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	<title>Romano Prodi &#187; Documenti</title>
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	<description>Pagine del sito del prof. Romano Prodi</description>
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		<title>“Il Mondo Che Verrà”: tre incontri televisivi con Romano Prodi su La7</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 22:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI
Su LA7, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3982" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/IlMondoCheVerrà-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><strong>IL MONDO CHE VERRÀ</strong><br />
Tre incontri in esclusiva con ROMANO PRODI</p>
<p>Su <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/index.html" target="_blank"><strong>LA7</strong></a>, il  martedì alle 23:00 dall&#8217;11 al 25 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/fotogallery.html" target="_blank">Stabat Mater</a> dell’Università di Bologna, tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Lo fa per <a href="http://www.la7.it/ilmondocheverra/bacheca.html" target="_blank">confrontarsi</a> con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p><strong>Il primo appuntamento</strong> con Il Mondo Che Verrà &#8211; andato in onda l&#8217;11 ottobre 2011 &#8211; è stato dedicato alla cosiddetta<strong> “La Sfida dei continenti”</strong>, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il primo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Prima puntata - La Sfida dei continenti" src="/images/mondoverra-puntata-1.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Partendo dall’ascesa dei grandi Paesi emergenti, il Professore analizza l’attuale instabilità del sistema economico occidentale, la crisi dei debiti sovrani e la strada che ha portato a questa situazione difficile.</p>
<p>L’euro sopravviverà? Romano Prodi affronta così la questione: “L’Euro resisterà perché nessuno ha interesse a buttarlo a mare, non certo la Grecia, non certo l’Italia, ma soprattutto non la Germania. Perché oggi la Germania è di gran lunga il Paese più potente e più forte dell’Europa grazie all’euro”. E ancora: “Non si può avere una moneta comune senza avere anche un bilancio, un politica finanziaria ed economica comune. (…) O noi stiamo assieme, o la battaglia soli non la vinciamo. Neanche la Germania può farcela da sola. E’ grande per l’Europa, è piccola per il mondo”.</p>
<p>Oltre alla situazione finanziaria, Prodi esamina infine la crisi alimentare, l’espansione demografica e il futuro delle risorse energetiche. Un’analisi del quadro presente e dei possibili scenari futuri.</p>
<p><strong>Il secondo appuntamento</strong>, intitolato <strong>“La Disuguaglianza”</strong>, ha avuto come fulcro la questione della sempre più grande divergenza tra classi ricche e classi povere ed è andato in onda il 18 ottobre 2011.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il secondo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50236244" target="_blank"><img title="Seconda puntata - La Disuguaglianza" src="/images/mondoverra-puntata-2.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Commentando la divergenza sempre più marcata tra la popolazione povera e quella più ricca del mondo, Romano Prodi analizza le cause che hanno portato a questa situazione: gli squilibri crescenti nella distribuzione dei redditi e nella pressione fiscale, la mancanza di crescita, il declino del welfare. Ed è proprio da tasse, welfare e istruzione che, secondo il Professore, bisogna partire per costruire una società più equa e più giusta.</p>
<p>E ancora si percorre la storia del welfare state, per capire perché nel mondo occidentale stia oggi regredendo. Il Professor Prodi affronta così il tema e le sue conseguenze: “Un problema del welfare è la riduzione delle risorse, ed è frutto della crisi. É un problema molto serio che obbliga ad alcuni provvedimenti non piacevoli. Aumenta l’età media delle persone in Italia, il cambiamento dell’età pensionabile si esige, altrimenti non ci sono le risorse per tutti. Il problema esiste.”</p>
<p>Infine il focus si sposta sulla situazione italiana: dal ruolo attuale dell’istruzione fino al livello di ricchezza e di equità presenti nel Paese. Romano Prodi lo commenta così: ‘C’è un problema di distribuzione, noi abbiamo un numero di famiglie poverissime. Una famiglia su cinque non arriva alla fine del mese. Abbiamo sì ricchezza, ma mal distribuita.”</p>
<p><strong>Il terzo appuntamento</strong> di questo ciclo di incontri è andato in onda il 25 ottobre 2011 con <strong>“La Paura”. </strong>Questo e&#8217; il titolo scelto per descrivere tre grandi tematiche del mondo  contemporaneo: l’immigrazione, la concorrenza internazionale e il futuro  dei nostri figli. Partendo dalla situazione dei trentenni di oggi, che  vivono in un Paese che mostra segni di sofferenza, il Professore  approfondisce lo stato della crescita economica italiana, una crescita  che non c’è.</p>
<p><em>(Fare click sull&#8217;immagine per vedere il terzo incontro su <strong>la7.tv</strong>) </em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50237423" target="_blank"><img title="Terza puntata - La Paura" src="/images/mondoverra-puntata-3.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Prodi descrive lo stato di disoccupazione e di lavoro precario in Italia, analizzando così il fenomeno della “fuga dei cervelli” e dei giovani italiani che non studiano, non lavorano e non sono in un programma di formazione: “Quasi la metà dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono precari. Questa è veramente una tragedia nella tragedia: la grande disoccupazione giovanile e il precariato che domina anche nella parte occupata. Allora qui bisogna veramente cambiare registro.”</p>
<p>Da qui, partendo dal confronto con Cina e Stati Uniti e domandandosi se esistono le medesime paure, si arriva al problema del ricambio generazionale, che investe sia il mondo del lavoro sia quello della politica.</p>
<p>Infine, il Romano Prodi si sofferma sul tema dell’immigrazione, esaminando i dati reali di questo fenomeno e la percezione di esso deformata dalla crisi e dalla politica dell’ultimo decennio. Il Professore la commenta così: “La percezione è che gli immigrati siano molti di più di quelli che sono. Innanzitutto per la velocità con cui sono arrivati. E’ vero che gli stranieri in Italia sono meno che in Francia e Germania, ma sono arrivati velocissimi negli ultimi anni perché la nostra società si è trasformata più recentemente ma più in fretta. Uno dei nostri problemi che dobbiamo curare è l’integrazione, è capire che riceviamo delle risorse potenzialmente straordinarie e, adagio adagio, devono essere integrate. La generazione successiva deve diventare una generazione di italiani. Questa è la grande sfida dell’immigrazione.”</p>
<p>In chiusura di puntata, un question time con gli studenti: dal coordinamento delle politiche economiche dei paesi europei in risposta alla crisi a come e quando affrontare le riforme strutturali, dalla posizione attuale dei laureati in Italia al rapporto storico tra USA e Italia e alla sua evoluzione futura nel campo economico.<br />
<em><br />
(Ogni puntata è  disponibile su <strong><a href="http://www.la7.tv/programmi/ilmondocheverra/" target="_blank">www.la7.tv</a></strong>, la catch up tv di LA7).</em></p>
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		<title>&#8220;Il Mondo che verrà&#8221;. Il primo incontro &#8211; la sfida dei Continenti</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/il-mondo-che-verra-prima-puntata-la-sfida-dei-continenti_3906.html</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 06:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro
La sfida dei Continenti
Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su La7 dell&#8217; 11 ottobre 2011
Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3907" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/10/il_mondo_che_verra1-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a>IL MONDO CHE VERRÀ primo incontro</p>
<p>La sfida dei Continenti</p>
<p>Il primo di tre incontri in esclusiva con Romano Prodi su <strong><a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">La7</a></strong> dell&#8217; 11 ottobre 2011</p>
<p>Dall’aula dello Stabat Mater dell’Università di Bologna, questo è il primo tre incontri con il Professor Romano Prodi sul presente e sul futuro dell’economia mondiale. La sfida dei continenti e le armi per combattere la crisi, cosa fare contro l’aumento della disuguaglianza, la paura del futuro e come vincerla. Tre appuntamenti per capire il mondo che c’è e Il Mondo Che Verrà. Il Professor Romano Prodi torna in cattedra.</p>
<p>Il Professore si è confrontato con una classe di studenti italiani e stranieri provenienti dalle diverse facoltà dell’Università di Bologna sulla situazione mondiale contemporanea e i possibili sviluppi futuri. A coadiuvare il dibattito, la giornalista e conduttrice Natascha Lusenti.</p>
<p>Il primo appuntamento con Il Mondo Che Verrà è dedicato alla cosiddetta “Sfida dei continenti”, più precisamente quello europeo, quello asiatico e quello americano, e all’evoluzione dei rapporti socio-politici ed economici tra di essi.</p>
<p><em>Click sull&#8217;immagine per vedere la puntata</em><br />
<a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank"><img title="Il Mondo che verrà - primo incontro - la sfida dei Continenti" src="/images/rp.it_la7_imgplay.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Ogni puntata è inoltre disponibile on demand per sette giorni su <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50234935" target="_blank">www.la7.tv</a>, la catch up tv di LA7.</p>
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		<title>La scienza di Vito e l&#8217;arte di mangiar bene nei ricordi di casa Prodi</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/la-scienza-di-vito-e-larte-di-mangiar-bene-nei-ricordi-di-casa-prodi_2863.html</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prefazione di Romano Prodi al libro &#8220;E&#8217; pronto in tavola &#8211; le mie ricette&#8221; di Vito (Stefano Bicocchi)
Quando qualcuno scrive di ricette della propria famiglia vengo inevitabilmente preso da un senso di diffidenza. Sarà perché i vecchi quaderni di cucina che hanno girato in casa nostra sono pieni di &#8220;quanto basta&#8221;, &#8220;un pizzico&#8221; &#8220;fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Vito.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2864" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Vito-266x300.jpg" alt="" width="266" height="300" /></a>Prefazione di Romano Prodi al libro &#8220;<a href="Vito &quot;E' pronto in tavola - Le mie ricette e quelle di famiglia&quot;" target="_blank"><strong>E&#8217; pronto in tavola &#8211; le mie ricette</strong></a>&#8221; di Vito (Stefano Bicocchi)</p>
<p>Quando qualcuno scrive di ricette della propria famiglia vengo inevitabilmente preso da un senso di diffidenza. Sarà perché i vecchi quaderni di cucina che hanno girato in casa nostra sono pieni di &#8220;quanto basta&#8221;, &#8220;un pizzico&#8221; &#8220;fino a raggiungere la giusta consistenza&#8221;. Aggiungo poi che mia suocera, attuale depositaria della storia culinaria della famiglia, usa ripetere che o uno ha il &#8220;sover man&#8221; (che deve essere un misto tra il reggiano e il francese) cioè &#8220;la mano&#8221; o è meglio lasciar perdere. Insomma tutto pareva  affidato all&#8217;estro, anche se era c&#8217;era una diffusa  cultura comune, fondata su pochi testi, come l&#8217;<a href="http://www.casartusi.it/c/document_library/get_file?folderId=1372&amp;name=libro%2520artusi.pdf" target="_blank">Artusi</a>, il <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/talismano-felicita-boni-ada-colombo/libro/9788886359832" target="_blank">talismano della felicità</a> e la rivista <a href="http://www.lacucinaitaliana.it/" target="_blank">Cucina Italiana</a>.</p>
