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	<title>Romano Prodi &#187; Banche</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>Sacrifici molto pesanti, ma per salvare il Paese. Gli altri leader europei facciano la loro parte</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/sacrifici-molto-pesanti-ma-per-salvare-il-paese-gli-altri-leader-europei-facciano-la-loro-parte_4474.html</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 05:10:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso il Consiglio europeo
L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 29 gennaio 2012
Frastornati e confusi fra i rapporti del Fondo Monetario Internazionale, le decisioni della Banca Centrale Europea, i summit franco-tedeschi, gli happening delle agenzie di rating e i decreti del governo, i poveri italiani stanno perdendo la bussola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4476" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/980e6273410971e0c574002bb28a4261_XL-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a>Verso il Consiglio europeo<br />
<strong>L&#8217;egoismo tedesco allunga la crisi</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=29-01-2012&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 29 gennaio 2012</p>
<p>Frastornati e confusi fra i rapporti del <a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2012/update/01/pdf/0112.pdf" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a>, le decisioni della <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-28/fiducia-torna-riforme-081036.shtml" target="_blank">Banca Centrale Europea</a>, i summit <a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/01/08/visualizza_new.html_41464693.html" target="_blank">franco-tedeschi</a>, gli <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1033898/standard--poors-declassa-mezza-europa%3Cbr%3Ebene-monti-ma-le-riforme-sono-a-rischio.shtml" target="_blank">happening</a> delle agenzie di <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1312451/fitch-declassa-il-rating-italia-tagli-piu-severi-evitati-grazie-a-monti.aspx" target="_blank">rating</a> e i <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/articolo1035358.shtml" target="_blank">decreti</a> del <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">governo</a>, i poveri italiani stanno <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/30/news/italiani_lotta_governo-28993174/?rss" target="_blank">perdendo la bussola</a> e non riescono a capire che cosa sta capitando e, soprattutto, che cosa ci capiterà in futuro.</p>
<p>Riguardo allo stato dei fatti,  è chiaro che la crisi non accenna a finire ma anzi <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99italia-si-dovra-preparare-a-un-anno-col-segno-meno-nessuna-crescita-senza-un-nuovo-patto-europeo_4290.html" target="_blank">durerà ancora a lungo</a>, assai più del previsto. L&#8217;<a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/fields/2003.html" target="_blank">economia mondiale</a> continua a crescere ma appena intorno  al tre per cento (due punti in meno di due anni fa) e solo per la forza dei paesi in via di sviluppo che, seppure correndo con andatura più ridotta, mantengono una distanza abissale nei confronti della modesta crescita americana e della recessione europea.</p>
<p>Anche se non siamo quindi in grado di sapere quando usciremo dalla crisi, sappiamo tuttavia con certezza che vi usciremo in un mondo in cui i rapporti di forza saranno molto diversi rispetto al passato.</p>
<p>Limitandoci al quadro europeo, le più recenti ma non certo le più pessimistiche analisi (<a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia 27 gennaio</a>) prevedono addirittura un calo dello 0,4% del PIL della zona Euro, con generali arretramenti di tutte le economie rispetto al passato e, perfino, con  una sostanziale stagnazione dell&#8217;economia tedesca.</p>
<p>Non possiamo certo meravigliarci. In conseguenza della frammentazione della politica europea tutti i paesi sono stati costretti ad aggiustare i bilanci nazionali, tagliando la spesa pubblica ed aumentando il peso fiscale. Per non essere vittime della speculazione internazionale siamo stati obbligati ad adottare una politica depressiva. Non dobbiamo perciò sorprenderci se la crisi si è aggravata in tutta Europa e ancora meno può destare sorpresa che, dato il nostro debito elevato e i nostri problemi strutturali, la situazione italiana sia assai peggiore della media europea. Avremo infatti in Italia una probabile <a href="http://www.oipamagazine.eu/categoria4696/Economia-e-Finanza/Economia-e-Lavoro/pil-rapporto-prometeia-previsto-un-calo-dell%5E17-quest%5Eanno.-ripresa-nel-2013.html" target="_blank">caduta del reddito</a> intorno all&#8217;1,7%  mentre, solo pochi mesi fa, speravamo di assestarci attorno allo zero.</p>
<p>Alla base di questo grave slittamento italiano sta il <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE80Q03M20120127" target="_blank">crollo dei consumi</a> che, nel corso di due anni, sono destinati a calare di quasi il 5%.  Un crollo così ampio da coinvolgere pesantemente non solo i beni durevoli ma  anche i <a href="http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/15:23/4104300" target="_blank">prodotti alimentari</a>. Nello stesso rapporto <a href="http://www.prometeia.it/it/media/comunicati-stampa/prometeia-presenta-a-bologna-il-br---strong-rapporto-di-previsione-strong----gennaio-2012.aspx?idC=63337&amp;idO=16721&amp;LN=it-IT" target="_blank">Prometeia</a> vi è scritto che, alla fine del 2014, i consumi alimentari saranno, in termini reali, inferiori del 9,6% rispetto a quelli del 2007.  Questo impressionante regresso è avvenuto in conseguenza di una caduta dei redditi delle famiglie così forte che i consumi stanno crollando anche in presenza di una sostanziosa diminuzione del tasso di risparmio. Una diminuzione  che ci ha già portato in pochi anni dal primo all&#8217;ultimo posto nella classifica del risparmio tra i grandi paesi europei.</p>
<p>Approfondendo tutti questi dati troviamo inoltre l&#8217;evidenza (dolorosa anche se non sorprendente) che la riduzione del reddito disponibile si è concentrata maggiormente sulle <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=44642&amp;sez=HOME_ECONOMIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">fasce  più basse</a>.</p>
<p>Il paese sta quindi diventando <a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201252124-ipp-rt10315-famiglie_piu_povere_i_redditi_tornano_agli_anni_90" target="_blank">più povero e più ingiusto</a>. D&#8217;altra parte non potrebbe essere altrimenti dato che, negli ultimi anni, soprattutto in conseguenza delle profonde ristrutturazioni dell&#8217;apparato industriale, abbiamo perso quasi <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2011/12/15/81152/italia-in-recessione-persi-1-milione-di-posti-di-lavoro" target="_blank">ottocentomila posti di lavoro</a>. Altri purtroppo ne dovremo perdere nel prossimo futuro, anche se una grande parte delle ristrutturazioni è già stata compiuta. Solo una minima percentuale della perdita di occupazione può essere infatti compensata dall&#8217;aumento della domanda di cura alle persone, soprattutto dovuto all&#8217;invecchiamento della popolazione.</p>
<p>L&#8217;unico elemento positivo è dato dalle prospettive delle esportazioni, sperando naturalmente che la debolezza delle economie europee non si accompagni al rafforzamento dell&#8217;euro che, nonostante i recenti assestamenti, mi sembra essere ancora sopravvalutato.</p>
<p>Ho riportato tutti questi dati non certo per confondere ulteriormente il lettore e nemmeno per demoralizzarlo. Essi mettono semplicemente in rilievo che il necessario e non procrastinabile <a href="http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=65689" target="_blank">aggiustamento della nostra economia</a> deciso dal governo Monti ha obbligato il nostro paese a sacrifici molto pesanti e che questi sacrifici saranno prolungati anche in futuro.</p>
<p>Abbiamo fatto cioè <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">tutti i compiti</a> che i vari maestri ci avevano assegnato. A questo punto abbiamo il diritto di sapere  se e quando se ne manifesteranno gli effetti positivi. Ci attendiamo perciò che i prossimi <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=161126" target="_blank">vertici europei</a> non si concludano con misure insufficienti e talmente vaghe nella loro fase di attuazione, da non arrestare il gioco della speculazione, rinviando alle calende greche ogni prospettiva di ripresa europea.</p>
<p>Il fatto che anche la Germania veda <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL5E8CU1DG20120130" target="_blank">peggiorare</a> le proprie prospettive e che il presidente Obama sia <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-28/vertici-missione-casa-bianca-083204.shtml?uuid=AaCWBJPE" target="_blank">visibilmente preoccupato</a> per i possibili effetti negativi di una recessione europea sulle elezioni americane dovrebbe spingere verso una politica che, attraverso una maggiore solidarietà, avvicini finalmente la fine della crisi e prepari la ripresa.</p>
<p>Dati i precedenti non sono troppo ottimista che questo avvenga in fretta. Per ora mi basta che i leader europei siano convinti che, fra i compiti da fare, non vi sia quello di fare testamento.</p>
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		<title>Aprire il mercato del rating ad autorità sovranazionali. Mai avuto contratti con analisti cinesi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 08:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mai avuto contratti con gli analisti cinesi
Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012
Con riferimento ad alcuni articoli pubblicati in questi giorni, ribadisco che non da oggi ma da molto tempo ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4425" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/SPred-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Mai avuto contratti con gli analisti cinesi</strong></p>
<p>Comunicato di Romano Prodi del 17 gennaio 2012</p>
<p><em>Con riferimento ad <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/settembre/07/Cina_sfida_giganti_del_rating_co_8_110907056.shtml" target="_blank">alcuni</a> articoli <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/887958/Prodi-complotta-con-i-cinesi--Ecco-come-declassa-l-Italia.html" target="_blank">pubblicati</a> in questi <a href="http://www.iltempo.it/politica/2012/01/16/1316670-spot_prodi_rating_cinese.shtml" target="_blank">giorni</a>, ribadisco che <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/e-ora-di-limitare-una-volta-per-tutte-il-potere-delle-agenzie-di-rating_4410.html" target="_blank">non da oggi</a> ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/toccato-il-fondo-il-paese-va-in-rovina_3588.html" target="_blank">da molto tempo</a> ho sottolineato la necessità di aprire il mercato del &#8220;rating&#8221; oltre le tre agenzie che, proprio per il loro costante coordinamento, avevo già da tempo soprannominato &#8220;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-16/prodi-agenzie-americane-sono-164618.shtml?uuid=AaFKrkwD" target="_blank">qui, quo, qua</a>&#8220;.</em></p>
