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	<title>Romano Prodi &#187; Bologna</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Primarie: strumento indispensabile per selezionare la nuova classe dirigente</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/primarie-strumento-indispensabile-per-selezionare-la-nuova-classe-dirigente_4457.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:15:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi benedice le primarie &#8220;Oggi sono indispensabili&#8221;
L&#8217;ex premier si schiera, e propone di utilizzare le consultazioni anche per i parlamentari: &#8220;Una volta i partiti selezionavano la classe dirigente, oggi sono soltanto macchine elettorali. Quello strumento è sempre più importante&#8221;
Articolo di Eleonora Capelli su La Repubblica del 20 gennaio 2012
Bologna tira la volata alle primarie per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/20120120_51220.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4458" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/20120120_51220-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" /></a>Prodi benedice le primarie &#8220;Oggi sono indispensabili&#8221;</strong><br />
L&#8217;ex premier si schiera, e propone di utilizzare le consultazioni anche per i parlamentari: &#8220;Una volta i partiti selezionavano la classe dirigente, oggi sono soltanto macchine elettorali. Quello strumento è sempre più importante&#8221;</p>
<p>Articolo di Eleonora Capelli su <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/01/20/news/prodi_benedice_le_primarie_oggi_sono_indispensabili-28443658/?ref=HREC1-7" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 20 gennaio 2012</p>
<p>Bologna tira la volata alle <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20120120&amp;id=51220" target="_blank">primarie per i parlamentari</a>, con la benedizione dell’ex premier Romano Prodi. &#8220;Se le primarie si potevano forse evitare quando c’era <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-criticate-le-primarie-finche-volete-ma-sono-un-grande-segno-di-civilta-democratica_2520.html" target="_blank">una seria struttura nei partiti</a> &#8211; dice Prodi, che proprio <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/sei-anni-di-primarie-il-record-e-di-prodi_2141.html" target="_blank">dalle primarie fu incoronato candidato premier</a> nel 2006 &#8211; oggi sono indispensabili&#8221;.</p>
<p>Primarie fondamentali anche per la scelta dei parlamentari, quindi, secondo il professore, in considerazione non solo dell’attuale legge elettorale, ma anche della <a href="http://www.italiah24.it/italia/politica/89518/prodi-dice-si-alle-primarie-anche-per-i-parlamentari.html" target="_blank">debolezza dei partiti</a>. &#8220;Negli Stati Uniti in vista delle elezioni si organizzavano solo le primarie, quindi quello strumento era il punto più forte e importante dell’attività politica &#8211; spiega Prodi -. In Europa invece i partiti avevano strutture, dinamiche interne, modelli di carriere, curriculum da costruire. Si cominciava facendo i consiglieri comunali, poi magari si diventava consigliere provinciale, se eri bravo venivi indicato come assessore e così via&#8221;.</p>
<p>Le cose però sono cambiate, anche nel vecchio continente e in Italia i partiti hanno perso il loro ruolo di <a href="http://www.nanopress.it/politica/2012/01/20/prodi-al-pd-le-primarie-non-si-possono-piu-evitare_P5776379.html" target="_blank">selezione della classe dirigente</a>. &#8220;I partiti sono diventati sempre di più solo macchine elettorali &#8211; constata amaramente l’ex premier &#8211; e quindi le primarie diventano <a href="http://www.newnotizie.it/2012/01/romano-prodi-a-favore-delle-primarie-ora-sono-indispensabili/" target="_blank">sempre più indispensabili</a>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/alleanze-larghe-con-lulivo-comincia-la-riscossa_2972.html" target="_blank">I vertici del Pd bolognese</a> sono molto sensibili al tema, già durante la due giorni di Pippo Civati e Debora Serracchiani in piazza Maggiore, a fine ottobre, era stata avanzata la proposta. Il deputato Pd Salvatore Vassallo, docente dell’Università di Bologna, oggi e domani all’assemblea nazionale di Roma proporrà un ordine del giorno che impegni la segreteria a fare le primarie per i parlamentari se non si cambia legge elettorale.</p>
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		<title>Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/gli-indignados-hanno-ragione-oggi-la-redistribuzione-del-reddito-e-iniqua_4287.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:46:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”
Articolo di d.t. su Il Fatto Quotidiano del 21 dicembre 2011
L&#8217;ex presidente del consiglio parla di recessione (&#8221;dobbiamo abituarci a un anno col segno meno&#8220;) e della Merkel: &#8220;Deve smetterla con questo atteggiamento da maestrina&#8221;
Il professore risale in cattedra. Romano Prodi è più vispo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/indignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4288" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/indignados-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Prodi: “Gli indignados hanno ragione, oggi la redistribuzione del reddito è iniqua”</strong></p>
<p>Articolo di d.t. su <a href="http://ilfattoquotidiano.it/2011/12/21/prodi-indignados-hanno-ragione-oggi-redistribuzione-reddito-iniqua/179122/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 21 dicembre 2011</p>
<p>L&#8217;ex presidente del consiglio parla di recessione (&#8221;dobbiamo abituarci a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>&#8220;) e della Merkel: &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Deve smetterla</a> con questo atteggiamento da maestrina&#8221;<br />
Il professore risale in cattedra. Romano Prodi è più vispo che mai, anche se al governo non c’è più il nemico storico ma lo stimabile Mario Monti, anche se l’incontro di auguri per un buon natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a> di Massimo Bergami si è svolto alle 7.30 del mattino.</p>
<p>L’ex primo ministro italiano ha portato i suoi saluti all’elitaria scuola privata di formazione post universitaria e non si è sottratto nel commentare i fatti di cronaca di questi giorni. Intanto una stoccata a quella che sembra essere diventata un’amatissima nemica, Angela Merkel: “Deve smetterla di usare questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”.</p>
<p>Il futuro dell’Italia proprio nelle ore in cui un altro sparring partner, se non addirittura probabile vicino di banco, come Luca Cordero di Montezemolo annuncia la sua discesa in campo con Italia Futura, è il tema che sta più a cuore al professore: “L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato. I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo”.</p>
<p>La solita Europa a rischio di divisione che Prodi esorcizza come può (“le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”) e in America obamiana che improvvisamente diventa pietra di paragone per una cattiva amministrazione “le elezioni in Usa e Francia sono il simbolo di una <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”. Anche se su Obama sono solo parole di encomio: “Obama è preoccupato che la crisi dell’euro si rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Infine una riflessione sugli <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/15/mario-draghi-sostiene-gli-indignados-arrabbiati-perche-senza-prospettive/164056/" target="_blank">Indignados</a> che Prodi deve aver incrociato <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">in strada a Bologna</a>, come in altre decine di città del globo, durante una qualche manifestazione di dissenso e protesta: “Non si capisce bene dove possa arrivare. A differenza degli storici movimenti di quarant’anni fa non hanno leader, anche i loro riferimenti culturali e filosofici sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma è un movimento che non si ferma, perché legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ottanta ad oggi”.</p>
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		<title>L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno. Nessuna crescita senza un nuovo patto europeo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:23:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4293" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;</strong><br />