<p>Sono quindi rimasto sorpreso e un po&#8217; spiazzato quando Vito mi ha dolcemente richiesto di scrivere due righe di <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/04/27/news/il_comico_vito_si_fa_chef_le_mie_ricette_d_asciutto_o_da_brodo-15427448/" target="_blank">premessa al suo libro</a> che non solo ci presenta ricette di famiglia ma vi aggiunge proprie originali elaborazioni. Non che io non mi fidassi di Vito, di cui senza fine ammiro lo spirito diretto e genuino, ma un cuoco deve avere una certa dose di fantasia (e questa non manca a Vito), ma deve avere soprattutto tanta pazienza. Il mestiere del cuoco è eminentemente sperimentale. Come novello Galileo deve provare e riprovare e non stancarsi mai di provare.</p>
<p>E poi deve pazientemente mettere alla prova sua e di qualche altra cavia il frutto del proprio lavoro. E <a href="http://www.eaifood.com/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=9039:Stefano%20Bicocchi,%20in%20arte%20Vito.%20Protagonista%20dell%27Arena%20del%20Sole.%20Per%20noi%20Vito%20Cuoco.%20Non%20l%27attore,%20il%20Cuoco%20quello%20Vero!&amp;Itemid=11" target="_blank">non conoscevo queste virtù di Vito</a>, che  invece appare come un cuoco veramente professionale. Anche se devo ancora verificare direttamente i sapori dei suoi piatti (non mi ha ancora invitato a provarli !).</p>
<p>Nelle <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/spettacoli/2011/04/27/496342-vito_servito.shtml" target="_blank">ricette di Vito</a> ho ritrovato comunque un&#8217;aria  di famiglia: dalle lasagne fino alla zuppa inglese passando per le crescentine fritte. <a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Romano-Prodi-Mortadella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2865" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2011/05/Romano-Prodi-Mortadella-300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a>Un abisso ci separa invece nella ricetta dei tortellini in cui mai, anche risalendo indietro per generazioni, la mia tradizione famigliare vi avrebbe potuto immettere un solo grammo di mortadella, nonostante l&#8217;importanza determinante che questo delizioso prodotto avrebbe in seguito avuto nella mia vita politica. E non credo che mia nonna, da brava nordemiliana, l&#8217;avrebbe mai tollerata nei tortellini anche se fosse stata ancora viva ai tempi della mia Presidenza del Consiglio.</p>
<p>E non so nemmeno quale giudizio avrebbe potuto dare sulle ricette personali di Vito, a cominciare dall&#8217;astice e dalle capesante di cui essa ignorava persino l&#8217;esistenza. In verità questo interrogativo sulle ricette personali di Vito non riguarda solo mia nonna ma mi tocca di persona perché le sue invenzioni &#8220;esclusive&#8221; le ho solo gustate nel loro aspetto letterale ma, come accennavo in precedenza, non ho avuto l&#8217;occasione di assaggiarle nella loro concretezza.</p>
<p>Mi auguro perciò che queste poche righe bene auguranti possano avere la positiva conseguenza di potere in futuro apprezzare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cipTMUY7UDg" target="_blank">la cucina di Vito</a> non solo in teoria ma nei suoi profumi e nei suoi sapori. Che hanno tuttavia l&#8217;apparenza di essere davvero straordinari, così straordinari da farmi cadere ogni iniziale diffidenza.</p>
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		<title>EU must sanction Israel over its refusal to obey international law and must recognize the State of Palestine</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/eu-must-sanction-israel-over-its-refusal-to-obey-international-law-and-must-recognize-the-state-of-palestine_2401.html</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Letter to the President of the European Council
TO: Herman van Rompuy, President of the European Council (dated 2 December 2010)
Lady Catherine Ashton, High Representative for Foreign Affairs and Security Policy/First Vice-President of the European Commission (dated 2 December 2010)
CC: EU Heads of Government (dated 6 December 2010)
EU Ministers of Foreign Affairs (dated 6 December 2010)
FROM: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/12/EFLG-content-letter-to-EU.pdf-7-12-2010.pdf"></a><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/12/002-0725213133-israel-palestine.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2407" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/12/002-0725213133-israel-palestine-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /></a>Letter to the President of the European Council</strong></p>
<p><em>TO: Herman van Rompuy, President of the European Council (dated 2 December 2010)<br />
Lady Catherine Ashton, High Representative for Foreign Affairs and Security Policy/First Vice-President of the European Commission (dated 2 December 2010)</em></p>
<p><em>CC: EU Heads of Government (dated 6 December 2010)<br />
EU Ministers of Foreign Affairs (dated 6 December 2010)</em></p>
<p><em>FROM:<strong> </strong>European Former Leaders Group (EFLG)</em></p>
<p><em>RE: <strong><a href="http://www.haaretz.com/print-edition/news/former-european-leaders-sanction-israel-over-settlement-building-1.329767" target="_blank">Application</a> of Council <a href="http://www.ft.com/cms/s/2a1461da-03b9-11e0-8c3f-00144feabdc0,Authorised=false.html?_i_location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2F2a1461da-03b9-11e0-8c3f-00144feabdc0.html%2523axzz17hZJ37pf&amp;_i_referer=" target="_blank">Conclusions</a> on the Middle East <a href="http://www.presstv.ir/detail/154854.html" target="_blank">Peace Process</a></strong></em></p>
<p>The year 2011 will be of critical importance in determining the fate of the Middle East, perhaps for many years to come.</p>
<p>On 8 December 2009 the Foreign Affairs Council of the European Union adopted a set of twelve ‘<a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">Council conclusions on the Middle East peace process</a>’. The resulting document, essentially a collective European blueprint for resolution of the Arab-Israeli conflict, set out the requirements for a comprehensive peace, inclusive of ‘a two-state solution to the Israeli-Palestinian conflict’, in a clear and concise manner. It also identified a number of benchmarks. The Council further recognized that Middle East peace ‘is a fundamental interest’ of not only the parties in the region, but also of the European Union itself. With this statement, the EU attracted considerable interest and raised expectations about its ability to advance the peace process. It formulated in effect what the overall international community, including the current administration of the United States, apparently believes is right.<br />
It is now one year on and we appear to be no closer to a resolution of this conflict. To the contrary, developments on the ground, primarily Israel’s continuation of settlement activity in the Occupied Palestinian Territory (OPT) including in East Jerusalem, pose an existential threat to the prospects of establishing a sovereign, contiguous and viable Palestinian state also embracing Gaza, and therefore pose a commensurate threat to a two-state solution to the conflict.</p>
<p>Given this situation and the urgent need for action, we consider it a matter of fundamental credibility that the Council revisit the principles and requirements it enunciated in December 2009 and establish the next steps forward at its meeting scheduled for 13 December 2010. In addition to reconfirming the framework and principles it collectively adopted in December 2009, we consider it vital that the Council should also identify concrete measures to operationalize its agreed policy and thence move to implementation of the agreed objectives. Europe cannot afford that the application of these policy principles be neglected and delayed yet again. Time to secure a sustainable peace is fast running out.</p>
<p>Taking in turn the Conclusions reached by the Council in December 2009, we articulate below ways and means to translate these into actual policy.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">1.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The Council of the European Union is seriously concerned about the lack of progress in the Middle East peace process. The European Union calls for the urgent resumption of negotiations that will lead, within an agreed time-frame, to a two-state solution with the State of Israel and an independent, democratic, contiguous and viable State of Palestine, living side by side in peace and security. A comprehensive peace, which is a fundamental interest of the parties in the region and the EU, must be achieved on the basis of the relevant UN Security Council Resolutions, the Madrid principles including land for peace, the Roadmap, the agreements previously reached by the parties and the Arab Peace Initiative.</p>
<p>We welcomed the resumption of bilateral negotiations under American auspices in September 2010. Only a negotiated two-state solution will allow the security needs of both sides to be met. It gives us great concern however that the current talks lack a clear framework or terms of reference, and stalled almost as soon as they commenced, primarily on account of continued settlement construction by Israel.<br />
Even if inducements to Israel to resume a partial settlement freeze for a limited period of time (such as the supply of sophisticated military equipment) enable talks to proceed, there is no guarantee that these will produce a substantive agreement resolving the conflict within the next year. Moreover these inducements include measures that Palestinians may well believe would limit their sovereignty in any final agreement.<br />
It is eminently clear that without a rapid and dramatic move to halt the ongoing deterioration of the situation on the ground, a two-state solution, which forms the one and only available option for a peaceful resolution of this conflict, will be increasingly difficult to attain.<br />
We believe this is a matter of utmost concern. We therefore recommend that the EU, in cooperation with the United States, United Nations, Russian Federation, League of Arab States and other interested parties, should put forward a concrete and comprehensive proposal for the resolution of this conflict, that includes a clear time frame for the successful conclusion of these negotiations on the basis of longstanding principles agreed by the above parties and the international community as a whole.<br />
We believe the EU should at the December 2010 Council meeting set a date at which it will take further action. It could for example say that if there is no progress by its next meeting scheduled for April 2011, this will leave the Council with no alternative but to refer the matter to the international community to enable the latter to lead efforts to define a vision and strategy for a resolution of this conflict.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">2.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The Council reconfirms its support for the United States&#8217; efforts to resume negotiations on all final status issues, including borders, Jerusalem, refugees, security and water, respecting previous agreements and understandings. The European Union will not recognise any changes to the pre-1967 borders including with regard to Jerusalem, other than those agreed by the parties. The Council reiterates the EU&#8217;s readiness to contribute substantially to post-conflict arrangements, aimed at ensuring the sustainability of peace agreements, and will continue the work undertaken on EU contributions on state-building, regional issues, refugees, security and Jerusalem. The Council underlines the need for a reinvigorated Quartet engagement and notes the crucial importance of an active Arab contribution building on the Arab Peace Initiative.</p>
<p>As indicated here the EU is committed to contributing substantially to peace-building and reinforcement once the parties are agreed on the details. However, the Government of Israel continues to undertake unilateral measures on the ground that will prejudge the outcome if not prevent the possibility of substantive negotiations on many of the final status issues identified above.</p>