<p><em>Sarei perciò ovviamente felice che entrino in fretta altre imprese in questo settore così delicato, e tra queste vi può essere evidentemente posto per <a href="http://www.dagongcredit.com/dagongweb/english/index.php" target="_blank">Dagong</a>, con cui non ho avuto e non ho alcun rapporto economico ma che ho conosciuto nel corso della mia permanenza in Cina e <a href="http://www.agichina24.it/repository/categorie/in-primo-piano/finanza/notizie/dentro-dagong-lrsquoagenzia-cinese-di-rating" target="_blank">il cui arrivo in Europa</a> dovrebbe essere salutato con favore.</em></p>
<p><em>Trovo infatti normale che i cinesi, che sono diventati grandi investitori e prestatori, vogliano avere la possibilità di dire la loro sul rating ed è interesse di tutti che questo avvenga in un contesto di regole condivise.</em></p>
<p><em>Voglio infine aggiungere che, data la delicatezza del &#8220;rating&#8221; nei confronti degli Stati e dei debiti sovrani, questa attività dovrebbe vedere come protagonisti anche autorità sopranazionali come il <a href="http://www.imf.org/external/index.htm" target="_blank">Fondo Monetario Internazionale</a> e istituzioni dell`<a href="http://www.ecb.int/home/html/index.en.html" target="_blank">Unione Europea</a>.</em></p>
<p><em>Romano Prodi<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Limitare, una volta per tutte, il potere delle agenzie di rating</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/e-ora-di-limitare-una-volta-per-tutte-il-potere-delle-agenzie-di-rating_4410.html</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 06:24:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le agenzie di rating
Quei giudizi inaccettabili sull&#8217;Italia
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 15 gennaio 2012
Anche per me, come ha ben scritto Oscar Giannino su queste stesse colonne, la prima reazione al declassamento dei titoli europei è stata di profonda irritazione. La seconda, più meditata, è stata di un&#8217;irritazione ancora maggiore.
Credo infatti che sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4415" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ParisSP.jpg"><img class="size-medium wp-image-4415" title="Proteste sotto la sede parigina di S.&amp;P." src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/ParisSP-300x199.jpg" alt="Proteste sotto la sede parigina di S.&amp;P." width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Proteste sotto la sede parigina di S.&amp;P.</p></div>
<p>Le agenzie di rating<br />
<strong>Quei giudizi inaccettabili sull&#8217;Italia</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=15-01-2012&amp;pdfIndex=51" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 15 gennaio 2012</p>
<p>Anche per me, come ha ben scritto Oscar Giannino su queste stesse colonne, la prima reazione al declassamento dei titoli europei è stata di <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=14-01-2012&amp;pdfIndex=62" target="_blank">profonda irritazione</a>. La seconda, più meditata, è stata di un&#8217;irritazione ancora maggiore.</p>
<p>Credo infatti che sia ora di limitare, una volta per tutte, il potere delle agenzie di rating che ormai sopravanza quello degli stati e delle istituzioni internazionali. E&#8217; vero, come dicono molti esperti e come ha ripetuto ieri il ministro tedesco dell&#8217;Economia, che il loro ruolo non va sopravvalutato ma questo è solo un pio desiderio.</p>
<p>Quando il giudizio di queste agenzie manda alle stelle il tasso di interesse dei buoni del Tesoro, taglia le gambe alla capacità di credito delle banche e fa strage delle quotazione delle borse, diventa difficile farci credere che il loro potere sia sopravvalutato.</p>
<p>Il loro giudizio <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-21/draghi-meno-dipendenza-rating-063658.shtml?uuid=AYlZKLcC" target="_blank">mette infatti a rischio</a> il lavoro dei governi e i sacrifici di decine o centinaia di milioni di persone.<br />
Negli ultimi mesi le agenzie di rating hanno spesso avuto un ruolo più importante di quello giocato da parlamenti e governi e, ancora più spesso, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-16/prodi-agenzie-americane-sono-164618.shtml?uuid=AaFKrkwD" target="_blank">hanno vanificato i risultati</a> delle decisioni prese dagli stessi parlamenti e governi.</p>
<p>Non voglio arrivare al punto di affermare che le scelte dei tempi e dei modi degli interventi siano finalizzati a esaltare la loro imparzialità di giudizio e fare con questo dimenticare il dieci e lode che esse hanno attribuito a <a href="http://spazioinwind.libero.it/cobas/nelmondo/Enron%202.htm" target="_blank">Enron</a>, <a href="http://www.movimentoconsumatori.it/contents.asp?id=285" target="_blank">Lehman Brothers</a> o <a href="http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/07/05/news/parmalat_standard_poor_s_condannata_a_restituire_parcelle-18719885/" target="_blank">Parmalat</a> alla vigilia del loro fallimento.</p>
<p>Tuttavia <a href="http://www.ultimaora.net/notizie-economia-e-finanza/le-agenzie-di-rating-vanno-daccordo-tra-loro.html" target="_blank">non possiamo permettere</a> che il nostro futuro ed il futuro delle nostre istituzioni democratiche sia progressivamente delegato a strutture che non solo sono fallibili per definizione ma che, pur correttamente, perseguono interessi che sono quelli dei loro azionisti, dei loro dirigenti e dei gruppi finanziari ad esse pur legittimamente collegati. Interessi che, anche se mediati da severe regole e procedure, difficilmente possono essere considerati interessi generali.</p>
<p>Come ha detto Mario Draghi, bisogna quindi <a href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=698&amp;dt=2011-12-19&amp;src=TLB" target="_blank">ridurre il peso di queste agenzie</a> e definire un robusto quadro normativo che ne <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/draghi_euro_irreversibile_eccessivo_peso_rating/20-12-2011/articolo-id=563309-page=0-comments=1" target="_blank">disciplini l&#8217;operato</a>.</p>
<p>Il primo strumento è naturalmente quello di <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/leuro-e-uno-scudo-non-si-torna-indietro_1499.html" target="_blank">rompere il potere esclusivo</a> delle tre imprese che dominano il mercato aggiungendo ad esse nuovi protagonisti, siano essi europei, cinesi o di qualsiasi altra provenienza.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/action-sends-new-signal-of-trouble-in-euro-zone.jpg"><img class="size-medium wp-image-4417 alignleft" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2012/01/action-sends-new-signal-of-trouble-in-euro-zone-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Questo passo non è tuttavia sufficiente perché, se la capacità di giudizio sull&#8217;andamento delle aziende può essere delegata al potere esclusivo di imprese commerciali, questo non può avvenire quando si tratta di giudicare e quindi determinare il futuro di interi paesi o dell&#8217;intero pianeta. E&#8217;perciò necessario disporre di un&#8217;autorità soprannazionale che sia almeno in grado di affiancare il proprio giudizio a quello delle società di rating. Bisogna cioè che, a livello mondiale, il Fondo Monetario Internazionale assuma competenze e potere non solo per valutare  le politiche economiche dei diversi paesi ma anche, di conseguenza, per esprimere un vero e proprio voto sull&#8217;affidabilità del loro debito. Questo giudizio è diventato un problema di sovranità e le istituzioni internazionali debbono fare in modo che questo potere sia almeno usato in maniera bilanciata.</p>
<p>E&#8217; infatti <a href="http://www.standardandpoors.com/ratings/articles/en/us/?articleType=HTML&amp;assetID=1245327294763" target="_blank">inammissibile sentire affermare</a> che il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-14/monti-europa-essere-sotto-081146.shtml?uuid=AaMyowdE" target="_blank">governo italiano</a> ha fatto cose egregie ma che la sua futura forza politica è opinabile e che quindi ( di conseguenza) è bene che gli investitori  stiano lontani dai titoli pubblici italiani. E desta stupore che, dopo avere espresso critiche all&#8217;operato di queste società, il presidente dell&#8217;Eurogruppo si auguri che il Fondo Salvastati riesca a mantenere la sua tripla A.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/perche-gli-speculatori-attaccano-leuropa-ma-non-gli-usa_3491.html" target="_blank">Le follie</a> a cui negli scorsi mesi abbiamo assistito hanno avuto tuttavia almeno due conseguenze potenzialmente positive, anche se non certamente volute.</p>
<p>La prima è che l&#8217;<a href="http://www.asca.it/news-Euro__ogni_risalita_sembra_buona_per_venderlo_(analisi_Fxcm)-1112618-ECO.html" target="_blank">Euro ha finalmente ceduto</a> un po&#8217; di valore di fronte al dollaro, favorendo con questo le nostre esportazioni al di fuori dell&#8217;Europa, esportazioni sulle quali dobbiamo soprattutto contare in attesa di qualche futuro risveglio della domanda interna italiana ed europea.</p>
<p>La seconda è che anche la <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=43774&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">Francia è ora costretta</a> ad ammettere che l&#8217;attacco ai paesi deboli dell&#8217;Euro è <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/904916/Sarkozy-scarica-la-Merkel-Parigi-sta-con-Monti.html" target="_blank">rivolto anche a Lei</a>. Non penso nemmeno lontanamente che mal comune sia mezzo gaudio ma spero che la Francia comprenda finalmente che il suo ruolo non è quello di costruire un debole e insufficiente contrappeso alla Germania, ma di rendersi protagonista di un nuovo e più forte legame fra i paesi europei e di fare capire alla Germania che la fine dell&#8217;Euro causerebbe anche <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">il declino della grande</a> prosperità tedesca</p>
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		<title>Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:56:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista all&#8217;euroconvinto ex presidente della commissione di Bruxelles
Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara
Intervista di Massimo Degli Esposti a Romano Prodi su Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione del 31 dicembre 2011
Nessuno più di Romano Prodi ha legato il suo nome all&#8217;euro.
