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	<title>Romano Prodi &#187; Africa</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>“Il Mondo Che Verrà”: tre incontri televisivi con Romano Prodi su La7</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 22:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI
Su LA7, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3982" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><strong>IL MONDO CHE VERRÀ</strong><br />
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI</p>
<p>Su <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/index.html" target="_blank"><strong>LA7</strong></a>, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/fotogallery.html" target="_blank">Stabat Mater</a> dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Lo fa per <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/bacheca.html" target="_blank">confrontarsi</a> con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p><strong>Il primo appuntamento</strong> con Il Mondo Che Verrà &#8211; andato in onda l&#8217;11 ottobre 2011 &#8211; è stato dedicato alla cosiddetta<strong> “La Sfida dei continenti”</strong>, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il primo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Prima puntata - La Sfida dei continenti" src="/images/mondoverra-puntata-1.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Partendo dall’ascesa dei grandi Paesi emergenti, il Professore analizza l’attuale instabilità del sistema economico occidentale, la crisi dei debiti sovrani e la strada che ha portato a questa situazione difficile.</p>
<p>L’euro sopravviverà? Romano Prodi affronta così la questione: “L’Euro resisterà perché nessuno ha interesse a buttarlo a mare, non certo la Grecia, non certo l’Italia, ma soprattutto non la Germania. Perché oggi la Germania è di gran lunga il Paese più potente e più forte dell’Europa grazie all’euro”. E ancora: “Non si può avere una moneta comune senza avere anche un bilancio, un politica finanziaria ed economica comune. (…) O noi stiamo assieme, o la battaglia soli non la vinciamo. Neanche la Germania può farcela da sola. E’ grande per l’Europa, è piccola per il mondo”.</p>
<p>Oltre alla situazione finanziaria, Prodi esamina infine la crisi alimentare, l’espansione demografica e il futuro delle risorse energetiche. Un’analisi del quadro presente e dei possibili scenari futuri.</p>
<p><strong>Il secondo appuntamento</strong>, intitolato <strong>“La Disuguaglianza”</strong>, ha avuto come fulcro la questione della sempre più grande divergenza tra classi ricche e classi povere ed è andato in onda il 18 ottobre 2011.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il secondo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50236244" target="_blank"><img title="Seconda puntata - La Disuguaglianza" src="/images/mondoverra-puntata-2.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Commentando la divergenza sempre più marcata tra la popolazione povera e quella più ricca del mondo, Romano Prodi analizza le cause che hanno portato a questa situazione: gli squilibri crescenti nella distribuzione dei redditi e nella pressione fiscale, la mancanza di crescita, il declino del welfare. Ed è proprio da tasse, welfare e istruzione che, secondo il Professore, bisogna partire per costruire una società più equa e più giusta.</p>
<p>E ancora si percorre la storia del welfare state, per capire perché nel mondo occidentale stia oggi regredendo. Il Professor Prodi affronta così il tema e le sue conseguenze: “Un problema del welfare è la riduzione delle risorse, ed è frutto della crisi. É un problema molto serio che obbliga ad alcuni provvedimenti non piacevoli. Aumenta l’età media delle persone in Italia, il cambiamento dell’età pensionabile si esige, altrimenti non ci sono le risorse per tutti. Il problema esiste.”</p>
<p>Infine il focus si sposta sulla situazione italiana: dal ruolo attuale dell’istruzione fino al livello di ricchezza e di equità presenti nel Paese. Romano Prodi lo commenta così: ‘C’è un problema di distribuzione, noi abbiamo un numero di famiglie poverissime. Una famiglia su cinque non arriva alla fine del mese. Abbiamo sì ricchezza, ma mal distribuita.”</p>
<p><strong>Il terzo appuntamento</strong> di questo ciclo di incontri è andato in onda il 25 ottobre 2011 con <strong>“La Paura”. </strong>Questo e&#8217; il titolo scelto per descrivere tre grandi tematiche del mondo  contemporaneo: l’immigrazione, la concorrenza internazionale e il futuro  dei nostri figli. Partendo dalla situazione dei trentenni di oggi, che  vivono in un Paese che mostra segni di sofferenza, il Professore  approfondisce lo stato della crescita economica italiana, una crescita  che non c’è.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il terzo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50237423" target="_blank"><img title="Terza puntata - La Paura" src="/images/mondoverra-puntata-3.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Prodi descrive lo stato di disoccupazione e di lavoro precario in Italia, analizzando così il fenomeno della “fuga dei cervelli” e dei giovani italiani che non studiano, non lavorano e non sono in un programma di formazione: “Quasi la metà dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono precari. Questa è veramente una tragedia nella tragedia: la grande disoccupazione giovanile e il precariato che domina anche nella parte occupata. Allora qui bisogna veramente cambiare registro.”</p>
<p>Da qui, partendo dal confronto con Cina e Stati Uniti e domandandosi se esistono le medesime paure, si arriva al problema del ricambio generazionale, che investe sia il mondo del lavoro sia quello della politica.</p>
<p>Infine, il Romano Prodi si sofferma sul tema dell’immigrazione, esaminando i dati reali di questo fenomeno e la percezione di esso deformata dalla crisi e dalla politica dell’ultimo decennio. Il Professore la commenta così: “La percezione è che gli immigrati siano molti di più di quelli che sono. Innanzitutto per la velocità con cui sono arrivati. E’ vero che gli stranieri in Italia sono meno che in Francia e Germania, ma sono arrivati velocissimi negli ultimi anni perché la nostra società si è trasformata più recentemente ma più in fretta. Uno dei nostri problemi che dobbiamo curare è l’integrazione, è capire che riceviamo delle risorse potenzialmente straordinarie e, adagio adagio, devono essere integrate. La generazione successiva deve diventare una generazione di italiani. Questa è la grande sfida dell’immigrazione.”</p>
<p>In chiusura di puntata, un question time con gli studenti: dal coordinamento delle politiche economiche dei paesi europei in risposta alla crisi a come e quando affrontare le riforme strutturali, dalla posizione attuale dei laureati in Italia al rapporto storico tra USA e Italia e alla sua evoluzione futura nel campo economico.<br />
<em><br />
(Ogni puntata è  disponibile su <strong><a href="http://www.la7.tv/programmi/ilmondocheverra/" target="_blank">www.la7.tv</a></strong>, la catch up tv di LA7).</em></p>
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		<title>&#8220;Il Mondo che verrà&#8221;. Il primo incontro &#8211; la sfida dei Continenti</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/il-mondo-che-verra-prima-puntata-la-sfida-dei-continenti_3906.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:00:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro
La sfida dei Continenti
Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su La7 dell&#8217; 11 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3907" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a>IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro</p>
<p>La sfida dei Continenti</p>
<p>Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su <strong><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">La7</a></strong> dell&#8217; 11 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Il Professore si è confrontato con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p>Il primo appuntamento con Il Mondo Che Verrà è dedicato alla cosiddetta “Sfida dei continenti”, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>Click sull&#8217;immagine per vedere la puntata</em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Il Mondo che verrà - primo incontro - la sfida dei Continenti" src="/images/rp.it_la7_imgplay.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Ogni puntata è inoltre disponibile on demand per sette giorni su <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">www.la7.tv</a>, la catch up tv di LA7.</p>
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		<title>Nel disarmo di tutta l&#8217;assistenza governativa all&#8217;estero, l&#8217;Italia ha totalmente abbandonato il Corno D&#8217;Africa</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/nel-disarmo-di-tutta-lassistenza-governativa-allestero-litalia-ha-totalmente-abbandonato-il-corno-dafrica_3554.html</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 08:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Gli aiuti negati all’Africa che muore”
L’Italia ha abbandonato il Corno d’Africa. È ora di rimediare. Anche con l’Expo
Lettera di Romano Prodi su Il Corriere della Sera del 31 luglio 2011
Caro direttore, ho seguito con profonda attenzione quanto il Corriere ha scritto sulla terribile carestia del Corno d’Africa. Condivido quindi il vostro appoggio all’iniziativa di «Agire» [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Corno_dAfrica.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3556" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/Corno_dAfrica-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>&#8220;Gli aiuti negati all’Africa che muore”</strong></p>
<p>L’Italia ha abbandonato il Corno d’Africa. È ora di rimediare. Anche con l’Expo</p>
<p>Lettera di Romano Prodi su <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/31/Gli_aiuti_negati_all_Africa_co_9_110731043.shtml" target="_blank">Il Corriere della Sera</a> del 31 luglio 2011</p>
<p>Caro direttore, ho seguito con profonda attenzione quanto il Corriere ha scritto sulla terribile carestia del Corno d’Africa. Condivido quindi il vostro appoggio all’<a href="http://www.agire.it/it/appelli_di_emergenza/africa_orientale/427genzapk_it/dona%20_ora_it.html?gclid=CMzYwqXfsKoCFU8NtAodqT8e9Q" target="_blank">iniziativa di «Agire»</a> e delle associazioni non governative ad essa collegate per la raccolta delle risorse necessarie a fare fronte all’<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/30/Perche_salvare_Corno_Africa_vuol_co_9_110730103.shtml" target="_blank">immensa catastrofe</a>.</p>
<p>Non voglio in questa sede soffermarmi sulle dimensioni e le caratteristiche di questa carestia. I lettori hanno potuto leggerle in tutti gli aspetti analitici e ne hanno potuto vedere le drammatiche immagini. Abbiamo tutti di fronte ai nostri occhi i <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Corno-Africa-720-mila-bimbi-rischio/22-07-2011/1-A_000229185.shtml" target="_blank">bambini che muoiono di fame</a> in mezzo alle carcasse degli animali e i profughi che non riescono ad <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Somalia-sfollato-quarto-popolazione/01-08-2011/1-A_000232270.shtml" target="_blank">arrivare ai pochi luoghi</a> di soccorso.</p>
<p>I nostri dati sulla <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/23/Mangiando_radici_come_capre_Nel_co_9_110723008.shtml" target="_blank">mancanza di acqua, cibo, assistenza sanitaria e alloggio</a> sono purtroppo condivisi da tutti gli organismi internazionali e da tutte le Ong operanti nel Corno d’Africa.</p>
<p>Il richiamo ad un atto di solidarietà è reso inoltre più urgente dalla constatazione che le risorse pubbliche mondiali impegnate (e non ancora raccolte) raggiungono a mala pena la metà dei mezzi già oggi necessari, mentre la carestia peggiorerà almeno fino a gennaio prossimo e fatalmente prolungherà le proprie nefaste conseguenze per molti anni. L’iniziativa di solidarietà è quindi urgente ed indispensabile, ma lo è ancora di più per noi italiani, data la particolare responsabilità che deriva dalla lunga storia dei rapporti fra il nostro Paese e il Corno d’Africa e soprattutto fra l’Italia e la Somalia, che è oggi al centro di questa tragedia.</p>
<p>Nell’ambito del disarmo di tutta la nostra assistenza governativa all’estero abbiamo infatti totalmente abbandonato il Corno d’Africa e lo abbiamo fatto nonostante che, da parte dei popoli che lo abitano, il richiamo ad un rapporto forte e diretto con l’Italia sia particolarmente sentito. È vero che questo rapporto è reso difficile da situazioni politiche complesse ma è purtroppo altrettanto vero che stiamo attuando una politica di totale irresponsabilità sia riguardo alle relazioni governative dirette sia nel supporto delle numerose associazioni non governative (laiche e religiose) che eroicamente continuano ad operare nell’area. L’appello del Corno d’Africa all’Italia riceve una risposta colpevolmente sempre più debole. Vorrei tuttavia aggiungere un’ultima riflessione che riguarda particolarmente Milano.</p>
<p>La città del Corriere ha opportunamente scelto come punto di riferimento della prossima Expo <a href="http://www.expo2015.org/ht/it/il_tema.html" target="_blank">il cibo e l’acqua</a>. Tutti ci rendiamo conto che, se non si interviene con una grande iniziativa mondiale, la mancanza di cibo e di acqua sarà non solo causa di immense tragedie umanitarie ma sarà all’origine delle nuove guerre. L’acqua dei grandi fiumi del mondo, come è oggi utilizzata, non basta più a sfamare i popoli che vi vivono attorno. Il Nilo arriva sostanzialmente secco al Mediterraneo mentre i Paesi a monte dell’Egitto e del Sudan, a cominciare dall’Etiopia, reclamano maggiore acqua per il proprio sviluppo e per la propria agricoltura. Problemi analoghi esistono per il Tigri e L’Eufrate e l’elenco poterebbe allungarsi verso un infinità di fiumi maggiori e minori.</p>
<p>Nello stesso tempo gli attuali sistemi di irrigazione usano dieci volte (o anche più) la quantità di acqua che potrebbero usare con sistemi più aggiornati. Non parlo delle tecnologie all’avanguardia ma di metodi appena un poco più moderni. Nessuno oggi riflette in modo operativo su questi grandissimi problemi. L’Expo di Milano deve quindi essere la grande occasione per approfondirne gli aspetti tecnici e le soluzioni politiche. La bella battaglia per l’Expo di Milano l’abbiamo vinta non pensando a un’impossibile concorrenza alla inarrivabile grandiosità di Shanghai e nemmeno per accrescere il valore di alcune aree fabbricabili, ma per dare un contributo alla soluzione del più grande problema dell’umanità, che è quello di garantire cibo e acqua per tutti. Lo sforzo di solidarietà straordinaria di cui il suo giornale si è fatto oggi protagonista insieme alle Ong deve perciò legarsi ad un progetto che, nella storia dell’umanità, sarà più importante e duraturo della torre Eiffel, che ancora oggi ci ricorda l’Expo celebrata a Parigi più di un secolo fa.</p>
