro stesse a <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">rimanere col cerino in mano</a>. E non hanno capito che, più la situazione si deteriora, più energiche e dolorose saranno per loro le misure da prendere.</p>
<p>All&#8217;indomani dello scoppio della crisi greca, sarebbe bastato un intervento di modesta misura. Oggi, quando nel mulinello sono entrate anche l&#8217;Italia e la Spagna, bisogna pensare ad una difesa di livello paragonabile all&#8217;offensiva in corso. Bisogna fare capire che l&#8217;Euro sarà difeso come lo è il dollaro. Non si potrà perciò sfuggire all&#8217;aumento di poteri della BCE e all&#8217;introduzione degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a>. La guerra deve essere combattuta con armi in grado di vincerla e non si può andare a Bruxelles affermando di voler accumulare le munizioni per vincere e tornare a Parigi e Berlino per dichiarare che si era scherzato.</p>
<p>L&#8217;Italia ha fatto il suo dovere e questo è stato da tutti riconosciuto. Ora abbiamo il  diritto di esigere che i nostri partner europei ne prendano doverosamente le conseguenze. Essi ci avevano chiesto, con una espressione che ho sempre trovato <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">non poco insultante</a> di &#8220;fare i compiti a casa&#8221;. I compiti li abbiamo fatti, ed erano compiti molto difficili. Il presidente del Consiglio può ora andare a mostrare con orgoglio il suo quaderno alla severa maestra di Berlino e, presentandosi in classe, non deve solo pretendere un bel voto ma chiedere anche che gli sia dato un adeguato posto dei banchi della classe superiore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Germania non ha alcun titolo per fare la maestrina</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 06:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=4241</guid>
		<description><![CDATA[Prodi: &#8220;Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini&#8221;
&#8220;Non è nello spirito europeo dire agli altri: ubbidite&#8221;
Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su La Stampa del 8 dicembre 2011
Romano Prodi i riti europei li conosce a memoria, ma non è soltanto la proverbiale vischiosità bruxellese a renderlo poco incline all&#8217;ottimismo alla vigilia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/ce756bcb76dc75d1d2a42ba7d4fec9d9_immagine_ts673_400.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4246" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/ce756bcb76dc75d1d2a42ba7d4fec9d9_immagine_ts673_400-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Prodi: &#8220;Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini&#8221;<br />
&#8220;Non è nello spirito europeo dire agli altri: ubbidite&#8221;</strong></p>
<p>Intervista di Fabio Martini a Romano Prodi su <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/433502/" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> del 8 dicembre 2011</p>
<p>Romano Prodi i riti europei li conosce a memoria, ma non è soltanto la proverbiale vischiosità bruxellese a renderlo poco incline all&#8217;ottimismo alla vigilia di un vertice che si è caricato di grandi attese:</p>
<p>«Intendiamoci, nell&#8217;ultimo periodo si sono determinate diverse novità politiche, il positivo <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/03/Merkel_presenta_piano_per_euro_co_9_111203023.shtml" target="_blank">discorso della Merkel</a> al Bundestag; ma anche <a href="http://www.asca.it/news-CRISI__BANCHE_CENTRALI_ANNUNCIANO_INTERVENTI_A_SOSTEGNO_LIQUIDITA_-1071521-ORA-.html" target="_blank">l&#8217;intervento</a> delle <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/01/Banche_centrali_campo_Borse_volano_co_9_111201019.shtml" target="_blank">Banche centrali</a> guidate dalla Federal Reserve, prova indotta che la <a href="http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/433529/" target="_blank">crisi</a> dell&#8217;euro <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/09/news/crisi_usa_europa-26317281/" target="_blank">fa paura agli americani</a>, anche perché renderebbe più difficile la rielezione del loro Presidente. Ma purtroppo non è ancora maturato quel cambiamento di metodo comunitario che potrebbe favorire una vera svolta: siamo ancora ai colloqui a due Germania-Francia, che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">aumentano il malumore</a> dei 15 partner di area euro e degli altri 25 dell&#8217;Unione. Non è nello spirito europeo, ergersi a maestri e dire agli altri: ubbidite».</p>
<p><em>Oltretutto l&#8217;esibito consolato Merkel-Sarkozy oramai è un effetto ottico, che malcela la perdita di potere della Francia: la parità tra i due è un ricordo?</em></p>
<p>«Della debolezza della Francia si parla da qualche tempo nelle analisi dei circoli ristretti, ma quasi nessuno lo dice a viso aperto. Oramai quella a due è una costruzione artificiale. Lo dico avendo una alternativa nella testa. Mi attendevo che in questa situazione la Francia facesse la Francia, si rendesse conto della grande responsabilità verso altri Paesi, come l&#8217;Italia, la Spagna&#8230;»</p>
<p><em>Per fare un fronte anti-tedesco?</em></p>
<p>«Ma no, ci mancherebbe altro. La Francia avrebbe dovuto spingere per il ritorno ad una politica europea corale, ma questo non è nello spirito dell&#8217;attuale presidente francese».</p>
<p><em>Qualcuno sussurra che a breve potrebbe realizzarsi una paradossale convergenza di interessi tra diversi, tra Germania e Italia: fantapolitica?</em></p>
<p>«E su quale scambio si baserebbe questo nuovo asse? Noi, certo, ci siamo adeguati, perché nella vita ogni tanto capisci che se non vuoi morire, devi farti un&#8217;operazione. L&#8217;Italia si sta mettendo in sicurezza grazie ad un pacchetto pesante ma necessario. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/deluso-dalla-merkel-decisioni-tardive-e-insufficienti_4229.html" target="_blank">la Germania è pronta</a> a cambiare politica? In questo momento la Germania <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=931314&amp;lang=it" target="_blank">non mi sembra che voglia</a> fare asse con nessuno».</p>
<p><em>Nel vertice di Strasburgo la Merkel ha ripetuto a Monti che l&#8217;Italia deve fare i compiti a casa: la trova una metafora efficace?</em></p>
<p>«Ripetere questa storia dei <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/ora-lasciamo-lavorare-monti-lasse-merkozy-e-sbagliato-e-non-ha-risolto-niente_4150.html" target="_blank">compiti a casa</a>, lo trovo psicologicamente <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Crisi-Prodi-Francesi-e-tedeschi-devono-smetterla-di-fare-i-maestrini_312727384821.html" target="_blank">molto offensivo</a>. Perché presume un maestro e un discepolo. Ma l&#8217;Europa non è nata con questo spirito: il vero maestro doveva diventare un&#8217;autorità politica europea, mentre oggi il potere politico lo esercitano a turno i vari Paesi e dunque il Paese più forte, la Germania. Che in questo momento pare intenzionata a tenere in mano pagella e registro».</p>
<p><em>Nel 2003 fu proprio la maestra Germania a non rispettare le regole, che la commissione Prodi provò a far rispettare. Quel precedente ha pesato?</em></p>
<p>«Certo che ha pesato. La Germania assieme alla Francia <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zMAE4RZjX5A" target="_blank">rifiutarono la richiesta della Commissione</a> di mettersi in regola col Patto di stabilità. Allora la Germania fu un allievo disobbediente davanti ad un &#8220;maestro&#8221; riconosciuto da tutti, la Commissione»<br />
<em><br />
Ma proprio lei, un anno prima in una <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=27866" target="_blank">intervista a &#8220;Le Monde&#8221;</a>, aveva parlato di <a href="http://www.socialsciences.manchester.ac.uk/eurodatabase/papercutsfinal/restricted/02142.htm" target="_blank">stupidità dei Trattati</a>: non aprì la strada alle infrazioni?</em></p>
<p>«Certo, avevo parlato di stupidità dei Trattati, nel senso che era ragionevole attenersi ai parametri aritmetici, ma tenendo sempre conto del <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/euro-al-bivio-o-maggiore-coordinazione-delle-politiche-economiche-o-scioglimento_1604.html" target="_blank">contributo politico</a>. Ebbi tutti contro, a cominciare dai tedeschi. Ma poco più di un anno dopo furono loro, tedeschi e francesi, che rifiutarono anche i parametri aritmetici».</p>
<p><em>Di quella Commissione europea <a href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" target="_blank">faceva parte anche Mario Monti</a>, che fece con lei il suo &#8220;apprendistato&#8221; politico: come si sta muovendo?</em></p>