Presidente che effetto le fa vederlo oggi sull&#8217;orlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4322" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro2-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Intervista all&#8217;euroconvinto ex presidente della commissione di Bruxelles</p>
<p><strong>Oggi mancano i leader visionari, ma l&#8217;Europa senza l&#8217;Euro sarebbe barbara</strong></p>
<p>Intervista di Massimo Degli Esposti a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=37" target="_blank"><strong>Il Resto del Carlino, il Giorno, la Nazione</strong></a> del 31 dicembre 2011</p>
<p>Nessuno più di Romano Prodi ha legato il suo nome all&#8217;euro.</p>
<p><em>Presidente che effetto le fa vederlo oggi sull&#8217;orlo del baratro?</em></p>
<p>&#8220;Penso proprio che non siamo sull&#8217;orlo del baratro perchè, <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/leuro-ci-ha-protetto-ora-facciamo-leuropa_4318.html" target="_blank">se cadiamo  noi</a> italiani, cade tutto il sistema e nessuno se lo può permettere. E&#8217;  vero che c&#8217;è molta paura, ma esiste anche la razionalità. Facciamo  un&#8217;analisi: la crisi è scoppiata negli Stati Uniti, e la crisi europea è  di diretta e totale derivazione dalle regole di mercato costruite  soprattutto negli Stati Uniti&#8221;.</p>
<p><em>Però ha evidenziato anche debolezze strutturali dell&#8217;Europa&#8230;</em></p>
<p>&#8220;In effetti manca uno strumento strutturale per gestire gli squilibri  economici proprio perchè non si è riusciti a completare i necessari  processi di decisione. Occorre affiancare alla politica monetaria una  vera e <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">propria politica economica</a>. Ma questo non può essere raggiunto  col voto all&#8217;unanimità. Quello che la crisi sta insegnandoci, infatti, è  che l&#8217;unanimità come metodo per prendere le decisioni a livello europeo  non funziona più. Si deve passare al principio del voto a maggioranza.  Questo naturalmente comporta anche il riconoscimento del diritto di  recesso. Nell&#8217;Unione europea è necessaria una porta d&#8217;entrata e <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">una  porta d&#8217;uscita</a>&#8220;.</p>
<p><em>Lei pensa che ci si arriverà?</em></p>
<p>&#8220;Penso di sì. Prima di lasciare che un Paese vada alla deriva ci si  pensa mille volte. Quello che stiamo facendo come europei è arrivare  ogni volta <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/se-proprio-francia-e-germania-non-avessero-detto-no-le-misure-proposte-dalla-mia-commissione-avrebbero-impedito-la-crisi-greca_3817.html" target="_blank">sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso</a> e poi tornare indietro. E pensare che  la California, sul piano della finanza pubblica, molto peggio della  Grecia; ma negli Stati Uniti c&#8217;è un enorme bilancio federale che  garantisce. Insomma i problemi finanziari dell&#8217;euro derivano dal fatto  che l&#8217;euro non ha alle spalle una politica completa e organica&#8221;.</p>
<p><em>Come mai non s&#8217;affrontò questo problema già allora?</em></p>
<p>&#8220;Ricordo che alla mia obiezione sull&#8217;incongruenza di un&#8217;Unione monetaria  che non comprendeva un coordinamento delle politiche economiche e  fiscali, Kohl rispondeva che per il momento non si poteva fare di più e  che il perfezionamento del progetto sarebbe avvenuto in seguito. Ed era  una risposta saggia e realistica. Nessunoi poteva immaginare,allora, che  il passare del tempo avrebbe reso molto più difficile qualsiasi cammino  in questa direzione&#8221;.</p>
<p><em>Perchè?</em></p>
<p>&#8220;Una volta raggiunti i grandi risultati dell&#8217;euro e dell&#8217;allargamento, è  arrivata l&#8217;Europa della paura. Direi soprattutto la paura di non  farcela, di non essere in grado di affrontare la globalizzazione. La  conseguenza è stata un progressiva chiusura verso l&#8217;esterno, i rigurgiti  di interessi locali e nazionali, irrazionalità, populismo. Questo  atteggiamento non è contro-bilanciato da una leadership capace di  visioni di largo respiro strategico&#8221;.</p>
<p><em>Mancano i nuovi Kohl, Delors, De Gasperi?</em></p>
<p>&#8220;Quelli di oggi sono leader nazionali. A volte forti, ma mai europei. I visionari non ci sono più&#8221;.<br />
<em><br />
Pensa ai diktat tedeschi?</em></p>
<p>&#8220;Adesso non c&#8217;è dubbio che la Germania sia il Paese più forte. Ma è  ancora più vero che la Germania è, a sua volta, troppo debole nei  confronti di un mondo in cui a <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">essere soli non si conta</a> nulla&#8221;.</p>
<p><em>Quindi, conferma la sua fede nel progetto europeo?</em></p>
<p>&#8220;I padri fondatori dell&#8217;euro capirono che l&#8217;Europa non ne poteva più  della guerra, che era esausta, sfiancata e interpretarono questo  sentimento, questo desiderio di resurrezione, di riscatto, di pace.  L&#8217;euro è stato frutto di una felice combinazione di interessi,  soprattutto fra la Germania che aveva fretta di finirla definitivamente  con l&#8217;anomalia tedesca e legarsi in modo indissolubile all&#8217;Europa e la  Francia che ebbe l&#8217;intelligenza di puntare sull&#8217;integrazione e non sulla  contrapposizione con la Germania. Fu treno preso al volo, con un  pizzico di irrazionalità ma tanta visione storica&#8221;.</p>
<p><em>E l&#8217;interesse italiano?</em></p>
<p>&#8220;Io avevo l&#8217;obiettivo nazionale di finirla con un&#8217;economia che si  adattava al non progresso perchè si poteva sempre salvare con la  svalutazione. Volevo mettere l&#8217;Italia di fronte alla necessità di  adottare una disciplina virtuosa&#8221;.</p>
<p><em>Obiettivo centrato?</em></p>
<p>&#8220;L&#8217;Italia entrò nell&#8217;euro con una buona capacità competitiva e con un  rapporto di cambio favorevole. Il fatto è che da allora non abbiamo più  incrementato la produttività, mentre gli altri hanno fatto salti in  avanti enormi&#8221;.</p>
<p><em>Cosa ci è mancato?</em></p>
<p>&#8220;Il cambiamento è una filosofia che non è ancora stata appresa dal Paese. Però guai pensare che non sia necessaria&#8221;.<br />
<em><br />
E&#8217; preoccupato per l&#8217;Italia?</em></p>
<p>&#8220;Continuiamo a ristagnare, a <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/paura-per-linflazione-ma-il-vero-nemico-e-la-recessione_4207.html" target="_blank">non sbloccare niente</a> dell&#8217;economia. Dopo la  grande illusione berlusconiana ormai c&#8217;è la <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/al-g20-processata-non-leconomia-italiana-ma-lincapacita-del-nostro-governo_4099.html" target="_blank">rassegnazione</a> a vivere in  un Paese perdente&#8221;.</p>
<p><em>Un&#8217;Europa senza euro?</em></p>
<p>&#8220;Credo che per i giovani di oggi immaginare una vita senza l&#8217;euro sia  impensabile. Per loro credo che l&#8217;euro sia una cosa naturale;  toglierglielo sarebbe un motivo di imbarbarimento&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:03:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dossier 2002-2012
L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 31 dicembre 2011
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, il primo acquisto in euro. In un chiosco di una Vienna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4319" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/euro-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>Dossier 2002-2012</p>
<p><strong>L&#8217;Euro ci ha protetto, ora facciamo l&#8217;Europa</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=31-12-2011&amp;pdfIndex=61" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 31 dicembre 2011<br />
Dieci anni fa, allo scadere della mezzanotte tra il 31 dicembre del 2001  e il primo gennaio del 2002, ho compiuto, insieme al cancelliere  austriaco, <a href="http://www.repubblica.it/online/economia/euroecco/feste/feste.html" target="_blank">il primo acquisto in euro</a>. In un chiosco di una Vienna in  festa abbiamo comprato un beneaugurante mazzo di fiori per le nostre  rispettive consorti.</p>