<p>Presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli</p>
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		<title>L’Italia smetta di aver paura altrimenti si dissolverà</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 02:02:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ 
Prodi: “Lega Nord antieuropeista e l’Italia torni protagonista nel mondo”
Articolo di Ilaria Giupponi su Il Fatto Quotidiano del 29 luglio 2011
Il professore durante un faccia a faccia in Regione, disegna uno scenario globale incentrato più sull&#8217;economia reale che su quella della finanza. Critico anche sull&#8217;atteggiamento dell&#8217;Europa, passivo e in ritardo, verso il Medio Oriente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3521" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><strong><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/attivita_produttive_piano_2012_2014_emilia_romagna_luglio2011_prodi_muzzarelli_merola_350_233.jpg"><img class="size-medium wp-image-3521  " title="Romano Prodi con l'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e il sindaco Virginio Merola" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/07/attivita_produttive_piano_2012_2014_emilia_romagna_luglio2011_prodi_muzzarelli_merola_350_233-300x199.jpg" alt="Romano Prodi con l'assessore regionale Muzzarelli e il sindaco Merola" width="300" height="199" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Romano Prodi con l&#39;assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli e il sindaco Virginio Merola</p></div>
<p><strong>Prodi: “Lega Nord antieuropeista e l’Italia torni protagonista nel mondo”</strong></p>
<p>Articolo di Ilaria Giupponi su <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/28/prodi-lega-nord-antieuropeista-e-litalia-torni-a-essere-protagonista-nel-mondo/148442/" target="_blank"><strong>Il Fatto Quotidiano</strong></a> del 29 luglio 2011</p>
<p>Il professore durante <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/leccellenza-dellemilia-romagna-le-permette-di-superare-le-altre-regioni-italiane-e-straniere_3513.html" target="_blank">un faccia a faccia in Regione</a>, disegna uno scenario globale incentrato più sull&#8217;economia reale che su quella della finanza. Critico anche sull&#8217;atteggiamento dell&#8217;Europa, passivo e in ritardo, verso il Medio Oriente. Spinge per un&#8217;Italia che torni ad essere tra le prime cinque potenze del mondo.</p>
<p>Un continente senza una guida, la <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">Lega Nord che mina l’unità</a> dell’Europa e l’assenza delle democrazie occidentali, al limite della latitanza, nei momenti topici del pianeta, come accaduto nel caso delle rivolte nel Maghreb. Romano Prodi, ex presidente del consiglio dei ministri e della Commissione europea, interviene in qualità di ospite d’onore alla presentazione del <a href="http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/attivita-produttive-al-via-il-percorso-per-il-piano-2012-14" target="_blank">piano triennale delle attività produttive</a> 2012-2014 della Regione Emilia Romagna.</p>
<p>Ma coglie l’occasione facendo di tutto tranne che limitarsi a una dimensione localistica. Perché secondo il Professore – forte della prospettiva offertagli dal gruppo di lavoro Onu-Unione Africana che dal 2008 presiede – la globalizzazione, piaccia o no, è una realtà acquisita, imprescindibile, alla quale è necessario dare una risposta politica.</p>
<p>L’Italia smetta di aver paura altrimenti si dissolverà”. L’esordio sarcastico è chiaro: alzando le mani annuncia che “noi non andiamo mai oltre”. Andare oltre è infatti ciò che si chiede non solo all’Emilia Romagna e all’Italia, ma anche all’Europa, che “ancora una volta manca assolutamente di leadership” perché “i Paesi vanno ognuno per conto proprio”. E per Prodi “la vera Cina del mondo è la Germania”. Il problema è che <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/una-mancanza-di-solidarieta-che-porta-al-suicidio-anche-la-germania_3502.html" target="_blank">se la Deutsche Bank vende 7 miliardi</a> di titoli italiani, vuol dire che il Belpaese non ha la stabilità richiesta dallo sviluppo europeo e non tesse nemmeno legami di solidarietà rischiando di “giocare in difesa”.</p>
<p>Una maggiore partecipazione dell’Italia allo scacchiere internazionale sarebbe certamente auspicabile, ma avverte che “non è facile pensare di far parte di un’Europa compatta, quando una parte del governo la disconosce. La Lega è una forza dichiaratamente antieuropeista”. Ma la nazione – e non è sola in questo – teme le sue risorse: “Dei migranti, della globalizzazione, della trasformazione. In Europa ci siamo entrati con la paura di perdere”. E la paura non aiuta, anzi, ammonisce Prodi: “Se non la finiamo di aver paura, ci si dissolve”.</p>
<p>Acqua e cibo scateneranno le guerre del futuro. Il ritratto critico ma appassionato dell’Europa prosegue: riferendosi alle rivolte nel nord Africa, Prodi fa notare che i protagonisti di quei movimenti “sono tutti giovanissimi, diplomati, e disoccupati. Come fanno a portare avanti una democrazia senza turismo, esportazione, un struttura partitica stabile?” Come a dire che forse qualcosa in comune lo abbiamo. “Abbiamo ricevuto suppliche dal Medio Oriente che ci chiedeva: ma perché non ci siete, voi che siete i più grandi investitori e commercianti della zona?” E  aggiunge ancora il Professore: “Di fatto abbiamo un’Europa che reagisce solo all’ultimo minuto, quando la tragedia si sta profilando”.</p>
<p>La previsione del presidente il gruppo Onu-Unione Africana è chiara e fa un certo effetto: “Nell’acqua e nel cibo si preparano le nuove guerre”. Prende a esempio l’Egitto: “Se questo Paese dovesse costruire dighe nel canale di Suez, come ha diritto di fare, la Mesopotamia muore. Cosa credete che succederà dopo?”</p>
<p>L’economia deve tornare a essere reale. Il punto è chiaro: “Siamo all’assurdo logico (che sta per un’assurdità coerente a se stessa): per mancanza di politiche europee, l’Europa è passiva malgrado il suo grande potenziale”. E riferito all’Italia, “bisogna essere fra i primi cinque del mondo, altrimenti non si sopravvive più”. Però, ribadisce, “è un fatto di politica economica: un Paese porta soldi o porta via soldi. Bisogna tornare a un’economia reale, di sinergie e competitività”.</p>
<p>Infine, rispondendo a una domanda sulla questione morale che sta investendo in modo trasversale i partiti italiani, conclude: ”<a href="http://parma.repubblica.it/dettaglio-news/13:37/4010557" target="_blank">Non vi è un Paese moderno che non si poggi sull’etica</a>”. Non va sottovalutato che ”c’è un primato assoluto dell’etica anche nella prosperità stessa dei Paesi”.</p>
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		<title>Donne protagoniste della &#8220;Primavera Araba&#8221;. Bisogna coordinare il lavoro del volontariato in Africa</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 06:55:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex premier è incaricato speciale dell&#8217;ONU