<p>«Si sta muovendo bene. Come sempre. Sta <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/con-monti-litalia-ricostruira-il-suo-ruolo-ma-occorre-una-riscossa-etica-tutti-insieme_4201.html" target="_blank">facendo quel che aveva promesso</a> di fare, ciò per cui è stato chiamato. C&#8217;è una catena del dovere che lega tutto e del dover essere».</p>
<p><em>Ammesso che il vertice di domani non sia quello della svolta, lei crede che ci stiamo avvicinando ad una sorta di ultimo appello per l&#8217;Europa politica e per l&#8217;euro?</em></p>
<p>«In crisi come questa non c&#8217;è mai un ultimo appello, salvo che non si commettano errori gravi che potrebbero portarci verso l&#8217;abisso. Sono sicuro che il vertice ci aiuterà ad uscire dalla tempesta ma che per ritrovare la via comunitaria dovremo passare attraverso diversi stop and go».</p>
<p><em>Il suo appello, assieme a Giuliano Amato, per gli Stati Uniti d&#8217;Europa è a futura memoria?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/caro-mario-litalia-rafforzi-il-governo-delleuro_4219.html" target="_blank">Il nostro appello</a> non è a futura memoria perché non abbiamo alternative. Punto».</p>
<p><em>Punto?</em></p>
<p>«Potrei ricordare i sorrisi, quando dieci anni fa parlavo del futuro bipolarismo Usa-Cina. I singoli Paesi europei, da soli, non hanno futuro. L&#8217;Europa può restare protagonista nel mondo solo se saprà unirsi».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Il Mondo Che Verrà”: tre incontri televisivi con Romano Prodi su La7</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/%e2%80%9cil-mondo-che-verra%e2%80%9d-tre-incontri-televisivi-con-romano-prodi-su-la7_3981.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/documenti/%e2%80%9cil-mondo-che-verra%e2%80%9d-tre-incontri-televisivi-con-romano-prodi-su-la7_3981.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 22:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3981</guid>
		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI
Su LA7, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3982" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><strong>IL MONDO CHE VERRÀ</strong><br />
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI</p>
<p>Su <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/index.html" target="_blank"><strong>LA7</strong></a>, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/fotogallery.html" target="_blank">Stabat Mater</a> dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Lo fa per <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/bacheca.html" target="_blank">confrontarsi</a> con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p><strong>Il primo appuntamento</strong> con Il Mondo Che Verrà &#8211; andato in onda l&#8217;11 ottobre 2011 &#8211; è stato dedicato alla cosiddetta<strong> “La Sfida dei continenti”</strong>, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il primo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Prima puntata - La Sfida dei continenti" src="/images/mondoverra-puntata-1.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Partendo dall’ascesa dei grandi Paesi emergenti, il Professore analizza l’attuale instabilità del sistema economico occidentale, la crisi dei debiti sovrani e la strada che ha portato a questa situazione difficile.</p>
<p>L’euro sopravviverà? Romano Prodi affronta così la questione: “L’Euro resisterà perché nessuno ha interesse a buttarlo a mare, non certo la Grecia, non certo l’Italia, ma soprattutto non la Germania. Perché oggi la Germania è di gran lunga il Paese più potente e più forte dell’Europa grazie all’euro”. E ancora: “Non si può avere una moneta comune senza avere anche un bilancio, un politica finanziaria ed economica comune. (…) O noi stiamo assieme, o la battaglia soli non la vinciamo. Neanche la Germania può farcela da sola. E’ grande per l’Europa, è piccola per il mondo”.</p>
<p>Oltre alla situazione finanziaria, Prodi esamina infine la crisi alimentare, l’espansione demografica e il futuro delle risorse energetiche. Un’analisi del quadro presente e dei possibili scenari futuri.</p>
<p><strong>Il secondo appuntamento</strong>, intitolato <strong>“La Disuguaglianza”</strong>, ha avuto come fulcro la questione della sempre più grande divergenza tra classi ricche e classi povere ed è andato in onda il 18 ottobre 2011.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il secondo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50236244" target="_blank"><img title="Seconda puntata - La Disuguaglianza" src="/images/mondoverra-puntata-2.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Commentando la divergenza sempre più marcata tra la popolazione povera e quella più ricca del mondo, Romano Prodi analizza le cause che hanno portato a questa situazione: gli squilibri crescenti nella distribuzione dei redditi e nella pressione fiscale, la mancanza di crescita, il declino del welfare. Ed è proprio da tasse, welfare e istruzione che, secondo il Professore, bisogna partire per costruire una società più equa e più giusta.</p>
<p>E ancora si percorre la storia del welfare state, per capire perché nel mondo occidentale stia oggi regredendo. Il Professor Prodi affronta così il tema e le sue conseguenze: “Un problema del welfare è la riduzione delle risorse, ed è frutto della crisi. É un problema molto serio che obbliga ad alcuni provvedimenti non piacevoli. Aumenta l’età media delle persone in Italia, il cambiamento dell’età pensionabile si esige, altrimenti non ci sono le risorse per tutti. Il problema esiste.”</p>
<p>Infine il focus si sposta sulla situazione italiana: dal ruolo attuale dell’istruzione fino al livello di ricchezza e di equità presenti nel Paese. Romano Prodi lo commenta così: ‘C’è un problema di distribuzione, noi abbiamo un numero di famiglie poverissime. Una famiglia su cinque non arriva alla fine del mese. Abbiamo sì ricchezza, ma mal distribuita.”</p>
<p><strong>Il terzo appuntamento</strong> di questo ciclo di incontri è andato in onda il 25 ottobre 2011 con <strong>“La Paura”. </strong>Questo e&#8217; il titolo scelto per descrivere tre grandi tematiche del mondo  contemporaneo: l’immigrazione, la concorrenza internazionale e il futuro  dei nostri figli. Partendo dalla situazione dei trentenni di oggi, che  vivono in un Paese che mostra segni di sofferenza, il Professore  approfondisce lo stato della crescita economica italiana, una crescita  che non c’è.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il terzo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50237423" target="_blank"><img title="Terza puntata - La Paura" src="/images/mondoverra-puntata-3.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Prodi descrive lo stato di disoccupazione e di lavoro precario in Italia, analizzando così il fenomeno della “fuga dei cervelli” e dei giovani italiani che non studiano, non lavorano e non sono in un programma di formazione: “Quasi la metà dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono precari. Questa è veramente una tragedia nella tragedia: la grande disoccupazione giovanile e il precariato che domina anche nella parte occupata. Allora qui bisogna veramente cambiare registro.”</p>
<p>Da qui, partendo dal confronto con Cina e Stati Uniti e domandandosi se esistono le medesime paure, si arriva al problema del ricambio generazionale, che investe sia il mondo del lavoro sia quello della politica.</p>
<p>Infine, il Romano Prodi si sofferma sul tema dell’immigrazione, esaminando i dati reali di questo fenomeno e la percezione di esso deformata dalla crisi e dalla politica dell’ultimo decennio. Il Professore la commenta così: “La percezione è che gli immigrati siano molti di più di quelli che sono. Innanzitutto per la velocità con cui sono arrivati. E’ vero che gli stranieri in Italia sono meno che in Francia e Germania, ma sono arrivati velocissimi negli ultimi anni perché la nostra società si è trasformata più recentemente ma più in fretta. Uno dei nostri problemi che dobbiamo curare è l’integrazione, è capire che riceviamo delle risorse potenzialmente straordinarie e, adagio adagio, devono essere integrate. La generazione successiva deve diventare una generazione di italiani. Questa è la grande sfida dell’immigrazione.”</p>
<p>In chiusura di puntata, un question time con gli studenti: dal coordinamento delle politiche economiche dei paesi europei in risposta alla crisi a come e quando affrontare le riforme strutturali, dalla posizione attuale dei laureati in Italia al rapporto storico tra USA e Italia e alla sua evoluzione futura nel campo economico.<br />
<em><br />