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo iniqua&#8221;</p>
<p>Articolo di Luca Bortolotti su <strong>La Repubblica</strong> del 21 dicembre 2011</p>
<p>“<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Cara Merkel, basta</a> con questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”. Romano Prodi oggi era a Bologna per augurare buon Natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a>, in un inconsueto appuntamento alle 7,30 del mattino, e ha colto l’occasione per scattare un’istantanea della situazione economico-politica che ha segnato il 2011 e guardare verso il 2012.</p>
<p>“L’Italia si dovrà preparare a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato&#8221;, avverte il Professore. &#8220;I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo&#8221;. Un’Europa che Prodi vede “percorsa da divisioni che le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”, tra una Germania “troppo forte per l’Europa e troppo debole per il mondo” e un’Italia “che ha difficoltà a trovare la sua posizione in un direttorio sempre più a due (Francia e Germania, appunto, ndr)”.</p>
<p>Le elezioni in Francia e, soprattutto, Usa, che segneranno il 2012, pur “simbolo di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">una politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”, potrebbero aiutare l’Europa e la sua economia. “Obama è preoccupato che la crisi dell’eurosi rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Un pensiero anche al movimento degli <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_21/tam-tam-indignados_76c1ae32-8372-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml" target="_blank">Indignados</a>: “Non si capisce bene dove possa arrivare; a differenza dei movimenti degli anni ’60-’70 non hanno leader, filosofi di riferimento, anche i loro cantanti sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">non si ferma</a>, perché è legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ’80 ad oggi”.</p>
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		<title>Bologna prima in qualità della vita&#8230; ma senza vittorie di tappa</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:36:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giro vinto senza vittorie di tappa
Articolo di Romano Prodi su Il Sole 24 Ore del 5 dicembre 2011
Ho provato una certa soddisfazione nell&#8217;apprendere che la città in cui da tanti anni abito è risultata prima nell&#8217;annuale classifica della qualità della vita tra tutte le province italiane. Non che queste classifiche mi appassionino particolarmente perché esse, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/bologna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4223" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/bologna-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Giro vinto senza vittorie di tappa</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-05/giro-vinto-senza-vittorie-085525.shtml?uuid=AaVvcRRE" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a></strong> del 5 dicembre 2011</p>
<p>Ho provato una certa soddisfazione nell&#8217;apprendere che la città in cui da tanti anni abito <a href="http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2011/home.shtml?gtdpage=qvita_2011_province_bologna" target="_blank">è risultata prima</a> nell&#8217;annuale <a href="http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2011/home.shtml?gtdpage=qvita_2011_settori_classifica_finale" target="_blank">classifica della qualità della vita</a> tra tutte le province italiane. Non che queste classifiche mi appassionino particolarmente perché esse, se sono elaborate con cura come questa del Sole 24 Ore, sono obbligate a mettere insieme parametri assai complessi e diversi fra di loro.</p>
<p>Misurare la qualità della vita con dati quantitativi è infatti un po&#8217; come dare i voti alla felicità. Il che è sempre un&#8217;impresa titanica. Lo sforzo fatto è tuttavia di grande interesse proprio perché moltissimi sono gli elementi di cui si cerca di tenere conto, dal reddito al costo della vita, dall&#8217;occupazione all&#8217;organizzazione sanitaria, dai livelli di scolarizzazione alle infrastrutture, dall&#8217;ordine pubblico al tempo libero. Sono tutte cose diverse ma, mettendole assieme, si ha un&#8217;idea abbastanza ben costruita di come si vive in una città.</p>
<p>Con tutti questi limiti, leggere che <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2011/5-dicembre-2011/bologna-provincia-dove-si-vive-meglio-1902418156599.shtml" target="_blank">a Bologna si vive relativamente meglio</a> che altrove mi ha fatto molto piacere perché corrisponde a un mio personale sentimento. Ho infatti scelto di continuare ad abitare a Bologna proprio perché qui mi trovo bene, perché la considero una giusta misura fra il grande e il piccolo e fra il passato e il presente. Sono tuttavia particolarmente felice di questo giudizio perché da qualche anno mi trovo tra persone che, pur vivendo in una condizione relativamente migliore di altri, provano estremo diletto nel lamentarsi. Cioè si lamentano sempre. L&#8217;insoddisfazione è indubbiamente un aspetto non trascurabile dell&#8217;umana grandezza ma non ho mai ritenuto che essa sia di per se stessa utile a migliorare la condizione umana. Leggendo che arbitri estranei ed imparziali (ancorché fallibili come tutti gli arbitri) dicono che a Bologna si vive bene, incoraggerà i miei concittadini a pensare che vi è ancora un futuro e a fare di tutto per migliorarlo.</p>
<p><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps?q=bologna&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=&amp;hnear=Bologna,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.49419,11.346518&amp;spn=0.023296,0.038581&amp;t=k&amp;z=14&amp;vpsrc=6&amp;output=embed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.it/maps?q=bologna&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;hl=it&amp;hq=&amp;hnear=Bologna,+Emilia+Romagna&amp;ll=44.49419,11.346518&amp;spn=0.023296,0.038581&amp;t=k&amp;z=14&amp;vpsrc=6&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Vi è tuttavia un altro dato che mi ha colpito ed è che siamo risultati primi in modo abbastanza particolare: siamo infatti <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-05/qualita-vita-bologna-emilia-080256.shtml?uuid=AaTJUQRE" target="_blank">al vertice della classifica</a> generale ma non siamo primi in nessuno dei grandi capitoli che la compongono. Come quei corridori che vincono il giro d&#8217;Italia ma non arrivano primi in nessuna tappa. Questi sono certo i corridori migliori ma non esaltano i propri tifosi, che spesso preferiscono le vittorie effimere ma ben visibili al primato nel traguardo finale.</p>
<p>Eppure questa mi sembra una caratteristica che esprime bene Bologna, in cui la quotidianità prevale sul sensazionale. In cui se si fanno cose esemplari è meglio fare finta di niente perché non si sa mai come verranno interpretate. Una città nella quale vincere il giro senza vincerne nessuna tappa è il migliore risultato possibile.</p>
<p>Debbo invece ammettere che sarei più contento se arrivassimo primi arricchiti da qualche impresa sensazionale. Forse però, in questo modo, Bologna non sarebbe più Bologna: una città in cui si sta bene purchè nessuno esageri. Purché nessuno, come si dice da queste parti, pensi di essere un fenomeno. Sarebbe tuttavia ancora più bello se l&#8217;anno prossimo vincessimo non solo il giro ma anche qualche tappa dolomitica.</p>
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		<title>No allo scontro fisico, ma la crisi la pagano gli ultimi; capisco la loro rabbia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 07:05:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il colloquio
Prodi festeggia Nomisma e difende Bologna
&#8220;Basta lamentarsi, ma la città punti in alto&#8221;
Intervista di Giovanni Egidio a Romano Prodi su La Repubblica di Bologna del 15 ottobre 2011
Il Professore sarà martedì prossimo in San Domenico per i 30 anni del centro studi che contribuì a fondare nel 1981. &#8220;La sussidiarietà? Non è certo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/indignadosbologna.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3962" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/indignadosbologna.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il colloquio<br />