«Donne artefici  del risveglio  dei Paesi africani» 
Prodi: ma la strada resta lunga
Intervista di Bruno Lugaro a Romano Prodi su Il Secolo XIX del 30 giugno 2011

Il «Risveglio africano», come ama  chiamarlo Romano Prodi, è anche il risveglio  delle donne che nella &#8220;Primavera Araba&#8221;  hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/gty_tahrir_square_jef_110517_wg.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3321" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/gty_tahrir_square_jef_110517_wg-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>L&#8217;ex premier è incaricato speciale dell&#8217;ONU</p>
<p><strong>«Donne artefici  del risveglio  dei Paesi africani» </strong></p>
<p>Prodi: ma la strada resta lunga</p>
<p>Intervista di Bruno Lugaro a Romano Prodi su <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11MRUP" target="_blank"><strong>Il Secolo XIX</strong></a> del 30 giugno 2011</p>
<div>
<p>Il «Risveglio africano», come ama  chiamarlo Romano Prodi, è anche il <a href="http://guerrecontro.altervista.org/blog/?p=8782" target="_blank">risveglio  delle donne</a> che nella &#8220;<a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/392201/" target="_blank">Primavera Araba</a>&#8221;  hanno avuto un <a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/06/articolo/4816/">ruolo spesso determinante</a> in Bahrein, Egitto, Libia. Donne, dunque,  non ai margini, ma <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/arabia-saudita-donne-al-volante-divieto-campagna-892944/" target="_blank">protagoniste</a> di  sommovimenti epocali. L`ex premier ne  parla al Secolo XIX, nella duplice veste di  presidente del gruppo di lavoro Onu-Unione  Africana perle missioni di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/onu-discute-rapporto-prodi-sugli-aiuti-al-peacekeeping-in-africa-proposto-un-fondo-fiduciario-volontario_631.html" target="_blank">peacekeeping</a>,  e presidente della <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">Fondazione</a> per la Collaborazione  dei Popoli. Insomma, da un osservatorio  privilegiato.</p>
<p><em>Professor Prodi, nel Nord Africa le  donne hanno dato un primo segnale di  emancipazione? </em></p>
<p>«Sì, si sono sottratte al ruolo tradizionale  che hanno in quelle società, soprattutto le  giovani donne, la <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e41d4187-79b2-4e88-a015-25d96a2f1e40.html" target="_blank">generazione di internet</a>,  della tv satellitare. Una generazione più colta  e dunque più consapevole del ruolo che  può avere. Ma attenzione: non ci si illuda  che all`improvviso siano cambiati costumi e  tradizioni. Il cammino sarà lento, faticosissimo. Ma la direzione è quella giusta».</p>
<p><em>Le donne in Africa sono ancora vittime  di discriminazioni, soprusi, violenze.</em></p>
<p>«Non solo. La donna in molti casi è quella  che <a href="http://www.solidarietainternazionale.it/anno-xix/n-03-mar-2008/341-lafrica-delle-donne-tra-storia-e-futuro.html" target="_blank">porta il peso fisico</a> della famiglia, il peso  più massacrante del lavoro. È discriminata  due, tre, cento volte. E questo è un problema  di non facile soluzione e che richiede <a href="http://www.minervariviste.com/esteri/192--lafrica-delle-donne" target="_blank">tempi  lunghi</a>, come dicevo».</p>
<p><em>E sarà lungo anche il cammino verso il  &#8220;risveglio africano&#8221;.</em></p>
<p>«Il <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">nostro lavoro</a> è una <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">goccia nel mare</a>,  ma l`obiettivo è chiaro: aiutare la cooperazione  tra Paesi africani, sotto il profilo economico  e politico. Dobbiamo spingere Stati  Uniti, Unione Europea, Cina e Unione Africana  a compiere uno sforzo comune in questa  direzione. L`Unione Africana è fatta da  53 Paesi (più il Marocco), alcuni anche molto  piccoli. Se non cooperano tra di loro non  avranno mai un futuro. Ed è poi necessario  che questa cooperazione sia garantita da  una struttura sovranazionale».</p>
<p><em>C`è l`Unione Africana, che però fin qui  ha fallito.</em></p>
<p>«È vero, però i processi sono lenti e se si  vuole raccogliere bisogna prima seminare. Anche <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/per-la-pace-in-africa-responsabilizzare-lunione-africana-e-creare-un-fondo-mondiale-per-il-peacekeeping_641.html" target="_blank">un piccolo seme</a> di autorità sovranazionale  che aiutai rapporti trai Paesi, diventa  importante».</p>
<p><em>A Washington la sua Fondazione, lo  scorso 16 giugno, ha gettato un seme <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">per  la cooperazione</a>.</em></p>
<p>«In Africa non c`è solo da lavorare per la  pace e la sicurezza. Dobbiamo promuovere  la realizzazione di infrastrutture che agevolino  i collegamenti tra i diversi Paesi. Dobbiamo  spingere verso la creazione di un  mercato africano sempre più libero e ampio. C`è davvero tanto da fare. Per ora, voglio essere  onesto, i risultati che abbiamo ottenuto  sono modesti. Sono gocce nel mare, come le  dicevo. Però parliamo di obiettivi di lungo  termine, rispetto ai quali bisogna insistere,  anche se i successi tardano ad arrivare».</p>
<p><em>C`è anche la questione del debito dei  Paesi africani verso <a href="https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186rank.html" target="_blank">l`Occidente</a>, la <a href="http://www.asianews.it/index.php?l=it&amp;art=8029&amp;geo=17&amp;size=A" target="_blank">Cina</a>. Da anni si parla di aiuti in questo senso.</em></p>
<p>«<a href="http://apic.igc.org/campaign_new/debt.php" target="_blank">Qualche progresso</a> negli ultimi anni <a href="http://www.imf.org/external/np/exr/facts/hipc.htm" target="_blank">è  stato fatto</a>. Molti Paesi, e la stessa Ue, hanno  effettivamente concesso la <a href="http://www.wdm.org.uk/blog/invisible-debts" target="_blank">remissione del  debito</a>».</p>
<p><em>Gli esempi migliori da quali governi  sono arrivati?</em></p>
<p>«Dalla Scandinavia, dal Giappone e, negli   ultimi tempi, anche dalla Gran Bretagna».</p>
<p><em>Scusi, e l`Italia? </em></p>
<p>«<a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/africa-investire-sullunita_1970.html" target="_blank">Fanalino di coda</a>. Il peggiore di gran lunga. In qualsiasi riunione il nostro Paese viene  biasimato per la scarsa sensibilitàverso il  problema della remissione del debito».</p>
<p><em>E vero che l`Ue potrebbe affidarle un  ruolo di mediazione perla Libia?</em></p>
<p>«L`ho letto sui giornali ma <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-io-mediatore-con-gheddafi-non-so-nulla_3098.html" target="_blank">nessuno</a> me ne  ha mai parlato, anche perché mi sembra che  in questo momento la mediazione non lavoglia  nessuno».</p>
<p><em>Un ultimo flash sul <a href="http://www.misna.org/primo-piano/%E2%80%9Cdonne-in-africa%E2%80%9D-protagoniste-silenziose-un-convegno-a-genova/" target="_blank">convegno di Genova</a>. L`obiettivo è creare un coordinamento  tra le varie associazioni di volontariato  che operano in Africa </em></p>