(Ogni puntata è  disponibile su <strong><a href="http://www.la7.tv/programmi/ilmondocheverra/" target="_blank">www.la7.tv</a></strong>, la catch up tv di LA7).</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/documenti/%e2%80%9cil-mondo-che-verra%e2%80%9d-tre-incontri-televisivi-con-romano-prodi-su-la7_3981.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Mondo che verrà&#8221;. Il primo incontro &#8211; la sfida dei Continenti</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/il-mondo-che-verra-prima-puntata-la-sfida-dei-continenti_3906.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/documenti/il-mondo-che-verra-prima-puntata-la-sfida-dei-continenti_3906.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Povertà]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3906</guid>
		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro
La sfida dei Continenti
Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su La7 dell&#8217; 11 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3907" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a>IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro</p>
<p>La sfida dei Continenti</p>
<p>Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su <strong><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">La7</a></strong> dell&#8217; 11 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Il Professore si è confrontato con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p>Il primo appuntamento con Il Mondo Che Verrà è dedicato alla cosiddetta “Sfida dei continenti”, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>Click sull&#8217;immagine per vedere la puntata</em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Il Mondo che verrà - primo incontro - la sfida dei Continenti" src="/images/rp.it_la7_imgplay.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Ogni puntata è inoltre disponibile on demand per sette giorni su <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">www.la7.tv</a>, la catch up tv di LA7.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/documenti/il-mondo-che-verra-prima-puntata-la-sfida-dei-continenti_3906.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il Mondo Che Verrà&#8221;, tre appuntamenti con Romano Prodi su La7</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/il-mondo-che-verra-tre-appuntamenti-con-romano-prodi-su-la7_3858.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/il-mondo-che-verra-tre-appuntamenti-con-romano-prodi-su-la7_3858.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 10:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3858</guid>
		<description><![CDATA[
IL MONDO CHE VERRÀ
Tre appuntamenti in esclusiva con ROMANO PRODI
Dall&#8217; 11 ottobre su LA7, il martedì alle 23:00
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3859" title="il_mondo_che_verra" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra-300x164.jpg" alt="il_mondo_che_verra" width="300" height="164" /></a></p>
<p><strong>IL MONDO CHE VERRÀ<br />
Tre appuntamenti in esclusiva con ROMANO PRODI</strong></p>
<p>Dall&#8217; 11 ottobre su <strong><a href="http://www.la7.it/intv/pvideo-stream?id=i461677" target="_blank">LA7</a></strong>, il martedì alle 23:00</p>
<p>Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e <a href="http://www.la7.it/intv/pvideo-stream?id=i461677" target="_blank">Il Mondo Che Verrà.</a> Il Professor Romano Prodi <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/in-trattativa-con-la7-vorrei-fare-il-punto-sulleconomia-come-nel-92_3433.html" target="_blank">torna in cattedra</a>.</p>
<p>Lo fa per confrontarsi con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p><object id="video_box" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="video_box" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="flashvars" value="nielsen=false&amp;fastImpression=false&amp;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/promo/il_mondo_che_verra.flv&amp;autoP=true" /><param name="src" value="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_nn_pi.swf" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed id="video_box" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="300" src="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_nn_pi.swf" quality="high" allowfullscreen="true" wmode="opaque" flashvars="nielsen=false&amp;fastImpression=false&amp;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/promo/il_mondo_che_verra.flv&amp;autoP=true" bgcolor="#000000" name="video_box"></embed></object></p>
<ul>
<li>Il primo appuntamento con Il Mondo Che Verrà è dedicato alla cosiddetta “Sfida dei continenti”, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</li>
<li>Il secondo appuntamento, intitolato “  La Disuguaglianza”, avrà come fulcro la questione della sempre più grande divergenza tra classi ricche e classi povere.</li>
<li>“Paure” è l’appuntamento che chiude il ciclo di incontri; immigrazione, concorrenza internazionale e futuro dei figli sono i principali timori del quotidiano, timori dai quali bisogna allontanarsi.</li>
</ul>
<p><a type="&quot;application/x-shockwave-flash&quot;&gt;&quot;" href="&lt;embed width=&quot;480&quot; height=&quot;300&quot; flashvars=&quot;nielsen=false&amp;fastImpression=false&amp;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/video/promo/il_mondo_che_verra.flv&amp;autoP=true&quot; allowscriptaccess=&quot;sameDomain&quot; wmode=&quot;opaque&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; quality=&quot;high&quot; bgcolor=&quot;#000000&quot; name=&quot;video_box&quot; id=&quot;video_box&quot; src=" target="_blank">Ogni puntata</a> è inoltre disponibile on demand per sette giorni su <a href="http://www.la7.tv/" target="_blank">www.la7.tv</a>, la catch up tv di LA7.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/il-mondo-che-verra-tre-appuntamenti-con-romano-prodi-su-la7_3858.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello&#8221;</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/nave-senza-nocchiere-in-gran-tempesta-non-donna-di-province-ma-bordello_3846.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/interviste/nave-senza-nocchiere-in-gran-tempesta-non-donna-di-province-ma-bordello_3846.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 10:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi arabi]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3846</guid>
		<description><![CDATA[ 
 
 
 


 
 
 
Prodi: &#8220;Via Silvio subito&#8221;
Un premier senza credibilità. Che perde persino l&#8217;appoggio degli imprenditori. E intanto il referendum dimostra che la gente ha capito che qualcosa non va. Il prof rompe il silenzio e lancia il suo je accuse: &#8220;meglio qualsiasi altro governo di quello attuale&#8221;
Intervista a Romano Prodi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_3851" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/ForeignPolicy14sept2010.jpg"><img class="size-medium wp-image-3851" title="Copertina di Foreign Policy 14/09/2010" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/ForeignPolicy14sept2010-300x258.jpg" alt="Copertina di Foreign Policy 14/09/2010" width="300" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina di Foreign Policy 14/09/2010</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Prodi: &#8220;Via Silvio subito&#8221;</strong></p>
<p><strong>Un premier senza credibilità. Che perde persino l&#8217;appoggio degli imprenditori. E intanto il referendum dimostra che la gente ha capito che qualcosa non va. Il prof rompe il silenzio e lancia il suo je accuse: &#8220;meglio qualsiasi altro governo di quello attuale&#8221;</strong></p>
<p>Intervista a Romano Prodi di Orazio Carabini su <strong><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/prodi-via-silvio-subito/2163024/8" target="_blank">L&#8217;Espresso</a></strong> del 6 ottobre 2011</p>
<p>«In luglio <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-invita-lopposizione-a-consentire-una-rapidissima-approvazione-della-manovra-ma-senza-andare-oltre_3371.html" target="_blank">avevo detto</a> che durante una tempesta così sarebbe stato meglio non cambiare nocchiero, ma dopo quello che è successo in agosto mi sono dovuto ricredere: <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Prodi-qualsiasi-governo-meglio-attuale/06-10-2011/1-A_000256509.shtml" target="_blank">meglio qualsiasi altro governo</a> di quello attuale». In questa intervista  Romano Prodi, impegnato nella preparazione di tre lezioni sul futuro, dal titolo &#8216;<a href="http://www.la7.it/intv/pvideo-stream?id=i461677" target="_blank">Il mondo che verrà</a>&#8216;, che andranno in onda su La7 a partire <a href="http://www.cinetivu.com/programmi-tv/programmi-dinformazione/il-mondo-che-verra-su-la7-con-romano-prodi/" target="_blank">da martedì 11 ottobre</a>, parla a tutto campo della situazione italiana e internazionale.</p>