<p>In response to these measures, we recommend that the EU reiterate its position that it will not recognize any changes to the June 1967 boundaries, and clarify that a Palestinian state should be in sovereign control over territory equivalent to 100% of the territory occupied in 1967, including its capital in East Jerusalem. Only minor and reciprocal amendments as may be agreed between the parties themselves could legitimately be recognised.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">3.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The EU stands ready to further develop its bilateral relations with the Palestinian Authority reflecting shared interests, including in the framework of the European Neighbourhood Policy. Recalling the Berlin declaration, the Council also reiterates its support for negotiations leading to Palestinian statehood, all efforts and steps to that end and its readiness, when appropriate, to recognise a Palestinian state. It will continue to assist Palestinian state-building, including through its CSDP missions and within the Quartet. The EU fully supports the implementation of the Palestinian Authority&#8217;s Government Plan &#8220;Palestine, Ending the Occupation, Establishing the State&#8221; as an important contribution to this end and will work for enhanced international support for this plan.</p>
<p>The Palestinian Authority has made impressive progress in the implementation of its Government Plan and the development of the infrastructure of a Palestinian state. EU support and assistance has been vital to this success. To date, the EU and member states have invested some EUR 8 billion in the peace process, primarily in the form of assistance to the Palestinian Authority, Palestinian institutions, and the development of infrastructure in the OPT. By continuing to be the primary donor to this work, the EU underlines the vital European interest in the establishment of a Palestinian state and the implementation of a two-state solution.<br />
Because the Palestinian Authority exists and operates under Israeli military occupation, the Palestinians cannot be expected to establish their state without further international assistance, political as well as economic.<br />
It is therefore our strong belief that the EU needs to act more pro-actively in its relations with the US, Israel and others to promote the fulfillment of this objective.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">4.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Recalling the EU&#8217;s position as expressed at the Association Council in June 2009, the Council reaffirms its readiness to further develop its bilateral relations with Israel within the framework of the ENP. The EU reiterates its commitment towards the security of Israel and its full integration into the region, which is best guaranteed through peace between Israel and its neighbours.</p>
<p>During the past twelve months, the EU has continued to develop its bilateral relations with Israel within the framework of the ENP, with additional support provided in other fora, such as Israel’s accession to the OECD. Yet Israel has continued with settlement construction in the OPT, including East Jerusalem, and refused to negotiate seriously on terminating occupation and the establishment of an independent and sovereign Palestinian state.<br />
The EU has always maintained that settlements are illegal, but has not attached any consequences for continued and systematic Israeli settlement expansion in the OPT, including East Jerusalem.<br />
We therefore strongly believe that the EU must make absolutely clear that enhancement or upgrading of the EU-Israel Association Agreement and other bilateral agreements and programs will not occur unless settlements are frozen.<br />
We furthermore recommend in the strongest possible terms that the EU examine the legal implications for the EU of the continued application of bilateral agreements by Israel to Israelis and Israeli entities in the OPT, i.e. to areas outside the internationally recognized boundaries of the State of Israel. We consider it necessary that the EU add safeguard clauses to these agreements which rule out their application to Occupied Territories, to ensure that entities prohibited by international law and considered unlawful by EU policy, such as settlements, are excluded from European privileges and will not be promoted and legitimized by their provision. We consider it necessary that the EU bring an end to the import of settlement products which are, in contradiction with EU labeling regulations, marketed as originating in Israel. We consider it simply inexplicable that such products still enjoy benefits under preferential trade agreements between the EU and Israel.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">5.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Encouraging further concrete confidence building measures, the Council takes positive note of the recent decision of the Government of Israel on a partial and temporary settlement freeze as a first step in the right direction and hopes that it will contribute towards a resumption of meaningful negotiations.</p>
<p>The partial and temporary suspension of settlement construction by the Government of Israel expired in September 2010, and Israel has since then either resumed or announced construction of approximately 2,000 new settlement units, particularly in East Jerusalem and its environs.<br />
The EU has stated unequivocally for decades that the settlements in the OPT are illegal, but Israel continues to build them. Like any other state, Israel should be held accountable for its actions. It is the credibility of the EU that is at stake.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">6.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Developments on the ground play a crucial part in creating the context for successful negotiations. The Council reiterates that settlements, the separation barrier where built on occupied land, demolition of homes and evictions are illegal under international law, constitute an obstacle to peace and threaten to make a two-state solution impossible. The Council urges the government of Israel to immediately end all settlement activities, in East Jerusalem and the rest of the West Bank and including natural growth, and to dismantle all outposts erected since March 2001.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/12/palestine.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-2408" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/12/palestine-300x203.gif" alt="" width="300" height="203" /></a>The EU position could not be clearer, but – as we have argued above − failure to act accordingly, in the face of contraventions and disregard by Israel, undermines the EU and its credibility in upholding international law.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">7.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The EU welcomes Israel’s steps to ease restrictions of movement in the West Bank which have made a contribution to economic growth. The Council calls for further and sustained improvements of movement and access, noting that many check points and road blocks remain in place. The Council also calls on the Palestinian Authority to build on its efforts to improve law and order.</p>
<p>In respect of this Conclusion, the Council should indicate the extent to which it deems the parties to have met or fallen short of meeting their respective roles in enabling development of the Palestinian economy and the maintenance of law and order within the OPT.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">8.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The Council is deeply concerned about the situation in East Jerusalem. In view of recent incidents, it calls on all parties to refrain from provocative actions. The Council recalls that it has never recognised the annexation of East Jerusalem. If there is to be a genuine peace, a way must be found through negotiations to resolve the status of Jerusalem as the future capital of two states. The Council calls for the reopening of Palestinian institutions in Jerusalem in accordance with the Roadmap. It also calls on the Israeli government to cease all discriminatory treatment of Palestinians in East Jerusalem.</p>
<p>The situation in East Jerusalem has continued to deteriorate during the past year with, for example, forced evictions of Palestinian families from their homes, and today represents the most critical flashpoint and greatest threat to a resolution of the Israeli-Palestinian conflict.</p>
<p>We therefore believe that a high-level EU delegation led by the High Representative for Foreign and Security Policy and including EU foreign ministers should visit East Jerusalem as a matter of urgency to draw attention to the erosion of the Palestinian presence there, and report back to the EU with an agenda of proposals to arrest and reverse the deterioration of the situation on the ground.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">9.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Gravely concerned about the situation in Gaza, the Council urges the full implementation of <a href="http://www.un.org/News/Press/docs/2009/sc9567.doc.htm" target="_blank">UNSCR 1860</a> and the full respect of international humanitarian law. In this context, the continued policy of closure is unacceptable and politically counterproductive. It has devastated the private sector economy and damaged the natural environment, notably water and other natural resources. The EU again reiterates its calls for an immediate, sustained and unconditional opening of crossings for the flow of humanitarian aid, commercial goods and persons to and from Gaza. In this context, the Council calls for the full implementation of the Agreement on Movement and Access. While extremists stand to gain from the current situation, the civilian population, half of which are under the age of 18, suffers. Fully recognising Israel&#8217;s legitimate security needs, the Council continues to call for a complete stop to all violence and arms smuggling into Gaza. The Council calls on those holding the abducted Israeli soldier Gilad Shalit to release him without delay.</p>
<p>Having deemed the closure of the Gaza Strip ‘unacceptable and counterproductive’ and called for ‘full implementation of the Agreement on Movement and Access’ the EU should now find ways to open Gaza’s borders for normal trade, including between the Gaza Strip and the West Bank. Nowhere in the Council Conclusions of 2009 does the Council make such steps conditional on resolution of internal Palestinian disagreements over border controls. The EU could therefore take the lead on finding a temporary solution, pending the formation of a Palestinian unity government or other form of Palestinian agreement on the management of internal administration in Gaza.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">10.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The Council calls on all Palestinians to promote reconciliation behind President Mahmoud Abbas, support for the mediation efforts by Egypt and the Arab League and the prevention of a permanent division between the West Bank, including East Jerusalem, and Gaza. The Council would welcome the organisation of free and fair Palestinian elections when conditions permit.</p>
<p>The EU could contribute to a resolution of Palestinian disagreements by stressing that it is keen to promote a democratic Palestinian society through a process of nation-building (rather than state and institution building only) and by spelling out positive ways in which the formation of a Palestinian unity government inclusive of all parties committed to a ceasefire would be greeted, with development assistance flowing equally to Gaza and the West Bank.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">11.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">A comprehensive peace must include a settlement between Israel and Syria and Israel and Lebanon. Concerning the Syrian track, the EU welcomes recent statements by Israel and Syria confirming their willingness to advance towards peace and supports all efforts aimed at the reactivation of the talks between the two countries.</p>