<p>«Obiettivo molto importante. Ci sono  tantissime anime generose in giro per l`Africa  e se ci fosse un coordinamento, la loro generosità  darebbe risultati molto maggiori. Nessuno deve rinunciare alla propria identità,  che è un valore, una molla indispensabile. Ma almeno si sappia cosa fa uno e cosa  fa l`altro. E cosa si può fare insieme. Meno  mezzi ci sono più occorre usarli bene».</p></div>
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		<title>L&#8217;Italia si sta scongelando, le vittorie ai Referendum dicono che i cittadini creano nuove catene di rapporti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 18:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Retroscena &#8211; L&#8217;avviso di Prodi: &#8220;Attenti tutti l&#8217;Italia si sta scongelando&#8221;
&#8220;I referendum dicono che i cittadini agiscono grazie a nuove catene di rapporti&#8221;
Intervista di Maurizio Molinari a Romano Prodi su La Stampa del 16 giugno 2011
I referendum sono stati un momento di trasformazione politica per l’Italia mentre sul fronte internazionale il governo Berlusconi sta perdendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/festareferendum.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3215" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/festareferendum-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Retroscena &#8211; L&#8217;avviso di Prodi: &#8220;Attenti tutti l&#8217;Italia si sta scongelando&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;I referendum dicono che i cittadini agiscono grazie a nuove catene di rapporti&#8221;</strong></p>
<p>Intervista di Maurizio Molinari a Romano Prodi su <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&amp;ID_articolo=2090&amp;ID_sezione=58&amp;sezione=" target="_blank"><strong>La Stampa</strong></a> del 16 giugno 2011</p>
<p>I <a href="http://referendum2011.interno.it/" target="_blank">referendum</a> sono stati un momento di trasformazione politica per l’Italia mentre sul fronte internazionale il governo Berlusconi sta perdendo terreno nel mondo arabo: di questo parla l’ex premier Romano Prodi in coincidenza con l’inizio dei lavori della <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">Conferenza sull’Africa</a> organizzata dalla <a href="http://www.fondazionepopoli.org" target="_blank">Fondazione</a> per la cooperazione fra i popoli da lui presieduta.</p>
<p>Poco prima della seduta inaugurale, alla quale partecipano rappresentanti di Cina, Europa e Stati Uniti, Prodi sceglie <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8dc38411-6ac5-41aa-b42e-35b239cc88a9.html" target="_blank">i microfoni del Tg3</a> per una riflessione sulla vittoria dei sì nei quattro referendum appena celebrati. «Il messaggio dei referendum è che i cittadini <a href="http://www.avoicomunicare.it/node/1663" target="_blank">prendono iniziative</a> anche rischiose che sembrano non aver successo, grazie a <a href="http://www.gqitalia.it/viral-news/articles/2011/6/referendum-perche-hanno-vinto-i-si-mobilitazione-internet-e-fisica-intervista-edoardo-croci" target="_blank">catene nuove di rapporti</a>, <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_giugno_8/referendum-appuntamenti-wwf-desantis-190823878726.shtml" target="_blank">non solo elettroniche</a>» esordisce, indicando l’elemento che ha fatto la differenza nella «convinzione personale» di chi si è recato alle urne, mosso dalla volontà di «riflettere sul singolo problema e non su a chi conviene».</p>
<p>E’ questa dinamica che «<a href="http://www.lettera43.it/fatti/17751/la-rete-si-mobilita.htm" target="_blank">sta trasformando il Paese</a>» segnando un risveglio di attenzione per i temi specifici «che è un problema gravissimo ovviamente per Silvio Berlusconi ma non meno grave per l’opposizione perché significa riorganizzare i programmi e la vita politica sui contenuti e sull’innovazione». Da qui la richiesta anche al partito democratico «fare attenzione» perché «c’è chi si è spostato sull’analisi dei contenuti e abbandona schieramenti e giochi» innescando «una scomposizione delle carte è anche la scomposizione del Paese».</p>
<p>Sono frasi che lasciano intendere la convinzione che l’Italia si stia scongelando ed è in questa cornice che, poco dopo, Prodi incontra alcuni giornalisti nella cornice dell’hotel Willard nei pressi della Casa Bianca per estendere la riflessione ai temi di politica estera. «Le <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/africa-solo-la-democrazia-puo-garantire-la-prosperita_3195.html" target="_blank">rivolte in atto</a> in Medio Oriente e Nord Africa hanno portato ad un <a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/troppe-contraddizioni-sulle-rivolte-arabe-cosi-litalia-perdera-peso-in-nordafrica_3201.html" target="_blank">indebolimento della nostra presenza</a> e dei nostri interessi a vantaggio di altri» osserva, riferendosi anzitutto a «Francia e Gran Bretagna che avanzano dove noi arretriamo». Il riferimento è alle nazioni al centro dei sconvolgimenti politici «dove noi siamo il primo o il secondo partner, come nel caso di Libia, Tunisia, Egitto, Siria e Iran». Anziché sfruttare i propri legami per «<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-e-in-prima-linea-promuova-un-massiccio-piano-di-aiuto-al-nuovo-egitto_2943.html" target="_blank">svolgere un ruolo</a>», l’Italia «ha lasciato spazio ad altri» sottolinea Prodi, ammonendo che «rischiamo di pagarne il prezzo quando tutto sarà finito».</p>
<p>A nuocere all’Italia sono state «le <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-basta-trovare-soldi-per-azioni-militari-manca-una-leadership-internazionale_2845.html" target="_blank">continue oscillazioni</a> di posizioni come avvenuto sulla Libia» così come «l’incapacità di vedere come per noi l’interesse più importante è nell’Egitto», uno scacchiere dal quale l’Italia è stata assente dall’indomani dell’abbandono del potere da parte di Hosni Mubarak. «Se Francia, Gran Bretagna e Turchia si profilano come potenze regionali &#8211; aggiunge Prodi &#8211; è perché gli Stati Uniti tendono ad essere meno presenti, facendo dei passi indietro» ma questa dinamica che «vede protagonisti gli Stati nazionali» per l’ex presidente del Consiglio è «negativa» perché porta a situazioni di stallo «come quella a cui stiamo assistendo in Libia».</p>
<p>Prodi non vede grandi spazi di <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-io-mediatore-con-gheddafi-non-so-nulla_3098.html" target="_blank">mediazione</a> con il leader libico Gheddafi ma poiché il mandato di cattura del Tribunale internazionale dell’Aja ancora non è stato spiccato, l’ipotesi di una «composizione della crisi» può passare «attraverso le organizzazioni multilaterali, a cominciare dalle Nazioni Unite e l’Unità Africana». Ciò a cui pensa è «un’iniziativa internazionale per la ricostruzione della Libia» che abbia come interlocutore l’universo delle tribù ovvero 22-25 ceppi suddivisi all’interno in 1500 km quadrati.  Grandi gruppi famigliari che costituiscono l’ossatura di una nazione «che non ha un’identità nazionale come nel caso dell’Egitto». Il «dialogo con le tribù libiche» evoca quanto è stato fatto in Afghanistan con l’assemblea della <a href="http://www.afghanland.com/history/loyajirga.html" target="_blank">Loya Jirga</a> dopo la caduta del regime dei talebani e Prodi a tale riguardo sottolinea «l’importanza del ruolo dell’Unione Africana» il cui maggiore problema però è la carenza di fondi &#8211; circa il 30 per cento del totale &#8211; conseguente al taglio di <a href="http://www.encyclopedia.com/article-1G2-3410600149/libya-qadhafi-and-african.html" target="_blank">finanziamenti da parte di Gheddafi</a>. «Per risollevare l’Unione Africa bisogna creare un fondo di aiuti» osserva, ricollegandosi all’agenda della Conferenza di Washington che propone di istituirne uno congiunto grazie al contributo di Stati Uniti, Unione Europea e Cina.</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href=" http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8dc38411-6ac5-41aa-b42e-35b239cc88a9.html" target="_blank">Guarda l&#8217; intervista del Tg3 a Romano Prodi</a></em><br />