<p><em>Non l&#8217;ha impressionata il tono perentorio della lettera inviata al governo italiano nel momento in cui sono cominciati gli acquisti di titoli di Stato? Sembra quasi che l&#8217;Italia sia stata commissariata.</em></p>
<p>&#8220;Per la verità non mi ha sorpreso molto, anzi. Nelle circostanze attuali era quasi <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/doveroso-lammonimento-della-bce-al-governo-italiano-arrivato-nel-massimo-del-caos-assoluto_3805.html" target="_blank">un doveroso gioco delle parti</a>. Il fatto che fossimo commissariati era già evidente prima della lettera. Quella lettera la dovevano mandare, per le nostre debolezze, per costruirsi un&#8217;eventuale giustificazione per il futuro: &#8220;Gliel&#8217;avevamo detto, prima di comprare i loro bond, che cosa avrebbero dovuto fare&#8221;. Si sono cautelati, si sono creati la motivazione politica. Una cosa che si fa solo quando uno è molto debole. Come dicevo, si spara sulla Croce rossa&#8221;.<br />
<em><br />
Tra un inciampo e l&#8217;altro il governo una manovra che porta al pareggio di bilancio però l&#8217;ha fatta. Eppure lo spread non è sceso ai livelli pre-crisi.</em></p>
<p>&#8220;Il mese di agosto ha cambiato totalmente la sensibilità internazionale. A luglio avevo detto che di fronte a una tempesta non era il caso di cambiare nocchiero. Poi però ho assistito alle liti tra ministri, alle proteste delle categorie colpite dai provvedimenti, ho letto le reazioni della stampa internazionale, ho viaggiato in Cina e negli Stati Uniti e ho constatato come tutto ciò veniva interpretato. Sono così arrivato a una conclusione: <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/governo-non-allaltezza-qualsiasi-nuovo-timoniere-e-meglio-dellattuale_3837.html" target="_blank">meglio qualsiasi altro governo</a> di quello attuale. Perché un cambiamento di governo sarebbe visto come un fattore di stabilità. Sia le classi dirigenti sia la gente comune sono convinti che questo governo viva all&#8217;insegna dell&#8217;instabilità e della <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-984036/prodi-meglio-qualsiasi-altro-governo/" target="_blank">non credibilità</a>. Ed è inconcepibile che il nostro spread sia maggiore di quello spagnolo, cioè di un paese in cui l&#8217;economia è più debole della nostra. Lo dico da economista e senza nessuna polemica. Ci può essere solo una spiegazione politica perché <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/0/0f/Debito_pubblico.jpg" target="_blank">il nostro debito</a> è identico a quando siamo entrati nell&#8217;euro. Il fatto è che la Spagna ha una linea politica, l&#8217;Italia no&#8221;.</p>
<p><em>Non toccherebbe al presidente Giorgio Napolitano <a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131368/131374/articolo.htm" target="_blank">staccare</a> la spina?</em></p>
<p>&#8220;Su questo tema non voglio dire nulla&#8221;.</p>
<p><em>Dal referendum può venire un cambiamento?</em></p>
<p>&#8220;Certamente ha affrettato il processo di presa di coscienza. Se in un mese <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/e-un-trionfo-farla-finita-con-una-legge-elettorale-che-ha-umiliato-i-cittadini_3834.html" target="_blank">un milione e 200 mila persone</a> sono andate a firmare, malgrado un&#8217;organizzazione debole, vuol dire che c&#8217;è <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/toccato-il-fondo-il-paese-va-in-rovina_3588.html" target="_blank">qualcosa che non va</a> e che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/porcellum-e-peggior-legge-della-storia-repubblicana-avanti-con-le-firme-per-il-referendum_3670.html" target="_blank">la gente ne è cosciente</a>&#8220;.</p>
<p><em>Non è singolare che in Italia facciano più baccano gli imprenditori che la piazza? Sono loro gli indignados made in Italy?</em></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/marcegaglia-con-berlusconi-italia-zimbello-della-comunita-internazionale/158714/" target="_blank">L&#8217;imprenditore indignado</a> ha dei toni diversi dalla ragazza <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/19/spagna-gli-indignados-invadono-le-piazze-non-siamo-merci-in-mano-a-politici-e-banchieri/120088/" target="_blank">spagnola</a>, <a href="http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Video/Notizie/Medio%20Oriente%20e%20Africa/2011/indignados-israele/indignados-israele.php" target="_blank">israeliana</a> o <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/05/news/protesta_waal-street-22721699/" target="_blank">americana</a> che va per strada. Ma non li definirei nemmeno indignados. L&#8217;imprenditore è per definizione filogovernativo ed è triplamente filogovernativo con un governo di destra. Nella storia italiana non ho <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/09/20/news/berlusconi_reazioni-dimissioni-21961052/" target="_blank">mai visto gli imprenditori diventare antigovernativi</a> con un governo di destra. Vuol dire che la politica economica proprio non va, non c&#8217;è altra spiegazione. Cito Dante:<em> <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Divina_Commedia/Purgatorio/Canto_VI#Ahi_serva_Italia" target="_blank">&#8220;Nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello&#8221;</a></em>&#8220;.</p>
<p><em>Queste proteste porteranno alle elezioni?</em></p>
<p>&#8220;Non lo so. Perché l&#8217;espressione stessa indignados non ha il significato di una forza politica con un programma. <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/403300/" target="_blank">Indignados è un atteggiamento</a>, è segno di sfiducia, non è un programma. Anzi, in teoria, tante indignazioni separate possono anche allungare la vita del governo. Mentre le indignazioni che si trasformano in un programma ne accelerano la sostituzione. Non è un caso che i commenti all&#8217;esito della campagna referendaria siano stati di segno opposto uno dall&#8217;altro. E&#8217; l&#8217;interpretazione di un&#8217;indignazione, non è un disegno&#8221;.<br />
<em><br />
Sta segnalando la mancanza di compattezza dell&#8217;opposizione?</em></p>
<p>&#8220;Il momento politico offre questo. Quanto alla compattezza, uno come me può solo dire che è un desiderio. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lkIhG_HK5IY" target="_blank">Non sono mai riuscito ad averla</a>. Non posso essere certo io, dopo quello che ho passato con il mio ultimo governo, a indignarmi per la mancanza di compattezza&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;EUROPA</strong></p>
<p><em>Prima il ministro del Tesoro americano <a href="http://www.lettera43.it/economia/finanza/26046/crisi-geithner-striglia-i-ministri-dell-ue.htm" target="_blank">Tim Geithner</a>, poi <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/09/14/news/cina_davos-21634359/" target="_blank">i cinesi</a> e i governi dei <a href="http://www.blitzquotidiano.it/economia/crisi-brics-unione-europea-mantegna-959298/" target="_blank">Bric</a>. Tutti sono preoccupati per il futuro dell&#8217;Europa. E lo dicono in modo esplicito. Non la sorprende tanta attenzione?</em></p>
<p>&#8220;No, l&#8217;euro è diventato importante per tutti e la crisi europea coinvolge il mondo intero. Gli americani temono che, data l&#8217;interconnessione dei sistemi bancari, un collasso in Europa si ripercuota sulle loro banche. Politicamente non hanno fatto nulla per evitare che si arrivasse a questa situazione: non hanno consentito alcun coordinamento delle politiche e dal <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-5/lunedi-lehman/lunedi-lehman.html" target="_blank">fallimento di Lehman Brothers</a> in poi hanno fatto come pareva a loro. In Cina la preoccupazione è anche politica: loro <a href="http://www.china.org.cn/world/obamas_asia_tour/2009-11/18/content_18913266.htm" target="_blank">non vogliono essere</a> l&#8217;unica controparte degli Usa in un G2 che domina il mondo. L&#8217;Europa gli è utile. Quando nacque l&#8217;euro, io ero presidente della Commissione. Ricordo che i cinesi erano molto favorevoli. All&#8217;epoca il presidente Jiang Zemin mi disse: «Vogliamo l&#8217;euro perché non vogliamo vivere in un mondo in cui uno solo comanda. Ed è meglio che ci sia <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/9/14/EURO-Prodi-la-moneta-unica-non-si-dissolvera/207024/" target="_blank">anche l&#8217;euro, insieme al dollaro</a>». Da allora sono stati coerenti e hanno accumulato tante riserve in euro. Adesso sanno che ancora per qualche tempo hanno bisogno di un sistema &#8220;multipolare&#8221; in cui l&#8217;euro bilanci la forza del dollaro in attesa di arrivare alla convertibilità del renmimbi. Per loro l&#8217;euro è una specie di assicurazione, una garanzia, un&#8217;ancora di salvezza. Detto tutto questo, la colpa della crisi è principalmente nostra: sparare sui paesi europei divisi o sull&#8217;Italia è <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/litalia-e-indifesa-contro-la-speculazione-con-questo-governo-tutto-il-paese-rischia-di-saltare_3583.html" target="_blank">come sparare sulla Croce rossa</a>. E pensare che l&#8217;Unione europea nel suo complesso è più grande di tutte le altre potenze: come Pil, come produzione industriale, come esportazioni. Ma non avendo capacità decisionale&#8230;<br />