<strong>Prodi festeggia Nomisma e difende Bologna<br />
&#8220;Basta lamentarsi, ma la città punti in alto&#8221;</strong></p>
<p>Intervista di Giovanni Egidio a Romano Prodi su <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/10/15/news/prodi_festeggia_nomisma_e_difende_bologna_basta_lamentarsi_ma_la_citt_punti_in_alto-23256103/" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> di Bologna del 15 ottobre 2011</p>
<p>Il Professore sarà martedì prossimo in San Domenico per <a href="http://www.nomisma.it/index.php?id=324" target="_blank">i 30 anni del centro studi</a> che contribuì a fondare nel 1981. &#8220;La sussidiarietà? Non è certo un tema nuovo&#8221;. E sul movimento degli Indignados: &#8220;Non si può condividere quando cerca lo scontro fisico, ma capire certo sì. La crisi la pagano gli ultimi, e questa crisi è dura&#8221;</p>
<p>Prodi festeggia <a href="http://www.nomisma.it/" target="_blank">Nomisma</a> e difende Bologna &#8220;Basta lamentarsi, ma la città punti in alto&#8221; Romano Prodi<br />
Il governo ha appena ottenuto la sua sofferta fiducia, Romano Prodi, nel suo studio di via Santo Stefano, oscilla sul suo pc tra i siti di informazione e quello della Borsa Italiana, con i giornali squadernati sulla scrivania. Non commenta e quasi non batte ciglio, chiude l&#8217;attualità con un sorriso enigmatico e dice: &#8220;Meglio guardare avanti&#8221;. Avanti oggi per lui significa guardare al trentesimo di Nomisma &#8211; che si celebrerà martedì prossimo 18 ottobre in San Domenico &#8211; il centro studi che il Professore fondò nel 1981 insieme ad altri economisti, scegliendo quel nome, Nomisma, che in greco antico significa &#8220;<a href="http://www.nomisma.it/index.php?id=61" target="_blank">il valore reale delle cose</a>&#8220;. Praticamente, l&#8217;esatto contrario di quello che è successo nell&#8217;economia mondiale da allora oggi.</p>
<p>&#8220;Purtroppo sì, e non è nemmeno una grande consolazione pensare che allora avevamo ragione a decidere di studiare l&#8217;economia reale, per capire dove bisognasse andare, mentre il mondo si faceva prendere la mano dalla finanziarizzazione esasperata, che ci ha portato a questa crisi. Certo possiamo dire che allora la nostra intuizione fu giusta, e che oggi a maggior ragione è la strada da seguire: tornare all&#8217;economia reale. Credo che questo sia l&#8217;impegno di Nomisma anche per il prossimo futuro&#8221;.</p>
<p><em>Allora Nomisma fu anche un <a href="http://www.nomisma.it/index.php?id=167" target="_blank">laboratorio di intelligenze</a> politiche, ne uscirono ministri e perfino un presidente del consiglio, nonché della commissione europea. Potrà esserlo anche in futuro?</em></p>
<p>&#8220;Ma allora fu quasi casuale, o forse no&#8230; Certo erano anni in cui Bologna era al centro di un fermento politico notevole ed era quasi naturale che da lì nascesse anche qualche protagonista della classe dirigente. Comunque Nomisma in questi anni ha sempre continuato a lavorare, semmai è stata l&#8217;Italia che saputo selezionare meno le sua risorse umane&#8221;.<br />
<em><br />
E del fermento politico bolognese che ne è stato, professore?</em></p>
<p>&#8220;La città secondo me resta vivace e ci si vive ancora bene, io non sono d&#8217;accordo con chi la denigra quasi per abitudine. Ci sono intelligenze e iniziative preziose, l&#8217;importante è che sia chiaro a tutti che o si guarda al mondo, o si rischia seriamente di sparire. Penso a Nomisma come ad <a href="http://www.almalaurea.it/" target="_blank">Almalaurea</a>, alla<a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank"> Business school</a> come alla <a href="http://www.cinetecadibologna.it/" target="_blank">Cineteca</a>, che pure mi sembra si sia dato un profilo internazionale. Non è nemmeno una scelta, ma proprio una necessità dei tempi moderni&#8221;.<br />
<em><br />
I tempi moderni sono appunto anche quelli della crisi, e in città si è aperto il <a href="http://www.telesanterno.com/merola-sulla-sussidiarieta-senza-il-pubblico-non-si-fa-nulla-1010.html" target="_blank">dibattito sulla sussidiarietà</a>, ovvero sul rapporto pubblico-privato per far fronte ai tagli. Lei che idea ha?</em></p>
<p>&#8220;Sì, leggo che <a href="http://www.google.it/search?q=business+school+comune+di+bologna&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:en-US:official&amp;client=firefox-a#pq=business+school+comune+di+bologna&amp;hl=it&amp;sugexp=kjrmc&amp;cp=12&amp;gs_id=y&amp;xhr=t&amp;q=sussidiarietà&amp;client=firefox-a&amp;hs=H3h&amp;rls=org.mozilla:en-US:official&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbo=u&amp;tbm=nws&amp;source=og&amp;sa=N&amp;tab=wn&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&amp;fp=272da982d526d5c3&amp;biw=1024&amp;bih=433" target="_blank">si parla molto</a> di sussidiarietà, e mi viene quasi da sorridere pensando che si rispolvera un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_sussidiariet%C3%A0" target="_blank">termine così antico</a>, quasi medioevale, per affrontare i nuovi tempi. Cos&#8217;è in fondo la sussidiarietà? È accorgersi che da soli non ce la facciamo, che dobbiamo essere meno frammentati e più solidali, che l&#8217;economia di mercato non è l&#8217;unica soluzione a tutti i nostri problemi. Anzi, ancora meglio: a cosa ci rimanda in fondo il termine sussidiarietà? Al sussidiario delle elementari, quello al quale ci appoggiavamo per approfondire tutte le materie. Ecco, funziona così anche oggi, ma non mi sembra una grande novità&#8230;&#8221;.</p>
<p><em>A proposito della vivacità di Bologna: l&#8217;ultima buona idea che ha visto passeggiando per strada?</em></p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/pedonalizzazioneviapepoli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3966" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/pedonalizzazioneviapepoli.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>&#8220;La <a href="http://www.google.it/search?q=pedonalizzazione+via+pepoli+bologna&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:en-US:official&amp;client=firefox-a" target="_blank">pedonalizzazione di via Pepoli</a>. Sono per un centro vivibile, con poco asfalto e molto lastricato, poche serrande e molte porte di legno. Si chiama <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/12/02/news/bella_bologna-9763413/" target="_blank">arredo urbano</a>, ed è molto importante&#8221;.<br />
<em><br />
L&#8217;altro ieri in piazza Cavour ci sono stati <a href="http://tv.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/indignati-a-bologna-scontri-tra-manifestanti-e-polizia/78097/76487" target="_blank">scontri tra la polizia</a> e i cosiddetti Indignados, studenti e precari arrabbiati che hanno puntato sulla Banca d&#8217;Italia. Si può capire la rabbia dei precari?</em></p>
<p>&#8220;Non certo condividere quando sceglie come obbiettivo la Banca d&#8217;Italia o cerca lo scontro fisico, ma capire certo sì. La crisi la pagano gli ultimi, e questa crisi è dura&#8221;<em>.</em></p>
<p><em>Alla festa di Nomisma incontrerà Fini e Tremonti, cosa gli dirà?</em></p>
<p>&#8220;Anzitutto li saluterò, che non ci si vede da un po&#8217;, poi dal tono della risposta capirò di cosa chiacchierare&#8230; Ho avuto buoni rapporti personali con entrambi, aldilà della diversità di vedute. Ma di sicuro a Tremonti non potrò dire che <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20111011_085649.shtml" target="_blank">lo invidio&#8230;</a>&#8220;</p>
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		<title>Tornare al governo del Paese con una strategia condivisa. Ma io non guiderò il Nuovo Ulivo</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 18:29:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi dice no al nuovo Ulivo “Il parlamento mi sfiduciò, io ho chiuso”
Articolo di Martina Castigliani, Antonella Beccaria e Nicola Lillo su Il Fatto Quotidiano del 29 settembre 2011
Vendola disegna il futuro del centrosinistra e chiama in causa il Professore, ma la replica è secca: &#8220;Io ho smesso di fare politica, non ho smesso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/Prodi_Vendola.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3794" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/Prodi_Vendola-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>Prodi dice no al nuovo Ulivo “Il parlamento mi sfiduciò, io ho chiuso”</strong></p>