<p>In addition to re-iterating the substance of this Conclusion, the EU could also warn of the potential for the current crisis in Lebanon to spiral out of control and identify ways to help avert this.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/foraff/111829.pdf" target="_blank">12.</a> As stated by the Council in December 2009:</p>
<p style="padding-left: 30px;">The EU recalls that a comprehensive settlement of the Arab-Israeli conflict requires a regional approach and will continue its work on this in line with the June 2009 Council Conclusions using all its instruments to this effect. The EU also calls on all regional actors to take confidence building measures in order to stimulate mutual trust and encourages Arab countries to be forthcoming, both politically and financially, in assisting the Palestinian Authority and Palestinian refugees through UNRWA.</p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/12/2010-12-10-Press-release-EFLG-letter-to-EU.pdf">In conclusion</a>, our Group wishes to point out that EU investment in building the foundations for a two state solution over the past two decades was very substantial, not least in terms of EU tax-payers’ money. The EU should take what measures it can to justify this investment and act in Europe’s genuine interest, but if no political progress is made, further expenditure − apart from that on humanitarian purposes − would be nugatory. In these circumstances Israel should be required to shoulder its obligations as the occupying power. But wider issues matter more than wasted expenditure. At stake are not only EU relations with the parties directly involved in the conflict but also with the wider Arab community, with which the EU enjoys positive diplomatic and trade relations.</p>
<p>We believe that many Arabs and prominent Israelis would like the EU to take a more active role in resolving the conflict and put its stated position into effect. Senior figures in the United States are also signaling to us that the best way to help President Obama’s efforts is to put a price tag on attitudes and policies that run counter to the positions that the US president himself has advocated. We see increased expectations everywhere that Europe will live up to its commitments and actively seek to share the responsibility with other members of the international community in working towards justice and peace at this critical moment.<br />
<em></em></p>
<p><em>Signatories:</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Former Vice-President of the European Commission Chris Patten (co-chair),Former Foreign Minister Hubert Védrine (co-chair),Former Prime Minister Andreas van Agt, Former Finance Minister and former Vice-President of the European Commission Frans Andriessen, Former Prime Minister Guiliano Amato, Former Minister and Former Vice-Prime Minister Laurens Jan Brinkhorst, Former Foreign Minister and former EU Commissioner Hans van den Broek, Former Foreign Minister Hervé De Charrette, Former Foreign Minister Roland Dumas, Former European Commissioner Benita Ferrero-Waldner, Former Prime Minister Felipe Gonzales, Former Foreign Minister Teresa Patricio Gouveia, Former Deputy Prime Minister Lena Hjelm-Wallén, Former Prime Minister Lionel Jospin, Former Minister and Senator Jean Francois-Poncet, Former President of the EU Commission and former Prime Minister Romano Prodi, Former President Mary Robinson, Chairman Swedish Social Democratic Party Mona Sahlin, Former Chancellor Helmut Schmidt, Former Minister and Member of Parliament Clare Short, Former High Representative for the Common Foreign and Security Policy Javier Solana, Former Prime Minister Thorvald Stoltenberg, Former Director-General of the WTO Peter D. Sutherland, Former Foreign Minister Erkki Tuomioja, Former President Vaira Vike-Freiberga, Former President Richard von Weizsäcker.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il disagio ecclesiale e politico del credente conciliare</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 14:50:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presentazione di Romano Prodi al libro di Paola Gaiotti de Biase: &#8220;Passare la mano. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto&#8221;
Dopo avere letto  fino in fondo questo bel libro di memorie viene immediatamente spontaneo trasformare in un interrogativo  il titolo dello stesso libro. Ci si deve infatti chiedere a chi e come può essere &#8220;passata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/10/StoriaTemi_17.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2177" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/10/StoriaTemi_17.jpg" alt="" width="132" height="185" /></a>Presentazione di Romano Prodi al libro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Gaiotti_De_Biase" target="_blank">Paola Gaiotti</a> de Biase: &#8220;<strong><a href="http://www.viella.it/Edizioni/StoriaTemi/StoriaTemi_17.htm" target="_blank">Passare la mano</a>. Memorie di una donna dal Novecento incompiuto</strong>&#8221;</p>
<p><em>Dopo avere letto  fino in fondo questo bel libro di memorie viene immediatamente spontaneo trasformare in un interrogativo  il titolo dello stesso libro. Ci si deve infatti chiedere a chi e come può essere &#8220;passata la mano&#8221; dell&#8217;esperienza qui descritta. Un&#8217;<a href="http://www.viella.it/Edizioni/StoriaTemi/StoriaTemi_17_recensione_Sole.pdf" target="_blank">esperienza unica</a>, quasi impossibile da riprodurre per la <a href="http://www.viella.it/Edizioni/StoriaTemi/StoriaTemi_17_recensione_Europa.pdf" target="_blank">drammatica particolarità</a> dei lunghi  anni in cui essa si è dipanata e, soprattutto per l&#8217;assoluta unicità dell&#8217;ambiente in cui si è svolta e l&#8217;altrettanta unicità delle persone che un tale ambiente hanno animato.</em></p>
<p><em>In questo caso passare la mano significa sperare che le generazioni successive possano fare tesoro di una simile esperienza, non tanto per i suoi successi quanto per la pulizia, la coerenza e il disinteresse che ha caratterizzato la vita e le azioni del folto gruppo di amici che sono stati i referenti della lunga vita politica e intellettuale dell&#8217;autrice di queste memorie.</em></p>
<p><em>Tutto il libro si dipana infatti in un ambiente di amici tra loro legati da un profondo interesse per la cosa pubblica e un altrettanto profondo attaccamento alla Chiesa. Con un&#8217;apertura costante verso le cose del mondo ma con un inconfondibile amarcord romano, il cui circuito scorre tra le due sponde del Tevere. Il gruppo dei protagonisti più vicini frequenta le stesse parrocchie, passeggia nelle stesse strade, fa spesso le vacanze insieme, parla e discute nelle stesse sale ma ha davvero un orizzonte che si apre a tutte le nuove esperienze politiche e culturali, a cominciare dall&#8217;esperienza europea, che tanto ha influenzato la vita dell&#8217;autrice per la novità del suo messaggio e del metodo politico con cui veniva affrontato.</em></p>
<p><em>Un misto di parrocchia nella semplicità e nella abitudinarietà dei rapporti e di ecumenismo nell&#8217;apertura alle novità di pensiero e di sperimentazione politica costituisce qualcosa di difficilmente riproducibile già nell&#8217;Italia di oggi e, certamente ancora meno in quella di domani.</em></p>
<p><em>Riflettiamo un attimo sull&#8217;aspetto religioso . Certamente una storia complessa, costruita da esperienze diverse e non sempre facili da armonizzare fra di loro. Da un lato una formazione cattolica che potremmo dire tradizionale e dall&#8217; altro una partecipazione breve ma intensa al cenacolo che raccoglieva attorno alla rivista  <a href="http://www.esprit.presse.fr/" target="_blank">Esprit</a> le punte più avanzate dell&#8217;intellighentia cattolica mondiale. Poi una presenza attiva e prolungata nell&#8217;ambito del <a href="http://www.cifnazionale.it/" target="_blank">CIF</a> (Centro Italiano Femminile) dove, come scrive la stessa autrice, la spiritualità cattolica femminile, anche quella più avanzata e colta appariva &#8220;incerta&#8221; di fronte alle novità che si presentavano nello scenario mondiale sul problema del nuovo ruolo della donna nella società. Questi cinque anni di attività nel CIF segnano visibilmente lo sforzo e la difficoltà di introdurre in un mondo cattolico fortemente tradizionalista gli elementi di novità che dovevano portare verso un nuovo protagonismo femminile nella società italiana. Ed è in questi anni che si forma la vocazione verso la primazia dei problemi della donna che accompagnerà tutta la vita politica di Paola Gaiotti. Anche qui una forte passione civica che trova la sua palestra e il suo luogo di espressione nell&#8217;ambiente cattolico, in quegli anni  spesso ostile o semplicemente diffidente verso questi nuovi orizzonti.</em></p>
<p><em>Per questa passione civica sui temi delle donne è stata fra le prime in Italia  a occuparsi di storia delle donne e specificatamente di storia politica,  pensata in un un legame forte  fra storia delle donne e storia  generale, contro ogni tentazione separatista, e con un&#8217;attenzione partecipe, anche quando critica, con le diverse riflessioni femminili su di sé che hanno attraversato il secolo. E ha accompagnato questa ricerca con un lungo impegno politico che ha tenuto insieme coerenza e percezione anticipata del mutamento degli equilibri.</em></p>
<p><em>I segni principali di questa attenzione partecipe che emergono dalle vicende narrate, certo non esclusivi dell&#8217; autrice ma condivisi con altre e  altri, sembrano soprattutto due. Il primo è l&#8217;assunzione esplicita del processo di contaminazione culturale come valore, che non solo non riduce ma rafforza, rinnova, rende più efficace  e comunicabile  il proprio retaggio ideale;  il secondo è la  sfida e a leggere  ( e così anche a tradurre)  la secolarizzazione, l&#8217;emergere moderno della soggettività di donne e di uomini  non come la negazione dell&#8217;affidamento religioso ma raccogliendo il messaggio evangelico sulla persona come immagine di Dio.</em></p>
<p><em>Quest&#8217; atteggiamento è il modulo con cui l&#8217;autrice si avvicina al Concilio, visto non come rottura col passato ma come il recupero di una Chiesa &#8220;amica della storia moderna e delle libertà conquistate, una Chiesa segnata dalla sovranità in essa del messaggio evangelico, dal primato della coscienza sulla legge,della comunità sull&#8217;istituzione, dell&#8217;amore sulla dottrina, della misericordia sulla disciplina, e ancora dalla collegialità episcopale, dal dialogo ecumenico, dall&#8217;universalità della salvezza.&#8221;</em></p>
<p><em>Nella coscienza dell&#8217;autrice, come in quella di tutti noi che abbiamo appassionatamente vissuto la storia del Concilio, questi valori hanno costituito non solo il fondamento del rapporto con la Chiesa ma anche uno strumento di interpretazione dei rapporti fra fede religiosa e partecipazione alla vita politica che ci avrebbe accompagnato per sempre e che ha aperto, negli anni immediatamente successivi al Concilio, un profondo e appassionato dibattito in tutto il mondo cattolico. Ed il più severo rimprovero che l&#8217;autrice rivolge alla Democrazia Cristiana è proprio quello di essere stata indifferente a questo grande processo di rinnovamento, ponendo così le basi del suo futuro progressivo declino. E&#8217; difficile dire se questo giudizio possa essere considerato aderente alla verità storica, ma è certo che gli anni del Concilio e quelli immediatamente dopo la sua conclusione furono nel mondo cattolico italiano uno dei periodi più fecondi di approfondimenti, dibattiti e iniziative, anche perché si sposavano con il senso di novità e di speranza che la presidenza Kennedy  aveva portato nella politica mondiale. Ad essere sinceri l&#8217;autrice conserva un immutato entusiasmo anche nel decennio che parte dal 68 e che descrive come gli anni &#8220;più pieni&#8221; della sua vita, anni passati tra un intenso impegno nella scuola e un&#8217;attività politica sempre rivolta verso nuove sperimentazioni, attraverso le quali si arriva, nel novembre del 1975, alla fondazione della &#8220;<a href="http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=1077" target="_blank">Lega democratica</a>&#8220;, verso cui converge una straordinaria somma di forze del mondo cattolico, una parte delle quali impegnata nel rinnovamento della Democrazia Cristiana ed altre che  si erano da essa ormai allontanate.</em></p>