<em><br />
La Grecia dichiarerà <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Grecia-Bce-bancarotta-ormai-possibile_312479422524.html" target="_blank">bancarotta</a>?</em></p>
<p>Vorrei capire a chi conviene farla fallire mettendo a rischio la sopravvivenza dell&#8217;euro. <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/leuropa-non-ha-imparato-nulla-angela-merkel-deve-mostrare-maggiore-ruolo-di-leadership_3386.html" target="_blank">Nemmeno la Germania</a> ha interesse a far cadere una dopo l&#8217;altra le carte del castello. Poi credo che alla Grecia vada sì chiesto di mettere ordine nei propri conti pubblici e nell&#8217;economia ma allo stesso tempo alla popolazione va data una prospettiva, una speranza. Altrimenti questi tagli diventano una forma di sadismo.<br />
<em><br />
Non le sembra che la Commissione europea e la Banca centrale europea siano un po&#8217; ondivaghe nelle loro politiche? </em></p>
<p>La Commissione ha predicato il rigore di bilancio ma si è riconvertuta alle politiche espansive quando ha capito che la crescita stentava. La Bce ha addirittura aumentato i tassi d&#8217;interesse fino a poche settimane fa e ora annuncia prossimi tagli. Direi che comunque il rigore prevale. Siamo dominati dalla paura anziché dalla solidarietà. Applicando la dottrina ortodossa, conservatrice, ci si mette sempre la coscienza a posto. Da quando la Bce ha cominciato ad aumentare i tassi mi sono chiesto: che logica c&#8217;è? E&#8217; giusto che la Bce sia severa ma siamo arrivati a un punto che è troppo severa. Fa la prima della classe. E infatti la crescita sta soffrendo. Ho fatto una proposta insieme all&#8217;economista Alberto Quadrio Curzio: emettiamo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">3 mila miliardi di eurobond</a>, di cui 2 mila dedicati al sostegno dei paesi deboli. Ma mille investiamoli nelle infrastrutture. Dalla crisi si esce con la disciplina ma anche con il rilancio. Nel 1929 il mondo si salvò con questa ricetta. Allora la spesa pubblica, purtroppo, era per le armi, adesso sarebbe per gli oleodotti e le ferrovie. Attenzione: Keynes è esistito e ci ha insegnato che, pur tenendo conto della necessità di avere i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_generale_dell%27occupazione,_dell%27interesse_e_della_moneta" target="_blank">bilanci in ordine, bisogna investire</a>. Negli ultimi 30 anni molti lo hanno esecrato, ma adesso va rivalutato. Non si lasciano morire le economie. E l&#8217;America si trova in un dilemma identico a quello dell&#8217;Europa.</p>
<p><em>Almeno la crisi ha messo in moto un rafforzamento del <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/economic_and_monetary_affairs/stability_and_growth_pact/index_it.htm" target="_blank">patto di stabilità e crescita</a>: più controllo sui bilanci pubblici e sanzioni per chi sgarra. Come giudica la nuova governance europea? </em></p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-si-esce-dalla-crisi-con-il-default-pilotato-occorre-maggiore-coesione-fra-gli-stati-europei_3797.html" target="_blank">Quale governance?</a> E&#8217; stato lanciato all&#8217;esterno un messaggio di disarmonia, non di armonia. I grandi paesi avrebbero potuto avviare una <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">riorganizzazione del governo comune</a> e invece è prevalso l&#8217;orientamento di togliere potere alle strutture di governance veramente europee come la Commissione. Ma la perdita di ruolo della Commissione ha segnalato un disimpegno di Francia e Germania e così all&#8217;esterno è passato un messaggio di disarmonia. E qui sono cominciate le preoccupazioni degli americani e dei cinesi per tornare alla domanda iniziale. Perché può esistere temporaneamente una moneta comune in attesa che venga costruita una politica economica comune, ma non ci può essere una moneta comune consolidata con una cacofonia di posizioni tra i diversi Paesi. La Bce è stata importante ma i suoi poteri sono limitati: supplisce, supplisce, ma fino a un certo punto. Abbiamo visto tutti quante difficoltà ha incontrato quando ha dovuto decidere di acquistare i bond dei paesi in difficoltà.</p>
<p><strong>LE RIFORME DEL SISTEMA</strong></p>
<p><em>Intanto stiamo andando dritti verso una nuova recessione&#8230;</em></p>
<p>&#8220;Direi di no. Probabilmente stiamo andando verso un forte rallentamento della ripresa. E&#8217; cominciato tutto all&#8217;inizio di giugno. Fino ad allora l&#8217;economia si stava lentamente aggiustando. Poi c&#8217;è stato un rallentamento e tutti hanno cominciato a rivedere al ribasso le previsioni. Penso che andiamo incontro a un periodo di stagnazione. Nel 2008 quando è cominciata la crisi i miei colleghi storici dell&#8217;economia mi dicevano che ci sarebbero voluti sette anni per riaggiustare tutto. Io replicavo che <a href="http://online.wsj.com/article/SB123307183916519783.html" target="_blank">Usa</a> e <a href="http://articles.latimes.com/2008/nov/10/business/fi-china10" target="_blank">Cina</a> avevano reagito mettendo sul piatto <a href="http://online.wsj.com/article/SB123307183916519783.html" target="_blank">800</a> e <a href="http://articles.latimes.com/2008/nov/10/business/fi-china10" target="_blank">585</a> miliardi di dollari: Keynes ci ha insegnato come fare, usciremo prima da questo inferno. Ma loro insistevano: bisogna &#8220;pulire&#8221; dalle scorie il sistema economico. E non avevano nemmeno previsto quanto rapidamente il contagio si sarebbe esteso ai titoli del debito pubblico provocando quindi la politica recessiva. Oggi la ripresa è lenta mentre i governi vanno avanti adagio con piccole correzioni ma non ci sono prospettive di grandi riforme del sistema finanziario ed economico. Negli Stati Uniti il potere politico è debolissimo verso la finanza: non ha avuto la forza di imporre il ritorno al <a href="http://www.investopedia.com/articles/03/071603.asp#axzz1a69fpwmp" target="_blank">Glass-Steagall Act</a>, cioè la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento. Le altre grandi riforme come la Tobin tax per essere efficaci richiedono un&#8217;adesione universale.&#8221;.</p>
<p><em>Perché non c&#8217;è unità d&#8217;intenti sulle grandi riforme?</em></p>
<p>&#8220;La mia interpretazione è che nei momenti di grande cambiamento dei rapporti di forza le riforme non le vuole nessuno. Non gli Stati Uniti, che temono di dover rinunciare al privilegio della centralità del dollaro nel sistema finanziario internazionale. Non la Cina che non è pronta a fare il grande salto verso la convertibilità della sua moneta ed è consapevole di avere tutto da guadagnare ad aspettare: una riforma tra 4-5 anni li vedrà molto più forti di una riforma fatta oggi. E sarà più conveniente per loro. Chi potrebbe avanzare delle proposte è l&#8217;Unione europea, avrebbe interesse a far da arbitro, ma si è talmente indebolita che è riuscita nell&#8217;obiettivo di farsi portare la guerra in casa quando le sue condizioni finanziarie erano e sono migliori di quelle americane: il nostro rapporto deficit-Pil è inferiore di quattro punti a quello Usa e la California non è certo messa meglio della Grecia. Eppure <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/perche-gli-speculatori-attaccano-leuropa-ma-non-gli-usa_3491.html" target="_blank">il dollaro non ne viene toccato</a>. Quindi è difficile pensare che sia l&#8217;Europa il leader delle grandi riforme internazionali&#8221;.</p>
<p><em>Intanto le diseguaglianze sono sempre più ampie.</em></p>