<p>L&#8217;atmosfera gioiosa non era fuori luogo perchè, con quel gesto  simbolico, si celebrava un <a href="http://m.sky.it/tg24/economia/2011/12/03/crisi_euro_blob_dichiarazioni_nascita_moneta_unica_2001_monti_prodi_berlusconi_bersani_bossi" target="_blank">avvenimento di importanza storica</a>: per la  prima volta un folto gruppo di Paesi abbandonava la propria moneta per  abbracciare una valuta comune. Con questa decisione essi rinunciavano a  uno dei due fondamenti della sovranità, cioè la moneta, in attesa di  condividere con i Paesi fratelli anche l&#8217;altro pilastro della Stato  moderno, e cioè l&#8217;esercito. Una decisione che voltava definitivamente le  spalle al passato europeo di guerre e di sangue e che, nello stesso  tempo, era in grado di inserire l&#8217;Europa tra i grandi protagonisti della  politica e dell&#8217;economia mondiale. Con la moneta unica l&#8217;Unione Europea  si candidava a entrare tra i costruttori della globalizzazione ormai in  corso e non più arrestabile.</p>
<p>Il traguardo dell&#8217;euro coronava un cammino lungo e difficile, durante il  quale le politiche dei diversi Paesi avevano dovuto adattarsi alle  regole comuni con l&#8217;adozione di cambiamenti radicali. A partire  dall&#8217;Italia, che aveva accumulato ingenti debiti e aveva vissuto gli  ultimi trent&#8217;anni in una devastante inflazione e una continua  svalutazione. Fu quindi un cammino molto difficile e si arrivò al  traguardo solo per la comunanza di obiettivi da parte dei leader dei  principali Paesi europei: Germania, Francia, Italia e Spagna decidevano  di mettere definitivamente in comune il proprio destino.</p>
<p>Non ci nascondevamo le difficoltà di un simile decisione ed eravamo  coscienti che a questa ne dovevano seguire altre, perchè non è possibile  avere <a href="http://www.romanoprodi.it/la-mia-visione-dei-fatti" target="_blank">una moneta comune</a> senza condividere le linee di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/non-basta-leuro-ci-vogliono-riforme-e-politiche-comuni-ed-efficaci_3761.html" target="_blank">una comune  politica economica</a>. Ricordo quante volte sollevai questo problema,  ammonendo che senza realizzare quest&#8217;obiettivo una crisi sarebbe stata <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/l%E2%80%99unione-politica-che-non-c%E2%80%99e-se-leuropa-rinuncia-a-salvare-la-grecia_1387.html" target="_blank"> prima o poi inevitabile</a>. Ricordo le sagge risposte del cancelliere Kohl,  che replicava dicendo che nemmeno Roma era stata edificata in un giorno  e che le decisioni necessarie per fare convergere le politiche  economiche sarebbero state prese in seguito, con il tempo e la  ponderazione necessari. Una risposta saggia, che non poteva però tenere  conto del progressivo cambiamento dello spirito pubblico e delle  leadership politiche europee.<br />
Agli anni della speranza sarebbero infatti seguiti gli anni della paura:  paura della globalizzazione, paura della disoccupazione, paura della  Cina. Paure che si potevano vincere solo con un&#8217;Europa unita e che  invece hanno finito con interrompere il suo cammino verso l&#8217;unità e  favorire il dilagare del populismo.</p>
<p>Eppure per otto anni l&#8217;euro ha funzionato come doveva, riducendo  l&#8217;inflazione, obbligando i Paesi a una maggiore disciplina di bilancio  e, attraverso la diminuzione dei tassi di interesse, rendendo possibile  il mantenimento dell&#8217;equilibrio finanziario anche nei Paesi pesantemente  indebitati, come l&#8217;Italia. Le divergenze nelle politiche economiche  hanno tuttavia reso quest&#8217;equilibrio sempre più precario, fino a che la  crisi greca non ha messo a nudo le differenze di efficienza e di  produttività che si erano accumulate dopo la costruzione dell&#8217;euro.</p>
<p>La <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/spegnere-lincendio-tenendo-saldi-i-conti-senza-questo-non-si-puo-neanche-pensare-alla-crescita_3357.html" target="_blank">crisi greca</a> che, per le sue modeste dimensioni, avrebbe potuto essere  <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">l&#8217;occasione per costruire</a> quella politica di coesione ritenuta  necessaria fin dal momento della fondazione dell&#8217;euro, ha segnato invece  <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">l&#8217;inizio di una turbolenza</a> che non ha ancora avuto termine. La zona  euro, che globalmente gode di una situazione della finanza pubblica di  gran lunga migliore di quella degli Stati Uniti, è ora vittima di una  crisi che, per ironia della sorte, è proprio partita dagli Stati Uniti.</p>
<p>La politica unitaria americana ha trasformato in forza la sua debolezza,  mentre le divisioni europee hanno trasformato la forza europea in  debolezza. Oggi il nostro dovere è quindi quello di perseguire una  politica unitaria anche se non omogenea, perchè ogni governo deve fare  la sua parte ma al seguito di una guida generale e concordata.  All&#8217;Italia spetta il duro compito di <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">porre un freno agli squilibri</a> fra  spese ed entrate che, negli ultimi anni, hanno eroso i vantaggi  accumulati dalla provvidenziale caduta dei tassi di interesse provocata  dall&#8217;introduzione dell&#8217;euro. E questo lo sta facendo il governo Monti.</p>
<p>Tuttavia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">i compiti a casa</a> non basteranno mai se non si ritorna alle  fondamenta dell&#8217;euro, per cui ogni Paese deve fare il suo dovere ma  sotto un&#8217;autorità europea in grado di stabilire quali siano questi  doveri e di farli rispettare sia quando la deviazione avviene in Italia  sia quando, come è capitato nella prima fase della vita dell&#8217;euro, erano  proprio la Germania e la Francia ad allontanarsi dalle regole comuni.</p>
<p>Il direttorio a uno (cioè della sola Germania) non si è dimostrato  capace di costruire l&#8217;unità indispensabile per difendere tutti noi  europei dalla speculazione internazionale. E&#8217; inutile girare attorno al  problema. O noi costruiamo gli strumenti comuni ormai noti, e cioè un  reale potere della <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-tandem-berlino-parigi-ha-fallito-portare-a-termine-il-progetto-delleuro_4308.html" target="_blank">Banca centrale europea e gli eurobond</a> per una comune  difesa della moneta, o la crisi continuerà a lungo, perchè contrastata  da azioni sempre deboli e ritardate.</p>
<p>Nonostante tutto ciò, penso che l&#8217;euro non solo si salverà ma celebrerà  molte altre decine di compleanni perchè esso costituisce la forza della  Germania e la sicurezza di tutti gli altri Paesi europei. La sua caduta  non conviene a nessuno: le conseguenze di una sua dissoluzione sarebbero  per tutti catastrofiche. Mentre <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania perderebbe ogni vantaggio</a> commerciale con una valuta in salita verso le stelle, l&#8217;Italia si  ritroverebbe di nuovo nel gorgo dell&#8217;inflazione e nell&#8217;oppressione di  insostenibili tassi di interesse.</p>
<p>L&#8217;uscita dalla crisi dell&#8217;euro sarà quindi lenta e faticosa, perchè deve  percorrere una strada piena di paure e pregiudizi, ma non vi è alcuna  alternativa. Forse non è questo il modo più gioioso di celebrare un  compleanno ma è almeno consolante pensare che i prossimi compleanni  sicuramente ci saranno e soprattutto saranno migliori.</p>
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		<title>Il tandem Berlino-Parigi ha fallito. Portare a termine il progetto dell&#8217;Euro</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:39:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi: via a Eurobond e SuperBCE. Il tandem Berlino-Parigi ha fallito
Intervista di Andrea Bonanni a Romano Prodi su La Repubblica del 28 dicembre 2011
Professor Prodi, dieci anni fa l`euro entrava per la prima volta nelle tasche dei cittadini. Oggi ci ritroviamo per una celebrazione o per un funerale?