<a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8dc38411-6ac5-41aa-b42e-35b239cc88a9.html" target="_blank"></a></p>
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		<title>Prodi: cooperazione internazionale fondata sul multilateralismo è la ricetta per l&#8217;integrazione africana</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 17:06:04 +0000</pubDate>
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(AGI) &#8211; Washington, 16 giu. &#8211; Una &#8220;nuova cooperazione internazionale&#8221;  fondata sul multilateralismo per sostenere l&#8217;integrazione dell&#8217;Africa e  superare cosi&#8217; i problemi che affliggono il Continente nero. E&#8217; questa  la proposta emersa nel corso della conferenza &#8220;Africa 53 Stati &#8211; Una  Unione. Le nuove sfide&#8220;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/rivoluzionelibia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3222" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/rivoluzionelibia-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>AFRICA: PRODI, MULTILATERALISMO RICETTA PER INTEGRAZIONE </strong>=</p>
<p>(<strong>AGI</strong>) &#8211; Washington, 16 giu. &#8211; Una &#8220;nuova cooperazione internazionale&#8221;  fondata sul multilateralismo per sostenere l&#8217;integrazione dell&#8217;Africa e  superare cosi&#8217; i problemi che affliggono il Continente nero. E&#8217; questa  la proposta emersa nel corso della conferenza &#8220;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">Africa 53 Stati &#8211; Una  Unione. Le nuove sfide</a>&#8220;, la due giorni di dibattito sulle prospettive di  sviluppo africano organizzata dalla &#8216;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione</a> per la collaborazione  tra i popoli&#8217; di Romano Prodi, che si chiude oggi a Washington.</p>
<p>Al  centro della discussione, il &#8220;momento delicatissimo&#8221; attraversato  dall&#8217;Unione africana, il principale organismo regionale del continente  che, sottolinea Lorenzo <a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?upn=lorenzo.zambernardi3%40unibo.it&amp;TabControl1=TabCV" target="_blank">Zambernardi</a>, consigliere della Fondazione,  assiste oggi all&#8217;<a href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;Art=112402&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Politica/Prodi%20Romano.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Esteri&amp;Codi_Cate_Arti=16" target="_blank">uscita di scena del suo principale finanziatore</a>, la  Libia di Muammar Gheddafi. &#8220;Questo pone un serio problema dal punto di  vista finanziario&#8221; rileva Zambernardi &#8221; proprio in un momento in cui  l&#8221;Unione africana vede aumentare il bisogno di risorse economiche&#8221;.</p>
<p>Tuttavia, e&#8221; la sua analisi, &#8220;il momento di crisi puo&#8217;  trasformarsi in una grande opportunita&#8217; per la comunita&#8217;  internazionale&#8221;, che e&#8217; chiamata a razionalizzare i suoi investimenti  nel Continente nero, puntando proprio sull&#8217;Ua e sulle altre  organizzazioni regionali protagoniste del processo di integrazione  politica, economica e sociale. Perche&#8217; cio&#8217; avvenga, &#8220;e&#8217; necessaria una  maggiore leadership di attori internazionali come l&#8217;Ue, gli Usa e la  Cina&#8221;, nell&#8217;ambito di una nuova strategia che punti a &#8220;superare il  bilateralismo&#8221; privilegiando il quadro multilaterale. Un approccio,  spiega il consigliere, su cui si e&#8217; registrato forte consenso da parte  dei partecipanti al dibattito, in primis il Sottosegretario di Stato  americano per l&#8217;Africa, Johnny Carson.</p>
<p>Nel corso della conferenza, che  si e&#8217; aperta ieri alla presenza di Romano Prodi, si e&#8217; discusso anche  dello sviluppo economico e infrastrutturale dell&#8217;Africa, fattori a loro  volta di integrazione e di progresso democratico del continente.</p>
<p>L&#8217;appuntamento di Washington e&#8217; il secondo per la fondazione, dopo la  <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">conferenza di Bologna</a> del maggio 2010, e precede quello ad Addis Abeba  dell&#8217;anno prossimo.</p>
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		<title>Dobbiamo pensare al dopo-Gheddafi e difendere i frutti delle rivolte arabe</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 12:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ex premier presiede dal 2008 il gruppo di lavoro Onu-Unione Africana  per le missioni di peacekeeping
&#8220;Ma con Tripoli non c&#8217;è più spazio per mediazioni&#8221;
«Dobbiamo pensare al dopo-Gheddafi e difendere i frutti  delle rivolte arabe»
La crisi del Nord Africa è un grosso guaio per noi.  Serve un nuovo disegno di difesa dei nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/libia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3209" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/libia-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a>L&#8217;ex premier presiede dal 2008 il gruppo di lavoro Onu-Unione Africana  per le missioni di peacekeeping</p>
<p><strong>&#8220;Ma con Tripoli non c&#8217;è più spazio per mediazioni&#8221;</strong></p>
<p>«Dobbiamo pensare al dopo-Gheddafi e difendere i frutti  delle rivolte arabe»</p>
<p>La crisi del Nord Africa è un grosso guaio per noi.  Serve un nuovo disegno di difesa dei nostri interessi nell&#8217;area</p>
<p>Intervista di Massimo Gaggi su Il Corriere della Sera del 16 giugno 2011</p>
<p>Washington — «No, non mi pare che sulla Libia ci siano spazi per una  mediazione. Chi conosce bene la situazione sostiene che la prima a non  volerla è la Nato. La cosa che possiamo fare ora è agire per evitare che  questa difficile crisi faccia saltare l&#8217;unico organismo multilaterale  del continente nero, l&#8217;Unione Africana. E poi dobbiamo <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23461" target="_blank">prepararci al  dopo-Gheddafi</a>. Che rischia di essere abbastanza complicato soprattutto  per l&#8217;Italia, visto che nell&#8217;area probabilmente crescerà il peso della  Francia, della Gran Bretagna e della Cina».</p>
<p>Romano Prodi, che dal 2008  presiede il <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/il-segretario-generale-dellonu-nomina-romano-prodi-alla-guida-della-commissione-speciale-delle-nazioni-unite-per-lafrica_58.html" target="_blank">gruppo di lavoro Onu-Unione Africana</a> per le missioni di  «peacekeeping», analizza l&#8217;impatto delle rivoluzioni nordafricane poco  prima di aprire, qui a Washington, i lavori della <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">conferenza sul futuro  del continente più povero del Pianeta</a>.</p>