<p>&#8220;Non è un fatto casuale ma il frutto di una filosofia precisa. Storicamente fino alla fine degli anni 80 le diseguaglianze nei paesi industrializzati si stavano riducendo, poi sono impazzite per motivi spiegabilissimi. Il primo è che c&#8217;è una nuova dottrina. Non c&#8217;è più un senso profondo dell&#8217;ingiustizia sociale. Mi ricordo che 30 anni un mio articolo sul Corriere della Sera in cui calcolavo che il manager numero uno di un&#8217;impresa sconfitto alle regionali del 2008 abbandonò all&#8217;improvviso la politica lasciando interdetti sostenitori, alleati, ed amici, per tornare a fare l&#8217;imprenditore nelle aziende di famigliaguadagnava 40 volte la media degli operai suscitò polemiche a non finire. Adesso nessuno dice nulla se quel rapporto è 400 volte. Si è fatta strada la filosofia calvinista o protestante per cui il ricco è benedetto da Dio. Punto e basta. E poi è cambiato il sistema fiscale: con Ronald Reagan e Margaret Thatcher l&#8217;aliquota massima, che negli Usa era al 70 per cento, si è dimezzata. E lì si è imboccata la strada che ha portato <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/money/tax/article1996735.ece" target="_blank">Warren Buffett</a>, per sua stessa ammissione, a pagare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Cu5B-2LoC4s" target="_blank">meno tasse della sua segretaria</a>. In aggiunta l&#8217;imposta sulle eredità è caduta dovunque, o quasi. Infine la globalizzazione ha indubbiamente colpito i salari più bassi: il lavoro standard è volato via. Senza contare che l&#8217;aumento di valore dei beni mobili e immobili ha aumentato la distanza tra chi li possiede e chi non li possiede&#8221;.</p>
<p><em>Qualche Paese ha saputo però contrastare la tendenza.</em></p>
<p>&#8220;Certo. Però devi avere una cultura radicata come in Svezia o devi essere il Brasile di Lula. Altrimenti le diseguaglianze aumentano. E l&#8217;ingiustizia è cresciuta anche nei paesi in via di sviluppo dove tutti si sono spostati verso l&#8217;alto ma i ricchi sono saliti di più: cala la miseria ma aumentano le differenze. Ed è in questo senso che io vedo la possibilità di una riflessione mondiale che può esprimersi anche attraverso l&#8217;indignazione, o anche peggio. Vedere che negli <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/05/news/protesta_waal-street-22721699/" target="_blank">Stati Uniti</a>, in <a href="http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Video/Notizie/Medio%20Oriente%20e%20Africa/2011/indignados-israele/indignados-israele.php" target="_blank">Israele</a> e in <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/19/spagna-gli-indignados-invadono-le-piazze-non-siamo-merci-in-mano-a-politici-e-banchieri/120088/" target="_blank">Spagna</a> manifestano allo stesso modo fa molto riflettere. Se ci sono tre paesi diversi sono questi. Eppure le modalità della protesta sono simili. In Israele, dove hanno tanti problemi politici che sovrastano qualsiasi altra questione (la <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/donne-protagoniste-della-primavera-araba-bisogna-coordinare-il-lavoro-del-volontariato-in-africa_3316.html" target="_blank">primavera egiziana</a>, la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-turchia-di-erdogan-fortissima-concorrente-ma-anche-potenziale-alleata_3286.html" target="_blank">Turchia</a>, lo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuropa-sostenga-la-creazione-di-due-stati-sovrani-israele-e-palestina_3754.html" target="_blank">stato palestinese</a>), stupisce vedere 400 mila persone che protestano contro la disoccupazione e la difficoltà di trovare un alloggio. Come in Spagna. Può anche darsi che sia un campanello d&#8217;allarme, il segnale che un periodo storico è finito&#8221;.</p>
<p><em>Può nascere una rivolta violenta da questa situazione?</em></p>
<p>&#8220;Non sono un sociologo e non so dire se ci sono i presupposti. Come economista mi impressiona che queste questioni siano sollevate simultaneamente e in modo pubblico in paesi e società così diversi&#8221;.</p>
<p style="padding-left: 60px;"><em>In cattedra su La7 La serie avrà per titolo &#8220;Il mondo che verrà&#8221;. Da martedì 11 ottobre su La7, alle 23 (e disponibili anche sul sito dell`emittente) tre appuntamenti con Romano Prodi che, dall`aula dello Stabat Mater dell`Università dl Bologna, parlerà dei presente e dei futuro dell`economia mondiale: la sfida tra I tre continenti (America, Asia ed Europa) e le armi per combattere la crisi; che cosa fare contro l`aumento della disuguaglianza che separa sempre più le classi ricche da quelle povere; la paura dei futuro (Immigrazione, concorrenza Internazionale e futuro del figli sono I principali timori del quotidiano) e come vincerla. Prodi si confronterà con una classe di studenti Italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell`Università dl Bologna.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/interviste/nave-senza-nocchiere-in-gran-tempesta-non-donna-di-province-ma-bordello_3846.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; interesse della Cina diversificare le proprie riserve acquistando bond italiani ed europei</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/e-interesse-della-cina-diversificare-le-proprie-riserve-acquistando-bond-italiani-ed-europei_3789.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/e-interesse-della-cina-diversificare-le-proprie-riserve-acquistando-bond-italiani-ed-europei_3789.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 14:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3789</guid>
		<description><![CDATA[Crisi: Prodi, interesse Cina diversificare riserve, euro non scomparira&#8217;
L&#8217;intervento dell&#8217;ex premier sull&#8217;emittente cinese Cctv2
(Il Sole 24 Ore Radiocor) &#8211; Milano, 26 set &#8211; &#8220;L&#8217;euro non scomparira&#8216;, e&#8217; parte della vita delle nuove generazioni di europei cosi&#8217; come lo yuan lo e&#8217; dei cinesi&#8221;. E ancora: &#8220;E&#8217; interesse della Cina diversificare maggiormente le proprie riserve in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/9550723-chinese-yuan-banknotes-and-euro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3791" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/9550723-chinese-yuan-banknotes-and-euro-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Crisi: Prodi, interesse Cina diversificare riserve, euro non scomparira&#8217;</strong></p>
<p>L&#8217;intervento dell&#8217;ex premier sull&#8217;emittente cinese Cctv2</p>
<p>(<a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-979736/crisi-prodi-interesse-cina/" target="_blank"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a> Radiocor) &#8211; Milano, 26 set &#8211; &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-14/prodi-senza-italia-esiste-181201.shtml" target="_blank">L&#8217;euro non scomparira</a>&#8216;, e&#8217; parte della vita delle nuove generazioni di europei cosi&#8217; come lo yuan lo e&#8217; dei cinesi&#8221;. E ancora: &#8220;E&#8217; interesse della Cina diversificare maggiormente le proprie riserve in valuta estere e acquistare euro a meno che non ritenga che la divisa comune scomparira&#8217;. Credo che possa farlo per semplici regioni economiche o anche per ragioni politiche&#8221;.</p>
<p>Sono due passaggi dell&#8217;intervento di Romano Prodi nella trasmissione &#8220;Dialogue&#8221; realizzata dall&#8217;emittente cinese Cctv2 nel corso del weekend. Un intervento della Cina ad <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/13/adesso-litalia-punta-sulla-cina-e-chiede-a-pechino-significativi-acquisti-di-bond/156999/" target="_blank">acquistare bond italiani o europei</a>, ha aggiunto Prodi, &#8220;verrebbe certamente visto come un&#8217;attestazione di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/recuperare-il-rapporto-con-la-cina-per-aiutare-leuropa-ad-uscire-dalla-crisi_3708.html" target="_blank">fiducia nelle sorti dell&#8217;Eurozona</a> perche&#8217; e&#8217; chiaro che le sorti dell&#8217;Italia e dell&#8217;Unione sono strettamente correlate&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tutti hanno interesse a un&#8217;<a href="http://www.stockmarkettoday.cc/former-italian-prime-minister-we-need-to-co-euro-bond.html" target="_blank">eurozona forte</a> &#8211; ha aggiunto Prodi &#8211; lo ha la Germania che certamente <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">guadagna di piu&#8217;</a> da essere il paese forte di un&#8217;unione forte che non da ritrovarsi in una situazione in cui deve difendere le proprie esportazioni da svalutazioni competitive e lo ha la Cina che ha interesse ad avere come partner un&#8217;<a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/l%E2%80%99europa-e-l%E2%80%99unica-nostra-speranza-andando-separati-siamo-finiti_2967.html" target="_blank">area economica europea solida</a>&#8220;. Riguardo alla crisi greca, Prodi ha sottolineato a beneficio dei telespettatori cinesi come il problema sarebbe gestibile da un punto di vista dimensionale visto che la Grecia incide solo per il 2,7% sull&#8217;economia europea.</p>