<p><em>Ancora una volta quest&#8217;impegno politico  si accompagna all&#8217;impegno più strettamente ecclesiale del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Convegno_ecclesiale_nazionale#Roma_1976_-_.22Evangelizzazione_e_promozione_umana.22" target="_blank">convegno</a> su &#8220;Evangelizzazione e Promozione umana&#8221;. Un convegno che avrebbe dovuto riprendere i temi del Concilio in un mondo cattolico ormai lacerato da crescenti tensioni interne e che avrebbe dovuto portare ad una rinnovata responsabilità dei laici nel mondo della Chiesa.  Questo processo avrebbe, secondo l&#8217;autrice, innescato fra i credenti anche esperienze di formazione civile capaci di rovesciare il &#8220;limite storico più volte addebitato alla Chiesa di Roma , quello di non avere favorito la formazione di un&#8217;etica civile, pubblica fra gli italiani. Se accolta, non ci avrebbe impantanato in una lunga transizione perché i due progetti, riforma ecclesiale e riforma civile, si sviluppano reciprocamente, nella loro autonomia, uno dando forza all&#8217;altro&#8221;. Entrambi i progetti ,tuttavia, non raggiungono i risultati che si erano proposti.</em></p>
<p><em>Il Convegno ecclesiale viene sepolto in tutta fretta, ponendo così fine ad una stagione di confronto , di dibattito e di speranza in una grande parte del mondo cattolico italiano.</em></p>
<p><em>La Lega Democratica dura più a lungo e si spinge fino ad oltre alla metà degli anno ottanta, ma il suo ruolo abbandona sempre di più ogni valenza politica per farsi sede di dibattito e di testimonianza in una società in via di profondo cambiamento per effetto della nuova cultura televisiva, di una crescente accettazione della ricchezza ostentata e di un rapidissimo processo di secolarizzazione. Nello stesso tempo, nella politica mondiale Kennedy non era più nemmeno un ricordo e le nuove linee guida erano tracciate da Reagan e dalla signora Thatcher. In un mondo del genere non vi era certo posto per la Lega Democratica. Tutto questo viene felicemente sintetizzato con una frase che, non rinunciando a nulla del valore di testimonianza del lungo lavoro compiuto riconosce che &#8220;entro i mutamenti sociali e politici della società italiana in quegli anni ottanta, l&#8217;egemonia craxiana, l&#8217;impotenza democristiana e  la debolezza comunista,  non eravamo più un soggetto politico che avesse reali possibilità di influenza.&#8221; I convegni della Lega assumono sempre di più un carattere prevalentemente culturale anche se profondi nelle loro analisi e lungimiranti nelle conclusioni. Pagine straordinarie vengono scritte sulla legalità, sulla questione morale, sull&#8217;urbanistica, sul volontariato e sul pluralismo nella società italiana ma tutto queste attività restavano &#8220;frammenti di un&#8217;opposizione civile, incapace di diventare opposizione politica.&#8221;  Coerente fino in fondo nella sua lettura degli avvenimenti, l&#8217;autrice lega strettamente questa deludente storia politica a quanto accadde in quegli anni nella Chiesa italiana sempre più lontana dalle linee espresse dal cattolicesimo democratico e sempre più presente &#8221; con un interventismo crescente &#8221; nella vita politica italiana.</em></p>
<p><em>Questa realtà politica e culturale rende impossibile anche il nuovo progetto di Paola Gaiotti, il progetto di introdurre una significativa presenza cattolica nel nuovo partito che si era formato sulle ceneri del vecchio partito comunista.</em></p>
<p><em>Questo disegno viene ritardato da una chiusura a riccio di molti vecchi dirigenti del PCI, nei quali si percepivano &#8220;talora i segni dell&#8217;imbarazzo e del fastidio di dirigenti ossificati nella pratica di un centralismo democratico che considerava l&#8217;apporto esterno come un invasione di campo.&#8221;  D&#8217;altra parte quest&#8217;atteggiamento era favorito (anche se non certo giustificato) dal fatto che la Conferenza Episcopale Italiana aveva scelto una strada così diversa da non ritenere nemmeno opportuno rispondere ad una lunga lettera in cui l&#8217;autrice cercava di spiegare le ragioni della sua scelta di cooperare con gli ex comunisti.</em></p>
<p><em>Su questo tema l&#8217;amarezza di Paola Gaiotti raggiunge il momento più intenso, che si traduce in un interrogativo che conserva buona parte della sua validità anche oggi. Un amarezza che si esprime con queste parole: &#8220;Quel silenzio ufficiale mi torna in mente ancora oggi ogni volta che sento qualcuno straparlare, a torto o a ragione (ma quasi sempre a torto),  del disagio dei cattolici nei partiti di sinistra. Se davvero ne sono state ridotte rilevanza politica e forza contrattuale, che peso ha avuto la costante delegittimazione delle loro scelte e della loro autonomia entro l&#8217;assunzione di un ruolo politico e diretto della gerarchia&#8221;?<br />
</em></p>
<p><em>Questa è la chiave di giudizio  che viene conservata nell&#8217;ultimo capitolo del libro, quello che riguarda gli anni più recenti, quelli che corrono dal 1994 al 2008, anni che l&#8217;autrice confessa di essere incapace di descrivere con oggettività. Essa però non riesce a nascondere il suo disagio per questo periodo che considera sostanzialmente come un periodo di arretramento nel parlamento, nell&#8217;etica civile e nel sistema dell&#8217;informazione. Un disagio che la induce ad osservare la politica italiana con sempre minore passione e con una crescente convinzione che i partiti politici, stretti fra il centralismo del potere e l&#8217;incapacità di decisione, non sono più in grado di interpretare e guidare i fermenti della società civile.<br />
</em></p>
<p><em>Credo che le ultime righe del libro siano il più fedele riassunto di questo stato d&#8217;animo che, come sempre, riguarda non solo i problemi della società politica ma, ancora una volta, gli eterni e apparentemente insolubili rapporti fra la Chiesa  e la società politica italiana. Resistendo alla tentazione, propria di molti autori di presentazioni, di sovrapporre le mie tesi a quelle dell&#8217;autore del libro, tentazione in me ancora più forte perché gli anni descritti nell&#8217;ultimo capitolo coincidono perfettamente con i miei anni di attività politica, preferisco terminare queste mie riflessioni con le parole conclusive Paola Gaiotti, che sintetizzano questi ultimi anni come &#8220;gli anni segnati dal disagio del credente conciliare, che è un disagio insieme ecclesiale e politico&#8221;. La profondità di questo disagio non è certo attenuata da una generica speranza per il futuro, alla quale tutti ci appelliamo quando non riusciamo ad amare il presente.</em></p>
<p><em>Romano Prodi</em></p>
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		<title>Alcune immagini dalla conferenza “Africa: 53 Countries, One Union”</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 17:23:35 +0000</pubDate>
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Si è svolto oggi a Bologna il convegno &#8220;Africa, 53 Countries, One Union&#8221;, promosso dalla Fondazione per la collaborazione tra i Popoli, presieduta da Romano Prodi. Oltre allo stesso ex presidente del Consiglio italiano, sono intervenuti, fra gli altri, il vicesegretario dell&#8217;ONU Asha Rose Migiro, numerosi presidenti dei Paesi africani, rappresentanti Ocse e della Banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1548 aligncenter" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1838.jpg" alt="" width="853" height="1279" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1549 aligncenter" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1788.jpg" alt="" width="853" height="1279" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1550 aligncenter" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1585.jpg" alt="" width="1279" height="853" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="../wp-content/uploads/2010/05/IMG_1591_2.jpg" alt="" width="1279" height="853" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1554" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1622_2.jpg" alt="" width="1279" height="853" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1556" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1759.jpg" alt="" width="1279" height="853" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1558" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1593.jpg" alt="" width="1279" height="853" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1560" src="http://www.romanoprodi.it/wp-content/uploads/2010/05/IMG_1799.jpg" alt="" width="853" height="1279" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Arial,Verdana,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;">Si è svolto oggi a Bologna il convegno &#8220;Africa, 53 Countries, One Union&#8221;, promosso dalla Fondazione per la collaborazione tra i Popoli, presieduta da Romano Prodi. Oltre allo stesso ex presidente del Consiglio italiano, sono intervenuti, fra gli altri, il vicesegretario dell&#8217;ONU Asha Rose Migiro, numerosi presidenti dei Paesi africani, rappresentanti Ocse e della Banca Mondiale, oltre al commissaro europeo per lo sviluppo Asndris Piebalgs.</span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Guardandosi intorno</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ll</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GUARDANDOSI INTORNO
Care amiche, cari amici,
il racconto che vi proponiamo oggi rappresenta una sorta di &#8216;diario di bordo&#8217; delle visite internazionali che Romano Prodi ha fatto dopo la conclusione della sua esperienza di governo.
Al rientro da Palazzo Chigi, il Professore ha ritenuto di voler mettere la propria esperienza al servizio della Fondazione per la Collaborazione tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>GUARDANDOSI INTORNO</b></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>Care amiche, cari amici,<br />
il racconto che vi proponiamo oggi rappresenta una sorta di &#8216;diario di bordo&#8217; delle visite internazionali che Romano Prodi ha fatto dopo la conclusione della sua esperienza di governo.</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="padding-left: 30px;"><i>Al rientro da Palazzo Chigi, il Professore ha ritenuto di voler mettere la propria esperienza al servizio della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli. Una Fondazione che affronta le problematiche sociali, culturali, economiche, politiche del mondo&#8217;, che cerca nuove proposte di collaborazione nel contesto internazionale.</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="padding-left: 30px;"><i>Il racconto qui proposto , scritto di suo pugno da Romano Prodi, parla del lavoro per la pace in Africa su incarico delle Nazioni Unite. Ricorda&nbsp; gli incontri con i vertici di governi in Cina, in Europa, in America Latina. Sono i primi passi di un lavoro intenso e appassionante. C&#8217;e&#8217; il desiderio di rendere trasparente e condiviso il percorso intrapreso tappa per tappa, con chi ha manifestato interesse ad essere informato.<br />
</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="padding-left: 30px;"><i>E&#8217; uno scritto sintetico che consegna riflessioni rapide e vive. Dal primo viaggio di lavoro, in Spagna nel 2008, si arriva alla visita in Messico che ha avuto luogo poche settimane fa. Il testo e&#8217; corredato da foto e rinvii a documenti di approfondimento. Potete trovarlo qui.<br />