«Diciamo che siamo di fronte alla necessità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/2F10494A470D1354.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4314" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/2F10494A470D1354.jpg" alt="" width="180" height="120" /></a>Prodi: via a Eurobond e SuperBCE. Il tandem Berlino-Parigi ha fallito</strong></p>
<p>Intervista di Andrea Bonanni a Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=28-12-2011&amp;pdfIndex=49" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 28 dicembre 2011</p>
<p><em>Professor Prodi, dieci anni fa l`euro entrava per la prima volta nelle tasche dei cittadini. Oggi ci ritroviamo per una celebrazione o per un funerale?</em></p>
<p>«Diciamo che siamo di fronte alla <a href="http://www.asca.it/news-Euro__Prodi__progetto_incompiuto__Berlino_Parigi_rovinato_Ue(Repubblica)-1108777-FOT.html" target="_blank">necessità di una rifondazione</a>. Dobbiamo prendere atto dell`incompiutezza di quel progetto e <a href="http://www.diariodelweb.it/Articolo/Politica/?d=20111228&amp;id=230299" target="_blank">portarlo a termine</a>. Del resto anche allora io andavo dicendo che non si poteva avere una politica monetaria unica senza una politica economica comune. Ma la reazione, di Kohl come di Chirac, fu netta: è meglio rinviare la fase due»</p>
<p><em>Più che rinviarla, se la sono dimenticata…</em></p>
<p>«Sì. Perché l`Europa è cambiata. E` cominciata l`era della Grande Paura. Paura della globalizzazione. Paura della Cina. Paura del futuro. E la Germania si è fatta paladina di queste paure. Così tutto il processo si è rallentato. E quando è arrivata la tempesta non solo mancavano gli strumenti per affrontarla, ma anche la voglia di uscire dai porticcioli protetti degli egoismi nazionali».</p>
<p><em>Non le sembra che quella della globalizzazione fosse un paura giustificata?</em></p>
<p>«Non ha senso fuggire di fronte all`inevitabile. La globalizzazione ci impone una sfida. Ma era folle pensare di poterla evitare».</p>
<p><em>Nel suo libro appena uscito, “Dieci anni con l`euro in tasca” in cui dialoga con Delors, si dimostra ottimista sul futuro della moneta unica. Perché?</em></p>
<p>«Per la Germania l`uscita dall`euro sarebbe una tragedia mai vista. Certo, c`è una dose di schizofrenia nella politica europea: l` analisi guarda al futuro, ma la prassi pensa solo al presente immediato. Si <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/il-prezzo-del-non-decidere-come-la-germania-ci-ha-spinto-nel-tunnel_4185.html" target="_blank">dà addosso alla Grecia pensando</a> alle elezioni in Nordrhein-Westfalen. Ma anche la schizofrenia ha un limite».</p>
<p><em>Eppure avrà sentito anche lei <a href="http://www.socialistalab.it/lettere.asp?id_elemento_lettere=3032" target="_blank">le voci</a> secondo cui la Germania starebbe <a href="http://affaritaliani.libero.it/economia/eurocrisi_ritorno_al_marco30112011.html?refresh_ce" target="_blank">stampando</a> in Svizzera i nuovi marchi…</em></p>
<p>«Sì, le ho sentite. Ma sono, appunto, voci. Se si tornasse all` euro tedesco e all` euro italiano, il rapporto salirebbe immediatamente verso l`uno a due. E <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-la-grande-germania-capisse-quanto-e-piccola_1935.html" target="_blank">la Germania smetterebbe</a> di esportare. Nell`ultimo anno la Germania ha registrato un surplus commerciale di 200 miliardi, di cui metà verso la zona euro. Sarebbe cancellato in un attimo».</p>
<p><em>Chi avrebbe immaginato, solo pochi mesi prima che avvenisse, la fine dell`Urss? Non potrebbe accadere lo stesso con l`euro?</em></p>
<p>«Non credo. Quello sovietico era un sistema che aveva accumulato errori tali da non reggere più. L` euro, invece, è stato un elemento di stabilità e di progresso. In questi dieci anni l`industria europea si è andata rafforzando molto più di quella americana. Abbiamo imparato a vivere con una moneta forte. I Paesi del Golfo e la Cina aspettano solo una politica di buonsenso da parte degli europei per riequilibrare le loro riserve valutarie a favore dell` euro».</p>
<p><em>E quale sarebbe questa politica di buonsenso?</em></p>
<p>«Una moneta comune va difesa con strumenti comuni. Occorre che <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/12/28/visualizza_new.html_18463188.html" target="_blank">la Bce sia autorizzata a fare il proprio lavoro</a>, come lo fa la Fed. E occorre che gli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">eurobond</a>, garantiti dall`oro delle banche centrali nazionali, consentano non solo di difendere il debito, ma anche di rilanciare gli investimenti, come hanno fatto Cina e Usa nel momento del bisogno».</p>
<p><em>I tanti errori della coppiaMerkelSarkozy erano evitabili?</em></p>
<p>«Se governano in base ai sondaggi di opinione, no»</p>
<p><em>Ma in democrazia si può fare altrimenti?</em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/index_archivio.html" target="_blank">Io l`ho fatto</a>: dalle carceri, alla politica di cittadinanza, all`immigrazione. E ne ho pagato il prezzo. Ma non ho rimpianti».</p>
<p><em>Oggi l`Europa è più tedesca che mai…</em></p>
<p>«E lo è per colpa della Francia. Parigi ha voluto contenere da sola la Germania senza averne il peso. Questo <a href="http://borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=938118&amp;lang=it" target="_blank">direttorio a due ha rovinato l`Europa</a>, perché in realtà <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">a comandare è solo la Germania</a>. E Berlino insegue solo il suo interesse immediato».</p>
<p><em>Ma se i grandi sbagliano impunemente, e i deboli, come è successo in Portogallo, Grecia e Italia, sono costretti a cambiare governi democraticamente eletti, che fine fa la democrazia?</em></p>
<p>«La democrazia va sempre in crisi se non si porta il processo democratico al livello in cui si prendono le decisioni vere, se il “potere del popolo” si esercita là dove non c`è più potere reale. E` quanto sta succedendo in Europa».</p>
<p><em>Allora non c`è via di uscita? </em></p>
<p>«Tanto per cominciare sono convinto che, come si sono dovuti cambiare i dirigenti dei Paesi perdenti, gli errori che si stanno accumulando sono talmente madornali che si finirà per cambiare anche quelli dei Paesi cosiddetti forti. La crisi economica dell`Europa, che è ormai inevitabile, si scaricherà su quelli che, a torto o a ragione, hanno avuto la pretesa di dirigerla. E a quel punto si potranno riaprire tutti i giochi».</p>
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		<title>L’Italia si dovrà preparare a un anno col segno meno. Nessuna crescita senza un nuovo patto europeo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 06:23:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4293" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/italiaindignados-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Prodi lancia l&#8217;allarme recessione Critiche a Merkel: &#8220;Troppo maestrina&#8221;</strong><br />
Il professore agli studenti: &#8220;Il prossimo anno per l&#8217;Italia avrà il segno meno. Ma il nostro paese i compiti a casa li ha fatti&#8221;. Poi un pensiero agli indignati: &#8220;Difficile dire dove possano arrivare, ma pongono un tema vero: la redistribuzione del reddito che è diventata troppo iniqua&#8221;</p>
<p>Articolo di Luca Bortolotti su <strong>La Repubblica</strong> del 21 dicembre 2011</p>
<p>“<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/la-germania-non-ha-alcun-titolo-per-fare-la-maestrina_4241.html" target="_blank">Cara Merkel, basta</a> con questo linguaggio da maestrina: l’Italia <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-ha-fatto-il-suo-dovere-ora-tocca-agli-altri_4274.html" target="_blank">i compiti a casa li ha fatti</a>, ora semmai ci manca il tempo per giocare, e questo resterà un problema per il futuro”. Romano Prodi oggi era a Bologna per augurare buon Natale agli allievi della scuola per manager <a href="http://www.almaweb.unibo.it/it/almags/home.plp" target="_blank">Alma Graduate</a>, in un inconsueto appuntamento alle 7,30 del mattino, e ha colto l’occasione per scattare un’istantanea della situazione economico-politica che ha segnato il 2011 e guardare verso il 2012.</p>