<p>&#8220;Il problema e&#8217; che si e&#8217; agito in ritardo &#8211; ha detto &#8211; per ragioni elettorali e quando si e&#8217; intervenuti, lo si e&#8217; fatto con misure inadeguate. Ora ci occorrono nuovi strumenti e soprattutto un rafforzamento degli organismi europei&#8221;.</p>
<p>Riguardo al rapporto con la Cina, Prodi si e&#8217; detto dispiaciuto che nel corso degli ultimi anni <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/recuperare-il-rapporto-con-la-cina-per-aiutare-leuropa-ad-uscire-dalla-crisi_3708.html" target="_blank">i rapporti si siano deteriorati</a> e che l&#8217;opinione pubblica sia spesso <a href="http://www.iltempo.it/interni_esteri/2011/09/14/1285644-romani_bond_contiamo_sulla_cina.shtml" target="_blank">contraria a Pechino</a>.</p>
<p>&#8220;Noi come Europa dobbiamo essere i primi a riconoscere lo stato di economia di mercato alla Cina &#8211; ha spiegato Prodi ricordando come avesse gia&#8217; affrontato il tema con il presidente Chirac nove anni fa &#8211; e dobbiamo farlo prima degli americani. Del resto fra pochi anni sara&#8217; automatico e sotto gli occhi di tutti che la Cina e&#8217; diventata un&#8217;economia di mercato&#8221;. cop (RADIOCOR) 26-09-11 18:16:05 (0292)ASIA,FE,CINA,news 5 NNNN</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/e-interesse-della-cina-diversificare-le-proprie-riserve-acquistando-bond-italiani-ed-europei_3789.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;rinascimento cinese&#8221; guarda all&#8217;Europa per il passato ma guarda agli USA per il futuro</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-rinascimento-cinese-guarda-alleuropa-per-il-passato-ma-guarda-agli-usa-per-il-futuro_3727.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-rinascimento-cinese-guarda-alleuropa-per-il-passato-ma-guarda-agli-usa-per-il-futuro_3727.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3727</guid>
		<description><![CDATA[Crisi e occasioni perse
 
La Cina chiama, l&#8217;Europa tace
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 18 Settembre 2011
L&#8217;unione Europea è il più grande importatore di beni dalla Cina, è una  destinazione privilegiata degli investimenti cinesi ma non è un  interlocutore politico del colosso asiatico. Le nostre divisioni, le  nostre incertezze e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/20110513_a13026e09e97e7129d1etTTCKovqnJcZ.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3730" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/20110513_a13026e09e97e7129d1etTTCKovqnJcZ-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>Crisi e occasioni perse</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Cina chiama, l&#8217;Europa tace</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=18-09-2011&amp;pdfIndex=82" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 18 Settembre 2011</p>
<p>L&#8217;unione Europea è <a href="http://ec.europa.eu/trade/creating-opportunities/bilateral-relations/countries/china/" target="_blank">il più grande</a> importatore di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_the_largest_trading_partners_of_the_People%27s_Republic_of_China" target="_blank">beni dalla Cina</a>, è una  destinazione privilegiata degli <a href="http://www.tradingeconomics.com/china/balance-of-trade" target="_blank">investimenti cinesi</a> ma non è un  interlocutore politico del colosso asiatico. Le nostre divisioni, le  nostre incertezze e le nostre ambiguità spingono sempre di più la Cina a  immaginare il suo destino politico in un <a href="https://www.uschina.org/statistics/tradetable.html" target="_blank">rapporto diretto</a> e quasi  esclusivo con gli Stati Uniti.</p>
<p>L&#8217;Europa esercita ancora un fascino  particolare ed è di gran lunga la meta preferita di un immenso e  crescente numero di turisti cinesi ma non è l&#8217;oggetto dei desideri dei  giovani e non è la prima meta per gli studenti. Le nazioni europee, dopo  avere deliberatamente ridotto la forza dell&#8217;Unione, cercano di  ricostruire una propria politica autonoma, ma è uno sforzo impari, anche  perchè la Cina <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/recuperare-il-rapporto-con-la-cina-per-aiutare-leuropa-ad-uscire-dalla-crisi_3708.html" target="_blank">non ritiene interlocutori credibili</a> i singoli Paesi  dell&#8217;Unione. <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/leuropa-non-ha-imparato-nulla-angela-merkel-deve-mostrare-maggiore-ruolo-di-leadership_3386.html" target="_blank">Nemmeno la Germania</a> è in grado di assumere questo ruolo,  anche se la sua <a href="http://europe.chinadaily.com.cn/epaper/2011-09/09/content_13660136.htm" target="_blank">forza economica</a>, superiore a quella di tutti gli altri  Paesi europei, le ha permesso di <a href="http://www.destatis.de/jetspeed/portal/cms/Sites/destatis/Internet/EN/Navigation/Statistics/Aussenhandel/Handelspartner/Handelspartner.psml" target="_blank">esportare per 71 miliardi</a> di euro nel  2010, con l&#8217;obiettivo di arrivare a 120 miliardi nel 2012.</p>
<p>Il paradosso tedesco è proprio questo; vista da Bruxelles la Germania è  forse troppo grande per l&#8217;Europa ma vista da Pechino essa, pur con tutti  i suoi successi, è certamente <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">troppo piccola per il mondo</a>. La Cina,  quindi, guarda all&#8217;Europa per il passato ma guarda agli Stati Uniti per  il futuro. Con attenzione e ammirazione  ma con molta preoccupazione.  L&#8217;interlocutore americano è il padrone della scena anche se la Cina e la  tranquillità futura del mondo preferirebbero un gioco a tre oggi e un  equilibrio con ancora più protagonisti domani. La nostra assenza lascia  cinesi e americani sempre più soli gli uni di fronte agli altri. Questo  non è interesse di nessuno, nemmeno dei due grandi protagonisti della  politica mondiale perchè il confronto a due sta facendo crescere una  <a href="http://usa.chinadaily.com.cn/us/2011-06/09/content_12667938.htm" target="_blank">reciproca diffidenza</a> che molto probabilmente porterà ad un pericoloso  aumento della tensione fra di loro. Dal lato americano la Cina è la  prima vera sfida dopo la caduta dell&#8217;Unione Sovietica. Di fronte a  questa sfida la <a href="http://politicalticker.blogs.cnn.com/2010/11/17/cnn-poll-americans-see-china-as-economic-threat/" target="_blank">società americana è divisa</a>: una parte pensa che lo  scontro sia inevitabile mentre un&#8217;altra parte è altrettanto convinta che  una forma di accordo sia l&#8217;unica via per uscire stabilmente dalla <a href="http://abcnews.go.com/blogs/politics/2011/01/hus-an-economic-threat/" target="_blank">crisi  economica</a> e <a href="http://www.washingtontimes.com/news/2011/mar/10/china-deemed-biggest-threat-to-us/?page=all" target="_blank">politica</a>. La Cina, a sua volta, conosce i propri limiti ed è  consapevole di avere bisogno di molto tempo e di molta crescita per  completare la propria modernizzazione, che i cinesi amano sempre più  definire &#8220;<a href="http://insightbureau.cn/insight_articles/FTDO.No16.Ziegler.Jun07.pdf" target="_blank">rinascimento</a>&#8220;, proprio per mettere in rilievo come <a href="http://europe.chinadaily.com.cn/epaper/2011-05/13/content_12505178.htm" target="_blank">questo  processo</a> non solo implichi una <a href="http://www.peopleforum.cn/viewthread.php?tid=93983" target="_blank">trasformazione di tutta la società cinese</a> ma si proponga come <a href="http://opinion.globaltimes.cn/editorial/2010-12/600648.html" target="_blank">il punto di riferimento</a> per tutti gli altri Paesi  in via di sviluppo.