<p>Articolo di Martina Castigliani, Antonella Beccaria e Nicola Lillo su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/29/bologna-vendola-disegna-il-nuovo-ulivo-prodi-e-il-nostro-punto-di-riferimento/160918/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 29 settembre 2011</p>
<p>Vendola disegna il futuro del centrosinistra e <a href="http://tv.repubblica.it/edizione/bologna/vendola-un-nuovo-ulivo/77130/75495" target="_blank">chiama in causa il Professore</a>, ma la replica è secca: &#8220;Io ho smesso di fare politica, non ho smesso di pensare&#8221;.</p>
<p>Parla di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/17/Bersani_nuovo_Ulivo_con_Pietro_co_9_110917014.shtml" target="_blank">un nuovo Ulivo</a>, il leader di Sel Nichi Vendola, guardando alle prossime elezioni che spera siano il più vicino possibile. Un centrosinistra capace di guardare al futuro, con un <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2011/09/29/591092-vendola_prodi_riferimento_nuovo_ulivo.shtml" target="_blank">punto di riferimento</a>: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=npYXA3TrXdw" target="_blank">Romano Prodi e la sua esperienza di governo</a>. E Prodi risponde: “Nel momento in cui il parlamento mi ha mandato a casa sfiduciandomi – dato che il parlamento è sacro – quel giorno ho smesso di fare politica. <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/prodi_vendola_napoleoni-22432881/" target="_blank">Ma non ho smesso di pensare</a>”.</p>
<p><a href="http://wwww.bolognatoday.it/eventi/scuola-di-citta.html" target="_blank">Al Nuovo Cinema Nosadella</a> l’ex premier Romano Prodi, Vendola, Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna, e Pierluigi Stefanini, numero uno di Unipol, parlano di crisi, di economia e del futuro dell’Italia nell’Unione Europea. L’occasione è la presentazione del libro <a href="http://www.wuz.it/recensione-libro/6237/ilcontagio-loretta-napoleoni.html" target="_blank">“Contagio. Perché la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie”</a> di Loretta Napoleoni che, a fronte dei richiami alla democrazia partecipativa, registra in coda la contestazione di alcuni cittadini che lo rivendicano, il diritto a “partecipare”.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cw19a9IG-gk&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/v/cw19a9IG-gk&amp;rel=0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>“Sono dibattiti pubblici, fateci parlare”, urla qualcuno dal pubblico. E netta Amelia Frascaroli, nel non concederla, dato che – dice – ci saranno altri spazi e continua a leggere il suo intervento che si conclude con la ripetuta domanda “<a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/31/news/marzano_donne-11862547/" target="_blank">se non ora quando?</a>”. E aggiunge: “Non riusciamo stasera ad aprire il dibattito. Ci sarà tutto l’inverno, questa è occasione di apertura di un discorso”.</p>
<p>Non si pronuncia mai il nome di Silvio Berlusconi, si parla di politica, quella vera, di economia e finanza. Se non quando Romano Prodi torna a riferirsi al centrosinistra invitandolo a una strategia condivisa per tornare al governo del Paese “altrimenti ci aspettano altri 25 anni di Berlusconi”. E poi, tra gli applausi del pubblico si corregge: “Anzi, ha detto che vivrà fino a 120 anni, oggi ne ha compiuti 75, quindi o ci sarà un’alternativa o <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20110930&amp;id=43499" target="_blank">45 anni saranno segnati</a>”.</p>
<p>La linea guida di tutto il dibattito è stata comunque la concertazione, il superamento di steccati, di barriere che chiudono da una parte e dell’altra. Nel corso delle due ore di confronto, è stata raccontata la storia di un’Europa vecchia non solo perché vecchio è l’aggettivo che accompagna il sostantivo “continente”. È vecchia perché si è lasciata catturare da un liberismo che, in modo bipartisan, pensa solo al contenimento istantaneo del debito e non pone le basi per una crescita.</p>
<p>Ma soprattutto perché ha devastato il concetto di fisco e tributi, destituiti dei loro riflessi e impieghi per il welfare. “Io, anche quando ero al governo, ero per una democrazia della ricevuta. Ma è andata a finire con un gran casino sia a destra che a sinistra e non gliene frega niente a nessuno”. Sempre schietto, il Professore, che dà pane al pane quando gli si chiede di economia e solidarietà. Mentre sfugge agli argomenti che Vendola, poco prima di partecipare al dibattito, aveva avanzato: necessità di una stagione nuova, mettendo “in campo <a href="http://tv.repubblica.it/edizione/bologna/vendola-un-nuovo-ulivo/77130/75495" target="_blank">un nuovo Ulivo</a> che sia capace di non impiccarsi all’albero delle ideologie, ma di essere in grado di convocare tutte le culture più avanzate per un programma di alternativa”. In quanto al coinvolgimento possibile dei centristi in un’ampia coalizione di opposizione al centrodestra, il presidente della Regione Puglia sostiene che “il Terzo polo lavora per una prospettiva, mi pare differente, rispetto al centrosinistra”, anche se l’idea di Nichi Vendola è quella di “aprire un cantiere largo, a difesa dei diritti sociali, dei lavoratori e dei diritti di libertà e tutti coloro che ci sono, sono i benvenuti”.</p>
<p>Una prospettiva che nasce da una certezza: “L’era Berlusconi è finita nella coscienza del paese. Cresce la rabbia e anche il disprezzo nei confronti di questa classe dirigente”. “Ovviamente – continua Vendola – l’agonia del centrodestra e di questo governo purtroppo si sta trasformando nell’agonia dell’Italia”.</p>
<p>Mentre Vendola viene assalito dai cronisti, Romano Prodi riesce a sviare le domande e correre all’interno del cinema. Nel corso del dibattito l’ex premier si concentra sul tema centrale, l’economia. In riferimento alla <a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_29/sensini_documento_bce_e68f29d6-ea58-11e0-ae06-4da866778017.shtml" target="_blank">lettera della Bce</a> pubblicata oggi dal Corriere della Sera: “quella lettera è tutto. È una lettera che mette le cose in chiaro ed è poi anche un atto dovuto, d’altronde al mondo ognuno fa il suo mestiere”. “La Bce – ha continuato l’ex premier – ha questo problema di garantire a tutti il rigore e il messaggio che manda a tutti i Paesi è questo, è come una lettera raccomandata”. Secondo Prodi non era un “messaggio inatteso. Sappiamo quella che è la situazione italiana e anche la data della lettera, nel massimo del caos assoluto, nella lite tra ministri, arriva <a href="http://www.university.it/ultimora/vedi_rubrica.php?NEWS=ADN20110929183654.xml" target="_blank">un ammonimento che era doveroso</a> dato lo stato di divisione del Paese e credo sia stato estremamente utile perché il Governo i giorni dopo provasse ad apparire almeno meno diviso. Poi non lo è stato, ma insomma…”.</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wzUygnDkX90?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/wzUygnDkX90?version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La crisi che si sta affrontando “è una crisi politica del mondo perché non c’è comando e in Italia ce ne è ancora meno”. “Quando il comando politico non c’è &#8211; prosegue Prodi- gli uomini della finanza hanno un enorme spazio in cui agire”. Una situazione in cui “c’è bisogno di politica e di saggezza”.</p>
<p>Poi, con un po’ di ironia, si chiede se il default sia pilotato: “Se si comincia con <a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio-news/20:39/4041515" target="_blank">il default pilotato</a> vanno tutti in default. Chi lo pilota il default? Non lo pilota neanche Alonso”. E conclude: “Nella storia del mondo dalle crisi si è usciti o con l’inflazione o con le guerre. Noi abbiamo l’obbligo morale di uscirne senza inflazione e senza guerra. Ma per questo ci vuole la politica”.</p>
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		<title>We cannot imagine a better future simply cutting our engagement on the future</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interventi/we-cannot-imagine-a-better-future-simply-cutting-our-engagement-on-the-future_4004.html</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 20:22:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Speech by Romano Prodi at the conference: &#8220;Contemporary Threats and Opportunities &#8211; Academic Freedom and Institutional Autonomy within the Context of
Accreditation, Quality Assurance and Rankings&#8221; at &#8220;Aula Magna di Santa Lucia&#8221; in Bologna University on September 16th 2011.