<p>“L’Italia si dovrà preparare a <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-21/italia-recessione-2012-titoli-111159.shtml?uuid=AaVhuGWE" target="_blank">un anno col segno meno</a>, probabilmente peggiore del -1,3% preventivato&#8221;, avverte il Professore. &#8220;I primi due trimestri del 2012 sono già pregiudicati. Difficile pensare al ritorno a una fase di crescita senza un nuovo patto europeo&#8221;. Un’Europa che Prodi vede “percorsa da divisioni che le impediscono di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/leuropa-e-paralizzata-e-in-ritardo-rispetto-alla-crisi_4165.html" target="_blank">avere il ruolo</a> che le sarebbe richiesto, quello di proporre riforme in un mondo in cambiamento”, tra una Germania “troppo forte per l’Europa e troppo debole per il mondo” e un’Italia “che ha difficoltà a trovare la sua posizione in un direttorio sempre più a due (Francia e Germania, appunto, ndr)”.</p>
<p>Le elezioni in Francia e, soprattutto, Usa, che segneranno il 2012, pur “simbolo di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-a-novara-%C2%ABin-europa-c%E2%80%99e-una-democrazia-che-ha-paura%C2%BB_4175.html" target="_blank">una politica ossessionata dal voto</a>, che pensa più alle tornate elettorali che a governare i paesi”, potrebbero aiutare l’Europa e la sua economia. “Obama è preoccupato che la crisi dell’eurosi rifletta sul voto americano, e perciò <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/senza-londra-leuropa-andra-piu-veloce-ma-occorre-fronte-comune-per-uscire-dalla-recessione_4250.html" target="_blank">l’America si sta adoperando</a> per aiutare la nostra moneta”.</p>
<p>Un pensiero anche al movimento degli <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_21/tam-tam-indignados_76c1ae32-8372-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml" target="_blank">Indignados</a>: “Non si capisce bene dove possa arrivare; a differenza dei movimenti degli anni ’60-’70 non hanno leader, filosofi di riferimento, anche i loro cantanti sono gli stessi delle vecchie contestazioni. Ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/pacifica-protesta-in-82-citta-non-e-ammissibile-che-proprio-a-roma-sia-sfociata-in-violenze_3984.html" target="_blank">non si ferma</a>, perché è legato al problema della <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/prodi-italia-ricca-di-soldi-povera-di-regole_2272.html" target="_blank">redistribuzione del reddito</a>, che è diventata sempre più iniqua dagli anni ’80 ad oggi”.</p>
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		<title>Ci manca il coraggio di Andreatta</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/ci-manca-il-coraggio-di-andreatta_4260.html</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 06:49:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Andreatta, etica e azione. Per me è stato tutto»
Il ricordo commosso dell&#8217;ex premier: &#8220;mai allineato con le idee dominanti. Determinante per la nascita dell&#8217;Ulivo, ma la sua lezione non è stata seguita&#8221;
Intervista di Simone Collini a Romano Prodi su L&#8217;Unità del 15 dicembre 2011
Rientro qui per la prima volta dopo la caduta del governo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/BeniaminoAndreatta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4268" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/BeniaminoAndreatta-241x300.jpg" alt="" width="241" height="300" /></a>«Andreatta, etica e azione. Per me è stato tutto»</strong></p>
<p>Il ricordo commosso dell&#8217;ex premier: &#8220;mai allineato con le idee dominanti. Determinante per la nascita dell&#8217;Ulivo, ma la sua lezione non è stata seguita&#8221;</p>
<p><a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1890NU" target="_blank">Intervista</a> di Simone Collini a Romano Prodi su <a href="http://www.unita.it/italia/prodi-ci-manca-il-coraggio-di-andreatta-1.362735" target="_blank"><strong>L&#8217;Unità</strong></a> del 15 dicembre 2011</p>
<p>Rientro qui per la prima volta dopo la caduta del governo e provo una certa emozione». «Qui» è il palazzo di Montecitorio e il governo a cui fa riferimento ovviamente non è quello Berlusconi ma il suo, quello terminato nel giugno di tre anni fa. Romano Prodi <a href="http://www.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-47f16cd3-e64c-47c9-8f8b-a8003cb3aa5b.html?refresh_ce" target="_blank">torna alla Camera</a> per ricordare Beniamino Andreatta, in occasione della <a href="http://webtv.camera.it/portal/portal/default/Archivio?IdEvento=4651&amp;IdIntervento=2665" target="_blank">presentazione di un libro</a> curato da Enrico Letta che raccoglie i discorsi parlamentari dell’economista e politico scomparso nel <a href="http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/morto-andreatta/morto-andreatta/morto-andreatta.html" target="_blank">2007</a> dopo essere rimasto oltre sette anni in coma. <a href="http://it.notizie.yahoo.com/andreatta-prodi-si-commuove-per-e-stato-tutto-180400978.html" target="_blank">«Per me è stato tutto»</a>, dice con un filo di voce l’ex presidente del Consiglio. «Ho cominciato a lavorare con lui nel ‘63 e ho finito quando è finito tutto». Cioè quando è arrivata la «tragedia», il grave <a href="http://www.repubblica.it/online/politica/andreatta/malore/malore.html" target="_blank">malore</a> nel <a href="http://www.repubblica.it/online/politica/andreatta/coma/coma.html" target="_blank">dicembre ‘99</a> durante una seduta parlamentare per il voto della Finanziaria che lo ha «reso per tanti anni silenzioso», fino al marzo di quattro anni fa.<br />
<em><br />
Che ricordo conserva del vostro rapporto personale?</em></p>
<p>«Quando ero suo assistente universitario e poi suo collega all’Università di Bologna avevamo colloqui interminabili, non c’era giorno e non c’era notte. Con noi ha sempre avuto il ruolo di leader intellettuale, ma questo era scontato. Quello che non era scontato è che avesse anche un ruolo di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-15/lezione-rigore-andreatta-063935.shtml?uuid=Aa1DlPUE" target="_blank">guida etica</a>, con i suoi valori etici e anche religiosi applicati ma non ostentati. Li traduceva in azione senza, come diceva lui, la sacrilega intenzione di coinvolgere Dio nelle sue scelte».<br />
<em><br />
Quanto questo atteggiamento ha contribuito alla costruzione dell’Ulivo?</em></p>
<p>«<a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/27/Andreatta_ritratto_cazzullo.shtml" target="_blank">Moltissimo</a>, anche se poi ne ha forse complicato la crescita e la vita complessiva».</p>
<p><em>Cosa intende dire?</em></p>
<p>«Che è stata data la preferenza ad altre scelte e altre interpretazioni dei rapporti tra fede e politica. Interpretazioni assai diverse rispetto al concetto di responsabilità delle scelte dei cattolici che Andreatta aveva disegnato»&#8230;</p>
<p><em><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/Andreatta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4263" title="Andreatta" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/Andreatta-237x300.jpg" alt="Andreatta" width="237" height="300" /></a>Ora è qui per presentare una raccolta dei discorsi parlamentari di  Andreatta: qual è il loro tratto distintivo?</em></p>
<p>«Emerge la libertà di un pensiero estremamente originale, la forza personale nel sostenere idee e posizioni che da un lato mostravano un grande rispetto per il Parlamento, ma dall’altro sfidavano molto spesso il comune sentire dei singoli parlamentari. Andreatta aveva un modo di  interloquire sempre originale e coraggioso e tuttavia sempre fedele alla  linea presa. Il suo rispetto per il Parlamento era straordinario. Prendeva  sul serio ogni grande decisione ma anche i piccoli problemi che le Camere  dovevano affrontare, con spirito sempre illuminista e con, allo stesso  tempo una <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/14/Andreatta_uno_spirito_libero_co_9_111214037.shtml" target="_blank">feroce razionalità e una fantasia senza freni</a>».</p>
<p><em>Da presidente della commissione Bilancio del Senato Andreatta inisteva  sulla necessità di intervenire sul debito pubblico, argomento piuttosto  attuale oggi&#8230;</em></p>