</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>Se lo desiderate, potete inviare le vostre impressioni ed i vostri commenti sul Forum che la Fondazione ha preparato per voi.<br />
</i><br />
<i>Il Forum e&#8217; pronto per voi <a href="http://www.mondogrande.it/" mce_href="http://www.mondogrande.it/" target="_blank"><b>qui</b></a>. </i><i>Potete iscrivervi e cominciare subito a dialogare.</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>Buona lettura<br />
e buona partecipazione al Forum della Fondazione !</i></p>
<p style="padding-left: 30px;" mce_style="PADDING-LEFT: 30px"><i>la Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli</i></p>
<p><i></i><br />
<b>Rimettere ordine</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_387" class="wp-caption alignright" style="width: 250px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg"><img class="size-medium wp-image-387" title="prodipalazzochigi" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodipalazzochigi.jpg" alt="" height="276" width="240"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">A Palazzo Chigi</dd>
</dl>
</div>
<p>Terminata la mia attività di <a href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=1764" mce_href="http://www.romanoprodi.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=1764" target="_blank">governo</a> ho dedicato una notevole parte del mio tempo a &#8220;guardarmi intorno&#8221;.<br />
Il che ha significato riprendere a studiare con sistematicità la politica, l&#8217;economia e i loro cambiamenti negli ultimi dieci anni e, soprattutto, potermi dedicare con intensità ed ampiezza di orizzonti a capire che cosa sta succedendo al di fuori dei confini italiani.<br />
Il tutto naturalmente inframmezzato da un vero e proprio lavoro di &#8220;facchinaggio&#8221; per stipare in un&#8217;unica casa l&#8217;enorme quantità di libri e carte che si erano via via accumulati a Bologna, poi a Bruxelles e quindi anche a Roma.<br />
Data l&#8217;impenetrabilità dei corpi, molti libri sono dovuti forzatamente uscire di casa.<br />
Il che provoca un certo dolore, ma anche la soddisfazione di rimettere in ordine le cose, accumulate in vent&#8217;anni, secondo un nuovo criterio.<br />
Ci vorrà un tempo lunghissimo per finire questo lavoro ma questa opera di &#8220;riordino totale&#8221; è estremamente efficace per staccare rispetto al passato e riadattare la testa in vista dei cambiamenti futuri, volendo dedicare una particolare attenzione allo scenario internazionale.</p>
<p>L&#8217;attenzione all&#8217;estero esigeva ed esige naturalmente uno strumento di lavoro ancorché minimo ed estremamente agile.<br />
È stato a questo proposito interamente cambiato lo statuto della Fondazione &#8220;Governare per&#8221;, trasformata in &#8220;<a href="http://www.fondazionepopoli.org/statuto.html" mce_href="http://www.fondazionepopoli.org/statuto.html" target="_blank">Fondazione per la collaborazione fra i popoli</a>&#8220;.<br />
La nuova denominazione è stata scelta in modo da descrivere accuratamente i suoi obiettivi, e non esige quindi alcun commento.</p>
<p><b>Viaggiando in Europa</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_390" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander.jpg"><img class="size-medium wp-image-390" title="prodisantander" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander-300x199.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodisantander-300x199.jpg" alt="" height="199" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Inaugurazione dell&#8217;Anno Accademico 2008 all&#8217;Univesità di Santander</dd>
</dl>
</div>
<p>Il primo cerchio di questo sguardo al mondo è naturalmente dedicato ai temi europei, sia nell&#8217;analisi del presente sia nelle possibili evoluzioni future.<br />
Questo interesse si è manifestato in una serie di convegni e di incontri in diverse parti d&#8217;Europa.<br />
Tra questi appuntamenti posso ricordare il discorso all&#8217;Università di <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/31/prodi-sono-nemici-dell-europa-guardano-al.html" mce_href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/05/31/prodi-sono-nemici-dell-europa-guardano-al.html" target="_blank">Tarragona</a> (dove ho ricevuto il <a href="http://www.urv.cat/es_noticies/97/romano-prodi-recoge-el-premio-al-dialogo-intercultural-en-el-mediterraneo-2007" mce_href="http://www.urv.cat/es_noticies/97/romano-prodi-recoge-el-premio-al-dialogo-intercultural-en-el-mediterraneo-2007" target="_blank">premio</a> per il dialogo interculturale nel Mediterraneo), all&#8217;Università di <a href="http://www.uimp.es/blogs/prensa/2008/06/19/romano-prodi-europa-es-la-unica-propuesta-valida-para-evitar-los-danos-de-la-globalizacion-y-de-la-fragmentacion/" mce_href="http://www.uimp.es/blogs/prensa/2008/06/19/romano-prodi-europa-es-la-unica-propuesta-valida-para-evitar-los-danos-de-la-globalizacion-y-de-la-fragmentacion/" target="_blank">Santander</a>, alla celebrazione del decennale della Banca Centrale Europea a <a href="http://www.ecb.int/events/conferences/html/10ann_celeb.en.html" mce_href="http://www.ecb.int/events/conferences/html/10ann_celeb.en.html" target="_blank">Francoforte</a>, agli &#8220;Stati generali&#8221; dell&#8217;Unione Europea a <a href="http://www.etatsgeneraux-europe.eu/spip.php?article8" mce_href="http://www.etatsgeneraux-europe.eu/spip.php?article8" target="_blank">Lione</a> e come oratore alla Conferenza Winston Churchill, in ricordo del discorso pro-Europa tenuto nel 1948 da Churchill, che si svolge ogni anno presso l&#8217;Università di <a href="http://www.uzh.ch/news/articles/2008/3167.html" mce_href="http://www.uzh.ch/news/articles/2008/3167.html" target="_blank">Zurigo</a>.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_393" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce.jpg"><img class="size-medium wp-image-393" title="prodidecennalebce" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce-300x195.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodidecennalebce-300x195.jpg" alt="Decennale della Banca Centrale Europea a Francoforte" height="195" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Decennale della Banca Centrale Europea a Francoforte</dd>
</dl>
</div>
<p>Questi incontri sono stati l&#8217;occasione per riprendere il tema dell&#8217;Euro, dell&#8217;allargamento, del Mediterraneo e della politica del vicinato,&nbsp; il cosiddetto <i>anello dei paesi amici</i> (come ho spiegato in &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/insieme" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/insieme" target="_blank">Insieme</a>&#8221; si tratta di&nbsp; «[Quei]&#8230;paesi che stanno attorno all&#8217;Unione Europea, quell&#8217;anello che va dalla Russia fino al Marocco [...] con cui intraprendere una relazione speciale basata su una cooperazione stretta [...] Tutti i paesi che ne fanno parte potranno avere con l&#8217;Europa rapporti sempre più stretti, fino a condividere tutto con l&#8217;Unione tranne le istituzioni».).<br />
<i><br />
</i></p>
<p>Dopo il tentativo, da parte di qualche osservatore, di trattare questi temi in modo affrettato e qualunquistico, si procede finalmente verso un&#8217;interpretazione più approfondita, più equilibrata e più veritiera della politica europea impostata e attuata dalla <a href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" mce_href="http://ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/index_it.htm" target="_blank">Commissione</a> da me presieduta tra il 1999 e il 2004.<br />
In un periodo di fortissima affermazione degli egoismi nazionali, le realizzazioni compiute sono un saldo punto di riferimento per il passato ed un punto di partenza per il futuro.<br />
Si comincia anche a riflettere su quale sarebbe la situazione oggi senza l&#8217;ancoraggio all&#8217;Euro e senza l&#8217;allargamento a nuovi paesi che, fuori dall&#8217;Unione Europea, sarebbero fonte di divisione e di turbamento.<br />
Questo soprattutto dopo che il <a href="http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/15962/referendum-irlanda-i-commenti" mce_href="http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/15962/referendum-irlanda-i-commenti" target="_blank">referendum irlandese</a> ha <a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/irlanda-referendum/irlanda-referendum/irlanda-referendum.html" mce_href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/esteri/irlanda-referendum/irlanda-referendum/irlanda-referendum.html" target="_blank">bloccato</a> la positiva evoluzione di un&#8217;Unione Europea che già faticava a procedere nel suo processo di consolidamento.<br />
Mi ha fatto inoltre piacere constatare personalmente in un tranquillo viaggio, i progressi di Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca dopo il loro ingresso nell&#8217;Unione Europea.</p>
<p><b>In Albania</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_404" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1.jpg"><img class="size-medium wp-image-404" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1-300x216.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiberisha1-300x216.jpg" alt="Incontro con il Premier Sali Berisha" height="216" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Incontro con il Premier Sali Berisha</dd>
</dl>
</div>
<p>In questa linea di aggiornamento sullo &#8220;stato&#8221; della politica internazionale mi è stato di estrema utilità un soggiorno in <a href="http://www.rinascitabalcanica.com/?read=10482" mce_href="http://www.rinascitabalcanica.com/?read=10482" target="_blank">Albania</a> occasionato dalla partecipazione come insegnante ad un corso tenuto dall&#8217;Università di Bologna presso l&#8217;Università della Nostra Signora del Buon Consiglio a <a href="http://www.parlament.al/?k=3900" mce_href="http://www.parlament.al/?k=3900" target="_blank">Tirana</a>.<br />
È stata una occasione per incontrare nuovamente il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Presidente del Parlamento, i sindaci di Tirana e Durazzo. Il sindaco di <a href="http://www.panorama.com.al/index.php?id=16070" mce_href="http://www.panorama.com.al/index.php?id=16070" target="_blank">Girocastro</a>, mi ha voluto concedere la cittadinanza onoraria per quanto compiuto in favore dell&#8217;Albania durante il periodo alla Presidenza del Consiglio e alla Presidenza della Commissione Europea.<br />
È stato importante verificare quanto sia ancora vivo (anche a livello popolare) il ricordo della <a href="http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/mix_alba.asp" mce_href="http://www.esercito.difesa.it/root/attivita/mix_alba.asp" target="_blank">missione Alba</a> che ha salvato l&#8217;Albania da una vera e propria guerra civile nel momento degli scandali finanziari e delle conseguenti violenti tensioni politiche.<br />
Con tutta la difficoltà che questo processo comporta, l&#8217;Albania sta rapidamente cambiando e iniziando il proprio percorso di modernizzazione e di democratizzazione.<br />
La prospettiva è, naturalmente, l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea, un ingresso accompagnato dalle necessarie riforme nella vita politica, economica e sociale del Paese. Vi sono molti che, naturalmente, pensano che il cammino di modernizzazione sia troppo lento, ma non dobbiamo dimenticare che sono passati poco più di dieci anni dal momento in cui l&#8217;Albania era considerata un paese in sicuro disfacimento.</p>
<p><b></b></p>
<p><b>All&#8217;ONU</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_425" class="wp-caption alignright" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg"><img class="size-full wp-image-425" title="Press Conference" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00011.jpg" alt="Con Ban Ki Moon ed i membri del AU-UN panel: James Dobbins (United States), Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius), Monica Juma (Kenya), Toshi Niwa (Japan), Behrooz Sadry (Iran). " height="242" width="500"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Ban Ki Moon ed i membri del AU-UN panel: James Dobbins (United States), Jean-Pierre Halbwachs (Mauritius), Monica Juma (Kenya), Toshi Niwa (Japan), Behrooz Sadry (Iran). </dd>