<p>Indicato in passato come  possibile <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-io-mediatore-con-gheddafi-non-so-nulla_3098.html" target="_blank">mediatore</a>, l&#8217;ex capo del governo italiano afferma che «quello  che serve ora è uno sforzo per salvare i frutti delle rivoluzioni dei mesi scorsi. Le cose non sono messe bene:  l&#8217;Egitto, Paese-guida dell&#8217;area, è <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-e-in-prima-linea-promuova-un-massiccio-piano-di-aiuto-al-nuovo-egitto_2943.html" target="_blank">alle corde</a>. Crescono disoccupazione e  criminalità. Molti imprenditori sono in prigione, altri sono scappati  all&#8217;estero».</p>
<p>Nell&#8217;immediato il problema che preoccupa di più Prodi è la  sopravvivenza dell&#8217;Unione Africana, il mantenimento della sua  operatività. «Alla <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">conferenza di un anno fa</a> discutevamo grandi progetti.  Oggi siamo di fronte a un&#8217;emergenza: rischiamo il collasso dell&#8217;unico  organismo multilaterale dell&#8217;Africa il cui funzionamento è stato fin qui  garantito in misura rilevante dai <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=37197&amp;sez=HOME_NELMONDO&amp;npl=&amp;desc_sez=" target="_blank">soldi della Libia</a>».</p>
<p>Quanto? Nessuno  lo sa con esattezza, perché l&#8217;Unione è una realtà assai poco  trasparente. Ufficialmente da Tripoli arriva il 15% delle risorse. In  realtà pare pesi almeno per il 3o. Qualcuno parla addirittura del 5o%.</p>
<p>«Non è un problema di aride cifre» spiega Prodi. «L&#8217;Unione funziona  male, ma è l&#8217;unica istituzione che abbiamo, l&#8217;unica entità che può favorire uno sviluppo ordinato dell&#8217;Africa. Che  ha bisogno di una difesa comune, politiche comuni, un mercato integrato.  Come puoi fabbricare auto in Ghana senza infrastrutture e una  dimensione del mercato che vada oltre i confini di quel Paese?»</p>
<p>Le  rivolte nordafricane che in Occidente hanno scaldato i cuori dei  democratici, ora cominciano a preoccupare: «Dopo aver sostenuto i  movimenti, adesso dobbiamo fare uno sforzo concorde per far ripartire i  Paesi della &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/africa-unita-per-il-futuro_3162.html" target="_blank">primavera araba</a>&#8220;. La loro crisi è un grosso guaio per  l&#8217;Italia, primo partner commerciale della Libia, secondo dell&#8217;Egitto,  della Tunisia e anche della Siria. La nostra politica mediterranea ne  esce molto scossa. Serve un nuovo disegno di difesa dei nostri interessi  nell&#8217;area.</p>
<p>Ma le rivoluzioni hanno anche un effetto destabilizzante sul  resto dell&#8217;Africa: scompongono il quadro dei finanziamenti e anche  quello delle alleanze». Gli Stati Uniti cominciano  rendersene conto e infatti la <a href="http://www.wilsoncenter.org/index.cfm?fuseaction=events.event_summary&amp;event_id=701440" target="_blank">conferenza</a> che si è aperta ieri, organizzata dalla  <a href="http://www.fondazionepopoli.org/" target="_blank">Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli</a> creata dallo stesso Prodi  tre anni fa e dalla Sais, la Scuola internazionale della <a href="http://www.sais-jhu.edu/" target="_blank">John Hopkins  University</a>, è sostenuta dal Dipartimento di Stato Usa. «L&#8217;Unione  Africana — spiega Prodi — va aiutata con un intervento multilaterale:  non bastano le iniziative dei singoli Paesi. Che spesso sono ex potenze  coloniali coi loro legittimi interessi. America, Europa e Cina non si  sono mai sedute attorno a un tavolo per discutere del futuro dell&#8217;  Africa». Alla conferenza, oltre ai leader di Paesi africani, per la  prima volta sono presenti, uno a fianco all&#8217;altro, esponenti  dell&#8217;Amministrazione Obama, del governo di Pechino e dell&#8217; Unione  europea.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=23461" target="_blank"><em>Guarda l’ intervista di RaiNews24 a Romano Prodi</em></a></p>
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		<title>Troppe contraddizioni sulle rivolte arabe, così l&#8217;Italia perderà peso in Nordafrica</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 05:29:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Romano Prodi a Washinton per presiedere la seconda conferenza internazionale &#8220;53 Countries One Union&#8221;
&#8220;Troppe contraddizioni sulle rivolte arabe così l&#8217;Italia perderà  peso  in Nordafrica&#8221; Aumenterà l&#8217;influenza di quei paesi che hanno  strategie  più chiare: Francia, Inghilterra Cina e Turchia
Intervista di Federico Rampini a Romano Prodi su La Repubblica del 16 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/rivolteafricane.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3204" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/rivolteafricane-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Romano Prodi a Washinton per presiedere la seconda conferenza internazionale &#8220;53 Countries One Union&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Troppe contraddizioni sulle rivolte arabe così l&#8217;Italia perderà  peso  in Nordafrica&#8221; Aumenterà l&#8217;influenza di quei paesi che hanno  strategie  più chiare: Francia, Inghilterra Cina e Turchia</strong></p>
<p>Intervista di Federico Rampini a Romano Prodi su <a href="http://rampini.blogautore.repubblica.it/2011/06/16/prodi-litalia-sta-perdendo-il-nordafrica/" target="_blank"><strong>La Repubblica</strong></a> del 16 giugno 2011</p>
<p>L&#8217;intervista &#8211; Dal nostro inviato federico Rampini, Washington -</p>
<p>«E&#8217; ondivaga la politica dell&#8217;Italia verso il Nordafrica. Le  <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/6_giugno/16/mondo_arabo_prodi_ondivaga_politica_italiana_verso_nord_africa,30101709.html" target="_blank">oscillazioni italiane</a>, i continui cambiamenti, non ci giovano in nessuno  scenario, qualunque sia l&#8217;esito finale in Libia e altrove». Romano  Prodi è a Washington per presiedere la seconda conferenza internazionale  &#8220;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">Africa: 53 Countries One Union</a>&#8221; e da qui lancia l&#8217;allarme per la  perdita d&#8217;influenza del nostro paese in un&#8217;area strategica.</p>
<p><em>Quale prezzo  pagherà l&#8217;Italia? </em></p>
<p>«In Libia e in tutto il Nordafrica aumenterà  l&#8217;influenza di quei paesi che hanno strategie più chiare: la Francia,  l&#8217;Inghilterra tra gli europei, la Cina sicuramente, anche la Turchia per  il suo <a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/brics-un-altro-passo-avanti-verso-un-mondo-pluralistico-e-multipolare_2814.html" target="_self">peso economico crescente</a>. Il problema non si limita alla Libia.  Sono in preda a sconvolgimenti tutti i paesi nei quali storicamente  l&#8217;Italia si trova al primo o secondo posto come partner economico:  Egitto, Tunisia, Siria, Iran. L&#8217;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/non-basta-trovare-soldi-per-azioni-militari-manca-una-leadership-internazionale_2845.html" target="_blank">ondeggiare non ci aiuta</a>, l&#8217;Italia va  verso una perdita secca su questo fronte strategico.</p>
<p>Manca la capacità di inventare una nuova politica. Il governo italiano dovrebbe  farsi promotore di una nuova visione europea, perché solo un approccio  multilaterale ci può salvare».</p>