We are here to celebrate the great achievement of the signature of the Magna Charta.  It was [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/mcdonalds.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-4007" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/mcdonalds-300x217.gif" alt="" width="300" height="217" /></a>Speech by Romano Prodi at the conference: &#8220;<a href="http://www.magna-charta.org/library/assets/%7Bevents%7D/2011_Draft_Program.PDF" target="_blank"><strong>Contemporary Threats and Opportunities &#8211; Academic Freedom and Institutional Autonomy within the Context of<br />
Accreditation, Quality Assurance and Rankings</strong></a>&#8221; at &#8220;Aula Magna di Santa Lucia&#8221; in Bologna University on September 16th 2011.</p>
<p><em>We are here to <a href="http://www.magna-charta.org/cms/cmspage.aspx?PageUid=%7b94834bbb-5c1c-45d8-87cf-d6bd34478b3f%7d" target="_blank">celebrate</a> the great achievement of the signature of the <a href="http://www2.unibo.it/avl/charta/charta.htm" target="_blank">Magna Charta</a>.  It was 23 years ago and we are here to welcome 31 new universities  signing it, to demonstrate how this process is going on and how it was  well taken by academia and by the scientific environment. I read some of  the outstanding papers concerning quality of teaching, monitoring and  the great eternal problem of the relations between equality, autonomy   and freedom and even more between freedom and the necessity of  any  democratic institution to be accountable to the society.</em></p>
<p><em>When I  was invited to be here I clearly stated to the rector and to the former  rector, my two friends, that my life in the university ended  when I  started my political life in 1995, that is too many years ago to give a  contribution to your wisdom. I am therefore obliged to spend the few  minutes that I have at my disposal trying to understand what happened  around the sacred principles of the Magna Charta in the last 23 years.</em></p>
<p><em>The  problems of our university examined in the new context of the  globalised world. And the contribution of the university to the change  of the world and the change of the universities, because and in  consequence of the change of the world is such a rapid change in  environment that we have to monitor every day.</em></p>
<p><em>The first  statement of the MC is that the future is mainly based on the cultural,  scientific and technical development and this is in large part the task  of the university. And the fantastic increase of the university numbers  in the new developing countries is the clear message in this direction,  as it is a worrying message in the opposite direction the decreasing  engagement of many governments (not only in Europe), in financing the  university system. We could quote many European examples but it is  certainly more striking to consider California. Few decades ago in order  to assure access for all, the tuition charges for in state Californians  were abolished and the funding was one of the primary duties of the  state because, I quote, &#8220;University is a public good, the best guarantee  for the future&#8221;.</em></p>
<p><em><object style="height: 390px; width: 640px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CX8AJTVlnAY?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/CX8AJTVlnAY?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></em></p>
<p><em>In the fifties the state of California was paying around 80 % of the cost of the students as a consequence of this general right recognised by the Californian state and the contribution has dropped to  less than 50% in the last 3 years and <a href="http://www.latimes.com/news/local/la-me-college-pay-20110822,0,2034981.story" target="_blank">this year will be cut again</a>. We read in the last issue of the Economist that in California the <a href="http://www.economist.com/node/21531490">spending on prisons</a> passed the spending of university since 2004. Can you believe that? The tuition, of course, <a href="http://www.calstate.edu/admission/fee.shtml" target="_blank">is higher and higher</a> and is not far from the 40 thousand dollars of the comparable private university.</em></p>
<p><em>Of course nobody can imagine that the resources to universities are unlimited but we have to be worried that the first sacred principle of the Magna Charta is applied to less and less people, i.e. the right to be part of the scientific evolution. We understand that in the period of economic crisis and budget crisis the university must give its contribution to the necessity of public finance and the equilibrium of the budget. But the dynamic equilibrium of any democratic state can be achieved through a growth of productivity and innovation. And growth of productivity and innovation cannot be achieved without a great contribution of university. And so a cut in the expenditures is not sufficient. We need the resources in order to build a new society, that is, to create more knowledge. We cannot imagine a better future simply <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-i-tagli-alluniversita-sono-tagli-al-futuro_3742.html" target="_blank">cutting our engagement on the future</a>.</em></p>
<p><em>It is clear that this does not mean a submission of the university and of the knowledge to the  economic growth but certainly there is the necessity of a balance between cost and benefit in our public or private action, university included; and the inseparable mix of research and teaching that is the task of the university. The crucial role of higher education is an undisputed character of our society but the growing cost of high education is an undisputed concern. We are squeezed between the growing number of students and the growing costs to be paid to offer each one of them the needed education and the needed capacity to understand and  promote innovative research.</em></p>
<p><em>Universities are under this strain and universities have the right to ask governments for adequate financing but they must be ready to answer to both this challenge and must be ready to offer to the government and the public a clear answer to the demand of accountability. In the academic freedom, we have to pose a question at this point: is the academic freedom squeezed between relevance and accountability? This is our problem that we have in any university of the advanced democratic countries. In any case, the essential task of our universities cannot be achieved if we have not the adequate finance to do it. It is so for the future of the principle of the Magna Charta; this problem of the adequacy of the instruments is one of the basic problems.</em></p>
<p><em>Maybe we are squeezed between relevance and accountability but only if we have not clear in our mind that this is not an end, is not a value per sé but is a means to get better education and research. Academic freedom cannot be nullified by the judgement of state controllers but we need in any case to have a judgement of external nature provided that there are rules and guaranties. Academics freedom must make any effort to meet the expectation of the society. Sometimes there will be conflicts between them but part of our academic duty to make any effort to reconcile freedom and expectations of the society. Reconciliation has no specific rule but it must be renovated every day. It is a difficult task of any academic board. Academia must play an important role in the evaluation of the balance between efficiency and freedom.</em></p>