</dl>
</div>
<p>In settembre comincia in modo imprevisto&nbsp;una nuova attività, quella di presiedere un così detto &#8220;<a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/former-italian-prime-minister-to-head-african-union-un-peacekeeping-panel_66.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/former-italian-prime-minister-to-head-african-union-un-peacekeeping-panel_66.html" target="_blank">gruppo di alto livello</a>&#8221; (High Level Group) nominato dal Segretario Generale delle <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/il-segretario-generale-dellonu-nomina-romano-prodi-alla-guida-della-commissione-speciale-delle-nazioni-unite-per-lafrica_58.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/notizie/il-segretario-generale-dellonu-nomina-romano-prodi-alla-guida-della-commissione-speciale-delle-nazioni-unite-per-lafrica_58.html" target="_blank">Nazioni Unite</a> (in accordo con l&#8217;Unione Africana) per cercare nuove regole e nuovi finanziamenti indispensabili a rendere più efficace il <a href="http://www.un.org/News/briefings/docs/2008/db080912.doc.htm" mce_href="http://www.un.org/News/briefings/docs/2008/db080912.doc.htm" target="_blank">Peacekeeping</a> in Africa.<br />
Il compito era quello di redigere di un rapporto, che presenterò in marzo al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU, attraverso una serie di aggiornamenti e approfondimenti ma&nbsp;soprattutto operando con&nbsp;un lavoro comune che si è svolto fra la sede delle Nazioni Unite di New York e la sede dell&#8217;Unione Africana di Addis Abeba.<br />
La diversità delle due città non potrebbe essere più stridente e, nello stesso tempo più efficace nel descrivere quale debba essere lo sforzo per aiutare l&#8217;Africa ad uscire dal suo stato di &#8220;continente dimenticato&#8221;.<br />
Questo lavoro si è fatto via via più appassionante, anche se non è facile assorbire in fretta gli aspetti tecnici ed operativi del peacekeeping.<br />
Mi ha aiutato l&#8217;esperienza politica e operativa delle due missioni di peacekeeping da me direttamente organizzate in <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/09/Complimenti_Prodi_sull_Albania_dopo_co_0_9707094474.shtml" mce_href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/09/Complimenti_Prodi_sull_Albania_dopo_co_0_9707094474.shtml" target="_blank">Albania</a> e in <a href="http://www.archiviostampa.it/it/news/news.aspx?id=1864" mce_href="http://www.archiviostampa.it/it/news/news.aspx?id=1864" target="_blank">Libano</a> durante i due periodi della mia presidenza del Consiglio. Missioni che sono da tutti&nbsp;ricordate tra i casi di successo in questo campo.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_428" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001.jpg"><img class="size-medium wp-image-428" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001-300x262.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/rp_onu_00001-300x262.jpg" alt="" height="262" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Ban Ki Moon</dd>
</dl>
</div>
<p>A rendere ancora più importante questo compito è l&#8217;evidenza dei dati che dimostrano quale sia la differenza, in termini di sviluppo, fra paesi che vivono in pace e paesi vittime dei conflitti.<br />
La frase &#8220;non c&#8217;è sviluppo senza pace&#8221; non è una espressione retorica ma la semplice descrizione della realtà.<br />
Una parte non trascurabile di questo rapporto è dedicato alle fonti di finanziamento che possono permettere alle Nazioni Unite e all&#8217;Unione Africana di organizzare in modo efficace il peacekeeping.<br />
Problema che diventa sempre più acuto con l&#8217;aggravarsi della crisi economica.<br />
Viene tuttavia spontaneo ricordare che la sproporzione fra le spese militari e quelle dedicate al peacekeeping è tale da essere persino difficile da spiegare.<br />
Basta un dato sintetico. Il totale delle <a href="http://www.ambwashingtondc.esteri.it/NR/rdonlyres/059222C8-F7F6-4D42-B89C-568A2664ADD5/20987/UNPKFactsheetITA28Mar08.doc" mce_href="http://www.ambwashingtondc.esteri.it/NR/rdonlyres/059222C8-F7F6-4D42-B89C-568A2664ADD5/20987/UNPKFactsheetITA28Mar08.doc" target="_blank">spese dell&#8217;ONU</a> per il mantenimento della pace nel mondo è stato nel 2007 attorno ai 7 miliardi di dollari.<br />
Una cifra forse non trascurabile a livello microeconomico, ma che è minore del costo di due settimane della sola guerra in Irak.<br />
Anche per questo motivo pongo sempre il problema della partecipazione al processo di peacekeeping in Africa come prioritario in tutti gli incontri politici e i contatti da me compiuti a livello internazionale.<br />
Questi contatti non sono naturalmente limitati ai leaders europei ma riguardano una sfera più ampia che va dall&#8217;Asia, all&#8217;America e all&#8217;Africa, dove è iniziato un dialogo sistematico sia con i leaders dell&#8217;Unione Africana sia con i responsabili politici dei paesi che si trovano in situazione di maggiore difficoltà e tensione.</p>
<p><b>L&#8217;importanza del dialogo</b></p>
<p>Dialogo (e questo deve essere sottolineato) non significa parlare solo con quelli che la pensano come te o ti sono vicini nell&#8217;azione politica.<br />
Dialogo significa interagire anche con coloro che stanno provocando problemi e tensioni, non cessando mai di mettere sul tavolo le nostre convinzioni e le nostre analisi.<br />
Continui sono perciò i colloqui (anche telefonici) con tutti i leaders africani, anche con coloro che più hanno tensioni e problemi con la comunità internazionale.<br />
La mia esperienza mi ha sempre portato a concludere che non il dialogo ma la mancanza di dialogo ha provocato le maggiori tragedie dell&#8217;umanità.<br />
Ho ricordato spesso in passato la mia sorpresa nel constatare come i protagonisti della politica medio-orientale in molti casi non si fossero mai parlati fra di loro, né nei rari momenti di distensione né nei periodi di maggiore tensione.<br />
Farsi la guerra senza essersi mai scambiati direttamente alcuna parola appartiene alle grandi tragedie dell&#8217;umanità contemporanea.</p>
<p><b>Incontri in Iran</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_415" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg"><img class="size-medium wp-image-415" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/religion-modern-world-conf-tehran11.jpg" alt="Conference on Religions in the Modern World" height="192" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Conference on Religions in the Modern World</dd>
</dl>
</div>
<p>In questo quadro e in questa prospettiva si inserisce un viaggio in <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/conference-religion-in-the-modern-world-intervento-del-presidente-romano-prodi_160.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/conference-religion-in-the-modern-world-intervento-del-presidente-romano-prodi_160.html" target="_blank">Iran</a>, invitato (insieme all&#8217;ex Segretario Generale dell&#8217;ONU Kofi Annan ed altri leaders politici e religiosi) ad un incontro della Fondazione Khatami sul dialogo fra le religioni.<br />
È stata un&#8217;occasione non solo per parlare a fondo con l&#8217;ex Presidente della Repubblica Khatami più aperto verso la democrazia e l&#8217;occidente, ma per incontrare ancora una volta l&#8217;attuale Presidente Ahmadinejad, il &#8220;leader&#8221; supremo Khamenei, il sindaco di Teheran e gli altri leader iraniani.<br />
Un&#8217;occasione per ribadire le aspettative europee nei confronti dell&#8217;Iran a spingere questo Paese non solo verso un mutamento del suo ruolo nel Medio Oriente ma anche riguardo al problema nucleare, punto di tensione e di rischio per tutta la politica mondiale.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1.jpg"><img class="size-medium wp-image-416" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1-300x212.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodikhatami1-300x212.jpg" alt="con Mohammad Khatami" height="212" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Mohammad Khatami</dd>
</dl>
</div>
<p>Il rapporto con l&#8217;Iran aveva raggiunto un momento molto significativo quando, durante il mio primo Governo avevo fatto (unico leader europeo) un viaggio ufficiale a Teheran.<br />
Un viaggio compiuto, dopo un lungo dialogo con il Presidente americano Clinton.<br />
Da un lato la presidenza di Khatami e dall&#8217;altra la presidenza Clinton permettevano infatti un pur ristretto spazio di colloqui, spazio che si è progressivamente chiuso in seguito.<br />
Il cambiamento della politica iraniana è la chiave di volta per la soluzione di molti problemi dell&#8217;area medio orientale ed è un mutamento difficile ma possibile anche perché la politica americana ha indebolito drammaticamente tutti i nemici dell&#8217;Iran.<br />
Se vi fosse razionalità in politica la dirigenza iraniana avrebbe tutta la convenienza a passare ad una nuova fase di dialogo con gli Stati Uniti e l&#8217;Europa. E forse dovrebbe anche erigere un monumento a Gorge W. Bush nella piazza centrale di Teheran proprio perché, con la sua politica, ha regalato all&#8217;Iran il ruolo di grande potenza regionale.</p>
<p><b>L&#8217;interesse per la Cina</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_418" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao.jpg"><img class="size-medium wp-image-418" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao-300x226.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodiwenjiabao-300x226.jpg" alt="con Wen Jiabao" height="226" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Wen Jiabao</dd>
</dl>
</div>
<p>In novembre ho compiuto un lungo viaggio in Cina. Per essere preciso a <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/articoli/estero/prodi-in-cina-incontro-a-pechino-con-il-premier-wen-jabao_294.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/articoli/estero/prodi-in-cina-incontro-a-pechino-con-il-premier-wen-jabao_294.html" target="_blank">Pechino</a>.<br />
Un viaggio dedicato a una serie di seminari su problemi politici ed economici di fronte all&#8217;Accademia del <a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/la-crisi-finanziaria-e-le-sue-conseguenze-politiche-globali-intervento-al-comitato-centrale-del-partito-comunista-cinese_472.html" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/interventi/la-crisi-finanziaria-e-le-sue-conseguenze-politiche-globali-intervento-al-comitato-centrale-del-partito-comunista-cinese_472.html" target="_blank">Partito Comunista Cinese</a>, all&#8217;Accademia del Ministero degli Esteri, ai diplomatici in pensione ed ai giovani della scuola diplomatica. E con incontri con le massime autorità competenti sui problemi africani e, riguardo agli aspetti più tecnici della crisi, con la China Development Bank e la China Investment Bank.<br />
I seminari erano divisi equamente fra temi di politica e di economia internazionale ma, nella discussione che seguiva la mia introduzione, i temi economici hanno finito con il prevalere.<br />
Per la Cina si tratta infatti di affrontare per la prima volta dopo l&#8217;inizio del grande periodo di sviluppo, una pesante e diffusa crisi economica.<br />
Grandissima preoccupazione ma anche una precisa coscienza del nuovo ruolo che la Cina può svolgere nell&#8217;economia mondiale non solo come protagonista nella produzione ma anche come il più grande possessore di titoli del debito pubblico americano.<br />
Lunghe sono state le discussioni sul grande piano di rilancio della spesa pubblica cinese.<br />
Interessante notare che mentre i commentatori americani ed europei ne accentuano soprattutto l&#8217;aspetto degli investimenti in infrastrutture (ferrovie, telefoni e strade) l&#8217;analisi interna pone soprattutto l&#8217;accento sull&#8217;enorme aumento di spesa nel settore sanitario, scolastico, della ricerca e del sostegno del reddito delle categorie più disagiate, soprattutto nelle campagne.<br />