<p><em>Lei qui a Washington oggi incontra i  dirigenti americani e cinesi, oltre ai rappresentanti dell&#8217;Unione europea  e dell&#8217;Africa. Di tutte le rivoluzioni democratiche incompiute quale la  preoccupa di più?</em></p>
<p>«L&#8217;Egitto, per l&#8217;<a href="http://www.romanoprodi.it/articoli/italia/litalia-e-in-prima-linea-promuova-un-massiccio-piano-di-aiuto-al-nuovo-egitto_2943.html" target="_blank">importanza unica</a> di questo paese. Le  cose non stanno andando bene al Cairo, le difficoltà economiche sono  enormi, l&#8217;industria turistica ha visto crollare le entrate in valuta,  aumenta la delinquenza, un milione e mezzo di emigrati egiziani in Libia  sono tornati e s&#8217;inaridiscono le rimesse.</p>
<p>I capitali sono fuggiti, gli  imprenditori sono in carcere o progettano di scappare all&#8217;estero».</p>
<p><em>Lei  propone &#8220;una grande prova di amicizia&#8221; verso quei paesi. Al <a href="http://www.aise.it/esteri/mae/83940-g8-deauville-fondi-per-sostenere-la-qprimavera-arabaq-ma-gheddafi-se-ne-deve-andare.html" target="_blank">G8 di  Deauville</a> Barack Obama ha già annunciato la <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-Obama-Usa-cancellano-fino-a-un-miliardo-di-debiti_312036253876.html" target="_blank">cancellazione del debito</a> egiziano e tunisino. </em></p>
<p>«E&#8217; importante, ma bisogna vigilare al rispetto degli impegni, i G8 non hanno una gran  tradizione nel mantenere le promesse».</p>
<p><em>Lei chiede di <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?cat=11" target="_blank">trasferire risorse e competenze</a> all&#8217;Unione africana, ma paesi come la Francia e  l&#8217;Inghilterra si oppongono. </em></p>
<p>«E&#8217; comprensibile, in certi paesi africani  le ex potenze coloniali ancora svolgono un ruolo immenso, gestiscono  molti servizi essenziali. Ma bisogna uscirne, non è credibile una  gestione degli interventi affidata ai vecchi colonizzatori».</p>
<p><em>Potrebbe  uscire da questa conferenza una <a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/prodi-io-mediatore-con-gheddafi-non-so-nulla_3098.html" target="_blank">mediazione</a> per sbloccare l&#8217;impasse libica? </em></p>
<p>«La parola mediazione <a href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;Art=112402&amp;Cat=1&amp;I=immagini/Politica/Prodi%20Romano.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Esteri&amp;Codi_Cate_Arti=16" target="_blank">è impropria</a>. La Nato non la vuole, evidentemente  pensa che la vittoria è vicina. Ma la fine di Gheddafi avrà implicazioni  profonde in tutta l&#8217;Africa, basti pensare che l&#8217;Unione africana  otteneva il 30% dei suoi fondi dalla Libia».</p>
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		<title>Africa: solo la democrazia può garantire la prosperità</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/interviste/africa-solo-la-democrazia-puo-garantire-la-prosperita_3195.html</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 22:02:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AFRICA: PRODI, SOLO DEMOCRAZIA PUO&#8217; GARANTIRE PROSPERITA&#8217;
CONFERENZA INTERNAZIONALE A WASHINGTON, NUOVE SFIDE CONTINENTE 
Articolo di Cristiano del Riccio per ANSA
(ANSA) &#8211; WASHINGTON, 16 GIU &#8211; &#8216;Solo il raggiungimento di istituzioni  democratiche puo&#8217; garantire prosperita&#8217; a lungo termine ai paesi  dell&#8217;Africa&#8217;. Lo ha detto a Washington Romano Prodi, presidente della  Fondazione per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/libia_proteste_rivolta.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3197" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/06/libia_proteste_rivolta-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>AFRICA: PRODI, SOLO DEMOCRAZIA PUO&#8217; GARANTIRE PROSPERITA&#8217;<br />
CONFERENZA INTERNAZIONALE A WASHINGTON, NUOVE SFIDE CONTINENTE </strong></p>
<p>Articolo di Cristiano del Riccio per <strong>ANSA</strong></p>
<p>(ANSA) &#8211; WASHINGTON, 16 GIU &#8211; &#8216;Solo il raggiungimento di istituzioni  democratiche puo&#8217; garantire prosperita&#8217; a lungo termine ai paesi  dell&#8217;Africa&#8217;. Lo ha detto a Washington Romano Prodi, presidente della  <a href="http://www.fondazionepopoli.org" target="_blank">Fondazione</a> per la Collaborazione tra i Popoli, che ha organizzato  mercoledi&#8217; e giovedi&#8217; a Washington una conferenza internazionale  sull&#8217;Africa intitolata &#8216;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=1156" target="_blank">Africa, 53 Countries One Union &#8211; The New  Challenges</a>&#8216;.</p>
<p>La conferenza, che e&#8217; organizzata anche dal <a href="http://www.wilsoncenter.org/index.cfm?fuseaction=events.event_summary&amp;event_id=701440" target="_blank">Woodrow Wilson International  Center for Scholars</a> e dalla <a href="http://www.sais-jhu.edu/" target="_blank">SAIS John Hopkins University</a>, segue di un  anno un analogo evento tenuto nel maggio 2010 <a href="http://www.fondazionepopoli.org/?p=417" target="_blank">a Bologna</a>.</p>
<p>Lo scopo della conferenza e&#8217; quello di esaminare come meglio aiutare e  sostenere il processo verso una possibile unita&#8217; del continente  africano, anche alla luce dei nuovi fermenti della &#8216;<a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/africa-unita-per-il-futuro_3162.html" target="_blank">primavera araba</a>&#8216;.</p>
<p>&#8216;E&#8217; questo un tempo di crisi e di instabilita&#8217; per l&#8217;Africa soprattutto  nel nord come conseguenza della &#8216;primavera araba&#8217; &#8211; ha detto Prodi &#8211; Ma  in Egitto dopo la primavera potrebbe giungere l&#8217;inverno&#8217;.</p>
<p>Prodi ha detto che &#8217;solo una politica di integrazione economica puo&#8217; risolvere alcuni dei problemi piu&#8217; importanti dell&#8217;Africa&#8217;.</p>
<p>&#8216;L&#8217;Unione Africana puo&#8217; avere un ruolo importante nel contribuire alla  stabilita&#8217; dell&#8217;Africa &#8211; ha aggiunto Prodi &#8211; ma questa organizzazione  deve mostrare una maggiore trasparenza nel modo in cui gestisce i  fondi&#8217;.</p>
<p>L&#8217;attenzione della conferenza e&#8217; concentrata su tre punti che potrebbero  promuovere il cammino verso la unita&#8217;.</p>
<p>In particolare:</p>
<ol>
<li>Pace,  sicurezza e democrazia.</li>
<li>Commercio come potente fattore di  integrazione economica tra gli stati.</li>
<li>Infrastrutture a carattere  regionale e continentale.</li>
</ol>
<p>L&#8217;assunto da cui trae origine la conferenza e&#8217; che la frammentazione  politica ed economica dell&#8217;Africa deve essere superata se si vogliono  ottenere obiettivi quali maggiori tassi di sviluppo, prosperita&#8217;  economica e una pace durevole.</p>
<p>Tra i partecipanti alla conferenza figurano, oltre a Romano Prodi, il  sottosegretario generale dell&#8217;Onu Susanna Malcorra e il presidente del  Malawi Ngwazi Bingu wa Mutharika. Jane Harman, presidente del Woodrow  Wilson Center, ha sottolineato a sua volta che negli ultimi sei mesi  l&#8217;Africa e&#8217; balzata al centro della scena mondiale grazie alla  &#8216;primavera araba&#8217;. &#8216;Ma le conseguenze di questo fenomeno sono ancora  imprevedibili&#8217;, ha osservato la Harman.</p>
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