<p><em>In the great innovation process we all agree that the three &#8220;T&#8221; that the Anglo-Saxon culture stresses: Talent, Transgression and Tolerance (also transgression is part of the innovation of  university) must live together in a synergy between the individual and the institution. Conflicts are unavoidable, but if you want to have a growing role of the university, accountability and freedom must find their way to live together.</em></p>
<p><em>The sophisticated methodology that you have discussed yesterday in order to grasp the appropriated presidium and value of accreditation requirements, quality assurance process and rating have demonstrated a certainly positive implication on the reconciliation of freedom, authority and effectiveness, in line with the Magna Charta principle but taking account what is happening now after 23 years in the world.</em></p>
<p><em>Let us go back to the initial question: had the university been able to win the challenge with the globalisation in these 23 years? For many aspects, yes. New universities were born in many parts of the world, relations and synergies among universities are every day increasing. Many universities open branches abroad. There is a new synergy in this field, especially in China, India and many Asian states, and South America. New universities open every year new campuses and laboratories. There are new campuses even in Saudi Arabian desert. If we follow the birth and the development of these new universities, it is clear how deep was the influence of the principles of the Magna Charta. Nevertheless, we have important examples which demonstrate how the university is not a priority in the political choices.</em></p>
<p><em>I give you some examples of my experience as President of the European Union. The progress on the harmonisation of curricula, so important in the Bologna process, has made real progress. But difficult steps on the mobility of students and professors are still there. The medieval mobility is clearly testified in the pictures of our ancient palaces here in Bologna. Our university has given an incredible contribution to the creation of a common European demos. Few politicians think that the same contribution can be given by the university today. I have personally experienced when I asked an increase in the budget of the Erasmus project. This project has helped to mix young generations, the European young generations, and to create a new universal generation. It was blocked, absolutely blocked by the ministers of finance. There are also proposals to cancel it or diminish it, heavily. The proposal of the creation of a Mediterranean university sharing headquarters north and south, with the same number of professors, north and south, the same number of students north and south, the students having the curricula of two years in the university the north and two years in the university to the south, had been vetoed This is not a priority of the new Europe.</em></p>
<p><em>Clearly the universities are not considered among the great political instruments of the contemporary societies. And why? Budget constraint? Yes, but also a much more interesting evolution: the shorter and shorter view of the decision making process. And this is a great problem for contemporary democracies and universities, because education by definition is a long term investment. Investing in Academia is against the short-terms bias of contemporary politics. Therefore, my dear colleagues, the role of the university will be under strain as a consequence of this evolution of our democracy. No surprise, therefore, if also the principles of the Magna Charta will be under strain, even in the countries in which the universities and democracy are deeply rooted.</em></p>
<p><em>The academia needs by definition a bet on the future. This is true in Europe and outside Europe. As the Magna Charta underlines, it is depository of the heritage of the European humanism and the great responsibility in order to avoid clashes, conflicts and divisions because, just because of the long term view that is typical of the academia. If you look at the contemporary political events higher education is still a driving force in the change of the society. Take Egypt: the Egyptian universities were the place where fundamentalism was born, but it is around the universities the Arab spring has taken shape. In any avant-garde movement there is a moment in which the university takes a leading role. And we could quote a long list of examples. This is why the relation between university and political power is always difficult. The political power understands well that the new events and changes happen inside or around a university.</em></p>
<p><em>And this is why there is such a delicate balance between freedom and accountability. Because it goes just inside the core of the political life. In most cases university can be a cradle and a pillar of democracy; always linked to the contribution of the improvement of society and even more directly to the future life of the students.</em></p>
<p><em>The most dramatic aspect of the university today in many parts of Europe is that this link between high education and a better future is more and more uncertain, or is more and more under strain. We are assisting to the end of the correlation between graduation and a better future: this is a great problem.</em></p>
<p><em>With higher unemployment and even higher youth unemployment, young people look at the university with increasing distance, because it is not anymore their safe harbour. You have the <a href="http://www.telegraph.co.uk/finance/jobs/8564500/Interactive-graphic-Youth-unemployment-in-Europe.html" target="_blank">youth unemployment</a> that is 41% in Spain, 28% in Ireland, 28% in Italy, 23% in France, 19% in UK, 18% in US, and even in Germany, where unemployment is very low, young unemployment is 10%. And it is not easy to explain to this generation the wonders of the spirit of the Magna Charta, that is all written for the future. The beauty of it is that is written for the future. And I did remember the years of the Magna Charta, the year before, when, I remember father of a very humble graduate, who in the graduation came to me and told &#8220;Professor, I didn&#8217;t have any chance in my life, but my son today is a graduate!&#8221;</em></p>
<p><em>This sense of hope for the future is not anymore in our university and this is a problem for us. We have to reinstate it; the university has always been a source of hope and in order to implement faithfully our principle we must start again to create hope! Clearly it is not the main mission of the university. The university was born to create knowledge and wisdom, but hope is the instrument to have more effect on creating wisdom and knowledge. It is clear that to create hope is the main task of politicians but if university is not a place forging hope for tomorrow it is in the meantime difficult to perform our task to create innovation. Hope and desire to know go together and we have the moral obligation to inject hope into the new generations. And the difference that I find in the students in Asia from our students here in Europe is this: that they have clear idea that the university gives them hope, gives them a door open to their future life.</em></p>
<p><em>I think that we must give our contribution to this great social task.</em></p>