Se questa è la prospettiva e se i tempi di questa spesa saranno rapidi, queste decisioni provocheranno (attraverso un sensibile aumento del potere di acquisto interno) un forte e positivo processo di riequilibrio dell&#8217;economia mondiale.<br />
Dimensioni e rapidità delle spese sono naturalmente le condizioni perché si ottengano risultati in linea con le aspettative.<br />
Gli incontri sul problema africano sono stati rivolti a promuovere un forte impegno cinese per il peacekeeping in Africa.<br />
Un&#8217;Africa pacificata e con forti tassi di sviluppo è, tra l&#8217;altro, la migliore garanzia per gli enormi investimenti compiuti e in via di realizzazione da parte cinese nel continente africano.<br />
Di massima importanza è stato l&#8217;incontro privato di oltre due ore con il Primo Ministro <a href="http://hr.china-embassy.org/eng/zxxx/t524001.htm" mce_href="http://hr.china-embassy.org/eng/zxxx/t524001.htm" target="_blank">Wen Jiabao</a>, con il quale si è discusso con estrema franchezza e libertà sui temi più delicati sul tappeto; dalla crisi economica internazionale, ai rapporti con l&#8217;Unione Europea, al Tibet e alle prospettive della politica mondiale, soprattutto dopo il risultato delle elezioni americane.<br />
Come atto di cortesia, le immagini dell&#8217;incontro sono state inserite nel telegiornale delle 19, di fronte al quale siedono abitualmente più di 500 milioni di telespettatori.</p>
<p>Credo che l&#8217;attenzione da me dedicata fin dal lontano passato all&#8217;Asia (ed in particolare alla Cina) fosse davvero ben posta e che oggi ci si accorga finalmente come e dove si stanno spostando i punti di riferimento dell&#8217;economia e della politica mondiale.</p>
<p><b>Al Cairo per il Peacekeeping</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_419" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak.jpg"><img class="size-medium wp-image-419" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak-300x214.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodimubarak-300x214.jpg" alt="con Hosni Mubarak" height="214" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Hosni Mubarak</dd>
</dl>
</div>
<p>Anche in questo caso con riferimento al Peacekeeping in Africa ma con allargamento ai principali temi politici (soprattutto il Medio Oriente) è stato il viaggio in Egitto, proprio nel giorno immediatamente precedente la tregua di Gaza.<br />
Sui problemi tecnici del Peacekeeping e sul ruolo dell&#8217;Egitto si è concentrato l&#8217;incontro con il Ministro della Difesa Tantawi e con il Ministro per la Cooperazione Internazionale, Signora Aboulnaga. Si è invece parlato soprattutto di politica internazionale nel lungo e amichevole incontro con il Presidente Mubarak.<br />
Indubbiamente, anche spinto da necessità di politica interna, il Presidente Mubarak è riuscito ad organizzare una tregua che, se anche non potrà dare pace duratura al Medio Oriente, ha però il grande merito di porre termine al tragico elenco di vittime dei bombardamenti di Gaza.</p>
<p><b>Infine in Messico</b></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_421" class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti.jpg"><img class="size-medium wp-image-421" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti-300x205.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodigonzalessanguinetti-300x205.jpg" alt="con Gonzales, Lagos e Sanguinetti" height="205" width="300"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Gonzales, Lagos e Sanguinetti</dd>
</dl>
</div>
<p>Diversa è stata la motivazione del viaggio in <a href="http://www.cronica.com.mx/nota.php?id_nota=411341" mce_href="http://www.cronica.com.mx/nota.php?id_nota=411341" target="_blank">Messico</a>, dove sono stato invitato dal Senato messicano a partecipare al dialogo fra le forze politiche e sociali per riflettere e formulare rimedi riguardo alle conseguenze della crisi economica mondiale sul Paese.<br />
Questo lungo &#8220;dialogo&#8221; è stato preceduto da un seminario a cui ho partecipato insieme all&#8217;ex Primo Ministro Spagnolo Felipe Gonzales e agli ex Presidenti della Repubblica del Cile Lagos e dell&#8217;Uruguay Sanguinetti.<br />
Il dibattito si è concentrato sulla politica necessaria per diversificare l&#8217;export del Paese (ora per oltre l&#8217;80% verso gli Stati Uniti) e sugli strumenti da adottare per fare riprendere gli investimenti ora in grandissima crisi.<br />
Alle analisi economiche si è affiancato l&#8217;esame delle conseguenze di una criminalità diffusa, che è arrivata a produrre 6.270 morti solo nel corso del 2008.</p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_422" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg" mce_href="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg"><img class="size-medium wp-image-422" src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg" mce_src="http://www.romanoprodi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/prodicalderon.jpg" alt="con Calderon" height="150" width="200"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">con Calderon</dd>
</dl>
</div>
<p>Su questi temi si sono concentrati anche gli incontri con il Presidente della Repubblica Calderon e con i massimi rappresentanti dei tre maggiori partiti rappresentati in Parlamento, cioè il Partito di Azione Nazionale (PAN), il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI) e il Partito della Rivoluzione Democratica (PRD).<br />
Con i rappresentanti di numerose Associazioni non Governative e negli incontri all&#8217;Università Iberoamericana di Puebla (gestita dai gesuiti) e all&#8217;Università Statale di Città del Messico l&#8217;interesse è stato soprattutto sulle Piccole e Medie Imprese Italiane, sulla politica per lo sviluppo e la lotta alla criminalità nel Mezzogiorno e, soprattutto, sull&#8217;esperienza politica dell&#8217;Ulivo, alla quale è dedicato (da tutte le categorie incontrate) un particolare interesse.<br />
Non è stato sempre agevole spiegare a tanti appassionati osservatori perché l&#8217;Ulivo sia prematuramente appassito.</p>
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		<title>Incontro con Romano Prodi</title>
		<link>http://www.romanoprodi.it/documenti/incontro-con-romano-prodi_30.html</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 12:14:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incontro con Romano Prodi nell&#8217;ambito della Scuola estiva dell&#8217;Associazione Rosa Bianca dal titolo &#8220;L&#8217;aratro, l&#8217;ipod e le stelle&#8221; (28-31 agosto 2008)

Un&#8217;analisi a 360° sul momento della politica internazionale, sul mondo, sull&#8217;Europa, i paesi emergenti. Romano Prodi tiene una lezione in occasione della Scuola dell&#8217;Associazione La Rosa Bianca che si è tenuta a Roncegno in provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Incontro con Romano Prodi nell&#8217;ambito della Scuola estiva dell&#8217;Associazione Rosa Bianca dal titolo &#8220;L&#8217;aratro, l&#8217;ipod e le stelle&#8221; (28-31 agosto 2008)</p>
<p><img style="margin: 0px 10px 1px 0px;" src="/immagini/prodi_5sm.jpg" alt="" align="right" /><br />
Un&#8217;analisi a 360° sul momento della politica internazionale, sul mondo, sull&#8217;Europa, i paesi emergenti. Romano Prodi tiene una lezione in occasione della Scuola dell&#8217;Associazione La Rosa Bianca che si è tenuta a Roncegno in provincia di Trento lo scorso 29 agosto. E nello stile tipico di una lezione accademica (rispettando addirittura i 45 minuti accademici come tiene a sottolineare chiudendo il suo intervento) il 2 volte presidente del Consiglio cerca di tracciare un quadro dello stato dei rapporti internazionali più rigoroso e sobrio possibile andando al nocciolo dei problemi più scottanti.</p>
<p>L&#8217;incipit è dedicato ai giornalisti di politica interna presenti in platea, &#8220;mi dispiace molto ma non parlo di politica nazionale, ho preso la mia decisione e con coerenza la mantengo&#8221;. Dunque nessun cenno al dibattito interno quotidiano, è il mondo ad essere protagonista delle parole del professore. Così dopo un breve ma intenso ricordo del giornalista Paolo Giuntella, scomparso recentemente, Prodi parte prendendo in considerazione l&#8217;anno in corso in buona parte già trascorso. Un anno di svolta. Per le elezioni americane in programma il 4 novembre che potrebbero permettere agli Stati Uniti di voltare pagina con effetti del tutto imprevedibili.</p>
<p>Per le olimpiadi che hanno portato l&#8217;efficienza cinese agli occhi del mondo. Per la scoperta da parte dell&#8217;opinione pubblica di un ruolo più assertivo della Russia di Putin (anche se gli esperti e gli addetti ai lavori se n&#8217;erano accorti da un bel po&#8217;). Per l&#8217;Europa Unita che dopo l&#8217;allargamento a 27 per la prima volta si trova con i fatti della Georgia ad affrontare una crisi ai suoi confini e intanto è impegnata a ratificare il Trattato di Lisbona respinto dall&#8217;Irlanda e ad organizzare le elezioni del 2009.</p>
<p>Parlando degli stati uniti dell&#8217;era Bush Prodi si sofferma sugli effetti del monopolarismo e soprattutto se ora si può parlare ancora di un&#8217;era monopolari sta. Di certo la guerra in Iraq, a detta del professore un grande errore percepito già al tempo dei fatti, ha visto un&#8217;America isolata con accanto la Gran Bretagna e pochi altri paesi. La sua idea fin dagli inizi della campagna elettorale fu quella di ritirare i nostri soldati. Cosa che puntualmente avvenne e Bush riconobbe subito la coerenza di Prodi, sego che se con gli Usa si è coerenti e realisti ma sempre leali il dialogo e l&#8217;amicizia non possono che procedere in maniera positiva.</p>
<p>Poi la Cina. Prodi non può fare a meno di scorgere tutta la forza della crescita cinese in tutti i campi. Non ignora il lungo cammino da fare ancora in tema di diritti umani ma comprende anche che tante questioni di cui oggi si può dibattere in passato erano un tabù. Tra i tanti esempi del boom cinese la loro penetrabilità nei mercati africani. E allora ormai è impensabile un G8 senza la Cina, l&#8217;India, il Brasile, il SudAfrica. Il professore ha presenziato a 10 G8 percependo i grandi cambiamenti che hanno visto protagonista questo consesso in 10 anni.</p>
<p>Poi il lungo capitolo sull&#8217;Europa. L&#8217;esperienza dell&#8217;europeista convinto Prodi è stata a suo dire entusiasmante. Si tratta per il Presidente di un organismo totalmente diverso da tutti gli altri di ogni epoca proprio perchè nasce da una proposta , da un&#8217;idea non da guerre né da manovre politiche. Ma i problemi esistono e oggi a bloccare lo sviluppo definitivo dell&#8217;Europa sono due problemi:<br />
1. L&#8217;obbligatorietà dell&#8217;unanimità che &#8220;non potrebbe essere rispettata neanche in una riunione di condominio&#8221; e<br />
2. La mancanza di una clausola di uscita, invocabile proprio per casi come quello irlandese.<br />
Quindi Prodi si sofferma sul racconto dell&#8217;allargamento a 27 proposto dalla Commissione da lui guidata chiarendo che il processo non è ancora terminato prima dell&#8217;annessione dei paesi dell&#8217;ex Jugoslavia e dell&#8217;Albania. Infine una proposta personale, l&#8217;avvio di una cooperazione rafforzata con i paesi confinanti creando una sorta di &#8220;Anello degli amici&#8221; (paesi del Maghreb, Ucraina e Bielorussia, ecc.) che pur non facendo parte dell&#8217;Unione possano adottarne le politiche in campo economico e sociale.</p>
<p>La chiosa è proprio sull&#8217;importanza delle Organizzazioni internazionali , Onu, Ue, Nato, ma anche Unione Africana (&#8221;giovane e con un grande bisogno di aiuto per crescere&#8221;) per creare un multilateralismo virtuoso da non confondere col multilateralismo &#8220;bloccato&#8221; della guerra fredda per assicurare al mondo un futuro di pace.</p>
<p>Cliccando il link sottostante a Radio Radicale sarà possibile anche ascoltare il dialogo tra il professore e alcuni studenti che ha fatto seguito alla lezione.<br />
<a href="http://www.radioradicale.it/scheda/261074/parlando-di-futuro-con-le-finestre-spalancate-sul-mondo">www.radioradicale.it</a></p>
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