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/Bejing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3733" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/Bejing-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>L&#8217;obiettivo è molto ambizioso. Forse non è un obiettivo impossibile ma  esige moltissimi anni di sviluppo continuo. Su questo sono tutti  d&#8217;accordo; è sulla modalità di questo sviluppo che si snoda il dissenso  fra chi pensa di dovere spingere al massimo la velocità della crescita e  chi invece ne teme le tensioni e i pericoli. Un dibattito duro e  appassionato il cui centro è, come sempre, il problema delle centinaia  di milioni di cinesi che spingono per spostarsi dalle campagne alle  città sommandosi alle altre centinaia di milioni che già vi abitano. con  l&#8217;enorme costo che tutto questo comporta e con l&#8217;ancora più temuto  rischio di crescenti tensioni sociali. <a href="http://www.chinatoday.com/data/data.htm" target="_blank">La Cina oggi</a> conta intorno al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_population" target="_blank">20%  della popolazione</a> ma non arriva al <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_GDP_%28nominal%29_per_capita" target="_blank">10% del reddito mondiale</a> e non vuole  e forse non può permettersi di rallentare il suo cammino verso il  benessere, ma non si nasconde il rischio che questa corsa comporta. Essa  cerca di fare quadrare il cerchio cominciando a costruire uno stato  sociale che ancora non esiste e spostando gli investimenti verso le zone  periferiche, ma è davvero una corsa difficile perchè uno sviluppo non  lontano dal 10% all&#8217;anno comporta un aumento di produttività che può  essere raggiunto solo se milioni di persone abbandonano i campi, dove il  contributo alla produzione è trascurabile, e si dirigono verso le  città. Intanto <a href="http://www.chinadaily.com.cn/china/2010-07/23/content_11038489.htm" target="_blank">Pechino cresce di 700 mila abitanti all&#8217;anno</a> e nonostante  la vendita di automobili sia severamente razionata e siano in  costruzione centinaia di chilometri di metropolitana, le condizioni del  traffico sono ovviamente sempre più difficili e il costo dei servizi  sempre più elevati. E insieme a Pechino si gonfiano le altre 160 città  che hanno oltre un milione di abitanti e le 10 metropoli che superano i  10 milioni.</p>
<p>La Cina ha dimostrato di sapere andare veloce ma non sappiamo se sa  stare in equilibrio andando piano. Venga fatta l&#8217;una o l&#8217;altra scelta  una cosa è certa: la Cina ha bisogno di molti anni di sviluppo pacifico e  teme più di ogni altra cosa una probabile escalation di tensione con  gli Stati Uniti. Per questo motivo aveva molto contato su una saggia e  forte presenza europea, capace di prevenire gli attriti fra i due  giganti. Questa attenzione verso l&#8217;Europa si è affievolita fino a  scomparire. Essa non può essere certo risvegliata dal pur formidabile  attivismo economico della Germania.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-rinascimento-cinese-guarda-alleuropa-per-il-passato-ma-guarda-agli-usa-per-il-futuro_3727.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recuperare il rapporto con la Cina per aiutare l&#8217;Europa ad uscire dalla crisi</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/recuperare-il-rapporto-con-la-cina-per-aiutare-leuropa-ad-uscire-dalla-crisi_3708.html</link>
		<comments>http://www.romanoprodi.it/notizie/recuperare-il-rapporto-con-la-cina-per-aiutare-leuropa-ad-uscire-dalla-crisi_3708.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 05:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.romanoprodi.it/?p=3708</guid>
		<description><![CDATA[Articolo su Affari Italiani.it del 14 settembre 2011
&#8220;E&#8217; necessario e fondamentale recuperare il rapporto con la Cina. Meglio tardi che mai&#8220;. Lo ha detto Romano Prodi a Focus Economia su Radio 24, parlando del nuovo rapporto tra il premier e il ministro dell&#8217;Economia e il governo cinese, in un&#8217;intervista dalla Cina dove l&#8217;ex Premier e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3710" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/prodincina.jpg"><img class="size-medium wp-image-3710" title="Da &quot;Panorama&quot; (11 Dicembre 2009)" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/prodincina-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Da &quot;Panorama&quot; (11 Dicembre 2009)</p></div>
<p>Articolo su <strong><a href="http://affaritaliani.libero.it/politica/prodi_va_in_cina140911.html" target="_blank">Affari Italiani.it</a></strong> del 14 settembre 2011</p>
<p>&#8220;E&#8217; necessario e fondamentale recuperare il rapporto con la Cina. <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Crisi-Prodi-recupero-rapporto-con-Cina-Meglio-tardi-che-mai_312450526063.html" target="_blank">Meglio tardi che mai</a>&#8220;. Lo ha detto Romano Prodi a Focus Economia su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-14/incontri-vertice-cina-romano-132621.shtml?uuid=AaszSL4D&amp;fromSearch" target="_blank">Radio 24</a>, parlando del <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/il_rapporto_cinesi_linfa_vitale/14-09-2011/articolo-id=545597-page=0-comments=1" target="_blank">nuovo rapporto</a> tra il premier e il ministro dell&#8217;Economia e il governo cinese, in un&#8217;intervista dalla Cina dove l&#8217;ex Premier e&#8217; in visita per una serie di conferenze all&#8217;Universita&#8217; di Pechino e &#8220;non per parlare con i dirigenti cinesi della situazione politica italiana&#8221; ci tiene a specificare il professore.</p>
<p>&#8220;Non ci voleva un genio per capire <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/09/14/visualizza_new.html_703883089.html" target="_blank">cosa era la Cina</a> &#8211; continua Prodi a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-09-14/prodi-senza-italia-esiste-181201.shtml?uuid=AaCkgQ4D&amp;fromSearch" target="_blank">Radio 24</a> &#8211; Se non si e&#8217; in Cina e&#8217; come non avere i piedi del mondo&#8221;. Un consiglio al nostro Governo? &#8220;Berlusconi disse che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vrop7qhLKj0" target="_blank">bollivano i bambini</a> e <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/03_Marzo/28/cina.shtml" target="_blank">ricordano bene tutto</a>. Ai cinesi bisogna dire al verita&#8217; perche&#8217; hanno <a href="http://www.chinadaily.com.cn/china/2006-03/31/content_556694.htm" target="_blank">una memoria incredibile</a> e bisogna impostare un discorso di lungo periodo. Ognuna delle due parti deve guadagnare qualcosa. Loro hanno paura di essere schiacciati in un rapporto a due con gli Usa e per loro l&#8217;Europa diventa un punto di riferimento straordinario. Non sono tanto sicuri di un rapporto mondiale solo a due, anzi, vogliono <a href="http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=71573&amp;titolo=Prodi%20%27L%27Ue%20riconosca%20l%27economia%20di%20mercato%20cinese%27" target="_blank">l&#8217;Europa come interlocutore</a>. L&#8217;Italia deve capire. Sugli investimenti in Cina; l&#8217;Italia e&#8217; arretrata e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ponte-naturale-della-cina-in-europa_2104.html" target="_blank">noi italiani non esistiamo in Cina</a>&#8220;.</p>
<p>Ma se il governo le chiedesse un aiuto? &#8220;I cinesi sanno che <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.3400369340" target="_blank">se dico qualcosa io</a> certamente il mio Governo fa diversamente. Tremonti e Berlusconi non mi chiederanno di mediare con la Cina, ma io sono sempre al servizio del mio Paese&#8221;. Quanto all&#8217;atteggiamento della Germania sulla Grecia, l&#8217;ex presidente della commissione Ue afferma che &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-e-la-germania-la-maestra-severa-che-non-aiuta-leuropa_2316.html" target="_blank">la Germania ha sbagliato</a> a ritardare tutti gli interventi di aiuto alla Grecia: si poteva risolvere con pochi soldi e invece non intervenendo subito la situazione e&#8217; molto peggiorata. Una decisione presa in ritardo non e&#8217; una decisione. <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/estero/leuropa-non-ha-imparato-nulla-angela-merkel-deve-mostrare-maggiore-ruolo-di-leadership_3386.html" target="_blank">In Europa manca una leadership</a>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;e&#8217; nessun aspetto drammatico nella situazione italiana: se si viene bombardati, qualsiasi paese ha dei problemi. Bisogna trovare un sistema, un meccanismo di protezione. Tutti i paesi dell&#8217;Europa sono fragili di fronte ad un attacco speculativo come questo&#8221;. Quanto al merito della manovra italiana, Prodi afferma che &#8220;dopo gli errori di agosto bisogna suonare il piano a tutto campo: agosto ha <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-mancanza-della-politica-apre-sempre-spazio-agli-imprevisti_3637.html" target="_blank">compromesso le cose</a> e non si possono piu&#8217; aggiustare con un solo tasto ma solo con <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/litalia-e-indifesa-contro-la-speculazione-con-questo-governo-tutto-il-paese-rischia-di-saltare_3583.html" target="_blank">riforme a lungo respiro</a>. Sono disponibile a pagare di piu&#8217; perche&#8217; mi sembra giusto che chi ha di piu&#8217;, paghi di piu&#8217;&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.romanoprodi.it/notizie/recuperare-il-rapporto-con-la-cina-per-aiutare-leuropa-ad-uscire-dalla-crisi_3708.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