<p>«Era capace di leggere in anticipo gli eventi e <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/23/andreatta-propone-una-cura-drastica-per-ridurre.html" target="_blank">precederli con proposte motivate</a>, anche se era provocatorio rispetto al pensiero dominante. Ha martellato durante tutti gli anni 80 sulla necessità di un assalto al debito pubblico, sull’abbattimento del deficit come condizione per la crescita, sul fatto che la severità vada richiesta al governo centrale come ai governi locali. Ricordo anche sue frasi tuonanti contro le promesse fiscali irrealizzabili, sull’errore di pensare, com’era allora convinzione nel Paese, che con l’inflazione si ungano le ruote del sistema. Diceva che ogni mancato aggiustamento oggi obbliga a una dura recessione domani».</p>
<p><em>Che peso ebbe il suo insegnamento nel rapporto costruito con l’Europa e  nell’entrata nell’Euro?</em></p>
<p>«Enorme, se si pensa che è stato proprio il suo martellare per quindici anni su questi temi che ha preparato l’opinione pubblica fino all’adesione all’Euro. A cominciare dal fatto, come diceva, che non possiamo avvicinarci all’Europa usando la svalutazione competitiva, uno strumento che distrugge l’anima di un Paese. Insisteva sull’europeismo senza compromessi ma aveva anche un’attenzione analitica per <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/131452/andreatta_che_amo_lo_stato_piu_del_partito" target="_blank">gli interessi del Paese</a>».</p>
<p><em>Andreatta è stato ministro della Difesa del suo primo governo, durante il quale l’Italia ha portato avanti la missione Alba, in Albania: come si conciliava questo con i suoi valori religiosi?</em></p>
<p>«Quella denominata Alba è stata <a href="http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1997/12/16/Politica/ALBANIA-IL-GRAZIE-DI-ANDREATTA-AI-SOLDATI-DI-ALBA_152200.php" target="_blank">una grande missione di pace</a> che ha in pochi mesi ricostruito uno Stato che stava candendo nella guerra civile. Nessuno pensava che un compito così importante e difficile potesse essere portato a termine in quattro mesi».</p>
<p><em>Che rapporto aveva con l’obiezione di coscienza?</em></p>
<p>«Era favorevole, ma era feroce contro l’obiezione di coscienza utilizzata come scappatoia. Diceva: non sia una cialtroneria. Un termine che usava di frequente per fenomeni che segnavano una degradazione dall’interesse pubblico a quello privato».</p>
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		<title>Senza Londra l&#8217;Europa andrà più veloce, ma occorre fronte comune per uscire dalla recessione</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 06:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il vertice e il futuro
L&#8217;Europa senza Londra andrà più veloce
Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 11 dicembre 2011
Abbiamo già commentato, con un certo scetticismo,  quattro vertici successivi che dovevano essere decisivi e definitivi per il futuro dell&#8217;Unione Europea e non lo sono stati. Nel commentare il quinto credo che si possa finalmente dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/CameronQuitsEU.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4252" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/CameronQuitsEU-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Il vertice e il futuro</p>
<p><strong>L&#8217;Europa senza Londra andrà più veloce</strong></p>
<p>Articolo di Romano Prodi su <a href="http://www.difesa.it/Sala_Stampa/rassegna_stampa_online/Pagine/PdfNavigator.aspx?d=11-12-2011&amp;pdfIndex=57" target="_blank"><strong>Il Messaggero</strong></a> del 11 dicembre 2011</p>
<p>Abbiamo già <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/se-merkel-e-sarkozy-decidono-tutto-mentre-il-nostro-premier-pensa-ai-suoi-guai_2594.html" target="_blank">commentato</a>, con un certo <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/l%E2%80%99euro-va-salvato-lasse-franco-tedesco-e-un-disastro_3875.html" target="_blank">scetticismo</a>,  quattro vertici successivi che dovevano essere decisivi e definitivi per il futuro dell&#8217;Unione Europea e non lo sono stati. Nel commentare il quinto credo che si possa finalmente dire che <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_09/vertice-ue-spaccatura_efea34b0-2227-11e1-90ea-cfb435819ac4.shtml" target="_blank">è stato decisivo</a>, anche se certamente non definitivo.</p>
<p>Le <a href="http://www.iltempo.it/economia/2011/12/09/1308058-vertice_salva_euro_bruxelles.shtml" target="_blank">decisioni prese</a> sono infatti importanti perché l&#8217;<a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201112091401-ipp-rt10147-verso_europa_a_23_paesi_londra_resta_fuori" target="_blank">Unione fra i 17 paesi</a> dell&#8217;euro <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITL5E7N91H520111209" target="_blank">è ora più forte</a>, perché sono previste <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/10/Patto_per_salvare_euro_Unione_co_8_111210015.shtml" target="_blank">sanzioni automatiche</a> nei confronti dei paesi che non rispettano le regole di bilancio, perché viene rafforzato il <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1030458/crisi-a-bruxelles-il-vertice-salva-euro%3Cbr%3Emonti-gioca-il-ruolo-di-mediatore.shtml" target="_blank">fondo salva- Stati</a> ( che oggi si chiama Efsf e domani Esm) e perché, nel frattempo, si sono avuti efficaci interventi da parte della Banca Centrale Europea, che ha votato un ulteriore <a href="http://www.asca.it/copertina-LA_BCE_TAGLIA_ANCORA_I_TASSI__%3Cbr%3EDRAGHI____MANOVRA_IMPORTANTE_MA_ORA_SERVONO_MISURE_PER_CRESCITA__-5229.html" target="_blank">abbassamento dei tassi</a> e ha adottato strumenti efficaci per aggiungere liquidità a un sistema economico sempre più vicino alla recessione.</p>
<p>Si tratta tuttavia di decisioni che possono essere messe in atto solo attraverso un non rapido e non automatico accordo fra i diversi paesi, mentre il fondo salva-Stati non raggiunge ancora dimensioni tali da scoraggiare in modo definitivo i prossimi attacchi speculativi.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_09/eurobond-monti-merkel_0a399be6-21f9-11e1-97f3-fb4c853f7d5d.shtml" target="_blank">L&#8217;opposizione germanica</a> ha inoltre impedito di prendere concretamente in considerazione il varo degli <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/eurounionbond-per-la-nuova-europa_3598.html" target="_blank">Eurobonds</a> che, insieme al potenziamento della  Bce fino a farla diventare una banca centrale a tutti gli effetti, avrebbe potuto dare un assetto finalmente  definitivo alla costruzione dell&#8217;euro.</p>
<p>In poche parole sono stati costruiti nuovi strumenti di difesa della moneta unica ma con limiti qualitativi e quantitativi che rendono la speculazione più difficile ma non impossibile.</p>
<p>Una decisione  ancora più importante è stata quella di <a href="http://www.asca.it/copertina-CRISI__SALTA_L_EUROPA_A_27__L_UE_VA_AVANTI_SENZA_GRAN_BRETAGNA%3Cbr%3E%3Ci%3EMonti__con_manovra_fatta_nostra_parte%3C_i%3E-5232.html" target="_blank">procedere senza la Gran Bretagna</a>.  Se si volevano compiere passi in avanti nella costruzione europea questo passo doveva essere fatto. Da troppi anni oramai la politica britannica e la sua straordinaria burocrazia operavano con efficacia per impedire che l&#8217;Unione Europea progredisse nella direzione di una vera federazione. <a href="http://www.express.co.uk/posts/view/278966" target="_blank">Un disegno condiviso</a> con lo stesso impegno, anche se con <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/433943/" target="_blank">apparenti diversità </a>verbali, da laburisti e conservatori. Un disegno messo tenacemente in atto da tutti i primi ministri che si sono succeduti al governo del Regno Unito.</p>