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		<title>Una commissione europea d&#8217;inchiesta sulla strage di Ustica</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/notizie/una-commissione-europea-dinchiesta-sulla-strage-di-ustica_3723.html</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 18:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Prodi: una commissione europea d&#8217;inchiesta sulla strage di Ustica
L&#8217;ex presidente del Consiglio: «Una commissione d&#8217;inchiesta di Strasburgo va nella giusta direzione»
Articolo su Il Corriere della Sera del 16 settembre 2011
NAPOLI &#8211; Ok ad una commissione d&#8217;inchiesta europea su Ustica, purche&#8217; sia rapida. Così a pensa l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi. In riferimento alla richiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/1246007140b.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3725" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/1246007140b-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Prodi: una commissione europea d&#8217;inchiesta sulla strage di Ustica</strong></p>
<p>L&#8217;ex presidente del Consiglio: «Una commissione d&#8217;inchiesta di Strasburgo va nella giusta direzione»</p>
<p>Articolo su <strong><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/16-settembre-2011/prodi-commissione-europea-d-inchiesta-strage-ustica--1901557582687.shtml" target="_blank">Il Corriere della Sera</a></strong> del 16 settembre 2011</p>
<p>NAPOLI &#8211; Ok ad una commissione d&#8217;inchiesta europea su Ustica, purche&#8217; <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/09/16/visualizza_new.html_702957717.html" target="_blank">sia rapida</a>. Così a pensa l&#8217;ex presidente del Consiglio Romano Prodi. In riferimento alla <a href="http://www.dire.it/DIRE-EMILIA-ROMAGNA/bonfietti_inchiesta.php?c=40968&amp;m=14&amp;l=it" target="_blank">richiesta dei parenti delle vittime</a> della strage, Prodi ha detto che «la <a href="http://www.stragi80.it/?p=1188" target="_blank">proposta di una commissione</a> d&#8217;inchiesta del Parlamento europeo sulla vicenda di Ustica va certamente nella giusta direzione». A condizione però, ha proseguito «che la commissione <a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2011/16-settembre-2011/prodi-ustica-giusta-commissione-d-indagine-ue-1901556127561.shtml" target="_blank">possa giungere rapidamente</a> alle sue conclusioni».</p>
<p>IL VOLO MALEDETTO &#8211; Il Dc-9 <a href="http://www.strageustica.it/" target="_blank">I-Tigi Itavia, in volo da Bologna a Palermo</a> con il nominativo radio IH870, scomparve dagli schermi del radar del centro di controllo aereo di Roma alle 20.59 e 45 secondi del 27 giugno 1980. L&#8217;aereo era precipitato nel mar Tirreno, in acque internazionali, tra le isole di Ponza e Ustica. All&#8217;alba del 28 giugno vennero trovati i primi corpi delle <a href="http://www.stragediustica.info/" target="_blank">81 vittime</a> (77 passeggeri, tra cui 11 bambini, e quattro membri dell&#8217;equipaggio). Il volo IH870 era partito dall&#8217; aeroporto «Guglielmo Marconi» di Borgo Panigale in ritardo, alle 20.08 anziché alle previste 18.30 di quel venerdi&#8217; sera, ed era atteso allo scalo siciliano di Punta Raisi alle 21.13. Alle 20.56 il comandante Domenico Gatti aveva comunicato il suo prossimo arrivo parlando con &#8221;Roma Controllo&#8221;. Il volo procedeva regolarmente a una quota di circa 7.500 metri senza irregolarità segnalate dal pilota. L&#8217;aereo, oltre che di Ciampino, era nel raggio d&#8217;azione di due radar della difesa aerea: Licola (vicino Napoli) e Marsala. Alle 21.21 il centro di Marsala avverti&#8217; del mancato arrivo a Palermo dell&#8217;aereo il centro operazioni della Difesa aerea di Martinafranca. Un minuto dopo il Rescue Coordination Centre di Martinafranca diede avvio alle operazioni di soccorso, allertando i vari centri dell&#8217;aeronautica, della marina militare e delle forze Usa. Alle 21.55 decollarono i primi elicotteri per le ricerche. Furono anche dirottati, nella probabile zona di caduta, navi passeggeri e pescherecci. Alle 7.05 del 28 giugno vennero avvistati i resti del DC 9. Le operazioni di ricerca proseguirono fino al 30 giugno, vennero recuperati i corpi di 39 degli 81 passeggeri, il cono di coda dell&#8217;aereo, vari relitti e alcuni bagagli delle vittime. Il volo era stato colpito da un missile, poi <a href="http://www.stragi80.it/" target="_blank">il «muro di gomma» di generali e ministeri</a> durato trenta anni.</p>
<p>LA CONDANNA &#8211; Giorni fa i ministeri della <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/13/Depistaggi_Ustica_Ministeri_condannati_risarcire_co_9_110913035.shtml" target="_blank">Difesa e dei Trasporti erano stati condannati</a> dal Tribunale Civile di Palermo (giudice Paola Protopisani) al risarcimento-record di oltre cento milioni di euro per 81 parenti delle vittime della strage di Ustica difesi dagli avvocati Alfredo Galasso, Daniele Osnato, Massimiliano Pace, Giuseppe Incandela, Fabrizio e Vanessa Fallica, Gianfranco Paris. Il Tribunale, ricostruendo i fatti accaduti la sera del 27 giugno 1980, aveva ritenuti responsabili i ministeri per non avere garantito la sicurezza del volo civile della compagnia aerea Itavia, ma anche per l&#8217;<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/16/commissione-al-parlamento-europeo-su-ustica-indaghera-sui-depistaggi-il-si-di-prodi/157905/" target="_blank">occultamento della verità con depistaggi e distruzione di atti</a>.</p>
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		<title>&#8220;il Porcellum va abolito&#8221;: Prodi firma per il Referendum</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 11:02:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[Prodi firma per il referendum &#8220;La legge elettorale va abolita&#8221;
L&#8217;ex presidente del Consiglio a Bologna dà il suo sostegno al quesito contro il Porcellum per il ritorno al maggioritario
Articolo su La Stampa del 30 agosto 2011
Il conto alla rovescia, annuncia Arturo Parisi, è scattato. A far partire le lancette del referendum è stato stamattina Romano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3653" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/prodi01G.jpg"><img class="size-medium wp-image-3653" title="Romano Prodi il 30 Agosto 2011 a Bologna mentre firma il modulo per il referendum" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/09/prodi01G-300x227.jpg" alt="Romano Prodi il 30 Agosto 2011 a Bologna mentre firma il modulo per il referendum" width="300" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">Romano Prodi il 30 Agosto 2011 a Bologna mentre firma il modulo per il referendum</p></div>
<p>Prodi firma per il referendum &#8220;La legge elettorale va abolita&#8221;</p>
<p><strong>L&#8217;ex presidente del Consiglio a Bologna dà il suo sostegno al quesito contro il Porcellum per il ritorno al maggioritario</strong></p>
<p>Articolo su <a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/417499/" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> del 30 agosto 2011</p>
<p>Il conto alla rovescia, annuncia Arturo Parisi, è scattato. A far partire le lancette del referendum è stato stamattina Romano Prodi che a Bologna <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/30/news/legge_elettorale_iniqua_prodi_firma_per_il_referendum-21033104/" target="_blank">ha firmato i due quesiti</a> «per dovere civico» e non per segnare un suo ritorno alla politica. Un sostegno, quello dell’ex premier, che scioglie i dubbi di molti nel Pd e anche Walter Veltroni, come annunciato ieri, firma nel pomeriggio a Roma convinto che l’appuntamento sia «un potente strumento» per fare una nuova legge elettorale e che molti nel Pd condividano questa necessità.</p>