<p>Questa decisione renderà ancora più difficile il disegno britannico di stare in Europa come membro dell&#8217;Unione e, nello stesso tempo, comportarsi come prezioso ed insostituibile rappresentante degli Stati Uniti nell&#8217;Unione Europea. Con la decisione di venerdì notte la Gran Bretagna sarà <a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/433787/" target="_blank">più libera a Londra</a> ma <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/10/timori_degli_inglesi_sul_neo_co_8_111210019.shtml" target="_blank">più debole a Bruxelles</a>, proprio nel momento in cui <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/12/08/visualizza_new.html_8290150.html" target="_blank">Obama manifesta</a> apertamente la sua vicinanza ad una politica di sostegno dell&#8217;Eurozona. Questo non certo per amore dell&#8217;Unione Europea, verso la quale Obama non ha mai manifestato grande interesse, ma per la crescente preoccupazione che un possibile tracollo europeo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-09/linviato-obama-spinge-lunita-063742.shtml?uuid=Aaf3qfSE" target="_blank">travolga anche</a> l&#8217;economia americana proprio alla vigilia di elezioni che si presentano sempre più incerte.</p>
<p>Naturalmente anche quest&#8217;inasprimento del rapporto fra Unione Europea e Gran Bretagna è decisivo ma non conclusivo: l&#8217;empirismo britannico è sempre in grado di dettare tempi e modi per riprendere il cammino interrotto. Tuttavia i rapporti  non saranno più gli stessi perché la presidenza americana sarà spinta dalla forza degli eventi a telefonare con sempre maggiore frequenza a Berlino o a Bruxelles che non a Londra.</p>
<p>Un&#8217;altra decisione importante è il rinnovato <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/10/cosi_Rientra_Gioco_Commissione_Ue_co_9_111210004.shtml" target="_blank">ruolo della Commissione Europea</a>, alla quale viene in parte affidato il compito propositivo che aveva da gran lungo perduto. Anche in questo caso si tratta tuttavia di un piccolo passo perché il potere vero rimane strettamente nelle mani dei governi.</p>
<p>La notte di Bruxelles è stata quindi importante. Essa non ha però affrontato ( e forse non lo poteva affrontare) il problema di come uscire dalla recessione in cui stiamo entrando.</p>
<p>Anzi, mentre si pensava come proteggere l&#8217;euro, l&#8217;Autorità Bancaria Europea, che pure dipende dai ministri europei dell&#8217;Ecofin, si prendeva cura di dettare <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-08/banche-europee-hanno-bisogno-171717.shtml?uuid=AaVPmZSE" target="_blank">tempi e regole assurde</a> per la ricapitalizzazione delle banche. Entro il 20 gennaio si dovrebbero infatti preparare i piani per riequilibrare il rapporto fra gli impieghi e i mezzi propri di tutti gli istituti di credito. Gli strumenti per raggiungere questo obiettivo sono solo tre: ricorrere al mercato dei capitali, affidarsi all&#8217;intervento dello Stato o tagliare drasticamente il credito in modo da riequilibrare il rapporto fra i prestiti e il capitale proprio delle banche.</p>
<p>Nell&#8217;attuale congiuntura il primo rimedio è in molti paesi impossibile senza essere costretti  a svendere di fatto la banca e il secondo trova ovviamente forti avversioni politiche (che tuttavia personalmente non ritengo insormontabili). Resta quindi lo strumento della restrizione del credito, che è proprio la decisione più sciagurata.</p>
<p>Mi auguro quindi che non solo i  rappresentanti del  sistema bancario ma anche i nostri governanti facciano fronte comune con i loro colleghi europei per impedire che i progressi della politica comune vengano resi vani da coloro stessi che li hanno faticosamente approvati.</p>
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		<title>Londra impedisce scientificamente passi avanti UE. Ha vinto la Germania, ora faccia da locomotiva</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 18:11:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Crisi, Prodi: Vertice Ue positivo, ma non è rivoluzione
Su eurobond e spinta crescita non ha detto niente
TM NEWS &#124; 09/12/2011 &#8211; 19.20 ROMA &#8211; Quello che è stato ottenuto a Bruxelles è stato un &#8220;risultato importante&#8221; non si è trattato però di un &#8220;vertice &#8216;o la va lo la spacca&#8217;, nel senso che ha cambiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/SarkozyCameronMerkel.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4256" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/12/SarkozyCameronMerkel-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Crisi, Prodi: Vertice Ue positivo, ma non è rivoluzione</strong><br />
Su eurobond e spinta crescita non ha detto niente</p>
<p><a href=" http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48988" target="_blank"><strong>TM NEWS</strong></a> | 09/12/2011 &#8211; 19.20 ROMA &#8211; Quello che è stato ottenuto a Bruxelles è stato un &#8220;risultato importante&#8221; non si è trattato però di un &#8220;vertice &#8216;o la va lo la spacca&#8217;, nel senso che ha cambiato radicalmente tutto. E&#8217; un progresso che ci voleva, che ieri era a rischio, quindi io sono soddisfatto ma non c&#8217;è una rivoluzione&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi, al Tg3</a>.</p>
<p>&#8220;Il fondo salva-stati si irrobustisce, vengono &#8211; ha sottolineato &#8211; messe delle regole serie sul controllo dei bilanci, viene data un poco di autorità sovranazionale che era indispensabile, ma sul discorso degli eurobond e sulla spinta per la crescita, questo vertice non poteva dire nulla e non ha detto nulla&#8221;.</p>
<p>Secondo Prodi &#8220;si tratta di un vertice positivo che fa sì che pensino che l&#8217;euro è lì, è fermo, e nessun Paese ci rinuncia&#8221;.</p>
<p><strong>Crisi, Prodi: Nuovi accordi Ue serviranno placare mercati</strong><br />
Ruolo Bce importante per difesa euro<br />
<strong><a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48990" target="_blank"></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48990" target="_blank">TM NEWS</a> </strong>| 09/12/2011 &#8211; 19.26 ROMA -  &#8220;Il complesso della difesa dell&#8217;euro fa sì che ci possa essere  meno speculazione&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi, al Tg3</a></p>
<p>I  nuovi accordi &#8220;serviranno a placare i mercati, nel senso &#8211; ha aggiunto &#8211;  che almeno nel breve periodo la difesa della moneta è più robusta e il  fondo salvastati è più forte&#8221;. Secondo Prodi &#8220;la Banca centrale europea,  a cui è stata data poco importanza, dà un bell&#8217;aiuto alla difesa  dell&#8217;euro perchè ha delle facilitazioni a dare ulteriore credito, cosa  che non poteva essere fatta prima, e ha quindi un ruolo maggiore.  Naturalmente non può essere prestatrice di ultima istanza perchè ancora  non siamo arrivati a quel punto&#8221;.<strong></strong></p>
<p><strong>Crisi, Prodi: Gb impedisce scientificamente passi avanti Ue</strong><br />
No ad accordi Bruxelles era fatale</p>
<p><strong><a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48992" target="_blank">TM NEWS</a></strong> | 09/12/2011 &#8211; 19.29 ROMA &#8211; L&#8217;esclusione della Gran Bretagna dall&#8217;accordo di Bruxelles  &#8220;era fatale&#8221; perché &#8220;erano anni che &#8220;da un lato ha un ruolo forte e  importantissimo e dall&#8217;altro impedisce scientificamente ogni passo  avanti dell&#8217;Unione europea&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi al  Tg3</a>.</p>
<p>A giudizio di prodi tuttavia ieri è stato fatto un grande  passo &#8220;se andiamo bene si vedrà che la Gran Bretagana seguirà anche  lei&#8221;.</p>
<p><strong>Crisi, Prodi: Ha vinto Germania, ma ora faccia da &#8216;locomotiva&#8217;</strong><br />
Surplus sia messo a servizio ripresa, sennò è sconfitta</p>
<p><a href=" http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111209&amp;id=48994" target="_blank"><strong>TM NEWS</strong></a> | 09/12/2011 &#8211; 19.33 ROMA &#8211; &#8220;Non c&#8217;è dubbio che ha vinto&#8221; Angela Merkel, però &#8220;a questo punto la Germania è obbligata a una politica che in termini normali si chiama &#8216;locomotiva&#8217;. Cioè ha un enorme surplus e parte di questo deve essere messo a servizio di una ripresa, altrimenti la vittoria diventerà una sconfitta&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier, <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-221f8ef0-f1ae-48f9-935f-0f3ce5f14ed7-tg3.html" target="_blank">Romano Prodi, al Tg3</a>.</p>
<p>Il video dell&#8217;intervista al tg3:<br />
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<p><a href="http://vimeo.com/33960156">Intervista al tg3 del 9 Dic. 2011</a> from <a href="http://vimeo.com/romanoprodi">Romano Prodi</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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