<p>Con l’appoggio di big di peso come Prodi e Veltroni, rischia di finire nell’ombra la proposta di legge depositata dal Pd al Senato, un mix di maggioritario e proporzionale, sul quale Pier Luigi Bersani era riuscito a trovare un’intesa nel partito e a far rientrare l’appoggio al referendum dei veltroniani. Il segretario Pd chiederà l’immediata calendarizzazione a settembre mentre i referendari andranno a caccia delle 500mila firme necessarie entro il 30 settembre per far indire l’appuntamento. Parisi è ottimista: «Ormai è scattato il conto alla rovescia: l’extrema ratio è alle nostre spalle», afferma l’ex ministro replicando al segretario e invitandolo a ripensare il suo ’niet’ al sostegno al referendum. E in effetti la firma di Prodi ha quasi <a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20110830_00192.shtml" target="_blank">un effetto-valanga</a> e il suo esempio è seguito dal presidente della Toscana <a href="http://firmovotoscelgo.wordpress.com/2011/08/30/ansa-referendum-rossi-firma-contro-porcellum-faccio-come-prodi/" target="_blank">Enrico Rossi</a>, dal sindaco di Bologna <a href="http://www.linformazione.com/2011/08/il-sindaco-merola-firma-per-il-referendum/" target="_blank">Virginio Merola</a>, dai liberal <a href="http://www.cataniaoggi.com/cronache/breve/14383_enzo-bianco-pd-promuoveremo-raccolta-firme-per-referendum-deliberativo-e-vincolante.html" target="_blank">Enzo Bianco</a> e da Alberto Losacco, parlamentare vicino a Dario Franceschini che per ora non firma per evitare spaccature nel Pd. Il problema non è tanto la riforma proposta del Pd, ma lo scetticismo sulle reali possibilità di approvarla in Parlamento. Prodi sarebbe «l’uomo più felice del mondo se la riforma la facessero i partiti» ma siccome i margini sono stretti prevale «il dovere civico» di firmare «per dare stabilità e forza alla nostra democrazia».</p>
<p>Anche Veltroni considera il referendum «un potente strumento di pressione» per fare una legge in Parlamento. E servirebbe anche da traino per dimezzare il numero dei parlamentari: «Si può fare in 90 giorni e così alle prossime elezioni si può andare con un parlamento dimezzato e per il quale serve una nuova legge elettorale». Ma per l’ex leader Pd non sarebbe un male neanche il ritorno al Mattarellum «che abbiamo già sperimentato positivamente e fondato sul sistema uninominale». Un sistema che, però, non piace a molti altri nel Pd perchè richiama i fantasmi dell’Unione che Giorgio Merlo ricorda come «la peggiore stagione del centro sinistra». E anche fuori dal Pd non mancano i critici: il presidente dell’Udc Rocco <a href="http://lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=451856&amp;IDCategoria=2685" target="_blank">Buttiglione vede come fumo negli occhi</a> il Mattarellum e si augura che la firma del Professore «non fosse solo un modo per impedire ogni alleanza tra il centrosinistra ed il Terzo Polo poichè è chiaro che se il Pd sposa il Mattarellum rinuncia ad ogni ipotesi di alleanza con noi».</p>
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		<title>Africa: solo la democrazia può garantire la prosperità</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 22:02:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AFRICA: PRODI, SOLO DEMOCRAZIA PUO&#8217; GARANTIRE PROSPERITA&#8217;
CONFERENZA INTERNAZIONALE A WASHINGTON, NUOVE SFIDE CONTINENTE 
Articolo di Cristiano del Riccio per ANSA
(ANSA) &#8211; WASHINGTON, 16 GIU &#8211; &#8216;Solo il raggiungimento di istituzioni  democratiche puo&#8217; garantire prosperita&#8217; a lungo termine ai paesi  dell&#8217;Africa&#8217;. Lo ha detto a Washington Romano Prodi, presidente della  Fondazione per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/libia_proteste_rivolta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3197" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/libia_proteste_rivolta-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>AFRICA: PRODI, SOLO DEMOCRAZIA PUO&#8217; GARANTIRE PROSPERITA&#8217;<br />
CONFERENZA INTERNAZIONALE A WASHINGTON, NUOVE SFIDE CONTINENTE </strong></p>
<p>Articolo di Cristiano del Riccio per <strong>ANSA</strong></p>
<p>(ANSA) &#8211; WASHINGTON, 16 GIU &#8211; &#8216;Solo il raggiungimento di istituzioni  democratiche puo&#8217; garantire prosperita&#8217; a lungo termine ai paesi  dell&#8217;Africa&#8217;. Lo ha detto a Washington Romano Prodi, presidente della  <a href="http://www.fondazionepopoli.org" target="_blank">Fondazione</a> per la Collaborazione tra i Popoli, che ha organizzato  mercoledi&#8217; e giovedi&#8217; a Washington una conferenza internazionale  sull&#8217;Africa intitolata &#8216;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">Africa, 53 Countries One Union &#8211; The New  Challenges</a>&#8216;.</p>
<p>La conferenza, che e&#8217; organizzata anche dal <a href="http://www.wilsoncenter.org/index.cfm?fuseaction=events.event_summary&amp;event_id=701440" target="_blank">Woodrow Wilson International  Center for Scholars</a> e dalla <a href="http://www.sais-jhu.edu/" target="_blank">SAIS John Hopkins University</a>, segue di un  anno un analogo evento tenuto nel maggio 2010 <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">a Bologna</a>.</p>
<p>Lo scopo della conferenza e&#8217; quello di esaminare come meglio aiutare e  sostenere il processo verso una possibile unita&#8217; del continente  africano, anche alla luce dei nuovi fermenti della &#8216;<a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/africa-unita-per-il-futuro_3162.html" target="_blank">primavera araba</a>&#8216;.</p>
<p>&#8216;E&#8217; questo un tempo di crisi e di instabilita&#8217; per l&#8217;Africa soprattutto  nel nord come conseguenza della &#8216;primavera araba&#8217; &#8211; ha detto Prodi &#8211; Ma  in Egitto dopo la primavera potrebbe giungere l&#8217;inverno&#8217;.</p>
<p>Prodi ha detto che &#8217;solo una politica di integrazione economica puo&#8217; risolvere alcuni dei problemi piu&#8217; importanti dell&#8217;Africa&#8217;.</p>
<p>&#8216;L&#8217;Unione Africana puo&#8217; avere un ruolo importante nel contribuire alla  stabilita&#8217; dell&#8217;Africa &#8211; ha aggiunto Prodi &#8211; ma questa organizzazione  deve mostrare una maggiore trasparenza nel modo in cui gestisce i  fondi&#8217;.</p>
<p>L&#8217;attenzione della conferenza e&#8217; concentrata su tre punti che potrebbero  promuovere il cammino verso la unita&#8217;.</p>
<p>In particolare:</p>
<ol>
<li>Pace,  sicurezza e democrazia.</li>
<li>Commercio come potente fattore di  integrazione economica tra gli stati.</li>
<li>Infrastrutture a carattere  regionale e continentale.</li>
</ol>
<p>L&#8217;assunto da cui trae origine la conferenza e&#8217; che la frammentazione  politica ed economica dell&#8217;Africa deve essere superata se si vogliono  ottenere obiettivi quali maggiori tassi di sviluppo, prosperita&#8217;  economica e una pace durevole.</p>
<p>Tra i partecipanti alla conferenza figurano, oltre a Romano Prodi, il  sottosegretario generale dell&#8217;Onu Susanna Malcorra e il presidente del  Malawi Ngwazi Bingu wa Mutharika. Jane Harman, presidente del Woodrow  Wilson Center, ha sottolineato a sua volta che negli ultimi sei mesi  l&#8217;Africa e&#8217; balzata al centro della scena mondiale grazie alla  &#8216;primavera araba&#8217;. &#8216;Ma le conseguenze di questo fenomeno sono ancora  imprevedibili&#8217;, ha osservato la Harman.</p>
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